Dolcezze di nonna

Quella di oggi è una torta deliziosa e semplicissima che ricordail tempo trascorso nei rifugi alpini,durante la settimana bianca

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se l’abbiniamo ad una tisana ai frutti di bosco o ad un profumatissimo vin brulè, la sensazione sarà sicuramente quella di trovarsi tra l’imperiosa maestà delle altitudini alpine

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La ricetta mi è stata data da mia figlia Giulia che, essendo celiaca, cerca le ricette con le farine alternative , devo dire che questa è davvero speciale!

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TORTA GIULIA

  • 150 gr di farina di grano saraceno
  • 100 gr di farina di riso( o farina macinata a pietra tipo 5)
  • 2 uova
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 125 gr di olio di arachide
  • 1\2 bicchierino di rum aromatico
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 10 noci sgusciate
  • 2 mele golden
  • marmellata di frutti di bosco

ESECUZIONE

Sgusciate le noci e tagliate a tocchetti le mele dopo averle sbucciate; mettete nel robot da cucina le farine, lo zucchero, l’olio, le uova, il rum ed il lievito.Amalgamate bene gli ingredienti e, a parte, unite le noci tritate grossolanamente e le mele a tocchetti.

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Imburrate e infarinate una tortiera a cerniera e versatevi il composto

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infornate a forno caldo a 180° per circa 45 minuti

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Quando sarà pronta e raffreddata, tagliatela a metà in orizzontale e farcitela con la marmellata di frutti di bosco, o con un’altra marmellata  a vostro piacimento, ed in ultimo cospargete la superficie con zucchero a veloIMG_3216

E’ ottima per la colazione, magari abbinata ad una crostata

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ma, come ho detto, è assolutamente superlativa, servita con abbondante panna montata e con una tisana dal gusto di montagna

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Buon Appetito

 

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Cucina fantasia

IMG_2612Siamo alla solita raccolta frigo per far fuori tutto prima delle vacanze

In questi casi la fantasia viene in aiuto e nascono le composizioni più disparate

Se anche il tempo disponibile è poco, delle rassicuranti polpette diventano un polpettone e la frittura golosa diventa una meno impegnativa cottura al forno, guadagnandoci però in salute!

POLPETTONE TIPO ASCOLANO

  • 500 gr di carne macinata
  • 100 gr di mortadella
  • 100 gr di pecorino semi stagionato
  • erbe aromatiche a piacere (maggiorana, prezzemolo, timo)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 uovo
  • pane grattugiato
  • noce moscata
  • sale pepe
  • olio evo
  • 100 gr di olive verdi
  • 100 gr di pancetta arrotolata

ESECUZIONE

Mettete nel mixerla mortadella, il pecorino, le erbe aromatiche, l’aglio e parte delle olive,

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Aggiungete al composto ottenuto la carne macinata , l’uovo e condite con sale e pepe e noce moscata

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Amalgamate perfettamente il composto , se dovesse risultare troppo morbido, aggiungete un po’ di pane grattugiato,  preparate un foglio di carta forno ingendolo con olio evo

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mettete sopra il’impasto

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coprite con un altro foglio di carta forno

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aiutandovi con il mattarello date una forma rettangolare

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tagliuzzate le olive rimaste in modo grossolanoIMG_3229

disponete sul rettangolo di carne la  pancetta e le olive sminuzzate

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aiutandovi con la carta forno formate il polpettone

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chiudetelo nella carta forno

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mettete il rotolo sulla leccarda del forno e cuocete a 180* per 1 ora

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a cottura avvenuta fate raffreddare prima di tagliarlo

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e servitelo a fette  accompagnato con un   maionese possibilmente fatta in casa

IMG_3242per terminare il pasto vi consiglio un’insalata variopinta di arance, radicchio variegato, e finocchi

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Buon Appetito

La patisserie

Nei nostri sogni di bambini, c’è sicuramente il cabaret  o guantiera a seconda della nostra provenienza regionale, di paste della domenica

La domenica mattina degli anni ’60 era molto simile in ogni parte d’Italia : la mamma iniziava la mattina molto presto a preparare il pranzo domenicale, quindi tutti insieme alla Messa delle 11 e prima del rientro a casa, la tappa nella pasticceria di quartiere, era obbligatoria !

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Tra le meraviglie racchiuse nel cartoccio che papà portava con tanta attenzione affinché le prelibate creme e panna non si mischiassero,  spiccavano le millefoglie che io apprezzavo ed apprezzo davvero molto

Oggi siamo più propensi a prepararci tutto in casa sia perché le abitudini sono notevolmente cambiate ed anche perché non sempre i prodotti che si trovano in commercio nelle grandi catene hanno lo stesso sapore che avevano quelli della nostra infanzia.

In più è davvero confortante  lo scoprire che con l’aiuto di una pasta sfoglia di ottima qualità già confezionata , possiamo preparare in casa delle pastine millefoglie che nulla hanno da invidiare all’alta pasticceria

MILLEFOGLIE CHANTILLY

  • 1 rotolo di pasta sfoglia stesa rettangolare
  • 75 gr di zucchero a velo
  • 500 gr di crema chantilly

ESECUZIONE

Tagliate a metà la pasta sfoglia, mettete i 2 rettangoli di pasta sulla placca del forno ricoperta da carta forno e bucherellatela con una forchetta per evitare che in cottura si alzi troppo  fate cuocere a 160°sino a quando inizierà a dorare

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Rimettete la sfoglia in forno dopo aver cosparso la superficie di zucchero a velo

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e cuocete sino a quando si saranno caramellati ( un po’ meno di quanto abbia fatto io!)

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Mischiate la crema pasticciera fatta secondo la vostra ricetta preferita  con 1\2 L di latte ( io ho fatto la crema bimby) con 250 gr di panna montata

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e mischiate molto bene facendo attenzione a non far smontare la panna

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Mettete in un sac a poche la chantilly aiutandovi con un bicchiere

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chiudetelo bene e tagliatelo all’estremità

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con la crema ottenuta ricoprite un rettangolo di pasta sfoglia

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mettete sopra l’altro rettangolo di pastaIMG_3116

cospargete abbondantemente con zucchero a velo

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cercate di livellare la crema meglio che potete

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con l’aiuto di un coltello seghettato perfettamente affilato, tagliate la torta a quadri

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e servitelo come dessert del pranzo domenicale oppure, cosa più consona ai nostri tempi, gustatevelo quando avete voglia di coccole

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Buona Appetito

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Gli umidi, generalmante,sono i piatti che più appetiscono;

quindi è bene darsi per essi una cura speciale; onde riescano delicati, di buon gusto e di facile digestione .Sono in mala voce di esser nocivi alla salute ma io non ci credo.

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Così si esprimeva Pellegrino Artusi nel “la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” nella quattordicesima edizione datata 1910 a proposito del piatto invernale per eccellenza, lo stracotto-

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In queste ultime (speriamo!)giornate di freddo e pioggia un confortevole piatto come lo stracotto, è ciò che ci vuole.

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Oltretutto, contrariamente a ciò che si pensa, non impegna tanto nella preparazione poichè soltanto la cottura è davvero lunga, ma quella, si sa, la fa in solitaria!

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STRACOTTO ALLA FIORENTINA

  • 1 kg di polpa di manzo adatta alle lunghe cotture
  • 4 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 1 cipolla
  • 50 gr di rigatino teso
  • olio evo
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • 500 gr di pomodoro pelati
  • sale, pepe-

ESECUZIONE

Aprite a libro la carne , salate e pepate e mettete 2 carote lavate e ben pulite

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Avvolgete il pezzo di carne con il rigatino a fette e legate bene con il refe da cucina

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In una cassaruola adatta alle lunghe cotture, mettetev l’olio evo il pezzo di carne e le rimanenti verdure tagliate a tocchi

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Iniziate la cottura a fuoco vivo e fate ben colorire

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Quindi bagnate con il vino e fatelo evaporare completamente

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Appena non ci sarà più parte liquida ma solo grassa

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aggiungete i pomodori pelati,

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Fate cuocere piano piano,per tre ore ed anche più se vi sarà possibile, aggiungendo, se occorre un po’ d’acqua calda;

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A cottura ultimata, passate il sugo con il passaverdura

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levate la carne dalla pentola

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e tagliatela appena si sarà raffreddata per evitare che si sfaldi

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Prima di servirla fate scaldare solo il sugo

img_3170Aggiustate di sale e pepe

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e servite con polenta o purè.

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Lo stracotto con la polenta  abbinato ad un’insalata di cavolo rosso crudo è un piatto più che unico e di grande allegria!

Buon Appetito

Venerdì pesce

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Devo ammetterlo, non sono una grande appassionata, il pesce che mangio deve essere di prima qualità e considerando il prezzo, spesso mi rivolgo ad altre soluzioni.

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Per il pesce azzurro quando è freschissimo però ho una simpatia particolare perché trovo che nelle sue tenere carni si imprigioni perfettamente il gusto del mare

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Unendo la simpatia per il prodotto con l’attenzione dovuta alla salute mia e dei familiari, ho deciso di preparare almeno una volta la settimana proprio il pesce azzurro e questo venerdì è toccato allo sgombro

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La maggior parte delle persone visualizza lo sgombro nella tipica scatoletta di latta, cioè conservato, senza rendersi conto di quel che si acquista in salute ed in sapore se lo si consuma fresco.

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La preparazione di oggi è davvero velocissima il tempo che un familiare si offra volontario per preparare la tavola, voi avrete preparato una pietanza   davvero da leccarsi i baffi

SGOMBRO IN SALSA SFIZIOSA

  • 500 gr di sgombri
  • 4 pomodori oblunghi
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • capperi
  • olive taggiasche denocciolate
  • pinoli
  • peperoncino
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Squamate gli sgombri, privateli delle interiora, lavateli bene e apriteli a libro o, se preferite, fateli a filetti, quindi metteteli, dalla parte della pelle,  in padella dove avrete fatto soffriggere lo spicchio d’aglio

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Aparte tritate il prezzemolo, i capperi, le olive, il peperoncino ed i pinoli

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Tagliate i pomodori a rondelle e metteteli sopra gli sgombri, salate e pepate

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Aggiungete anche il trito sfizioso

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Sfumate con poco vino bianco, mettete il coperchio e fate cuocere, per 5 minuti senza mai girare, a fuoco medio, il tempo che il vino evapori

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Servite immediatamente con una bottiglia fredda…anzi…issima di Chardonnay e…

Buon Appetito

Orecchiette cremose

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Nel periodo in cui siamo stati in Puglia ho imparato ad apprezzare moltissimo la cucina locale.

Si tratta davvero di un tripudio di bontà, carne e pesce superlativi, verdure magistrali preparate in mille modi sani e veloci  ma i primi sono davvero il loro fiore all’occhiello.

Tra questi le orecchiette sono il must come bontà e anche come tradizione, infatti vedere le massaie impegnate nella loro preparazione sull’uscio di casa con gesti antichi e velocissimi mentre chiacchierano del più e del meno è certamente una cosa che fa bene al cuore.

Queste signore vendono ai passanti , soprattutto turisti, il loro prodotto i quali, una volta provate queste bontà, non riescono più a farne a meno.

Anch’io sono schiava di questa dipendenza e spesso cucino le orecchiette, magari rinventandole a modo mio.

Proprio le orecchiette sono le protagoniste della ricetta di oggi

ORECCHIETTE  CREMOSE

  • 400 gr di orecchiette fresche
  • 300 gr di cime di rapa
  • 40 gr di noci
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 50 gr di pecorino romano
  • sale pepe
  • peperoncino

Mondate e lavate perfettamente  le cime di rapa dividendo i gambi dalle foglie: scottate i primi per qualche minuto a parte in pentola a pressione e mettete le altre tagliate a filetti nella pentola dove cuocerete la pasta mettendola sul fuoco.

In padella, dove sarà possibile saltare la pasta, soffriggete lo spicchio d’aglio con il peperoncino e toglieteli entrambi appena avranno preso colore.

Passate al passaverdure i gambi di cime di rapa e mettete la polpa ottenuta in padella con l’olio aromatizzato all’aglio

Quando l’acqua della pasta inizierà il bollore, salatela e gettate le orecchiette .

Mentre cuociono, setacciate la ricotta ed amalgamatela con il pecorino e conditela con sale, pepe ed un cucchiaio di olio evo

Scolate la pasta e mettetela nella padella, unite la ricotta e ripassate velocemente aggiungendo poca acqua di cottura

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Sgusciate le noci

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ed unitele alla pasta come decorazione del piatto

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Buon Appetito

 

Quaresima = Digiuno

Parlare di digiuno in un Blog di cucina mi pare davvero un’assurdità. Oggi però è il primo giorno di Quaresima ed io, vecchia (????) nonna rispettosa delle tradizioni, voglio proporvi solo una semplicissima insalata che nella sua povertà non ci farà sicuramente peccare… anche se, devo ammettere, è talmente gustosa che forse un peccatuccio veniale dovremo confessarlo!

INSALATA DI RADICCHIO ALLA BAGNA CAUDA

  • 2 cespi di radicchio rosso
  • 3 spicchi d’aglio
  • 4 filetti d’acciuga sott’olio
  • olio evo qb
  • aceto di vino bianco qb
  • un pizzico di sale, pepe
  • noci

ESECUZIONE

Iniziate lavando perfettamente l’insalata e tagliandola a filetti. In un pentolino mettete a scaldare l’olio con l’aglio tagliato a fettine

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Appena l’aglio inizierà a soffriggere  schiacciatelo con la forchetta e toglietelo dal fuoco. Lontano dal fuoco  unite i filetti d’acciuga , il sale, il pepe e l’aceto. Rimettete sul fuoco bassissimo e aiutandovi con la forchetta create una salsa

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Condite con metà della  salsina ottenuta l’insalata

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Mischiate molto bene

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ed aggiungete il resto della salsa e se volete, piccolissimi crostini di pane

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Fate questa operazione almeno 1 ora prima di consumarla per permettere al condimento di amalgamarsi perfettamente con l’insalata e servite con noci sgusciate a parte

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Se proprio volete esagerare, nonostante il veto quaresimale, 2 uova sode le potete aggiungere senza aggravare troppo la vostra posizione!

Buon Appetito

e per concludere…LE RAVIOLE

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Ultimo giorno di Carnevale, ultimo giorno di baldoria anche per quel che riguarda la cucina.

Per festeggiare degnamente mi rifaccio, come al solito, alle mie nonne, le quali, non consideravano  il Carnevale se, tra i dolci tipici, quali le bugie (frappe, cenci, crostoli chiacchiere…o come volete chiamarli), non c’era anche un vassoio di raviole dolci, (chiamate al femminile perché sembrava più raffinato) farcite con marmellata di more o crema al cioccolato o ricotta condita con un goccio di rum e polvere di caffè come racconto nel mio libro.

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I’impasto è lo stesso che usavano per preparare le bugie, ma il cuore morbido e cremoso le rendeva ancora più ricercate tra noi bambini

RAVIOLI DOLCI FRITTI

  • impasto per bugie con la ricetta che preferite
  • marmellata a piacere
  • crema di nocciole (Nutella)

per la farcitura alla ricotta

  • 100 gr di ricotta vaccina freschissima
  • 1 cucchiaino di caffè in polvere
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 bicchierino di rum da pasticceria 1
  • 1 tuorlo d’uovo
  • olio per friggere
  • zucchero a velo

ESECUZIONE

Per spiegarvi l’esecuzione di questi dolci, vi riporto fedelmente il brano del mio libro che tratta questa ricetta:

“Si tratta di  varianti alle bugie di Carnevale :l’impasto è lo stesso

img_3138ma, mentre nel primo caso la pasta viene semplicemente tagliata

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e fritta

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nel secondo caso viene stesa e farcita prima di friggerla.Amalgamate tutti gli ingredienti per la pasta basa sulla spianatoia e fate riposare per circa 1 ora. A questo punto stendetela in una sfoglia sottile. Se volete procedere con le bugie tagliate tante striscioline di pasta e formate dei nodi che andranno fritti in olio bollente , quindi spolverizzati con zucchero a velo

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Se invece volete procedere con i ravioli dolci stendete la sfoglia e procedete come i normali ravioli per la farcitura di marmellata o crema di nocciole:

fate strisce di pasta abbastanza sottili

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aiutandovi con un cucchiaino mettete la farcitura desiderata

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richiudete su se stessa la pasta

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aiutandovi con una rotellina che sigilla ( se non avete questo attrezzo, potete sigillare i ravioli con i rebbi della forchetta) tagliate i ravioli

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Quando saranno tutti pronti

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friggeteli in abbondante olio di semi.Quindi scolateli bene dall’unto e cospargeteli con zucchero a velo.

Se volete preparare la farcitura con la ricotta (che vi consiglio caldamente), dovete prima amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti  con le fruste elettriche facendo attenzione che l’impasto non resti troppo fluido, se così fosse aggiungete degli amaretti frantumati perfettamente nel frullino e procedere come per gli altri ravioli.

I ravioli dolci sono ottimi anche al forno”

Buon Carnevale

 

 

Fritto:wanted !

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In questi giorni del Carnevale, sulle nostre tavole, si abusa con le fritture

Particolarmente sono i dolci a farla da padroni, ma io, che non mi faccio mai mancare nulla, ho pensato che un bel piatto di carciofi fritti ci sarebbe stato proprio bene, prima di iniziare le astinenze quaresimali!

Allora per aiutare comunque le vostre digestioni, limiterò le solite disquisizioni neo melodiche ed andrò subito al sodo, pubblicando, senza tante introduzioni, la ricetta dei carciofi fritti in pastella di ceci che trovo davvero interessante.

CARCIOFI FRITTI IN PASTELLA DI CECI

  • 4 carciofi
  • 200 gr di farina di ceci
  • 1 uovo
  • acqua gassata  molto fredda qb
  • maggiorana
  • erba cipollina
  • prezzemolo
  • sale pepe
  • olio di arachidi per friggere

ESECUZIONE

Pulite e tagliate a fettine i carciofi e metteteli in attesa in acqua acidula con succo di limone; metteteli quindi a cuocere  a vapore per circa 10 minuti.

Nel frattempo preparate la pastella: stemperate la farina di ceci, precedentemente setacciata, con l’uovo e con l’acqua sino a quando otterrete una pastella consistente

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unite le erbe aromatiche tritate, sale e pepe e, aiutandovi con le fruste elettriche, date la giusta consistenza

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Mettete nella pastella i carciofi che , con la cottura a vapore, saranno a metà cottura

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e friggete in abbondante olio di arachide

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Quando avranno raggiunto la giusta doratura, scolarli molto bene su carta assorbente

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e serviteli come piatto unico accompagnati da una insalata di radicchio rossoimg_2654

Buon Appetito….evviva il Carnevale con tutti i suoi fritti!

Domenica italiana

Se ripenso alle domeniche della mia infanzia , rivedo la mia nonna alle prese con la preparazione dei suoi impareggiabili gnocchi

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Il primo step consisteva nel preparare il pesto che, con il suo inconfondibile profumo, riempiva tutta casa.

Mentre la patate venivano messe a bollire per la preparazione degli gnocchi, la nonna estraeva magicamente dalla madia il vecchio mortaio appartenuto alla sua nonna ed iniziava con la sinfonia del pesto

L’inizio era sempre lo stesso: l’aglio di Mariuccia di Vessalico, veniva pestato insieme ad una piccola “brancà” ( manciatina) di sale grosso, sino ad ottenere una poltiglia, quindi era la volta dei pinoli, anch’essi pestati con la solita maestria, il famoso “giro di polso”, e il risultato, cremoso, doveva rivestire le pareti del mortaio in modo omogeneo.

Era, quindi, la volta del prezioso e tenero basilico aggiunto un po’ alla volta, per il rispetto dovuto a tanta delicatezza !

Gli ultimi ingredienti da aggiungere erano il parmigiano , messo tutto in una volta ,e l’olio di Toirano versato goccia a goccia sino ad ottenere una salsa delicatissima e profumatissima

PESTO GENOVESE ( ricetta del consorzio del pesto genovese)

  • 50 gr di basilico di Pra a foglia piccola
  • 1\2 bicchiere di olio extra vergine di oliva di ponente
  • 6  cucchiai di parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di pecorino fiore sardo
  • 1 spicchio d’aglio di Vessalico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • qualche grano di sale grosso

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Certo un po’ mi vergogno a preparare il pesto con il frullino ad immersione, ma cerco comunque di usare ingredienti di prima qualità e metterci tutta la passione che era propria della mia nonna

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Preparato il pesto e cotte le patate, la vecchia madia diventava magicamente l’asse per la preparazione degli gnocchi e la nonna si affrettava a schiacciare le patate ( lo faceva con il matterello!) che dovevano raffreddare prima della preparazione.

Nel frattempo preparava il “sugo al rosmarino”

SUGO AL ROSMARINO

  • 3 rametti di rosmarino
  • 1\2 cipolla
  • 1 manciata di pinoli
  • olio evo
  • 30 gr di burro
  • 400 gr di salsa di pomodoro
  • sale, pepe ( facoltativo)

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Tritava finemente, ma finemente davvero, con la mezzaluna gli aghi di 3 rametti di rosmarino con 1\2 cipolla bianca ed una manciata di pinoli

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Li metteva a rosolare in un tegame di terracotta con olio e burro

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e, appena il trito iniziava a prendere colore, aggiungeva il pomodoro, aggiustava di sale e faceva ben restringere la salsa

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A questo punto si iniziava con la pasta.

GNOCCHI DI NONNA QUANITA

  • 1 e 1\2 kg di patate vecchie
  • 3 etti di farina 0
  • 100 gr di parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • sale

In aggiunta alle patate ormai raffreddate, metteva sulla spianatoia la farina ( un po’ per volta) il parmigiano, l’olio, l’uovo ed un pizzico di sale

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ed iniziava ad impastare velocemente aggiungendo, se serviva, tutta la farina. Ottenuto un impasto di giusta consistenza, si “armava” di matterello

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e stendeva l’impasto non prima di averlo ben infarinato da ambo le parti

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Con la rotellina tagliava delle striscie che, con velocissimi gesti ,tramutava in rotolini di spessore uniforme

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A questo punto restavo sempre incantata dalla precisione con cui tagliava i piccolissimi gnocchetti .

Mi capitò una volta di domandarle come facesse ad essere così precisa considerando la velocità con la quale lavorava e la sua risposta la porto sempre nel cuore:

“Ninin ( tesoro), ascolta che musica armoniosa esce da queste mosse, se sentirai  una nota  stonata, significherà  che il ritmo si sarà interrotto e non saranno tutti uguali!

Questa regola l’ho tenuta presente in tutte le cose della vita : ciò che bisogna sempre perseguire è l’armonia!

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La parte più bella e buona, in fine, era il momento in cui questi grandi vassoi di gnocchetti, venivano gettati nell’acqua bollente img_3102

e appena risalivano a galla, venivano conditi, direttamente nella pentola, per quanto riguarda il sugo

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fatti ben insaporire con esso

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ricoperti ancora di parmigiano

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serviti, quindi,  ai commensali impazienti

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Mentre quelli al pesto, che come è noto, non deve cuocere, erano serviti  nella zuppiera con l’aggiunta di un po’ di burro

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Ambedue le soluzioni risultavano sempre molto gradite a tutti, perché, alla fine, i piatti erano sempre più che puliti!

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Buon Appetito