Il ritorno ad Itaca

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Ciascuno di noi ha la propria Itaca.

Il luogo dove si desidera sempre ritornare per farsi bambino e rivivere le piacevoli sensazioni dell’infanzia.

Per me questo luogo si chiama Albenga.

E’ la cittadina dove sono nata ed ho trascorso l’adolescenza,proprio su uno scoglio che si trova in un’ansa della costa albenganese,andavo a rifugiarmi quando avevo bisogno di guardarmi dentro e stare un po’ a riflettere con me stessa,l’unico mio compagno era il mare,soprattutto quello invernale,rumoroso,irruento ed impetuoso…..e’ strano,ma mi calmava!

ancora ora,quando sono ad Albenga,mi capita di ritrovarmi seduta a guardare il mare ,rifugiandomi li’ quando ho bisogno ,attraverso i ricordi felici,di ricaricarmi e ricominciare con la giusta energia.Immagine

Nei miei ricordi c’è sempre la mia nonna.

I miei genitori avevano varie attività commerciali ed io ero sempre con lei e le tate

Ricordo nitidamente le sue mani operose che,ai miei occhi di bimba,parevano magiche da quanto erano veloci nel fare le cose!

erano sempre intente a fare qualche lavoro artistico con l’uncinetto ( o crochet ,come diceva lei ) oppure a confezionarsi  un abito perché,diceva,e’ sempre meglio non perdere le buone abitudini ( e’ stata sarta per molti anni ed era anche molto quotata nella zona )

O ancora a preparare succulenti manicaretti.

La sua passione culinaria non era poi così dirompente,ma c’era un piatto per il quale andava davvero pazza,per questo motivo  lo cucinava spesso. Si tratta della buridda di stoccafisso

Se devo essere sincera, non ho mai apprezzato molto questo piatto ma ad intingere le baghette calde fatte tostare con burro ed erbe di Liguria, non ho mai resistito.

Stranamente, proprio perché non e’ certo il mio piatto preferito,la buridda della nonna e’ il mio cibo della memoria ( insieme ad una brioche che mangiavo nella prima infanzia, ma questa e’ un’ altra storia…) i suoi colori, il profumo, l’intenso gusto, risvegliano in me sensazioni di tenerezza impareggiabile.

Oggi ,posterò la personalissima ricetta della buridda di mia nonna Quanita.

In questo modo, per mano, vi condurrò nella mia Itaca, la mia vita che lei mi ha insegnato senza tanti clamori o prediche, ma con infinito amore, umiltà e rispetto sollevandomi quando ne ho avuto bisogno, ma mai evitandomi di cadere, la cosa più difficile. Grazie a ciò sono quella che sono, nel bene e nel male.

Ho divagato troppo facendomi cullare dai pensieri romantici che mi contraddistinguono. Torniamo sulla Terra ed andiamo alla ricetta:

  •  BURIDDA di STOCCAFISSO di NONNA QUANITTA
  • 1/2kg di stoccafisso già bagnato e pulito
  • 12kg di patate
  • 12kg di pomodori
  • 1cipolla
  • 1scalogno
  • 1spicchio d’aglio
  • 1cucchiaio di pinoli
  • 50 gr di noci sgusciate e ridotte a pezzetti
  • 2filetti di acciughe dissalate
  • 20 gr di funghi secchi
  • 2 hg di olive taggiasche
  • olio evo
  • 1/2bicchiere di vino bianco
  • prezzemolo
  • sale
  • pepe

ESECUZIONE

Asciugate lo stoccafisso e tamponatelo.Infarinatelo leggermente e fatelo dorare,quindi mettetelo da parte.

Tagliate a cubotti le patate spellate.

Soffriggete la cipolla,l’aglio,lo scalogno tritati ,in olio evo

Unire i pinoli,le noci,le acciughe spezzettate e far insaporire

Aggiungere anche i funghi dopo averli lasciati un po’ in ammollo in acqua calda e poi tritati.

Insaporire bene il tutto,sempre girando,e sfumare con il vino bianco.

Mettere in pentola le patate e lo stoccafisso ed i pomodori pelati e spezzettati grossolanamente.

Fate cuocere il tutto a fuoco lento per circa mezz’ora

A questo punto unire le olive ,aggiustare di sale,spolverare di pepe e prezzemolo tritato.

Servite in terrine individuali con baghette tagliate a rondelle ,passate nel burro salato ed erbe liguri ( o provenzali, sono la stessa cosa)

P.S. L’uso della baguette e’ normale in Liguria vista la vicinanza con la Francia comunque ,un buon pane ai 5 cereali,ci sta benissimo, l’importante e’ il passaggio nel burro. Lo so,qualcuno storcerà il naso,ma come diceva Cicerone…..semel in anno licet insavire……e noi….insaviamo!

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12 pensieri su “Il ritorno ad Itaca

  1. I ricordi..i luoghi felici, quelli delle riflessioni..io li chiamo i posti allo specchio, angoli nel mondo dove leggersi dentro..
    Che opere d’arte sono quei centrini..e il copriletto???
    Splendido bacio

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  2. Come era brava la tua nonna Tiz !Hai dei pezzi di valore inestimabile ….la coperta è uno spettacolo!
    Anch’io ricordo nonna Olimpia che faceva il crochet…ed è l’unica cosa che io, pur non essendo così brava faccio volentieri…lei me lo ha insegnato.
    Deve essere buonissima anche la ricetta…io come te intufferei volentieri la baguette nel sughetto…
    senza mangiare altro!
    Bello questo tuo ricordo complimenti alle mani di nonna Quanita…a fare l’uncinetto…ed anche un buon sughetto..è venuta fuori la rima ah ah baci tua Pat♥

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  3. Bello ed emozionante il tuo racconto! E’ bello, a volte, stare da soli.. guardare il mare e trovare dentro di noi quella pace infinita!! E’ bello altrettanto codesto sughettino.. Che voglia di inzupparci una bella fetta di pane toscano!! Slurp!!! Grazie Tiziana, super chef!❤️❤️

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  4. Cara Tiziana, il richiamo delle radici è un valore che ti entra dentro e più passa il tempo e più la nostalgia si accentua , e poi la tua nonna , quanti ricordi, che valori , che abilità nelle mani, spaziava dal cucito al ricamo, alla cucina. Come vedi l’ hai dentro di te ed è fonte di ispirazione, e ti guida in questo talento che hai ,.Si sente che le tue ricette sono fatte col cuore e con la saggezza antica, non finirò mai di ammirarti e di imparare…..ma che profumino manda questo piatto , ciao e complimenti

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  5. Complimenti per i bei lavori che vedo in queste foto . e anche per la ricetta, deve essere ottima.
    scusami volevo farti notare che c’è un errore, è evidente che è una svista, ma se vuoi puoi sistemarlo, ci sono 12 kg di pomodori e 12 di patate, immagino che debbano essere mezzo kg e mezzo kg.
    buona serata!!

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