Alla riscoperta di sapori antichi

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Ho gli occhi ed il cuore pieni di parole, profumi e sapori ricchi di bellezza! Questo è ciò che ho portato con me dopo una mattinata trascorsa al “Natale al poggio”, bellissima manifestazione svoltasi a Grassina, località vicina a Firenze, dove ho incontrato tantissime amiche carissime e sono stata tra tutto ciò che mi piace: manufatti creati con il cuore e l’anima da meravigliose donne. Questa è la gente che mi fa stare bene !

Fatta questa parentesi sentimentale, della quale ancora oggi godo i benefici, torno al mio amato cucinare e in questa giornata umida e nebbiosa ho voglia di rispolverare una vecchia ricetta contadina (te pareva, una romanticona come me non poteva che spolverare roba del tempo che fu) che mia figlia più piccola imparò alle elementari. Anna, una delle sue maestre, fece fare alla classe un lavoro molto approfondito sugli etruschi, insegnando ai bambini anche alcune ricette. Potete ben credere che io non abbia perso l’occasione per elaborarne alcune, magari aggiungendo ingredienti dei quali al tempo non si conosceva ancora l’esistenza e rendendola con piccoli accorgimenti adatte ad un gusto moderno. Così è nata la zuppa etrusca di Titti, piatto semplicissimo, gustosissimo capace anche di coccolare lo spirito nelle uggiose serate invernali.

L’ingrediente fondamentale per essere etrusca è il farro, cereale già conosciuto nella preistoria per il resto degli ingredienti. Non esiste un copyright quindi potete fare come volete, aggiungere legumi di ogni tipo, riso e grano. Per la zuppa di oggi ho usato un sacchettino contenente un misto di legumi e cereali ed è venuta gustosissima.

ZUPPA ETRUSCA DI TITTI

  • 200 gr di cereali e legumi misti
  • 1,5 l di brodo vegetale freddo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 ciuffo di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 5 pomodori secchi
  • olio evo
  • sale, pepe
  • crostini di pane aromatizzati alle erbe aromatiche (rosmarino e salvia)

ESECUZIONE

Tritate finemente l’aglio con le erbe aromatiche ed i pomodori secchi.

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Mettete il trito in una pentola con 2 cucchiai di olio e fate rosolare leggermente.

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Aggiungete il contenuto della busta ai cereali e legumi e fate insaporire bene il tutto.

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A questo punto aggiungete il brodo e fate cuocere da quando prende il bollore a fuoco bassissimo per circa 1 ora.

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Trascorso questo tempo, controllate la cottura, il sale, aggiungete un pizzico di pepe e servite in coccini di terracotta individuali accompagnate da crostini aromatizzati. Terminate il tutto con un giro di olio novo.

Questa zuppa è senz’altro migliore se mangiata il giorno dopo, ve la consiglio per una cena rustica abbinata ad un tagliere toscano: pecorini di varie stagionature, salumi vari, composte di frutta in agrodolce e le immancabili conserve di settembre.

Buon appetito e buona serata !

Magari se dopo passerete al tavolo da gioco per un burraco, dopo una cena così, vincerete di sicuro!

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18 pensieri su “Alla riscoperta di sapori antichi

  1. …come dici tu abbiamo tanto in comune, compresa la passione per la cucina. E qua si cucina molto il farro, avendo, come già ti ho detto, una figlia vegetariana, per cui è necessario curare ancora di più la cucina! A dire il vero anche la mia….bimba grande, Giulia, di 31 anni ( anche se ne dimostra 20!!!) è vegetariana, ma lei vive in Friuli, con il suo compagno e con il mio meraviglioso Unai, che ha 2 anni: quindi cucina lei, anzi, ancora di più cucina Manuel, che è bravissimo.
    ….Crostini toscani? Questa è la ricetta di ” casa Mori”, di nonna Lore e, ancor prima di lei, di nonna Bona (…ma che nome meraviglioso è!)
    Non so darti i quantitativi, ormai ne faccio delle quantità industriali, prima di natale, perchè un sacco di persone vogliono la crema per i crostini come regalo!!!!
    Faccio rosolare i fegatini, lavati e tagliati grossolanamente, in olio e burro, aggiungendo sale e pepe. Quando sono ben rosolati sfumo con vino bianco buono, quindi aggiungo un pochino di concentrato di pomodoro con mezzo dito di acqua e porto a cottura.
    A questo punto trito il tutto, in modo più o meno grossolano, senza che diventi una poltiglia: è una salsa rustica, non un patè! Aggiungo, poco alla volta ( …e qui bisogna assaggiare) capperi dissalati e filetti di acciuga, entrambi tritati, che aiutano a stemperare il dolce dei fegatini. Aggiusto di sale e pepe.
    I pezzetti di pane, RIGOROSAMENTE TOSCANO , vanno tostati in forno e leggermente inumiditi con del buon brodo, prima di metterci sopra questa meraviglia!
    Un abbraccio Emanuela
    PS…..a casa mia li preparo e li nascondo, altrimenti …….

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    • Emanuela carissima, grazie mille per la ricetta,e’ similissima alla mia, l’unica differenza è che io aggiungo un po’ di cipolla quando cuocio i fegatini……per il resto è uguale
      Alcuni al posto del vino bianco usano il vin santo, molti, soprattutto a Siena, mettono anche la milza spellata……insomma ogni famiglia ha la sua ricetta!!!!!
      Grazie mille di avermi passato la tua!
      P.S. A proposito di cose in comune, la mia figlia grande si chiama Giulia, ha 33 anni e ne dimostra 20 !!!!!!
      Che vuoi di più!!!!!!!
      Ciao cara, buona serata!

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      • anche mia suocera usava il vin santo, soltanto, però, quando e se arrivava in dono da Colle, dalla ” cugina Dina”, che…..”lo faceva il su’ marito…….”. La milza no, a casa Mori solo fegatini, ma è vero che ogni famiglia aveva ed ha la sua ricetta.
        Dalla cugina Dina ho imparato a fare la schiaccia, con i semini di finocchio….meraviglia!
        Amo questa condivisione: di ricette, di ricordi, di pezzetti di vita. passata, presente e, sicuramente, futura. Emanuela
        Ho appena finito il maglioncino rosso per l’orsetto che ho sferruzzato per il mio amore grande. ma che soddisfazione!

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      • La penso proprio come te, il blog serve per raccontarsi, imparare gli uni dagli altri in un a piacevolissima condivisione di ricordi….insomma, ci conosciamo per crescere insieme!!!!
        Un abbraccione cara amica!

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