Gli amati “nipoti” della nonna

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Mi rilassa molto rileggere le vecchie ricette che la mia nonna materna, nonna Quanita, annotava su foglietti volanti custoditi gelosamente nelle vecchie scatole di latta dei biscotti. Riguardare la sua grafia stentata, sempre più tremolante man mano che andava avanti con gli anni, mi procura ancora oggi una tenerezza quasi struggente che in questo mondo ormai intriso di superficialità, è una sensazione che fa davvero bene al cuore.

Sfogliando questi laceri fogli, mi sono imbattuta nella ricetta dei suoi famosissimi ed apprezzatissimi carciofini sott’olio. Le enormi “arbanelle”, così vengono chiamati in Liguria i barattoli di vetro per le conserve, si svuotavano in un batter d’occhio durante le cene festive in famiglia o con gli amici .

Il menù, come era abitudine negli anno ’60, si può dire che non cambiasse mai: tortellini in brodo di cima, cima con contorno di insalata russa e sott’oli vari rigorosamente conservati dalla nonna nel periodo migliore per ogni verdura, tutto “Made in ca’”.

CARCIOFINI SOTT’OLIO DI NONNA QUANITA

  • 1 kg di carciofi piccolini
  • 1/2 L di aceto bianco
  • 1/2 L di vino bianco
  • Foglie d’alloro
  • grani di pepe
  • 1 chiodo di garofano
  • 1 limone
  • Olio evo di ottima qualità q.b.

ESECUZIONE

Pulite molto bene i carciofini sino a raggiungere la parte interna bianca. Spuntateli e tagliate il gambo lasciandone solo una piccolissima parte. Immergeteli in acqua fredda acidulata con il limone. Tagliate a metà i carciofini più grossi.

Intanto mettete a bollire 1 L d’ acqua con il vino e l’ aceto in una pentola che non sia d’ alluminio, unite i grani di pepe, l’ alloro, il chiodo di garofano ed 1 cucchiaino di sale grosso. Portate il liquido rapidamente ad ebollizione quindi buttarvi i carciofini, far riprendere il bollore poi abbassare il fuoco. Lasciar cuocere dolcemente per 5 minuti. Scolateli e metteteli ad asciugare tra 2 teli ben puliti per evitare che il contatto con l’ aria li scurisca.

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Quando i carciofi saranno asciutti (ci vorrà una notte) sistemateli nei vasi ben sterilizzati, unite ancora qualche grano di pepe ed una foglia di alloro per barattolo e copriteli con l’ olio.

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Controllate il livello dell’ olio per circa 2 giorni, aggiungetene se necessario, quindi chiudete ermeticamente e conservate in luogo buio ed asciutto. Aspettate, se riuscite, almeno 2 mesi prima di consumarli.

I piccoli carciofini in Liguria sono chiamati “nipoti”, sono tipici della piana di Albenga, quindi questa conserva la chiameremo “gli amati nipoti della nonna”.

Buon Appetito!

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8 pensieri su “Gli amati “nipoti” della nonna

  1. Che bel post Tiziana! E che meraviglia le ricette scritte a mano conservate nelle scatole di latta! È un’eredità che avrei molto apprezzato anch’io, ma purtroppo ho solo memorie orali dei piatti di famiglia.
    I carciofini adatti ad essere conservati sott’olio qui in Veneto sono detti “castraure” perché derivano dalle cimature che si fanno alla pianta per ottenere i carciofi più grossi. Ecco, ho detto la mia anche se non era necessario! Un amico blogger mi ha detto che sembro Marzullo…
    Buona serata cara.

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  2. Che belle le ricette scritte a mano sul quaderno, quante storie ci saranno dietro quelle righe! I carciofi i sono di una bontà unica, se saputi fare….. io ci provai e il risultato fu moooolto scadente! Ora sono a dieta per cui mi galvanizza ogni foto alimentare che vedo pubblicata… sob!! Ciao Tiziana cara, alla prossima e… grazie!

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