U stucchefissu

imageNelle giornate uggiose e piovose come oggi, mi ritornano in mente i pomeriggi invernali con i miei nonni. Quando nonna Quanita aveva voglia di gratificazione a dispetto dell’inclemenza del tempo preparava il suo famoso “stucchefissu” o buridda alla ligure in modo assolutamente egregio. Sebbene da bambina non amassi molto lo stoccafisso, divoravo le patate che lo accompagnavano perché erano davvero gustosissime. Eh si, ci risiamo, i sapori dell’infanzia sono i sapori della felicità!

BURIDDA O STUCCHEFISSU IN TUCHETTU

  • 800 gr di stoccafisso già ammollato
  • 1 kg di patate
  • 1 cipolla
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 4 filetti di acciuga dissalati
  • 10 gr di funghi secchi
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 l di brodo vegetale
  • 1 cucchiaio di farina 00
  • olive taggiasche qb
  • olio evo
  • sale

ESECUZIONE

Mettete i funghi ad ammollare con acqua calda per circa 30 minuti.

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Fate rosolare in casseruola la cipolla tritata con i pinoli e 3 cucchiai di olio evo.

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Unire i funghi dopo averli strizzati bene dall’acqua e tritati.

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Appena la cipolla sarà un po’ stufata, aggiungere le acciughe e fatele sciogliere a fuoco molto basso. A questo punto unite le patate tagliate a cubotti e fate insaporire.

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A parte infarinate lo stoccafisso.

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Tagliato a tocchi e friggetelo in abbondante olio d’oliva.

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Unite lo stoccafisso alle patate e coprite con il brodo nel quale avrete sciolto il concentrato di pomodoro, coprite la pentola e fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso, dall’inizio del bollore.

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A questo punto aggiungete le olive e portate a cottura avendo cura che rimanga un’abbondante ” bagna” o sughetto.

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Servite ben caldo.

Si può alleggerire il piatto evitando di friggere lo stoccafisso e mettendolo direttamente ad insaporire nel soffritto di base. E’ sicuramente un piatto unico molto importante ma vi garantisco che fa la “tavola” felice.

Questa ricetta la nonna l’aveva tratta dal famoso libro ” La cuciniera genovese” con sottotitolo  “La vera maniera di cucinare alla genovese” che lei aveva ereditato dalla sua mamma ed io, con grande fortuna, ho ritrovato in soffitta nel classico baule polveroso e che naturalmente conservo come il più prezioso dei tesori!image

Buon Appetito

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5 pensieri su “U stucchefissu

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