la befana vien di notte

E noi di giorno ci diamo da fare per allestire i soliti interminabili pranzi che fanno così tanto bene al cuore, naturalmente il cuore di noi romantici non quello reale!

Da parecchi giorni mi sto dando da fare per allestire un menù che esprima oltre che l’ovvia bontà anche il calore dello stare bene in famiglia

A questo scopo, per questa festa, ho pensato al carrello dei bolliti piemontese e, in una dimensione famigliare, ho iniziato a preparare tutti i vari pezzi di carne

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In un pentolone ho messo il manzo, dove, oltre alle verdure solite ho aggiunto anche alcuni pomodori secchi, un’altra pentola l’ho preparata con il vitello aggiungendo anche un mazzetto di salvia e rosmarino ed uno spicchio d’aglio, poi il tegame con il cappone dove non poteva mancare la cipolla steccata con 3 chiodi di garofano e 2 foglie di alloro che, come diceva la mia nonna, aiuta la digestione, in ultimo, ma non ultimo, ho preparato le parti un po’ meno nobili del vitello, che non possono mancare in un bollito che si rispetti: la lingua, la coda, la guancia e lo zampino con l’aggiunta oltre alle verdure e il pomodoro secco e fresco, anche di una crosta di parmigiano ben raschiata e lavata.

A parte, senza considerare il brodo preparerò anche il classico cotechino abbinandolo alle canoniche lenticchie

Insomma in questi giorni la mia cucina era stracolma di pentoloni in ebollizione che riempivano la cucina di un profumo di buono che scaldava il cuore

Sognando tra questi effluvi divini, ho ripensato alla stracciatella che preparava la mia nonna ed approfittando del brodo di cappone, l’ho subito preparata, così, come la faceva lei facendo un salto nel passato, infatti questo e’ un piatto piuttosto desueto ma molto buono e gustoso, soprattutto in questa stagione fredda, che varrebbe la pena di riscoprire

STRACCIATELLA A MODO MIO

  • 1 L di ottimo brodo ( ho usato quello di cappone, ma va benissimo qualsiasi altro tipo, basta sia di qualità)
  • 3 uova (una a commensale)
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • prezzemolo, maggiorana e basilico e 2 foglioline di menta tritati
  • sale, pepe
  • pastina all’uovo piccolissima

ESECUZIONE

Sgrassate benissimo il brodo ( questa operazione può essere fatta agevolmente facendo freddare il brodo benissimo e togliendo quindi il grasso in superficie ormai solidificato

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Rimettetelo al fuoco e portate ad ebollizione, quindi gettate la pasta

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Nel frattempo in una terrina battete le uova con il parmigiano, il trito di erbe aromatiche ed un pizzico di pepe

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Quando la pasta sarà cotta, versare il composto di uova nella pentola con il brodo bollente battendo energicamente con la frusta

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Servite immediatamente

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La mia nonna preparava la pasta per la stracciatella con 1 uovo, un etto di farina di grano duro ed un pizzico di sale, quindi faceva un po’ seccare la pasta e la grattugiava con la grattugia a fori piccoli il risultato era eccellente

Buon Appetito

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3 pensieri su “la befana vien di notte

  1. Io non amo la stracciatella perchè da bambina me l’hanno imposta, alternandola ai noti “gnochi de gries” Triestini. Vedi come l’infanzia giochi un ruolo decisivo per i gusti “adulti”? Comunque amo la ricetta per il suo significato. Come la faccio lunga 😀 Buona giornata Nonna Titti ❤

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