Il bananino ovvero il liquore alla banana

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Anche Pepper, all’idea del bananino si lecca i baffi !

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Si tratta di un liquore squisito adattissimo anche per la  preparazione di torte alla frutta che, nella stagione invernale soprattutto, saranno frequenti sulle nostre tavole

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La ricetta che ho io è quella della mia nonna che preparava questo ed altri ottimi liquorini per tutta la famiglia.

BANANINO : LIQUORE CREMOSO DI BANANE

  • 4 banane mature e perfettamente integre ( circa 400 gr)
  • 350 ml di alcool puro alimentare
  • 300 ml di latte intero a lunga conservazione
  • 200 ml di panna a lunga conservazione
  • 300 gr di zucchero
  •  1 stecca di vaniglia
  • 1\2 cucchiaino di curcuma ( a piacere)

ESECUZIONE

Sbucciate le banane e tagliatele a fettine; quindi mettetele a macerare nell’alcool, coprite con pellicola e lasciate così, in ambiente buio e fresco,  per 8 giorni.

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A questo punto le banane saranno annerite ed avranno aromatizzato l’alcool

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Filtrate molto bene e gettate le banane, mi raccomando, non passate le banane, darebbero un retrogusto al liquore assai sgradevole

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Mettete, in un pentolino delle giuste dimensioni, il latte, la panna e lo zucchero ed unite anche i semi del baccello di vaniglia e la curcuma che ha la funzione unicamente di dare colore, potete anche utilizzare lo zafferano o un semplice colorante alimentare.  Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione

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Fate sobbollire sino a quando lo zucchero sarà perfettamente sciolto; togliere dal fuoco e fate raffreddare bene girando spesso per evitare accumuli

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Mischiate lo sciroppo al latte con l’alcool aromatizzato

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Frullate leggermente con un frullino ad immersione quindi, con l’aiuto di un imbuto iniziate a riempire la bottiglia possibilmente con chiusura ermetica

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Conservate in frigo o, meglio ancora in freezer , anche se la nonna lo preparava in settembre od ottobre perché la temperatura era più bassa e lo riponeva nel mobile della sala poiché era la stanza nella quale non arrivava il tepore della stufa.

Lasciate riposare il liquore almeno per 1 mese prima di consumarlo, ne guadagnerà il gusto.

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Buona digestione a tutti

 

 

 

 

 

 

 

 

Usanze marinare

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Quando ero bambina, mi capitava spesso, durante le passeggiate del tardo pomeriggio, di imbattermi  in scene molto simili a quella ritratta nella foto presa dalla rete.

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Direttamente sulle barche appena rientrate in porto oppure sugli scogli del molo, i pescatori o le massaie premurose,  mettevano sotto sale,  nelle “arbanelle”  le acciughe appena pescate,  per averle a disposizione tutto l’anno nella loro migliore fragranza

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Anch’io mi sono cimentata in questa nostalgica impresa, l’ho fatto in giardino , sognando però di essere in riva al mare.

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Le acciughe freschissime le ho prese dalla mia amica Daniela e con 2 kg di sale ho preparato una scorta per mi durerà parecchio tempo; a Natale, quando le metterò sott’olio,  saranno un prezioso regalino per le mie amiche con le varie marmellate e conserve di cui vi ho già detto

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ACCIUGHE SOTTO SALE

  • acciughe freschissime ed abbattute dal pescivendolo 2 kg
  • sale grosso 2 kg circa

ESECUZIONE

Per prima cosa eviscerate le acciughe benissimo e mettetele in uno  scolapasta a strati mettendo sale tra uno strato e l’altro

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continuate con tutte le acciughe in questo modo

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Coprite lo scolapasta con un piatto e mettete sopra un peso per far si che le acciughe spurghino bene (mettete sotto una bacinella perché perderanno molta acqua sanguinolenta)

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Dopo alcune ore ( anche una notte) iniziate a riporre le acciughe nell’arbanella ( barattolo tipico dove in Liguria si conservano le acciughe sotto sale)IMG_4819

Iniziate mettendo del sale quindi fate  strati molto fitti mettendo le acciughe vicinissime fra loro

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Alternate la posizione delle acciughe ad ogni strato : uno in orizzontale ed uno in verticale, sempre mettendo molto sale tra uno e l’altro strato

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Continuate così sino ad esaurimento delle acciughe

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e terminate ricoprendo abbondantemente di sale

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Prima di riporre le acciughe in dispensa, mettete a mo’ di tappo, una “ciappa” o un grosso sasso di mare che le ricopra abbastanza bene  e sopra mettete ancora un peso che schiacci il più possibile il tutto

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Per quel pizzico di dolcissimo ricordo che non mi abbandona mai,  ho usato lo stesso peso che utilizzava la mia mamma e prima di lei la mia nonna…per non dimenticare !!

 

E per concludere la triade…

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..prepariamo l’ultima conserva : trombette sott’olio alla ligure

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Verdura dell’ orto

Cosa siano le trombette, chi mi segue lo sa benissimo perché io le cucino in tutte le salse, chi invece fosse rimasto un po’ indietro, sappia che sono le zucchine di Albenga DOP più consistenti e croccanti delle zucchine comuni, con forma allungata e un po’ contorte  che si prestano perfettamente ad essere conservate sott’olio

TROMBETTE ( ZUCCHINE) SOTT’OLIO ALLA LIGURE

  • 1 kg di zucchine trombette di piccole dimensione
  • olio evo
  • aglio
  • maggiorana
  • timo
  • origano
  • peperoncino (facoltativo)
  • 1 L di aceto bianco
  • 1\2 L d’acqua
  • sale
  • pepe nero in grani

ESECUZIONE

Per prima cosa procedete alla sterilizzazione dei barattoli nel modo che vi da’ più sicurezza, ricordandovi di utilizzare sempre tappi nuovi

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Lavate accuratamente le zucchine e tagliatele a tocchetti piccoli

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Salate leggermente e mettetele in uno scolapasta coperte con un piattino sopra al quale metterete un peso per far si che lascino il più possibile l’acqua amarognola

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Mettete a bollire l’aceto con l’acqua e salate leggermente

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Appena inizierà il bollore, mettete le zucchine un po’ per volta e fate cuocere per 4 minuti dalla ripresa del bollore ogni volta

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Appena saranno pronte

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scolate le zucchine e mettetele nel solito canovaccio bianco e strizzatele leggermente

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Mettetele quindi su un altro canovaccio pulito per farle freddare ed asciugare meglio

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Nel frattempo preparate un trito con le erbe aromatiche e l’aglio ed il peperoncino se avete deciso di metterlo

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Mettete le zucchine in una terrina e conditele con  abbondante trito di erbe

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Lasciate un po’ insaporire ed iniziate a riempire i barattoli

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Procedete come con le altre conserve, mettendo alternativamente olio e zucchine ed in questo caso anche i grani di pepe, facendo sempre attenzione che non restino parti senz’olio.

Quando avrete terminato aggiungete ancora olio ed aspettate qualche ora prima di chiudere i barattoli per controllarne bene il livello.

Conservate  in luogo fresco e buio e consumate dopo circa 2 settimane dalla preparazione.

Quando quest’inverno vi verrà voglia di gustare le zucchine sott’olio alla ligure provatele così:

Abbrustolite alcune fette di pane casalingo e, se vi piace, sfregatele con un po’ d’aglio.

mettete abbondanti zucchine su ogni fetta, ricoprite con una fetta abbastanza sottile di taleggio ( o gorgonzola o qualsiasi formaggio dal sapore deciso voi gradiate), aggiungete un po’ di granella di noci e rimettete in forno sino a quando il formaggio inizierà a sciogliersi…una bontà!!

Buon Appetito

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Crostone passato al forno

 

 

Formichina laboriosa

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Come mostra bene l’immagine rubata alla rete, le formiche passano l’estate a mettere in cambusa, per usare un termine marinaresco, le provviste per il lungo inverno .

Anch’io le voglio imitare continuando a preparare conserve che ritroverò utili nella stagione fredda

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Dopo le melanzane di ieri, oggi tocca ai peperoni che preparerò semplicemente sott’olio, e saranno un perfetto contorno per il bollito misto del periodo natalizio.

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PEPERONI SOTT’OLIO

  • peperoni rossi e gialli 1 kg
  • olio d’oliva
  • aglio 2 spicchi
  • sale

ESECUZIONE

Lavate accuratamente i peperoni e metteteli sulla gratella ( o nel forno, come preferite) per farli ben abbrustolire

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Quando saranno pronti metteteli in un sacchetto per congelare a farli raffreddare, con questo passaggio sarete facilitati per togliere la pelle abbrustolita

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Togliete quindi la pelle, levate i filamenti bianchi, i semi, e tagliateli a falde più o meno grandi a seconda del vostro gusto; metteteli quindi in uno scolapasta per far perdere loro parte dell’acqua

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Quando saranno raffreddati metteteli nei barattoli di vetro precedentemente sterilizzati, aggiungendo olio, aglio tagliato a fettine fini ed un po’ di sale

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Continuate questa operazione sino all’esaurimento degli ingredienti

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In ultimo fate attenzione che l’olio copra perfettamente i peperoni ed aspettate a chiudere definitivamente i barattoli per qualche ora , sino a quando l’olio si sarà ben assestato, come al solito, se servirà, aggiungerete altro olio

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tenete in luogo fresco, buio ed asciutto e consumate dopo almeno una settimana

Così confezionati i peperoni si mantengono  per circa un anno.

Buon Appetito

Pensando all’inverno

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La stagione estiva abbonda di frutta e verdura di ottimo sapore e di indubbia qualità, quindi la massaia attenta che è nascosta (molto profondamente) in me, fa la sua parte, e si da un gran daffare per conservare nel migliore dei modi queste prelibatezze.

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Verdura dell’ orto

 

Per prima cosa ho pensato di preparare delle melanzane piccanti sott’olio come le faceva la cuoca di casa mia, Pina della quale vi ho più volte parlato.

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Lei sosteneva che, avendo in casa un barattolo di melanzane così conservate, non si dovevano temere i rigori invernali, né quelli causati dalle rigide temperature, perché il peperoncino da’ calore, né quelli economici, poiché con 4 o 5 patate lesse si poteva mettere in tavola una cena da re !

MELANZANE PICCANTI SOTT’OLIO

  • melanzane lunghe di media dimensione 1 kg
  • aceto bianco 1 L
  • acqua 1\2 L
  • sale grosso qb
  • origano qb
  • aglio 3 spicchii
  • peperoncino qb
  • olio evo qb

ESECUZIONE

Sbucciate le melanzane e tagliatele a cubetti, quindi mettetele in uno scolapasta con una manciate di sale grosso per farle “spurgare” dell’acqua amara e lasciatele così per una mezz’ora.

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Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola con l’acqua e l’aceto ed aggiungete un po’ di sale

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Quando acqua ed aceto inizierà a bollire, sciacquate le melanzane, strizzatele e , un po’ per volta, fatele sbollentare per circa 4 minuti

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Mettete un canovaccio bianco e pulitissimo in una terrina

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e man mano che scolate le melanzane dall’aceto, le mettete in attesa

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Procedete così sino a che avrete sbollentato tutte le melanzane,

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Quindi , appena si saranno raffreddate, con l’aiuto del canovaccio, le strizzate  meglio che potete e le mettete  in una terrina.

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A questo punto le condite  con l’aglio schiacciato o tagliato a pezzetti piccolissimi

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Aggiungete  l’origano secco ( meglio quello di montagna che ha un profumo più intenso) ed il peperoncino in polvere.

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Mischiate bene il tutto e lasciate un po’ ad insaporire; nel frattempo sterilizzate i barattoli nel modo che preferite e li mettete ad asciugare

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Terminate tutte queste operazioni, iniziate a riempire i barattoli

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mettendo alternativamente melanzane ed olio d’oliva e, se volete, anche qualche chicco di pepe nero

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Fate in modo che le melanzane siano coperte benissimo con l’olio ( ne va della perfetta conservazione) e lasciatele così per qualche ora, coperte con un piattino prima di chiuderle definitivamente

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Prima di chiuderle, controllate il livello dell’olio, se occorre fate un rabbocco, e, una volta chiuse con un tappo nuovo, mettetele in luogo fresco e buio per almeno una settimana prima di consumarle.

le melanzane così conservate si mantengono per un anno

Buon Appetito

 

la pesca della vigna

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Conoscete la pesca della vigna?

Si tratta di una antica varietà di pesche che mantiene ancora un intenso profumo ed un sapore che ricorda la frutta di una volta.

Il suo nome deriva dal fatto che veniva coltivata nei filari di uva e serviva, poiché maturava alla fine di agosto primi di settembre, ad alleviare la sete dei contadini impegnati nella vendemmia , poiché essendo ricca di succo saporito era un vero corroborante contro la fatica

Ho avuto la fortuna di ricevere in regalo  dalla mia amica Sonia un’intera cassetta di queste prelibatezze ed ho subito  pensato di preparare una scorta di marmellata che, sono certa, quest’inverno, sarà contesa da tutta la famiglia!

MARMELLATA DI PESCHE DELLA VIGNA

  • 1 kg di pesche della vigna
  • 1\2 kg di zucchero di canna
  • 1 bustina di fruttare 2:1

ESECUZIONE

Sbucciate le pesche e tagliatele a tocchi pesando 1 kg di polpa

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Mettete quindi le pesche in una pentola alta e capiente

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Mischiate la bustina con lo zucchero ed aggiungete il tutto, a freddo, alle pesche

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Portate a bollore

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Passate la marmellata con il mixer sino ad ottenere la consistenza che più vi piace.

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Quando raggiungerà il bollore fate sobbollire per 3 minuti come suggerisce la confezione del fruttapec; nel frattempo sterilizzate i barattoli nel modo che desiderate ( io li lavo prima in lavastoviglie quindi li metto nel microonde con dentro 2 dita d’acqua e li faccio andare per circa 4 minuti; quindi li svuoto dall’acqua e li capovolgo su un canovaccio pulito per farli asciugare )

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Quando i vasetti saranno asciutti, con l’aiuto di un imbuto dalla bocca larga,

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invaso  la marmellata sino ad esaurimento

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Metto il tappo, che dovrà essere rigorosamente nuovo e sterile

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metto quindi i barattoli capovolti per far si che si formi il sottovuoto indispensabile per la conservazione della marmellata. La marmellata sarà subito pronta per il consumo, ma, se ce la fate, conservatela per il lungo inverno, sarà come racchiudere in vasetto un po’ d’estate.

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…e non ho finito perché oltre alle pesche della vigna, Sonia mi ha dato anche delle meravigliose prugne, quindi, la produzione continua!!!

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Il tubero d’oro

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Ecco la preziosa meraviglia che ho preso da Mauro ieri mattina; Molly, il suo fantastico lagotto, lo aveva trovato in un posto segretissimo pochissime ore prima

Per la verità le meraviglie erano due, così ho deciso di preparare con uno un burro al tartufo per poterlo conservare e con  l’ altro ho Reso  il piatto di tagliolini ancora più succulento di quanto poteva essere con il solo burro.

BURRO A TARTUFO

  • 1 tartufo bianco di circa 30 gr
  • 250 gr di burro di ottima qualità
  • 70 gr di parmigiano reggiano
  • sale, pepe

ESECUZIONE

In un pentolino fate sciogliere il burro, salate e pepate abbondantemente quindi unite il parmigiano e fatelo sciogliere benissimo; sterilizzate un barattolo di vetro e grattugiatevi dentro il tartufo; versate il burro fuso sul tartufo e mischiate energicamente per amalgamare bene gli ingredienti; tappate il barattolo e mettetelo in frigo capovolto per fare il sottovuoto.

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Con questo metodo il burro al tartufo si mantiene per più di un mese in frigo senza perdere la sua fragranza;

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Per noi in famiglia un matrimonio di vero amore è senz’altro quello tra tagliolini fatti in casa e TARTUFO, ma con gnocchi, sempre  casalinghi, o risotto è sempre un matrimonio felice, per non parlare delle uova al tegamino con il tartufo sopra…….Bhe, è meglio parlare d’altro!
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Quando vogliamo utilizzare il burro conservato come sopra, ne metteremo  2 o 3 cucchiaiate in una padella dove condiremo i tagliolini, lo faremo fondere ed aggiungeremo ancora un po’ di pepe, quindi uniremo un filo di ottimo olio extravergine di oliva e, una volta impiantato arricchiremo il piatto con una generosissima grattugiata di tubero d’ oro

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Vorrei precisare che il tartufo che ho conservato è quello bianco che non vuole cottura, mentre se si vuole conservare quello nero scorsone, si deve prima fare un po’ cuocere con il burro; un ultimo suggerimento se volete aggiungere ancora un po’ di burro per condire i tagliolini, fatelo utilizzando il burro salato, sempre di ottima qualità

Buon Appetito, anche se , credo, non serva!

Tempo di conserve

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Sebbene siano solo due, gli ulivi del mio giardino l’anno scorso sono stati davvero molto prodighi di frutti.

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Per questo motivo, approfittando dell’annata, ho conservato in salamoia parecchie caraffe di olive sia verdi che nere che ho usato per la preparazione di vari piatti

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Mi sono rimaste in dispensa ancora 2 caraffe di olive verdi e, per far spazio a quelle che tra poco rifarò, ho pensato di prepararle condite ed utilizzarle per gli aperitivi oppure con taglieri di affettati e formaggi di varia stagionatura

OLIVE VERDI CONDITE AL PIZZICO

  • Olive verdi in salamoia
  • aceto bianco
  • olio evo
  • aglio
  • peperoncino
  • erbe aromatiche secche a piacere
  • la buccia grattugiata di un limone

ESECUZIONE

Scolate le olive dalla salamoia e lavatele sotto l’acqua corrente

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Denocciolatele con l’apposito attrezzo

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Mettetele su di un canovaccio pulito ad asciugare

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Quando si saranno ben asciugate spruzzatele con un po’ di aceto bianco e fatele nuovamente asciugare

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A parte preparate in una ciotolina il condimento: olio evo, aglio tagliato a lamelle, prezzemolo, origano, erba cipollina tutti essiccati, peperoncino, la buccia del limone e qualche goccia di aceto; fate un’emulsione e lasciate un po’ riposare affinché gli aromi si riescano ad amalgamare bene.

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Condite con l’emulsione le olive e, se occorre, aggiungete altro olio; aspettate qualche ora prima di consumare e conservate le olive che resteranno in frigorifero…se resteranno!

Dimenticavo di consigliarvi di utilizzare le olive con il loro olio per condire carni o verdure bollite, sentirete che bontà.

Buon appetito

 

Gli amati “nipoti” della nonna

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Mi rilassa molto rileggere le vecchie ricette che la mia nonna materna, nonna Quanita, annotava su foglietti volanti custoditi gelosamente nelle vecchie scatole di latta dei biscotti. Riguardare la sua grafia stentata, sempre più tremolante man mano che andava avanti con gli anni, mi procura ancora oggi una tenerezza quasi struggente che in questo mondo ormai intriso di superficialità, è una sensazione che fa davvero bene al cuore.

Sfogliando questi laceri fogli, mi sono imbattuta nella ricetta dei suoi famosissimi ed apprezzatissimi carciofini sott’olio. Le enormi “arbanelle”, così vengono chiamati in Liguria i barattoli di vetro per le conserve, si svuotavano in un batter d’occhio durante le cene festive in famiglia o con gli amici .

Il menù, come era abitudine negli anno ’60, si può dire che non cambiasse mai: tortellini in brodo di cima, cima con contorno di insalata russa e sott’oli vari rigorosamente conservati dalla nonna nel periodo migliore per ogni verdura, tutto “Made in ca’”.

CARCIOFINI SOTT’OLIO DI NONNA QUANITA

  • 1 kg di carciofi piccolini
  • 1/2 L di aceto bianco
  • 1/2 L di vino bianco
  • Foglie d’alloro
  • grani di pepe
  • 1 chiodo di garofano
  • 1 limone
  • Olio evo di ottima qualità q.b.

ESECUZIONE

Pulite molto bene i carciofini sino a raggiungere la parte interna bianca. Spuntateli e tagliate il gambo lasciandone solo una piccolissima parte. Immergeteli in acqua fredda acidulata con il limone. Tagliate a metà i carciofini più grossi.

Intanto mettete a bollire 1 L d’ acqua con il vino e l’ aceto in una pentola che non sia d’ alluminio, unite i grani di pepe, l’ alloro, il chiodo di garofano ed 1 cucchiaino di sale grosso. Portate il liquido rapidamente ad ebollizione quindi buttarvi i carciofini, far riprendere il bollore poi abbassare il fuoco. Lasciar cuocere dolcemente per 5 minuti. Scolateli e metteteli ad asciugare tra 2 teli ben puliti per evitare che il contatto con l’ aria li scurisca.

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Quando i carciofi saranno asciutti (ci vorrà una notte) sistemateli nei vasi ben sterilizzati, unite ancora qualche grano di pepe ed una foglia di alloro per barattolo e copriteli con l’ olio.

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Controllate il livello dell’ olio per circa 2 giorni, aggiungetene se necessario, quindi chiudete ermeticamente e conservate in luogo buio ed asciutto. Aspettate, se riuscite, almeno 2 mesi prima di consumarli.

I piccoli carciofini in Liguria sono chiamati “nipoti”, sono tipici della piana di Albenga, quindi questa conserva la chiameremo “gli amati nipoti della nonna”.

Buon Appetito!

Oggi conserve

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Ribadisco, io è la tecnologia siamo incompatibili. So bene ciò che pensate, da anziana signora non accetto le innovazioni! Ma non è così, sempre da anziana signora desidererei che le suddette novità rendessero la vita più semplice rispetto a quando non c’erano, e non essere legati a doppia mandata ai capricci della linea che chiamano super veloce, ma che è super veloce solo nel non esserci! Avete capito che anche oggi sono senza internet, quindi sperando comunque di poter postare passo ad uno dei miei argomenti preferiti: la cucina.

Oggi, nessuna ricetta ma semplicemente un po’ di economia domestica  un po’ particolare, insomma un modo per mangiare sano senza nessuno spreco. Prepareremo con gli scarti delle verdure, un dado granulare che useremo per insaporire minestre, sughi e pietanze.

DADO GRANULARE VEGETALE

Per prima cosa, si conservano, dopo averle ben lavate,le bucce dell’aglio della cipolla e lo scalogno, le parti verdi del porro, le bucce del pomodoro maturo, le parti coriacee del cavolo, le puliture delle carote tolte con lo sbuccia patate, i gambi di prezzemolo ed ogni tipo di erbe aromatiche.

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Si mettono a seccare in forno a 80*\ 100*  sino a quando tutte le verdure avranno perso l’umidità, se avete l’ essiccatore questo passaggio sarà davvero facile.

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Quando le verdure saranno pronte mettetele nel frullatore con 1/2 kg di sale grosso marino e frullate sino ad ottenere una polvere.

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Se il composto risultasse troppo umido,mettetelo ancora un po’ in forno a seccare ulteriormente. Conservatelo in frigorifero sino a quando sarà terminato, si mantiene benissimo per alcuni mesi.

Per oggi non buon appetito ma…

Buon lavoro!