Fegato alla veneziana…per cambiare

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Devo essere sincera, il fegato non è proprio il mio piatto preferito; in questo periodo che non godo di perfetta salute, mi è stato consigliato di mangiare carni rosse o, meglio ancora, fegato ed affini

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Allora, oltre ai crostini neri alla toscana, ho pensato di preparare il fegato alla veneziana come me lo preparava la nonna quando ero bambina, i ricordi coccolosi sono sempre terapeutici !

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FEGATO ALLA VENEZIANA

  • 300 gr di fegato di vitello
  • 3 cipolle bianche
  • 2 foglie di alloro
  • farina
  • 30 gr di burro
  • olio evo
  • 1 bicchierino di marsala secco
  • una spruzzata di aceto bianco
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Per prima cosa tagliate le cipolle a fettine sottili e mettetele a stufare con il burro e l’olio e le foglie d’alloro

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Fate ben stufare per circa 15 minuti a fuoco bassissimo , salate e pepate leggermente

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Tagliate a striscioline il fegato che deve essere tenerissimo ( per questo motivo è meglio usare quello di vitello) infarinatelo salatelo e pepatelo

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Setacciatelo bene dalla farina in eccesso; io ho aggiunto 1 cucchiaio di curcuma alla farina che non ha cambiato il gusto ma ha aggiunto le sue proprietà terapeutiche

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In una padella a parte scaldate un filo d’olio con una foglia d’alloro

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Fate cuocere a fuoco brillante per pochissimi minuti il fegato

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Appena avrà preso colore sfumatelo con il marsala secco

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fate sfumare bene l’alcool

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Aggiungete alle cipolle

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Spruzzate con l’aceto e lasciate ancora sul fuoco per meno di 1 minuto

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Servite immediatamente con un soffice purè

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Buon Appetito

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Piatti fuori stagione: la trippa

imageChi mi conosce lo sa, in questa stagione, prima che ci si trasferisca in Liguria per le vacanze estive, faccio la solita ” pesca” nel congelatore per sbrinarlo e chiuderlo in attesa di riutilizzarlo a pieno regime in autunno.

Anche quest’ anno non ho perso l’abitudine e, come al solito, mi ritrovo a cucinare piatti non proprio adatti alla stagione che stiamo vivendo.

Nella mia ultima ” pesca ” ho tirato su un cartoccio nascosto fra una guancia di vitello e carne di cinghiale a spezzatino, che mi ha incuriosito poiché  non riuscivo a decifrarne il contenuto.

Ho voluto sfidare la sorte e l’ho scongelato…..il mattino dopo la sorpresa: si trattava di trippa!

Per mia fortuna in questi giorni le temperature si sono abbassate in modo consistente così non ci sono state troppe proteste quando ho presentato a tavola un fumante tegamino di ” trippa della nonna Quanita “, anzi ci sono state anche le lodi!!!!

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TRIPPA DI NONNA QUANITA

  • 300 gr di trippa centopelli
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 gambo di sedano
  • salvia
  • rosmarino
  • alloro
  • qualche buccia di limone
  • 1 spicchio d’aglio
  • 100 gr di pinoli
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/2 bicchiere di brodo
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 400 gr di fagioli di Spagna già lessati
  • sale, pepe
  • olio evo
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

Preparate un trito con tutti gli odori e gusti eccetto che per la foglia di alloro

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Mettete in una pentola di coccio il trito ottenuto con olio evo, i pinoli e la foglia di alloro, se volete anche il peperoncino

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Fate ben rosolare

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Unite quindi la trippa

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Quando dopo pochi minuti, i gusti si saranno amalgamati, sfumate con il vino e fate ben evaporare l’alcool

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Se lo ritenete necessario, mettete anche il brodo e fate un po’ restringere

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Trascorsi 10-15 minuti di cottura, unite la passata di pomodoro ed un cucchiaino di concentrato di pomodoro e cuocete a fiamma basa per circa 20 minuti

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Quando la salsa si sarà ristretta, aggiungete i fagioli

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Fate insaporire tutto insieme ancora per 10 minuti sino a quando la salsa sarà ben tirata

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Servite in pentolini di terracotta individuali con pane di campagna abbrustolito.

Magari in autunno, ma vi consiglio caldamente di provarla, sono certa che vi piacerà

Buon Appetito