la pesca della vigna

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Conoscete la pesca della vigna?

Si tratta di una antica varietà di pesche che mantiene ancora un intenso profumo ed un sapore che ricorda la frutta di una volta.

Il suo nome deriva dal fatto che veniva coltivata nei filari di uva e serviva, poiché maturava alla fine di agosto primi di settembre, ad alleviare la sete dei contadini impegnati nella vendemmia , poiché essendo ricca di succo saporito era un vero corroborante contro la fatica

Ho avuto la fortuna di ricevere in regalo  dalla mia amica Sonia un’intera cassetta di queste prelibatezze ed ho subito  pensato di preparare una scorta di marmellata che, sono certa, quest’inverno, sarà contesa da tutta la famiglia!

MARMELLATA DI PESCHE DELLA VIGNA

  • 1 kg di pesche della vigna
  • 1\2 kg di zucchero di canna
  • 1 bustina di fruttare 2:1

ESECUZIONE

Sbucciate le pesche e tagliatele a tocchi pesando 1 kg di polpa

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Mettete quindi le pesche in una pentola alta e capiente

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Mischiate la bustina con lo zucchero ed aggiungete il tutto, a freddo, alle pesche

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Portate a bollore

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Passate la marmellata con il mixer sino ad ottenere la consistenza che più vi piace.

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Quando raggiungerà il bollore fate sobbollire per 3 minuti come suggerisce la confezione del fruttapec; nel frattempo sterilizzate i barattoli nel modo che desiderate ( io li lavo prima in lavastoviglie quindi li metto nel microonde con dentro 2 dita d’acqua e li faccio andare per circa 4 minuti; quindi li svuoto dall’acqua e li capovolgo su un canovaccio pulito per farli asciugare )

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Quando i vasetti saranno asciutti, con l’aiuto di un imbuto dalla bocca larga,

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invaso  la marmellata sino ad esaurimento

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Metto il tappo, che dovrà essere rigorosamente nuovo e sterile

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metto quindi i barattoli capovolti per far si che si formi il sottovuoto indispensabile per la conservazione della marmellata. La marmellata sarà subito pronta per il consumo, ma, se ce la fate, conservatela per il lungo inverno, sarà come racchiudere in vasetto un po’ d’estate.

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…e non ho finito perché oltre alle pesche della vigna, Sonia mi ha dato anche delle meravigliose prugne, quindi, la produzione continua!!!

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E dopo un’estate burrascosa…

…sono nuovamente qui con voi!

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È stata ed è tuttora, un periodo davvero brutto per noi, ma la vita va così e come sempre bisogna ritornare alla normalità.

La normalità per me è la mia adorata cucina, il blog,  tutti voi ai quali spero di essere un po’ mancata. Voi sicuramente a me siete mancati e mi scuso per questa forzata defezione.

Ma entriamo subito nel nostro argomento preferito: le ricette della nonna.

Oggi mi voglio addolcire e lo farò con le squisite pesche al forno che la mia nonna preparava sempre per il 2 luglio, festa grande ad Albenga della Madonna del Pontelungo.

Nonna Quanita iniziava la mattina presto per il pranzo, perché nel primo pomeriggio si doveva andare alla processione dove si sarebbero incontrare tutte le amiche che dopo la funzione religiosa, con un cerimoniale collaudatissimo che non cambiava mai di anno in anno, sarebbero venute a casa a gustare le strafamose…

PESCHE RIPIENE DI NONNA QUANITA

  • 4 pesche percoche sode e mature
  • 50 gr di cioccolato fondente
  • 100 gr di amaretti
  • 50 gr di zucchero
  • 2 cucchiai di rum aromatico
  • 30 gr di cacao amaro in polvere
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 1 tuorlo
  • 30 gr di burro
  • 1/4 di bicchiere di vino bianco

ESECUZIONE

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Dopo aver lavato le pesche, tagliatele a metà, levate il nocciolo ed un po’ di polpa che taglierete finemente con la mezzaluna.

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In una terrina mettete il cioccolato e gli amaretti ridotti in polvere con il robot (la nonna lo faceva con una bottiglia), lo zucchero (meno un cucchiaio che metterete nella teglia) il rum, il cacao, i pinoli tritati grossolanamente e la polpa delle pesche.

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Legate il tutto con il tuorlo.

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Preparate un composto piuttosto solido con il quale farcirete ogni metà di pesca.

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Se dovesse risultare troppo morbido, aggiungete altri amaretti.

Preparate la teglia dopo averla foderata con carta forno, con il burro ridotto a fiocchi, il vino bianco ( la nonna metteva il vermut bianco di Genova ) e lo zucchero avanzato.

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Infornate, in forno già caldo, a 180*per circa 40 minuti.

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Sono ottime gustate tiepide con una pallina di gelato alla vaniglia.

Anziché i pinoli si possono usare mandorle a scaglie.

Buon Appetito a tutti

Dopo le feste SAREBBE dieta

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È proprio così ,dopo le feste sarebbe opportuno pensare a come disintossicarci dai pantagruelici pasti consumati ed iniziare a farlo con passati di verdura anemici e tristi o saltando provvidenzialmente addirittura qualche pasto. Io proprio non ci riesco, anche se parto con i migliori intenti, poi mi perdo aggiungendo l’ingrediente godurioso che vanifica tutti i miei buoni propositi!

Il caso di oggi è piuttosto eloquente. Controllando i rimasugli di frigo rimasti dopo l’assalto ai super ed ai negozi di prelibatezze fatto durante queste feste, ho trovato una quantità industriale di frutta anche pregiata e rara per la stagione che, a gran voce, implorava di essere consumata all’ istante. Allora, ferma nei miei buoni propositi, ho deciso: oggi si pranza con una macedonia!

Mentre pulivo e tagliavo la frutta succulenta e matura, la mia mente vagava alla ricerca della caloria aggiunta che senza aumentare troppo i sensi di colpa, placasse il mio naturale istinto di cibarie appaganti. Così, da una semplice ed innocua macedonia, sono riuscita ad elaborare un piatto gioioso ed appagante per tutti i sensi…ed anche oggi si immagazzinano calorie a go-go!

MACEDONIA A MODO MIO

  • 4 mandarini
  • 2 pere
  • 2 mele
  • 1 ananas
  • 2 banane
  • 4 kiwi
  • 1 vaschetta a di fragoline di bosco
  • 1 vaschetta a di more
  • 1 melograna
  • 2 arance
  • 6 mandorle tagliate a filetti
  • 5 noci spezzettate
  • 5 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 bicchierino di rosolio
  • 1/4 di bicchiere d’acqua
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
  • la parte gialla della scorza di mezzo limone tagliata a filetti sottilissimi
  • il succo di 1 arancia

ESECUZIONE

In un pentolino, sciogliete lo zucchero con l’acqua e l’essenza di vaniglia e fate raffreddare.

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Pulite e tagliate tutta la frutta fresca, ricordandovi di pelare a nudo gli agrumi. Mettetela in una terrina, unite la frutta secca , la scorza del limone e ricoprite il tutto con lo sciroppo alla vaniglia. Rimescolate con cura, bagnate con il succo d’arancia ed il rosolio, coprite e fate ben raffreddare in frigo.

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Se proprio non volete sentir parlare di dieta almeno sin dopo la Befana, servite la macedonia con una crema al limone tiepida, il contrasto freddo/caldo sarà paradisiaco. Se vi avanzeranno macedonia e crema, potete fare un ciambellone e farcirlo con tutto questo giubilo di sapori. La Befana vi ringrazierà. Se invece siete seri e volete davvero rimanere a dieta almeno sino al 6 gennaio, tramutate la macedonia grassa e grossa, in un insalata da modella procedendo nel seguente modo:

Tagliate a vivo questi agrumi: arance, pompelmo, mandarini, clementine. Sbucciate un avocado e tagliatelo a dadini, quindi unitelo agli agrumi. Pulite e sfilettate un sedano e tagliatelo a tocchettini unite anch’esso agli agrumi. Sgranate una melograno e mettetela con gli altri ingredienti.

In una terrina mettete abbondante misticanza, unite gli agrumi, l’avocado ed il sedano ed il melograno. Tagliate in modo sottilissimo una cipollina di Tropea, sminuzzate una manciata di pinoli  e pestate alcune foglioline di erba Luisa per farne uscire l’essenza, quindi aggiungete il tutto all’ insalata. Condite con un’ emulsione di olio evo, lime, sale e pepe e servite con crostini di pane tiepidi.

Ed anche per oggi…Buon Appetito