RICORDI D’INFANZIA

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Quando arriva il mese di Febbraio il mio cuore corre all’infanzia, alle chiassose e meravigliose feste in casa di nonna Francesca con i miei cugini

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Ci riuniva tutti, eravamo in 8  più o meno coetanei, ognuno di noi felice nel proprio costume carnascialesco di interpretare un personaggio che, nei nostri sogni di bambini, era il massimo che si poteva desiderare!

La principessa e la ballerina spagnola, si misuravano con Zorro ed il cow boy, attorno a immensi vassoi di bugie (o cenci, crostoni, frappe, chiacchiere , chiamateli come volete sono sempre la stessa cosa) litigando, sempre amorevolmente, per accaparrarsi il pezzo più grosso !

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Proprio la ricetta delle bugie di nonna Francesca è quella che ho pubblicato nel mio libro, e ieri, preparandole per Agata e la sua amichetta, ho rivissuto momenti di gioia intensa . Certi sentimenti a volte si assopiscono nell’animo, però  tornano sempre con improvvisa e meravigliosa potenza per continuare a farci sognare e mantenerci un po’ bambini

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LE BUGIE DI NONNA FRANCESCA (” In cucina da nonna Titti “pag 128)

  • 500 gr di farina 0
  • 2 uova
  • 100 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • aroma di vaniglia
  • 30 gr di burro
  • succo di 1 arancia
  • la buccia grattugiata di 1 arancia e di 1 limone
  • 1 bicchierino di marsala
  • olio per friggere
  • zucchero a velo

ESECUZIONE

Mettete sulla spianatoia la farina setacciata, lo zucchero, le bucce grattugiate degli agrumi

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Aggiungete il resto degli ingredienti ricordando che il burro dovrà essere ” a pomata” cioè molto morbido ma non fuso

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Lavorate molto bene e formate una palla che farete riposare in frigo per circa un’ora

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Trascorso questo tempo stendete la pasta con il matterello sino a raggiungere lo spessore desiderato

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Tagliate con la rotella la pasta a strisce oppure dandole la forma che desiderate

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Friggete quindi le bugie in abbondante olio di semi ( io lo faccio con la friggitrice così sono certa che l’olio non bruci)

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Fatele ben asciugare dall’olio

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Quindi mettetele in un cestino e man mano che friggete, cospargetele con lo zucchero a velo

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Terminata la frittura, servite tiepide per la gioia di tutta la famiglia ….ed oltre!

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Che il Carnevale abbia inizio!

Buon Appetito

Nonna Titti visita il blog

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Da oggi inizierò i giovedì di nonna Titti!

Orientativamente il giovedì, vi presenterò, a turno,  le  ricette che potrete trovare nel mio libro, aggiungendo qualche notizia sia tecnica che di storia familiare.

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L’onore dell’inizio tocca alla salsa verde o meglio “au bagnettu verde” nella versione di mia nonna Francesca. La nonna era piemontese, di Cuneo, ma, avendo sposato un imperiese doc, era arrivata in terra ligure da giovane sposa e lì aveva imparato a preparare la cucina del luogo in modo egregio, fondendo perfettamente le due tradizione.

In Piemonte la salsa verde è sicuramente la salsa principale, con la tonnata, in accompagnamento al carrello dei bolliti mentre in Liguria di Ponente è davvero facile trovarla abbinata alla cima alla albenganese che a differenza della più famosa “genovese”, ha un ripieno esclusivamente di verdure .

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BAGNETTU VERDE  ( salsa verde di nonna Francesca)

  • 100 gr di prezzemolo
  • 3 filetti di acciuga
  • 1 panino raffermo 2 cucchiai di aceto bianco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 2 tuorli di uova sodi
  • un pizzico di zucchero
  • olio evo
  • sale pepe qb

ESECUZIONE

 

img_2443Tritate accuratamente il prezzemolo e tutti gli altri ingredienti, compreso il pane fatto prima ammollare nell’aceto e zucchero, con il frullatore ad immersione

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Mentre frullate, aiutandovi con l’olio a filo, date alla salsa la giusta consistenza

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Servite in salsiera in accompagnamento a carni o verdure bollite

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Nelle note che ho messo per questa ricetta nel libro, sconsiglio di aggiungere il sale poiché tutti gli ingredienti sono di per sé molto sapidi ed inoltre suggerisco anche di far riposare fuori dal frigo la salsa per almeno 24 h affinché i sapori si fondano perfettamente avendo, però, l’accortezza di ricoprirla bene di olio.

Sempre nel libro dico di preparare la salsa con la mezzaluna ed il setaccio, ma, noi donne 2.0 sappiamo benissimo che gli aiuta cuoca esistono e vanno assolutamente usati!

Buon Appetito e buona lettura

corriamo ai ripari

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Dopo l’ennesima abbuffata, probabilmente è l’ora di correre ai ripari e come sempre ad aiutarci ci sono i rimedi della nonna, Titti se volete, che con una minestra davvero miracolosa ci rimette in forza per affrontare le ultime fatiche della befana

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MINESTRA DI BIETOLE DI NONNA TITTI

  • 2 mazzetti di bietoline
  • 1 L d’acqua ( o brodo leggero di coniglio o pollo)
  • 200 gr di riso
  • 50 gr di parmigiano
  • olio evo
  • sale

ESECUZIONE

Mondate e lavate bene le bietole

img_2418Tagliatele a listarelle e mettetele in pentola

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coprite con il brodo o semplicemente con l’acqua, salate quanto basta (molto poco) e portate ad ebollizione; quindi unite il riso per il tempo necessario per la cottura dello stesso

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Servite con un giro di ottimo olio evo di prima qualità ed abbondante parmigiano grattugiato

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Bhe, non so se ci credete, ma vi garantisco che è anche molto buona !

Buon Appetito, Buon Anno e su, rimettetevi in forza per la prossima abbuffata !

oggi nonna Titti brinda!

img_2360Finalmente il fatidico giorno è arrivato.

Dopo alcuni anni di attesa, ieri è arrivato freschissimo di stampa l’agognato libro con le ricette di nonna Titti

Agata, che con il bellissimo disegno della copertina ha contribuito alla stesura del libro stesso, e la nonna, ieri si sono godute il loro momento di celebrità a tal punto da far esclamare alla giovanissima artista, con enfasi non comune, “nonna, non avrei mai pensato di diventare famosa da così giovane!!”

img_2362Tornando seri, devo ammettere che é stata davvero una bellissima emozione vedere il proprio nome stampato sulla copertina di un volumetto nel quale hai raccolto miriadi di ricordi, oltre che ricette, di tutta una vita

img_0185E’ stato anche estremamente gratificante l’affetto delle persone che ieri sera durante una cena di club hanno avuto il libro in anteprima ed hanno espresso un ottimo giudizio sul lavoro, richiedendo su ogni coppia una dedica personalizzata !!

Insomma oggi nonna Titti, ancora un po’ stordita da tanto clamore, non ha per niente voglia di cucinare e con voi ,che siete la sua affezionata tribù culinaria, BRINDA alla salute delle nonne che giunte a veneranda età credono ancora che……UN SOGNO REALTA’ DIVERRA’

Cumudau de Sant Agà

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La mia nonna aveva un’amica carissima che abitava a Genova; stava in un  quartiere , S Fruttuoso, nel quale vi è un antico convento delle suore clarisse dedicato a Sant’Agata.

La signora Maria, così si chiamava l’amica della nonna, era una cuoca sopraffina ed una delle sue specialità era ” u cumudau de sant’Agà” uno spezzatino con i carciofi che era tradizione preparare per la festa di Sant’Agata   il 5 febbraio quando il quartiere era animato da giochi e fiere popolari ; spesso la mia nonna andava a trovare la sua amica in quell’occasione e ” U cumudau ” non mancava mai, con  ravioli liguri come primo e gobeletti come dolce.

Oggi che abbiamo ” sorpassato ” le stagionalità e si trova tutto in ogni periodo dell’ anno ho pensato di riproporre questo spezzatino prettamente ligure, anzi genovese, perché è così semplice e facile da preparare che, credo, possa essere gradito in qualsiasi stagione.

CUMUDAU DA SANT’AGÀ

  • 800 gr di spezzatino di vitello
  • 6 carciofi
  • 4 patate a buccia rossa
  • 2 scalogni
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 bicchiere di brodo
  • prezzemolo
  • 2 foglie di alloro
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Tagliate a cubetti regolari il vitello

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Pulite e tagliate i carciofi a spicchi e teneteli in acqua acidula sino al momento di usarli

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Titate lo scalogno e l’aglio e metteteli in casseruola a soffriggere con un po’ d’olio evo e l foglie di alloro

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Salate e pepate leggermente la carne ed infarinatela levando la farina in eccesso con un piccolo setaccio

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Metete la carne nel tegame con il soffritto

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E fate rosolare delicatamente

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A questo punto aggiungete il vino bianco e cuocete a fuoco estremamente basso per 30 minuti a tegame coperto

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Trascorso questo tempo unite i carciofi ed il brodo e continuate a cuocere per altri 20 minuti

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Quindi mettete le patate taglia a tocchetti

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Il prezzemolo tritato e portate tutto a cottura

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Quando lo spezzatino sarà pronto, dovrà risultare piuttosto liquido.

Andrebbe consumato il giorno dopo affinchè tutti i sapori si possano ben amalgamare

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La versione con le patate era un’idea di mia nonna, penso che la ricetta originale non le preveda

Se si vogliono dimezzare i tempi di cottura questa preparazione risulta ottima anche con la pentola a pressione

Buon Appetito

Eccoci a casa!

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Eccoci a casa!

Dopo aver archiviato l’estate siamo felicemente tornati nella nostra meravigliosa Siena

Ovviamente io sto benissimo ad Albenga, è il luogo dove sono nata, dove risiedono quasi tutti i miei parenti e tanti amici dell’infanzia ai quali sono legatissima, ma rientrare in una città come Siena dopo un po’ di assenza, è come immergersi completamente nell’arte e nella storia con una forza ed una potenza da levare il respiro!

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Ho la fortuna di aver viaggiato molto per il mondo e mi sento di poter dire che pur apprezzando moltissimo ciò che ho visto  e visitato la sofisticata bellezza e la magica atmosfera che questa città dona a chi la visita, l’ho riscontrata poche volteimage

Bando ai romanticismi e tornando a ciò che ci interessa in questa sede cioè il cibo, non ho lasciato la terra di Liguria senza aver caricato  la macchina in maniera spropositata con i suoi principali prodotti tra questi ho portato con me delle sardine prese dal pescatore la mattina della partenza, le quali, nonostante ci abbiano ” tenuto compagnia ” tutto il viaggio con il loro dolce sentore, cucinate al carpione alla maniera della nonna, ci hanno abbondantemente ripagato del minimo disagio che ci avevano arrecato

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SARDINE IN CARPIONE DI NONNA FRANCESCA

  • 500 gr di sardine freschissime
  • 2 cipolle di Tropea fresche
  • 50 gr di pinoli
  • 2 foglie di alloro
  • 2-3 rametti di maggiorana
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 limone
  • 40 ml di aceto bianco
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • un po’ di radice di zenzero grattugiata
  • 1/2 bicchiere di olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Pulite bene le sardine privandole delle teste ed eliminando le interiora; lavatele bene, fatele un po’ sgocciolare e tamponatele con la carta da cucina

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Infarinate leggermente le sardine e cuocetele il olio d’oliva per 2-3 minuti rigirandole delicatamente per evitare che si rompano;

imagemettetele quindi ben allineate in una pirofila dopo averle un po’ salate

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Tagliate a fettine sottili le cipolle

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e fate tostare in modo adeguato i pinoli affinché possano sprigionare il loro olio essenziale

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Abbassate al minimo la fiamma sotto la padella dove avete fritto le sardine ed aggiungete la maggiorana e l’alloro, le cipolle, l’aglio ben schiacciato, lo zenzero grattugiato, l’aceto, il limone a spicchi, il sale, il pepe macinato ed anche qualche grano e lo zucchero

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Fate riscaldare il carpione per 2-3 minuti a fuoco dolcissimo

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Quindi unite i pinoli e fate ulteriormente insaporire tutto insieme ancora per pochi secondi

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Versate la marinata calda sulle sardine allineate nella pirofila facendo in modo che restino ben coperte

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Coprite con la pellicola e conservate in frigo almeno sino al giorno dopo; tirate il carpione fuori dal frigo 1 ora prima di consumarlo e vi garantisco che questo piatto vi conquisterà.

Dimenticavo di dirvi che la mia nonna Francesca aggiungeva al carpione anche le zucchine trombette tagliate sottilissime e fritte, in questo modo il piatto era completo ed assolutamente sfizioso

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Buon appetito

 

 

 

 

Pazza estate

imageGià da tempo ho deciso di fare solo  3 post la settimana perché, contrariamente a quello che avevo programmato all’inizio, il tempo a disposizione per fare le cose che mi piacciono è sempre meno e, se voglio mantenerle, devo necessariamente dimezzarle.

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Avevo anche deciso di lasciare la domenica esclusivamente all’altra mia passione: la  lettura, magari comodamente sdraiata all’ombra degli ulivi in giardino!

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Nulla da fare!!!! Anche questa è saltata!

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E allora, eccomi qua a postare il terzo post settimanale, di domenica, si sdraiata, ma sul divano …..fuori diluvia!

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Tempo bislacco di questa pazza estate !

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TROFFIE AL SUGO DI NOCI

 

  • 500 gr di troffie fresche
  • rucola
  • 6 noci
  • scagliette di parmigiano

sugo di noci

  • 250 gr di noci sgusciate
  • 40 gr di pinoli
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • 50 gr di parmigiano
  • 50 gr di mollica di pane raffermo
  • maggiorana abbondante
  • 250 ml di crema di latte
  • 2 cucchiai di olio evo

ESECUZIONE

Mettete al fuoco l’acqua per le troffie che troverete fresche in tutti i supermercati

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Nel frattempo preparate il sugo di noci:

levate la pellicina ai gherigli di noce facendoli bollire per pochi minuti. Scolateli, fateli freddare e spellateli.

Mettete la mollica a mollo nella crema di latte e, quando sarà ammorbidita, strizzatelo mettendo da parte il latte usato.

Posizionate tutti gli ingredienti per il sugo di noci nel bicchiere del frullatore e, con l’aiuto di parte del latte avanzato e dell’ olio evo, frullate sino ad ottenere una crema.

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Quando sarà pronto, mettete il sugo nella terrina dentro la quale condirete le troffie  quando saranno cotte .

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Terminate il piatto con rucola fresca ben lavata, scaglie di parmigiano e gherigli di noce interi

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Se servirà aggiungete qualche cucchiaio di acqua della pasta per mantenere le troffie cremose

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Buon Appetito

Il re carciofo

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Il giorno del carciofo!

Oggi ho fatto letteralmente il pieno di carciofi, ho iniziato con il magnifico romanesco che ho cucinato alla romana, per poi passare allo spinoso di Albenga che ho fatto crudo in insalata

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Ed ho terminato con il violetto fiorentino che ho utilizzato per preparare un succulento sughettino per una ” pastasciuttata ” sprint tra amici!image

Evitero’ il più possibile le chiacchiere e proverò a dare tutte e tre le ricette…..ci riuscirò????

Dai, proviamo !

CARCIOFI ALLA ROMANA

  • 4 carciofi romaneschi
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • mentuccia
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco ( magari dei Castelli Romani)
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Pulite i carciofi eliminando le foglie più dure e la parte esterna dei gambi, lasciando questi abbastanza lunghi.

Tritate finemente il prezzemolo,la mentuccia e l’aglio

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Allargate molto bene i carciofi e cospargeteli abbondantemente con il trito aromatico, sale e pepe e un filo d’olio.

 

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Disponete i carciofi volti all’insù in una casseruola a bordi alti nella quale devono rimanere molto stretti uno accanto all’altro

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Versate abbastanza olio, il vino, unite ancora un po’ di trito aromatico sale e pepe .

Mettete un foglio di carta forno bagnato e strizzato sulla pentola

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Mettete il coperchio e fate cuocere senza mai scoperchiare per circa 25 minuti a fuoco abbastanza basso

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Trascorso questo tempo controllate il livello del liquido e, se serve, fate un po’ evaporare. Servite caldo

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INSALATA DI CARCIOFI CRUDI CON TONNO E PARMIGIANO

  • 3 carciofi spinosi di Albenga
  • tonno sott’olio
  • parmigiano a scaglie
  • noci
  • 1 limone
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mondate e pulite accuratamente i carciofi facendo attenzione a privarli molto bene della lanugine interna; tagliateli a fettine finissime.

Metteteli in una terrina con il tonno, il parmigiano a scaglie ed alle noci

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Condite con olio, sale, pepe ed il succo di mezzo limone.

Lasciate ben insaporire prima di servire!

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ELICHE AI CARCIOFI VIOLETTI FIORENTINI

  • 150 gr di pasta tipo eliche
  • 3 carciofi violetti fiorentini
  • 70 gr di gorgonzola
  • 6 noci
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Mondate i carciofi e tagliateli a filettini sottili, nella padella dove salterete la pasta, fateli cuocere con un po’ d’olio, aglio e prezzemolo tritati e qualche cucchiaio d’acqua della pasta, salate e pepate , se vi piace sfumate con un po’ di vino bianco e portateli a cottura.

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Quando saranno pronti, sciogliete il gorgonzola nella padella dove avete cotto i carciofi

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Unite le noci spezzettate ed un trito di prezzemolo fresco

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Saltate la pasta in padella

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Servite subito e, se volete, cospargete ancora con parmigiano grattugiato

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Per oggi vi ho impegnato abbastanza!!! Buona serata a tutti e……

Buon Appetito image

 

Pasqua tempo di pace

imageLa Pasqua in cucina è tempo di piatti regionali e familiari che ci riportano al l’infanzia.

Per me, ligure di Albenga, la Pasqua culinaria significa torta Pasqualina; come per tutti i piatti tipici regionali ogni famiglia possiede la propria ricetta che custodisce con gelosia, ma, sono sicura, che la mia nonna Quanita sarebbe molto felice di sapere che faccio partecipi tutti i miei familiari ed amici di questa sua squisitezza!

A Genova la Pasqualina viene chiamata anche ” turta de gè” perché viene confezionata con le bietole che in dialetto si chiamano appunto gè ma noi, albenganesi DOC, non possiamo neppure pensare di preparare la Pasqualina senza il re dei nostri campi : l’articiocca de A(r)benga conosciuto in tutto il resto d’Italia come il carciofo violetto di Albenga………e allora da questo perfetto matrimonio d’amore tra due verdure tipiche del nostro territorio nasce l’ottima Pasqualina di Albenga , se poi la ricetta è quella della nonna, il successo è assicurato!

TORTA PASQUALINA DI ALBENGA

per il ripieno

  • 5 carciofi spinosi di Albenga
  • 1/2 kg di bietoline
  • 250 gr di prescinsoa ( o ricotta)
  • 1 cipolla ramata
  • 6 uova
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 mazzetto di maggiorana
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • olio evo ligure ( va bene anche una qualità delicata)
  • sale, pepe
  • noce moscata

per la sfoglia

  • 500 gr di farina macinata a pietra
  • 350 gr di acqua tiepida
  • 30 gr di olio evo
  • Sale

ESECUZIONE

Per prima cosa, preparate la sfoglia: impastate la farina con l’acqua dove avrete fatto sciogliere il sale, aggiungete l’olio e lavorate sino a quando la pasta sarà morbida ed elastica; fate riposare per circa 1/2 ora .image

Trascorso questo tempo, dividete la pasta in tante palline quante sfoglie vorrete fare , la tradizione dice 33 come gli anni di  Gesù, io mi sono limitata ad 8, e fate ancora riposare.image

Dedicatevi ora al ripieno: pulite le bietole e fatele sbollentare quindi scolatele, tritate le è tenetele da parte.

Cuocete i carciofi, dopo averli ben mondati e tagliati finemente, mettendo in pentola tutto a freddo la cipolla, i carciofi, il prezzemolo tritato con l’aglio, il vino ,un po’ d’olio evo, sale e pepe, mettete il coperchio e fate cuocere sino a quando il liquido sarà completamente assorbito; a questo punto unite le bietoline e fate insaporire tutto insieme.

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Quando il composto sarà intiepidito, unire la maggiorana

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Metà del parmigiano , un uovo intero, un pizzico di noce moscata, aggiustate di sale e pepe e fate riposare.

Lavorate la ricotta con 1 cucchiaio di latte, parmigiano, sale e pepe , 1 cucchiaio d’olio ed ancora un pizzico di noce moscata

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Tirate le palline di pasta in 8 sfoglie sottilissime

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Ungete  una teglia di 24 cm di diametro ( io ho ancora quella in rame della mia nonna)

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Foderatela con la prima sfoglia , spennellatela con olio evo e continuate con altre 3 sfoglie spennellando sempre con olio tra l’una e l’altra

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Distribuite il composto di verdura sull’ultima sfoglia unta

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Mettete anche quello di ricotta ricavando 5 fossette aiutandovi con il dorso di un cucchiaio unto d’olio

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Rompete le uova rimaste separando i tuorli dagli albumi; mettete i tuorli nelle fossette facendo attenzione a non romperli…….non come ho fatto io!

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Battete leggermente le chiare

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Versatele sui tuorli, concludete con altro parmigiano grattugiato
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Ricoprite con le restanti 4 sfoglie avendo l’accortezza di ungere ogni sfoglia , quindi ripiegate i bordi verso  l’interno dopo aver tagliato la pasta in eccesso. Ultima spennellata d’olio e infornare per 45 minuti a 180*

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Non fatevi impressionare dalla laboriosa ricetta, potete dimezzare i tempi usando la pasta sfoglia ma, si sa, il risultato non sarà lo stesso, anche perché la mia nonna diceva : ” il tempo della preparazione della Pasqualina è lo stesso di quello che ci vuole per recitare il Rosario……..dopo sarai innondata di pace!”

In questi tempi credo che valga la pena di provare!

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Dimenticavo di dirvi che se vi avanza della pasta, potete preparare i grissini: con piccole noci di pasta e le mani unte d’olio, tirate dei rotolini e cuocete per 20 minuti a 180*, con gli affettati sono ottimi!

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Buon Appetito e Serena Pasqua

“Ancoi paniccia “

imageNon era difficile alcuni anni fa trovare cartelli con questo annuncio nei negozi di alimentari nel savonese.

Per i non liguri traduco: ” oggi panizza”

Per panizza a Savona si intende la polenta fatta con la farina di ceci, comunemente   usata per la più blasonata e conosciuta farinata.

Il termine ” panizza” deriva dall’antico ” paniccia” nome con il quale anticamente si indicava ogni tipo di polenta.

Oggi è molto raro trovarla già pronta e, se la si trova, ha prezzi davvero incredibilmente alti!

Allora vi propongo la ricetta del mio libro, un po’ noiosa nell’esecuzione, ma, se possedete il Bimby ogni problema è risolto: 30 minuti a 100* vel 3 con paletta inserita……ed il gioco è fatto

Senza fatica si può gustare un vero piatto della tradizione ormai in disuso.

PANIZZA FRITTA

  • 250 gr di farina di ceci
  • 1 L di acqua
  • sale
  • olio di arachide per friggere
  • salvia

ESECUZIONE

Stemperate nell’acqua fredda la farina e versatela in pentola facendole prendere il bollore girando continuamente.

Sempre rimestando fate sobbollire per 30 minuti aggiustando di sale.

Appena sarà pronta versatela in piatti fondi leggermente bagnati con acqua fredda e teneteli in frigo per una notte.image

Il giorno dopo imagetagliate a fette la panizza imagee friggetela in olio ben caldo sito ad ottenere una crosticina dorata.image

Nello stesso olio, in ultimo, friggete anche alcuni rametti di salvia fresca che sbriciolerete sulle fettine di panizza già salate.

Ho servito la panizza con bietoline ripassate in olio evo  con aglio e peperoncino .

Sono ottime se tagliate molto sottili si servono con l’ aperitivo oppure in una cena informale a base di golosità

Questo piatto ricorda moltissimo le panelle palermitane che si differenziano dalla panizza fritta per l’uso del prezzemolo nella preparazione.

Buon Appetito image