Cruxetti

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Non è la prima volta che vi parlo di questa tipica pasta ligure che, in epoca rinascimentale, veniva confezionata con il sigillo di famiglia per ricordare ai commensali l’importanza della famiglia sul territorio

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Sono molto semplici da preparare: si fa l’impasto, la sfoglia, quindi si taglia a cerchietti su cui si stampa il disegno dello stampino. Una volta fatta si lasciano asciugare sulla madia.

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A questo punto la tradizione vuole il classico sugo di noci, come vi ho già detto in una novella del blog, oppure nel periodo adatto, con “u tuccu de funzi” ricetta che potete trovare sul mio libro ed in ultimo, ma non ultimo, con il classico pesto genovese

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In questa occasione ho voluto cambiare un po’ le carte in tavola  e, senza stravolgere troppo la tradizione, ho pensato a questo piatto

CROXETTI GRATINATI AL PESTO MISTO

  • 1 confezione di croxetti
  • 1 L di besciamella
  • 50 gr di parmigiano
  • 1 noce di burro

per il pesto

  • 1 mazzetto di basilico
  • 1 cucchiaio abbondante di foglioline di maggiorana fresca
  • 1 spicchio d’aglio
  • 30 gr di pinoli
  • 30 gr di noci
  • 50 gr di parmigiano
  • sale qb
  • olio evo

ESECUZIONE

Per prima cosa preparate il pesto misto mettendo tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullandoli molto bene

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Preparate la besciamella con 1 L di latte intero, 100 gr di farina, 50 gr di burro, un pizzico di sale e di noce moscata; cuocete i croxetti in abbondante acqua salata e scolateli non oltre i 5 minuti dall’inizio della bollitura

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In una capiente terrina, mettete parte della besciamella con metà del pesto ottenuto, metà parmigiano ed il burro

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condite i croxetti con il condimento ottenuto

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aggiungete il restante pesto, la besciamella e condite benissimo la pasta avendo cura di lasciare ben liquido il tutto

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mettete in una pirofila da forno e rifinite con qualche cucchiaio di pesto e besciamella ed un’abbondante spolverata di parmigiano

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fate gratinare in forno con grill per 20 minuti

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servite con gherigli di noce spezzettati grossolanamente e qualche goccia di pesto

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…e come dice la mia amica Spisni, “abbondanza non fa carestia”

Buon Appetito

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Mare, sapore di mare

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Quando arrivano le temperature di questi giorni vengo quasi assalita da una voglia matta di mare, sole, spiaggia e vacanza

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naturalmente bisogna ancora aspettare affinchè il sogno diventi realtà, ma un aiuto concreto possiamo trovarlo in cucina, ad esempio,  preparando dei succulenti spaghetti alla chitarra, freschi, con un intingolo terra\mare davvero succulento

SPAGHETTI ALLA CHITARRA TERRA\MARE

  • 2 scalogni
  • 2 zucchine trombette (o 3 zucchine chiare)
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 2 pomodori cuori di bue maturi
  • polpa di astice
  • 100 gr di gamberetti sgusciati
  • 300 gr di code di gamberi
  • maggiorana fresca
  • olio evo
  • 1\2 bicchierino di cognac
  • sale pepe
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

In una padella dove sarà possibile passare la pasta, mettete l’olio con gli scaloni tritati

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le zucchine tagliate finissime con la mandolina

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ed i pinoli e fate leggermente rosolare il tutto e sfumate con il cognac

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Unite anche i pomodori tagliati a cubetti

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e fate restringere un po’ il sugo; unite la polpa di astice, i gamberetti  e le code di gambero

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cuocete per pochissimi minuti e abbondate con foglioline fresche di maggiorana

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Portate ad ebollizione in una pentola abbondante acqua, salatela e fatevi cuocere gli spaghetti alla chitarra scolandoli molto al dente; versate la pasta nel tegame con il sugo

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mescolate molto bene

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e serviteli distribuendoli in piatti individuali mettendo in ogni piatto i gamberi in numero equo! rifinite il piatto aggiungendo ancora maggiorana fresca

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Buon Appetito

Piatti sprint

È capitato a tutti di ricevere visite inaspettate di persone care che ci piacerebbe invitare a cena ma, ahimè, il frigo è quasi vuoto e proporre di rimanere è davvero un atto di coraggio!

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In questi casi ci vengono in aiuto quelle ricettine sprint che prevedono nella loro esecuzione ingredienti che sicuramente abbiamo sempre in casa

IMG_4220A questa categoria appartengo i ” tagliolini al limone ” un piatto un po’ vintage di raffinata semplicità che unisce l’aspro del limone al dolce del burro in perfetta armonia; se poi siete così fortunati da trovare dal vostro fruttivendolo I limoni della costiera, il vostro piatto sarà certamente da gran gourmet

Va da sè’ che se, data l’emergenza non avete sotto mano i tagliolini, andranno benissimo anche spaghettini  purché siano di ottima qualità.

TAGLIOLINI AL LIMONE

  • 250 gr di tagliolini freschi all’uovo
  • 1 grosso limone ( possibilmente di costiera) non trattato
  • 50 gr di burro
  • 3 cucchiai di parmigiano reggiano
  • sale
  • pepe bianco

ESECUZIONE

Lavate bene il limone quindi asciugatelo e grattugiatelo in modo da ricavare solo la parte gialla della scorza.

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Cuocete i tagliolini al dente in abbondante acqua salata.

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Nel frattempo fate spumeggiare metà del burro senza farlo colorire

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ed aggiungete la scorza e qualche goccia di succo di limone

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Quando saranno cotti sgocciolate i tagliolini e trasferiteli nella padella

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aiutandovi con un po’ di acqua di cottura, mantecate bene i tagliolini, unite il burro rimasto ed il parmigiano

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alla fine i tagliolini dovranno essere ben mantecati , morbidi e cremosi; completate il piatto con scorza di limone tagliata a julienne, prezzemolo tritato fresco e una generosa macinata di pepe

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servite immediatamente affinché il piatto conservi la sua cremosità

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Buon Appetito

 

Orecchiette cremose

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Nel periodo in cui siamo stati in Puglia ho imparato ad apprezzare moltissimo la cucina locale.

Si tratta davvero di un tripudio di bontà, carne e pesce superlativi, verdure magistrali preparate in mille modi sani e veloci  ma i primi sono davvero il loro fiore all’occhiello.

Tra questi le orecchiette sono il must come bontà e anche come tradizione, infatti vedere le massaie impegnate nella loro preparazione sull’uscio di casa con gesti antichi e velocissimi mentre chiacchierano del più e del meno è certamente una cosa che fa bene al cuore.

Queste signore vendono ai passanti , soprattutto turisti, il loro prodotto i quali, una volta provate queste bontà, non riescono più a farne a meno.

Anch’io sono schiava di questa dipendenza e spesso cucino le orecchiette, magari rinventandole a modo mio.

Proprio le orecchiette sono le protagoniste della ricetta di oggi

ORECCHIETTE  CREMOSE

  • 400 gr di orecchiette fresche
  • 300 gr di cime di rapa
  • 40 gr di noci
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 50 gr di pecorino romano
  • sale pepe
  • peperoncino

Mondate e lavate perfettamente  le cime di rapa dividendo i gambi dalle foglie: scottate i primi per qualche minuto a parte in pentola a pressione e mettete le altre tagliate a filetti nella pentola dove cuocerete la pasta mettendola sul fuoco.

In padella, dove sarà possibile saltare la pasta, soffriggete lo spicchio d’aglio con il peperoncino e toglieteli entrambi appena avranno preso colore.

Passate al passaverdure i gambi di cime di rapa e mettete la polpa ottenuta in padella con l’olio aromatizzato all’aglio

Quando l’acqua della pasta inizierà il bollore, salatela e gettate le orecchiette .

Mentre cuociono, setacciate la ricotta ed amalgamatela con il pecorino e conditela con sale, pepe ed un cucchiaio di olio evo

Scolate la pasta e mettetela nella padella, unite la ricotta e ripassate velocemente aggiungendo poca acqua di cottura

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Sgusciate le noci

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ed unitele alla pasta come decorazione del piatto

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Buon Appetito

 

Domenica italiana

Se ripenso alle domeniche della mia infanzia , rivedo la mia nonna alle prese con la preparazione dei suoi impareggiabili gnocchi

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Il primo step consisteva nel preparare il pesto che, con il suo inconfondibile profumo, riempiva tutta casa.

Mentre la patate venivano messe a bollire per la preparazione degli gnocchi, la nonna estraeva magicamente dalla madia il vecchio mortaio appartenuto alla sua nonna ed iniziava con la sinfonia del pesto

L’inizio era sempre lo stesso: l’aglio di Mariuccia di Vessalico, veniva pestato insieme ad una piccola “brancà” ( manciatina) di sale grosso, sino ad ottenere una poltiglia, quindi era la volta dei pinoli, anch’essi pestati con la solita maestria, il famoso “giro di polso”, e il risultato, cremoso, doveva rivestire le pareti del mortaio in modo omogeneo.

Era, quindi, la volta del prezioso e tenero basilico aggiunto un po’ alla volta, per il rispetto dovuto a tanta delicatezza !

Gli ultimi ingredienti da aggiungere erano il parmigiano , messo tutto in una volta ,e l’olio di Toirano versato goccia a goccia sino ad ottenere una salsa delicatissima e profumatissima

PESTO GENOVESE ( ricetta del consorzio del pesto genovese)

  • 50 gr di basilico di Pra a foglia piccola
  • 1\2 bicchiere di olio extra vergine di oliva di ponente
  • 6  cucchiai di parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di pecorino fiore sardo
  • 1 spicchio d’aglio di Vessalico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • qualche grano di sale grosso

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Certo un po’ mi vergogno a preparare il pesto con il frullino ad immersione, ma cerco comunque di usare ingredienti di prima qualità e metterci tutta la passione che era propria della mia nonna

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Preparato il pesto e cotte le patate, la vecchia madia diventava magicamente l’asse per la preparazione degli gnocchi e la nonna si affrettava a schiacciare le patate ( lo faceva con il matterello!) che dovevano raffreddare prima della preparazione.

Nel frattempo preparava il “sugo al rosmarino”

SUGO AL ROSMARINO

  • 3 rametti di rosmarino
  • 1\2 cipolla
  • 1 manciata di pinoli
  • olio evo
  • 30 gr di burro
  • 400 gr di salsa di pomodoro
  • sale, pepe ( facoltativo)

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Tritava finemente, ma finemente davvero, con la mezzaluna gli aghi di 3 rametti di rosmarino con 1\2 cipolla bianca ed una manciata di pinoli

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Li metteva a rosolare in un tegame di terracotta con olio e burro

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e, appena il trito iniziava a prendere colore, aggiungeva il pomodoro, aggiustava di sale e faceva ben restringere la salsa

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A questo punto si iniziava con la pasta.

GNOCCHI DI NONNA QUANITA

  • 1 e 1\2 kg di patate vecchie
  • 3 etti di farina 0
  • 100 gr di parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • sale

In aggiunta alle patate ormai raffreddate, metteva sulla spianatoia la farina ( un po’ per volta) il parmigiano, l’olio, l’uovo ed un pizzico di sale

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ed iniziava ad impastare velocemente aggiungendo, se serviva, tutta la farina. Ottenuto un impasto di giusta consistenza, si “armava” di matterello

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e stendeva l’impasto non prima di averlo ben infarinato da ambo le parti

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Con la rotellina tagliava delle striscie che, con velocissimi gesti ,tramutava in rotolini di spessore uniforme

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A questo punto restavo sempre incantata dalla precisione con cui tagliava i piccolissimi gnocchetti .

Mi capitò una volta di domandarle come facesse ad essere così precisa considerando la velocità con la quale lavorava e la sua risposta la porto sempre nel cuore:

“Ninin ( tesoro), ascolta che musica armoniosa esce da queste mosse, se sentirai  una nota  stonata, significherà  che il ritmo si sarà interrotto e non saranno tutti uguali!

Questa regola l’ho tenuta presente in tutte le cose della vita : ciò che bisogna sempre perseguire è l’armonia!

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La parte più bella e buona, in fine, era il momento in cui questi grandi vassoi di gnocchetti, venivano gettati nell’acqua bollente img_3102

e appena risalivano a galla, venivano conditi, direttamente nella pentola, per quanto riguarda il sugo

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fatti ben insaporire con esso

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ricoperti ancora di parmigiano

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serviti, quindi,  ai commensali impazienti

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Mentre quelli al pesto, che come è noto, non deve cuocere, erano serviti  nella zuppiera con l’aggiunta di un po’ di burro

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Ambedue le soluzioni risultavano sempre molto gradite a tutti, perché, alla fine, i piatti erano sempre più che puliti!

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Buon Appetito

 

Ricetta senza spesa o quasi

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La ricetta di oggi l’ho presa dall’interessante libro di Lisa Casali ” la cucina a impatto ( quasi) zero”, si tratta di un piacevole volume che suggerisce come preparare un eccellente pasto utilizzando esclusivamente gli  scarti

Qualche anno fa avevo già proposto questa ricetta, ma, data la sua bontà, la ripropongo volentieri modificando leggermente il condimento

SPATZEL AI CARCIOFI

Per gli spatzle

  • Le foglie dure ed i gambi di 4 carciofi
  • 200 gr di farina
  • 2 uova
  • 50 gr di parmigiano
  • noce moscata
  • sale e pepe

per il condimento

  • 4  carciofi puliti
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • olio evo
  • un po’ di vino bianco
  • 6 noci
  • 80 gr di gorgonzola
  • sale e pepe

ESECUZIONE

Cuocete le foglie esterne ed i gambi in pentola a pressione con poca acqua per 30 minuti dal sibilo

A cottura ultimata scolateli, tenendo da parte l’acqua, e passateli al passaverdura ottenendo una crema

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Preparate quindi l’impasto: mescolate alla crema di carciofi le uova

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La farina setacciata ed il parmigiano, la noce moscata, sale e pepe

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sino ad ottenere un impasto omogeneo della consistenza di una pastella piuttosto densa

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Filtrate l’acqua avanzata dalla cottura delle foglie di carciofo , aggiungete altra e salate quanto serve.

Portate quest’acqua ad ebollizione e, con l’apposito attrezzo, preparate gli spatzle

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Appena saranno venuti a galla fateli cuocere per alcuni minuti

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Passateli nella padella con il condimento che avrete preparato in precedenza in questo modo:

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tagliate i carciofi a fettine molto sottilidopo averli ben puliti .

Mettteteli in padella con l’olio, il vino, l’aglio ed il prezzemolotritati, salate e pepate

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Quando il liquido sarà assorbito unite le noci spezzettate

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Ed il gorgonzola

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Appena il formaggio sarà fuso, unite gli spatzle, insaporite in padella qiondi impiattate e cospargete con abbondante parmigiano prima di servire

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Se il piatto dovesse risultare troppo asciutto, ammorbidite con 1 mestolino di acqua della pasta

Se volete dare più corposità al piatto, aggiungete al condimento 1 salsiccia sbriciolata e ben tostata

Buon Appetito

Il ragù della nonna

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Ogni famiglia italiana custodisce con grande cura la ricetta del ragù della nonna

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Chi, tra noi non proprio giovanissimi, non ricorda l’asse della pasta che la nonna metteva sul tavolo di cucina ed iniziava, con perizia ineguagliabile, a confezionare delle meravigliose tagliatelle casalinghe che rappresentavano il piatto principe della domenica

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Anch’io, da nonna vintage quale sono, ho provato a ripercorrere quelle bellissime domeniche degli anni ’60 preparando le tagliatelle della nonna dopo averle modernizzate  un po’ usando per tirarle la mia affezionata macchinetta
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Ho tirato fuori il ricettario delle meraviglie e voilà, come per incanto la cucina si è innondata dei profumi confortevoli della nonna

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RAGÙ ANTICO DELLA MIA NONNA

  • 500 gr di carne mista macinata ( manzo vitello e maiale)
  • 1 carota
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla ramata
  • 1 scalogno
  • 2 spicchi d’aglio
  • prezzemolo
  • rosmarino, salvia, timo freschi
  • 50 gr di pinoli
  • 30 gr di funghi porcini secchi
  • 8 pomodori secchi
  • 500 gr di salsa di pomodoro
  • concentrato di pomodoro
  • 100 gr di parmigiano reggiano 36 mesi
  • olio evo
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • sale pepe qb

ESECUZIONE

Tritate tutte le verdure del soffritto comprese le erbe aromatiche e mettetele a soffriggere con un po’ di olio evo

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Mettete in una tazza di acqua calda i funghi secchi e, quando saranno ben ammollati (  sarà sufficiente un 1/4 d’ora), tritateli insieme ai pinoli
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Aggiungeteli al soffritto di odori e fate insaporire tutto insieme; a questo punto unite la carne, sgranatela bene e soffriggetela con le verdure ed i funghi

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Quando sarà tutto ben rosolato, bagnate con il vino rosso nel quantitativo necessario a coprire a filo gli ingredienti e fate cuocere sino a quando il soffritto risulterà nuovamente asciutto

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Nel frattempo mettete i pomodori secchi in un pentolino e fateli bollire in acqua per qualche minuto, quindi strizzateli e tritateli finemente

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Uniteli alla base del ragù

img_2165 con la salsa di pomodoro

img_2166ed il concentrato

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Aggiungete anche parte dell’acqua dei funghi dopo averla filtrata

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Aggiustate di sale e pepe e cuocete a tegame coperto e fuoco molto basso per almeno un’ora

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Se volete in questo tempo potete preparare le tagliatelle con farina di grano duro Senatore Cappelli e uova fresche, ma,  devo dire che con un ragù così qualsiasi pasta diventa speciale.

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La mia nonna metteva il reggiano direttamente nella pentola del ragù con un pezzettino di burro perché, sosteneva, in questo modo si annullava l’eventuale eccessiva acidità del pomodoro.

Effettivamente è un piatto antico un po’ elaborato che richiede cura e tempo, ma, a volte rallentare un poco per cercare qualcosa di diverso, può valerne la pena

Buon Appetito

 

 

La storia vera dei pici

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Sembra che i Pici risalgano ad epoca etrusca poiché testimonianza della loro presenza sulle tavole del tempo è stata rilevata nella celeberrima ” tomba dei leopardi ” a Tarquinia

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In questo monumento funebre vi è un affresco raffigurante un banchetto nel quale vengono servite scodelle contenenti un tipo di pasta lunga e grossa: presumibilmente i pici

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Si pensa che il nome derivi da Marco Gavio Apicio gastronomo di epoca romana ed autore del compendio culinario”De re coquinaria”( l’arte della cucina) imageQuesto ottimo spaghettone, prende nomi differenti a seconda della zona da cui proviene: abbiamo a Montalcino, Pienza e Montepulciano  “i Pinci, i ” bringoli ad Anghiari , nella Val Tiberina troviamo ” gli stringozzi o strangozzi, in Umbria gli umbricelli e le ciriole che in casa nostra apprezziamo molto, poiché mia suocera , ternana, li prepara in modo sublime.

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Insomma, abbiamo capito che si usano tanti nomi per indicare un unico tipo di pasta poverissimo e  semplicissimo  che ha come ingredienti solo acqua e farina ed un cucchiaio d’olio, eccetto che per la domenica quando i contadini potevano contare anche sulle uova fresche e, per onorare la festa, venivano aggiunte all’impasto!

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Il primo condimento che si conosce abbinato ai Pici consisteva in un trito di cipolle stufate in olio , mentre oggi, il connubio perfetto e ‘ con l’aglione ricetta che ho proposto nell’ articolo precedente

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Eccovi ora la dose perfetta per confezionare i Pici alla vecchia maniera

PICI (dosi)

  • 400 gr di farina di grano tenero
  • 200 gr di acqua fredda
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 presa di sale

ESECUZIONE

Setacciate la farina sulla spianatoia, unite il sale , formate la fontana e versate al centro l’acqua e l’olio, impastate sino ad ottenere un composto elastico a fate un po’ riposare

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Dopo circa 10 minuti riprendete l’impasto e Stendetelo con il mattarello tradizionale allo spessore di circa 1  cm

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Quindi tagliatela a strisce con il mattarello scannellato

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Rotolate le strisce ottenute

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Come fanno queste mani sapienti che, purtroppo, non sono le mie data la maestria nell’esecuzione!

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Mettete quindi i Pici così confezionati in attesa sulla spianatoia infarinata

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Per concludere questo lungo post pseudo storico,vi presento un altro  modo tradizionale per condire i Pici, anch’esso poverissimo ma sempre molto gradito

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PICI CON LE BRICIOLE

  • 500 gr di Pici freschi
  • pane toscano raffermo
  • 2 spicchi d’aglio
  • pecorino grattugiato
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Imbiondite in una padella con olio evo gli spicchi d’aglio schiacciandoli senza privarli della buccia

Unite la mollica del pane sbriciolata grossolanamente

Togliete gli spicchi d’aglio dopo poco e lasciate al fuoco le briciole finché assumeranno un colore dorato.

Passate i Pici scolati nella padella aggiungete abbondante pecorino grattugiato ed una generosa spolverata di pepe.

Serviteli subito molto caldi e fluidi, se dovesse servire unite anche un po’ d’acqua di cottura

 

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Buon appetito

 

 

 

Rituali antichi

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Impastare acqua e farina è forse una delle più antiche azioni compiute dall’uomo

Tutti noi conosciamo l’arte di impastare o, almeno apprezziamo molto chi lo fa per noi

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La pasta in casa, la così detta pasta fresca, come la intendiamo oggi, è principalmente la pasta al l’uovo, quella confezionata con un uovo per 100 gr di farina di grano duro ( io uso la  senatore Cappelli) per questo estremamente nutriente e buona da considerarsi ormai piatto unico.

Per decenni è stata il pranzo delle domeniche delle famiglie italiane, condita con il classico ragù o sugo di carne la cui ricetta veniva gelosamente trasmessa da madre in figlia

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Io, lo sapete, sono una inguaribile romantica, e anche un semplice piatto di pasta in casa mi riempie di gioia…….e di appetito !!!!

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Il problema è che con le temperature estive, i ragù sono poco indicati allora, per onorare la domenica della classica famiglia vintage, ho pensato di…….usare un condimento leggero, magari mettendolo direttamente nell’ impasto!

TAGLIOLINI AL PESTO CON POMODORO FRESCO

per la pasta

  • 200 gr di farina di grano duro senatore Cappelli
  • 2 uova di media grandezza
  • 2 cucchiai abbondanti di pesto genovese
  • sale

Per il condimento

  • 500 gr di pomodorini freschi
  • 1 scalogno
  • 50 gr di pinoli
  • basilico
  • olio evo
  • peperoncino ( facoltativo)
  • ricotta secca al forno
  • sale

ESECUZIONE

Per prima cosa prepariamo la pasta:

Metete sulla spianatoia la farina a cratere e nel centro aggiungete le uova, il pesto e un pizzico di sale

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Impastate bene e lasciate riposare per 15 minuti

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Trascorso tale tempo, lavorate con la macchinetta o, se siete super brave, tirate la pasta con il matterello

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Quindi tagliatela nel formato che preferite, io ho preparato i tagliolini

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Il condimento lo preparerete nel tempo in cui impiegherà l’acqua a bollire:

mettete in una padella un po’ d’olio evo, lo scalogno tritato, il peperoncino ed i pinoli

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Appena il tutto inizierà a soffriggere unite i pomodorini freschi tagliati a rondelle

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Appena l’acqua bolle, gettate i tagliolini e spegnete sotto al condimento

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Aspettando la cottura, aggiungete abbondante basilico fresco al sugo

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E, quando dopo pochi minuti la pasta sarà pronta, mettetela in padella e saltatela con il sugo

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Servite dopo aver cosparso con abbondante ricotta grattugiata

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Buon Appetito!

Giochi di bimbe

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Tra un piatto ed un altro e le molteplici altre attività nelle quale amo dilettarmi, mi piace moltissimo riportare a nuova vita oggetti vecchi e malandati che la sorte vorrebbe tra i rifiuti.

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Così, un po’ per gioco un po’ per riciclo, ho trasformato questo vecchio cesto per le patate in un” cesto primavera” come lo ha battezzato Agata.

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Mentre ero intenta ad assemblare nel modo più armonico possibile vecchi avanzi e rimasugli vari, mi è tornata alla mente la mia nonna e l’orgoglio con il quale mi diceva che ” le cose migliori sono quelle che ti crei da sola!”

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Potete facilmente immaginare dove sono andata subito a parare con la mente: la cucina, Il pranzo da preparare ma soprattutto Agata incollata alla televisione, cosa che aborro con tutta me stessa!

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Da lì ad inventare un gioco per poter coinvolgere la mia bimba adorata affinché da adulta anche lei potesse avere dolci ricordi con la nonna, il passo è stato brevissimo!

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Pero’, c’è un serio però, dovevo riuscire a vincere la competizione con i cartoni e, per poter pensare ad una vittoria, dovevo escogitare una proposta davvero interessante agli occhi di Agata.

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Così ho pensato di farle preparare la pasta dandole  solo un piccolo aiutino!

L’idea ha avuto successo: Cartoni abbandonati e pranzo assicurato!

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Quasi alla fine dell’operazione sono intervenuta per cercare di sveltire i tempi ……ma Agata con la massima serietà mi ha detto:” nonna, lo sai che sei proprio broccionaaaa ( traduzione per i non toscani: confusionaria n.d.r.) le cose fatte bene vanno fatte con calma!” Ed io ho taciuto!

Ma chi è la nonna e chi la nipote ? O sono solo giochi di bimbe?

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FARFALLONE AL RAGÙ VELOCE DI CONIGLIO

  • 400 gr di farfalle fresche
  • 300 gr di polpa di coniglio tagliata finemente al coltello
  • 1 cipollina bianca
  • abbondante maggiorana
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 5-6 pomodori secchi
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • olio evo
  • sale, pepe

per l’olio aromatico

  • Olio evo
  • pinoli
  • maggiorana

ESECUZIONE

Tritate finemente la cipolla e mettetela in una padella dove potrete saltare le farfalle, con foglioline di maggiorana ed olio evo

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Mettete i pomodori secchi in una tazza con acqua calda e lasciateli per circa 30 minuti

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Aggiungete al soffitto di cipolla la carne di coniglio

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Fate ben rosolare

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quindi unite il vino bianco e fatelo evaporare molto bene

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Quando la carne sarà ben ritirata aggiungete la salsa di pomodoro aggiustare di sale, se volete unite un po’ di pepe e fate cuocere per circa 10 minuti

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Cuocete le farfalle e nel frattempo preparate l’olio aromatico: scaldate in un pentolino l’olio evo ( circa 1 cucchiaio a commensale) ed appena inizierà ad essere brioso, unite i pinoli e le foglioline di maggiorana.

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Lasciate sul fuoco per non più di 1 o 2 minuti quindi mettete da parte

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Scolate le farfalle nella padella con il sugo, mantecate per qualche istante quindi impiattate terminando il piatto con 1 cucchiaio di olio aromatico

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Agata ha preparato le farfalline fresche , ma questo intingolo è ottimo e assolutamente indicato per qualsiasi tipo di pasta corta anche secca!

Buon Appetito

 

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…..ho aggiunto un fiocco di velluto, ci tenevo a farvelo vedere!

ciao