Piatto della domenica: Paglia e fieno gratinata al sugo di porri

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Riparto da Siena, da una Siena che oggi ha un paesaggio ben diverso da quello della foto, perché la neve ed il clima rigido, siamo a -6, le danno , se possibile, un fascino ancora maggiore

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Oggi non mi sono mossa da casa per questo vi posso far vedere solo la foto del mio giardino che, comunque, vi rappresenta perfettamente la situazione meteo di oggi

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Torniamo in cucina e pensiamo ad un piatto che per la sua importanza, può essere considerato della domenica; ricorda un po’ i piatti anni ’70, la pasta paglia e fieno era un classico all’epoca, ma la novità del sugo di porri la rende moderna ed adatta ad una tavola importante

PAGLIA E FIENO GRATINATA AL SUGO DI PORRI

  • 400 gr di tagliatelle paglia e fieno all’uovo secche
  • 2 porri medi o 6 porri piccolini
  • 400 gr di besciamella
  • 250 ml di mascarpone
  • olio evo
  • burro
  • vino bianco
  • parmigiano
  • curcuma
  • sale pepe

ESECUZIONE

Pulite e mondate bene i porri e tagliateli finemente

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Metteteli in padella con 30 gr di burro ed 1 cucchiaio d’olio

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Appena saranno appassiti sfumate con il vino bianco

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e portate a cottura dopo aver aggiunto 1 cucchiaio di curcuma, sale e pepe

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Cuocete per circa 10 minuti a fuoco basso

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Nel frattempo cuocete le tagliatelle

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molto al dente in pentola con abbondante acqua salata

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Mentre cuoce la pasta unite ai porri il mascarpone

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e scioglietelo perfettamente

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Preparate una besciamella leggera aromatizzata con noce moscata

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Aggiungete il parmigiano alla salsa di porri

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Appena la pasta sarà pronta, scolarla nella padella

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e conditele velocemente aggiungendo anche la besciamella

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Mettete in una pirofila adatta al forno , con qualche fiocchetto di burro , un po’ di parmigiano ed una spolverata di pepe

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Infornate e fate gratinare sotto il grill per 10 minuti

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Buon Appetito

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In casa mia il 15 d’agosto…

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dopo prosciutto e melone, si iniziava il pranzo con i ravioli !

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Nell’albergo che i miei genitori avevano a Loano, il menù di Ferragosto era fisso di anno in anno per la gioia dei clienti che, all’atto della prenotazione, volevano rassicurazioni sulla presenza dei famosi ravioli di Jole.

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Eravamo negli anni ’60 e le persone erano molto più serene di oggi e anche un piatto di ravioli casalinghi era un’occasione per gioire

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Ho voluto anticiparmi nella tradizione preparando oggi, 14 agosto, un favoloso piatto di ravioli con un condimento alternativo forse un po’ troppo per la stagione, ma certamente un paradiso per i golosi !

RAVIOLI LIGURI DI VERDURA CON PORRI E SALSICCIA

  • 400 gr di ravioli liguri di verdura (v.”IN CUCINA CON NONNA TITTI)
  • 3 porri (la parte bianca)
  • 1\2 bicchiere di vino bianco
  • peperoncino (facoltativo)
  • 2 salsicce toscane ( o 20 cm di luganiga)
  • 50 gr di parmigiano
  • 10 gherigli di noce
  • 30 gr di burro
  • sale, pepe nero

ESECUZIONE

Iniziate mettendo a scaldare l’acqua per la pasta

Tagliate a rondelle sottili i porri dopo averli mondati e ben lavati

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metteteli in padella con il burro ed il peperoncino e

fate stufare, portando a cottura con il vino bianco

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Quando saranno cotti metteteli nel bicchieri del frullatore e lasciateli in attesa; nel frattempo sgranate la salsiccia e mettetela a cuocere senza l’aggiunta di grassi

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Quando sarà ben arrostita, mettetela nel mixer e frullatela

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rimettete la salsiccia nella padella dove salterete i ravioli

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A questo punto gettate i ravioli e preparate la crema di porri: nel bicchiere del frullatore dove avete messo i porri, aggiungete il formaggio e le noci e, con l’aiuto dell’acqua della pasta, frullate sino ad ottenere una crema fluida

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Unite la salsa alle salsicce

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amalgamando perfettamente il condimento

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Scolate i ravioli nella padella

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e aggiungendo se serve ancora acqua della pasta condite perfettamente

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Servite dopo aver cosparso con pepe nero appena macinato !

Buon Appetito e buon Ferragosto

 

Nostalgia canaglia

IMG_3412Che io sia un’inguaribile romantica lo sapete tutti e che questa nostalgia mi assalga principalmente quando sono ad Albenga, località ligure dove sono nata, è cosa nota

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Gli scorci della mia città, a qualsiasi ora del giorno o della sera, mi ricordano piacevoli episodi  della mia infanzia e giovinezza molto spesso anche legati al cibo ( si sa che sono una mangiona!)

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Piazza San Francesco ha sempre avuto per me un fascino particolare, sia perché la saracinesca che ora è un anonimo passo carraio (sarà un garage?), quando ero bambina era la bottega del calzolaio dove andavo con la mia mamma e dove ogni volta venivo rapita dal pungente odore di colla e cuoio che trovavo affascinante (ecco da cosa deriva la mia passione per scarpe e borse!) ma anche perché, e forse soprattutto, ci abitava la mia amica Anna

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Anna era una mia compagna di classe alle elementari del Sacro Cuore con la quale a volte facevo i compiti; era una bambina timida e riservata , al contrario di me che ero piuttosto spavalda quindi la nostra amicizia era in perfetto equilibrio; I suoi genitori avevano le campagne e, all’inizio di ogni stagione, la loro tavola era sempre imbandita con le primizie del periodo.

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Negli ultimi giorni di scuola capitava che mi fermassi anche a cena, poiché la luce prolungata mi permetteva di tornare comodamente a casa quando volevo, si perché al tempo, nei piccoli centri soprattutto, i bambini avevano molta più libertà visto che non c’erano pericoli come li  intendiamo ora.

Uno dei piatti per il quale andavo davvero matta erano le “bistecche di melanzana”come Cesira, la mamma di Anna, chiamava delle semplicissime frittelle.

Erano squisite al mio palato: la croccante resistenza dell’impanatura  cosparsa da cristalli di sale impertinenti e la morbidissima anima della melanzana leggermente pizzicosa abbinata all’intenso e familiare gusto della onnipresente  maggiorana mi davano una vera sensazione di gioia!!

Provate! poi mi direte.

BISTECCHE DI MELANZANE DI CESIRA

  • 2 grosse melanzane viola
  • 100 gr di farina
  • 50 gr di grana grattugiato
  • acqua
  • latte q.b.
  • abbondante maggiorana
  • sale pepe

ESECUZIONE

Tagliate le melanzane e fatele leggermente dare l’acqua amara mettendole in un colapasta e salandole leggermente;

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preparate la pastella con gli ingredienti indicati e mettete in frigo per circa 30 minuti

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Trascorso questo tempo, immergete le fette di melanzana nella pastella e friggete in abbondante olio di arachide

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Quando avranno raggiunto una perfetta doratura, scolatele molto bene e cospargetele con sale grosso appena macinato

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Servitele con affettati misti oppure come ho fatto io questa volta, con una freschissima burrata…sarà una vera bontà.

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Buon Appetito

 

Piatti sprint

È capitato a tutti di ricevere visite inaspettate di persone care che ci piacerebbe invitare a cena ma, ahimè, il frigo è quasi vuoto e proporre di rimanere è davvero un atto di coraggio!

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In questi casi ci vengono in aiuto quelle ricettine sprint che prevedono nella loro esecuzione ingredienti che sicuramente abbiamo sempre in casa

IMG_4220A questa categoria appartengo i ” tagliolini al limone ” un piatto un po’ vintage di raffinata semplicità che unisce l’aspro del limone al dolce del burro in perfetta armonia; se poi siete così fortunati da trovare dal vostro fruttivendolo I limoni della costiera, il vostro piatto sarà certamente da gran gourmet

Va da sè’ che se, data l’emergenza non avete sotto mano i tagliolini, andranno benissimo anche spaghettini  purché siano di ottima qualità.

TAGLIOLINI AL LIMONE

  • 250 gr di tagliolini freschi all’uovo
  • 1 grosso limone ( possibilmente di costiera) non trattato
  • 50 gr di burro
  • 3 cucchiai di parmigiano reggiano
  • sale
  • pepe bianco

ESECUZIONE

Lavate bene il limone quindi asciugatelo e grattugiatelo in modo da ricavare solo la parte gialla della scorza.

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Cuocete i tagliolini al dente in abbondante acqua salata.

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Nel frattempo fate spumeggiare metà del burro senza farlo colorire

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ed aggiungete la scorza e qualche goccia di succo di limone

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Quando saranno cotti sgocciolate i tagliolini e trasferiteli nella padella

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aiutandovi con un po’ di acqua di cottura, mantecate bene i tagliolini, unite il burro rimasto ed il parmigiano

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alla fine i tagliolini dovranno essere ben mantecati , morbidi e cremosi; completate il piatto con scorza di limone tagliata a julienne, prezzemolo tritato fresco e una generosa macinata di pepe

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servite immediatamente affinché il piatto conservi la sua cremosità

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Buon Appetito

 

Gironzolando tra le tradizioni

 

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Che io sia un po’ stravagante forse lo avrete già capito ma, forse, non vi è facile credere che una delle cose che mi rilassano di più sia sfogliare vecchi, per non dire vecchissimi libri rigorosamente di cucina.

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Quando mi immergo in queste letture, dove oltre che di cucina si tratta anche di costume, mi pare di vere gli anni ’50 ’60, che, nel mio immaginario sono anni di speranza, di voglia di fare e dove ci si incamminava verso un futuro che sarebbe stato migliore per tutti

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Dopo sessant’anni so bene che le cose non sono andate come si sognava, ma, questo clima di leggerezza in cui mi trastullo, mi piace, mi fa star bene e queste letture mi danno modo di assaporare una piacevolissima sensazione di serenità

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Anche se vivo l’estasi dei ricordi, non manco mai di ricercare le ricette che mi appassionano tanto  che sono sempre nel rispetto della tradizione. Questa volta sono stata attirata da una torta di formaggio della tradizione umbra, regione natale di mio marito, che in questi periodi di scampagnate fuori porta può essere un’ottima idea se abbinata ad un ricco tagliere di affettati rigorosamente umbri

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TORTA AL FORMAGGIO DI EVELINA

  • 2 uova intere + 2 tuorli
  • 1\2 cucchiaio di sale fino
  • 1\2 cucchiaio di zucchero
  • 3 cucchiai di olio evo umbro o toscano
  • 40 gr di burro
  • 125 gr di latte
  • 375 gr di farina 1 macinata a pietra
  • 100 gr di formaggio grana grattugiato
  • 125 gr di formaggio pecorino grattugiato 100 gr di provolone piccante
  • 2 cubetti di lievito di birra
  • 1 bustina di lievito per torte salate

ESECUZIONE

In una ciotola rompete le uova intere ed aggiungete i 2 tuorli, unite il sale e lo zucchero e l’olio evo, quindi mescolate bene.

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Mettete i cubetti di lievito nel latte intero a temperatura ambiente e fatelo sciogliere

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Nella ciotola della planetaria ( se non la possedete, va bene una ciotola capiente dove potrete agevolmente impastare) setacciate la farina con la bustina del lievito in polvere per torte salate

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aggiungete alla farina il lievito di birra sciolto nel latte, il composto con le uova, ed i formaggi grattugiati ed azionate la planetaria con la foglia a vel 3

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impastate bene ed unite anche metà del provolone tagliato a tocchetti piccoli

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Quando sarà perfettamente amalgamato (la consistenza sarà quella della foto)

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preparate le teglie (con questa dose viene il quantitativo giusto per 1 stampo da pluncake  e per 6 muffis

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imburrate perfettamente gli stampi con burro fuso ed aiutandovi con un pennello da cucina

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riempiteli per i 2\3

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ed aggiungete in superficie i pezzettini di provolone avanzati

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Mettete in forno a 50*per 45 minuti poi alzate il forno a 200* e cuocete per 35 minuti

Buon Appetito a tutti !

 

 

Piatto da domenica

Se non avessi avuto un fine settimana super frenetico,venerdì avrei voluto postarvi una ricetta adatta al pranzo della domenica, di quelle tipiche anni  ’70 quando  la domenica appunto, il pranzo  era un vero e proprio rito e vi si dedicava molto tempo

Infatti l’unico handicap di questa ricetta è che è un po’ impegnativa, però il risultato vi ripagherà abbondantemente, se poi riuscirete ad organizzarvi , anche il tempo di preparazione sarà ottimizzato

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GIRELLE DI PASTA AL FORNO

per la pasta

  • 200 gr di semola senatore Cappelli
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • sale

per la farcitura

  • 300 gr di spinaci lessati e strizzati
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • sale pepe

per il condimento

  •  1\2 L di salsa di pomodoro semplice
  • 1\2 L di besciamella
  • parmigiano grattugiato

ESECUZIONE

Iniziate preparando la sfoglia: mettete sulla spianatoia gli ingredienti per la sfoglia

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Lavorate bene e formate un panetto che, dopo un p0′ di riposo, tirerete con il mattarello

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Tirate bene la sfoglia allo spessore che desiderate a forma rettangolare e fate un po’ asciugare

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Nel frattempo mettete tutti gli ingredienti per la farcitura nel robot da cucina, frullate e, se dovesse rimanere troppo morbido aggiungete un po’ di parmigiano o pane grattugiato.

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Stendete il ripieno sulla sfoglia lasciando i bordi liberi

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arrotolate su se stessa la sfoglia

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cercando di stringere bene

img_2676Fasciate con carta forno e legate con spago da cucina

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Con le dosi che vi ho suggerito, vi verranno circa 2 rotoli che metterete sulla griglia della pesciera

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e farete cuocere dal bollore dell’acqua per cierca 30 minuti

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Trascorso il tempo di cottura, fate completamente raffreddare

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Quindi levate la carta forno e tagliate a fettine larghe circa 2 cm

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mettete la fettine così tagliate

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in teglia dove  avrete in precedenza messo uno strato di besciamella

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riempite in questo modo la teglia

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e condite con la restante besciamella e la salsa di pomodoro

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Cospargete con abbondante parmigiano grattugiato e qualche fiocco di burro, quindi fate gratinare in forno per circa 35 minuti a 180*

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e fatemi sapere come è andata, anche se so già la risposta!

Buon Appetito

 

Vintage food

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Per vintage food, intendo i piatti che preparavo negli anni ’70, appena sposata; si trattava di semplici  e gustosi alimenti che dovevano tenere sempre d’occhio la spesa.

Erano comunque cibi che si trovavano sulle tavole di tutti, al tempo, e, ripensandoci oggi, mi rendo conto di quanto la moda spadroneggi anche in campi dove  non si penserebbe mai potesse prendere piede

Infatti oltre ad imporci  il modo di vestire o di pettinarci, e a dirci quali accessori ci piacciono di più, ( notate i miei “fanali” tipici dell’epoca che oggi non indosserei nemmeno sotto tortura), condiziona la nostra vita anche in cucina.

Alcuni piatti che erano comunemente sulle nostre tavole allora, oggi sono completamente spariti e nessuno li ricorda più

E’ il caso delle scaloppine (che se oggi ci capita di trovare nel menù di qualche “antico” ristorante, si chiamano piccatine) che, sebbene abbiano cresciuto una generazione intera, oggi non hanno neppure più l’onore della memoria storica.

Anch’io, che sono tanto rispettosa del passato perché penso che ,ripercorrendolo, si possa comprendere il presente, sono cascata nell’infido tranello di non accettare queste semplicissime preparazioni così come erano, ma le ho imbellettate per renderle adatte ai giochi di sapori e consistenze degne degli anni 2.0.

Le ottime scaloppine al marsala della nonna servite rigorosamente con un sofficissimo pure’ di patate, le ho modernizzate in “piccatine al marsala con granella di nocciola al profumo di timo”…….. scusate se è poco!

La morale è sempre la stessa, a prescindere dal nome che volete dare loro o dalla forma sotto la quale volete presentarle: sono ottime, veloci e, con il loro “puccino”cremoso restano sempre uno dei piatti della memoria più lovely vintage food che ci sia !!

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SCALOPPINE AL MARSALA ALLA “MODERNA”

  • 600 gr di fettine di vitello ( fesa, rosa, noce)
  • 30 gr di burro
  • 2 cucchiai di fecola ( o di farina)
  • sale pepe
  • olio evo
  • 1 bicchierino di marsala secco
  • 50 gr di nocciole tostate
  • timo fresco

ESECUZIONE

Salate e pepate leggermente le fettine di carne, quindi infarinatele; nella padella fate sciogliere il burro con l’olio evo e lo spicchio d’aglio tagliato a lamelle sottili; appena il burro sarà sciolto mettete le fette in padella

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e, appena saranno rosolate da ambo i lati,

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unite il marsala e portate a cottura la carne ( non ci vorranno più di 5 minuti)

Levate la carne dalla padella e tenetela al caldo; nel frattempo prendete le foglioline di timo fresco e le nocciole tostate

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e tritateli grossolanamente.

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Mettete il trito nella padella dove il sughino si sarà addensato senza seccarsi toppo

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e fate amalgamare i sapori tenendo sul fuoco per pochi minuti.

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Aggiungete le fettine di carne, aggiustare, se serve, di sale e pepe e servite con un sofficissimo purè montato con olio aromatizzato al timo

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E vi assicuro che dopo una pietanza del genere diventeranno tutti nostalgici.

Buon Appetito

 

 

 

 

Il cassetto dei ricordi: tarte au poieraux

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Negli anni ’80 quando le nostre bambine erano davvero piccine, la tarte au poieraux o, più comprensibilmente, la torta ai porri, era uno di quei jolly in cucina a cui ricorrevo spesso

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La preparavo quando la famigliola andava in gita fuori porta

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Oppure quando,  con amici,si decideva per il classico picnic in montagna

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O ancora quando, giovane sposina, invitavamo a cena i colleghi di mio marito con le famiglie e nel buffet non mancavano mai le tortine salate mono porzione con ogni possibile farcitura

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Sono passati più di 30 anni da queste foto ma la mania di preparare intriganti stuzzichini non mi è passata e mi ritrovo qui con porri e bacon a ripensare a mille momenti, a  mille piacevoli e dolci momenti del tempo passato

P.S. La casa raffigurata qui sopra è proprio lei, la più amata negli anni ’80, la casa del Mulino Bianco !

TARTE AU POIERAUX ( torta ai porri)

  • 3 porri ( parte bianca)
  • 250 ml di besciamella
  • 100 gr di bacon a dadini
  • 1 uovo
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • pasta brisè tonda già pronta
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale pepe noce moscata

ESECUZIONE

Tagliate la parte bianca dei porri , dopo averli perfettamente lavati, a filetti sottili

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Metteteli in padella con pochissimo olio evo

img_2253e 1/2 bicchiere di vino bianco e fate cuocere sino a quando saranno ben morbidi; salate e pepate .

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Quando saranno pronti metteteli da parte a raffreddare; nel frattempo fate ben tostare il bacon senza aggiungere grassi

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Preparate anche la besciamella con 30 gr di burro, 1/2 cucchiaio di farina e 1/4 di latte, sale e noce moscata

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Quando tutto sarà pronto mettete sia il bacon

img_2257 che la besciamella con i porri ormai raffreddati

img_2259 aggiungete il parmigiano

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E l’uovo

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Aggiustate di sale e pepe se serve e mescolate perfettamente tutto il composto

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Mettete la pasta brisè nella teglia lasciando la carta forno della confezione ed accendete il forno a 180*

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Farcitela con il composto ottenuto e livellatelo bene

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Con la pasta in eccedenza fate tante striscioline per formare la griglia ed infornate per 40-50 minuti a seconda del forno

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Si, lo riconosco, era più bella da cruda che da cotta, ma vi assicuro è una bontà!

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Buon Appetito

 

Coniglio bourguignon..o quasi

Chi mi conosce lo sa, sono una fan accanita di Julia Child, l’appassionata di cucina francese, moglie dell’ambasciatore americano a Parigi negli anni ’50 che, con il suo libro ” mastering art of French Cooking” ha insegnato la cucina transalpina al popolo americano

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Ho acquistato i suoi volumi online perché non esiste la versione tradotta in italiano reperibile in libreria; per quanto mi riguarda, la fase più complicata, è stata la traduzione delle ricette che, per il mio inglese poco più che scolastico è stata davvero ardua!

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Ma, con grande soddisfazione e fatica,  ci sono riuscita!

Da qui, va da se che io abbia l’abitudine di consultare spesso la mia cara Julia, ed uno dei piatti più gettonati in casa mia nel periodo invernale, è senz’altro il celeberrimo” boeuf au bourguignon”che, nella ricetta di oggi ho voluto  ricordare, per la preparazione del coniglio, ed ecco ciò che è venuto fuori

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CONIGLIO BOURGUIGNON…O QUASI

  • 1 coniglio nostrano ( possibilmente)
  • sale toscano
  • farina
  • aglio
  • salvia
  • vino bianco qb
  • brodo ( preparato con la testa del coniglio) qb
  • 400 gr di cipolline borrettane gia pulite
  • 250 gr di funghi champignons
  • 30 gr di funghi secchi
  • olive taggiasche
  • concentrato di pomodori
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Iniziate preparando con la testa del coniglio, un gambo di sedano, una carota ed una cipolla un litro circa di brodo che vi servirà in cottura; dopo circa 1 oretta che avrà sobbollito, salate quanto serve e mettete in attesa.

Tagliate a pezzi il coniglio e cospargetelo con il sale toscano

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Quindi infarinatelo

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Nel frattempo mettete a rosolare in una capiente casseruola adatta alle lunghe cottura, l’ olio, lo spicchio d’aglio a tocchetti e la salvia tagliata a filettini

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Quando inizieranno a prendere colore, mettete nella pentola i pezzi di coniglio infarinati e fate ben tostare

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Appena saranno rosolati sfumate con il vino bianco

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Mentre aspettate che L’alcool  si assorba, pulite le cipolline

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ed al momento opportuno, unitele al coniglio

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Fate insaporire tutto assieme per qualche minuto quindi coprite a filo con il brodo di coniglio e fate cuocere a tegame coperto sino a che il liquido sarà un po’ consumato

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Nel frattempo, aiutandovi con uno straccetto  inumidito, pulite i funghi champignons e tagliateli a fettine

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Tagliate con il cutter i funghi secchi che avrete in precedenza ammollato in acqua tiepida ed uniteli con gli champignons al coniglio

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Continuate la cottura per 10 minuti

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Quindi aggiungete il concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua calda

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E continuate a cuocere per qualche minuto sino a quando il sugo sarà ben ristretto

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In ultimo mettete le olive

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Fate insaporire bene sempre rimestando, controllate il sale ed aggiungete un po’  di pepe macinato fresco

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Servite questo piatto ghiotto con soffice purè o fumante polenta

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Buon Appetito

 

Il ragù della nonna

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Ogni famiglia italiana custodisce con grande cura la ricetta del ragù della nonna

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Chi, tra noi non proprio giovanissimi, non ricorda l’asse della pasta che la nonna metteva sul tavolo di cucina ed iniziava, con perizia ineguagliabile, a confezionare delle meravigliose tagliatelle casalinghe che rappresentavano il piatto principe della domenica

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Anch’io, da nonna vintage quale sono, ho provato a ripercorrere quelle bellissime domeniche degli anni ’60 preparando le tagliatelle della nonna dopo averle modernizzate  un po’ usando per tirarle la mia affezionata macchinetta
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Ho tirato fuori il ricettario delle meraviglie e voilà, come per incanto la cucina si è innondata dei profumi confortevoli della nonna

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RAGÙ ANTICO DELLA MIA NONNA

  • 500 gr di carne mista macinata ( manzo vitello e maiale)
  • 1 carota
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla ramata
  • 1 scalogno
  • 2 spicchi d’aglio
  • prezzemolo
  • rosmarino, salvia, timo freschi
  • 50 gr di pinoli
  • 30 gr di funghi porcini secchi
  • 8 pomodori secchi
  • 500 gr di salsa di pomodoro
  • concentrato di pomodoro
  • 100 gr di parmigiano reggiano 36 mesi
  • olio evo
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • sale pepe qb

ESECUZIONE

Tritate tutte le verdure del soffritto comprese le erbe aromatiche e mettetele a soffriggere con un po’ di olio evo

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Mettete in una tazza di acqua calda i funghi secchi e, quando saranno ben ammollati (  sarà sufficiente un 1/4 d’ora), tritateli insieme ai pinoli
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Aggiungeteli al soffritto di odori e fate insaporire tutto insieme; a questo punto unite la carne, sgranatela bene e soffriggetela con le verdure ed i funghi

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Quando sarà tutto ben rosolato, bagnate con il vino rosso nel quantitativo necessario a coprire a filo gli ingredienti e fate cuocere sino a quando il soffritto risulterà nuovamente asciutto

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Nel frattempo mettete i pomodori secchi in un pentolino e fateli bollire in acqua per qualche minuto, quindi strizzateli e tritateli finemente

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Uniteli alla base del ragù

img_2165 con la salsa di pomodoro

img_2166ed il concentrato

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Aggiungete anche parte dell’acqua dei funghi dopo averla filtrata

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Aggiustate di sale e pepe e cuocete a tegame coperto e fuoco molto basso per almeno un’ora

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Se volete in questo tempo potete preparare le tagliatelle con farina di grano duro Senatore Cappelli e uova fresche, ma,  devo dire che con un ragù così qualsiasi pasta diventa speciale.

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La mia nonna metteva il reggiano direttamente nella pentola del ragù con un pezzettino di burro perché, sosteneva, in questo modo si annullava l’eventuale eccessiva acidità del pomodoro.

Effettivamente è un piatto antico un po’ elaborato che richiede cura e tempo, ma, a volte rallentare un poco per cercare qualcosa di diverso, può valerne la pena

Buon Appetito