La solita zuppa

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Dopo la ricetta un po’ impegnativa di ieri, oggi vorrei consigliarvi non la solita zuppa, ma una zuppetta semplicissima, salutare e veloce

L’ingrediente principale è la zucca gialla che, con le sue molteplici proprietà è un prodotto  che non dobbiamo assolutamente dimenticare

Infatti la zucca gialla oltre ad avere proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie è anche un ottimo lassativo e diuretico; approfittiamone allora per preparare zuppe e minestre che in questo periodo sono indicatissime

Avendo poco tempo a disposizione, ho preparato la zuppa con il Bimby ed il risultato è stato perfetto

ZUPPA DI ZUCCA E CANNELLINI

  • 400 gr di zucca pulita e sbucciata
  • 1/2 verza
  • 2 cipolle bianche
  • 400 gr di fagioli cannellini già cotti
  • semi di zucca
  • parmigiano reggiano
  • olio evo
  • sale pepe nero

ESECUZIONE

Tagliate la zucca a tocchi, la cipolla a spicchi e la verza a listarelle; mettete a parte i fagioli lasciandoli nel loro brodo

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Mettete tutti gli ingredienti nel Bimby eccetto i fagioli che aggiungerete in un secondo tempo, salate a piacere  e cuocete a vel 3 per 35 minuti
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A 10 minuti dalla fine aggiungete i fagioli e terminate la cottura;

Date 10 secondi a modalità turbo e servite in coccottine individuali spolverando con abbondante parmigiano e decorate con pepe nero appena macinato, semi di zucca triturati leggermente ed un giro di olio evo a crudo

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Se volete rendere questa zuppa più ricca, potete aggiungere della pancetta ben tostata alla decorazione del piatto finale .

Va da sè che chi non possiede il Bimby, può fare la zuppa in pentola normale o a pressione, cuocendo per 40 minuti nella prima e venti nella seconda e frullando alla fine con il mixer se si gradisce ottenere una crema più vellutata o usando il passaverdura a grana grossa sè vogliamo lasciare la zuppa più rustica

Buon Appetito

Tocca a lei : la gota !

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Inizio con una comunicazione di servizio per coloro che con affetto seguono il mio blog: con oggi ho terminato la ” pazza pesca” nel congelatore, così non dovrete più sopportare le mie improbabili ricette fuori stagione…….ma per oggi no, anzi, oggi chiudo in bellezza con una tradizionalissima ricetta della cucina povera toscana, tanto buona quanto dimenticata perché  non faceva fine utilizzarla: la gota o, come viene chiamata nell’aretino, la guanciola di vitello

Ecco la ricetta super classica, desidero però aggiungere una piccola nota : vi consiglio di provare le guance di vitello all’aretina in inverno, con un fumante piatto di polenta perché così avrete modo di gustarne meglio la bontà

GUANCETTE DI VITELLO ALL’ARETINA

  • 2 Guancette di vitello
  • 2 bicchieri di Chianti
  • 1/2 bicchierino di cognac
  • olio evo
  • 50 gr di funghi secchi
  • brodo di carne
  • 3 scalogni
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • rosmarino salvia alloro
  • peperoncino
  • 1 cucchiaino di conserva di pomodoro
  • olive taggiasche ( facoltativo)

ESECUZIONE

Tritate l’aglio,le erbe aromatiche, gli scalogni la cipolla ed il peperoncino in olio evo

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Tagliate a cubetti la carota ed il sedano ed aggiungeteli al soffritto

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Mettete i funghi in ammollo in acqua calda ed unite anche loro al soffritto

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Preparate le gote: tagliatele a grossi pezzi, salateli e massaggiatele con sale aromatico e infarinatele leggermente.

In una padella a parte mettete un po’ di olio evo e fate ben rosolare la carne con un rametto di rosmarino

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Appena avrà preso colore bagnate con il cognac e fate ben evaporare

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Mettete la carne nel tegame del soffritto

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Coprite con il vino ed un mestolo di brodo ed aggiungete anche il concentrato di pomodoro

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Cuocete così a tegame coperto ed a fiamma bassa per circa 2 ore

Preparate una polenta morbida

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E servite in tegamini di terracotta irrorando la polenta con il sugo di cottura delle guance

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10 minuti prima della fine della cottura ho aggiunto una manciata di olive taggiasche che non sono contemplate nella ricetta originale, a noi questa eccezione è piaciuta molto voi potete fare come meglio credete senza intaccare la squisitezza del piatto!

Buon Appetito

“Ancoi paniccia “

imageNon era difficile alcuni anni fa trovare cartelli con questo annuncio nei negozi di alimentari nel savonese.

Per i non liguri traduco: ” oggi panizza”

Per panizza a Savona si intende la polenta fatta con la farina di ceci, comunemente   usata per la più blasonata e conosciuta farinata.

Il termine ” panizza” deriva dall’antico ” paniccia” nome con il quale anticamente si indicava ogni tipo di polenta.

Oggi è molto raro trovarla già pronta e, se la si trova, ha prezzi davvero incredibilmente alti!

Allora vi propongo la ricetta del mio libro, un po’ noiosa nell’esecuzione, ma, se possedete il Bimby ogni problema è risolto: 30 minuti a 100* vel 3 con paletta inserita……ed il gioco è fatto

Senza fatica si può gustare un vero piatto della tradizione ormai in disuso.

PANIZZA FRITTA

  • 250 gr di farina di ceci
  • 1 L di acqua
  • sale
  • olio di arachide per friggere
  • salvia

ESECUZIONE

Stemperate nell’acqua fredda la farina e versatela in pentola facendole prendere il bollore girando continuamente.

Sempre rimestando fate sobbollire per 30 minuti aggiustando di sale.

Appena sarà pronta versatela in piatti fondi leggermente bagnati con acqua fredda e teneteli in frigo per una notte.image

Il giorno dopo imagetagliate a fette la panizza imagee friggetela in olio ben caldo sito ad ottenere una crosticina dorata.image

Nello stesso olio, in ultimo, friggete anche alcuni rametti di salvia fresca che sbriciolerete sulle fettine di panizza già salate.

Ho servito la panizza con bietoline ripassate in olio evo  con aglio e peperoncino .

Sono ottime se tagliate molto sottili si servono con l’ aperitivo oppure in una cena informale a base di golosità

Questo piatto ricorda moltissimo le panelle palermitane che si differenziano dalla panizza fritta per l’uso del prezzemolo nella preparazione.

Buon Appetito image

u zemin

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Lo zimino di ceci o zemin come si dice in dialetto ligure, è una ricetta propria del territorio. Si tratta di una zuppa a base di ceci e bietole molto leggera anche se sostanziosa.

Come per ogni ricetta della tradizione, ogni famiglia ha la sua; io ho quella della nonna Francesca, che si differenzia da quella dei trattati di cucina ligure per l’aggiunta di 1 porro intero compresa la parte verde delle foglie, tagliato molto finemente. Dopo la morte della nonna, lo scettro di regina dei fornelli in casa Zanchi è toccato a zia Marisa, sorella minore di mio padre che egregiamente ha perpetuato la tradizione culinaria aggiungendo, come si addice ad una vera chef di razza, la sua personalità in ogni piatto. Nel caso dello ” zemin” ha aggiunto le costine di maiale e qualche patata e lo ha fatto diventare un energico piatto unico che, nelle domeniche invernali, radunava tutta la nostra tribù in un allegrissimo convivio.

Rileggendo questa introduzione mi viene da pensare: ma sarà che amo tanto la cucina perchè adoro la famiglia? Ai posteri l’ardua sentenza.

U ZEMIN

  • 400 gr di ceci cotti (tenendo da parte il brodo di cottura)
  • 15 gr di funghi secchi
  • 1 cipolla
  • 1 porro intero
  • 1 ciuffo di salvia
  • 3 pomodori da sugo maturi
  • 1/2 kg di bietola
  • olio evo
  • parmigiano grattugiato q.b.
  • sale, pepe

ESECUZIONE

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Soffriggere in olio evo il porro tagliato a rondelle sottili , la cipolla e la salvia tritate, i funghi secchi anch’essi tritati dopo essere stati ammollati, i pomodori elevi etile tagliate a striscioline .

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Quando tutti gli ingredienti saranno ben insaporiti, unire i ceci ed il loro brodo e portate ad ebollizione.

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Dopo circa 1/2 ora, aggiustare di sale, una grattatina di pepe servite in terrine individuali con crostini di pane casereccio.

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Buon “convivio” a tutti.

 

Si fa presto a dire polenta!

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Si fa presto a dire polenta e quasi mai si ricorda l’importanza che ha avuto nell’alimentazione dei nostri avi. Nei periodi del dopo guerra, quando il cibo che oggi noi intendiamo come scontato scarseggiava, generazioni di italiani si sono salvati la vita mangiando questo alimento, a volte per i più fortunati abbinato alla carne di maiale o ai formaggi. Tutte le regioni del nord pullulano di ricette a base di polenta, dall’antipasto al dolce è un tripudio di oro giallo ma se posso darvi un consiglio, provate la polenta avanzata tagliata a fette con il caffellatte per la colazione. Non la lascerete più.

La ricetta che vi darò oggi me l’ha passata un’amica. L’ho trovata deliziosa. Un piatto unico che sazia perfettamente (per 4 persone ho usato 250 gr di farina di polenta), di pochissimo costo e anche se usate la farina di mais tradizionale cioè con la lunga cottura, il tempo della preparazione non supera l’ora di impegno.

POLENTA CON PORRI E SPECK

  • 250 gr di farina di Marisa grana grossa macinata a pietra
  • 1  1/2 L di acqua salata ( o latte )
  • 5 porri
  • 70 gr di spek
  • 70 gr di taleggio
  • parmigiano q.b.
  • 50 gr di burro
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale, pepe q.b.

ESECUZIONE

Mettete l’acqua nel paiolo (o nella pentola nella quale comunemente cuocete la polenta, sia la pentola a pressione che il Bimby vanno benissimo), salatela e portatela ad ebollizione.

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Versate lentamente la polenta girando continuamente per evitare la formazione di grumi.

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Pulite e mondate i porri, tagliateli a rondelle e fateli stufare con una noce di burro, il vino ed un mestolo di acqua calda. Salate e pepate, mettete il coperchio e cuocete per circa 15 minuti.

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Tagliate a listarelle lo speck e fatelo tostare a parte.

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Pulite il taleggio e riducetelo a tocchetti .

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Quando la polenta sarà pronta, mettete nel paiolo i porri, lo speck ed il taleggio. Girate energicamente fuori dal fuoco sino a quando il formaggio sarà sciolto.

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Servite accompagnato da parmigiano grattugiato. Ogni commensale se ne servirà se lo vorrà.

L’ho preparato con cotechino precotto per dare al piatto varie consistenze. Oltre ai porri un’altra verdura che sposa perfettamente con la polenta è la verza, che se abbinata a salsiccia tostata è un’ottima alternativa. Se avanza, sarà ottima al forno tagliata a fette e condita con besciamella e parmigiano.

Buon Appetito