Mare, sapore di mare

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Quando arrivano le temperature di questi giorni vengo quasi assalita da una voglia matta di mare, sole, spiaggia e vacanza

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naturalmente bisogna ancora aspettare affinchè il sogno diventi realtà, ma un aiuto concreto possiamo trovarlo in cucina, ad esempio,  preparando dei succulenti spaghetti alla chitarra, freschi, con un intingolo terra\mare davvero succulento

SPAGHETTI ALLA CHITARRA TERRA\MARE

  • 2 scalogni
  • 2 zucchine trombette (o 3 zucchine chiare)
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 2 pomodori cuori di bue maturi
  • polpa di astice
  • 100 gr di gamberetti sgusciati
  • 300 gr di code di gamberi
  • maggiorana fresca
  • olio evo
  • 1\2 bicchierino di cognac
  • sale pepe
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

In una padella dove sarà possibile passare la pasta, mettete l’olio con gli scaloni tritati

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le zucchine tagliate finissime con la mandolina

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ed i pinoli e fate leggermente rosolare il tutto e sfumate con il cognac

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Unite anche i pomodori tagliati a cubetti

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e fate restringere un po’ il sugo; unite la polpa di astice, i gamberetti  e le code di gambero

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cuocete per pochissimi minuti e abbondate con foglioline fresche di maggiorana

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Portate ad ebollizione in una pentola abbondante acqua, salatela e fatevi cuocere gli spaghetti alla chitarra scolandoli molto al dente; versate la pasta nel tegame con il sugo

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mescolate molto bene

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e serviteli distribuendoli in piatti individuali mettendo in ogni piatto i gamberi in numero equo! rifinite il piatto aggiungendo ancora maggiorana fresca

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Buon Appetito

Pesca il pesce

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Cerca e ricerca, dalla pesca nel congelatore, mi sono capitati in mano 2 piccoli cartoccini con dentro qualcosa di indecifrabile.

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Il primo istinto è stato quello di buttare tutto nel secchio, anche perché, devo ammettere, non erano molto invitante da vedersi : in uno intravedevo un contenuto nero come la pece nell’ altro ” la cosa” mi sembrava un filetto di pollo rimasto solo! Sapevo che non poteva trattarsi di carne perché si trovavano ambedue nella parte dedicata al pesce, allora, un po’ per curiosità, un po’ per tirchieria, ( noi liguri  non buttiamo via nulla, così, tanto per fare!) ho deciso di passarli nel frigo per farli scongelare.

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Bhe, devo dire che è stata una piacevolissima sorpresa scoprire che si trattava di puro nero di seppia per uno dei cartocci  e di uova di pesce per l’altro

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Allora, in men che non si dica, ho preparato delle linguine al nero di seppia che il solo ricordo mi stimola ancora l’appetito…………….

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LINGUINE AL NERO DI SEPPIA

  • 250 gr di linguine
  • uova di pesce fresche
  • 1 vescicola di nero di seppia
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo abbondante
  • peperoncino
  • olio evo
  • vino bianco

ESECUZIONE

Pulite il prezzemolo e l’aglio e tritatelo finemente

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Metteteli, in una padella dove potrete saltare la pasta, a soffriggere con l’olio evo e con il peperoncino a rondelle

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Unite quindi le uova di pesce e fate insaporire, sfumate con poco vino bianco e lasciate ben restringere

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Aggiungete il nero di seppia e fatelo sciogliere bene nel condimento

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Cuocete nel frattempo le linguine, scolatele al dente, mettetele nella padella con il condimento e fate insaporire sul fuoco, aggiungendo poca acqua della pasta se servirà ad evitare che la pasta si asciughi troppo

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Cospargete con prezzemolo tritato fresco e servitele  calde e fumanti

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Buon Appetito

 

Scialatielli alle vongole e…

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Ho sempre amato i frutti di mare, sin da bambina erano un cibo che gradivo molto. Non posso dire la stessa cosa per le verdure. Raramente variavo il mio menu’ e in rarissime occasioni assaggiavo carciofi o cavoli ovviamente soltanto fritti. La mia adorata Pina, la cuoca che lavorava in casa mia quando ero bambina e di cui vi ho spesso parlato, cercava amorevolmente di ingannarmi inventando piatti con ingredienti a me assai graditi nei quali camuffava ogni genere di ortaggio. Così tra i piatti preferiti della mia infanzia ci sono gli scialatelli (tipica pasta napoletana) alle vongole con quel che c’è nell’orto.

Oggi che ho imparato ad amare anche le verdure ripropongo spesso questo intingolo saporito e per il mio palato irresistibile, poiché come sempre capita con i sapori del nostro passato sono, detto con toni romantici, i gusti della mia vita.

Sebbene non sia riuscita mai ad eguagliare l’inconfondibile e confortante sapore di quelli che faceva la Pina, i miei scialatielli riescono almeno a riportarmi con il cuore ad anni di infinita tenerezza.

SCIALATIELLI ALLE VONGOLE E…

  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 250 gr di scialatielli freschi ( o tagliolini)
  • 500 gr di vongole
  • 4 zucchine chiare
  • 2 peperoni verdi lunghi e dolci ( friggitelli)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • olio evo, sale, pepe

ESECUZIONE

In una padella mettete le vongole, copritele con un coperchio e fatele aprire a fuoco vivo scuotendo di tanto in tanto la padella. Togliete la  maggior parte dei molluschi dai gusci e conservateli a parte, togliete alle restanti vongole il guscio vuoto ed usateli per rifinire il piatto. Filtrate il liquido formatosi e tenetelo da parte.

Sbucciate l’aglio e mettetelo a rosolare con l’olio in una padella adatta a saltare la pasta. Tagliate a cubetti le zucchine ed a rondelle i peperoni privati dei semi, saltate velocemente in padella spruzzate con vino bianco e appena sarà evaporato, salate, pepate ed unite le vongole con il loro liquido.image

Cuocete gli scialatielli in abbondante acqua salata dove avrete aggiunto un cucchiaio di curcuma e quando saranno saliti in superficie passateli in padella con il condimento.

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Servite dopo aver cosparso con prezzemolo tritato.

Questo piatto incontra solitamente il gusto di tutti ed è anche molto versatile poiché è ottimo anche con cozze e gamberi e naturalmente con ogni tipo di verdura o legume.

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L’ unica innovazione che ho voluto apportare rispetto alla ricetta della Pina è il cucchiaio di curcuma che ho messo nell’acqua della pasta che oltre a dare un allegro colore giallo alla pasta e predisporre i commensali all’allegria, è un vero toccasana per la salute. Meglio approfittare!

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Io ho evitato il peperoncino per problemi minori, ma potendo usatelo abbondantemente sarà un piatto da paradiso!

Buon Appetito!image

Sugo al tonno fresco ovvero sapori di gioventù

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Beh signori, tanti, ma davvero tanti, anni fa mi è capitata una meraviglia simile. Era la fine degli anni ’70, non avevamo ancora le nostre figlie e spesso ci capitava di partire senza meta verso il mare ed uno dei nostri luoghi preferiti, anche per la vicinanza a casa, era la Maremma.

Proprio in queste incantevoli località costiere mangiavamo spesso in un locale palafitta in riva al mare ed il “nostro” piatto erano i tagliolini al sugo di tonno fresco che ad essere sincera, così buoni, non ho mai più mangiato in vita mia (sarà stata l’atmosfera??)

La proposta di oggi é proprio questo intingolo fantastico che ho usato per condire la calamarata sempre con un ottimo risultato.

CALAMARATA AL SUGO DI TONNO FRESCO

  • 20o gr di calamarata
  • 400 gr di filetto di tonno fresco
  • 500 gr di pomodori
  • basilico
  • 1 scalogno
  • capperi
  • pinoli
  • 1 biccherino di gin
  •  Olio evo
  • Sale pepe

ESECUZIONE

Mettete in fusione il tonno tagliato a dadini con il gin, un cucchiaio d’ olio, sale e pepe. Lasciatelo coperto in frigo per almeno un’ora, quindi fatelo tostare con il liquido di fusione in una padella per pochi minuti e mettetelo da parte.

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Preparate la pentola per la pasta e in una padella fate tostare i pinoli con lo scalogno tritato.

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Quando saranno pronti unire i pomodori tagliati a filetti ed alcune foglie di basilico e fate addensare la salsa.image

Aggiungete il tonno, i capperi, aggiustate di sale e pepe.

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Quando la pasta sarà cotta, mettetela nella padella con il sugo e aggiungere abbondante basilico fresco.

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Questo piatto é strepitoso con i tagliolini freschi,ma non sfigura sicuramente neppure con la calamarata. Potete aggiungere un po’ di peperoncino se amate il piccante ma, se il tonno é di ottima qualità e freschissimo, sarebbe un peccato perché  il “pizzico” ne coprirebbe il gusto.

Buon Appetito

La pasta che passione

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Alzi la mano chi tra noi non ha mai “inventato” un condimento segreto per un piatto di spaghetti? Si, noi italiani per gusto ed inventiva in cucina come in altri settori, non abbiamo rivali. La pasta è certamente il piatto che ci rappresenta perfettamente. Da Nord a Sud passando dalle isole, troviamo varietà di pasta lunga, corta, fresca, secca, ripiena o quant’altro che é il simbolo della nostra anima italiana! Al Sud si abbonda con pomodoro fresco, delizie dell’orto che si sposano perfettamente con paste fresche tipiche. Nelle isole il pesce regna sovrano ed anche in questo caso il matrimonio di vero amore genera piatti di inenarrabile bontà. Il Nord presenta piatti più complessi ed elaborati poiché il clima meno favorevole porta alla necessità di assumere più calorie. Con la globalizzazione ovviamente non esiste più la territorialità e si può gustare un eccellente pasta al pesto in Sicilia come un sugo alla norma in Liguria. Il  piatto tipico con gli ingredienti del territorio racchiude in se stesso un gusto antico di amore e sapienza che forse oggi è andato un po’ perduto ma custodiamo sempre nel nostro cuore.

Questa  premessa serve solo ad introdurre un piatto di meravigliose orecchiette (ultima pescata nel pozzo di S. Patrizio ovvero il congelatore, per ciò che riguarda la pasta) con zucchine e cozze che negli anni trascorsi in Puglia erano spesso la nostra cena in giardino con gli amici.

ORECCHIETTE ZUCCHINE E COZZE

  • 300 gr di orecchiette
  • 1kg di cozze freshe
  • 350 gr di zucchine
  • 1 cipolla
  • 1 scalogno
  • Basilico
  • prezzemolo
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Pulite benissimo le cozze, lavatele sotto l’ acqua corrente molto bene quindi mettetele in un largo tegame, incoperchiate e fatele aprire a fiamma viva (ci vorranno circa 5 minuti).

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Gettate le cozze che saranno rimaste chiuse e sgusciate le altre, eccetto alcune che userete per decorare il piatto.

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Filtrate molto bene il liquido di cottura e tenetelo da parte.

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Lavate le zucchine e tagliatele con la mandolina a rondelle sottilissime; pulite il basilico ed il prezzemolo e tritateli insieme.

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Affettate finemente la cipolla e lo scalogno dopo averli puliti e metteteli con l’olio  in padella dove potrete saltare la pasta; fateli appassire a fiamma bassa, quindi aggiungete le zucchine ed insaporite per pochi minuti.

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Versate il liquido delle cozze che avete precedentemente filtrato e cuocete ancora per pochi minuti. Unite le cozze sgusciate, il trito di erbe e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Cuocete al dente le orecchiette, scolatele nella padella con il sugo , aggiungete ancora basilico e prezzemolo tritati , unite le cozze intere e servite immediatamente!

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É sempre buona norma con  i sughi di pesce saltare la pasta in padella per terminarne la cottura, il piatto risulterà più saporito. Non siate troppo puntigliosi nel voler scolare perfettamente la pasta: la morbidezza che si otterrà lasciando un minimo quantitativo d’acqua salata renderà il piatto più appetibile!

Buon Appetito

 

Dentice parte seconda

imageDove c’eravamo lasciati? Già, avevo detto che con la carcassa e gli avanzi del super pesce avrei preparato qualcosa di speciale. Con davvero molto piacere ho notato che parecchi di voi mi hanno dato dei suggerimenti molto interessanti che sicuramente sfrutterò in un’ altra occasione.

Questa volta ho voluto provare una pasta fredda, piatto unico adatto al caldo infernale di questi giorni, che sprigioni al massimo tutti i sapori mediterranei. Avevo in congelatore dell’ ottima pasta fresca pugliese “i maritati” e dall’ incontro con il dentice guardate un po’ che é uscito fuori.

MARITATI AL DENTI..CE

  • 500 gr di pasta fresca tipo maritati
  • polpa di dentice precedentemente cotto
  • 1 spicchio d’ aglio
  • 1/2 peperoncino piccante
  • olio evo
  • pinoli
  • 50 gr di cacioricotta
  • olive taggiasche denocciolate
  • capperi dissalati
  • Basilico
  • 4 pomodori sodi e maturi
  • 1 cipollina di Tropea fresca

ESECUZIONE

Per prima cosa, come mi ha suggerito Emanuela, ho preparato con la carcassa del dentice un fumetto di pesce che ho utilizzato in parte per cuocere la pasta ed in parte l’ho congelato per il prossimo piatto. Come odori ho aggiunto 1 cipolla rossa, un pomodoro, un mazzetto di prezzemolo, uno spicchio d’aglio ed un cucchiaio di cognac piccolo “segreto” che mi confido’ anni fà Jean, chef di un noto ristorante di Cannes.

Ho fatto sobbollire per una mezz’ora il fumetto quindi ho passato con un colino a trama sottile, ho aggiustato di sale (poco, mi raccomando) ed ho gettato la pasta facendo cuocere per pochi minuti trattandosi di pasta fresca. Nel frattempo ho messo in una padella un cucchiaio d’ olio evo, uno spicchio d’ aglio, 1/2 peperoncino ed ho fatto un po’ insaporire.

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Ho spezzettato la polpa del dentice avanzata e l’ho aggiunta al soffritto facendo andare tutto insieme per pochissimi minuti. In un pentolino ho messo olio evo ed una manciata di pinoli, appena l’olio ha iniziato a prendere calore, ho spento il fuoco ed ho aggiunto abbondanti foglie di basilico.

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Quando la pasta ha raggiunto il giusto punto di cottura, l’ho scolata e condita con l’olio al basilico e pinoli ed una sostanziosa grattugiata di cacio ricotta.

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Ho messo la pasta così condita nella padella con il pesce, ho aggiunto tutti gli altri ingredienti: i pomodori a rondelle, le olive, i capperi ed ho condito molto bene.

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Ho aggiunto altro basilico ed ho terminato il piatto con una dolcissima cipollina di Tropea croccante tagliata a rondelle sottili.

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Questo piatto è piaciuto molto, credo che lo proporrò anche con frutti di mare appena scottati.

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Non fatevi spaventare dall’uso del formaggio, proprio mio marito che all’ inizio mi ha detto “questa non l’hai indovinata!” alla fine ha dovuto ammettere che e stata proprio la carta vincente.

Buon Appetito!

Montserrat: rifugio di pace e tranquillità

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Montserrat è una tranquilla isola che sorge al margine delle placche tettoniche atlantica e caraibica.

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Il nome le fu dato da Cristoforo Colombo in onore dell’abbazia che sorge nei pressi di Barcellona, in seguito la comunità irlandese che abitava l’isola, le dette il suggestivo soprannome di “Isola di smeraldo”.

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Anche qui vige la regola caraibica: vita tranquilla, cibo sano e relax, divertimento e snorkeling, che grazie alla barriera corallina, ci permette di immergerci in paradisi marini assolutamente unici.

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La ricetta di oggi non riguarderà il pranzo consumato sul’ isola, sempre a base di grigliate, ma saranno ottimi garganelli alle vongole con pesto di pistacchi che lo chef ci ha preparato espressi per la cena che ci attendeva in nave al rientro.

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Grazie a chi mi ha gentilmente concesso la ricetta!

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GARGANELLI ALLE VONGOLE CON PESTO DI PISTACCHI DI BRONTE

  • 350 gr di  garganelli freschi
  • un sacchetto di vongole veraci ben pulite
  • olio evo qb
  • 1 spicchio d’ aglio

Pesto di pistacchi

  • 150 gr di pistacchi di Bronte sbucciati
  • 50 gr di pinoli
  • 50 gr di noci sgusciate e sbucciate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 10 foglie di basilico
  • olio evo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • Sale e pepeDSC_0534

ESECUZIONE

Portate a bollore l’acqua per i garganelli senza eccedere nella salatura.

Mettete le vongole ben pulite e spurgate in una padella dove sarà possibile saltare i garganelli. Aggiungete l’aglio, mezzo peperoncino ed un filo d’olio. Coprite la pentola e fate andare a fiamma alta per 2 o 3 minuti, sino a quando le vongole si saranno aperte.

Mettete tutti gli ingredienti per il pesto nel bicchiere del mixer e frullate sino ad ottenere una consistenza abbastanza cremosa.

Levate dal guscio buona parte delle vongole, tenendole da parte alcune solo per decorare il piatto.

Scolate i garganelli piuttosto al dente e terminate la cottura nella padella delle vongole con l’acqua che si sarà formata.

Quando la pasta sarà cotta e l’acqua un po’ consumata, unite fuori dal fuoco il pesto di pistacchi e mantecate il tutto molto bene.

Terminate il piatto con una generosa spolverata di parmigiano.

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Il vero pesto di pasticchi non prevede l’uso dei pinoli e  delle noci, ma vi garantisco che danno un tocco davvero speciale. Se preferite potete omettere anche l’aglio, il pesto risulterà più delicato.

So bene che suona come un’eresia il parmigiano con le vongole, ma mi permetto di insistere, vedrete, resterete colpiti! Il peperoncino poi conferisce al piatto quel giusto “friccicore” che ai Caraibi non deve assolutamente mancare, ma forse non deve mancare in qualsiasi posto ci si trovi.

Buon Appetito!

Capodanno anni ’70

 

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Non c’era capodanno negli anni ’70 dove nel cenone non fossero servite le pennette al  salmone. Come succedeva in quegli anni per molti piatti, anche le povere pennette navigavano in litri di panna per la gioia del colesterolo di tutti noi, non ancora così demonizzato come oggi. Però, colesterolo o no, queste pennette erano davvero buone!

Allora in ricordo dei mitici anni ’70, ho voluto provare la ricetta suggerita dalla dottoressa Flachi, fatta con prodotti salutari e biologici, dimezzando le calorie ed annullando i sensi di colpa.

PENNE AL SALMONE DEL NUOVO SECOLO

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  • 300 gr di  penne integrali
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 150 gr di salmone affumicato ( o fresco a piacere)
  • 1 scalogno
  • 1/4 di bicchiere di vino bianco
  • 200 ml di panna di soia
  • rucola
  • noci
  • 10 gr di parmigiano ( facoltativo)

ESECUZIONE

Mettete a bollire l’acqua per la pasta nella quale avrete aggiunto 1 cucchiaino di curcuma ed appena avrà raggiunto il bollore gettare la pasta che impiegherà circa 15 minuti per cuocere. Tritate finemente lo scalogno e fatelo appassire con il vino bianco a fuoco moto basso, appena sarà trasparente, unite il salmone e frantumatelo con la forchetta.

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Unite la panna di soia e fatela scaldare con il salmone.

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Scolate la pasta nella padella del condimento,unite la rucola tagliata a filetti e le noci spezzettate e finite il piatto con il parmigiano.

Devo essere onesta, io che non credo molto a queste innovazioni light ho apprezzato questa ricetta è l’ho trovata molto simile all’originale. È stata una piacevole scoperta la panna di soia e l’ impiego del formaggio sulle penne al salmone, cosa che non avrei mai fatto negli anni ’70, ha reso il piatto più aggressivo e di personalità

Insomma non avrei speso una lira per queste penne, invece…COMPLIMENTI EVELINA!

Buon Appetito

Ci risiamo: pulizia congelatore!

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In questo periodo mi tuffo nel congelatore pensando già all’estate, quando partirò per 3 mesi e non potrò lasciare in casa cibo che potrebbe andare a male. Ho una grave malattia che mi affligge da sempre: la sindrome da guerra. Infatti vivo nel perenne dubbio di non aver abbastanza cibo in casa per un’eventuale visita inattesa. La fase acuta e critica della sindrome si manifesta prima delle feste natalizie, quando non riesco a scegliere tra i mille menù che vorrei realizzare. Inizio a comprare in modo compulsivo tutto ciò che vedo. E mi dico: “questo è perfetto!”. Ma non so per quando e per cosa. Ecco spiegato l’affollamento dei miei congelatori (ben tre) e le ricette sempre varie e a volte assurde che sono obbligata a cucinare.

Lo sgombro inizia in modo semplice e sbrigativo. Questa volta ho tirato fuori un filetto di tonno con il quale avrei voluto fare una tartar ma, poiché mio marito non apprezza assolutamente il pesce crudo, ho rimediato con un sugo alla siciliana fresco e saporito che ha avuto davvero successo.

FUSILLI FRESCHI CON SUGO DI TONNO ALLA SICILIANA

  • 200 gr di filetto di tonno fresco
  • 1 piccola cipolla
  • 200 gr di pomodoro a cubetti
  • 50 gr di olive nere denocciolate
  • 50 gr di capperi sotto sale lavati bene
  • peperoncino
  • prezzemolo ed origano freschi tritati
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale

ESECUZIONE

Tagliare il tonno a piccoli cubetti. Tritate finemente la cipolla con il peperoncino e denocciolate le olive. Tritate il prezzemolo e l’origano fresco finemente. Mettete a dorare la cipolla ed il peperoncino a fiamma dolce, quindi sfumate con il vino bianco, salate e fate ben insaporire.

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Alzate la fiamma ed unite il tonno a tocchetti.

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Unite il pomodoro, un pizzico di zucchero e lasciate che il sugo si restringa.

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Quando il sugo sarà quasi pronto, unite le olive ed i capperi e fate insaporire.

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Lessate i fusilli e a due minuti dalla fine della cottura, metteteli in padella con il sugo e portateli a cottura completa.

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Cospargete abbondantemente con prezzemolo ed origano tritati e servite.

La ricetta vera prevede l’uso delle olive piccanti siciliane. Io ho utilizzato quelle del mio albero conservate in salamoia. Il risultato è stato comunque ottimo. Con lo stesso procedimento si possono utilizzare tutti gli scarti di pesci usati in altre preparazioni, il gusto non cambia, anzi, talvolta ne guadagna.

Se poi volete fare un secondo piatto, unite alla dadolata di tonno peperoni e patate. Tagliate i primi a striscioline e le seconde a cubetti piccoli e continuate come per il sugo. Così si otterrà un secondo piatto da oscar.

Buon appetito a tutti!!!

Spaghetti alla Tiziana

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Avevo solo 14 anni, frequentavo la quarta ginnasio e già avevo il sacro fuoco dell’arte culinaria. In un quadernino trascrivevo tutte le ricette che sentivo in casa mia o dalle mamme delle mie amiche, sino a che un giorno decisi che volevo inventare un piatto.

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Nell’ albergo di mio padre organizzai un pranzo con tutti i compagni di classe e preparai un piatto perfettamente anni ’70: gli spaghetti alla Tiziana. A tutto il resto penso’  la mia adorata Pina , la cuoca che rimaneva sempre con me mentre i miei genitori erano in giro per l’Europa , che ci fece un pranzo degno delle migliori tradizioni noletane, anzi , se devo dirla tutta , mise anche mano alla mia creazione. Insomma io fui la mente e lei l’ottima mano!

SPAGHETTI ALLA TIZIANA

  • 250 gr di spaghetti
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 30 gr di burro
  • 300 gr di gamberi
  • 1/2 bicchierino di cognac
  • 1 scatolina di uova di lompo ( o, se siete fortunati, caviale vero)
  • 1 tuorlo
  • 200 gr di panna da cucina
  • prezzemolo tritato
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettere nell’ acqua della pasta la curcuma e portarla a bollitura, prima di buttare la pasta, salate normalmente.

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Nel frattempo pulite i gamberi perfettamente e metteteli in padella con il burro.

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Fate delicatamente abbrustolire e bagnate con il cognac, fate il flambè (se volete altrimenti aspettate che l’ alcool evapori).

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Spento il fuoco del flambé ,continuate la cottura per 5 minuti il tempo che i gamberi siano perfetti.

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A parte battete il tuorlo con la panna, un pizzico di sale ed un pizzico di pepe e le uova di lompo.

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Scolate gli spaghetti nella padella dei gamberi, fate insaporire bene e cospargete con abbondante prezzemolo tritato.

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Trasferite tutto nella zuppiera con la panna ,date una vigorosa girata e servite subito. È molto importante che la base resti fluida.

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È un piatto semplicissimo, una specie di carbonara di mare, che, solitamente, trova riscontri positivi. Se vorrete provarla nei giorni di vigilia, pensate a me, sono i miei auguri per tutti voi!

AUGURI A TUTTI