Pensando all’inverno

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La stagione estiva abbonda di frutta e verdura di ottimo sapore e di indubbia qualità, quindi la massaia attenta che è nascosta (molto profondamente) in me, fa la sua parte, e si da un gran daffare per conservare nel migliore dei modi queste prelibatezze.

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Verdura dell’ orto

 

Per prima cosa ho pensato di preparare delle melanzane piccanti sott’olio come le faceva la cuoca di casa mia, Pina della quale vi ho più volte parlato.

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Lei sosteneva che, avendo in casa un barattolo di melanzane così conservate, non si dovevano temere i rigori invernali, né quelli causati dalle rigide temperature, perché il peperoncino da’ calore, né quelli economici, poiché con 4 o 5 patate lesse si poteva mettere in tavola una cena da re !

MELANZANE PICCANTI SOTT’OLIO

  • melanzane lunghe di media dimensione 1 kg
  • aceto bianco 1 L
  • acqua 1\2 L
  • sale grosso qb
  • origano qb
  • aglio 3 spicchii
  • peperoncino qb
  • olio evo qb

ESECUZIONE

Sbucciate le melanzane e tagliatele a cubetti, quindi mettetele in uno scolapasta con una manciate di sale grosso per farle “spurgare” dell’acqua amara e lasciatele così per una mezz’ora.

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Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola con l’acqua e l’aceto ed aggiungete un po’ di sale

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Quando acqua ed aceto inizierà a bollire, sciacquate le melanzane, strizzatele e , un po’ per volta, fatele sbollentare per circa 4 minuti

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Mettete un canovaccio bianco e pulitissimo in una terrina

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e man mano che scolate le melanzane dall’aceto, le mettete in attesa

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Procedete così sino a che avrete sbollentato tutte le melanzane,

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Quindi , appena si saranno raffreddate, con l’aiuto del canovaccio, le strizzate  meglio che potete e le mettete  in una terrina.

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A questo punto le condite  con l’aglio schiacciato o tagliato a pezzetti piccolissimi

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Aggiungete  l’origano secco ( meglio quello di montagna che ha un profumo più intenso) ed il peperoncino in polvere.

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Mischiate bene il tutto e lasciate un po’ ad insaporire; nel frattempo sterilizzate i barattoli nel modo che preferite e li mettete ad asciugare

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Terminate tutte queste operazioni, iniziate a riempire i barattoli

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mettendo alternativamente melanzane ed olio d’oliva e, se volete, anche qualche chicco di pepe nero

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Fate in modo che le melanzane siano coperte benissimo con l’olio ( ne va della perfetta conservazione) e lasciatele così per qualche ora, coperte con un piattino prima di chiuderle definitivamente

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Prima di chiuderle, controllate il livello dell’olio, se occorre fate un rabbocco, e, una volta chiuse con un tappo nuovo, mettetele in luogo fresco e buio per almeno una settimana prima di consumarle.

le melanzane così conservate si mantengono per un anno

Buon Appetito

 

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In casa mia il 15 d’agosto…

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dopo prosciutto e melone, si iniziava il pranzo con i ravioli !

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Nell’albergo che i miei genitori avevano a Loano, il menù di Ferragosto era fisso di anno in anno per la gioia dei clienti che, all’atto della prenotazione, volevano rassicurazioni sulla presenza dei famosi ravioli di Jole.

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Eravamo negli anni ’60 e le persone erano molto più serene di oggi e anche un piatto di ravioli casalinghi era un’occasione per gioire

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Ho voluto anticiparmi nella tradizione preparando oggi, 14 agosto, un favoloso piatto di ravioli con un condimento alternativo forse un po’ troppo per la stagione, ma certamente un paradiso per i golosi !

RAVIOLI LIGURI DI VERDURA CON PORRI E SALSICCIA

  • 400 gr di ravioli liguri di verdura (v.”IN CUCINA CON NONNA TITTI)
  • 3 porri (la parte bianca)
  • 1\2 bicchiere di vino bianco
  • peperoncino (facoltativo)
  • 2 salsicce toscane ( o 20 cm di luganiga)
  • 50 gr di parmigiano
  • 10 gherigli di noce
  • 30 gr di burro
  • sale, pepe nero

ESECUZIONE

Iniziate mettendo a scaldare l’acqua per la pasta

Tagliate a rondelle sottili i porri dopo averli mondati e ben lavati

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metteteli in padella con il burro ed il peperoncino e

fate stufare, portando a cottura con il vino bianco

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Quando saranno cotti metteteli nel bicchieri del frullatore e lasciateli in attesa; nel frattempo sgranate la salsiccia e mettetela a cuocere senza l’aggiunta di grassi

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Quando sarà ben arrostita, mettetela nel mixer e frullatela

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rimettete la salsiccia nella padella dove salterete i ravioli

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A questo punto gettate i ravioli e preparate la crema di porri: nel bicchiere del frullatore dove avete messo i porri, aggiungete il formaggio e le noci e, con l’aiuto dell’acqua della pasta, frullate sino ad ottenere una crema fluida

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Unite la salsa alle salsicce

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amalgamando perfettamente il condimento

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Scolate i ravioli nella padella

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e aggiungendo se serve ancora acqua della pasta condite perfettamente

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Servite dopo aver cosparso con pepe nero appena macinato !

Buon Appetito e buon Ferragosto

 

Nostalgia canaglia

IMG_3412Che io sia un’inguaribile romantica lo sapete tutti e che questa nostalgia mi assalga principalmente quando sono ad Albenga, località ligure dove sono nata, è cosa nota

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Gli scorci della mia città, a qualsiasi ora del giorno o della sera, mi ricordano piacevoli episodi  della mia infanzia e giovinezza molto spesso anche legati al cibo ( si sa che sono una mangiona!)

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Piazza San Francesco ha sempre avuto per me un fascino particolare, sia perché la saracinesca che ora è un anonimo passo carraio (sarà un garage?), quando ero bambina era la bottega del calzolaio dove andavo con la mia mamma e dove ogni volta venivo rapita dal pungente odore di colla e cuoio che trovavo affascinante (ecco da cosa deriva la mia passione per scarpe e borse!) ma anche perché, e forse soprattutto, ci abitava la mia amica Anna

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Anna era una mia compagna di classe alle elementari del Sacro Cuore con la quale a volte facevo i compiti; era una bambina timida e riservata , al contrario di me che ero piuttosto spavalda quindi la nostra amicizia era in perfetto equilibrio; I suoi genitori avevano le campagne e, all’inizio di ogni stagione, la loro tavola era sempre imbandita con le primizie del periodo.

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Negli ultimi giorni di scuola capitava che mi fermassi anche a cena, poiché la luce prolungata mi permetteva di tornare comodamente a casa quando volevo, si perché al tempo, nei piccoli centri soprattutto, i bambini avevano molta più libertà visto che non c’erano pericoli come li  intendiamo ora.

Uno dei piatti per il quale andavo davvero matta erano le “bistecche di melanzana”come Cesira, la mamma di Anna, chiamava delle semplicissime frittelle.

Erano squisite al mio palato: la croccante resistenza dell’impanatura  cosparsa da cristalli di sale impertinenti e la morbidissima anima della melanzana leggermente pizzicosa abbinata all’intenso e familiare gusto della onnipresente  maggiorana mi davano una vera sensazione di gioia!!

Provate! poi mi direte.

BISTECCHE DI MELANZANE DI CESIRA

  • 2 grosse melanzane viola
  • 100 gr di farina
  • 50 gr di grana grattugiato
  • acqua
  • latte q.b.
  • abbondante maggiorana
  • sale pepe

ESECUZIONE

Tagliate le melanzane e fatele leggermente dare l’acqua amara mettendole in un colapasta e salandole leggermente;

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preparate la pastella con gli ingredienti indicati e mettete in frigo per circa 30 minuti

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Trascorso questo tempo, immergete le fette di melanzana nella pastella e friggete in abbondante olio di arachide

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Quando avranno raggiunto una perfetta doratura, scolatele molto bene e cospargetele con sale grosso appena macinato

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Servitele con affettati misti oppure come ho fatto io questa volta, con una freschissima burrata…sarà una vera bontà.

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Buon Appetito

 

Cambio di rotta

IMG_2612Durante ” pesca alla cieca” che ogni anno in questo periodo devo fare nel mio congelatore, data la mia mania dell’accumulo, sempre strapieno,  mi è capitata fra le mani una bellissima fetta di Fassona piemontese che, nelle intenzioni al momento dell’acquisto, avrei voluto fare farcita al tartufo con una ricetta che ho avuto dallo chef di un famoso ristorante di Asti .

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Con il caldo di questi giorni, l’assenza totale di tartufo e la necessità di svuotare il congelatore prima della partenza, mi sono dovuta  adattare facendo un repentino cambio di rotta.

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Come al solito, la soluzione l’ho trovata sfogliando il ricettario della mia nonna Francesca, che da piemontese verace, aveva un talento speciale per queste preparazioni.

ROTOLO AL GORGONZOLA

  • 600 gr di noce di manzo piemontese in una sola fetta
  • 200 gr di spinaci lessati
  • 100 gr di prosciutto cotto
  • 100 gr di gorgonzola e mascarpone
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di parmigiano
  • sale pepe
  • 2 dl di latte intero
  • salvia aglio
  • farina
  • olio evo

ESECUZIONE

Appiattite bene la fetta di carne con il batticarne e conditela con sale, pepe ed un po’ di salvia tritata

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Mettete sulla fetta di carne il prosciutto

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Passate in padella gli spinaci con 1 spicchio d’aglio ed un filo d’olio, e, quando saranno ben asciutti metteteli sul prosciutto

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Con l’uovo, metà parmigiano, sale e pepe, fate una frittatina e adagiate anch’essa sulla carne

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Al gorgonzola e mascarpone unite il parmigiano rimasto e lavorate bene sino a quando otterrete una crema

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Mettete metà del composto ottenuto al centro della fetta

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Quindi arrotolate bene su se stessa facendo attenzione che il ripieno rimanga bene dentro

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Quando sarà ben arrotolato

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legatelo con lo spago da cucina

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ed infarinatelo leggermente

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In una pentola capiente (io ho usato una teglia) fate leggermente soffriggere la salvia e l’aglio sbucciato con qualche cucchiaio d’olio evo

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Mettete il rotolo di carne nella teglia

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e fatelo ben dorare da tutti i lati

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Appena sarà dorato, bagnatelo con il latte

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abbassate la fiamma, copritelo con la carta argentata e proseguite la cottura per circa 30 minuti

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Trascorso questo tempo, scolatelo dal fondo di cottura, e lasciatelo intiepidire

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eliminate lo spago ed affettatelo

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nel frattempo fondete il gorgonzola rimasto con 1 cucchiaio di latte ( questa operazione potete farla con il microonde) ed aggiungetevi il fondo di cottura senza levare la salvia

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frullate con il frullino ad immersione

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e nappate con la salsa al formaggio le fette del rotolo, servendo a parte altra salsa

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E’ ottimo consumato anche freddo facendo scaldare solo la salsa di accompagnamento, per questo motivo è un piatto molto gradevole anche d’estate.

Buon Appetito

risi e bisi della nonna

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I nonni dovrebbero essere dichiarati patrimonio  dell’umanità !

Sono preziosi aiuti per i giovani genitori e amorevoli baby sitter per i nipoti che si affacciano alla vita

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Per non parlare dei prelibati manicaretti che solo le nonne sanno preparare per i nipoti un po’ inappetenti. Uno di questi piatti di sicuro successo è il “riso e bisi”, risotto tipico del Veneto, ma gradito da tutti da nord a sud.

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Più che un risotto, si tratta di una minestra di riso che, come succede per ogni piatto della tradizione contadina, cambia da famiglia a famiglia.

La ricetta che propongo oggi mi è stata data proprio da una  nonna,  Rosina, nonna di una mia carissima amica, che proveniva dalla provincia padovana e sosteneva che la sua ricetta era l’originale ed unica, apprezzata addirittura dal Santo…Antonio naturalmente !

RISI E BISI DI ROSINA

  • 300 di riso Vialone nano
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla ramata
  • 1 kg di pisellini freschi
  • 50 gr di burro
  • 1 scalogno
  • 1\2 bicchiere di vino bianco Franciacorta
  • 80 gr di parmigiano reggiano
  • sale pepe

ESECUZIONE

Con le carote, il sedano, la cipolla e le bucce dei piselli ben lavate, preparate un brodo vegetale

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In una casseruola, soffriggete con il burro lo scalogna tritato e fate tostare il riso

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bagnate con il vino bianco e fate ben evaporare l’alcool

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preparate i pisellini sgranati

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ed uniteli al risoIMG_4414

fate ben insaporire e coprite con il brodo preparato dopo averlo filtrato

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Vi dò un piccolo suggerimento per utilizzare le verdure del brodo: potete passare con il passatutto le verdure del brodo e, aggiungendo 2 patate per dare consistenza, otterrete una gradevole e delicata vellutata da servire con crostini di pane imburrati e tostati !

Quando il riso sarà cotto ma sempre abbastanza brodoso, unire una piccola noce di burro ed il parmigiano e fate mantecare IMG_4416

Fate riposare a tegame coperto per qualche minuto e servite con una generosa spolverata di pepe.

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Buon Appetito

 

 

 

 

Le regalerò una rosa

IMG_4325Si, le regalerò una rosa, di quelle che ha sempre amato tanto, quelle rosse vermiglio uguali a quelle che erano del nostro giardino quando ero bambina e che, per la festa della mamma , tagliavo per farne  un mazzo  da far invidia al più fornito tra i fiorai della città e per  regalarglielo con immenso orgoglio di figlia !

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E poi voglio prepararle un dolce , di quelli casalinghi, proprio quello che lei confezionava in modo magistrale, che sanno di buono, che sanno di mamma, che danno conforto all’anima, come diceva la mia nonna, la sua mamma!

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Si, perché in questi giorni è la sua mamma che invoca con insistenza e per me è penoso vederla così,  ma oggi, vigilia della festa della mamma voglio  ricordarla come era, la bellissima ed elegantissima signora che è sempre stata e donandole   un piccolo pensiero, quelli senza valore materiale ma che, come tutte le cose vere, vanno dritto dritto al cuore dirle ancora una volta: AUGURI MAMMA, TI VOGLIO BENE

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ne sono certa, apprezzerà molto, anche in questi momenti !

 

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CIAMBELLONE PER LA MIA MAMMA

ciambella allo yogurt al limone con fragole

  • 300 gr di farina 0
  • 4 uova
  • 260 gr di yogurt al limone
  • buccia + succo di 1 limone
  • 230 gr di zucchero di canna
  • 160 gr di burro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cestino di fragole
  • 1\2 bicchierino di rum aromatico

ESECUZIONE

Mettete le fragole ben lavate, a macerare con 1 cucchiaio di zucchero ed il mezzo bicchierino di rum

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Montate le uova con lo zucchero sino ad ottenere un composto ben spumoso

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Unite lo yogurt, il succo e la buccia del limone continuando a montare

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Aggiungete la farina ed il lievito setacciati e, aiutandovi sempre con le fruste elettriche, montate ancora

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Unite il burro fuso ed un pizzico di sale, sino ad ottenere un composto perfettamente montato

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Mettete nel composto le fragole tagliate e il liquido di macerazione

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Amalgamate tutto non più con le fruste ma con una spatola

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Imburrate una forma da ciambellone con cerniera , mettetevi il preparato per  la torta e infornate a forno caldo a 180° per 40 minuti

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Prima di sfornare fate la prova stecchino e, appena sarà raffreddata, cospargete con zucchero a velo

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Buon Appetito ed un augurio speciale a tutte le mamme… vi regalerò una rosa ed un dolce con tutto il mio cuore !

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Così parlò De Andrè

IMG_4278…bel guanciale materasso di ogni ben di Dio…da sopra a sotto svelta la pungerai…odore di mare mescolato a maggiorana…

Con questi versi ricchi di amore e di poesia per i gusti e le emozioni della sua terra natìa, la Liguria, Fabrizio De Andrè insieme ad Ivano Fossati hanno celebrato uno dei piatti tipici liguri :la cima

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Trovo che l’immagine del guanciale calzi perfettamente con ciò che è questa tasca ripiena quando i grossi aghi, sempre per citare De Andrè, da sopra a sotto la pungono e la cuciono!

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Questo piatto è davvero figlio della ingegnosità ligure, infatti è nato per recuperare al meglio gli ingredienti avanzati nella settimana per questo motivo va da sé che ogni famiglia ne  abbia  una  personale ricetta, l’unica cosa che non cambia mai, è la cottura: la cima va rigorosamente cotta in brodo di vegetale,  bollente e servita fredda, solitamente il giorno dopo, avendola lasciate tutta la notte con un peso sopra per evitare che vi siano spazi tra il ripieno e la carne,  con salse di accompagnamento che variano a seconda dei gusti.

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Anche il pezzo di carne utilizzato è unico: mentre in tutt’Italia la tasca ripiena si fa con la punta di petto tagliata con il coltello dal macellaio, in Liguria si usa la pancia pulita dal grasso, tagliata a rettangolo e cucita su 3 lati: 2 direttamente dal macellaio e l’ultimo da chi la cucina dopo averla farcita

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Insomma, fare la cima per noi liguri è un rito tra il sacro ed il profano, infatti, sempre citando De Andrè, per allontanare gli influssi maligni, prima di iniziare a prepararla bisogna “mettere la scopa dritta in un angolo” della cucina e, soprattuto, far tagliare la prima fetta da uno scapolo, se non si rispettano queste regole, il rischio è che la cima possa scoppiare in cottura facendo rimanere tutti senza pranzo!

Ho voluto un po’ stravolgere la ricetta di famiglia che prevede tutti gli ingredienti della farcitura solo lessati, facendoli  insaporire in padella con un leggero soffritto ma soprattutto aggiungendo la mortadella che, a mio avviso, migliora e rende più intenso il gusto già ottimo di per sé

‘A ME CIMMA

  • 1 cima cucita da 800 gr
  • 2 carciofi
  • 800 gr di foglie di bietole
  • 1 cipolla
  • 30 gr di pinoli
  • 100 gr di parmigiano
  • 100 gr di mortadella
  • 100 gr di pecorino
  • 2 uova
  • prezzemolo
  • maggiorana abbondante
  • noce moscata
  • sale pepe
  • olio evo

per il brodo

  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • 2 pomodori secchi
  • sale
  • 2 ossi da brodo

ESECUZIONE

in una padella fate soffriggere la cipolla tritata con i carciofo tagliati molto fini compresi i gambi (io  ho utilizzato soltanto i gambi e con  i carciofi freschissimi di Albenga ho fatto un’insalata di carciofi crudi)

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Unite le foglie di bietole sbollentate e tagliate a filettini  e fate insaporireIMG_4243

aggiungete i pinoli, il prezzemolo e la maggiorana tritati

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cuocete sino a quando tutto sarà be cotto

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Fate raffreddare ed unite la mortadella passata al mixer

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i formaggi grattugiati

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aggiustate di sale e pepe, un pizzico di noce moscata e legate bene il composto con le uova

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Amalgamate molto bene il ripieno e farcite la tasca, quindi cucitela nella parte aperta e punzecchiatela con l’ago prima di immergerla nel brodo bollente fatto con gli ingredienti suggeriti

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Cuocete a fiamma molto bassa per 2 ore, quindi levatela dal brodo e mettetela a raffreddare in una teglia con un peso sopra( io uso la pentola a pressione piena d’acqua) e tagliatela solo quando sarà perfettamente fredda

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Servite la cima con la salsa di accompagnamento che preferite, la maionese è ottima, oppure se volete rispettare la tradizione, con la salsa verde.

Io ho preparato un “salsa provenzale” davvero eccezionale…domani ve ne parlerò!

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Buon Appetito

Ripensando al passato: il pranzo al sacco

IMG_3636In queste giornate di primavera, quando il tempo ce  lo permette, è cosa davvero piacevole organizzare pic-nic che, ai tempi della mia gioventù, si chiamava  pranzo al sacco

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Sognando le meravigliose spiagge brasiliane, ci accontentavamo dei litorali  o delle splendide colline nostrane e, nei nostri cestini soprattutto nelle mie zone d’origine,non mancavano mai le torte verdi delle quali ogni famiglia custodiva gelosamente la ricetta tradizionale e personale

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In casa nostra la più gettonata era sicuramente la torta di carciofi che copiava un po’ la famosa Pasqualina ma sicuramente molto più semplice nell’esecuzione

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Ecco allora, in attesa del Primo  Maggio, la ricetta della torta verde della mia  nonna che, se la preparerete per il vostro pic-nic, sicuramente non la lascerete più

TORTA VERDE AI CARCIOFI

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 5 carciofi
  • 1 cipolla
  • 1 mazzetto di bietoline
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 3 uova intere
  • prezzemolo, maggiorana, erba cipollina
  • olio evo
  • sale pepe
  • un pizzico di noce moscata

ESECUZIONE

Tagliate a fettine sottili i carciofi dopo averli lavati e mondati adeguatamente e cuoceteli in padella con la cipolla tritata, un po’ di olio evo e portateli a cottura con vino bianco; salate, pepate e fate raffreddare

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Dopo averle ben lavate, tagliate le bietoline a striscioline e fatele appassire in pentola affinchè perdano la loro acqua amara

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Quando saranno pronte mettetele in padella con i carciofi e fate insaporire tutto insieme

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unite la ricotta setacciata, metà del parmigiano, le erbe aromatiche tritate e la noce moscata

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Aggiungete le uova insaporite con sale e pepe ed amalgamate molto bene il composto

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foderate la teglia con la pasta sfoglia ( o, se preferite fate voi la pasta come ho fatto io)

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farcite con il ripieno  preparato e cospargete con il restante parmigiano grattugiato

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Chiudete con un altro disco di sfoglia e sigillate bene il bordo; quindi bucherellate la superficie con una forchetta ed ungete con poco olio evo

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cuocete in forno caldo per 45 minuti a 200°

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…e buon Primo Maggio con il pranzo al sacco di nonna Titti !

Buon Appetito

Dolcezze di nonna

Quella di oggi è una torta deliziosa e semplicissima che ricordail tempo trascorso nei rifugi alpini,durante la settimana bianca

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se l’abbiniamo ad una tisana ai frutti di bosco o ad un profumatissimo vin brulè, la sensazione sarà sicuramente quella di trovarsi tra l’imperiosa maestà delle altitudini alpine

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La ricetta mi è stata data da mia figlia Giulia che, essendo celiaca, cerca le ricette con le farine alternative , devo dire che questa è davvero speciale!

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TORTA GIULIA

  • 150 gr di farina di grano saraceno
  • 100 gr di farina di riso( o farina macinata a pietra tipo 5)
  • 2 uova
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 125 gr di olio di arachide
  • 1\2 bicchierino di rum aromatico
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 10 noci sgusciate
  • 2 mele golden
  • marmellata di frutti di bosco

ESECUZIONE

Sgusciate le noci e tagliate a tocchetti le mele dopo averle sbucciate; mettete nel robot da cucina le farine, lo zucchero, l’olio, le uova, il rum ed il lievito.Amalgamate bene gli ingredienti e, a parte, unite le noci tritate grossolanamente e le mele a tocchetti.

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Imburrate e infarinate una tortiera a cerniera e versatevi il composto

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infornate a forno caldo a 180° per circa 45 minuti

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Quando sarà pronta e raffreddata, tagliatela a metà in orizzontale e farcitela con la marmellata di frutti di bosco, o con un’altra marmellata  a vostro piacimento, ed in ultimo cospargete la superficie con zucchero a veloIMG_3216

E’ ottima per la colazione, magari abbinata ad una crostata

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ma, come ho detto, è assolutamente superlativa, servita con abbondante panna montata e con una tisana dal gusto di montagna

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Buon Appetito

 

e per concludere…LE RAVIOLE

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Ultimo giorno di Carnevale, ultimo giorno di baldoria anche per quel che riguarda la cucina.

Per festeggiare degnamente mi rifaccio, come al solito, alle mie nonne, le quali, non consideravano  il Carnevale se, tra i dolci tipici, quali le bugie (frappe, cenci, crostoli chiacchiere…o come volete chiamarli), non c’era anche un vassoio di raviole dolci, (chiamate al femminile perché sembrava più raffinato) farcite con marmellata di more o crema al cioccolato o ricotta condita con un goccio di rum e polvere di caffè come racconto nel mio libro.

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I’impasto è lo stesso che usavano per preparare le bugie, ma il cuore morbido e cremoso le rendeva ancora più ricercate tra noi bambini

RAVIOLI DOLCI FRITTI

  • impasto per bugie con la ricetta che preferite
  • marmellata a piacere
  • crema di nocciole (Nutella)

per la farcitura alla ricotta

  • 100 gr di ricotta vaccina freschissima
  • 1 cucchiaino di caffè in polvere
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 bicchierino di rum da pasticceria 1
  • 1 tuorlo d’uovo
  • olio per friggere
  • zucchero a velo

ESECUZIONE

Per spiegarvi l’esecuzione di questi dolci, vi riporto fedelmente il brano del mio libro che tratta questa ricetta:

“Si tratta di  varianti alle bugie di Carnevale :l’impasto è lo stesso

img_3138ma, mentre nel primo caso la pasta viene semplicemente tagliata

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e fritta

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nel secondo caso viene stesa e farcita prima di friggerla.Amalgamate tutti gli ingredienti per la pasta basa sulla spianatoia e fate riposare per circa 1 ora. A questo punto stendetela in una sfoglia sottile. Se volete procedere con le bugie tagliate tante striscioline di pasta e formate dei nodi che andranno fritti in olio bollente , quindi spolverizzati con zucchero a velo

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Se invece volete procedere con i ravioli dolci stendete la sfoglia e procedete come i normali ravioli per la farcitura di marmellata o crema di nocciole:

fate strisce di pasta abbastanza sottili

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aiutandovi con un cucchiaino mettete la farcitura desiderata

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richiudete su se stessa la pasta

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aiutandovi con una rotellina che sigilla ( se non avete questo attrezzo, potete sigillare i ravioli con i rebbi della forchetta) tagliate i ravioli

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Quando saranno tutti pronti

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friggeteli in abbondante olio di semi.Quindi scolateli bene dall’unto e cospargeteli con zucchero a velo.

Se volete preparare la farcitura con la ricotta (che vi consiglio caldamente), dovete prima amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti  con le fruste elettriche facendo attenzione che l’impasto non resti troppo fluido, se così fosse aggiungete degli amaretti frantumati perfettamente nel frullino e procedere come per gli altri ravioli.

I ravioli dolci sono ottimi anche al forno”

Buon Carnevale