Perché tartare, si dice carne cruda!

Ops , si è rotto il tuorlo!!

Ops , si è rotto il tuorlo!!

La steak tartare è notoriamente un piatto della cucina francese ma noi che non siamo secondi a nessuno, abbiamo la carne cruda all’albese. Con tutto il rispetto, non fosse altro che per uno dei suoi ingredienti cioè il tartufo bianco di Alba, è un antipasto che non deve chiedere mai!

Preparare una tartare di carne o di pesce é un modo semplice e veloce per allestire uno spuntino sul terrazzo o in giardino in questi giorni di caldo infernale; non si accendono i forni o fornelli, si sta poco in cucina e si consuma comunque un piatto gratificante al palato e allo spirito.

Oggi preparerò la tartare di carne, precisamente di vitello piemontese, tagliata a coltello come si addice all’alta cucina e condita come la preparava nonna Francesca in estate quando era impossibile trovare il tartufo bianco. Erano tempi in cui le stagionalità dei prodotti si rispettavano.

Mi sono concessa qualche variazione sul tema, spero di avere comunque il suo ed il vostro consenso.

CARNE CRUDA ESTIVA ALLA PIEMONTESE

  • 300 gr di polpa di polpa di vitello
  • 1/2 spicchio d’aglio ( facoltativo)
  • 1 cucchiaio ci capperi sotto sale dissalati
  • 4 filetti d’acciuga sott’olio
  • foglioline tenere di sedano
  • erba cipollina
  • semi di senape
  • olio evo q.b.
  • sale, pepe.
  • Succo di 1 limone
  • 4 tuorli d’uovo freschissimi

ESECUZIONE

Tagliate a coltello, facendo attenzione a non spappolarla, la polpa di vitello sino ad ottenere pezzettini piccolissimi; mettetela in una ciotola e conditela con sale, pepe, semi si senape , limone ed in ultimo ottimo olio d’oliva, magari ligure! Amalgamate molto bene.

A parte tritate tutti gli altri ingredienti (eccetto l’uovo naturalmente) ed uniteli alla carne.

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Insaporite e mischiate molto bene , controllate il sale, e lasciate riposare per 1/2 ora in frigo in un contenitore coperto.

Trascorso questo tempo, dividete il composto in 4 parti uguali e formate delle grosse polpette che metterete al centro del piatto.

Aiutandovi con il dorso di un cucchiaio, fate un incavo centrale in ogni polpetta e mettete l’uovo che condirete con olio, sale, pepe e qualche goccia di limone.

Servite immediatamente.

La carne cruda si serve solitamente con ogni tipo di verdura cruda in insalata, si amalgama il tuorlo alla carne e magari si accompagna il tutto con crostini fatti con fettine di baguette tagliate sottili e volendo davvero essere audaci, passate prima in padella con eccellente burro di malga spumeggiante… fate finta di non aver capito!!image

Buon Appetito!

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E la febbre sale

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Siamo alle porte del 2 luglio, giorno del Palio di luglio.

L’atmosfera che si vive in questi giorni non è narrabile, bisogna viverla, vivere Siena per comprendere l’intensità ed il pathos della Festa!

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Io, da non senese di nascita, mi metto in un angolino e con animo ed occhi sempre vogliosi di comprendere qualcosa in più mi lascio abbracciare da questa atmosfera che fa diventare i senesi un popolo che racchiude in se  le mille sfaccettature della loro città.

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Si potrebbe dire che nei giorni del Palio (il palio a dirla giusta é tutto l’anno per un senese) Siena diventa i suoi figli  in una magnifica e magica trasfigurazione che solo qui può esistere.

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Non smetterei mai di parlare di questo evento stupefacente che non ha assolutamente nulla a che fare con rievocazioni o folklore, ma é un sentimento che si concretizza e si eleva ad altezze davvero superiori.

Ho imparato con gli anni a non fare mai considerazioni personali sul palio, so che sarebbero sbagliate, ma a viverlo da incantata spettatrice e ad amarlo per la sua vera essenza, la festa di tutta la città e dei senesi.

…Aiaiaiai, mi sto perdendo e per tornare alla realtà posterò un dolcetto semplice e veloce che, per tradizione scaramantica come fossi una vera senese, preparo per la colazione dei giorni del Palio.

CLAUFOUTIS ALLA FRUTTA ESTIVA

  • 500 gr di frutta estiva: pesche bianche, ciliegie, albicocche
  • 30 gr di burro
  • 25 gr di zucchero di canna
  • 3 uova
  • 100 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • Essenza di vaniglia
  • 200 ml di panna ( o latte intero )
  • 1 bicchierino di rum ambrato
  • Un pizzico di sale

ESECUZIONE

Per prima cosa, imburrate una pirofila tonda.

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E disponetevi la frutta tagliata, pulita e sbucciata e le ciliegie denocciolate.

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Quindi cospargete con un cucchiaio di zucchero di canna.

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Montate le uova intere con lo zucchero sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

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Aggiungete l’essenza di vaniglia un pizzico di sale e la farina setacciata.

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Incorporate bene ed aggiungete il latte ed il rum. Preriscaldate il forno a 180*. Mettete il composto di uova sulla frutta.image

E cuocete per circa 45 minuti sino a quando la superficie sarà dorata.

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Servite tiepida dopo aver spolverizzato con zucchero a velo; È ottimo servito con una pallina di gelato alla vaniglia.image

Questo è un delizioso dolce francese che solitamente si prepara con le prugne ma anche questa versione riveduta e corretta  è davvero squisita!

Buon Appetito

A pranzo con Silva

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Oggi vi propongo la mia versione di una ricetta che mi ha molto colpito il “Pasticcio di pollo” della mia amica virtuale Silva Avanzi Rigobello.

Il  bellissimo blog che porta il suo nome è spesso per me fonte di ispirazione, oggi appunto con questa mia versione casalinga e fantasiosa del ” Beef Pot Pie”americano voglio farle omaggio per essere così preziosa con le sue ricette ed i suoi consigli sempre interessanti e di facile esecuzione, GRAZIE SILVA!

BEEF POT PIE ALLA MIA MANIERA

  • carne di manzo avanzata da precedenti preparazioni in quantità variabile
  • 2 salsicce toscane
  • 1/2 kg di pisellini surgelati
  • 1 grossa cipolla
  •  1/2 L di besciamella
  • salvia
  • parmigiano grattugiato
  • 1 rotolo di pasta brisè
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale pepe

ESECUZIONE

Pulite e tagliate grossolanamenle la cipolla e mettetela a stufare con 2 cucchiai d’olio.

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Fatela cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso con il vino bianco.

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Quando la cipolla sarà pronta, unite abbondante salvia tagliata con le forbici e la salsiccia spellata e sgranata.

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Insaporite il tutto facendo anche tostare un po’ la salsiccia.

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Unite i piselli e la carne tagliata a dadini; se serve aggiungete un mestolino di brodo e portate a completa cottura.

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Nel frattempo preparate la besciamella (va benissimo anche quella comprate pronta)

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Ed unitela con il parmigiano allo spezzatino,fate insaporite ed aggiustate di sale e pepe.

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Mettete tutto in una teglia o pirofila da forno rivestita con carta forno.

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Ricoprite con il disco di pasta brisè, sigillate il bordo con un cordone di pasta.

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Ed infornate per circa 30 minuti a forno ventilato a 180*.

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Eccellente piatto di gran figura per una cena dove sicuramente stupirà gli ospiti. Non fatevi intimidire dall’austerità del piatto, è semplicissimo anche se non sembrerebbe, e poi, cosa da non sottovalutare, l’ ho preparato, compresa la cottura, in un’ora. Vale la pena provare, no?

Buon Appetito!

Insalata teutonica di riciclo

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Come sarebbe stato facile supporre. Un pollo intero e’ veramente troppo per 2 persone anche se di buona forchetta… Allora per il “riciclo” del mezzo pollo arrosto avanzato, mi sono ricordata di una ricetta tedesca che mi aveva dato la mia amica Denise tanti anni fa. La passo a voi perché penso che forse con l’ avvicinarsi dell’ estate, un insalata di pollo può essere una soluzione pratica per il pranzo in spiaggia.

INSALATA DI POLLO ALLA TEDESCA

  • 1 petto di pollo cotto
  • 4 patate
  • carciofini sott’ olio
  • cipolline in agrodolce
  • 2 uova sode
  • 4 noci
  • maionese
  • senape
  • prezzemolo
  • aglio
  • 1 cucchiaio di vino bianco
  • Olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lessate le patate, sbucciatele, fatele raffreddare quindi tagliatele a tocchi e conditele, dopo averle messe in una terrina abbastanza capiente,  con un po’ d’olio, il sale ed il pepe.

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Tagliate anche il petto di pollo a tocchetti non molto grandi ed unitelo alle patate.

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Tagliate a spicchi l’ uovo ed aggiungete anche i restanti ingredienti: i carciofini, le cipolline e le noci spezzettate e fatte leggermente tostare.

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Mischiate 2 cucchiai di maionese con un cucchiaino di senape ed allungate con 1 cucchiaio di vino bianco. Emulsionate bene ed unite prezzemolo tritato e (se volete) mezzo spicchio d’aglio schiacciato.

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Con questa salsa condite l’ insalata di pollo e servite a temperatura ambiente.

La ricetta originale prevede oltre al pollo anche qualche wurstel che io non avevo in casa e per questo non ho usato. Vi consiglio di aggiungere anche qualche oliva taggiasca denocciolata e una manciatina di capperi dissalati, questi due ingredienti danno un carattere più mediterraneo a tutto il piatto che non è cosa da poco!

Buon Appetito!!

Cous-cous: il Magreb in tavola!

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Il cous-cous è l’ alimento tradizionale di tutto il Nord Africa. Ho conosciuto questo piatto agli inizi degli anni ’80 quando abitavamo a S. Marinella e nella villetta bifamiliare che avevamo in affitto abitava anche una famiglia tunisina. Approfittando dell’amicizia della dolcissima Mouiba, mi sono fatta insegnare le ricette della sua meravigliosa terra. Ho trovato subito molto buono il cous-cous anche se molto laborioso nella sua preparazione. Con la scoperta della semola precotta, tutto si è semplificato e la versione solo di verdura é diventato uno dei nostri piatti preferiti in estate.

COUS-COUS DI VERDURE

  • 2 bicchieri di Cous-cous piccante
  • 2 bicchieri di brodo vegetale o acqua salata
  • 2 cucchiai di olio evo

Per le verdure

  • 1 cipolla grande
  • 6 peperoni verdi dolci tipo friarielli
  • 2 carote
  • 4 zucchine chiare
  • 4 pomodori maturi
  • 250 gr di ceci lessati
  • 1 cipollotto di Tropea
  • basilico abbondante
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Preparate il  cous-cous come indica la confezione.

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Quello che ho utilizzato in questa ricetta, si prepara così: portate ad ebollizione il brodo o l’ acqua salata con l’olio.image

A fuoco spento mettete la semola precotta ed eventualmente condita con gli aromi preferiti (peperoncino, curcuma ecc.) nella pentola e lasciate “gonfiare” a pentola coperta per circa 5 minuti.

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Quindi sgranatelo bene con una forchetta e mettetelo in una terrina che potrà contenere anche le verdure. In una padella mettete, con 2 cucchiai di olio evo, a stufare la cipolla tritata; proseguite con i peperoni puliti e tagliati a tocchi, le carote tagliate a fettine con la mandolina, le zucchine a rondelle e 2 pomodori spellati e tritati.

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Insaporite con sale e pepe (ho usato il dado liofilizzato che ho preparato quest’ inverno) e cuocete per circa 10 minuti. Trascorso questo tempo unite i ceci e proseguite la cottura ancora per 5 minuti.

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Condite con le verdure il cous-cous ed aggiungete i pomodori a rondelle, il cipollotto di Tropea ed il basilico spezzettato a mano.

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Questo piatto penso sia un’ eccellente portata per una cena conviviale tra amici e la versione solo vegetale per la sua leggerezza, mette davvero tutti d’accordo.

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Buon Appetito!!

 

 

Antigua e la guida livornese!

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Casette di legno dipinte a colori allegri e sgargianti ed un cartellone di benvenuto raffigurante il governatore e la sua famiglia, ci accolgono nella baia di English Harbour ad Antigua.

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Magnifici velieri ormeggiati nel pittoresco porticciolo trascorrono mollemente le giornate preparandosi alla traversata dell’ Atlantico per raggiungere i confortevoli lidi europei dove trascorreranno la stagione estiva per poi ritornare nuovamente in inverno in questi luoghi da eterna vacanza.

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Questa è Antigua, la più grande delle isole Sottovento che con le sue 365 spiagge, una al giorno come dicono gli abitanti locali, è il luogo dell’ assoluto relax per chi vive costantemente “il logorio della vita moderna” come diceva una nota pubblicità degli anni ’70.

imageAd Antigua abbiamo avuto una guida livornese, la signora Alessandra, che, con il piglio tipico di questa “razza” toscana, ci ha perfettamente introdotti nelle meraviglie di questo luogo da sogno.

imageUn tempo l’isola era occupata interamente dalle canne da zucchero. Oggi purtroppo sono in gran parte scomparse per fare spazio ad una devastazione edilizia ad uso e consumo del ricco turismo caraibico.

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Proprio derivante dalla lavorazione della canna da zucchero prende vita la florida produzione del rum ambrato che con il turismo è la maggior fonte di economia per l’isola.

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A base di rum ambrato alla melassa, è il cocktail che abbiamo gustato all’ ombra di una palma, contemplando il mare cristallino e la finissima sabbia bianca, il tutto al ritmo di reggae.

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CALIPSO SUN

  • Rum ambrato 2parti
  • succo di ananas 2 parti
  • spremuta d’arancia rossa 1 parte
  • crema di cocco 2 parti

ESECUZIONE

Versate il rum ambrato, il succo di ananas, la spremuta e la crema di cocco in un bicchiere da long drink pieno per metà di ghiaccio tritato. Mescolate dal basso verso l’alto con un cucchiaino dal manico lungo sino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti . Servite dopo aver decorato il bicchiere con un fiore di ibiscus che è uno dei fiori simbolo dei Caraibi.

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Proust e i dolcetti della tenerezza

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Proust nella sua opera più importante “Alla ricerca del tempo perduto” ci parla di come il protagonista gustando le madellen, ricordi con infinita nostalgia e dolcezza le meravigliose giornate dell’infanzia trascorse a casa dell’amata zia a Combray. Proprio il grande Proust mi serve per presentarvi il dolce che ho preparato oggi: le madellen.

Questa ricetta è nata in Lorena, precisamente a Commercy nelle cucine del re nell’anno 1750. Non stiamo parlando di semplici pasticcini ma di un’ esplosione di sensazioni e profumi che inebriano l’anima, piccoli lucenti diamanti di ricordi che ti portano a tempi ormai lontani. Sono graditi all’ora del tè ma sono un piacere infinito se tuffati in una graziosa tazza di cioccolata calda, magari arricchita con qualche fiocco di panna montata, giusto per non farci mancare nulla.

Le madellens sono uno dei dolci francesi piu amati e conosciuti al mondo per il loro essere aristocratici ma se ce li prepariamo in casa e li assaggiamo ancora tiepidi lasciano la loro aurea regale e misteriosa e diventano confortanti e familiari.

MADELEINE

  • 150 gr di farina
  • 90 gr di fecola di patate
  • 70 gr di burro
  • 70 gr di miele millefiori
  • 100 gr di zucchero
  • 3 uova
  • estratto di vaniglia
  • buccia grattugiata di 1 arancia
  • 1 cucchiaino di lievito vanigliato

ESECUZIONE

Setacciate insieme le farine con il lievito. Montate in una terrina le uova, lo zucchero, il miele ed il burro appena intiepidito; montare con le fruste elettriche o con la planetaria per 5 minuti a bassa velocità per evitare che incorpori troppa aria.

imageInserite gli aromi (arancia e vaniglia), montate ancora un po’ ed incorporate, sempre con le fruste accese, le farine.

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Quando il composto sarà ben soffice, coprirlo e mettetelo a riposare in frigo per almeno 2 ore.

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Trascorso questo tempo, accendete il forno a 230*. Imburrate lo stampo da madelein e aiutandovi con la sac a poche o con un cucchiaio, riempite le forme a metà.

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Quando il forno sarà a temperatura infornare per 5 minuti, non di più. Trascorso questo tempo, portare la temperatura a 180* e lasciare ancora per 7 minuti senza mai aprire la porta del forno.

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Sformare i dolcetti e, dopo averli fatti intiepidire, cospargeteli con zucchero a velo.

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Sono perfetti con il tè, ma sono sublimi con una densa cioccolata calda.

Buona merenda a tutti!

Chi conosce Julia Child?

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Julia Child e’ il mio mito. Ovviamente non è solo questo ma oggi voglio partire dalla mia illimitata ammirazione per questa effervescente signora degli anni’50 per presentarvi il post. Vi parlerò di una delle ricette cult della cucina francese, il famosissimo Boeuf à la Bourguignonne e la ricetta che presenterò sarà quella che Julia Child ha messo nel suo libro Mastering The art of French cooking.

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Si tratta di una guida di cucina francese che la geniale e gentile signora ha adattato al gusto degli americani.

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Ho acquistato questo libro negli Stati Uniti, poiché non esiste una traduzione  in italiano, ed è per ciò scritto in inglese. Per tanto, la  traduzione è mia e data la mia poco più che elementare conoscenza della lingua, ho sperimentato svariate volte il piatto prima di avere la sfacciataggine di proporlo. Ho anche una ricetta del manzo alla Bourguignonne che mi ha dato Nicole, la cugina francese. E’ più semplice ed ha un procedimento facile e veloce, però stare in cucina con Julia Child, ha un fascino ineguagliabile.

BOEUF À LA BOURGUIGNONNE  BY JULIA CHILD

  • 1 kg di polpa di manzo grassa magra
  • 200 gr di pancetta
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 L di brodo
  • 1/2 litro di vino rosso di Borgogna
  • olio evo
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 cucchiaio di farina
  • olio evo
  • 2 spicchi d’aglio
  • bouquet garnì : timo, alloro, rosmarino

Per le cipolline:

  • 1/2 kg di cipolline borrettane
  • 100 ml di brodo
  • 1 foglia di alloro
  • 1 noce di burro
  • olio evo
  • sale, pepe

Per i funghi

  • 500 gr di funghi champignon
  • 1 spicchio d’ aglio
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • sale pepe

ESECUZIONE

Tagliate la carne a cubetti.

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Scaldate sul fuoco una capiente pentola in ghisa che possa andare anche in forno, unite un filo d’olio e fate rosolare la pancetta tagliata a cubetti, dopo averla scottata in acqua bollente per 10 minuti, a fuoco dolce ancora per 5 minuti.

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Trascorso questo tempo, togliete la pancetta, mettetela da parte e nello stesso grasso fate rosolare a l’arte per sigillarla bene da tutti i lati.

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Appena la carne sarà ben rosolata, mettetela con la pancetta e nella pentola fate ancora rosolare la carota e la cipolla tagliate a pezzi.

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Quando anche le verdure avranno preso un bel colorito, unite carne e pancetta ed insaporite tutto insieme per 5 minuti, salate e pepate. Trascorso questo tempo unite la farina setacciata.

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Scaldate il forno in modalità ventilato a 250*e mettete la pentola senza coperchio al suo interno per 10 minuti per far tostare tutto insieme. Trascorso questo tempo estraete la pentola dal forno e versate il vino.

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Stemperate il concentrato di pomodoro con un mestolo di brodo ed unitelo alla carne.

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Abbassate il forno a 130* a modalità statica , unite il restante brodo considerando che i liquidi dovranno superare la carne di circa un cm. Mettete nella pentola anche il bouquet garnì ed i 2 spicchi d’ aglio schiacciati.

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Portate il tutto ad ebollizione, coprite la pentola ed infornate a 130* per 3 ore. Spegnete il forno e fate raffreddare.

Pensiamo alle verdure.

Cipolline: in una casseruola mettete il burro ed un giro d’ olio, fatevi rosolare le cipolline pulite e mondate e tenetele sul fuoco per circa 10 minuti.

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A questo punto unite il brodo, salate e pepate e cuocete per circa 30 minuti.

Funghi: pulite i funghi e tagliateli in quarti. In una padella fate imbiondire lo spicchio d’aglio, quindi unite i funghi e fateli saltare a fuoco vivo per 10 minuti, salate e pepate unite un mestolo di brodo continuando ancora la cottura per 10 minuti. Terminate spolverizzando il tutto con prezzemolo tritato.

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Quando la carne sarà freddata, toglierla dalla casseruola con il bouquet garnì e passate la salsa al setaccio, unendo anche il fondo di cottura delle verdure. Rimettete il tutto nella casseruola e cuocete insieme ancora per 10 minuti a fuoco molto basso.

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Prima di servire spolverizzare con prezzemolo tritato. Se siete riusciti a leggere tutta la ricetta siete già molto bravi, comunque vi consiglio di non farvi scoraggiare dai vari passaggi, ci vuole più tempo a scriverla che a farla.

Di solito cucino questo piatto in 2 giorni, prima la carne, magari il pomeriggio e il giorno dopo le verdure che si fanno velocemente. I francesi, come dice Julia, le servono con patate lesse o riso cotto nel brodo di manzo o tagliatelle all’uovo condite con la salsa dello spezzatino. Noi italiani però abbiamo una chance in più: la polenta che, come si direbbe a Roma è la morte sua.

È sicuramente un piatto di grande conviviabilità, lo trovo per tanto adattissimo per un incontro di auguri tra amici nei giorni che precedono le feste: si mette il tagliere con la polenta al centro tavola e il BOEUF in cocottine individuali. E che la festa abbia inizio!

Buon appetito

Humus di ceci

imageDurante un viaggio in Israele e Cisgiordania, indimenticabile sia per la bellezza, la durezza e la misticità dei luoghi che per la fatica fatta per raggiungerli, ho conosciuto ed apprezzato l’humus.

Mi sono praticamente cibata per 20 giorni, di humus, pane azimo ed ho bevuto succo di melograno ed arance ad ettolitri.

Mettevo nel mio piatto un assaggino di qualsiasi cosa trovassi nei buffet dei vari alberghi dove siamo stati, ma, sempre l’unica cosa che finivo era proprio questa deliziosa purea di ceci.

A dirla tutta devo anche ammettere di aver fatto una quasi indigestione di datteri sia freschi ( prodotto che non avevo mai assaggiato) che conservati a Gerico, ma per quanto riguarda i cibi cucinati, effettivamente non ho apprezzato molto la cucina locale.

Collegare il cibo ai ricordi e’ per me una cosa naturale,mi capita a volte di cucinare qualcosa ripensando alla prima volta che l’ho assaggiato ed essendo stato per noi il viaggio in Israele un’esperienza unica, quando mi viene voglia di crogiolarmi in quei momenti,inizio a preparare l’humus, magari non con il pane azimo ma con buon pane toscano crogiato sul camino, come si dice a Siena o tostato come si dice nel resto d’Italia, in quantitativo industriale e ci ritroviamo a spalmare le fette di pane con l’humus ed a ricordare quei giorni meravigliosi.

HUMUS

  • 150 gr di ceci cotti
  • 2 cucchiai di salsa thaina ( olio di sesamo )
  • 1 limone spremuto
  • 5 cucchiai d’ olio
  • 1 spicchio d’ aglio
  • 1/2 cucchiaino ci cumino ( facoltativo, io non lo metto)
  • Sale, pepe
  • 1 ciuffo di prezzemolo

Per salsa tahina

  • 200 gr di semi di sesamo
  • 100 ml olio evo

ESECUZIONE

Visto che non e’ facilissimo reperire la salsa thaina ed e’ anche abbastanza costosa ,conviene farla a casa anche perché e’ semplicissima e sappiamo cosa c’è dentro!

Tostare in forno a 180 * per 10 minuti i semi di sesamo ( questa operazione può essere fatta anche sul fornello con l’aiuto di una padellino antiaderente)

Quando saranno pronti ed un po’ freddati,metterli nel frullatore con l’olio, sino a che si otterrà una crema molto liquida.

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Così confezionata la salsa tahina si può conservare in frigo in un barattolo a chiusura ermetica per parecchio tempo.

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Humus

mettere nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti e frullare sino ad ottenere una vera e propria purea di ceci.

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Servite la salsa con crostini di pane caldi per antipasto o in un buffet…..o, se siete come me,fatene una cena a base di humus, risate, nostalgie e ricordi

Per la tahina, ci vorrebbe l’olio di semi di vinacciolo, ma noi preferiamo l’olio d’oliva e così abbiamo italianizzato il piatto.

Si puo’ unire al posto del cumino un cucchiaino di curry, il tutto prenderà un sapore più speziato ma molto saporito.

E’ indicatissimo in questa preparazione l’olio ai pinoli del quale vi ho più volte parlato, io lo tengo sempre pronto sia per condire una semplice insalata di pomodori che per un sugo veloce per la pasta , in questo caso darà un aroma speciale.

Buon appetito

 

Soupe a’ l’ ognion, ossia come, con un viaggio in Francia, pane e cipolle diventano chic

imageCome vi ho già detto altre volte, i miei genitori viaggiavano molto per lavoro e diletto, Parigi era sicuramente una delle loro mete preferite, anche perché avevano lì parecchi amici e correva l’obbligo di andarli a trovare !

La prima volta che andai con loro era il ’63 ed avevo 6 anni.

Non scorderò mai più quel meraviglioso viaggio anche perché era la prima volta che mi portavano con loro e non lo avrebbero più fatto,perché partendo il primo di ottobre, io iniziavo la scuola e non potevo fare subito un mese di vacanza .

Il viaggio a Parigi che ho più nel cuore e’ quello fatto con mio marito ed una coppia di amici quasi quarant’anni  fa : ventenni squattrinati alla scoperta del mito!!!

Io ero “l’esperta” del gruppo perché potevo annoverare nel mio curriculum, svariati soggiorni in questa splendida città , in più, avendo i miei genitori una casa sulle alture di Cannes, conoscevo bene la Francia, le sue abitudini e la sua cucina.

Per questo motivo tutti si rivolgevano a me per sapere cosa mangiare e dove spendendo poco : l’idea era quella di risparmiare sino all’osso per un gran finale l’ultima sera in un ristorante alla moda con menù a base di ostriche !!!

A questo scopo abbiamo fatto uno studio approfondito, anche se un po’ forzato,  sui vari croquet monsieur o croquet madam, omelette in tutte le salse e la mitica Soupe à l’oignon della quale mi sono fatta una cultura non da poco !

Andavamo a mangiarla nei bistrò vicino alle Hales, i mercati generali di Parigi , in questi fumosi ed un po’ puzzolenti  locali dove non di rado sentivamo suonare la fisarmonica, abbiamo mangiato una zuppa di cipolle che, francamente, valeva più di mille foie gras !

La ricetta che vi posterò, e’ quella della sorella di mia nonna ,la zia Giovanna ,o Nanette come la chiamavano i francesi, che, dopo il matrimonio con un ristoratore marsigliese, andò ad abitare in Francia e divento’ un’eccellente interprete della cucina d’oltralpe .

la zuppa di cipolle dell’Hales, però era sicuramente irraggiungibile…….mio marito, però, sostiene che la differenza di sapore sta nel fatto che zia Nanette lavava le pentole!!!!!!!!!

SOUPE À L’OIGNON ( zuppa gratinata di cipolle alla francese )

  • 3 cipolle bianche o ramate di media grandezza
  • 2 foglie di alloro
  • 60 gr di burro
  • 180 gr di groviera grattugiato
  • 1 l e 1/2 di brodo di pollo
  • 2 cucchiai di farina
  • 1 baguette
  • sale,pepe
  • noce moscata

ESECUZIONE

Tagliate le cipolle a fettine sottilissime

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In una pentola di terracotta, fate sciogliere il burro senza farlo colorire ed aggiungete le cipolle e l’alloro

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Mescolate sino a che le cipolle cominciano ad imbiondire

Cospargete il tutto con la farina setacciata ed aggiungete il brodo bollente

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Salate leggermente ,pepate e mettete un pizzico di noce moscata.

Fate sobbollire per circa 20 minuti .

In cocotte individuali disponete 2 fette di baguette soffritte nel burro spumeggiante ,copritele con formaggio grattugiato e riempite con il brodo bollente.

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Appena il pane sarà risalito in superficie, cospargere ancora di formaggio e mettere in forno caldo a gratinare per alcuni minuti.

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Nella mia versione di Soupe à l’ognion non ho usato la baguette ma pane toscano e, soprattutto, non l’ho fritto nel burro ma tostato in forno.

Quest’ ultima volta anziché il groviera ho usato il parmigiano e la mozzarella grattugiati, il risultato e’ stato comunque ottimo.

Come tante altre ricette, si dice che  fu Caterina de Medici, da Firenze, a portare in Francia quando andò oltralpe per sposare nel 1533 Enrico d’Orleans, la zuppa di cipolle alla Toscana, piatto di cui lei andava ghiotta!

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buon appetito!