E’ arrivata la slow cooker: spezzatino alla cantina

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Chi di voi mi segue anche su FB, sa che da circa 1 mese ad aumentare il mio “magazzino\cucina” per usare un’espressione di mio marito, è arrivata lei, la SLOW COOKER

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Si tratta della meglio conosciuta pentola americana a cottura lenta, non aggredisce i cibi con temperature troppo elevate ma soprattutto non prevede soffritti che, al ritorno dalle vacanze, è meglio evitare.

Prendendo spunto dal ricettario della pentola stessa curato da Carlo Cracco, ho preparato lo spezzatino alla cantina portando le solite variazioni sul tema a seconda degli ingredienti che avevo in casa

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SPEZZATINO ALLA CANTINA-SLOW COOKER

  • 600 g di spezzatino di manzo magro
  • 2 cipolle rosse di media grandezza
  • 2 patate di media grandezza
  • 1 carota
  • 400 gr di piselli gelo
  • 3 spicchi d’aglio
  • prezzemolo tritato
  • 2 pomodori maturi (oppure 200ml di salsa di pomodoro)
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • peperoncino
  • 3 cucchiai d’olio
  • erbe provenzali
  • sale pepe

ESECUZIONE

Pulite la carne dai grassi

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tagliarla a cubetti e condite con sale, pepe ed erbe provenzali

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tagliate le patate a cubetti della grandezza della carne, le carote a dadini, le cipolle a fettine sottili tritate il prezzemolo ed aggiungete i piselli e l’aglio schiacciato.

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condite con sale, pepe, peperoncino pomodoro tritato o, se avete scelto così, la passata di pomodoro

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aggiungete la carne

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e mischiate ancora molto bene

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P.S. Prima di aggiungere i piselli, fateli scongelare perché nella pentola non si possono mettere cibi ghiacciati!!!!

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Mettete tutto nella pentola ed aggiungete il vino, chiudete con il coperchio ed avviate a modalità Hight

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Trascorso il tempo di cottura, aggiungete l’olio a crudo

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servite con crostoni di pane abbrustolito e, se dovesse avanzare, sappiate che il giorno dopo il gusto ne guadagna

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Insalate varietà

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Cosa c’e’ di meglio in estate che una freschissima e semplicissima insalata di pomodori freschi appena colti?

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Magari abbinata ad un piatto di melanzane grigliate condite con una salina a basa di erbe liguri fresche?

Le domande sono retoriche, ovviamente con il caldo di questi giorni oltre ai gelati o le granite, gradiamo solamente piatti freschi.

Per questa sera ho preparato una sfiziosa insalata di pollo arrosto ( comprato naturalmente!) così, tra pomodori e melanzane, riuscirò a preparare il giusto pranzo per la mia tribù !!

INSALATA DI POLLO ALLA MANIERA DI TITTI

  • 1\2 pollo arrosto avanzato
  • 3 patate medie
  • cetriolini in agrodolce
  • 1 peperone grigliato
  • olive taggiasche

salsa di condimento

  • erbe liguri ( prezzemolo, basilico, maggiorana, timo, origano secco di montagna)
  • capperi di Liguria
  • peperoncino fresco
  • aglio di Vessalico 1\2 spicchio
  • olio evo ligure
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Fate lessare a vapore le patate sbucciate e tagliate

Disossate il pollo e mettetelo in una capiente terrina

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Quando saranno pronte aggiungete le patate al pollo

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Grigliate un peperone, spellatelo, tagliatelo a filetti ed aggiungetelo al pollo

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Tagliate a rondelle i cetriolini e metteteli nella terrina con le olive taggiasche; preparate a questo punto la salina per il condimento :tritate tutti gli ingredienti eccetto l’olio ,il sale ed il pepe

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Quando il tutto sarà ben tritato,

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cospargetelo sull’insalata di pollo

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Aggiungete olio, sale e pepe e mischiate con molta cura

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Buon Appetito

 

 

Cambio di rotta

IMG_2612Durante ” pesca alla cieca” che ogni anno in questo periodo devo fare nel mio congelatore, data la mia mania dell’accumulo, sempre strapieno,  mi è capitata fra le mani una bellissima fetta di Fassona piemontese che, nelle intenzioni al momento dell’acquisto, avrei voluto fare farcita al tartufo con una ricetta che ho avuto dallo chef di un famoso ristorante di Asti .

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Con il caldo di questi giorni, l’assenza totale di tartufo e la necessità di svuotare il congelatore prima della partenza, mi sono dovuta  adattare facendo un repentino cambio di rotta.

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Come al solito, la soluzione l’ho trovata sfogliando il ricettario della mia nonna Francesca, che da piemontese verace, aveva un talento speciale per queste preparazioni.

ROTOLO AL GORGONZOLA

  • 600 gr di noce di manzo piemontese in una sola fetta
  • 200 gr di spinaci lessati
  • 100 gr di prosciutto cotto
  • 100 gr di gorgonzola e mascarpone
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di parmigiano
  • sale pepe
  • 2 dl di latte intero
  • salvia aglio
  • farina
  • olio evo

ESECUZIONE

Appiattite bene la fetta di carne con il batticarne e conditela con sale, pepe ed un po’ di salvia tritata

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Mettete sulla fetta di carne il prosciutto

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Passate in padella gli spinaci con 1 spicchio d’aglio ed un filo d’olio, e, quando saranno ben asciutti metteteli sul prosciutto

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Con l’uovo, metà parmigiano, sale e pepe, fate una frittatina e adagiate anch’essa sulla carne

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Al gorgonzola e mascarpone unite il parmigiano rimasto e lavorate bene sino a quando otterrete una crema

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Mettete metà del composto ottenuto al centro della fetta

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Quindi arrotolate bene su se stessa facendo attenzione che il ripieno rimanga bene dentro

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Quando sarà ben arrotolato

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legatelo con lo spago da cucina

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ed infarinatelo leggermente

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In una pentola capiente (io ho usato una teglia) fate leggermente soffriggere la salvia e l’aglio sbucciato con qualche cucchiaio d’olio evo

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Mettete il rotolo di carne nella teglia

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e fatelo ben dorare da tutti i lati

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Appena sarà dorato, bagnatelo con il latte

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abbassate la fiamma, copritelo con la carta argentata e proseguite la cottura per circa 30 minuti

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Trascorso questo tempo, scolatelo dal fondo di cottura, e lasciatelo intiepidire

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eliminate lo spago ed affettatelo

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nel frattempo fondete il gorgonzola rimasto con 1 cucchiaio di latte ( questa operazione potete farla con il microonde) ed aggiungetevi il fondo di cottura senza levare la salvia

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frullate con il frullino ad immersione

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e nappate con la salsa al formaggio le fette del rotolo, servendo a parte altra salsa

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E’ ottimo consumato anche freddo facendo scaldare solo la salsa di accompagnamento, per questo motivo è un piatto molto gradevole anche d’estate.

Buon Appetito

Così parlò De Andrè

IMG_4278…bel guanciale materasso di ogni ben di Dio…da sopra a sotto svelta la pungerai…odore di mare mescolato a maggiorana…

Con questi versi ricchi di amore e di poesia per i gusti e le emozioni della sua terra natìa, la Liguria, Fabrizio De Andrè insieme ad Ivano Fossati hanno celebrato uno dei piatti tipici liguri :la cima

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Trovo che l’immagine del guanciale calzi perfettamente con ciò che è questa tasca ripiena quando i grossi aghi, sempre per citare De Andrè, da sopra a sotto la pungono e la cuciono!

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Questo piatto è davvero figlio della ingegnosità ligure, infatti è nato per recuperare al meglio gli ingredienti avanzati nella settimana per questo motivo va da sé che ogni famiglia ne  abbia  una  personale ricetta, l’unica cosa che non cambia mai, è la cottura: la cima va rigorosamente cotta in brodo di vegetale,  bollente e servita fredda, solitamente il giorno dopo, avendola lasciate tutta la notte con un peso sopra per evitare che vi siano spazi tra il ripieno e la carne,  con salse di accompagnamento che variano a seconda dei gusti.

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Anche il pezzo di carne utilizzato è unico: mentre in tutt’Italia la tasca ripiena si fa con la punta di petto tagliata con il coltello dal macellaio, in Liguria si usa la pancia pulita dal grasso, tagliata a rettangolo e cucita su 3 lati: 2 direttamente dal macellaio e l’ultimo da chi la cucina dopo averla farcita

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Insomma, fare la cima per noi liguri è un rito tra il sacro ed il profano, infatti, sempre citando De Andrè, per allontanare gli influssi maligni, prima di iniziare a prepararla bisogna “mettere la scopa dritta in un angolo” della cucina e, soprattuto, far tagliare la prima fetta da uno scapolo, se non si rispettano queste regole, il rischio è che la cima possa scoppiare in cottura facendo rimanere tutti senza pranzo!

Ho voluto un po’ stravolgere la ricetta di famiglia che prevede tutti gli ingredienti della farcitura solo lessati, facendoli  insaporire in padella con un leggero soffritto ma soprattutto aggiungendo la mortadella che, a mio avviso, migliora e rende più intenso il gusto già ottimo di per sé

‘A ME CIMMA

  • 1 cima cucita da 800 gr
  • 2 carciofi
  • 800 gr di foglie di bietole
  • 1 cipolla
  • 30 gr di pinoli
  • 100 gr di parmigiano
  • 100 gr di mortadella
  • 100 gr di pecorino
  • 2 uova
  • prezzemolo
  • maggiorana abbondante
  • noce moscata
  • sale pepe
  • olio evo

per il brodo

  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • 2 pomodori secchi
  • sale
  • 2 ossi da brodo

ESECUZIONE

in una padella fate soffriggere la cipolla tritata con i carciofo tagliati molto fini compresi i gambi (io  ho utilizzato soltanto i gambi e con  i carciofi freschissimi di Albenga ho fatto un’insalata di carciofi crudi)

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Unite le foglie di bietole sbollentate e tagliate a filettini  e fate insaporireIMG_4243

aggiungete i pinoli, il prezzemolo e la maggiorana tritati

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cuocete sino a quando tutto sarà be cotto

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Fate raffreddare ed unite la mortadella passata al mixer

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i formaggi grattugiati

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aggiustate di sale e pepe, un pizzico di noce moscata e legate bene il composto con le uova

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Amalgamate molto bene il ripieno e farcite la tasca, quindi cucitela nella parte aperta e punzecchiatela con l’ago prima di immergerla nel brodo bollente fatto con gli ingredienti suggeriti

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Cuocete a fiamma molto bassa per 2 ore, quindi levatela dal brodo e mettetela a raffreddare in una teglia con un peso sopra( io uso la pentola a pressione piena d’acqua) e tagliatela solo quando sarà perfettamente fredda

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Servite la cima con la salsa di accompagnamento che preferite, la maionese è ottima, oppure se volete rispettare la tradizione, con la salsa verde.

Io ho preparato un “salsa provenzale” davvero eccezionale…domani ve ne parlerò!

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Buon Appetito

Cucina fantasia

IMG_2612Siamo alla solita raccolta frigo per far fuori tutto prima delle vacanze

In questi casi la fantasia viene in aiuto e nascono le composizioni più disparate

Se anche il tempo disponibile è poco, delle rassicuranti polpette diventano un polpettone e la frittura golosa diventa una meno impegnativa cottura al forno, guadagnandoci però in salute!

POLPETTONE TIPO ASCOLANO

  • 500 gr di carne macinata
  • 100 gr di mortadella
  • 100 gr di pecorino semi stagionato
  • erbe aromatiche a piacere (maggiorana, prezzemolo, timo)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 uovo
  • pane grattugiato
  • noce moscata
  • sale pepe
  • olio evo
  • 100 gr di olive verdi
  • 100 gr di pancetta arrotolata

ESECUZIONE

Mettete nel mixerla mortadella, il pecorino, le erbe aromatiche, l’aglio e parte delle olive,

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Aggiungete al composto ottenuto la carne macinata , l’uovo e condite con sale e pepe e noce moscata

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Amalgamate perfettamente il composto , se dovesse risultare troppo morbido, aggiungete un po’ di pane grattugiato,  preparate un foglio di carta forno ingendolo con olio evo

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mettete sopra il’impasto

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coprite con un altro foglio di carta forno

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aiutandovi con il mattarello date una forma rettangolare

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tagliuzzate le olive rimaste in modo grossolanoIMG_3229

disponete sul rettangolo di carne la  pancetta e le olive sminuzzate

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aiutandovi con la carta forno formate il polpettone

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chiudetelo nella carta forno

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mettete il rotolo sulla leccarda del forno e cuocete a 180* per 1 ora

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a cottura avvenuta fate raffreddare prima di tagliarlo

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e servitelo a fette  accompagnato con un   maionese possibilmente fatta in casa

IMG_3242per terminare il pasto vi consiglio un’insalata variopinta di arance, radicchio variegato, e finocchi

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Buon Appetito

Gli umidi, generalmante,sono i piatti che più appetiscono;

quindi è bene darsi per essi una cura speciale; onde riescano delicati, di buon gusto e di facile digestione .Sono in mala voce di esser nocivi alla salute ma io non ci credo.

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Così si esprimeva Pellegrino Artusi nel “la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” nella quattordicesima edizione datata 1910 a proposito del piatto invernale per eccellenza, lo stracotto-

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In queste ultime (speriamo!)giornate di freddo e pioggia un confortevole piatto come lo stracotto, è ciò che ci vuole.

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Oltretutto, contrariamente a ciò che si pensa, non impegna tanto nella preparazione poichè soltanto la cottura è davvero lunga, ma quella, si sa, la fa in solitaria!

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STRACOTTO ALLA FIORENTINA

  • 1 kg di polpa di manzo adatta alle lunghe cotture
  • 4 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 1 cipolla
  • 50 gr di rigatino teso
  • olio evo
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • 500 gr di pomodoro pelati
  • sale, pepe-

ESECUZIONE

Aprite a libro la carne , salate e pepate e mettete 2 carote lavate e ben pulite

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Avvolgete il pezzo di carne con il rigatino a fette e legate bene con il refe da cucina

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In una cassaruola adatta alle lunghe cotture, mettetev l’olio evo il pezzo di carne e le rimanenti verdure tagliate a tocchi

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Iniziate la cottura a fuoco vivo e fate ben colorire

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Quindi bagnate con il vino e fatelo evaporare completamente

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Appena non ci sarà più parte liquida ma solo grassa

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aggiungete i pomodori pelati,

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Fate cuocere piano piano,per tre ore ed anche più se vi sarà possibile, aggiungendo, se occorre un po’ d’acqua calda;

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A cottura ultimata, passate il sugo con il passaverdura

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levate la carne dalla pentola

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e tagliatela appena si sarà raffreddata per evitare che si sfaldi

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Prima di servirla fate scaldare solo il sugo

img_3170Aggiustate di sale e pepe

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e servite con polenta o purè.

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Lo stracotto con la polenta  abbinato ad un’insalata di cavolo rosso crudo è un piatto più che unico e di grande allegria!

Buon Appetito

Girellando in cucina

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Chef juventino all’opera

Capita a volte di vagare in cucina senza avere ben chiaro ciò che si voglia preparare.

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In questi casi, l’iter è sempre lo stesso: si apre il frigo, magari si controlla la dispensa, e poi, a seconda di ciò che si trova si inizia ad “operare”.

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Questo, è ciò che ho fatto io questa mattina prima di farmi venire l’idea dello “spezzatino alla lionese”

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Le ricette di nonna Quanita

Anche questo è un piatto della mia infanzia che, devo ammettere, non mi piaceva quasi per niente!! Forse perchè uno degli ingredienti principali sono le cipolle che, si sa, non sono molto apprezzate dai bambini

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Comunque, da adulta, ho avuto modo di apprezzarlo e l’ho assai rivalutato mettendolo nella lista d’oro dei piatti preferiti dalla combricola familiare.

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SPEZZATINO ALLA LIONESE

  • 600 gr di spezzatino di manzo magro
  • 3 cipolle chiare
  • alloro
  • olio evo
  • noce moscata
  • 1 bicchierino di cognac
  • 3\4 di bicchiere di vino bianco
  • worcestersauce
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete in una pentola l’alloro con l’olio e fatelo scaldare

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Mettete in pentola la carne tagliata a piccoli bocconcini e fate rosolare a fuoco non troppo violento

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aggiungete la cipolla, sfumate con il cognac e, appena sarà evaporato, unite il vino bianco, qualche goccia di salsa worcester e un po’ di noce moscata

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Aggiustate di sale e pepe fate cuocere a fuoco molto basso a pentola coperta per circa 1 h

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Nel frattempo preparate una pastella adattav per friggere i carciofi e friggeteli, saranno un perfetto contorno

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Trascorso il tempo di cottura servite con i carciofi spolverizzando con erba cipollina

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Buon Appetito

Coniglio della nonna…con variante!

Vi ho parlato già un sacco di volte della ricetta del coniglio che preparava la mia nonna.

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Vi ho anche mostrato la “conigliera” tipico tegame in uso comune nel ponente ligure con il quale si è soliti preparare la nostra ricetta tipica

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Oggi ho voluto distaccarmi un p0′ da quella che è la tradizione familiare e preparare una ricetta un po’ più fantasiosa, ma sempre molto gustosa

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CONIGLIO AI CAPPERI

  • 1\2 coniglio possibilmente nostrano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 spicchio di aglio
  • capperi
  • olive nere taggiasche
  • peperoncino ( facoltativo)
  • funghi secchi
  • olio evo
  • salsa di pomodoro
  • vino bianco

ESECUZIONE

Mettete i funghi secchi ad ammollare in una tazza di acqua tiepida; tritate finemente gli odori e le erbe aromatiche che avete scelto( io ho usato rosmarino, salvia e timo freschi) e metteteli  rosolare in padella con l’olio

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Quando il trito inizierà ad insaporirsi, unire i pezzi di coniglio

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Fate insaporire e sfumate con il vino bianco sino a quando i pezzi di coniglio avranno preso colore ( questo passaggio è molto importante perchè è il momento dove il coniglio prenderà sapore!)

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Quando sarà ben asciugato, aggiungete la salsa di pomodoro

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Fate cuocere lentamente

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Appena la salsa sarà ristretta, aggiungere i funghi tolti dall’acqua, ben strizzati e tritati

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fate cuocere ancora per qualche minuto ed unite i capperi dissalati e le olive denocciolate tagliate a rondelle

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Aggiustate di sale e pepe e continuate a cuocere sino a completa cottura del coniglio

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Prima di servire spolverizzate con abbondante prezzemolo tritato

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e servite con carciofi trifolati ai capperi come ho fatto io, davvero una perfetta armonia di sapori

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Buon Appetito

 

 

 

 

cuore di mamma

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Vivendo in campagna ho la possibilità di avere a disposizione prodotti genuini di ottima qualità, rigorosamente a km 0 che sanno veramente di buono

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Per questo motivo condiziono i miei menù a seconda di ciò che offre la terra in quel momento e soprattutto rispetto obbligatoriamente la stagionalità dei  prodotti

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In questa stagione gli orti vicino a casa, sono strapieni di cavoli di ogni qualità, di carciofi, di porri, bietole e quant’altro e, di conseguenza, anche il mio frigo è “affollato”di tutto ciò.

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A volte ho anche la fortuna di trovare degli animali da cortile ruspanti che hanno quel gusto antico che non è certo quello degli animali del supermercato.

A proposito di questo mi viene in mente un episodio che mi successe tanti anni fa quando la mia bambina più piccina non aveva più di 3 anniimage

Anche all’epoca abitavamo in campagna e tutte le favolose signore del vicinato che avevano orti o aie, mi regalavano spesso ortaggi o polli e conigli.

Un giorno capitò che la mia adorata Maria mi portò un piccione che però, per questioni di tempo, non aveva avuto la possibilità di spennare.

Capirete il mio sgomento da sposina cittadina!

Ma non mi sono persa d’animo, attrezzandomi come mi aveva spiegato Maria, ho iniziato l’impresa, per me titanica, dello “spennamento”del volatile

La mia piccola Federica di 3 anni seduta su un grosso sasso vicino a me mi scrutava con un interesse davvero particolare se consideriamo che fin da bambina era assai vivace , ma nulla da fare, era magnetizzata dall’operazione!

Alla fine dell’impresa la bimba guardando la mamma, addobbata con tutte le piume, con occhi orgogliosi pronunciò, con aria solenne, il suo pensiero:

“mamma, ma tu sei magica ❤ ❤ ❤ ! avevi un piccione ed ora hai un pollo!!!!!!”

……..ma come si fa a non adorarla !!!!

SOVRACOSCE DI POLLO RUSPANTE CON CAVOLFIORE STRASCICATO ALLA BIRRA

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  • 2 sovracosce di pollo ruspante
  • rosmarino e alloro
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale,pepe
  • 1 bottiglia piccola di birra bionda
  • 4 pomodori insalatari
  • 1 cavolfiore
  • capperi
  • olio evo

ESECUZIONE

Lardellate le sovrapposte di pollo con l’aglio ed il rosmarino salatele e pepatele da ambo i lati

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Mettete in una padella alloro e rosmarino; massaggiate con olio evo il pollo dalla parte della pelle, aggiungete un po’ d’olio e mettetele a rosolare sempre dalla parte della pelle.

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Quando avranno preso colore, giratele e continuate la rosolatura; levate quindi  le erbe aromatiche e bagnate con la birra; mettete il coperchio alla pentola e fate cuocere a fuoco basso per 30 minuti

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Nel frattempo cuocete a vapore il cavolfiore tagliato a cimette per circa 10 minuti

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Trascorsi 20 minuti di cottura del pollo, mettere nella padella i pomodori (aggiungete una punta di cucchiaino di zucchero per levare l’acidità che i pomodori, non del tutto maturi, hanno, anche se del campo sotto casa)

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unite anche il cavolo ed i capperi, aggiustate di sale e pepe  e fate insaporire tutto insieme per circa 5 minutiimg_2982

servite ben caldo su crostoni di pane abbrustolito

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Buon Appetito

Vintage food

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Per vintage food, intendo i piatti che preparavo negli anni ’70, appena sposata; si trattava di semplici  e gustosi alimenti che dovevano tenere sempre d’occhio la spesa.

Erano comunque cibi che si trovavano sulle tavole di tutti, al tempo, e, ripensandoci oggi, mi rendo conto di quanto la moda spadroneggi anche in campi dove  non si penserebbe mai potesse prendere piede

Infatti oltre ad imporci  il modo di vestire o di pettinarci, e a dirci quali accessori ci piacciono di più, ( notate i miei “fanali” tipici dell’epoca che oggi non indosserei nemmeno sotto tortura), condiziona la nostra vita anche in cucina.

Alcuni piatti che erano comunemente sulle nostre tavole allora, oggi sono completamente spariti e nessuno li ricorda più

E’ il caso delle scaloppine (che se oggi ci capita di trovare nel menù di qualche “antico” ristorante, si chiamano piccatine) che, sebbene abbiano cresciuto una generazione intera, oggi non hanno neppure più l’onore della memoria storica.

Anch’io, che sono tanto rispettosa del passato perché penso che ,ripercorrendolo, si possa comprendere il presente, sono cascata nell’infido tranello di non accettare queste semplicissime preparazioni così come erano, ma le ho imbellettate per renderle adatte ai giochi di sapori e consistenze degne degli anni 2.0.

Le ottime scaloppine al marsala della nonna servite rigorosamente con un sofficissimo pure’ di patate, le ho modernizzate in “piccatine al marsala con granella di nocciola al profumo di timo”…….. scusate se è poco!

La morale è sempre la stessa, a prescindere dal nome che volete dare loro o dalla forma sotto la quale volete presentarle: sono ottime, veloci e, con il loro “puccino”cremoso restano sempre uno dei piatti della memoria più lovely vintage food che ci sia !!

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SCALOPPINE AL MARSALA ALLA “MODERNA”

  • 600 gr di fettine di vitello ( fesa, rosa, noce)
  • 30 gr di burro
  • 2 cucchiai di fecola ( o di farina)
  • sale pepe
  • olio evo
  • 1 bicchierino di marsala secco
  • 50 gr di nocciole tostate
  • timo fresco

ESECUZIONE

Salate e pepate leggermente le fettine di carne, quindi infarinatele; nella padella fate sciogliere il burro con l’olio evo e lo spicchio d’aglio tagliato a lamelle sottili; appena il burro sarà sciolto mettete le fette in padella

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e, appena saranno rosolate da ambo i lati,

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unite il marsala e portate a cottura la carne ( non ci vorranno più di 5 minuti)

Levate la carne dalla padella e tenetela al caldo; nel frattempo prendete le foglioline di timo fresco e le nocciole tostate

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e tritateli grossolanamente.

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Mettete il trito nella padella dove il sughino si sarà addensato senza seccarsi toppo

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e fate amalgamare i sapori tenendo sul fuoco per pochi minuti.

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Aggiungete le fettine di carne, aggiustare, se serve, di sale e pepe e servite con un sofficissimo purè montato con olio aromatizzato al timo

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E vi assicuro che dopo una pietanza del genere diventeranno tutti nostalgici.

Buon Appetito