Gironzolando tra le tradizioni

 

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Che io sia un po’ stravagante forse lo avrete già capito ma, forse, non vi è facile credere che una delle cose che mi rilassano di più sia sfogliare vecchi, per non dire vecchissimi libri rigorosamente di cucina.

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Quando mi immergo in queste letture, dove oltre che di cucina si tratta anche di costume, mi pare di vere gli anni ’50 ’60, che, nel mio immaginario sono anni di speranza, di voglia di fare e dove ci si incamminava verso un futuro che sarebbe stato migliore per tutti

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Dopo sessant’anni so bene che le cose non sono andate come si sognava, ma, questo clima di leggerezza in cui mi trastullo, mi piace, mi fa star bene e queste letture mi danno modo di assaporare una piacevolissima sensazione di serenità

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Anche se vivo l’estasi dei ricordi, non manco mai di ricercare le ricette che mi appassionano tanto  che sono sempre nel rispetto della tradizione. Questa volta sono stata attirata da una torta di formaggio della tradizione umbra, regione natale di mio marito, che in questi periodi di scampagnate fuori porta può essere un’ottima idea se abbinata ad un ricco tagliere di affettati rigorosamente umbri

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TORTA AL FORMAGGIO DI EVELINA

  • 2 uova intere + 2 tuorli
  • 1\2 cucchiaio di sale fino
  • 1\2 cucchiaio di zucchero
  • 3 cucchiai di olio evo umbro o toscano
  • 40 gr di burro
  • 125 gr di latte
  • 375 gr di farina 1 macinata a pietra
  • 100 gr di formaggio grana grattugiato
  • 125 gr di formaggio pecorino grattugiato 100 gr di provolone piccante
  • 2 cubetti di lievito di birra
  • 1 bustina di lievito per torte salate

ESECUZIONE

In una ciotola rompete le uova intere ed aggiungete i 2 tuorli, unite il sale e lo zucchero e l’olio evo, quindi mescolate bene.

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Mettete i cubetti di lievito nel latte intero a temperatura ambiente e fatelo sciogliere

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Nella ciotola della planetaria ( se non la possedete, va bene una ciotola capiente dove potrete agevolmente impastare) setacciate la farina con la bustina del lievito in polvere per torte salate

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aggiungete alla farina il lievito di birra sciolto nel latte, il composto con le uova, ed i formaggi grattugiati ed azionate la planetaria con la foglia a vel 3

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impastate bene ed unite anche metà del provolone tagliato a tocchetti piccoli

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Quando sarà perfettamente amalgamato (la consistenza sarà quella della foto)

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preparate le teglie (con questa dose viene il quantitativo giusto per 1 stampo da pluncake  e per 6 muffis

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imburrate perfettamente gli stampi con burro fuso ed aiutandovi con un pennello da cucina

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riempiteli per i 2\3

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ed aggiungete in superficie i pezzettini di provolone avanzati

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Mettete in forno a 50*per 45 minuti poi alzate il forno a 200* e cuocete per 35 minuti

Buon Appetito a tutti !

 

 

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AIUTO, IL LIEVITO MADRE !

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Ho sempre desiderato avere il lievito madre e quando finalmente sono riuscita ad averlo, l’ho impiegato in mille modi

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Ogni 2-3 giorni preparo il pane per la famigliola, cercando farine adatte ad ogni specifica preparazione

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La 1 per un pane morbido internamente e croccante all’esterno che si mantiene fragrante vari giorni, la 3 per una pizza croccante come piace a noi e la 5 per i dolci che richiedono lunghe lievitazioni

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LUI, il lievito madre, ha sempre apprezzato molto le mie attenzioni ricompensandomi con una prospera crescita

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L’altro giorno, però, dopo aver impiegato il lievito in tutte le preparazioni sopra elencate, rinfrescato e rimesso in frigo, LUI, sempre LUI, mi ha invaso il frigo straripando letteralmente dal barattolo che lo conteneva.

Sono una sentimentale, si sa, e non riesco a buttare neppure l’eccesso di lievito madre che trovo vivo e palpitante, allora per dimostrargli l’amore che ho per lui l’ho impiegato nella confezione di un pane farcito che devo ammettere dall’essere un ripiego è diventato un’eccellente portata per un buffet tra amici.

Purtroppo non ho foto a testimonianza di questa impresa perché devo ammettere, non ero molto sicura della sua riuscita sbagliandomi clamorosamente

PANE RUSTICO ALLA SCAROLA PICCANTE

  • 500 gr di pasta di pane con lievito madre
  • 3 cucchiai d’olio evo
  • 3 cespi di scarola
  • aglio
  • pinoli
  • olive condite piccanti nere e verdi
  • capperi
  • 1 spicchio d’aglio

ESECUZIONE

Preparate la pasta di pane nel solito modo ed addizionatela con 3 cucchiai di olio d’oliva; fatela riposare affinché continui la lievitazione

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nel frattempo mettete in una casseruola la scarola ben lavata e tagliata a filetti con un giro d’olio e lo spicchio d’aglio.

Appena sarà stufata aggiungete gli altri ingredienti ,avendo cura di dissalare i capperi e denocciolare le olive,ed  aggiustate di sale e pepe

Dividete in due parti la pasta di pane una più grande ed una più piccina

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Mettete la parte più grande in una teglia versandovi sopra la scarola stufata; ricoprite con l’altra parte di pasta, sigillate bene i bordi e cospargete la superficie con un’emulsione di acqua, olio evo in pari misura ,ed un po’ di sale, praticamente come si fa per la focaccia alla genovese.

Infornate e cuocete per 40 minuti a 200 °

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Buon Appetito

 

Curiosando nel WEB

Penso che tutti noi, malati di ricette, esploriamo la rete alla spasmodica ricerca di vecchie e nuove idee culinarie  che attraggano la nostra attenzione

Si trova di tutto, improbabili abbinamenti, tradizioni violate nella loro essenza, semplici ed ottime idee diventate regine dell’assurdo.

Spesso però, e ci tengo molto a dirlo perché del “carrozzone” mi sento di farne parte, ci si imbatte nel classico uovo di colombo: idee semplicissime facili da riprodurre che una volta pronte sembrano preparate da grandi chef

E’ ciò che ho pensato imbattendomi nella ricetta che vi proporrò oggi; quando l’ho vista ben presentata e invitante, ho immaginato che non sarei mai riuscita a farla uguale, invece seguendo passo passo le indicazioni del video sono riuscita a farla identica alla vista ed il sapore non mi a certo deluso.

Se come me amate i formaggi, anche se francesi, vi consiglio di provarla perché in pochissimo tempo sarete in grado di mettere in tavola un piatto che susciterà, in primis, lo stupore e poi l’apprezzamento generale

PAGNOTTA AL CAMEMBERT E PATATE

  • 1 pagnottella di pane pugliese da 250 gr
  • 1 formaggio camembert intero
  • 150 gr di bacon (pancetta affumicata) a fettine sottili
  • 6 patate a pasta gialla di media grandezza ( di ottima qualità)
  • sale pepe
  • olio evo
  • erba cipollina

ESECUZIONE

Prendete la pagnottella, tagliate la calotta

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e levante tanta mollica quanta ne occorre affinchè il camembert vi possa entrare perfettamente; mettete quindi il formaggio nella pagnottella e levate la parte di crosta in superficie

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rimettete la calotta

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e rivestite il pane completamente con un foglio di alluminio

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Passate in forno caldo a 180° gradi per 25 minuti; nel frattempo sbucciate le patate e tagliatele a tocchi abbastanza grandi e fatele cuocere a vapore per circa 6/7 minuti

conditele con un pizzico di sale e pepe e pochissimo olio d’oliva quindi avvolgete ogni pezzo con un po’ di bacon

Mettete le  patata sulla leccarda del forno dopo averla ricoperta con un foglio di carta forno

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Cuocetele  a 200° per 10 minuti

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Quando il formaggio sarà pronto, senza ustionarvi come ho fatto io, levate l’alluminio e la calotta di pane ( il formaggio deve risultare completamente fuso) aggiungete un po’ d’erba cipollina tagliuzzata finemente e servite in un grande piatto da portata, contornato dalle patate

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Infilzate i pezzi di patata in spiedini e immergetele nel formaggio fuso…….

…….se ce n’è bisogno…..

Buon Appetito

 

sos avanzi

img_1307Penso che calcolando gli avanzi che ho nei frigo (si nei e non nel frigo, perché in casa ho ben tre frigoriferi che in questi giorni sono saturi di cibo) potrei permettermi di non fare più la spesa per tutto il mese.

La paura atavica di non avere abbastanza cibo per i commensali, credo che non affligga solo me, ma tutte noi “massaie di una volta”sempre convinte che i poveretti vengano a casa nostra a togliersi la fame nel vero senso della parola!

Ovviamente non è così, anzi, ormai siamo tutti un po’ a dieta perché la lotta non è con la fame ma, bensì, con la bilancia, il colesterolo ed i  trigliceridi

Insomma la fine delle feste coincide sempre con la spasmodica ricerca di nuovi utilizzi per vecchio cibo !

Oggi è toccato ad una melanzana, ritrovata in fondo ad una cesta che ormai si stava dirigendo inesorabilmente verso il viale del tramonto , a rimasugli di gorgonzola ed ad una robiola in scadenza ed ho pensato, per dar loro gli onori della tavola, a crostoni a modo mio che, devo dire, hanno avuto successo, in più, a questo modo, ho sistemato anche parte della montagna di pane avanzato.

CROSTONI DI MELANZANA A MODO MIO

  • 1 melanzana
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 100 gr di gorgonzola
  • 1 piccola robiola da 50 gr
  • frutta secca mista
  • rosmarino
  • paprica piccante
  • 0lio di girasole
  • fette di pane casareccio

ESECUZIONE

Tagliate la melanzana a cubetti, mettete i cubetti in uno scola pasta e salate leggermente; lasciate così una mezz’ora , sino a quando la melanzana avrà rilasciato la sua acqua amara.

Trascorso questo tempo strizzate bene i cubetti di melanzana e friggeteli in olio di girasole ben caldo per pochi minuti; scolateli dall’olio in eccesso e tritateli con il prezzemolo fresco e lo spicchio d’aglio

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Sgusciate la frutta secca che preferite (io ho usato mandorle, noci, e nocciole e pinoli) e mettetela a tostare con un filo d’olio ed un rametto di rosmarino

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Appena inizieranno a scaldare e quindi a lasciare i loro olio essenziali, levateli dal fuoco e tritateli grossolanamente;

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Unite quindi al trito di melanzane

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ed amalgamate bene

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A parte lavorate il gorgonzola sino a renderlo cremoso

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aggiungete la robiola e lavorate ancora molto bene

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Unite ora le melanzane al formaggio

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condite con un po’ di paprica piccante

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e lavorate sino a quando otterrete un composto ben omogeneo

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Fate leggermente tostare il pane, quindi spalmatele con il composto di melanzane e mettete nuovamente in forno sino a quando si formerà una crosticina appetitosa

Servite dopo aver cosparso con frutta secca tritata

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Buon Appetito

Il cassetto dei ricordi: tarte au poieraux

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Negli anni ’80 quando le nostre bambine erano davvero piccine, la tarte au poieraux o, più comprensibilmente, la torta ai porri, era uno di quei jolly in cucina a cui ricorrevo spesso

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La preparavo quando la famigliola andava in gita fuori porta

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Oppure quando,  con amici,si decideva per il classico picnic in montagna

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O ancora quando, giovane sposina, invitavamo a cena i colleghi di mio marito con le famiglie e nel buffet non mancavano mai le tortine salate mono porzione con ogni possibile farcitura

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Sono passati più di 30 anni da queste foto ma la mania di preparare intriganti stuzzichini non mi è passata e mi ritrovo qui con porri e bacon a ripensare a mille momenti, a  mille piacevoli e dolci momenti del tempo passato

P.S. La casa raffigurata qui sopra è proprio lei, la più amata negli anni ’80, la casa del Mulino Bianco !

TARTE AU POIERAUX ( torta ai porri)

  • 3 porri ( parte bianca)
  • 250 ml di besciamella
  • 100 gr di bacon a dadini
  • 1 uovo
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • pasta brisè tonda già pronta
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale pepe noce moscata

ESECUZIONE

Tagliate la parte bianca dei porri , dopo averli perfettamente lavati, a filetti sottili

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Metteteli in padella con pochissimo olio evo

img_2253e 1/2 bicchiere di vino bianco e fate cuocere sino a quando saranno ben morbidi; salate e pepate .

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Quando saranno pronti metteteli da parte a raffreddare; nel frattempo fate ben tostare il bacon senza aggiungere grassi

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Preparate anche la besciamella con 30 gr di burro, 1/2 cucchiaio di farina e 1/4 di latte, sale e noce moscata

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Quando tutto sarà pronto mettete sia il bacon

img_2257 che la besciamella con i porri ormai raffreddati

img_2259 aggiungete il parmigiano

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E l’uovo

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Aggiustate di sale e pepe se serve e mescolate perfettamente tutto il composto

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Mettete la pasta brisè nella teglia lasciando la carta forno della confezione ed accendete il forno a 180*

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Farcitela con il composto ottenuto e livellatelo bene

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Con la pasta in eccedenza fate tante striscioline per formare la griglia ed infornate per 40-50 minuti a seconda del forno

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Si, lo riconosco, era più bella da cruda che da cotta, ma vi assicuro è una bontà!

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Buon Appetito

 

È nuovamente lunedì!!!

imageDicono che quando si va in pensione il tempo non passi mai.

Forse sarà vero, ma, per quel che mi riguarda, da quando ho raggiunto un’età nella quale ho deciso di dedicarmi a fare ciò che mi piace, ho la sensazione che mi abbiano derubata del tempo!

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Non riesco mai a fare tutto che vorrei e questo fatto, a volte, mi fa sentire un po’ incapace.image

Ora, con la bella stagione, anche il micro/giardino di casa mi tiene occupata ed il tempo per la cucina diventa sempre insufficiente.image

Su una cosa, però, non voglio mai transigere in cucina,  ed è l’originalità:  sempre rispettare la  tradizione, ma mai preparare pranzi monotoni e fatti con superficialità, così, tanto per fare.image

Per far coincidere questi due aspetti spesso ricorro a piatti che posso preparare in anticipo magari con l’ausilio del forno così anche il dopo pranzo sarà più sbrigativo.image

Oggi ho preparato uno dei più tradizionali piatti francesi che, con una ghiotta insalatina mista di campo, è stato un perfetto inizio per i pasti in veranda!

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QUICHE LORRAINE

  • 1 rotolo di pasta sfoglia ( o pasta brisèe)
  • 5 uova
  • 250 gr di panna fresca
  • 100 gr di bacon
  • 100 gr di formaggi grattugiati
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Mettete la pasta sfoglia nella teglia, bucherellate la superficie con una forchetta e fategli fare una precottura a 180* per 10 minuti.image

rosolate il bacon sino a renderlo croccante e mettetelo sulla sfoglia ormai cotta

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Battete le uova con i formaggi, un pizzico di sale, un po’ di pepe e la panna

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sino ad avere un composto ben omogeneo

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Farcite con questo composto la pasta sfoglia

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Infornate e cuocete in forno precedentemente scaldato a 180* per circa 20 minuti

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La quiche deve avere un colore dorato, se la cottura dovesse prolungarsi tenderebbe a diventare troppo scura, per evitare che ciò avvenga, copritela dutante la cottura con un foglio di carta stagnola

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Servite la torta ancora tiepida ma non calda per evitare che la sfoglia si frantumi

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Ho utilizzato la sfoglia perché l’avevo pronta in frigo, ma, se avete tempo vi consiglio di fare una brisèe casalinga come dice la vera ricetta francese, è sicuramente migliore!

Buon Appetito

Pasqua tempo di pace

imageLa Pasqua in cucina è tempo di piatti regionali e familiari che ci riportano al l’infanzia.

Per me, ligure di Albenga, la Pasqua culinaria significa torta Pasqualina; come per tutti i piatti tipici regionali ogni famiglia possiede la propria ricetta che custodisce con gelosia, ma, sono sicura, che la mia nonna Quanita sarebbe molto felice di sapere che faccio partecipi tutti i miei familiari ed amici di questa sua squisitezza!

A Genova la Pasqualina viene chiamata anche ” turta de gè” perché viene confezionata con le bietole che in dialetto si chiamano appunto gè ma noi, albenganesi DOC, non possiamo neppure pensare di preparare la Pasqualina senza il re dei nostri campi : l’articiocca de A(r)benga conosciuto in tutto il resto d’Italia come il carciofo violetto di Albenga………e allora da questo perfetto matrimonio d’amore tra due verdure tipiche del nostro territorio nasce l’ottima Pasqualina di Albenga , se poi la ricetta è quella della nonna, il successo è assicurato!

TORTA PASQUALINA DI ALBENGA

per il ripieno

  • 5 carciofi spinosi di Albenga
  • 1/2 kg di bietoline
  • 250 gr di prescinsoa ( o ricotta)
  • 1 cipolla ramata
  • 6 uova
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 mazzetto di maggiorana
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • olio evo ligure ( va bene anche una qualità delicata)
  • sale, pepe
  • noce moscata

per la sfoglia

  • 500 gr di farina macinata a pietra
  • 350 gr di acqua tiepida
  • 30 gr di olio evo
  • Sale

ESECUZIONE

Per prima cosa, preparate la sfoglia: impastate la farina con l’acqua dove avrete fatto sciogliere il sale, aggiungete l’olio e lavorate sino a quando la pasta sarà morbida ed elastica; fate riposare per circa 1/2 ora .image

Trascorso questo tempo, dividete la pasta in tante palline quante sfoglie vorrete fare , la tradizione dice 33 come gli anni di  Gesù, io mi sono limitata ad 8, e fate ancora riposare.image

Dedicatevi ora al ripieno: pulite le bietole e fatele sbollentare quindi scolatele, tritate le è tenetele da parte.

Cuocete i carciofi, dopo averli ben mondati e tagliati finemente, mettendo in pentola tutto a freddo la cipolla, i carciofi, il prezzemolo tritato con l’aglio, il vino ,un po’ d’olio evo, sale e pepe, mettete il coperchio e fate cuocere sino a quando il liquido sarà completamente assorbito; a questo punto unite le bietoline e fate insaporire tutto insieme.

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Quando il composto sarà intiepidito, unire la maggiorana

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Metà del parmigiano , un uovo intero, un pizzico di noce moscata, aggiustate di sale e pepe e fate riposare.

Lavorate la ricotta con 1 cucchiaio di latte, parmigiano, sale e pepe , 1 cucchiaio d’olio ed ancora un pizzico di noce moscata

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Tirate le palline di pasta in 8 sfoglie sottilissime

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Ungete  una teglia di 24 cm di diametro ( io ho ancora quella in rame della mia nonna)

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Foderatela con la prima sfoglia , spennellatela con olio evo e continuate con altre 3 sfoglie spennellando sempre con olio tra l’una e l’altra

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Distribuite il composto di verdura sull’ultima sfoglia unta

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Mettete anche quello di ricotta ricavando 5 fossette aiutandovi con il dorso di un cucchiaio unto d’olio

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Rompete le uova rimaste separando i tuorli dagli albumi; mettete i tuorli nelle fossette facendo attenzione a non romperli…….non come ho fatto io!

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Battete leggermente le chiare

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Versatele sui tuorli, concludete con altro parmigiano grattugiato
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Ricoprite con le restanti 4 sfoglie avendo l’accortezza di ungere ogni sfoglia , quindi ripiegate i bordi verso  l’interno dopo aver tagliato la pasta in eccesso. Ultima spennellata d’olio e infornare per 45 minuti a 180*

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Non fatevi impressionare dalla laboriosa ricetta, potete dimezzare i tempi usando la pasta sfoglia ma, si sa, il risultato non sarà lo stesso, anche perché la mia nonna diceva : ” il tempo della preparazione della Pasqualina è lo stesso di quello che ci vuole per recitare il Rosario……..dopo sarai innondata di pace!”

In questi tempi credo che valga la pena di provare!

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Dimenticavo di dirvi che se vi avanza della pasta, potete preparare i grissini: con piccole noci di pasta e le mani unte d’olio, tirate dei rotolini e cuocete per 20 minuti a 180*, con gli affettati sono ottimi!

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Buon Appetito e Serena Pasqua

Vive la France !

imagePer molti anni i miei genitori hanno posseduto una casa in un’amena località nell’entroterra di Cannes : Mougins

Proprio durante quel periodo ho avuto modo di conoscere abbastanza bene la cucina francese e, con alcune riserve, ho imparato ad apprezzarla.

Sono sempre stata golosa delle loro torte salate, su tutte la quiche lorraine che gustavo con il classico aperitivo francese: il pastis.

La ricetta di oggi però, riguarda un’altra torta salata francese forse meno nota, ma ugualmente buona: la torta ai porri della Piccardia

La flamiche picard, o torta ai porri della Piccardia, è tipica del nord della Francia, della regione della Piccardia appunto, che si trova ai confini con il Belgio, per questo motivo si chiama flamiche cioè fiamminga.

La mia versione è comunque riveduta e corretta: l’ho resa un po’ italiana usando il gorgonzola e l’ho trasformata da semplice hors-d’oeuvre a piatto unico abbinandola ad una ricca insalata.image

FLAMICHE PICCARD DANS MON CHEMIN ( torta ai porri di Piccardia a modo mio)

  • 1/2 kg di porri solo la parte bianca
  • 1 tazza di besciamella
  • 100 gr di gorgonzola
  • 100gr di pancetta affumicata a dadini
  • 1 uovo
  • olio evo
  • 1 rotolo di pasta sfoglia

ESECUZIONE

pulite e lavate molto attentamente i porri, tagliate a rondelle la parte bianca e fatela stufare in padella con un cucchiaio di olio evo, se serve, unite uno spruzzo di vino bianco.image

Preparate la besciamella con una noce di burro e 1 cucchiaio di farina,sciogliete e,quando avrete ottenuto una cremina, aggiungete 250 gr di latte freddo tutto insieme, girate continuamente sino a quando avrà preso il bollore, aromatizzate con noce moscata , aggiustate di sale e, dopo aver tolto dal fuoco, unite il gorgonzola per farlo sciogliere.image

A parte fate tostare la pancetta imagee, quando sarà pronta, unitela ai porri; aggiungete la besciamella  ed unite fra loro gli ingredienti con l’uovo leggermente battuto.

Foderate la teglia con la carta forno e disponetevi sopra la pasta sfoglia bucherellata con la forchetta.image

Farcite con il composto dopo che lo avrete aggiustato con sale e pepe.image

Infornate a 180* per 40 minuti

Per motivi di praticità, ho preparato questa torta con la pasta sfoglia ma trovo che, avendo tempo, sia più opportuno preparare in casa una buona pasta brise’ , secondo me più adatta a questa preparazione.

Buon Appetitoimage

Maggiolina a modo mio

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Maggiolina è il nome che voglio dare alla torta salata che vi presenterò oggi.

Si tratta di una rivisitazione della pasqualina che nel giorno di Pasquetta si preparava nelle casa della Liguria. L’ho chiamata maggiolina perché mi sembra davvero appropriata per il pic-nic del primo maggio, oppure per una piacevole serata con gli amici nel giardino di casa.

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TORTA MAGGIOLINA

Per la frolla salata:

  • 200 gr di farina
  • 90 gr di burro
  • 30  gr di acqua gelata
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di sale fino

Per il ripieno

  • 2 mazzetti di bietoline
  • 4 carciofi
  • 200 gr di ricotta ovina
  • 100 gr di pecorino romano grattugiato
  • 2 uova
  • 1 cipolla
  • 100 gr di salame piccante
  • prezzemolo
  • maggiorana
  • sale, pepe
  • noce moscata
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti per la frolla salata nel mixer e lavorate ad intermittenza sino a quando si sarà formata una palla di pasta.image

Levatela dal mixer, lavoratela un po’ aiutandovi con la farina e datele una forma circolare piuttosto piatta, mettetela in frigo con la carta forno per circa 1/2 ora.

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Nel frattempo lessate le bietole e cuocete i carciofi dopo averli puliti e tagliati a listarelle, con olio, vino ed un po’ di brodo.image

Quando le verdure saranno pronte, tagliatele con la mezzaluna.

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Fatele insaporire in padella con la cipolla tritata ed un po’ d’olio evo.

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Lavorate la ricotta con un po’ d’olio, sale, pepe, un pizzico di noce moscata e il pecorino.

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Unite i formaggi così preparati alle verdure, aggiungete le uova, le erbe aromatiche tritate ed il salame piccante anch’ esso tritato.

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Amalgamate bene il ripieno e se serve, aggiustate di sale e pepe.

Stendete bene la pasta e foderate la teglia, punzecchiatela con una forchetta quindi riempite con il ripieno e rifinite con una griglia di pasta.

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Cuocete in forno prescaldato a 180* per circa 50-60 minuti.

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Potete farcire la frolla salata di questa ricetta con qualsiasi tipo di ripieno, è davvero ottima.

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Ho aggiunto il salame piccante perché mi piace il gusto un po’ piccante ma qualsiasi altro salume è comunque indicato. Questa torta è ottima anche nella versione tutta vegetariana.

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I carciofi li cuocio trifolati con aglio e prezzemolo se voi preferite rendere la torta più leggera potete semplicemente bollirli. Se ai carciofi così cucinati aggiungete la ricotta condita e ben lavorata, otterrete un ottimo condimento per la pasta, mi raccomando che sia corta.

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Buon appetito!

P.S. I fiori sono del mio giardino al mare, ne sono così orgogliosa…

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Napulè mille… sapuri

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Anche oggi faccio un viaggio a ritroso di parecchie decine d’anni. Torno alla cucina napoletana della Pina, agli anni dell’infanzia, gli anni in cui ho imparato che l’amore si dimostra anche con la cucina.

Ad essere sincera non è stato proprio amore a prima vista tra me e la pizza di scarola, non gradivo assolutamente l’amaro che si sente al primo boccone ed ancora meno era di mio gradimento il dolce dell’uva sultanina, però con gli anni ho imparato ad apprezzare questa specialità e molte volte in inverno la preparo per cena accompagnata da affettati misti. L’unica cosa che ancora non ho superato e’ l’uva sultanina, ma se a voi piace mettetela perché la ricetta originale la prevede.

PIZZA DI SCAROLA

Per l’impasto:

  • 500 gr di farina
  • 4 cucchiai d’olio evo
  • 250 gr di acqua tiepida
  • sale, pepe

Per la farcitura:

  • 2 cespi di scarola
  • 2 spicchi d’aglio
  • 50 gr di pinoli
  • 50 gr di olive nere denocciolate
  • 30 gr di capperi
  • 2 acciughe
  • olio evo
  • peperoncino

ESECUZIONE

Lavate la scarola e tagliatela a pezzi, mettetela in padella con l’aglio, il peperoncino e l’olio e fatela ben appassire.

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Preparate l’impasto: mettete sulla spianatoia la farina ed impastate con l’olio, l’acqua il sale ed un pizzico di pepe e lavoratelo sino a quando avrete ottenuto un composto sodo ed elastico. Mettetelo quindi in una ciotola coperto con carta con la pellicola e fatelo riposare almeno 1 ora.

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Trascorso questo tempo, dividete l’impasto in 2 parti e tiratele a sfoglia sottile. Con una foderate uno stampo a cerniera leggermente unto e bucherellatelo con una forchetta.

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Unite intanto gli ingredienti mancanti alla scarola cotta: i pinoli, le acciughe spezzettate ed i capperi, aggiustate di sale se serve e farcite la pizza. Coprite con l’altro disco di pasta, bucherellatelo e spennellatelo con un po’ di olio evo.

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Infornate a 180*percirca 60 minuti. Prima di tagliarla fatela un po’ intiepidire per evitare che si sbricioli.

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Se, come è successo a me, vi avanza della pasta, tiratela con il mattarello, tagliatela a fettuccine, fatene delle trecce.

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Ungete con un po d’olio, sale ed infornate per 15 minuti a 180* .Servite con formaggio spalmabile

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Anche questa ricetta veloce ed originale è adattissima per una cena o una merenda con amici, vedrete il successo!

Buon Appetito