Pensando all’inverno

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La stagione estiva abbonda di frutta e verdura di ottimo sapore e di indubbia qualità, quindi la massaia attenta che è nascosta (molto profondamente) in me, fa la sua parte, e si da un gran daffare per conservare nel migliore dei modi queste prelibatezze.

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Verdura dell’ orto

 

Per prima cosa ho pensato di preparare delle melanzane piccanti sott’olio come le faceva la cuoca di casa mia, Pina della quale vi ho più volte parlato.

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Lei sosteneva che, avendo in casa un barattolo di melanzane così conservate, non si dovevano temere i rigori invernali, né quelli causati dalle rigide temperature, perché il peperoncino da’ calore, né quelli economici, poiché con 4 o 5 patate lesse si poteva mettere in tavola una cena da re !

MELANZANE PICCANTI SOTT’OLIO

  • melanzane lunghe di media dimensione 1 kg
  • aceto bianco 1 L
  • acqua 1\2 L
  • sale grosso qb
  • origano qb
  • aglio 3 spicchii
  • peperoncino qb
  • olio evo qb

ESECUZIONE

Sbucciate le melanzane e tagliatele a cubetti, quindi mettetele in uno scolapasta con una manciate di sale grosso per farle “spurgare” dell’acqua amara e lasciatele così per una mezz’ora.

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Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola con l’acqua e l’aceto ed aggiungete un po’ di sale

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Quando acqua ed aceto inizierà a bollire, sciacquate le melanzane, strizzatele e , un po’ per volta, fatele sbollentare per circa 4 minuti

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Mettete un canovaccio bianco e pulitissimo in una terrina

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e man mano che scolate le melanzane dall’aceto, le mettete in attesa

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Procedete così sino a che avrete sbollentato tutte le melanzane,

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Quindi , appena si saranno raffreddate, con l’aiuto del canovaccio, le strizzate  meglio che potete e le mettete  in una terrina.

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A questo punto le condite  con l’aglio schiacciato o tagliato a pezzetti piccolissimi

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Aggiungete  l’origano secco ( meglio quello di montagna che ha un profumo più intenso) ed il peperoncino in polvere.

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Mischiate bene il tutto e lasciate un po’ ad insaporire; nel frattempo sterilizzate i barattoli nel modo che preferite e li mettete ad asciugare

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Terminate tutte queste operazioni, iniziate a riempire i barattoli

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mettendo alternativamente melanzane ed olio d’oliva e, se volete, anche qualche chicco di pepe nero

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Fate in modo che le melanzane siano coperte benissimo con l’olio ( ne va della perfetta conservazione) e lasciatele così per qualche ora, coperte con un piattino prima di chiuderle definitivamente

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Prima di chiuderle, controllate il livello dell’olio, se occorre fate un rabbocco, e, una volta chiuse con un tappo nuovo, mettetele in luogo fresco e buio per almeno una settimana prima di consumarle.

le melanzane così conservate si mantengono per un anno

Buon Appetito

 

Danzando tra i ricordi

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Questa sono io all’età di 2 anni, in un ritratto che mia nonna  commissionò ad un noto ritrattista delle nostre zone

Già a quel tempo gradivo molto la cucina e, come ho riportato anche nel libro di nonna Titti, molti piatti della mia infanzia mi sono rimasti nel cuore, regalandomi, quando li riassaporo, piacevolissime sensazioni.

Molto spesso, in questa stagione, la nonna,  mi preparava le trombette e le patate lesse che io rendevo poltiglia con la forchetta e condivo con sale olio ed una gocciolina di  aceto, quello vero non il finto balsamico che oggi imperversa sulle nostre tavole, e mi sembrava un mangiare da re !

La mia amica Mirella mi ha regalato delle trombette appena colte, allora, danzando tra i ricordi, ho deciso di prepararle cercando però di renderle appetibili anche ad…un pubblico adulto!

PATATE E TROMBETTE APPETITOSE

  • 2 trombette di media lunghezza ( o 4 zucchine chiare piccole)
  • 2 patate di media grandezza
  • 1 spicchio d’aglio
  • abbondante maggiorana ( persega ad Albenga)
  • peperoncino (facoltativo)
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Fate cuocere a vapore le trombette ( o le zucchine) e le patate dopo averle lavate , sbucciate (le patate) e tagliate a pezzi

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In una padella fate soffriggere l’aglio sbucciato e tagliato a filetti  con un po’ di peperoncino in abbondante olio d’oliva

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Quando l’aglio sarà ben rosolato ma non bruciato, passate con lo schiaccia patate le verdure e mettetele in padella

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Aggiungete abbondante maggiorana

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e fate ben insaporire aggiustando di sale e pepe

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Ho servito questo particolare purè con crostoni caldi di mascarpone\gorgonzola e noci e, devo dire senza falsa modestia, che ha avuto davvero un bel successo.

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Buon Appetito

Cambio di rotta

IMG_2612Durante ” pesca alla cieca” che ogni anno in questo periodo devo fare nel mio congelatore, data la mia mania dell’accumulo, sempre strapieno,  mi è capitata fra le mani una bellissima fetta di Fassona piemontese che, nelle intenzioni al momento dell’acquisto, avrei voluto fare farcita al tartufo con una ricetta che ho avuto dallo chef di un famoso ristorante di Asti .

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Con il caldo di questi giorni, l’assenza totale di tartufo e la necessità di svuotare il congelatore prima della partenza, mi sono dovuta  adattare facendo un repentino cambio di rotta.

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Come al solito, la soluzione l’ho trovata sfogliando il ricettario della mia nonna Francesca, che da piemontese verace, aveva un talento speciale per queste preparazioni.

ROTOLO AL GORGONZOLA

  • 600 gr di noce di manzo piemontese in una sola fetta
  • 200 gr di spinaci lessati
  • 100 gr di prosciutto cotto
  • 100 gr di gorgonzola e mascarpone
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di parmigiano
  • sale pepe
  • 2 dl di latte intero
  • salvia aglio
  • farina
  • olio evo

ESECUZIONE

Appiattite bene la fetta di carne con il batticarne e conditela con sale, pepe ed un po’ di salvia tritata

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Mettete sulla fetta di carne il prosciutto

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Passate in padella gli spinaci con 1 spicchio d’aglio ed un filo d’olio, e, quando saranno ben asciutti metteteli sul prosciutto

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Con l’uovo, metà parmigiano, sale e pepe, fate una frittatina e adagiate anch’essa sulla carne

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Al gorgonzola e mascarpone unite il parmigiano rimasto e lavorate bene sino a quando otterrete una crema

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Mettete metà del composto ottenuto al centro della fetta

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Quindi arrotolate bene su se stessa facendo attenzione che il ripieno rimanga bene dentro

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Quando sarà ben arrotolato

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legatelo con lo spago da cucina

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ed infarinatelo leggermente

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In una pentola capiente (io ho usato una teglia) fate leggermente soffriggere la salvia e l’aglio sbucciato con qualche cucchiaio d’olio evo

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Mettete il rotolo di carne nella teglia

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e fatelo ben dorare da tutti i lati

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Appena sarà dorato, bagnatelo con il latte

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abbassate la fiamma, copritelo con la carta argentata e proseguite la cottura per circa 30 minuti

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Trascorso questo tempo, scolatelo dal fondo di cottura, e lasciatelo intiepidire

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eliminate lo spago ed affettatelo

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nel frattempo fondete il gorgonzola rimasto con 1 cucchiaio di latte ( questa operazione potete farla con il microonde) ed aggiungetevi il fondo di cottura senza levare la salvia

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frullate con il frullino ad immersione

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e nappate con la salsa al formaggio le fette del rotolo, servendo a parte altra salsa

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E’ ottimo consumato anche freddo facendo scaldare solo la salsa di accompagnamento, per questo motivo è un piatto molto gradevole anche d’estate.

Buon Appetito

Cruxetti

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Non è la prima volta che vi parlo di questa tipica pasta ligure che, in epoca rinascimentale, veniva confezionata con il sigillo di famiglia per ricordare ai commensali l’importanza della famiglia sul territorio

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Sono molto semplici da preparare: si fa l’impasto, la sfoglia, quindi si taglia a cerchietti su cui si stampa il disegno dello stampino. Una volta fatta si lasciano asciugare sulla madia.

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A questo punto la tradizione vuole il classico sugo di noci, come vi ho già detto in una novella del blog, oppure nel periodo adatto, con “u tuccu de funzi” ricetta che potete trovare sul mio libro ed in ultimo, ma non ultimo, con il classico pesto genovese

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In questa occasione ho voluto cambiare un po’ le carte in tavola  e, senza stravolgere troppo la tradizione, ho pensato a questo piatto

CROXETTI GRATINATI AL PESTO MISTO

  • 1 confezione di croxetti
  • 1 L di besciamella
  • 50 gr di parmigiano
  • 1 noce di burro

per il pesto

  • 1 mazzetto di basilico
  • 1 cucchiaio abbondante di foglioline di maggiorana fresca
  • 1 spicchio d’aglio
  • 30 gr di pinoli
  • 30 gr di noci
  • 50 gr di parmigiano
  • sale qb
  • olio evo

ESECUZIONE

Per prima cosa preparate il pesto misto mettendo tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullandoli molto bene

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Preparate la besciamella con 1 L di latte intero, 100 gr di farina, 50 gr di burro, un pizzico di sale e di noce moscata; cuocete i croxetti in abbondante acqua salata e scolateli non oltre i 5 minuti dall’inizio della bollitura

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In una capiente terrina, mettete parte della besciamella con metà del pesto ottenuto, metà parmigiano ed il burro

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condite i croxetti con il condimento ottenuto

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aggiungete il restante pesto, la besciamella e condite benissimo la pasta avendo cura di lasciare ben liquido il tutto

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mettete in una pirofila da forno e rifinite con qualche cucchiaio di pesto e besciamella ed un’abbondante spolverata di parmigiano

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fate gratinare in forno con grill per 20 minuti

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servite con gherigli di noce spezzettati grossolanamente e qualche goccia di pesto

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…e come dice la mia amica Spisni, “abbondanza non fa carestia”

Buon Appetito

Orecchiette cremose

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Nel periodo in cui siamo stati in Puglia ho imparato ad apprezzare moltissimo la cucina locale.

Si tratta davvero di un tripudio di bontà, carne e pesce superlativi, verdure magistrali preparate in mille modi sani e veloci  ma i primi sono davvero il loro fiore all’occhiello.

Tra questi le orecchiette sono il must come bontà e anche come tradizione, infatti vedere le massaie impegnate nella loro preparazione sull’uscio di casa con gesti antichi e velocissimi mentre chiacchierano del più e del meno è certamente una cosa che fa bene al cuore.

Queste signore vendono ai passanti , soprattutto turisti, il loro prodotto i quali, una volta provate queste bontà, non riescono più a farne a meno.

Anch’io sono schiava di questa dipendenza e spesso cucino le orecchiette, magari rinventandole a modo mio.

Proprio le orecchiette sono le protagoniste della ricetta di oggi

ORECCHIETTE  CREMOSE

  • 400 gr di orecchiette fresche
  • 300 gr di cime di rapa
  • 40 gr di noci
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 50 gr di pecorino romano
  • sale pepe
  • peperoncino

Mondate e lavate perfettamente  le cime di rapa dividendo i gambi dalle foglie: scottate i primi per qualche minuto a parte in pentola a pressione e mettete le altre tagliate a filetti nella pentola dove cuocerete la pasta mettendola sul fuoco.

In padella, dove sarà possibile saltare la pasta, soffriggete lo spicchio d’aglio con il peperoncino e toglieteli entrambi appena avranno preso colore.

Passate al passaverdure i gambi di cime di rapa e mettete la polpa ottenuta in padella con l’olio aromatizzato all’aglio

Quando l’acqua della pasta inizierà il bollore, salatela e gettate le orecchiette .

Mentre cuociono, setacciate la ricotta ed amalgamatela con il pecorino e conditela con sale, pepe ed un cucchiaio di olio evo

Scolate la pasta e mettetela nella padella, unite la ricotta e ripassate velocemente aggiungendo poca acqua di cottura

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Sgusciate le noci

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ed unitele alla pasta come decorazione del piatto

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Buon Appetito

 

Quaresima = Digiuno

Parlare di digiuno in un Blog di cucina mi pare davvero un’assurdità. Oggi però è il primo giorno di Quaresima ed io, vecchia (????) nonna rispettosa delle tradizioni, voglio proporvi solo una semplicissima insalata che nella sua povertà non ci farà sicuramente peccare… anche se, devo ammettere, è talmente gustosa che forse un peccatuccio veniale dovremo confessarlo!

INSALATA DI RADICCHIO ALLA BAGNA CAUDA

  • 2 cespi di radicchio rosso
  • 3 spicchi d’aglio
  • 4 filetti d’acciuga sott’olio
  • olio evo qb
  • aceto di vino bianco qb
  • un pizzico di sale, pepe
  • noci

ESECUZIONE

Iniziate lavando perfettamente l’insalata e tagliandola a filetti. In un pentolino mettete a scaldare l’olio con l’aglio tagliato a fettine

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Appena l’aglio inizierà a soffriggere  schiacciatelo con la forchetta e toglietelo dal fuoco. Lontano dal fuoco  unite i filetti d’acciuga , il sale, il pepe e l’aceto. Rimettete sul fuoco bassissimo e aiutandovi con la forchetta create una salsa

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Condite con metà della  salsina ottenuta l’insalata

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Mischiate molto bene

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ed aggiungete il resto della salsa e se volete, piccolissimi crostini di pane

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Fate questa operazione almeno 1 ora prima di consumarla per permettere al condimento di amalgamarsi perfettamente con l’insalata e servite con noci sgusciate a parte

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Se proprio volete esagerare, nonostante il veto quaresimale, 2 uova sode le potete aggiungere senza aggravare troppo la vostra posizione!

Buon Appetito

Domenica italiana

Se ripenso alle domeniche della mia infanzia , rivedo la mia nonna alle prese con la preparazione dei suoi impareggiabili gnocchi

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Il primo step consisteva nel preparare il pesto che, con il suo inconfondibile profumo, riempiva tutta casa.

Mentre la patate venivano messe a bollire per la preparazione degli gnocchi, la nonna estraeva magicamente dalla madia il vecchio mortaio appartenuto alla sua nonna ed iniziava con la sinfonia del pesto

L’inizio era sempre lo stesso: l’aglio di Mariuccia di Vessalico, veniva pestato insieme ad una piccola “brancà” ( manciatina) di sale grosso, sino ad ottenere una poltiglia, quindi era la volta dei pinoli, anch’essi pestati con la solita maestria, il famoso “giro di polso”, e il risultato, cremoso, doveva rivestire le pareti del mortaio in modo omogeneo.

Era, quindi, la volta del prezioso e tenero basilico aggiunto un po’ alla volta, per il rispetto dovuto a tanta delicatezza !

Gli ultimi ingredienti da aggiungere erano il parmigiano , messo tutto in una volta ,e l’olio di Toirano versato goccia a goccia sino ad ottenere una salsa delicatissima e profumatissima

PESTO GENOVESE ( ricetta del consorzio del pesto genovese)

  • 50 gr di basilico di Pra a foglia piccola
  • 1\2 bicchiere di olio extra vergine di oliva di ponente
  • 6  cucchiai di parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di pecorino fiore sardo
  • 1 spicchio d’aglio di Vessalico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • qualche grano di sale grosso

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Certo un po’ mi vergogno a preparare il pesto con il frullino ad immersione, ma cerco comunque di usare ingredienti di prima qualità e metterci tutta la passione che era propria della mia nonna

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Preparato il pesto e cotte le patate, la vecchia madia diventava magicamente l’asse per la preparazione degli gnocchi e la nonna si affrettava a schiacciare le patate ( lo faceva con il matterello!) che dovevano raffreddare prima della preparazione.

Nel frattempo preparava il “sugo al rosmarino”

SUGO AL ROSMARINO

  • 3 rametti di rosmarino
  • 1\2 cipolla
  • 1 manciata di pinoli
  • olio evo
  • 30 gr di burro
  • 400 gr di salsa di pomodoro
  • sale, pepe ( facoltativo)

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Tritava finemente, ma finemente davvero, con la mezzaluna gli aghi di 3 rametti di rosmarino con 1\2 cipolla bianca ed una manciata di pinoli

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Li metteva a rosolare in un tegame di terracotta con olio e burro

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e, appena il trito iniziava a prendere colore, aggiungeva il pomodoro, aggiustava di sale e faceva ben restringere la salsa

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A questo punto si iniziava con la pasta.

GNOCCHI DI NONNA QUANITA

  • 1 e 1\2 kg di patate vecchie
  • 3 etti di farina 0
  • 100 gr di parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • sale

In aggiunta alle patate ormai raffreddate, metteva sulla spianatoia la farina ( un po’ per volta) il parmigiano, l’olio, l’uovo ed un pizzico di sale

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ed iniziava ad impastare velocemente aggiungendo, se serviva, tutta la farina. Ottenuto un impasto di giusta consistenza, si “armava” di matterello

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e stendeva l’impasto non prima di averlo ben infarinato da ambo le parti

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Con la rotellina tagliava delle striscie che, con velocissimi gesti ,tramutava in rotolini di spessore uniforme

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A questo punto restavo sempre incantata dalla precisione con cui tagliava i piccolissimi gnocchetti .

Mi capitò una volta di domandarle come facesse ad essere così precisa considerando la velocità con la quale lavorava e la sua risposta la porto sempre nel cuore:

“Ninin ( tesoro), ascolta che musica armoniosa esce da queste mosse, se sentirai  una nota  stonata, significherà  che il ritmo si sarà interrotto e non saranno tutti uguali!

Questa regola l’ho tenuta presente in tutte le cose della vita : ciò che bisogna sempre perseguire è l’armonia!

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La parte più bella e buona, in fine, era il momento in cui questi grandi vassoi di gnocchetti, venivano gettati nell’acqua bollente img_3102

e appena risalivano a galla, venivano conditi, direttamente nella pentola, per quanto riguarda il sugo

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fatti ben insaporire con esso

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ricoperti ancora di parmigiano

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serviti, quindi,  ai commensali impazienti

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Mentre quelli al pesto, che come è noto, non deve cuocere, erano serviti  nella zuppiera con l’aggiunta di un po’ di burro

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Ambedue le soluzioni risultavano sempre molto gradite a tutti, perché, alla fine, i piatti erano sempre più che puliti!

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Buon Appetito

 

Piove..guarda come piove

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Prendo in prestito le parole della famosa canzone di Jovanotti, per introdurre il post di oggi.

L’inverno, implacabile, ci avvilisce con giornate uggiose e piovose e la risposta che noi possiamo dare dalla cucina, sono piatti fumanti e confortevoli che ci riscaldino almeno il cuore.

Oltre alla classica polenta che è il piatto più gettonato in questa situazione

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il risotto è sicuramente un’altra soluzione ottimale per la circostanza

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L’ho già proposto in molti modi, come dimostra l’immagine; oggi ne voglio fare uno tipicamente invernale con prodotti che nella stagione fredda esaltano al massimo il loro squisito sapore, per questo ho pensato al radicchio tardivo che in questo periodo si trova abbondantemente sui banchi del fruttivendolo.

RISOTTO AL RADICCHIO TARDIVO

  • 300 gr di riso carnaroli
  • 80 gr di prosciutto crudo
  • 1 cespo di radicchio tardivo
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 foglie di salvia
  • 50 gr di burro
  • 1 L di brodo bollente
  • vino bianco secco
  • 80 gr di ricotta di pecora
  • grana grattugiato
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lavate accuratamente il radicchio e tagliatelo in parte a striscioline

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Nel mixer tritate il rimanente radicchio,

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lo scalogno , l’aglio, la salvia, il prosciutto

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e metteteli a rosolare in casseruola con metà del burro

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quindi unite le striscione di radicchio e fate stufare dolcemente; aggiungete  il riso

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e fatelo tostare per qualche minuto

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Sfumate con un po’ di vino bianco secco e proseguite la cottura aggiungendo gradatamente il brodo bollente sino a 5 minuti dalla fine del tempo di cottura del riso

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A queso punto , quando il liquido non sarà completamente assorbito

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aggiungete la ricotta lavorata con sale, pepe, il rimanente burro e parte del parmigiano

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mantecate perfettamente con la ricotta e fate riposare a pentola coperta per 5 minuti; trascorso questo tempo impiattate cospargendo ancora con il grana e, se volete, aggiungendo anche gherigli di noce spezzettati grossolanamente

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Buon Appetito

 

 

 

La soluzione dell’ultimo minuto

Per noi italiani il classico piatto di pasta è la soluzione dell’ultimo minuto

A volte succede  di incontrare occasionalmente amici durante una semplice passeggiata e concludere la serata a casa, con un fumante piatto di spaghetti e magari anche  una chitarra  e tante  canzoni stonatissime  urlate a squarciagola: naturalmente  e rigorosamente anni ’60

In queste circostanze, mi piace pensare a qualche soluzione alternativa ai cavalli di battaglia della nostra cucina, che comunque sono sempre più che graditi, ma a volte fa piacere anche cogliere gli amici di sorpresa e stupirli con effetti speciali….o quasi.

Per terminare in allegria una serata bellissima in compagnia degli amici di una vita, ho pensato a tortiglioni fatti con la farina di ceci, conditi con  pesto preparato con i gambi di cime di rapa lessati che,abbinati a  qualche altro ingrediente ad hoc, hanno avuto il loro successo.

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TORTIGLIONI DI FARINA DI CECI CON PESTO DI CIME DI RAPA

  • 200 gr di tortiglioni ai ceci
  • 2 salsicce toscane
  • i gambi di 2 mazzetti di cime di rapa
  • 6 noci
  • un rametto di rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • 125 gr di formaggio spalmabile
  • 50 gr di pecorino grattugiato
  • peperoncino (facoltativo)
  • olio evo
  • vino bianco
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete a bollire l’acqua per la pasta; spellate le salsicce e aiutandovi con una forchetta, sbriciolatele nella padella e fatela tostare senza aggiungere altro condimento

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Fate ben tostare rigirando continuamente

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Quando la salsiccia sarà pronta, sfumate con un po’di vino bianco che farete ben sfumare

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Nel bicchiere del frullino ad immersione mettete le noci fatte in precedenza tostare con un filo d’olio evo e un rametto di rosmarino,lo spicchio d’aglio,  i gambi di cime di rapa lessati e strizzati, il formaggio spalmabile il pecorino grattugiato e, se volete , il peperoncinoimg_2776

Aggiustate con sale e pepe e frullate sino ad ottenere una salsa fluida e compatta

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Mettere la salsa nella padella con la salsiccia e fate leggermente scaldare rendendo tutto piuttosto fluido aiutandovi con l’acqua della pasta

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In padella fate “ristorare”per gli ultimi minuti di cottura la pasta che in questo modo, oltre che essere più digeribile, sarà anche più gustosa, se dovesse essere necessario, aggiungete ancora acqua di cottura

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Servite con un’abbondante spolverata di pecorino e gherigli di noce spezzettati

Buon Appetito

Nonna Titti visita il blog

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Da oggi inizierò i giovedì di nonna Titti!

Orientativamente il giovedì, vi presenterò, a turno,  le  ricette che potrete trovare nel mio libro, aggiungendo qualche notizia sia tecnica che di storia familiare.

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L’onore dell’inizio tocca alla salsa verde o meglio “au bagnettu verde” nella versione di mia nonna Francesca. La nonna era piemontese, di Cuneo, ma, avendo sposato un imperiese doc, era arrivata in terra ligure da giovane sposa e lì aveva imparato a preparare la cucina del luogo in modo egregio, fondendo perfettamente le due tradizione.

In Piemonte la salsa verde è sicuramente la salsa principale, con la tonnata, in accompagnamento al carrello dei bolliti mentre in Liguria di Ponente è davvero facile trovarla abbinata alla cima alla albenganese che a differenza della più famosa “genovese”, ha un ripieno esclusivamente di verdure .

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BAGNETTU VERDE  ( salsa verde di nonna Francesca)

  • 100 gr di prezzemolo
  • 3 filetti di acciuga
  • 1 panino raffermo 2 cucchiai di aceto bianco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 2 tuorli di uova sodi
  • un pizzico di zucchero
  • olio evo
  • sale pepe qb

ESECUZIONE

 

img_2443Tritate accuratamente il prezzemolo e tutti gli altri ingredienti, compreso il pane fatto prima ammollare nell’aceto e zucchero, con il frullatore ad immersione

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Mentre frullate, aiutandovi con l’olio a filo, date alla salsa la giusta consistenza

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Servite in salsiera in accompagnamento a carni o verdure bollite

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Nelle note che ho messo per questa ricetta nel libro, sconsiglio di aggiungere il sale poiché tutti gli ingredienti sono di per sé molto sapidi ed inoltre suggerisco anche di far riposare fuori dal frigo la salsa per almeno 24 h affinché i sapori si fondano perfettamente avendo, però, l’accortezza di ricoprirla bene di olio.

Sempre nel libro dico di preparare la salsa con la mezzaluna ed il setaccio, ma, noi donne 2.0 sappiamo benissimo che gli aiuta cuoca esistono e vanno assolutamente usati!

Buon Appetito e buona lettura