Specialità regionali: Tagliolini al pesto du Vesuvio

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Durante un recente viaggio in Campania abbiamo avuto modo di gustare ampiamente i favolosi prodotti tipici della zona

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Le fragranti mozzarelle, i sublimi piatti di pesce, u babbà, le sfogliatelle e la superba pizza, sono stati la piacevole colonna sonora delle nostre giornate

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Al ritorno a casa, come è ovvio per tipi come noi, abbiamo portato specialità di ogni tipo, compresi i favolosi pomodorini del Piennolo del Vesuvio.

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Per chi non li conoscesse, i pomodorini del Vesuvio, sono davvero una prelibatezza sopraffina, coltivati esclusivamente nell’area vesuviana, hanno un gusto molto intenso e particolare e si possono conservare appesi in luoghi ventilati ed asciutti , per diversi mesi

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In casa nostra è assai difficile che le cose durino molto, allora, con gli ultimi preziosi pomodorini ( preziosi in tutti i sensi perché oltre ad avere un gusto super hanno anche un prezzo super) ho pensato ad un pesto per condire i tagliolini, ed ecco a voi la ricetta.

TAGLIOLINI CON PESTO DI POMODORINI DEL VESUVIO

  • 250 gr di tagliolini all’uovo
  • 10 pomodorini del Piennolo del Vesuvio
  • 1 mazzetto di basilico
  • 1\2 spicchio d’aglio
  • pinoli
  • mandorle sbucciate
  • 125 gr di ricotta fresca
  • 50 gr di pecorino
  • peperoncino ( facoltativo)
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti per il pesto

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Frullate sino ad ottenere una crema

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Cuocete i tagliolini in abbondante acqua salata

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In una padella scaldate un cucchiaio di olio evo con il pesto

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Amalgamate

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mescolate i tagliolini nella padella

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Aiutandovi con un mestolino di acqua di cottura, mantecate i tagliolini

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aggiungete ancora un po’ di pesto

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ed abbondante pecorino grattugiato

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Se serve aggiungete ancora un po’ di acqua di cottura e servite immediatamente

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Buon Appetito a tutti

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I pomodorini del Vesuvio

IMG_4075I pomodorini del piennolo del Vesuvio D.O.P sono una specialità tutta partenopea che i  miei  figli, con grande generosità considerato il prezzo,  mi hanno regalato per il compleanno

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Durante la bellissima settimana trascorsa sulla Costiera, abbiamo avuto modo di gustare queste prelibatezze apprezzandole molto… naturalmente!

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A Capri abbiamo provato una indimenticabile pizza con questi pomodorini che difficilmente dimenticheremo !!!

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Sempre a Capri abbiamo mangiato degli spaghetti al cartoccio ed anche loro hanno lasciato il segno

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Ma è a Napoli che  gli scialatielli do Vesuvio, piatto di una semplicità disarmante ma di una bontà mondiale, abbiamo avuto la folgorazione !

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Premesso che non ho trovato a Siena gli scialatielli, ho preparato questo piatto con i fusilli freschi…..grazie ai pomodorini il risultato finale è stato davvero super !!!

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grazie Chicca….grazie Franci….regalo più che gradito!!!!

SCHIALATIELLI DEL VESUVIO

  • 400 gr di scialatielli freschi (oppure qualsiasi pasta fresca acqua e farina)
  • 20 pomodorini del Vesuvio
  • olio evo (possibilmente meridionale)
  • 3 spicchi d’aglio
  • sale
  • peperoncino (facoltativo)
  • basilico
  • provola dura grattugiata

ESECUZIONE

Per prima cosa tagliate i pomodorini in 4 e conditeli con olio, sale, aglio tagliato a filetti, se volete un po’ di peperoncino e qualche fogliolina di basilico. Lasciate macerare per almeno un’ora

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Fate scaldare l’acqua e, appena avrà raggiunto il bollore, buttate la pasta

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Fate scaldare l’olio con l’aglio ed il peperoncino

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Appena inizierà a scaldarsi unite i pomodorini

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fate soffriggerete pochissimi minuti

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Salate, senza esagerazione, e, appena la pasta sarà in superficie, passatela in padella

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Condite molto bene

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e cospargete con abbondante provola stagionata, naturalmente a fuoco spento.

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Mischiate bene e non fate come me che sono stata troppo precipitosa, ma ricordate di aggiungere foglioline di basilico sminuzzate.

Buon Appetito!

 

Cruxetti

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Non è la prima volta che vi parlo di questa tipica pasta ligure che, in epoca rinascimentale, veniva confezionata con il sigillo di famiglia per ricordare ai commensali l’importanza della famiglia sul territorio

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Sono molto semplici da preparare: si fa l’impasto, la sfoglia, quindi si taglia a cerchietti su cui si stampa il disegno dello stampino. Una volta fatta si lasciano asciugare sulla madia.

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A questo punto la tradizione vuole il classico sugo di noci, come vi ho già detto in una novella del blog, oppure nel periodo adatto, con “u tuccu de funzi” ricetta che potete trovare sul mio libro ed in ultimo, ma non ultimo, con il classico pesto genovese

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In questa occasione ho voluto cambiare un po’ le carte in tavola  e, senza stravolgere troppo la tradizione, ho pensato a questo piatto

CROXETTI GRATINATI AL PESTO MISTO

  • 1 confezione di croxetti
  • 1 L di besciamella
  • 50 gr di parmigiano
  • 1 noce di burro

per il pesto

  • 1 mazzetto di basilico
  • 1 cucchiaio abbondante di foglioline di maggiorana fresca
  • 1 spicchio d’aglio
  • 30 gr di pinoli
  • 30 gr di noci
  • 50 gr di parmigiano
  • sale qb
  • olio evo

ESECUZIONE

Per prima cosa preparate il pesto misto mettendo tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullandoli molto bene

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Preparate la besciamella con 1 L di latte intero, 100 gr di farina, 50 gr di burro, un pizzico di sale e di noce moscata; cuocete i croxetti in abbondante acqua salata e scolateli non oltre i 5 minuti dall’inizio della bollitura

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In una capiente terrina, mettete parte della besciamella con metà del pesto ottenuto, metà parmigiano ed il burro

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condite i croxetti con il condimento ottenuto

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aggiungete il restante pesto, la besciamella e condite benissimo la pasta avendo cura di lasciare ben liquido il tutto

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mettete in una pirofila da forno e rifinite con qualche cucchiaio di pesto e besciamella ed un’abbondante spolverata di parmigiano

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fate gratinare in forno con grill per 20 minuti

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servite con gherigli di noce spezzettati grossolanamente e qualche goccia di pesto

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…e come dice la mia amica Spisni, “abbondanza non fa carestia”

Buon Appetito

Domenica italiana

Se ripenso alle domeniche della mia infanzia , rivedo la mia nonna alle prese con la preparazione dei suoi impareggiabili gnocchi

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Il primo step consisteva nel preparare il pesto che, con il suo inconfondibile profumo, riempiva tutta casa.

Mentre la patate venivano messe a bollire per la preparazione degli gnocchi, la nonna estraeva magicamente dalla madia il vecchio mortaio appartenuto alla sua nonna ed iniziava con la sinfonia del pesto

L’inizio era sempre lo stesso: l’aglio di Mariuccia di Vessalico, veniva pestato insieme ad una piccola “brancà” ( manciatina) di sale grosso, sino ad ottenere una poltiglia, quindi era la volta dei pinoli, anch’essi pestati con la solita maestria, il famoso “giro di polso”, e il risultato, cremoso, doveva rivestire le pareti del mortaio in modo omogeneo.

Era, quindi, la volta del prezioso e tenero basilico aggiunto un po’ alla volta, per il rispetto dovuto a tanta delicatezza !

Gli ultimi ingredienti da aggiungere erano il parmigiano , messo tutto in una volta ,e l’olio di Toirano versato goccia a goccia sino ad ottenere una salsa delicatissima e profumatissima

PESTO GENOVESE ( ricetta del consorzio del pesto genovese)

  • 50 gr di basilico di Pra a foglia piccola
  • 1\2 bicchiere di olio extra vergine di oliva di ponente
  • 6  cucchiai di parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di pecorino fiore sardo
  • 1 spicchio d’aglio di Vessalico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • qualche grano di sale grosso

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Certo un po’ mi vergogno a preparare il pesto con il frullino ad immersione, ma cerco comunque di usare ingredienti di prima qualità e metterci tutta la passione che era propria della mia nonna

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Preparato il pesto e cotte le patate, la vecchia madia diventava magicamente l’asse per la preparazione degli gnocchi e la nonna si affrettava a schiacciare le patate ( lo faceva con il matterello!) che dovevano raffreddare prima della preparazione.

Nel frattempo preparava il “sugo al rosmarino”

SUGO AL ROSMARINO

  • 3 rametti di rosmarino
  • 1\2 cipolla
  • 1 manciata di pinoli
  • olio evo
  • 30 gr di burro
  • 400 gr di salsa di pomodoro
  • sale, pepe ( facoltativo)

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Tritava finemente, ma finemente davvero, con la mezzaluna gli aghi di 3 rametti di rosmarino con 1\2 cipolla bianca ed una manciata di pinoli

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Li metteva a rosolare in un tegame di terracotta con olio e burro

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e, appena il trito iniziava a prendere colore, aggiungeva il pomodoro, aggiustava di sale e faceva ben restringere la salsa

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A questo punto si iniziava con la pasta.

GNOCCHI DI NONNA QUANITA

  • 1 e 1\2 kg di patate vecchie
  • 3 etti di farina 0
  • 100 gr di parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • sale

In aggiunta alle patate ormai raffreddate, metteva sulla spianatoia la farina ( un po’ per volta) il parmigiano, l’olio, l’uovo ed un pizzico di sale

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ed iniziava ad impastare velocemente aggiungendo, se serviva, tutta la farina. Ottenuto un impasto di giusta consistenza, si “armava” di matterello

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e stendeva l’impasto non prima di averlo ben infarinato da ambo le parti

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Con la rotellina tagliava delle striscie che, con velocissimi gesti ,tramutava in rotolini di spessore uniforme

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A questo punto restavo sempre incantata dalla precisione con cui tagliava i piccolissimi gnocchetti .

Mi capitò una volta di domandarle come facesse ad essere così precisa considerando la velocità con la quale lavorava e la sua risposta la porto sempre nel cuore:

“Ninin ( tesoro), ascolta che musica armoniosa esce da queste mosse, se sentirai  una nota  stonata, significherà  che il ritmo si sarà interrotto e non saranno tutti uguali!

Questa regola l’ho tenuta presente in tutte le cose della vita : ciò che bisogna sempre perseguire è l’armonia!

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La parte più bella e buona, in fine, era il momento in cui questi grandi vassoi di gnocchetti, venivano gettati nell’acqua bollente img_3102

e appena risalivano a galla, venivano conditi, direttamente nella pentola, per quanto riguarda il sugo

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fatti ben insaporire con esso

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ricoperti ancora di parmigiano

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serviti, quindi,  ai commensali impazienti

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Mentre quelli al pesto, che come è noto, non deve cuocere, erano serviti  nella zuppiera con l’aggiunta di un po’ di burro

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Ambedue le soluzioni risultavano sempre molto gradite a tutti, perché, alla fine, i piatti erano sempre più che puliti!

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Buon Appetito

 

Pesto non è solo Liguria

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Essendo nata in Liguria, per me il pesto è stato uno solo per molti anni, chiaramente mi riferisco a quello esclusivamente di basilico, con il vero basilico genovese e gli altri ben noti ingredienti

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Crescendo ho scoperto che la cucina italiana è ricca di ” pesto tipico ” non tutti a base di basilico come il nostro, ma ugualmente buoni e saporiti

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Oggi ho voluto provare il moderno ” pesto alla rucola “che non so se abbia una precisa collocazione geografica, però so che  sicuramente è molto gradevole al palato

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L’ho  pensato abbinato non alla sempre gradita pasta, ma ad un risotto veloce allo stracchino e, devo dire, l’esperimento è riuscito!

RISOTTO ALLO STRACCHINO CON PESTO DI RUCOLA

  • 400 gr di riso carnaroli
  • 1 scalogno
  • 40 gr di burro
  • vino bianco secco qb
  • 1 L di brodo vegetale
  • 100 gr di stracchino
  • 2 cucchiai di latte
  • parmigiano a scaglie
  • pinoli

Per il pesto alla rucola

  • 1 mazzetto di rucola di campo
  • qualche foglia di basilico
  • 50 gr di pinoli
  • 50 gr di mandorle
  • 50 gr di parmigiano
  • 30 gr di pecorino romano
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • sale
  • olio evo delicato
  • peperoncino ( facoltativo)

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti per il pesto, dopo averli lavati, mondati ed asciugati, nel bicchiere del frullino ad immersione e lavorate sino ad ottenere la consistenza classica del pesto

imageIn una casseruola fate sciogliere il burro e mettete lo scalogno tritato a imbiondire leggermente; unite quindi il riso e fatelo tostare sempre mescolando

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Sfumate con il vino bianco e, appena l’alcool sarà evaporato, unite il brodo vegetale bollente in una sola volta e, senza mai toccare il risotto, portate a cottura per 15 minuti.

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Nel frattempo sciogliete lo stracchino con il latte e, trascorsi i 15 minuti unitelo al riso

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Lasciate sul fuoco sempre rimestando ancora per 3-4 minuti sino a che avrà raggiunto la classica consistenza ” ad onda”

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Mettete nel piatto una cucchiaiata di pesto di rucola allargandolo su tutta la superficie

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Aggiungete il riso ed ancora pesto, mettendone un’ altra cucchiaiata al centro

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Unite le scaglie di parmigiano e terminate il piatto con pinoli tostati

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Buon appetito

Follie per la pasta

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Parlare di pasta fatta in casa con questo caldo, può essere considerato davvero una follia! In effetti lo è, perché per  lavorare di mattarello con 35* bisogna essere almeno un po’ suonati.

Effettivamente io però non so proprio resistere ad un piatto di tagliatelle, anche condite semplicemente con del saporito pomodoro fresco che racchiuda in se tutto il gusto dell’ estate che sta scoppiando con tanta prepotenza.

Allora, un po’ per gola,un po’ per pazzia, c’ho dato di mattarello!

TAGLIATELLE AI PROFUMI AROMATICI

  • 300 gr di farina di grano duro “Senatore Cappelli”
  • 3 uova medie
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • un pizzico di sale
  • un bouquet di erbe aromatiche a piacere

per la salsa di pomodoro:

  • 1/2 kg di pomodori sodi e maturi
  • 1 scalogno
  • 1 bouquet aromatico
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro. In una terrina battete leggermente con una forchetta  le uova con l’olio ed il sale, quindi, versate il composto al  centro della fontana, unite anche le erbe aromatiche ben tritate.image

Impastate tutto energicamente sino ad ottenere un panetto ben sodo.

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Dopo che lo avrete fatto riposare per almeno 1/2 ora, tirate la sfoglia con il mattarello sino a quando sarà piuttosto sottile.

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Arrotolate la sfoglia.image

Tagliatela dello spessore che preferite, anche se sarà imperfetta, sarà eccellente comunque.

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In una padella fate appassire lo scalogno tritato e, appena inizierà ad appassire, unite i pomodori pelati e tritati, unite sale e pepe fate restringere il sugo.

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Quando l’acqua per le tagliatelle bollirà, salatela e gettate la pasta che sarà cotta in pochissimi minuti. Fatela ripassare nella padella dove avete cotto la salsa e cospargete con un trito fresco di erbe aromatiche.image

Servite subito!image

Io ho utilizzato le erbe aromatiche del mio pancale: timo, salvia, rosmarino, santoreggia, maggiorana, erba cipollina, e basilico, se voi volete usarne una sola, o altri tipi, sono certa che il risultato sarà comunque perfetto!

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Se i pomodori freschi dovessero risultare un po’ acidi, aggiungete un cucchiaino di zucchero.

Non ho usato formaggi in questa pasta perché il profumo delle erbe era davvero avvolgente e sarebbe stato un peccato soffocarlo.

Buon Appetito

Sugo al tonno fresco ovvero sapori di gioventù

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Beh signori, tanti, ma davvero tanti, anni fa mi è capitata una meraviglia simile. Era la fine degli anni ’70, non avevamo ancora le nostre figlie e spesso ci capitava di partire senza meta verso il mare ed uno dei nostri luoghi preferiti, anche per la vicinanza a casa, era la Maremma.

Proprio in queste incantevoli località costiere mangiavamo spesso in un locale palafitta in riva al mare ed il “nostro” piatto erano i tagliolini al sugo di tonno fresco che ad essere sincera, così buoni, non ho mai più mangiato in vita mia (sarà stata l’atmosfera??)

La proposta di oggi é proprio questo intingolo fantastico che ho usato per condire la calamarata sempre con un ottimo risultato.

CALAMARATA AL SUGO DI TONNO FRESCO

  • 20o gr di calamarata
  • 400 gr di filetto di tonno fresco
  • 500 gr di pomodori
  • basilico
  • 1 scalogno
  • capperi
  • pinoli
  • 1 biccherino di gin
  •  Olio evo
  • Sale pepe

ESECUZIONE

Mettete in fusione il tonno tagliato a dadini con il gin, un cucchiaio d’ olio, sale e pepe. Lasciatelo coperto in frigo per almeno un’ora, quindi fatelo tostare con il liquido di fusione in una padella per pochi minuti e mettetelo da parte.

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Preparate la pentola per la pasta e in una padella fate tostare i pinoli con lo scalogno tritato.

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Quando saranno pronti unire i pomodori tagliati a filetti ed alcune foglie di basilico e fate addensare la salsa.image

Aggiungete il tonno, i capperi, aggiustate di sale e pepe.

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Quando la pasta sarà cotta, mettetela nella padella con il sugo e aggiungere abbondante basilico fresco.

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Questo piatto é strepitoso con i tagliolini freschi,ma non sfigura sicuramente neppure con la calamarata. Potete aggiungere un po’ di peperoncino se amate il piccante ma, se il tonno é di ottima qualità e freschissimo, sarebbe un peccato perché  il “pizzico” ne coprirebbe il gusto.

Buon Appetito

La pasta che passione

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Alzi la mano chi tra noi non ha mai “inventato” un condimento segreto per un piatto di spaghetti? Si, noi italiani per gusto ed inventiva in cucina come in altri settori, non abbiamo rivali. La pasta è certamente il piatto che ci rappresenta perfettamente. Da Nord a Sud passando dalle isole, troviamo varietà di pasta lunga, corta, fresca, secca, ripiena o quant’altro che é il simbolo della nostra anima italiana! Al Sud si abbonda con pomodoro fresco, delizie dell’orto che si sposano perfettamente con paste fresche tipiche. Nelle isole il pesce regna sovrano ed anche in questo caso il matrimonio di vero amore genera piatti di inenarrabile bontà. Il Nord presenta piatti più complessi ed elaborati poiché il clima meno favorevole porta alla necessità di assumere più calorie. Con la globalizzazione ovviamente non esiste più la territorialità e si può gustare un eccellente pasta al pesto in Sicilia come un sugo alla norma in Liguria. Il  piatto tipico con gli ingredienti del territorio racchiude in se stesso un gusto antico di amore e sapienza che forse oggi è andato un po’ perduto ma custodiamo sempre nel nostro cuore.

Questa  premessa serve solo ad introdurre un piatto di meravigliose orecchiette (ultima pescata nel pozzo di S. Patrizio ovvero il congelatore, per ciò che riguarda la pasta) con zucchine e cozze che negli anni trascorsi in Puglia erano spesso la nostra cena in giardino con gli amici.

ORECCHIETTE ZUCCHINE E COZZE

  • 300 gr di orecchiette
  • 1kg di cozze freshe
  • 350 gr di zucchine
  • 1 cipolla
  • 1 scalogno
  • Basilico
  • prezzemolo
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Pulite benissimo le cozze, lavatele sotto l’ acqua corrente molto bene quindi mettetele in un largo tegame, incoperchiate e fatele aprire a fiamma viva (ci vorranno circa 5 minuti).

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Gettate le cozze che saranno rimaste chiuse e sgusciate le altre, eccetto alcune che userete per decorare il piatto.

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Filtrate molto bene il liquido di cottura e tenetelo da parte.

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Lavate le zucchine e tagliatele con la mandolina a rondelle sottilissime; pulite il basilico ed il prezzemolo e tritateli insieme.

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Affettate finemente la cipolla e lo scalogno dopo averli puliti e metteteli con l’olio  in padella dove potrete saltare la pasta; fateli appassire a fiamma bassa, quindi aggiungete le zucchine ed insaporite per pochi minuti.

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Versate il liquido delle cozze che avete precedentemente filtrato e cuocete ancora per pochi minuti. Unite le cozze sgusciate, il trito di erbe e mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Cuocete al dente le orecchiette, scolatele nella padella con il sugo , aggiungete ancora basilico e prezzemolo tritati , unite le cozze intere e servite immediatamente!

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É sempre buona norma con  i sughi di pesce saltare la pasta in padella per terminarne la cottura, il piatto risulterà più saporito. Non siate troppo puntigliosi nel voler scolare perfettamente la pasta: la morbidezza che si otterrà lasciando un minimo quantitativo d’acqua salata renderà il piatto più appetibile!

Buon Appetito

 

Lo sapevate che…. storia delle polpette

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Pare che le polpette non siano certo un’ invenzione moderna ma che risalgano all’età della pietra. I cavernicoli, nostri progenitori, erano soliti rendere morbide e commestibili le carni della selvaggina triturandole finemente con sassi appuntiti. Anche gli antichi romani ed i greci gustavano polpettine di carne servite su foglie di vite da gustare come intermezzo: un antesignano stuzzichino insomma.

Il vero scopritore della polpetta così come la intendiamo noi oggi fu un medico italiano che riuscì a trovare il rimedio per nutrire le truppe di Gengis Kan le quali, lanciate alla conquista di un immenso impero, erano forti ed imbattibili sul campo di battaglia ma vulnerabili poiché, dovendo attraversare il deserto infuocato, non sapevano come conservare il cibo.

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L’idea fu geniale: fece sminuzzare grandi pezzi di carne, li fece seccare e li mischiò al sale fino in questo modo assicuro’ la conservazione ed inventò le “razioni di emergenza”, infatti bastavano poche gocce d’acqua perché la carne rinvenisse e diventasse gustosa e saporita.

Avrete sicuramente capito che sono una appassionata di polpette, mi piacciono in tutti i modi e con ogni ingrediente, oggi vi presenterò le mie polpettine estive che servite con un’ insalatina mista saranno la gioia di tutti i commensali.

POLPETTE AI PEPERONI

  • 500 gr di carne di manzo macinata
  • 3 peperoni
  • 100 gr di mollica di pane raffermo
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 mozzarella
  • basilico
  • prezzemolo
  • una manciata di capperi dissalati
  • Sale e pepe
  • fette di pane casereccio tostato

ESECUZIONE

Strizzate il pane precedentemente bagnato nel latte ed unite la mollica alla carne trita.

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Tritate la mozzarella ed unitela alla carne.

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Aggiungete le uova, il parmigiano, il prezzemolo, il basilico ed i capperi tritati.

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Amalgamate molto bene il tutto è formate delle polpettine ovali.

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Arrostite i peperoni, privateli della pelle e tagliateli a fette.

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Avvolgete ogni polpetta in una fetta di peperone ed allineatele in un solo strato in una teglia ben unta d’olio. Cospargete con pane grattugiato, irrorate ancora con olio e mettete in forno a 180* per circa 50 minuti. Quando saranno cotti, servitele con un’insalata mista adagiandoli sulle fette di pane tostato precedentemente irrorate con il sughettino di cottura.

Buon Appetito

Dentice parte seconda

imageDove c’eravamo lasciati? Già, avevo detto che con la carcassa e gli avanzi del super pesce avrei preparato qualcosa di speciale. Con davvero molto piacere ho notato che parecchi di voi mi hanno dato dei suggerimenti molto interessanti che sicuramente sfrutterò in un’ altra occasione.

Questa volta ho voluto provare una pasta fredda, piatto unico adatto al caldo infernale di questi giorni, che sprigioni al massimo tutti i sapori mediterranei. Avevo in congelatore dell’ ottima pasta fresca pugliese “i maritati” e dall’ incontro con il dentice guardate un po’ che é uscito fuori.

MARITATI AL DENTI..CE

  • 500 gr di pasta fresca tipo maritati
  • polpa di dentice precedentemente cotto
  • 1 spicchio d’ aglio
  • 1/2 peperoncino piccante
  • olio evo
  • pinoli
  • 50 gr di cacioricotta
  • olive taggiasche denocciolate
  • capperi dissalati
  • Basilico
  • 4 pomodori sodi e maturi
  • 1 cipollina di Tropea fresca

ESECUZIONE

Per prima cosa, come mi ha suggerito Emanuela, ho preparato con la carcassa del dentice un fumetto di pesce che ho utilizzato in parte per cuocere la pasta ed in parte l’ho congelato per il prossimo piatto. Come odori ho aggiunto 1 cipolla rossa, un pomodoro, un mazzetto di prezzemolo, uno spicchio d’aglio ed un cucchiaio di cognac piccolo “segreto” che mi confido’ anni fà Jean, chef di un noto ristorante di Cannes.

Ho fatto sobbollire per una mezz’ora il fumetto quindi ho passato con un colino a trama sottile, ho aggiustato di sale (poco, mi raccomando) ed ho gettato la pasta facendo cuocere per pochi minuti trattandosi di pasta fresca. Nel frattempo ho messo in una padella un cucchiaio d’ olio evo, uno spicchio d’ aglio, 1/2 peperoncino ed ho fatto un po’ insaporire.

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Ho spezzettato la polpa del dentice avanzata e l’ho aggiunta al soffritto facendo andare tutto insieme per pochissimi minuti. In un pentolino ho messo olio evo ed una manciata di pinoli, appena l’olio ha iniziato a prendere calore, ho spento il fuoco ed ho aggiunto abbondanti foglie di basilico.

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Quando la pasta ha raggiunto il giusto punto di cottura, l’ho scolata e condita con l’olio al basilico e pinoli ed una sostanziosa grattugiata di cacio ricotta.

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Ho messo la pasta così condita nella padella con il pesce, ho aggiunto tutti gli altri ingredienti: i pomodori a rondelle, le olive, i capperi ed ho condito molto bene.

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Ho aggiunto altro basilico ed ho terminato il piatto con una dolcissima cipollina di Tropea croccante tagliata a rondelle sottili.

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Questo piatto è piaciuto molto, credo che lo proporrò anche con frutti di mare appena scottati.

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Non fatevi spaventare dall’uso del formaggio, proprio mio marito che all’ inizio mi ha detto “questa non l’hai indovinata!” alla fine ha dovuto ammettere che e stata proprio la carta vincente.

Buon Appetito!