Immagini da un viaggio

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Eccoci tornati da un appassionante viaggio in estremo oriente, mondo ricco di storia e cultura ma profondamente diverso dal nostro

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I colori prepotenti della natura da quelle parte, resta nel cuore ed affascina come un tatuaggio indelebile

img_1999La cucina però, quella no, mi perdonino i cultori dei vari sushi o involtini primavera, ma la nostra cara cucina regionale è, a mio avviso, un’altra cosa!

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Allora, proprio per rimarcare la tradizione propongo come prima ricetta dopo un lungo periodo di ” sospensione vacanziera” un filetto di maiale al Chianti che, sono certa, vi conquisterà

FILETTO DI MAIALE AL CHIANTI CON MELE CARAMELLATE

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per il filetto

  • 1 filetto di maiale intero
  • 50 gr di burro
  • olio evo
  • rosmarino e salvia
  • pepe nero in grani
  • sale
  • 1 cucchiaio di farina

Per la salsa al Chianti

  • 250 gr di vino Chianti ( o di un rosso corposo)
  • 1 scalogno
  • radice di zenzero
  • rosmarino
  • 1 buccia di limone grattugiata
  • 30 gr di burro
  • sale, pepe

Per le mele

  • 4 mele golden
  • 50 gr di vin santo
  • 25 gr di burro
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • radice di zenzero grattugiata
  • sale pepe

ESECUZIONE

Iniziamo preparando la salsa al Chianti: dopo averlo pulito, tritate molto bene lo scalogno; In un pentolino mettete il vino e lo scalogno, lo zenzero grattugiato, la buccia del limone anch’essa grattugiata, e le erbe aromatiche

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Portate ad ebollizione, fate cuocere per qualche minuto sino a che la salsa si sarà ben ridotta; aggiustate di sale e pepe e filtrate la salsa ottenuta,  aggiungete il burro emulsionando energicamente

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Tenetela da parte in attesa

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Preparate ora le mele: dopo averle ben sbucciate e private del torsolo, tagliate le mele a cubetti; scaldate il burro e fate rosolare le mele a fuoco vivace

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Unite lo zucchero, lo zenzero grattugiato e sfumate con poco vin santo facendo cuocere le mele sino a quando il liquido sarà assorbito.

Passiamo al filetto: tagliate il filetto intero a fette piuttosto alte ed infarinatele leggermente. In padella scaldate un filo d’olio evo ed il burro aromatizzando il fondo con il rosmarino e la salvia

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Unite i filetti

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Fateli ben rosolare, unite qualche grano di pepe nero e fate cuocere rigirando la carne da tutti i lati velocemente a fuoco vivo; mappate il filetto con la riduzione di vino

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Servite la carne accompagnandola con le mele

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Servite anche  a parte ancora salsa al vino e, se vi piace, anche con un soffice purè di patate

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Buon Appetito

 

 

 

 

 

 

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Torta sprint

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Capita a tutti, di dover fare in meno di pochissimo tempo tantissime cose

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Una di queste cose è preparare una merenda sana e golosa che possa piacere alla nipotina che, di lì a poco, tornerà da scuola

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Allora cercando tra la miriade di fogliettini  e quadernetti che custodisco con cura ed attenzione, capita di imbattersi nella squisita ” torta Gabry” dal nome dell’amica che, più di 30 anni fa, mi regalò la ricetta

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Non è altro che un semplicissimo ciambellone allo yogurt che, in casa nostra, ha sempre un gran successo!!

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TORTA GABRY

  • 1 vasetto di yogurt alla banana ( o qualsiasi gusto voi preferiate)
  • 2 vasetti  di zucchero
  • 3 vasetti e 1/2 di farina
  • 1 vasetto di olio di semi di arachidi
  • 3 uova
  • la buccia di un limone grattugiata
  • 1 bustina di lievito per dolci

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti in una capiente terrina usando C ome unità di misura il vasetto dello yogurt

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Amalgamate bene con le fruste elettriche sino ad ottenere un composto ben omogeneo

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Preparate la teglia imburrandola ed infarinandola ed accendete il forno in modalità statica a 170*-180*

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Mettete il composto nella teglia ed infornate

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Fate cuocere a 180* per circa 35-40 minuti

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Spolverate con zucchero a velo

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Servite dopo aver fatto raffreddare

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P.S.

Le bellissime signorine delle prime foto che timidamente mostrano la loro bellezza tra le possenti foglie, sono le mie adorate orchidee che, con il clima loro congeniale di Albenga, nascono rigogliose nel mio giardino……….e si, le adoro!!!!!!

Buon appetito

Scuola Artusi: garanzia di bontà

imageTante volte abbiamo proprio la necessità di coccole, se poi, a farci queste coccole è un dolce interpretato con una magistrale ricetta dell’Artusi, le coccole diventano confortanti abbracci!!!

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Questa mielose introduzione serve solo per parlarvi di un dolce tipico della tradizione toscana davvero buono ed adatto ad ogni momento della giornata.

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Si tratta della “mantovana” che, a dispetto del nome,  ha ben poco a che fare con la città lombarda ma nasce a Prato molti anni fa ad opera del forno Mattei, produttore dei migliori biscottini di Prato in circolazione ( libera interpretazione dell’autore!!)

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Si narra che 2 suore lombarde fecero sosta vicino a Firenze durante il loro percorso per raggiungere Roma nell’anno del giubileo del 1875 ; ad ospitarle fu proprio Antonio Mattei e, al momento di ripartire, non avendo denaro, decisero di contraccambiare la gentilezza avuta con la ricetta di una torta che riscuoteva un grande successo nel loro convento a Mantova!

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……e grazie a Dio(!!!!!!) questa squisitezza è giunta sino a noi!

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Vi trascrivo fedelmente le dosi e l’esecuzione tratte dal libro di Pellegrino Artusi “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene “perché si tratta anche di una dotta e piacevole lettura

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Faccio solo una piccola nota: io avevo una teglia di 26 cm di diametro, per questo motivo ho aumentato le dosi:

TORTA MANTOVANA DI NONNATITTI

  • 250 gr di farina
  • 200 gr di zucchero
  • 220 gr di burro
  • 100 gr tra mandorle e pinoli
  • 4 tuorli + 2 uova intere
  • la buccia grattugiata di un limone
  • 1/2 bustina di lievito per dolci

ESECUZIONE ( by NONNATITTI)

Tagliuzzate grossolanamente le mandorle spellate ed i pinoli

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Lavorate con le fruste elettriche abbondantemente il burro ,precedentemente lavorato da solo con una forchetta per ammorbidirlo, con lo zucchero sino ad ottenere un composto soffice e spumoso

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Setacciate la farina con il lievito

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Unite al composto di burro e zucchero le uova ed i tuorli, aggiungendoli uno per volta non mettendone uno se l’altro non è stato ben inglobato e lavorate sino ad ottenere un composto perfetto

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Aggiungete la farina che avete setacciato in precedenza con il lievito e la buccia grattugiata del limone; lavorate, così otterrete un composto piuttosto sodo!

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Mettete metà’ delle mandorle e dei pinoli nel l’impasto, imburrate ed infarinate una teglia non molto alta e con 24/26 cm di diametro , distribuite il composto nella teglia , livellatelo bene e cospargete la superficie con la restante frutta secca.

Mettete in forno a 160* per circa 45 minuti

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Fate intiepidire e cospargete con abbondante zucchero a velo

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Signori………ricetta Artusi!

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577 Torta mantovana

  • Farina, grammi 170.
  • zucchero, grammi 170.
  • Burro, grammi 150.
  • Mandorla dolcì e pinoli gr 50
  • uova intere n. 1
  • Rossi d’uovo n. 4
  • Odore di scorza di limone

Si lavorano prima per bene col mestolo entro una catinella, le uova collo zucchero ; poi si versa a poco per volta, la farina, lavorandola ancora, e, per ultimo, il burro liquefatto a bagno maria.

Si mette il composto in una teglia di rame unta col burro e spolverizzata di zucchero a velo e farina o di pangrattato e si rifiorisce al disopra con le mandorle ed i pinoli

I pinoli tagliateli in due pel traverso e le mandorle, dopo averle sbucciate coll’acqua calda e spaccate per il lungo , tagliatele di traverso, facendone d’ogni metà quattro o cinque pezzetti.

Badate che questa torta non riesca più grossa di un dito e mezzo o due al più onde abbia modo di rasciugarsi bene nel forno che va tenuto a moderato calore.

Spolverizzatela di zucchero a velo e servitela diaccia che sarà molto gradita.

Buon Appetito…….da me e da Pellegrino!

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Le paste con la cipria

Una delle sorelle di mio padre, la mitica zia Franca, era la proprietaria con il marito, zio Ambrogio, ad Imperia di una delle migliori pasticcere liguri, divenuto oggi un prestigioso caffè storico, il “CAFFÈ PICCARDO “.

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Potete facilmente immaginare quanta gioia potesse scatenare nella fantasia di una bambina l’idea di andare a far visita agli zii!

Tra tutte le meraviglie del paese della cuccagna che era ai miei occhi la pasticceria Piccardo, c’erano delle pastine ricoperte di polvere di stelle( zucchero a velo) che io adoravo : l’occhio di bue!image
Le classiche, semplici e sempre alla moda paste chiamate “occhio di bue”.

Si tratta di due rotelle fatte con un’ottima pasta frolla e farcite con la marmellata di albicocche, ma quella polverina magica che io chiamavo cipria e null’altro era che lo zucchero a velo, era per il mio palato una leccornia da grandi intenditori che le rendevano uniche!

Ho rifatto le paste con la cipria con Agata, sbirciando la ricetta “preziosa” di zia Franca, e, mentre lavoravamo , le ho raccontato la gioia di questa nonna bambina che rimaneva incantata davanti agli invitanti dolci.

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Ad opera ultimata anche Agata ha trovato questi dolcini, anche se riveduti e corretti, una vera bontà e con aria sognante ha sentenziato: “Hai ragione nonna, la cipria è più buona sulle paste che in faccia!!”

OCCHIO DI BUE  CON MARMELLATA CASALINGA DI MORE

  • 400 gr di farina “0”
  • 200 gr di zucchero integrale
  • 200 gr di burro
  • 3 tuorli + 1 uovo intero
  • buccia di 1 limone
  • 1 fialetta di essenza di vaniglia
  • 1/2 bicchierino di rum ambrato per dolci

Per la marmellata casalinga di more

  • 300 gr di more fresche
  • 3 cucchiai di zucchero integrali
  • 1 limone: succo e buccia grattugiata
  • 1/2 bicchierino di rum
  • essenza di vaniglia

ESECUZIONE

Disponete a fontana la farina setacciata, unite lo zucchero ed un pizzico di sale e mettete al centro il burro a pezzettini. Impastate con la punta delle dita sino ad ottenere delle briciole. Quindi aggiungete le uova e tutti gli altri aromi ed impastate rapidamente senza lavorare troppo la pasta. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo almeno per 1/2 ora.

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Nel frattempo preparate la marmellata espressa in questo modo: in un padellino mettete le more pulite con lo zucchero, il rum, la vaniglia ed il limone( succo e buccia)  e, sempre mescolando, preparate la marmellata.

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Trascorsa la mezz’ora in frigo, tirate la frolla con il mattarello ad uno spessore di qualche millimetro.image

Con l’aiuto di un coppapasta date la forma ai biscotti. Otterrete circa 30 biscotti, metà dei quali li lascerete come si presentano mentre praticherete all’altra metà un foro centrale con una formina più piccola.

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Fate cuocere i biscotti sulla leccarda del forno foderata con carta forno per circa 15 minuti a 180*. Quando saranno pronti, li farete raffreddare e spalmerete la parte senza il foro centrale con la marmellat.

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Li ricoprirete con i biscotti forati ed in ultimo non dimenticate di spolverizzare con la cipria ( zucchero a velo)!

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La pasta frolla che ho utilizzato per questa preparazione è una versione riveduta e corretta molto aromatica che a mio avviso si adatta perfettamente con la marmellata di more, ma i biscotti saranno ugualmente ottimi con la ricetta tradizionale e la marmellata classica di albicocche.

Buon Appetito!image

40 gradi e non se ne può più

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40 gradi. Non se ne può più!

Per fortuna siamo al mare e grazie al mostruoso ingenio della mia amica Mirella, non abbiamo più solo la casetta ma anche la piscinetta, al mare.

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Infatti grazie ai suoi consigli abbiamo acquistato una piscina esterna nella quale sguazziamo tutto il pomeriggio in barba ai 40 gradi.

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Ok, basta divagare, pensiamo ad un raffinato piatto per concludere la serata nel gazebo a bordo piscina: che c’è di meglio che una sogliola aux amandes?

SOGLIOLE AUX AMANDES

  • 4 sogliole
  • 30 gr di burro
  • farina  di riso q.b.
  • 50 gr di mandorle a scaglie
  • 1 limone bio spremuto
  • vino bianco q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Pulire ed eviscerare le sogliole. Salarle e e peparle un po’ in superficie, quindi infarinatele e mettetele in padella a rosolare con il burro; quando avranno fatto una bella crosticina dorata, spruzzate con il vino bianco.

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Appena l’alcol sarà evaporato unite il succo di limone e le mandorle a scaglie.

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Fate restringere il sughettino e sfilettate le sogliole, servitele nel piatto di portata dopo averle cosparse di prezzemolo tritato. Potete unire al prezzemolo anche un po’ di buccia di limone grattugiata ed un po’ di radice di zenzero.

E’ un piatto veloce e semplice, ma data l’origine transalpina anche molto raffinato.

Buon Appetito!

Colazione di Natale

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Con la mia Agata, ci stiamo organizzando per preparare la colazione a Babbo Natale ed alle renne. È un modo come un altro per rendere ancora più intimo il momento dell’apertura dei regali, la mattina di Natale, tutti in pigiama, ognuno cerca il proprio pacchetto circondati da biscotti, ciambelloni e caffè e latte, il tutto preparato dalle solerti e veloci manine della mia nipotina con un piccolo supporto tecnico, non così necessario, della nonna!

Quest’ anno, oltre al Presepe di pasta frolla , prepareremo i cioccolatini, visto che l’anno scorso le renne e non solo, hanno gradito moltissimo ed un ciambellone che mi ricorda la mia infanzia. In casa mia la preparava la mia nonna denominandola torta Italo dal nome del cugino dal quale aveva avuto la ricetta. Si tratta di un comunissimo ciambellone casalingo con l’aggiunta di polpa di banana e di un po’ di latte dove é stata lasciata in fusione dell’ anice stellato.

Ma procediamo con ordine.

TORTA ITALO ( DAL QUADERNINO DI NONNA QUANITA)

  • 2 banane
  • 250 gr di farina
  • 200 gr di zucchero
  • 1 uovo
  • 100 gr di burro
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 2 stelle di anice stellato ( o 1 fialetta di essenza di anice )
  • la buccia grattugiata di un limone
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 50 gr di pinoli
  • 50 gr di mandorle spellate

ESECUZIONE

Fate scaldare in un pentolino il latte e metteteci in fusione l’anice stellato, almeno un’ ora prima di iniziare a fare il dolce. Se userete la fialetta o un  comune liquore all’anice questo passaggio non sarà necessario. Montate con le fruste elettriche (o la planetaria) il burro con lo zucchero sino ad ottenere un composto molto spumoso. Quindi unite la buccia di limone e l’uovo incorporando perfettamente al burro. Schiacciate con una forchetta le banane che devono essere ben dolci e mature. Unite le banane al composto aggiungendo anche la farina setacciata con il lievito. Rendete il composto più fluido con il latte aromatizzato avendo l’accortezza di togliere l’anice.

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Preparate una teglia a cerniera del diametro di 24 cm. Mettete il composto nella teglia e cospargete la superficie con i pinoli e la mandorle tritati grossolanamente.

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Prescaldate il forno statico a 180* e quando sarà a temperatura, infornate per 40 minuti. Trascorso questo tempo controllate la cottura e quando la torta sarà tiepida cospargete di zucchero vanigliato.

Per fare le grandi prove di Natale, ho messo tutto insieme nel mixer, ma se avete tempo vi consiglio di seguire i passaggi come vi ho indicato, la torta resta più soffice. Se non vi piace l’anice, potete evitarla mettendo 1/2 bicchierino di limoncello, non spaventatevi per l’alcool, si neutralizza in cottura e lascia solo un piacevole aroma. Se volete anziché la banana, potete usare mele e frutti di bosco, in questo caso lasciate in fusione la frutta in limone e rum per dolci ed aggiungerete all’ impasto anche i liquidi della fusione …oltre ad una grattugiati a di zenzero fresco, sentirete. Che bontà !

La mela, in questo caso sarà a tocchi e non schiacciata, Basta, vi ho confuso abbastanza le idee, ma ormai mi conoscete, sono fatta così!

Buon appetito!