Tra calcio e politica scelgo la cucina sgombri sfiziosi

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In questi giorni impregnati di politica urlata e violenta, ho deciso di dissociarmi dall’eccessivo clamore e dedicarmi ad uno dei miei hobby preferiti: la cucina

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A dirla tutta, il mio hobby preferito sono i viaggi, come dimostrano le foto scattate l’anno scorso in Brasile, ma non potendo viaggiare in questo periodo per parecchi motivi, non ultimo la salute, mi accontento della cucina che, come ben sapete per me non è un rimedio…anzi!

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Proprio pensando alla spiaggia di Panema a Rio de Janeiro ed all’incredibile pesce alla griglia mangiato in quel luogo, ho voluto preparare del più sicuro e buon pesce nostrano ed ho scelto lo sgombro, pesce azzurro che è molto apprezzato in famiglia

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SGOMBRI SFIZIOSI

  • 1\2 kg di sgombri puliti
  • 10 pomodorini pachino
  • prezzemolo
  • erba cipollina
  • capperi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 filetti d’acciuga
  • pinoli
  • sale pepe
  • olio evo
  • vino bianco secco

ESECUZIONE

Pulite e spinate perfettamente gli sgombri

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Tritate finemente il prezzemolo, l’erba cipollina, l’aglio, i capperi, i pinoli, i filetti di acciughe  il sale e il pepe

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Farcite con questo trito gli sgombri e ripiegateli su se stessi; mettete in una padella un po’ d’olio, i pomodorini pachino tagliati a fettine e gli sgombri

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Aggiungete il trito rimasto

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sfumate con il vino bianco e portate a cottura

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Servite con una insalata mista o, se preferite, con patate lesse che condirete con il sugo degli sgombri

Ricettina facile e veloce che sarà gradita sicuramente da chi ama questo semplice pescherei nostri mari.

Buon Appetito

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Il tesoro di zia Marisa

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Quando mio cugino Alessandro mi ha regalato una vecchia scatola contenente le ricette di zia Marisa, non credevo ai miei occhi, mi sentivo come una bambina nel paese dei balocchi !

I manicaretti di zia Marisa da tutti riconosciuti come eccellenti ( non a caso l’hotel Marisa di Albenga ha avuto per molti anni le forchette Michelin) erano tutti a mia disposizione, oltretutto in una scatola di latta anni ’50 che da sola già mi dava gioia

Ho iniziato subito a spulciare tra i foglietti scritti a volte anche in modo frettoloso dove solo lei capiva ma che con un po’ di impegno sono riuscita ad interpretare riproponendo subito le sue delizie.

Tra queste una delle prime che ho provato sono state le “sarde di Pina” ricetta che aveva avuto dallo chef di un noto ristorante di Taormina durante uno dei suoi viaggi di “ricerca”

Sono  buone e molto appetitose, io le ho fatte friggere come suggeriva lo chef, ma anche cotte in forno sono davvero speciali.

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SARDE DI PINA

  • 1\2 kg di sarde freschissime pulite ed eviscerate
  • mollica di 1 panino ammollata nel latte
  • 1 uovo
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • capperi
  • olive piccanti denocciolate
  • 30 gr di pinoli
  • 4 filetti di acciuga
  • 50 gr di ragusano grattugiato
  • la buccia grattugiate di 1 limone non trattato
  • sale pepe
  • pane grattugiato qb
  • olio per friggere

ESECUZIONE

Pulite bene le sarde ed apritele a libro

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Mettete a mollo il pane nel latte e quando sarà pronto, sbriciolatelo e strizzatelo bene; tritate il prezzemolo con i capperi, i pinoli, le olive, la buccia del limone, l’aglio e i filetti di acciughe

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Aggiungete il ragusano (se non lo avete, sostituitelo con il pecorino), battete leggermente l’uovo e mischiate tutti gli ingredienti della farcia

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Aggiustate di sale e pepe e se il composto dovesse risultare troppo morbido, aggiungete un po’ di pane grattugiato. Con il composto farcite le sarde

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coprite con un’altra sarda

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e continuate così sino ad esaurimento degli ingredienti

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Battete un uovo, salate pepate ed aggiungete il succo di 1\2 limone, quindi immergetevi le sarde farcite

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impanate bene avendo cura di far aderire perfettamente il pane alle sarde

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e proseguite con tutti i pesci

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friggete il olio di arachide caldo (meglio con la friggitrice)

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e servite con spicchi di limone

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Ho servito le sarde di Pina con una salsina a base di pomodoro fresco, aglio prezzemolo e capperi , se l’idea piace anche a voi, evitate di presentarle con il limone

Buon Appetito

Piacevoli sensazioni

Chi mi segue da tempo lo sa, non amo il pesce !

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So benissimo quanto faccia bene e mi rendo conto quanto  la dieta mediterranea, sana e leggera, si basi sul pescato dei nostri mari, ma io, ammetto, non lo apprezzo per quel che vale.

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A volte, però devo cedere per il bene mio e di tutta la famiglia e preparo piatti con pesci dei quali cerco il più possibile di camuffare il sapore con erbe aromatiche ed altri ingredienti atti allo scopo.

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Nel caso di oggi sono stata costretta a ricredermi, i filetti di gallinella, freschissimi, che ho trovato al mercato hanno sprigionato un sapore meraviglioso che ha battuto alla grande tutti i miei tentativi di reprimerlo!!

FILETTI DI GALLINELLA AL FORNO CON PATATE

  • 8 filetti di gallinella di mare puliti
  • 4 patate di media grandezza
  • 1 grappolo di pomodorini pachino
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 limone non trattato
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 4 filetti di acciuga sott’olio
  • 2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1\2 bicchiere di vino bianco
  • olio evo
  • sale pepe
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

Iniziate facendo bollire le patate per 7-8 minuti dal bollore quindi fatele intiepidire, sbucciatele e tagliatele a rondelle piuttosto fini

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preparate un battuto con le erbe aromatiche ( io ho usato prezzemolo, timo fresco e maggiorana), lo spicchio d’aglio, la buccia del limone ben pulita, le acciughe, metà dei capperi e metà delle olive ed il peperoncino a piacere

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Mettete un filo d’olio in una teglia, aggiungete le patate e parte del battuto, un pizzico di sale e pepe

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Fate un po’ insaporire sul fornello

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quindi unite i pomodorini tagliati a metà

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ancora un po’ di battuto, un po’ di capperi ed olive interi ed aggiungete i filetti di gallinella salate e pepate

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terminate con altro battuto, il vino bianco, il succo del limone ed un leggero filo d’olio

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Mettete in forno caldo a 170* per circa 25 minuti

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Servite i filetti irrorandoli con il sughero di cottura

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Buon Appetito

 

Dove eravamo rimasti?

Prendo in prestito le parole che il   grande Enzo  Tortora pronunciò alla ripresa del suo programma “Portobello ” per introdurre la salsa della quale vi avevo parlato ieri

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Si, forse ho esagerato con il titolo, ma, è una salsa talmente buona e gustosa che merita un po’ di pompa magna

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E’ anche molto versatile ed è adatta sia alla carne che al pesce e non la disdegnerei neppure su crostoni di pane per una cena in terrazza… tempo permettendo!

SALSA PROVENZALE

  • 1 cipolla fresca di Tropea
  • 5 pomodori maturi
  • 1 spicchio d’aglio
  • erbe aromatiche provenzali
  • prezzemolo e basilico
  • peperoncino ( facoltativo)
  • olio d’oliva
  • 1\2 cucchiaio di farina
  • 1\2 bicchiere di vino rosso
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 1 cucchiaio di olive taggiasche denocciolate
  • sale pepe
  • 1 mestolino di brodo bollente

ESECUZIONE

Fate appassire in 30 gr di olio evo una cipolla tritata

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spolverate con la farina e mescolate

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bagnate quindi con il vino rosso

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e fate ben evaporare; tritate i pomodori dopo averli lavati accuratamente

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ed uniteli al soffritto con il brodo bollente

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aggiungete anche le erbe provenzali, prezzemolo e basilico e, se vi piace, un po’ di peperoncino piccante

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regolate di sale e pepe e lasciate cuocere per circa 20 minuti

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Alla fine unite i capperi dissalati e le olive

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e servite la salsa quando è ancora tiepida

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Buon Appetito

 

Venerdì pesce

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Devo ammetterlo, non sono una grande appassionata, il pesce che mangio deve essere di prima qualità e considerando il prezzo, spesso mi rivolgo ad altre soluzioni.

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Per il pesce azzurro quando è freschissimo però ho una simpatia particolare perché trovo che nelle sue tenere carni si imprigioni perfettamente il gusto del mare

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Unendo la simpatia per il prodotto con l’attenzione dovuta alla salute mia e dei familiari, ho deciso di preparare almeno una volta la settimana proprio il pesce azzurro e questo venerdì è toccato allo sgombro

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La maggior parte delle persone visualizza lo sgombro nella tipica scatoletta di latta, cioè conservato, senza rendersi conto di quel che si acquista in salute ed in sapore se lo si consuma fresco.

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La preparazione di oggi è davvero velocissima il tempo che un familiare si offra volontario per preparare la tavola, voi avrete preparato una pietanza   davvero da leccarsi i baffi

SGOMBRO IN SALSA SFIZIOSA

  • 500 gr di sgombri
  • 4 pomodori oblunghi
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • capperi
  • olive taggiasche denocciolate
  • pinoli
  • peperoncino
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Squamate gli sgombri, privateli delle interiora, lavateli bene e apriteli a libro o, se preferite, fateli a filetti, quindi metteteli, dalla parte della pelle,  in padella dove avrete fatto soffriggere lo spicchio d’aglio

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Aparte tritate il prezzemolo, i capperi, le olive, il peperoncino ed i pinoli

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Tagliate i pomodori a rondelle e metteteli sopra gli sgombri, salate e pepate

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Aggiungete anche il trito sfizioso

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Sfumate con poco vino bianco, mettete il coperchio e fate cuocere, per 5 minuti senza mai girare, a fuoco medio, il tempo che il vino evapori

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Servite immediatamente con una bottiglia fredda…anzi…issima di Chardonnay e…

Buon Appetito

Coniglio della nonna…con variante!

Vi ho parlato già un sacco di volte della ricetta del coniglio che preparava la mia nonna.

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Vi ho anche mostrato la “conigliera” tipico tegame in uso comune nel ponente ligure con il quale si è soliti preparare la nostra ricetta tipica

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Oggi ho voluto distaccarmi un p0′ da quella che è la tradizione familiare e preparare una ricetta un po’ più fantasiosa, ma sempre molto gustosa

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CONIGLIO AI CAPPERI

  • 1\2 coniglio possibilmente nostrano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 spicchio di aglio
  • capperi
  • olive nere taggiasche
  • peperoncino ( facoltativo)
  • funghi secchi
  • olio evo
  • salsa di pomodoro
  • vino bianco

ESECUZIONE

Mettete i funghi secchi ad ammollare in una tazza di acqua tiepida; tritate finemente gli odori e le erbe aromatiche che avete scelto( io ho usato rosmarino, salvia e timo freschi) e metteteli  rosolare in padella con l’olio

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Quando il trito inizierà ad insaporirsi, unire i pezzi di coniglio

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Fate insaporire e sfumate con il vino bianco sino a quando i pezzi di coniglio avranno preso colore ( questo passaggio è molto importante perchè è il momento dove il coniglio prenderà sapore!)

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Quando sarà ben asciugato, aggiungete la salsa di pomodoro

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Fate cuocere lentamente

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Appena la salsa sarà ristretta, aggiungere i funghi tolti dall’acqua, ben strizzati e tritati

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fate cuocere ancora per qualche minuto ed unite i capperi dissalati e le olive denocciolate tagliate a rondelle

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Aggiustate di sale e pepe e continuate a cuocere sino a completa cottura del coniglio

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Prima di servire spolverizzate con abbondante prezzemolo tritato

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e servite con carciofi trifolati ai capperi come ho fatto io, davvero una perfetta armonia di sapori

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Buon Appetito

 

 

 

 

cuore di mamma

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Vivendo in campagna ho la possibilità di avere a disposizione prodotti genuini di ottima qualità, rigorosamente a km 0 che sanno veramente di buono

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Per questo motivo condiziono i miei menù a seconda di ciò che offre la terra in quel momento e soprattutto rispetto obbligatoriamente la stagionalità dei  prodotti

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In questa stagione gli orti vicino a casa, sono strapieni di cavoli di ogni qualità, di carciofi, di porri, bietole e quant’altro e, di conseguenza, anche il mio frigo è “affollato”di tutto ciò.

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A volte ho anche la fortuna di trovare degli animali da cortile ruspanti che hanno quel gusto antico che non è certo quello degli animali del supermercato.

A proposito di questo mi viene in mente un episodio che mi successe tanti anni fa quando la mia bambina più piccina non aveva più di 3 anniimage

Anche all’epoca abitavamo in campagna e tutte le favolose signore del vicinato che avevano orti o aie, mi regalavano spesso ortaggi o polli e conigli.

Un giorno capitò che la mia adorata Maria mi portò un piccione che però, per questioni di tempo, non aveva avuto la possibilità di spennare.

Capirete il mio sgomento da sposina cittadina!

Ma non mi sono persa d’animo, attrezzandomi come mi aveva spiegato Maria, ho iniziato l’impresa, per me titanica, dello “spennamento”del volatile

La mia piccola Federica di 3 anni seduta su un grosso sasso vicino a me mi scrutava con un interesse davvero particolare se consideriamo che fin da bambina era assai vivace , ma nulla da fare, era magnetizzata dall’operazione!

Alla fine dell’impresa la bimba guardando la mamma, addobbata con tutte le piume, con occhi orgogliosi pronunciò, con aria solenne, il suo pensiero:

“mamma, ma tu sei magica ❤ ❤ ❤ ! avevi un piccione ed ora hai un pollo!!!!!!”

……..ma come si fa a non adorarla !!!!

SOVRACOSCE DI POLLO RUSPANTE CON CAVOLFIORE STRASCICATO ALLA BIRRA

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  • 2 sovracosce di pollo ruspante
  • rosmarino e alloro
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale,pepe
  • 1 bottiglia piccola di birra bionda
  • 4 pomodori insalatari
  • 1 cavolfiore
  • capperi
  • olio evo

ESECUZIONE

Lardellate le sovrapposte di pollo con l’aglio ed il rosmarino salatele e pepatele da ambo i lati

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Mettete in una padella alloro e rosmarino; massaggiate con olio evo il pollo dalla parte della pelle, aggiungete un po’ d’olio e mettetele a rosolare sempre dalla parte della pelle.

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Quando avranno preso colore, giratele e continuate la rosolatura; levate quindi  le erbe aromatiche e bagnate con la birra; mettete il coperchio alla pentola e fate cuocere a fuoco basso per 30 minuti

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Nel frattempo cuocete a vapore il cavolfiore tagliato a cimette per circa 10 minuti

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Trascorsi 20 minuti di cottura del pollo, mettere nella padella i pomodori (aggiungete una punta di cucchiaino di zucchero per levare l’acidità che i pomodori, non del tutto maturi, hanno, anche se del campo sotto casa)

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unite anche il cavolo ed i capperi, aggiustate di sale e pepe  e fate insaporire tutto insieme per circa 5 minutiimg_2982

servite ben caldo su crostoni di pane abbrustolito

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Buon Appetito

AIUTO, IL LIEVITO MADRE !

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Ho sempre desiderato avere il lievito madre e quando finalmente sono riuscita ad averlo, l’ho impiegato in mille modi

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Ogni 2-3 giorni preparo il pane per la famigliola, cercando farine adatte ad ogni specifica preparazione

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La 1 per un pane morbido internamente e croccante all’esterno che si mantiene fragrante vari giorni, la 3 per una pizza croccante come piace a noi e la 5 per i dolci che richiedono lunghe lievitazioni

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LUI, il lievito madre, ha sempre apprezzato molto le mie attenzioni ricompensandomi con una prospera crescita

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L’altro giorno, però, dopo aver impiegato il lievito in tutte le preparazioni sopra elencate, rinfrescato e rimesso in frigo, LUI, sempre LUI, mi ha invaso il frigo straripando letteralmente dal barattolo che lo conteneva.

Sono una sentimentale, si sa, e non riesco a buttare neppure l’eccesso di lievito madre che trovo vivo e palpitante, allora per dimostrargli l’amore che ho per lui l’ho impiegato nella confezione di un pane farcito che devo ammettere dall’essere un ripiego è diventato un’eccellente portata per un buffet tra amici.

Purtroppo non ho foto a testimonianza di questa impresa perché devo ammettere, non ero molto sicura della sua riuscita sbagliandomi clamorosamente

PANE RUSTICO ALLA SCAROLA PICCANTE

  • 500 gr di pasta di pane con lievito madre
  • 3 cucchiai d’olio evo
  • 3 cespi di scarola
  • aglio
  • pinoli
  • olive condite piccanti nere e verdi
  • capperi
  • 1 spicchio d’aglio

ESECUZIONE

Preparate la pasta di pane nel solito modo ed addizionatela con 3 cucchiai di olio d’oliva; fatela riposare affinché continui la lievitazione

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nel frattempo mettete in una casseruola la scarola ben lavata e tagliata a filetti con un giro d’olio e lo spicchio d’aglio.

Appena sarà stufata aggiungete gli altri ingredienti ,avendo cura di dissalare i capperi e denocciolare le olive,ed  aggiustate di sale e pepe

Dividete in due parti la pasta di pane una più grande ed una più piccina

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Mettete la parte più grande in una teglia versandovi sopra la scarola stufata; ricoprite con l’altra parte di pasta, sigillate bene i bordi e cospargete la superficie con un’emulsione di acqua, olio evo in pari misura ,ed un po’ di sale, praticamente come si fa per la focaccia alla genovese.

Infornate e cuocete per 40 minuti a 200 °

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Buon Appetito

 

cappon grasso

Diciamoci la verità, il cappon magro è più scena che sostanza !

Si tratta di un sontuoso piatto tipico della cucina ligure a base di pesce e verdure.

All’inizio si trattava di una semplice insalata fredda costituita da una galletta ammollata nell’acqua ed aceto con pesce salato ,quale tonno e acciughe sotto sale, e, quando c’erano in casa, olive taggiasche , un giro d’olio delle nostre colline, un po’ di origano delle Alpi marittime ed ecco che era pronto.

Senz’altro si trattava di un gustosissimo piatto  che oltre che dei poveri pescatori\contadini, solleticava il palato  dei signori, i quali non volevano certo imbandire le loro tavole con piatti umili, allora si inventarono una elaboratissima costruzione per questo piatto da ostentare nei banchetti ufficiali ovviamente  in giorni di astinenza dalle carni.

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Infatti l’ingrediente principale del cappon magro è il pesce bollito, dal nasello all’aragosta, unito ad un tripudio di verdure anch’esse lessate , il tutto condito con una ricca salsa verde ( il bagnet verde del quale vi ho dato la ricetta del mio libro)

La cosa più particolare è la presentazione di questo piatto che viene costruito a piramide ed è visivamente un tripudio di abbondanza come potete ben vedere dalle foto prese dalla rete

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Facendo i conti con i miei soliti avanzi, e con un occhio sempre teso alle mie origini, mi sono “inventata” il CAPPON GRASSO

Con un po’ di patate lesse, rimasugli di bollito e necessità di terminare la salsa verde ho preparato un piatto unico che è stato apprezzato abbondantemente: obbiettivo raggiunto !

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CAPPON GRASSO

  • 300 gr di avanzi di lesso di qualsiasi tipo
  • 4 patate di media grandezza
  • salsa verde
  • cipolline in agrodolce
  • capperi
  • olive taggiasche sott’olio
  • 2 uova sode

ESECUZIONE

Tagliate a rondelle le patate dopo averle sbucciate e cuocetele a vapore per 10 minuti; cuocete anche le uova sode

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Riducete il lesso di carne a piccoli dadini e mettetelo in una terrina

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Aggiungete alla carne le cipolline tagliate, i capperi e le olive denocciolateimg_2497

Condite con un po’ di salsa verde e lasciate insaporire

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Quando le patate  e le uova saranno pronte, distribuitele su di un piatto di portata

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Mettete sopra qualche cucchiaiate di salsa verde

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Aggiungete l’insalata di carne e servite, se volete, con una spolveratina di peperoncino piccante

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Buon Appetito

Nonna Titti visita il blog

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Da oggi inizierò i giovedì di nonna Titti!

Orientativamente il giovedì, vi presenterò, a turno,  le  ricette che potrete trovare nel mio libro, aggiungendo qualche notizia sia tecnica che di storia familiare.

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L’onore dell’inizio tocca alla salsa verde o meglio “au bagnettu verde” nella versione di mia nonna Francesca. La nonna era piemontese, di Cuneo, ma, avendo sposato un imperiese doc, era arrivata in terra ligure da giovane sposa e lì aveva imparato a preparare la cucina del luogo in modo egregio, fondendo perfettamente le due tradizione.

In Piemonte la salsa verde è sicuramente la salsa principale, con la tonnata, in accompagnamento al carrello dei bolliti mentre in Liguria di Ponente è davvero facile trovarla abbinata alla cima alla albenganese che a differenza della più famosa “genovese”, ha un ripieno esclusivamente di verdure .

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BAGNETTU VERDE  ( salsa verde di nonna Francesca)

  • 100 gr di prezzemolo
  • 3 filetti di acciuga
  • 1 panino raffermo 2 cucchiai di aceto bianco
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di capperi
  • 2 tuorli di uova sodi
  • un pizzico di zucchero
  • olio evo
  • sale pepe qb

ESECUZIONE

 

img_2443Tritate accuratamente il prezzemolo e tutti gli altri ingredienti, compreso il pane fatto prima ammollare nell’aceto e zucchero, con il frullatore ad immersione

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Mentre frullate, aiutandovi con l’olio a filo, date alla salsa la giusta consistenza

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Servite in salsiera in accompagnamento a carni o verdure bollite

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Nelle note che ho messo per questa ricetta nel libro, sconsiglio di aggiungere il sale poiché tutti gli ingredienti sono di per sé molto sapidi ed inoltre suggerisco anche di far riposare fuori dal frigo la salsa per almeno 24 h affinché i sapori si fondano perfettamente avendo, però, l’accortezza di ricoprirla bene di olio.

Sempre nel libro dico di preparare la salsa con la mezzaluna ed il setaccio, ma, noi donne 2.0 sappiamo benissimo che gli aiuta cuoca esistono e vanno assolutamente usati!

Buon Appetito e buona lettura