Per concludere la serie: risotto alla zucca

imageNon si possono  postare ricette dove l’ ingrediente principale è la zucca senza metterne una che comprenda anche il riso

image

Trovo che riso e zucca sia un binomio perfetto perché la dolcezza della zucca si fonde armoniosamente con la neutralità del riso dando vita a  piatti fantastici

image

La mia nonna preparava una crostata nella doppia versione dolce e salata dove gli ingredienti principali erano appunto riso e zucca tutt’e e due davvero molto buone; ricercherò tra i suoi vecchi quadernetti le ricette e ve le passerò, ne vale davvero la pena

image

Ora torniamo al nostro risotto; in questa versione ho abbandonato il rosmarino per il prezzemolo ed ho aggiunto la nota croccante con il semi di zucca decorticati e salati ed ecco il risultato
img_0972

RISOTTO DI ZUCCA MANTECATO AL PECORINO NOCERINO DI SIENA

  • 400 gr di zucca gialla pulita
  • 400 gr di riso carnaroli
  • 1  cipolla ramata
  • 50 gr di prezzemolo tritato
  • 1 L di brodo vegetale
  • 100 gr di pecorino nocerino semi stagionato
  • 50 gr di guanciale
  • semi di zucca decorticati e salati
  • Olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Tritate la cipolla e fatela stufare con un po’ di olio evo

img_0959

Nel frattempo tagliate la zucca a tocchi

img_0958

Passatela nel mixer, frullatela ed unitela alla cipolla facendola insaporire

img_0960

A questo punto aggiungete il prezzemolo grattugiato
img_0961

Aggiungete un piccolo mestolo di brodo e cuocete per circa 20 minuti

img_0962

Tagliate a listarelle il guanciale

img_0964

Fatelo tostare molto bene senza aggiungere grasso
img_0967

Tritate grossolanamente i semi di zucca

img_0963

Trascorso il tempo di cottura della zucca unite il riso

img_0965

fate insaporire con la zucca, aggiungete il brodo e cuocete per circa 16 minuti
img_0966

Grattugiate il pecorino

img_0970

Aggiungete il guanciale tostato

img_0971

Unite anche il pecorino

img_0969

Coprite la pentola e fate riposare qualche minuto, quindi mantecate bene e servite finendo il piatto con granella di semi di zucca
img_0972

Buon Appetito

La solita zuppa

image

L’autunno e’ sicuramente il tempo delle zuppe, di meravigliosi passati di verdure o legumi dove inzuppare appunto fette di pane casereccio tostate

image

Questo tipo di preparazione ha origini medioevali dove il pane aveva la funzione di piatto : gli ingredienti erano il cibo per i signori mentre la servitù si accontentava di consumare il il pane inzuppato, ma forse non era proprio un accontentarsi!

image

In casa nostra c’è l’abitudine, soprattutto nei mesi freddi, di cenare con zuppe o minestre cosa gradita a tutti l’importante è che non si vedano pezzi o pezzetti di verdure allora le zuppe e le minestre si tramutano in creme e, con l’aiuto del Bimby, si fanno davvero in pochissimo tempo

image

Sapete già che molti dei miei piatti sono fatti con ciò trovo in frigo e la zuppa/crema che ho preparato ieri è nata proprio così

image

Avevo un po’ di zucca avanzata dal ripieno dei tortelli, una scatola di ceci  e poco altro così ho preparato una crema dal gusto piuttosto rustico e saporito della quale  mia figlia Federica mi aveva dato la ricetta, l’ ho servita con crostoni di pane tostati in forno con un battuto di aglio e prezzemolo ed ecco il risultato

image

 

CREMA DI ZUCCA E CECI CON CROSTONI AL PREZZEMOLO E AGLIO

  • 700 gr di zucca gialla
  • 400 gr di ceci lessati
  • 1 cipolla bianca
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1L di brodo vegetale
  • crostoni con aglio e prezzemolo
  • olio evo
  • pecorino grattugiato qb

ESECUZIONE

Tagliate la zucca a tocchi

image

mettete in pentola la cipolla e gli aghi di rosmarino tritati e fate ben insaporire con 1  cucchiaio di olio evo, io ho usato il Bimby ed ho velocizzato molto questa parte

image

Appena la cipolla sarà appassita, unite la zucca ed i ceci e fate andare sempre mescolando per qualche minuto

image

A questo punto coprite con il brodo ,aggiustate di sale e cuocete per 30 minuti; utilizzando il Bimby, alla fine della cottura, ho passato tutto ottenendo la crema, chi non possiede questo elettrodomestico puo’ ovviare con il frullatore.
image

Ho preparato i crostoni

img_0956

Ed ho servito la crema di zucca e ceci con i crostoni ed un’abbondante “spolverata” di pecorino grattugiato

img_0957

Buon appetito

Scrigno di bontà

image

Ho sempre immaginato la pasta ripiena come uno scrigno che contiene bontà assolute; ogni ripieno richiede la sua forma specifica che ne esalta il gusto ed ogni regione ha la sua specialità

image

La pasta ripiena è un’ invenzione assai antica ,infatti si ha traccia di queste prelibatezze già in alcuni manuali di cucina del XIV secolo, la cosa interessante è che all’epoca la pasta che faceva da ” contenitore ” veniva scartata per gustare solamente il ripieno

image

Per fortuna, circa un secolo dopo, aggiungendo l’uovo alla pasta, ci si è resi conto di quanto questa fosse buona e di quanto valesse la pena gustarla con il ripieno.

image

I ravioli, i cappelletti, i cannelloni e così via sono da sempre considerati il piatto della festa, delle grandi occasioni e si è dato sfogo alla fantasia per inventare le forme ed i ripieni più svariati, oggi quando prepariamo la pasta ripiena, molto spesso ci rifugiamo nel frigo ed inventiamo variazioni sul tema tradizionale davvero sfiziose.

image

Oggi sfogliando delle vecchie copie de” La cucina italiana ” appartenute alla mia mamma, all’epoca neo sposa, ho trovato i tortelli di zucca, è stato davvero simpatico leggere quella ricetta scritta come un racconto romantico dell’800 ed ho voluto provare a prepararli

image

Peccato che di tutti gli ingredienti riportati nella ricetta avessi solo quello principale, la zucca! Pazienza, senza perdermi d’animo ho preparato ugualmente i tortelli che anche se non erano proprio i veri mantovani ci sono piaciuti molto, spero, se vorrete provarli, che sia così anche per voi

TORTELLI DI ZUCCA QUASI MANTOVANI

  • 1 kg di zucca gialla
  • 2 salsicce
  • 1 cipolla bianca
  • 1 rametto di rosmarino
  • 4 cucchiai di parmigiano
  • 100 gr di amaretti
  • vino bianco qb
  • noce moscata
  • sale pepe
  • 1 uovo
  • olio evo

Per la pasta

  • 500 gr di farina di grano duro
  • 5 uova
  • sale
  • 1 cucchiaino d’olio evo

ESECUZIONE

Tagliate la zucca a dadi  dopo averla pulita

image

Soffriggetela in olio evo con la cipolla tritata, la salsiccia sbriciolata ed il rametto di rosmarino portando a cottura con un po’ di vino bianco; aggiustate di sale e pepe

image

Fate raffreddare bene e levate il rametto di rosmarino

image

Mettete nel mixer tutti gli ingredienti del ripieno

image tritate il composto sino a renderlo omogeneizzato

image

Preparate a questo punto la sfoglia impastando benissimo sino ad ottenere un panetto liscio ed omogeneo, quindi stendetelo  con la macchinetta o, se siete molto brave, con il mattarello e tagliatela a quadrati di circa 6 cm per lato

image

Mettete un cucchiaino di ripieno su ogni quadrato, chiudetelo a triangolo avendo cura di sigillare i bordi e richiudete soprapponendo i due lembi estremi del triangolo

image

Continuate cosi’ sino ad esaurimento degli ingredienti

image

Il condimento ideale per questi tortelli è un semplicissimo burro e salvia, oggi avevo degli ottimi pomodori san Marzano che non sarebbero arrivati a domani , allora li ho preparati con un soffritto di scalogno

image

e li ho mantecati con della robiola freschissima: una bontà!

image

Buon appetito

 

 

 

Tocca a lei : la gota !

image

Inizio con una comunicazione di servizio per coloro che con affetto seguono il mio blog: con oggi ho terminato la ” pazza pesca” nel congelatore, così non dovrete più sopportare le mie improbabili ricette fuori stagione…….ma per oggi no, anzi, oggi chiudo in bellezza con una tradizionalissima ricetta della cucina povera toscana, tanto buona quanto dimenticata perché  non faceva fine utilizzarla: la gota o, come viene chiamata nell’aretino, la guanciola di vitello

Ecco la ricetta super classica, desidero però aggiungere una piccola nota : vi consiglio di provare le guance di vitello all’aretina in inverno, con un fumante piatto di polenta perché così avrete modo di gustarne meglio la bontà

GUANCETTE DI VITELLO ALL’ARETINA

  • 2 Guancette di vitello
  • 2 bicchieri di Chianti
  • 1/2 bicchierino di cognac
  • olio evo
  • 50 gr di funghi secchi
  • brodo di carne
  • 3 scalogni
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • rosmarino salvia alloro
  • peperoncino
  • 1 cucchiaino di conserva di pomodoro
  • olive taggiasche ( facoltativo)

ESECUZIONE

Tritate l’aglio,le erbe aromatiche, gli scalogni la cipolla ed il peperoncino in olio evo

image

Tagliate a cubetti la carota ed il sedano ed aggiungeteli al soffritto

image

Mettete i funghi in ammollo in acqua calda ed unite anche loro al soffritto

image

Preparate le gote: tagliatele a grossi pezzi, salateli e massaggiatele con sale aromatico e infarinatele leggermente.

In una padella a parte mettete un po’ di olio evo e fate ben rosolare la carne con un rametto di rosmarino

image

Appena avrà preso colore bagnate con il cognac e fate ben evaporare

image

Mettete la carne nel tegame del soffritto

image

Coprite con il vino ed un mestolo di brodo ed aggiungete anche il concentrato di pomodoro

image

Cuocete così a tegame coperto ed a fiamma bassa per circa 2 ore

Preparate una polenta morbida

image

E servite in tegamini di terracotta irrorando la polenta con il sugo di cottura delle guance

image

10 minuti prima della fine della cottura ho aggiunto una manciata di olive taggiasche che non sono contemplate nella ricetta originale, a noi questa eccezione è piaciuta molto voi potete fare come meglio credete senza intaccare la squisitezza del piatto!

Buon Appetito

Pasqua tempo di pace

imageLa Pasqua in cucina è tempo di piatti regionali e familiari che ci riportano al l’infanzia.

Per me, ligure di Albenga, la Pasqua culinaria significa torta Pasqualina; come per tutti i piatti tipici regionali ogni famiglia possiede la propria ricetta che custodisce con gelosia, ma, sono sicura, che la mia nonna Quanita sarebbe molto felice di sapere che faccio partecipi tutti i miei familiari ed amici di questa sua squisitezza!

A Genova la Pasqualina viene chiamata anche ” turta de gè” perché viene confezionata con le bietole che in dialetto si chiamano appunto gè ma noi, albenganesi DOC, non possiamo neppure pensare di preparare la Pasqualina senza il re dei nostri campi : l’articiocca de A(r)benga conosciuto in tutto il resto d’Italia come il carciofo violetto di Albenga………e allora da questo perfetto matrimonio d’amore tra due verdure tipiche del nostro territorio nasce l’ottima Pasqualina di Albenga , se poi la ricetta è quella della nonna, il successo è assicurato!

TORTA PASQUALINA DI ALBENGA

per il ripieno

  • 5 carciofi spinosi di Albenga
  • 1/2 kg di bietoline
  • 250 gr di prescinsoa ( o ricotta)
  • 1 cipolla ramata
  • 6 uova
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 mazzetto di maggiorana
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • olio evo ligure ( va bene anche una qualità delicata)
  • sale, pepe
  • noce moscata

per la sfoglia

  • 500 gr di farina macinata a pietra
  • 350 gr di acqua tiepida
  • 30 gr di olio evo
  • Sale

ESECUZIONE

Per prima cosa, preparate la sfoglia: impastate la farina con l’acqua dove avrete fatto sciogliere il sale, aggiungete l’olio e lavorate sino a quando la pasta sarà morbida ed elastica; fate riposare per circa 1/2 ora .image

Trascorso questo tempo, dividete la pasta in tante palline quante sfoglie vorrete fare , la tradizione dice 33 come gli anni di  Gesù, io mi sono limitata ad 8, e fate ancora riposare.image

Dedicatevi ora al ripieno: pulite le bietole e fatele sbollentare quindi scolatele, tritate le è tenetele da parte.

Cuocete i carciofi, dopo averli ben mondati e tagliati finemente, mettendo in pentola tutto a freddo la cipolla, i carciofi, il prezzemolo tritato con l’aglio, il vino ,un po’ d’olio evo, sale e pepe, mettete il coperchio e fate cuocere sino a quando il liquido sarà completamente assorbito; a questo punto unite le bietoline e fate insaporire tutto insieme.

image

Quando il composto sarà intiepidito, unire la maggiorana

image

Metà del parmigiano , un uovo intero, un pizzico di noce moscata, aggiustate di sale e pepe e fate riposare.

Lavorate la ricotta con 1 cucchiaio di latte, parmigiano, sale e pepe , 1 cucchiaio d’olio ed ancora un pizzico di noce moscata

image

Tirate le palline di pasta in 8 sfoglie sottilissime

image

Ungete  una teglia di 24 cm di diametro ( io ho ancora quella in rame della mia nonna)

image

Foderatela con la prima sfoglia , spennellatela con olio evo e continuate con altre 3 sfoglie spennellando sempre con olio tra l’una e l’altra

image

Distribuite il composto di verdura sull’ultima sfoglia unta

image

Mettete anche quello di ricotta ricavando 5 fossette aiutandovi con il dorso di un cucchiaio unto d’olio

.

.

Rompete le uova rimaste separando i tuorli dagli albumi; mettete i tuorli nelle fossette facendo attenzione a non romperli…….non come ho fatto io!

image

Battete leggermente le chiare

image

Versatele sui tuorli, concludete con altro parmigiano grattugiato
image

Ricoprite con le restanti 4 sfoglie avendo l’accortezza di ungere ogni sfoglia , quindi ripiegate i bordi verso  l’interno dopo aver tagliato la pasta in eccesso. Ultima spennellata d’olio e infornare per 45 minuti a 180*

image

Non fatevi impressionare dalla laboriosa ricetta, potete dimezzare i tempi usando la pasta sfoglia ma, si sa, il risultato non sarà lo stesso, anche perché la mia nonna diceva : ” il tempo della preparazione della Pasqualina è lo stesso di quello che ci vuole per recitare il Rosario……..dopo sarai innondata di pace!”

In questi tempi credo che valga la pena di provare!

image

Dimenticavo di dirvi che se vi avanza della pasta, potete preparare i grissini: con piccole noci di pasta e le mani unte d’olio, tirate dei rotolini e cuocete per 20 minuti a 180*, con gli affettati sono ottimi!

image

Buon Appetito e Serena Pasqua

Inverno tempo di zuppe

Y
imageAnche se le temperature fanno pensare ad un’altra stagione,la pioggia battente di questo periodo ci riporta alla realtà e prendiamo atto che nonostante tutto siamo in inverno………e cosa c’è di meglio che gustare una saporita e densa zuppa, magari a base di legumi gustata in ciotole in terracotta che ci riportano alla più antica delle tradizioni.image

A proposito di tradizione familiare mi è tornata in mente una favolosa zuppa di fagioli cannellini che mangiammo anni fa in casa della suocera della mia amica Giuliana a San Miniato in provincia di Pisa e tra ricerca e ricordi ho provato a “ricostruire” il piatto ed ecco il risultato

MINESTRA DI CANNELLINI DELLA NONNA

  • 400 gr di fagioli cannellini lessati
  • 100 gr di rigatino toscano a dadini
  • 1 cipolla
  • 3 gambi di sedano
  • 2 mazzetti di salvia
  • 1 1/2 L di brodo di pollo
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Rosolate il rigatino sino a che diventerà croccante.image

Unite un cucchiaio di olio evo, la cipolla ed il sedano tritati.image

Quando sarà ben insaporito, unite i fagioli , imagela salvia tritata ed il brodo di pollo e cuocete per 30 minuti.image

A parte preparate con la farina di semola e l’acqua bollente i cavatelli

image

Trascorso il tempo di cottura, cuocete i cavatelli imagee servite in ciotoline di terracotta dopo aver aggiunto un po’ di prezzemo tritatelo.

image

Buon Appetito

A proposito di tradizione

imageCome capita sempre per i piatti tradizionali, ogni provincia, ogni città o paese o addirittura famiglia ha la propria ricetta personale della quale si è gelosissimi. Avendo voglia di chiederlo, ci si rende conto di quante versioni esistano,  addirittura, vi sono variabili da madre a figlia.

Nel mio peregrinare nei casolari della regione alla ricerca delle antiche, anzi vecchie, ricette più volte mi sono imbattuta nei crostini neri.

Tra quelli di Rosa, di Maria o quelli di Medea, ho fatto quelli di Tiziana, prendendo un po’ da una parte un po’ dall’altra.

Abito nel Chianti senese e una cosa riscontrata su questo territorio quasi all’unanimità è che qui i crostini sono di milza!

Per renderli un po’ meno “acuti ” (termine senese che significa troppo forti di gusto) si aggiunge qualche fegatino di pollo e poi………..

CROSTINI NERI ALLA MIA MANIERA

  • 400 gr di milza di vitello da spellare
  • 5-6 fegatini di pollo
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • un ciuffo di salvia
  • 1/2 tubetto di pasta d’acciughe
  • una manciata di capperi sotto sale
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
  • 1 bicchierino di vin santo
  • 1/2 mela renetta
  • una noce di burro
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete in un pentolino un filo d’olio evo, unite i fegatini tagliati a fettine, la cipolla sempre a fettine , la salvia tritata, l’aglio il concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua calda  e fate insaporire per pochi minuti a fuoco vivace.image

Spellate bene la milza ed unitela ai fegatini con la mela sbucciata  e tagliata a tocchi.image Aggiungete il vin santo, aggiustate di sale e pepe. Fate cuocere per 15 minuti o sino a quando il liquido sarà quasi completamente assorbito.image

Trascorso questo tempo mettete il tutto nel bicchiere del frullatore, aggiungete la pasta d’acciughe, i capperi e frullate sino ad ottenere una crema.image

Quando il tutto sarà ancora caldo unite la noce di burro ed amalgamate bene.image

Fate tostare il pane ( io consiglio il pane toscano, anziché il classico “filo da crostini “) e servite in un tegamino di coccio, ogni commensale spalmerà la salsa sul pane tostato.

La cosa più difficile in questa velocissima ricettina e spellare la milza. Molte volta mi sono trovata a fare uno scempio buttando via moltissima” polpa ” che no riuscivo a staccare dalla pelle!

Ultimamente mi sono fatta furba: congelo la milza e, da congelata, la spello. In un attimo il lavoro è fatto senza sprechi.

Questa, come ho già’ detto, e’ un misto tra le  tante versioni che ho scoperto e mi ha soddisfatto abbastanza, ma la prossima volta proverò aggiungendo anche una ” salsicciola di scinta” come mi aveva suggerito di fare la grande Gisa, la cosa mi pare molto interessante!

Un modo molto originale ed ottimo per gustare la salsa dei crostini, è con i carciofi crudi a mo’ di pinzimonio : un ottimo vino corposo, un buon salame toscano e vai, il pranzo è servito.

Buon Appetitoimage

Alla ricerca di una zuppa perduta: la jota

imageLa jota è la tipica zuppa friulana che zio Aldo, lo zio di mio marito, cucina egregiamente.

E’ il piatto che gli ricorda la sua famiglia , la sua gioventù e per questo , come un simbolico passaggio di sentimenti e valori, ogni qualvolta lo andiamo a trovare a Terni, città dove vive ora, ci fa trovare la jota ” perché queste sono le origini”

Questo aitante giovanotto di 90 anni, si procura tutti gli ingredienti originali friulani senza dimenticare la carne affumicata che è essenziale per la perfetta realizzazione di questo piatto.

Inizia la sera mettendo in acqua i fagioli, borlotti naturalmente, e così via sino ad imbandire una tavola come il più esperto degli chef!!!

Come mio solito, ho cucinato una versione riveduta e corretta della jota per renderla appetibile anche per Agata la quale, come capita ai bambini, non ama i gusti troppo decisi.

Vi scriverò la ricetta come l’ho cucinata io, mettendo tra parentesi gli ingredienti originali, cioè quelli di zio Aldo

JOTA

  • 600 gr fagioli borlotti già cotti con il loro brodo
  • 2 patate
  • 1 cipolla
  • 2 spicchi d’aglio
  • 80 gr di prosciutto crudo ( carne di maiale affumicata)
  • 1/2 cavolo verza ( 300 gr di crauti acidi)
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 2 cucchiai di farina
  • olio evo ( burro) qb
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lessate i fagioli dopo averli lasciati in ammollo per una notte.image

Nel frattempo rosolate il prosciutto tritato con 2 cucchiai di olio, la cipolla, l’aglio ed il prezzemolo anch’essi tritati.image

Fate ben insaporire il soffritto ed unite la verza e le patate tagliate a cubetti e fate leggermente stufare tutti gli ingredienti.image

Versate nella pentola dei fagioli ormai cotti la verza con le patate .image

Mescolate bene ,aggiustate di sale e cuocete a fiamma bassissima per circa 40 minuti.

Se volete rendere la zuppa più densa, passate parte dei fagioli con il passatutto.image

Lasciare riposare e, prima di servire, spolverare con pepe nero appena macinato.

La mia versione è senz’altro soft rispetto alla vera jota che ha un gusto molto più deciso per la presenza dei crauti e della carne affumicata ma anche così semplice è molto gustosa.

Se voi volete provare la ricetta originale,i crauti sono facilmente reperibili nei supermercati e la carne affumicata si può sostituire con il bacon

Buon Appetitoimage

Zuppe d’inverno…e non solo!

image

La tradizione contadina toscana non sbaglia un colpo. D’estate il pane “posato”, come si dice in Toscana o raffermo come si dice in tutto il resto d’Italia, è largamente utilizzato per le insalate o le pappe. D’inverno invece si preparano delle meravigliose zuppe con verdure e legumi che riconciliano con il mondo intero.

In questa stagione di mezzo, dove è ancora possibile trovare dei gustosi pomodori costoluti toscani, ingrediente essenziale per la pappa al pomodoro ma già si colgono le prime piantine di cavolo nero con il loro caratteristico sapore, ho pensato di preparare un “prototipo” di pappa al pomodoro al profumo d’inverno. Non aggiungo altro, provate la ricetta è poi parlate voi.

PAPPA AL POMODORO Al PROFUMO D’INVERNO

  • 1 cipolla
  • 2 rametti di rosmarino
  • 1 kg di pomodori costoluti passati
  • 2 mazzetti di cavolo nero
  • 1/2 kg di pane toscano cotto a legna, raffermo
  • 1 L di brodo di verdura
  • 2 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro
  • Olio evo
  • sale, pepe
  • olio aromatizzato con aglio, rosmarino e peperoncino

ESECUZIONE

Tritate finemente la cipolla con gli aghi di 2 rametti di rosmarino

image

Fate leggermente appassire il trito in un tegame di coccio per pochi minuti

image

Quindi unite il pane tagliato a dadini e fate insaporire anch’esso.

image

Pulite le foglie di cavolo nero e privatele della costa centrale, quindi tagliatele molto finemente

image

Unitele al pane e insaporite ulteriormente

image

Aggiungete il pomodoro passato ed il concentrato, il brodo ed aggiustate di sale e pepe; se occorre, per levare l’acidità del pomodoro, mettete anche un cucchiaino di zucchero.image

Cuocete per circa 20 minuti mischiando con una frusta, permettendo così al pane di sciogliersi perfettamente.

image

Servite la pappa quando sarà tiepida aggiungendo un cucchiaio di olio aromatizzato a porzione. Preparerete l’olio aromatizzato scaldandolo con abbondante rosmarino, aglio e peperoncino e lasciandolo in fusione per almeno 2 ore.

image

Oltre i confini toscani è molto difficile reperire il cavolo nero, allora si può supplire con spinaci o bietole oppure, meglio ancora, con cime di rapa o friarielli. Con questi ingredienti il piatto risulterà più delicato ma ugualmente gustoso, anche se mancherà della personalità dei veri piatti toscanacci.

Buon Appetitoimage

 

A pranzo con Silva

image

Oggi vi propongo la mia versione di una ricetta che mi ha molto colpito il “Pasticcio di pollo” della mia amica virtuale Silva Avanzi Rigobello.

Il  bellissimo blog che porta il suo nome è spesso per me fonte di ispirazione, oggi appunto con questa mia versione casalinga e fantasiosa del ” Beef Pot Pie”americano voglio farle omaggio per essere così preziosa con le sue ricette ed i suoi consigli sempre interessanti e di facile esecuzione, GRAZIE SILVA!

BEEF POT PIE ALLA MIA MANIERA

  • carne di manzo avanzata da precedenti preparazioni in quantità variabile
  • 2 salsicce toscane
  • 1/2 kg di pisellini surgelati
  • 1 grossa cipolla
  •  1/2 L di besciamella
  • salvia
  • parmigiano grattugiato
  • 1 rotolo di pasta brisè
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale pepe

ESECUZIONE

Pulite e tagliate grossolanamenle la cipolla e mettetela a stufare con 2 cucchiai d’olio.

image

Fatela cuocere per circa 20 minuti a fuoco basso con il vino bianco.

image

Quando la cipolla sarà pronta, unite abbondante salvia tagliata con le forbici e la salsiccia spellata e sgranata.

image

Insaporite il tutto facendo anche tostare un po’ la salsiccia.

image

Unite i piselli e la carne tagliata a dadini; se serve aggiungete un mestolino di brodo e portate a completa cottura.

image

Nel frattempo preparate la besciamella (va benissimo anche quella comprate pronta)

image

Ed unitela con il parmigiano allo spezzatino,fate insaporite ed aggiustate di sale e pepe.

image

Mettete tutto in una teglia o pirofila da forno rivestita con carta forno.

image

Ricoprite con il disco di pasta brisè, sigillate il bordo con un cordone di pasta.

image

Ed infornate per circa 30 minuti a forno ventilato a 180*.

image

Eccellente piatto di gran figura per una cena dove sicuramente stupirà gli ospiti. Non fatevi intimidire dall’austerità del piatto, è semplicissimo anche se non sembrerebbe, e poi, cosa da non sottovalutare, l’ ho preparato, compresa la cottura, in un’ora. Vale la pena provare, no?

Buon Appetito!