I ripieni di nonna Titti

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Anche con questa ricetta ritorno  in Liguria e, come immagine ,vi propongo la mia adorata isola Gallinara, la spiaggia dove abbiamo cresciuto le nostre figlie prima e la nostra nipotina Agata poi,  i luoghi dove trascorriamo le nostre estati

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Sono molto legata a questa ricetta che mi preparava sempre la nonna quando ero bambina e si sa, i gusti dell’infanzia ti inseguono come stelle per tutta la vita

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Bando ai romanticismi fogazzariani, torniamo ai ripieni che in questo caso ho fatto solo di cipolla e non anche con zucchine e peperoni verdure usate spesso in questa preparazione

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I RIPIENI DI CIPOLLE

  • 2 cipolle bianche lessate
  • 150 gr di carne macinata
  • 50 gr di mortadella
  • 3 patate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 scalogno
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • prezzemolo tritato
  • vino bianco qb
  • 1 uovo
  • olio evo
  • sale, pepe
  • noce moscata
  • pane grattugiato

ESECUZIONE

Separate I veli della cipolla già lessata e tagliateli a spicchi tutti uguali

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In una padella con un po’ di olio evo  rosolate il macinato con l’aglio e lo scalogno tritati ed il rametto di rosmarino

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Quando saranno ben rosolati, sfumate con il vino bianco

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e fate evaporare.

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Lessate le patate, quando saranno pronte passatele al passapatate ed unite tutti gli altri ingredienti: parmigiano, prezzemolo, uovo, mortadella tritata e condite con un pizzico di sale, pepe e noce moscata

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Unite anche la carne macinata cotta e amalgamate molto bene il composto. Con il composto riempite le cipolle

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Mettetele in teglia foderata con carta forno e unta con olio evo

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Proseguite sino ad esaurimento degli ingredienti; aggiungete pane grattugiato e rifinite con un giro d’olio evo. Cuocete in forno caldo a 200° per 30 minuti circa

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Perché i ripieni diventino un eccezionale piatto unico, abbinatelo ad una insalata di finocchi

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condita con una salsina a base di olio sale pepe e succo d’arancia e lasciata un po’ a macerare

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Prima di servire, unite olive condite piccanti

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e finite il piatto con 1 arancia tagliata a vivo

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Buon appetito a tutti

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Castagne mon amor…Spezzatino alla birra con castagne

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Le castagne sono una delle mie passioni culinarie, anche se, in certe preparazioni, non ho mai osato provarle.

Ricordo uno spettacolare tacchino ripieno alle castagne che i miei genitori spesso mettevano in menù  per il pranzo di Natale, ma, sino ad oggi, nella mia cucina le castagne sono entrate solo  come caldarroste!

Davanti a questa ricetta molto autunnale non sono riuscita a resistere, ho ceduto ed ho preparato uno  spezzatino alla birra che non mi ha assolutamente deluso

SPEZZATINO DI VITELLO ALLA BIRRA CON CASTAGNE

  • 500 gr di bocconcini di vitello
  • 2 carote
  • 2 cipolle di media grandezza
  • 2 coste di sedano
  • 10 castagne
  • 30 gr di funghi secchi
  • 100 gr di guanciale
  • 3 cucchiai di farina di castagne
  • alloro
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Per prima cosa incidete le castagne e mettetele nel microonde per 1 minuto alla massima potenza, quindi sbucciatele e spellatele

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Mettete i funghi in acqua calda per reidratarli

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In un tegame mettete le carote, le cipolle e i gambi di sedano tagliati finemente, con un po’ d’olio e fateli un po’ insaporire, appena iniziano a soffriggere, aggiungete anche il guanciale tagliato a listarelle

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Aggiungete una foglia di alloro per profumare il soffritto e i funghi secchi che avrete tenuto in bagno per circa 1\2 ora e tritati; infarinate con la farina di castagne i bocconcini di vitello e setacciate la farina in eccesso, fate quindi sigillare la carne in padella con un po’ di olio evo

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Unite la carne al soffritto e sfumate con la birra

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Unite anche le castagne e ricoprite con brodo vegetale, salate e pepate.

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continuate la cottura per circa 3 ore ( per questo la slow cocker mi è stata di grande aiuto, ma, se non possedete questo meraviglioso attrezzo, sostituitelo con la pentola a pressione, cuocendo a fiamma bassa, dal sibilo, per 40 minuti)

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Trascorso il tempo di cottura, passate parte del condimento con il passatutto

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ed irrorate perfettamente i bocconcini

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Servite con una fumante polenta oppure, come me, con un semplicissimo purè alla zucca gialla montato con olio al rosmarino

Buon Appetito

 

E’ arrivata la slow cooker: spezzatino alla cantina

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Chi di voi mi segue anche su FB, sa che da circa 1 mese ad aumentare il mio “magazzino\cucina” per usare un’espressione di mio marito, è arrivata lei, la SLOW COOKER

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Si tratta della meglio conosciuta pentola americana a cottura lenta, non aggredisce i cibi con temperature troppo elevate ma soprattutto non prevede soffritti che, al ritorno dalle vacanze, è meglio evitare.

Prendendo spunto dal ricettario della pentola stessa curato da Carlo Cracco, ho preparato lo spezzatino alla cantina portando le solite variazioni sul tema a seconda degli ingredienti che avevo in casa

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SPEZZATINO ALLA CANTINA-SLOW COOKER

  • 600 g di spezzatino di manzo magro
  • 2 cipolle rosse di media grandezza
  • 2 patate di media grandezza
  • 1 carota
  • 400 gr di piselli gelo
  • 3 spicchi d’aglio
  • prezzemolo tritato
  • 2 pomodori maturi (oppure 200ml di salsa di pomodoro)
  • 1 bicchiere di vino rosso
  • peperoncino
  • 3 cucchiai d’olio
  • erbe provenzali
  • sale pepe

ESECUZIONE

Pulite la carne dai grassi

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tagliarla a cubetti e condite con sale, pepe ed erbe provenzali

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tagliate le patate a cubetti della grandezza della carne, le carote a dadini, le cipolle a fettine sottili tritate il prezzemolo ed aggiungete i piselli e l’aglio schiacciato.

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condite con sale, pepe, peperoncino pomodoro tritato o, se avete scelto così, la passata di pomodoro

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aggiungete la carne

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e mischiate ancora molto bene

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P.S. Prima di aggiungere i piselli, fateli scongelare perché nella pentola non si possono mettere cibi ghiacciati!!!!

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Mettete tutto nella pentola ed aggiungete il vino, chiudete con il coperchio ed avviate a modalità Hight

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Trascorso il tempo di cottura, aggiungete l’olio a crudo

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servite con crostoni di pane abbrustolito e, se dovesse avanzare, sappiate che il giorno dopo il gusto ne guadagna

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Dove eravamo rimasti?

Prendo in prestito le parole che il   grande Enzo  Tortora pronunciò alla ripresa del suo programma “Portobello ” per introdurre la salsa della quale vi avevo parlato ieri

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Si, forse ho esagerato con il titolo, ma, è una salsa talmente buona e gustosa che merita un po’ di pompa magna

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E’ anche molto versatile ed è adatta sia alla carne che al pesce e non la disdegnerei neppure su crostoni di pane per una cena in terrazza… tempo permettendo!

SALSA PROVENZALE

  • 1 cipolla fresca di Tropea
  • 5 pomodori maturi
  • 1 spicchio d’aglio
  • erbe aromatiche provenzali
  • prezzemolo e basilico
  • peperoncino ( facoltativo)
  • olio d’oliva
  • 1\2 cucchiaio di farina
  • 1\2 bicchiere di vino rosso
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • 1 cucchiaio di olive taggiasche denocciolate
  • sale pepe
  • 1 mestolino di brodo bollente

ESECUZIONE

Fate appassire in 30 gr di olio evo una cipolla tritata

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spolverate con la farina e mescolate

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bagnate quindi con il vino rosso

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e fate ben evaporare; tritate i pomodori dopo averli lavati accuratamente

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ed uniteli al soffritto con il brodo bollente

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aggiungete anche le erbe provenzali, prezzemolo e basilico e, se vi piace, un po’ di peperoncino piccante

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regolate di sale e pepe e lasciate cuocere per circa 20 minuti

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Alla fine unite i capperi dissalati e le olive

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e servite la salsa quando è ancora tiepida

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Buon Appetito

 

Girellando in cucina

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Chef juventino all’opera

Capita a volte di vagare in cucina senza avere ben chiaro ciò che si voglia preparare.

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In questi casi, l’iter è sempre lo stesso: si apre il frigo, magari si controlla la dispensa, e poi, a seconda di ciò che si trova si inizia ad “operare”.

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Questo, è ciò che ho fatto io questa mattina prima di farmi venire l’idea dello “spezzatino alla lionese”

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Le ricette di nonna Quanita

Anche questo è un piatto della mia infanzia che, devo ammettere, non mi piaceva quasi per niente!! Forse perchè uno degli ingredienti principali sono le cipolle che, si sa, non sono molto apprezzate dai bambini

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Comunque, da adulta, ho avuto modo di apprezzarlo e l’ho assai rivalutato mettendolo nella lista d’oro dei piatti preferiti dalla combricola familiare.

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SPEZZATINO ALLA LIONESE

  • 600 gr di spezzatino di manzo magro
  • 3 cipolle chiare
  • alloro
  • olio evo
  • noce moscata
  • 1 bicchierino di cognac
  • 3\4 di bicchiere di vino bianco
  • worcestersauce
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete in una pentola l’alloro con l’olio e fatelo scaldare

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Mettete in pentola la carne tagliata a piccoli bocconcini e fate rosolare a fuoco non troppo violento

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aggiungete la cipolla, sfumate con il cognac e, appena sarà evaporato, unite il vino bianco, qualche goccia di salsa worcester e un po’ di noce moscata

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Aggiustate di sale e pepe fate cuocere a fuoco molto basso a pentola coperta per circa 1 h

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Nel frattempo preparate una pastella adattav per friggere i carciofi e friggeteli, saranno un perfetto contorno

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Trascorso il tempo di cottura servite con i carciofi spolverizzando con erba cipollina

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Buon Appetito

Eccoci a casa!

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Eccoci a casa!

Dopo aver archiviato l’estate siamo felicemente tornati nella nostra meravigliosa Siena

Ovviamente io sto benissimo ad Albenga, è il luogo dove sono nata, dove risiedono quasi tutti i miei parenti e tanti amici dell’infanzia ai quali sono legatissima, ma rientrare in una città come Siena dopo un po’ di assenza, è come immergersi completamente nell’arte e nella storia con una forza ed una potenza da levare il respiro!

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Ho la fortuna di aver viaggiato molto per il mondo e mi sento di poter dire che pur apprezzando moltissimo ciò che ho visto  e visitato la sofisticata bellezza e la magica atmosfera che questa città dona a chi la visita, l’ho riscontrata poche volteimage

Bando ai romanticismi e tornando a ciò che ci interessa in questa sede cioè il cibo, non ho lasciato la terra di Liguria senza aver caricato  la macchina in maniera spropositata con i suoi principali prodotti tra questi ho portato con me delle sardine prese dal pescatore la mattina della partenza, le quali, nonostante ci abbiano ” tenuto compagnia ” tutto il viaggio con il loro dolce sentore, cucinate al carpione alla maniera della nonna, ci hanno abbondantemente ripagato del minimo disagio che ci avevano arrecato

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SARDINE IN CARPIONE DI NONNA FRANCESCA

  • 500 gr di sardine freschissime
  • 2 cipolle di Tropea fresche
  • 50 gr di pinoli
  • 2 foglie di alloro
  • 2-3 rametti di maggiorana
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 limone
  • 40 ml di aceto bianco
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • un po’ di radice di zenzero grattugiata
  • 1/2 bicchiere di olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Pulite bene le sardine privandole delle teste ed eliminando le interiora; lavatele bene, fatele un po’ sgocciolare e tamponatele con la carta da cucina

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Infarinate leggermente le sardine e cuocetele il olio d’oliva per 2-3 minuti rigirandole delicatamente per evitare che si rompano;

imagemettetele quindi ben allineate in una pirofila dopo averle un po’ salate

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Tagliate a fettine sottili le cipolle

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e fate tostare in modo adeguato i pinoli affinché possano sprigionare il loro olio essenziale

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Abbassate al minimo la fiamma sotto la padella dove avete fritto le sardine ed aggiungete la maggiorana e l’alloro, le cipolle, l’aglio ben schiacciato, lo zenzero grattugiato, l’aceto, il limone a spicchi, il sale, il pepe macinato ed anche qualche grano e lo zucchero

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Fate riscaldare il carpione per 2-3 minuti a fuoco dolcissimo

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Quindi unite i pinoli e fate ulteriormente insaporire tutto insieme ancora per pochi secondi

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Versate la marinata calda sulle sardine allineate nella pirofila facendo in modo che restino ben coperte

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Coprite con la pellicola e conservate in frigo almeno sino al giorno dopo; tirate il carpione fuori dal frigo 1 ora prima di consumarlo e vi garantisco che questo piatto vi conquisterà.

Dimenticavo di dirvi che la mia nonna Francesca aggiungeva al carpione anche le zucchine trombette tagliate sottilissime e fritte, in questo modo il piatto era completo ed assolutamente sfizioso

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Buon appetito

 

 

 

 

Parola d’ordine: PARTECIPAZIONE

Io sono così!image

Non riesco a fare le cose con atteggiamento distaccato, è un fatto caratteriale, mi butto a capofitto in ciò che mi piace e vivo tutto con trasporto.

Sarà per questo che le 24 h della giornata non mi bastano mai, vorrei averne altrettante per perfezionare tutto secondo i miei canoni che, vi garantisco, sono piuttosto alti!image

In cucina in modo particolare mi piace coccolarmi il più possibile magari sfidando le mie capacità con piatti diversi con ingredienti improvvisati. Non sempre i risultati sono all’altezza delle aspettative.image

La ricetta che vi propongo oggi è, però, super collaudata e non corro il rischio di figuracce!

……. Allora, sempre con la solita ” partecipazione ” prepariamo questo ottimo piatto tipico della Valle d’Aosta che , in questi giorni finalmente di freddo, mi sembra molto indicato

CARBONADA CON POLENTA

  • 1/2 kg di magro di manzo
  • 2 cipolle
  • 70 gr di burro
  • olio evo
  • 60 gr di farina
  • vino rosso q.b.
  • 1 mazzetto di erbe aromatiche ( timo, rosmarino,salvia, santoreggia..)
  • sale, pepe
  • olive nere ( facoltative)

ESECUZIONE

Tritate insieme le cipolle con le erbe aromatiche dopo averle pulite a ben mondate.image

Tagliate la carne a dadi , infarinateli e rosolatela con il burro in casseruola possibilmente in ghisa perché regge benissimo le lunghe cotture.image

Fate ben rosolare sino a quando si sarà formata una crosticina dorata.

Levate la carne dal tegame, aggiungete un cucchiaino d’olio evo e versate il trito di cipolle ed erbe.image

Mescolate bene al fondo di cottura e fate rosolare dolcemente, a fuoco basso, finché la cipolla sarà diventata trasparente.

Rimettete a questo punto la carne nella pentola, salate abbondantemente, pepate con generosità e unite il vino , poco per volta sino a completa cottura che dovrà essere fatta a fuoco bassissimo ed a tegame coperto per circa 2 ore.image

A fine cottura la carne dovrà risultare molto tenera ed il sugo ben ristretto ..image

Ho aggiunto a 10 minuti prima della fine cottura una manciata di olive nere ed ho servito la carbonara con una fumante polenta bramata.image

Ricordi di gioventù

imageNegli anni della nostra giovinezza, ormai persi nella nebbia dei tempi, accadeva spesso che ci si trovasse in casa dell’uno o dell’altro per trascorrere serate all’insegna della musica.

Eravamo tutti giovani con figli piccoli e quasi tutti lontani dalle famiglie di origine, ma tutti con la forza dei vent’anni, avevamo voglia di stare insieme per trascorrere momenti di svago.

Ci eravamo inventati i sabato sera dove cantavamo a squarciagola canzoni stonate, che a noi però parevano da Oscar e, nemmeno a dirlo, con tavolate affollatissime dove ognuno di noi contribuiva con piatti tipici del proprio territorio.

Un collega di mio marito, romano de Roma, preparava spesso un pollo alle cipolla con una ricetta che, a suo dire, aveva “estorto” con le lusinghe ad una notissima ristoratrice di Trastevere e che ,sempre secondo lui, aveva incredibili effetti afrodisiaci!!

Non so proprio se questa fosse una semplice boutade, ma sicuramente so che era una vera bontà………..o era solo la musica????????

Be’, giudicate voi.

POLLO ALLE CIPOLLE DE SORA PIA

  •  1 pollo tagliato a pezzetti
  • 3 cipolle rosse di certaldo
  • 1 spicchio d’aglio
  • salvia,rosmarino, timo
  • olive di Gaeta
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • il succo di 1 limone
  • olio evo
  • sale pepe.

ESECUZIONE

Con l’aglio e le erbe aromatiche, fate un trito finissimo, unite il sale ed il pepe e cospargete con questo composto i pezzi di pollo.

Mettete il pollo dopo averlo un po’ massaggiato, in un contenitore ed irrorate con olio evo ed il succo di 1 limone.

Chiudete con un tappo a chiusura ermetica e lasciate così riposare per un paio d’ore.image

Nel frattempo tagliate le cipolle a fettine sottili e lasciatele un po’ in acqua calda affinché perdano il loro gusto forte.

Trascorso il tempo di posa del pollo, mettetelo in una padella con la marinata e fatelo insaporire da ogni lato.image

Aggiungete quindi le cipolle e, dopo aver fatto amalgamare i sapori, unite il vino bianco e fate andare sino a cottura del pollo a fuoco molto basso.image

Se occorre aggiungete un po’ di brodo caldo o acqua calda e 1/2 dado da brodo.image

10 minuti prima della completa cottura unite le olive e fate in modo che resti parecchio intingoloimage

Non dimenticate di rifornirvi di parecchio pane, magari fate voi quello con le noci: tutti i commensali si sentiranno estasiati, se poi è vero ciò che dice Pietro…………….

Buon Appetito!image

U stucchefissu

imageNelle giornate uggiose e piovose come oggi, mi ritornano in mente i pomeriggi invernali con i miei nonni. Quando nonna Quanita aveva voglia di gratificazione a dispetto dell’inclemenza del tempo preparava il suo famoso “stucchefissu” o buridda alla ligure in modo assolutamente egregio. Sebbene da bambina non amassi molto lo stoccafisso, divoravo le patate che lo accompagnavano perché erano davvero gustosissime. Eh si, ci risiamo, i sapori dell’infanzia sono i sapori della felicità!

BURIDDA O STUCCHEFISSU IN TUCHETTU

  • 800 gr di stoccafisso già ammollato
  • 1 kg di patate
  • 1 cipolla
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 4 filetti di acciuga dissalati
  • 10 gr di funghi secchi
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 l di brodo vegetale
  • 1 cucchiaio di farina 00
  • olive taggiasche qb
  • olio evo
  • sale

ESECUZIONE

Mettete i funghi ad ammollare con acqua calda per circa 30 minuti.

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Fate rosolare in casseruola la cipolla tritata con i pinoli e 3 cucchiai di olio evo.

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Unire i funghi dopo averli strizzati bene dall’acqua e tritati.

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Appena la cipolla sarà un po’ stufata, aggiungere le acciughe e fatele sciogliere a fuoco molto basso. A questo punto unite le patate tagliate a cubotti e fate insaporire.

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A parte infarinate lo stoccafisso.

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Tagliato a tocchi e friggetelo in abbondante olio d’oliva.

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Unite lo stoccafisso alle patate e coprite con il brodo nel quale avrete sciolto il concentrato di pomodoro, coprite la pentola e fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso, dall’inizio del bollore.

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A questo punto aggiungete le olive e portate a cottura avendo cura che rimanga un’abbondante ” bagna” o sughetto.

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Servite ben caldo.

Si può alleggerire il piatto evitando di friggere lo stoccafisso e mettendolo direttamente ad insaporire nel soffritto di base. E’ sicuramente un piatto unico molto importante ma vi garantisco che fa la “tavola” felice.

Questa ricetta la nonna l’aveva tratta dal famoso libro ” La cuciniera genovese” con sottotitolo  “La vera maniera di cucinare alla genovese” che lei aveva ereditato dalla sua mamma ed io, con grande fortuna, ho ritrovato in soffitta nel classico baule polveroso e che naturalmente conservo come il più prezioso dei tesori!image

Buon Appetito

Ma che piacere!

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Si, proprio così, che piacere!

Manuela del blog “non solo nonna” mi ha taggata e questa mia prima esperienza mi dà la sensazione di essere entrata di diritto nel mondo dei blogger, quelli veri. Grazie Manuela, sei stata davvero cara ad aver pensato a me, da parte mia cercherò, con foto e notizie, di darvi  un’ immagine esaustiva della persona che sono.image

Tornando a parlare di cibo, oggi ho pensato di trasmettervi la versione ligure della pizza napoletana: la sardenaira, o pizza all’Andrea, o pizzaladier, insomma, cambia il nome a seconda della zona del ponente ligure dove viene fatta, ma la bontà del prodotto finale resta invariata.

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Vi propongo  la ricetta della mitica nonna Francesca che quando preparava questa fantastica prelibatezza, chiamava tutti i figli disseminati in mezza Liguria affinché venissero a ritirare la propria teglia, o meglio il ” testu”, perché anche dopo mille tentativi, nessuno in famiglia riusciva a farla come lei: nessuna copia era all’ altezza dell’originale. Nonna Francesca era e sarà sempre insuperabile!

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Io adoro questa focaccia, perché di focaccia si tratta, guai a chiamarla pizza, non è e non vuol essere una pizza, è semplicemente una focaccia condita con sugo di cipolle e acciughe sotto sale, olive taggiasche, aglio di Vessalico ed origano delle Alpi liguri come se piovesse. Si, avete capito bene, é il sunto perfetto della mia amata terra, é il connubio sublime tra i monti ed il mare. E’ l’essenza dolce ed amara delle nostre anime da marinai.

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Non so se questa passione per la sardenaira deriva solo dalla sua bontà o anche dalla convivialità nella quale veniva consumata (si sa i gusti dell’ infanzia hanno un sapore indimenticabile) so solo che già dal primo morso, il mio cuore torna bambino.

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SARDENAIRA DI NONNA FRANCESCA

Per la pasta

  • 500 gr di farina 0
  • 30 gr di lievito di birra
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 5 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino di sale
  • acqua tiepida q.b.

Per il condimento

  • 1 kg di pomodori sodi e ben maturi
  • 100 gr di acciughe sotto sale
  • 2 cipolle bianche
  • olive taggiasche
  • aglio
  • origano
  • basilico
  • olio evo
  • sale pepeimage

Mettete la farina sulla spianatoia, sciogliete il lievito con il latte tiepido ed unitelo alla farina, aggiungete il sale e l’olio, quindi impastate con acqua tiepida sino ad ottenere un impasto morbido ed elastico che farete lievitare coperto per 1 ora.

Trascorso questo tempo, ungete d’olio una teglia rettangolare, disponetevi la pasta, conficcate gli spicchi d’aglio con la loro buccia nella pasta stessa e fate ancora lievitare nel forno spento per 1 ora.

Nel frattempo preparate il condimento:

Tagliate con la mandolina le cipolle e fatele stufare nell’olio per circa 15 minuti. Se serve aiutatevi in questa operazione con un po di vino bianco che farete ben evaporare per evitare che il sugo resti acido. Quando le cipolle saranno trasparenti, unite le acciughe sfilettate e pulite dal sale e fuori dal fuoco, sciogliete aiutandovi con una forchetta.

Unite quindi i pomodori sbucciati e tritati, il basilico spezzettato a mano. Se serve aggiustate di sale e pepe e fate addensare. Scaldate il forno a 180* e cuocete la sardenaira senza condimento per 10 minuti, quindi togliete la teglia dal forno aggiungete la salsa, le olive e l’origano ed infornate ancora per 30-40 minuti.image

Servitela tiepida.

La sardenaira è una ricetta che si differenzia, anche se di poco, in ogni famiglia dell’imperiese ligure, non é certificata da codici e codicilli e come tutte le cose libere é eccellente.

Provatela, non ve ne pentirete!

Buon appetito