la befana vien di notte

E noi di giorno ci diamo da fare per allestire i soliti interminabili pranzi che fanno così tanto bene al cuore, naturalmente il cuore di noi romantici non quello reale!

Da parecchi giorni mi sto dando da fare per allestire un menù che esprima oltre che l’ovvia bontà anche il calore dello stare bene in famiglia

A questo scopo, per questa festa, ho pensato al carrello dei bolliti piemontese e, in una dimensione famigliare, ho iniziato a preparare tutti i vari pezzi di carne

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In un pentolone ho messo il manzo, dove, oltre alle verdure solite ho aggiunto anche alcuni pomodori secchi, un’altra pentola l’ho preparata con il vitello aggiungendo anche un mazzetto di salvia e rosmarino ed uno spicchio d’aglio, poi il tegame con il cappone dove non poteva mancare la cipolla steccata con 3 chiodi di garofano e 2 foglie di alloro che, come diceva la mia nonna, aiuta la digestione, in ultimo, ma non ultimo, ho preparato le parti un po’ meno nobili del vitello, che non possono mancare in un bollito che si rispetti: la lingua, la coda, la guancia e lo zampino con l’aggiunta oltre alle verdure e il pomodoro secco e fresco, anche di una crosta di parmigiano ben raschiata e lavata.

A parte, senza considerare il brodo preparerò anche il classico cotechino abbinandolo alle canoniche lenticchie

Insomma in questi giorni la mia cucina era stracolma di pentoloni in ebollizione che riempivano la cucina di un profumo di buono che scaldava il cuore

Sognando tra questi effluvi divini, ho ripensato alla stracciatella che preparava la mia nonna ed approfittando del brodo di cappone, l’ho subito preparata, così, come la faceva lei facendo un salto nel passato, infatti questo e’ un piatto piuttosto desueto ma molto buono e gustoso, soprattutto in questa stagione fredda, che varrebbe la pena di riscoprire

STRACCIATELLA A MODO MIO

  • 1 L di ottimo brodo ( ho usato quello di cappone, ma va benissimo qualsiasi altro tipo, basta sia di qualità)
  • 3 uova (una a commensale)
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • prezzemolo, maggiorana e basilico e 2 foglioline di menta tritati
  • sale, pepe
  • pastina all’uovo piccolissima

ESECUZIONE

Sgrassate benissimo il brodo ( questa operazione può essere fatta agevolmente facendo freddare il brodo benissimo e togliendo quindi il grasso in superficie ormai solidificato

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Rimettetelo al fuoco e portate ad ebollizione, quindi gettate la pasta

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Nel frattempo in una terrina battete le uova con il parmigiano, il trito di erbe aromatiche ed un pizzico di pepe

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Quando la pasta sarà cotta, versare il composto di uova nella pentola con il brodo bollente battendo energicamente con la frusta

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Servite immediatamente

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La mia nonna preparava la pasta per la stracciatella con 1 uovo, un etto di farina di grano duro ed un pizzico di sale, quindi faceva un po’ seccare la pasta e la grattugiava con la grattugia a fori piccoli il risultato era eccellente

Buon Appetito

365 giorni di serenità !

img_2423Questo è il mio augurio per l’anno che sta arrivando per tutti voi amici che mi seguite sul blog; dato che siamo in un blog di cucina, lo faccio nel modo più classico ma anche più banale, con le lenticchie ed il cotechino, piatto che questa sera non mancherà di certo sulle vostre tavole super imbandite!

La ricetta è quella della mia nonna Francesca, cuoca sopraffina, ogni piatto preparato da lei sapeva davvero di buono

Ho un ricordo impresso nella memoria che ogni Capodanno mi ritorna in mente: la mia nonna intenta a preparare il battuto per le lenticchie che elenca tutti gli amici e parenti che “poverini” ci avevano lasciati nell’arco dell’anno appena trascorso, la conclusione era sempre la stessa “beh, anche quest’anno a me è andata bene!”

Il coro a queste parole era sempre uguale, una sonora risata da parte di tutti al quale anche lei si univa immediatamente.

Tralasciando gli aneddoti passati , auguro ancora a tutti voi ogni bene, salute e prosperità e, per citare sempre nonna Francesca

“FIGGIO’ MANGEI E LENTICCHIE…….E SUN PALANCHE!”

traduzione: ragazzi, mangiate le lenticchie…….sono soldi!

BUON ANNO SPUMEGGIANTE A TUTTI

LENTICCHIE E COTECHINO DI NONNA FRANCESCA

  • 200 gr di lenticchie di castelluccio
  • 1 cotechino precotto di circa 500 gr
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 ciuffo di salvia
  • 2 foglie d’alloro
  • 50 gr di pancetta stesa
  • brodo vegetale qb
  • peperoncino ( facoltativo)
  •  250 gr di pomodori pelati
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Preparate il cotechino come indicato sulla confezione

Lavate accuratamente le lenticchie

Tritate finemente gli odori, il peperoncino, le erbe aromatiche e la pancetta e fate rosolare in una pentola di coccio con l’olio evo

Quando il trito sarà appassito, unite i pomodori passati, l’alloro, salate e fate restringere un po’il sugo

A questo punto unite le lenticchie fate insaporire, coprite con il brodo bollente e fate cuocere a fuoco basso per circa 45 minuti

Trascorso questo tempo mettete le lenticchie nel piatto di portata ed adagiatevi sopra il cotechino scolato, privato del budello e tagliato a fette

…….CIN CIN E AUGURI A TUTTI

Voglio darvi anche una notizia dell’ultima ora: sono stata citata da un giornale letterario toscano per il libro di ricette che ho scritto “IN CUCINA DA NONNA TITTI” , beh, mi pare proprio un bel finale a lieto fine!

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Il ragù della nonna

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Ogni famiglia italiana custodisce con grande cura la ricetta del ragù della nonna

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Chi, tra noi non proprio giovanissimi, non ricorda l’asse della pasta che la nonna metteva sul tavolo di cucina ed iniziava, con perizia ineguagliabile, a confezionare delle meravigliose tagliatelle casalinghe che rappresentavano il piatto principe della domenica

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Anch’io, da nonna vintage quale sono, ho provato a ripercorrere quelle bellissime domeniche degli anni ’60 preparando le tagliatelle della nonna dopo averle modernizzate  un po’ usando per tirarle la mia affezionata macchinetta
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Ho tirato fuori il ricettario delle meraviglie e voilà, come per incanto la cucina si è innondata dei profumi confortevoli della nonna

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RAGÙ ANTICO DELLA MIA NONNA

  • 500 gr di carne mista macinata ( manzo vitello e maiale)
  • 1 carota
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla ramata
  • 1 scalogno
  • 2 spicchi d’aglio
  • prezzemolo
  • rosmarino, salvia, timo freschi
  • 50 gr di pinoli
  • 30 gr di funghi porcini secchi
  • 8 pomodori secchi
  • 500 gr di salsa di pomodoro
  • concentrato di pomodoro
  • 100 gr di parmigiano reggiano 36 mesi
  • olio evo
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • sale pepe qb

ESECUZIONE

Tritate tutte le verdure del soffritto comprese le erbe aromatiche e mettetele a soffriggere con un po’ di olio evo

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Mettete in una tazza di acqua calda i funghi secchi e, quando saranno ben ammollati (  sarà sufficiente un 1/4 d’ora), tritateli insieme ai pinoli
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Aggiungeteli al soffritto di odori e fate insaporire tutto insieme; a questo punto unite la carne, sgranatela bene e soffriggetela con le verdure ed i funghi

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Quando sarà tutto ben rosolato, bagnate con il vino rosso nel quantitativo necessario a coprire a filo gli ingredienti e fate cuocere sino a quando il soffritto risulterà nuovamente asciutto

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Nel frattempo mettete i pomodori secchi in un pentolino e fateli bollire in acqua per qualche minuto, quindi strizzateli e tritateli finemente

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Uniteli alla base del ragù

img_2165 con la salsa di pomodoro

img_2166ed il concentrato

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Aggiungete anche parte dell’acqua dei funghi dopo averla filtrata

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Aggiustate di sale e pepe e cuocete a tegame coperto e fuoco molto basso per almeno un’ora

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Se volete in questo tempo potete preparare le tagliatelle con farina di grano duro Senatore Cappelli e uova fresche, ma,  devo dire che con un ragù così qualsiasi pasta diventa speciale.

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La mia nonna metteva il reggiano direttamente nella pentola del ragù con un pezzettino di burro perché, sosteneva, in questo modo si annullava l’eventuale eccessiva acidità del pomodoro.

Effettivamente è un piatto antico un po’ elaborato che richiede cura e tempo, ma, a volte rallentare un poco per cercare qualcosa di diverso, può valerne la pena

Buon Appetito

 

 

Immagini da un viaggio

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Eccoci tornati da un appassionante viaggio in estremo oriente, mondo ricco di storia e cultura ma profondamente diverso dal nostro

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I colori prepotenti della natura da quelle parte, resta nel cuore ed affascina come un tatuaggio indelebile

img_1999La cucina però, quella no, mi perdonino i cultori dei vari sushi o involtini primavera, ma la nostra cara cucina regionale è, a mio avviso, un’altra cosa!

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Allora, proprio per rimarcare la tradizione propongo come prima ricetta dopo un lungo periodo di ” sospensione vacanziera” un filetto di maiale al Chianti che, sono certa, vi conquisterà

FILETTO DI MAIALE AL CHIANTI CON MELE CARAMELLATE

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per il filetto

  • 1 filetto di maiale intero
  • 50 gr di burro
  • olio evo
  • rosmarino e salvia
  • pepe nero in grani
  • sale
  • 1 cucchiaio di farina

Per la salsa al Chianti

  • 250 gr di vino Chianti ( o di un rosso corposo)
  • 1 scalogno
  • radice di zenzero
  • rosmarino
  • 1 buccia di limone grattugiata
  • 30 gr di burro
  • sale, pepe

Per le mele

  • 4 mele golden
  • 50 gr di vin santo
  • 25 gr di burro
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • radice di zenzero grattugiata
  • sale pepe

ESECUZIONE

Iniziamo preparando la salsa al Chianti: dopo averlo pulito, tritate molto bene lo scalogno; In un pentolino mettete il vino e lo scalogno, lo zenzero grattugiato, la buccia del limone anch’essa grattugiata, e le erbe aromatiche

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Portate ad ebollizione, fate cuocere per qualche minuto sino a che la salsa si sarà ben ridotta; aggiustate di sale e pepe e filtrate la salsa ottenuta,  aggiungete il burro emulsionando energicamente

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Tenetela da parte in attesa

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Preparate ora le mele: dopo averle ben sbucciate e private del torsolo, tagliate le mele a cubetti; scaldate il burro e fate rosolare le mele a fuoco vivace

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Unite lo zucchero, lo zenzero grattugiato e sfumate con poco vin santo facendo cuocere le mele sino a quando il liquido sarà assorbito.

Passiamo al filetto: tagliate il filetto intero a fette piuttosto alte ed infarinatele leggermente. In padella scaldate un filo d’olio evo ed il burro aromatizzando il fondo con il rosmarino e la salvia

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Unite i filetti

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Fateli ben rosolare, unite qualche grano di pepe nero e fate cuocere rigirando la carne da tutti i lati velocemente a fuoco vivo; mappate il filetto con la riduzione di vino

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Servite la carne accompagnandola con le mele

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Servite anche  a parte ancora salsa al vino e, se vi piace, anche con un soffice purè di patate

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Buon Appetito

 

 

 

 

 

 

Tempo di conserve

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Sebbene siano solo due, gli ulivi del mio giardino l’anno scorso sono stati davvero molto prodighi di frutti.

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Per questo motivo, approfittando dell’annata, ho conservato in salamoia parecchie caraffe di olive sia verdi che nere che ho usato per la preparazione di vari piatti

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Mi sono rimaste in dispensa ancora 2 caraffe di olive verdi e, per far spazio a quelle che tra poco rifarò, ho pensato di prepararle condite ed utilizzarle per gli aperitivi oppure con taglieri di affettati e formaggi di varia stagionatura

OLIVE VERDI CONDITE AL PIZZICO

  • Olive verdi in salamoia
  • aceto bianco
  • olio evo
  • aglio
  • peperoncino
  • erbe aromatiche secche a piacere
  • la buccia grattugiata di un limone

ESECUZIONE

Scolate le olive dalla salamoia e lavatele sotto l’acqua corrente

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Denocciolatele con l’apposito attrezzo

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Mettetele su di un canovaccio pulito ad asciugare

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Quando si saranno ben asciugate spruzzatele con un po’ di aceto bianco e fatele nuovamente asciugare

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A parte preparate in una ciotolina il condimento: olio evo, aglio tagliato a lamelle, prezzemolo, origano, erba cipollina tutti essiccati, peperoncino, la buccia del limone e qualche goccia di aceto; fate un’emulsione e lasciate un po’ riposare affinché gli aromi si riescano ad amalgamare bene.

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Condite con l’emulsione le olive e, se occorre, aggiungete altro olio; aspettate qualche ora prima di consumare e conservate le olive che resteranno in frigorifero…se resteranno!

Dimenticavo di consigliarvi di utilizzare le olive con il loro olio per condire carni o verdure bollite, sentirete che bontà.

Buon appetito

 

L’arte del riciclo

imagePenso capiti anche alle più organizzate tra le meravigliose donne della new generation di correre in rosticceria a prendere il triste, anzi tristissimo pollo  arrosto per allestire il pranzo dell’ultimo minuto per poi pensare, mentre si mastica a fatica il suddetto volatile di cellulosa pura :” mai, non lo farò mai più!!”

Invece no, ci si casca sempre e più di metà pollo va a finire inesorabilmente nel sacchetto dell’umido!

Ovviamente succede anche a me che sono una vecchia nonna, anche se casalinga dell’ultima ora, che non si adatta ai nuovi gusti plastificati; allora aguzzo l’ingegno e mi invento piatti più o meno probabili.

Oggi sono rimasta sul classico ed ho pensato al banalissimo pollo e patate ma ho aggiunto l’artiglio di nonna Titti ed è  uscito fuori un piatto saporito e grintoso sicuramente da riproporre

PATATE SABBIOSE E POLLO DI RICICLO ALLA DIAVOLA

  • 1/2 pollo arrosto avanzato
  • 4 patate di media grandezza
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 limone succo e buccia grattugiata
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 peperoncino piccante
  • 50 gr di parmigiano
  • pane grattugiato
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Preparate un trito finissimo con le erbe aromatiche,l’aglio ed il peperoncino

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Quindi mischiatelo al parmigiano, al pane grattugiato, sale pepe e  alla buccia del limone anch’essa grattugiata.

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Disossate bene il pollo, privatelo della pelle e tagliatelo a tocchi; Mettetelo in una terrina , unite il vino bianco, il succo del limone, un po’ d’olio evo ed una manciata abbondante del trito di erbe aromatiche; mischiate bene, coprite con la pellicola  e lasciate insaporire in frigo per almeno 1 ora.

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Sbucciate e tagliate a tocchetti le patate e cuocetele nella vaporiera  per 5 minuti

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Trascorso questo tempo sistemate le patate nella teglia unta d’olio , insaporite con il composto di erbe aromatiche e formaggio e cuocete in forno caldo per almeno 20 minuti a 200*

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Trascorsi i 20 minuti, prendete la teglia dal forno e unitevi il pollo con la sua marinata

imagemischiate con cura, e mettete sotto il grill alla massima potenza ancora per 15 minuti

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Potete fare questo piatto anche con carne alla griglia avanzata di qualsiasi tipo, l’ unica cosa è l’impiego del vino bianco che servirà a non far diventare la carne troppo stopposa.

Le patate sabbiose, suggerite dalla mia amica Anna Moroni, sono squisite servite da sole come contorno a piatti di carne o pesce,; per il pesce il trito perfetto è aglio, prezzemolo e buccia di limone, pane grattugiato a volontà…ed il piatto è servito!!!

Buon appetito

Fritto forever

imageIl fritto, si sa, piace a tutti, in pochi, però,  sono disposti ad ammettere questo peccato, visto il prolificare delle diete light che ci fanno sentire molto più alla moda e soprattutto non ci procurano rimorsi!

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Una  volta ogni tanto questo stravizio da’ sazietà non solo al corpo ma anche all’anima!

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Io sono un tipo che non ama molto seguire le mode ma soprattutto mi piace tanto coccolarmi e coccolare familiari ed amici, per cui, ogni tanto seguendo poche fondamentali regole, il fritto lo preparo! Anche perché davanti ad un festoso vassoio ricco di ogni prelibatezza l’allegria non manca mai!😜

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FRITTO MISTO DI FIORI ED ERBE

  • Fiori di zucca
  • Erbe aromatiche: salvia, rosmarino, prezzemolo ( foglie)

Per la tempura

  • Farina di riso
  • acqua
  • ghiaccio
  • prezzemolo tritato
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale, pepe
  • olio per friggere

Per la farcitura dei fiori di zucca

  • 1 mozzarella
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 2 filetti di acciuga
  • una manciata di capperi dissalati
  • maggiorana, timo, erba cipollina

ESECUZIONE

Per prima cosa prepariamo la tempura mischiando tutti gli ingredienti eccetto il ghiaccio che metteremo appena la pastella sarà pronta e prima di metterla nel frigo per lasciarla a riposare almeno per 1 ora

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Quindi passiamo alla pulizia dei fiori e delle erbe aromatiche lavandole delicatamente e togliendo ai fiori di zucca anche il pistillo interno

Nel robot  mettiamo tutti gli ingredienti per la farcia e frulliamo sino ad avere un composto omogeneo

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Aiutandoci con il sac-a-poche farciamo i fiori facendo attenzione a non romperli troppo e rigirando su se stessa la parte aperta per sigillarli un po’

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Mettiamo i fiori farciti nella tempura

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E friggiamoli in olio di arachidi sino a quando avranno un aspetto dorato

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Terminato di friggere i fiori procediamo con le erbe aromatiche, mettendole in pastella e figgendole

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(!!!!!! Peper non sei tu il soggetto della foto…….e sopratutto non ci provare!!!!!!!)

Servite questa frittura per un buffet in compagnia di altre  frivolezze o, più semplicemente, per un pasto in famiglia accompagnato ad insalatina fresca con l’aggiunta di semi!

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Buon Appetito

Ancoi cuniggiu da Giggia!


imageOggi coniglio della Gigia!

Questa è la traduzione della frase che in famiglia è diventata storica, che diceva mia nonna Quanita quando la sua amica Luigia detta Gigia ( o Giggia alla ligure) veniva in visita e ci portava uno dei suoi succulenti conigli.image

Il rituale era sempre il solito; per prima cosa si decideva quale delle due ricette classiche della famiglia, bisognava prediligere e poi la nonna prendeva subito il quadernino con la copertina nera e la costa dei fogli rossa appartenuto alla sua mamma ( “non è che non mi ricordo come si fa, ma leggendo la sua scrittura, mi pare che la ricetta me la dica con la sua voce” diceva sempre non senza un pizzico di malinconia!) e poi si controllava per quale delle due opzioni ci fossero più ingredienti in casa in quel momento.

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È proprio il criterio che ho seguito io quando sono finalmente riuscita a trovare un coniglio che fino a pochi giorni prima viveva libero e felice nell’ immensa conigliera dell’aia.

Ho optato per la ricetta numero due, perché essendo stata da poco ad Albenga ho potuto usare un ottimo, ma soprattutto vero, Pigato di Cisano d’Albenga prodotto da mia cugina e poi perché cotto nel vino bianco mi pare più adatto per la stagione calda.

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La prima cosa da fare, per me, è stata quella di tirare fuori “la pentola da coniglio” tipica casseruola ligure adatta alla cottura del coniglio perché senza di lei non riuscirei mai ad assaporare il gusto del ricordo ……che mi piace tanto!!!!!!!!!

CONIGLIO ALLA LIGURE RICETTA 2

  • 1 coniglio nostrano tagliato a pezzi compreso il fegato
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • prezzemolo
  • salvia
  • timo
  • maggiorana
  • rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 L di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • 1 bicchierino di cognac
  • Pinoli italiani
  • sale e pepe
  • olio evo ligure

ESECUZIONE

La sera precedente alla cottura del coniglio, mettetelo a marinare con tutti gli odori e le erbe aromatiche, bagnate con il Pigato, metà del cognac  e 2 cucchiai d’olio e , dopo aver coperto con pellicola da cucina lasciate in frigo per una notte.

Il giorno seguente mettete nella casseruola un po’ d’olio , qualche rametto di rosmarino e  fate rosolare molto bene i pezzi di coniglio dopo averli salati e pepati, da tutti i lati

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Appena saranno ben rosolati bagnateli con il restante cognac e fate evaporare, quindi unite i pinoli e fate tostare

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Tritate finemente con la mezzaluna le verdure e le erbe della marinata e mettetele in pentola

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Fate insaporire tutto insieme per qualche minuto facendo attenzione che non attacchi nulla

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Appena sarà  tutto ben rosolato, unire il vino della marinata e, se serve un po’ di acqua calda, sino a coprire a filo i pezzi di coniglio

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Coprite la pentola

image e fate cuocere a fuoco moderato per circa 1 ora se il coniglio è nostrano, per non più di 40 minuti se è di allevamento, controllando anche se serve altro sale.

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Servite il coniglio con un soffice purè oppure con patatine novelle come faceva la nonna

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Buon Appetito

Tocca a lei : la gota !

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Inizio con una comunicazione di servizio per coloro che con affetto seguono il mio blog: con oggi ho terminato la ” pazza pesca” nel congelatore, così non dovrete più sopportare le mie improbabili ricette fuori stagione…….ma per oggi no, anzi, oggi chiudo in bellezza con una tradizionalissima ricetta della cucina povera toscana, tanto buona quanto dimenticata perché  non faceva fine utilizzarla: la gota o, come viene chiamata nell’aretino, la guanciola di vitello

Ecco la ricetta super classica, desidero però aggiungere una piccola nota : vi consiglio di provare le guance di vitello all’aretina in inverno, con un fumante piatto di polenta perché così avrete modo di gustarne meglio la bontà

GUANCETTE DI VITELLO ALL’ARETINA

  • 2 Guancette di vitello
  • 2 bicchieri di Chianti
  • 1/2 bicchierino di cognac
  • olio evo
  • 50 gr di funghi secchi
  • brodo di carne
  • 3 scalogni
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • rosmarino salvia alloro
  • peperoncino
  • 1 cucchiaino di conserva di pomodoro
  • olive taggiasche ( facoltativo)

ESECUZIONE

Tritate l’aglio,le erbe aromatiche, gli scalogni la cipolla ed il peperoncino in olio evo

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Tagliate a cubetti la carota ed il sedano ed aggiungeteli al soffritto

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Mettete i funghi in ammollo in acqua calda ed unite anche loro al soffritto

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Preparate le gote: tagliatele a grossi pezzi, salateli e massaggiatele con sale aromatico e infarinatele leggermente.

In una padella a parte mettete un po’ di olio evo e fate ben rosolare la carne con un rametto di rosmarino

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Appena avrà preso colore bagnate con il cognac e fate ben evaporare

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Mettete la carne nel tegame del soffritto

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Coprite con il vino ed un mestolo di brodo ed aggiungete anche il concentrato di pomodoro

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Cuocete così a tegame coperto ed a fiamma bassa per circa 2 ore

Preparate una polenta morbida

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E servite in tegamini di terracotta irrorando la polenta con il sugo di cottura delle guance

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10 minuti prima della fine della cottura ho aggiunto una manciata di olive taggiasche che non sono contemplate nella ricetta originale, a noi questa eccezione è piaciuta molto voi potete fare come meglio credete senza intaccare la squisitezza del piatto!

Buon Appetito

Parola d’ordine: PARTECIPAZIONE

Io sono così!image

Non riesco a fare le cose con atteggiamento distaccato, è un fatto caratteriale, mi butto a capofitto in ciò che mi piace e vivo tutto con trasporto.

Sarà per questo che le 24 h della giornata non mi bastano mai, vorrei averne altrettante per perfezionare tutto secondo i miei canoni che, vi garantisco, sono piuttosto alti!image

In cucina in modo particolare mi piace coccolarmi il più possibile magari sfidando le mie capacità con piatti diversi con ingredienti improvvisati. Non sempre i risultati sono all’altezza delle aspettative.image

La ricetta che vi propongo oggi è, però, super collaudata e non corro il rischio di figuracce!

……. Allora, sempre con la solita ” partecipazione ” prepariamo questo ottimo piatto tipico della Valle d’Aosta che , in questi giorni finalmente di freddo, mi sembra molto indicato

CARBONADA CON POLENTA

  • 1/2 kg di magro di manzo
  • 2 cipolle
  • 70 gr di burro
  • olio evo
  • 60 gr di farina
  • vino rosso q.b.
  • 1 mazzetto di erbe aromatiche ( timo, rosmarino,salvia, santoreggia..)
  • sale, pepe
  • olive nere ( facoltative)

ESECUZIONE

Tritate insieme le cipolle con le erbe aromatiche dopo averle pulite a ben mondate.image

Tagliate la carne a dadi , infarinateli e rosolatela con il burro in casseruola possibilmente in ghisa perché regge benissimo le lunghe cotture.image

Fate ben rosolare sino a quando si sarà formata una crosticina dorata.

Levate la carne dal tegame, aggiungete un cucchiaino d’olio evo e versate il trito di cipolle ed erbe.image

Mescolate bene al fondo di cottura e fate rosolare dolcemente, a fuoco basso, finché la cipolla sarà diventata trasparente.

Rimettete a questo punto la carne nella pentola, salate abbondantemente, pepate con generosità e unite il vino , poco per volta sino a completa cottura che dovrà essere fatta a fuoco bassissimo ed a tegame coperto per circa 2 ore.image

A fine cottura la carne dovrà risultare molto tenera ed il sugo ben ristretto ..image

Ho aggiunto a 10 minuti prima della fine cottura una manciata di olive nere ed ho servito la carbonara con una fumante polenta bramata.image