Piatti fuori stagione: la trippa

imageChi mi conosce lo sa, in questa stagione, prima che ci si trasferisca in Liguria per le vacanze estive, faccio la solita ” pesca” nel congelatore per sbrinarlo e chiuderlo in attesa di riutilizzarlo a pieno regime in autunno.

Anche quest’ anno non ho perso l’abitudine e, come al solito, mi ritrovo a cucinare piatti non proprio adatti alla stagione che stiamo vivendo.

Nella mia ultima ” pesca ” ho tirato su un cartoccio nascosto fra una guancia di vitello e carne di cinghiale a spezzatino, che mi ha incuriosito poiché  non riuscivo a decifrarne il contenuto.

Ho voluto sfidare la sorte e l’ho scongelato…..il mattino dopo la sorpresa: si trattava di trippa!

Per mia fortuna in questi giorni le temperature si sono abbassate in modo consistente così non ci sono state troppe proteste quando ho presentato a tavola un fumante tegamino di ” trippa della nonna Quanita “, anzi ci sono state anche le lodi!!!!

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TRIPPA DI NONNA QUANITA

  • 300 gr di trippa centopelli
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 gambo di sedano
  • salvia
  • rosmarino
  • alloro
  • qualche buccia di limone
  • 1 spicchio d’aglio
  • 100 gr di pinoli
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/2 bicchiere di brodo
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 400 gr di fagioli di Spagna già lessati
  • sale, pepe
  • olio evo
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

Preparate un trito con tutti gli odori e gusti eccetto che per la foglia di alloro

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Mettete in una pentola di coccio il trito ottenuto con olio evo, i pinoli e la foglia di alloro, se volete anche il peperoncino

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Fate ben rosolare

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Unite quindi la trippa

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Quando dopo pochi minuti, i gusti si saranno amalgamati, sfumate con il vino e fate ben evaporare l’alcool

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Se lo ritenete necessario, mettete anche il brodo e fate un po’ restringere

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Trascorsi 10-15 minuti di cottura, unite la passata di pomodoro ed un cucchiaino di concentrato di pomodoro e cuocete a fiamma basa per circa 20 minuti

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Quando la salsa si sarà ristretta, aggiungete i fagioli

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Fate insaporire tutto insieme ancora per 10 minuti sino a quando la salsa sarà ben tirata

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Servite in pentolini di terracotta individuali con pane di campagna abbrustolito.

Magari in autunno, ma vi consiglio caldamente di provarla, sono certa che vi piacerà

Buon Appetito

Oggi trippa!

imageSi, oggi trippa .

Devo ammettere in tutta onestà che non e’ proprio uno dei miei piatti preferiti,ma, poiché adoro i fagioli,questa ricetta mi fa apprezzare anche la trippa.

Si tratta di una super collaudata ricetta di famiglia, la trippa con i fagioli di Spagna, succulento piatto sempre molto apprezzato

TRIPPA ALLA LIGURE CON I FAGIOLI

  • 400 gr di trippa
  • 1 carota, 1 cipolla, 1 costa di sedano
  • rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio ( facoltativo )
  • 400 gr di pomodori pelati
  • 100 gr di pinoli
  • 400 gr di fagioli di Spagna già cotti
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 bicchiere di brodo
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

ESECUZIONE

Tritate molto bene tutti gli odori e parte dei pinoli,il rosmarino e l’aglio

Soffriggete il una pentola di coccio con 1/2 bicchiere d’olio evo ( se volete potete usare meno olio, ma la trippa ne richiede parecchio)

Quando il tutto sarà dorato,unite la trippa ben pulita e tagliata a listarelle ,fate ben insaporire e sfumate con il vino bianco.

Quando l’alcool sarà evaporato,aggiungete i pelati ed il concentrato diluito in un po’ di brodo caldo.

Aggiustate di sale e cuocete a pentola coperta e fuoco dolce per circa 30 minuti.

A questo punto, scolate i fagioli di Spagna dal liquido di conservazione ed uniteli alla trippa.

A parte  soffriggete dolcemente i restanti pinoli con un rametto di rosmarino.

Proseguite la cottura della trippa per altri 10 minuti, quindi prima di servire, irrorate il tutto con l’olio caldo profumato al rosmarino e pinoli.

Nella tradizione ligure vi sono molte ricette di trippa, ma quella che secondo me e’ molto interessante, è ” la trippa alla sbira ”

Si tratta sicuramente di un piatto da intenditori e chi apprezza la trippa, lo troverà entusiasmante perché esalta al massimo il gusto di questo prodotto cotto in purezza.

Pare che la sua origine sia della fine del 1400, quando dall’oratorio di Sant’Antonio detto dei birri, uscivano coloro che, avendo terminato l’accademia, sarebbero diventati guardie carcerarie, soprannominati ” sbirri ”

Si considera anche che ,data la sua bontà ,fosse l’ultimo piatto concesso ai condannati a morte nel Medioevo!

La ricetta e’ talmente semplice che sono certa,vorrete provarla:

Fate bollire la trippa con sedano, cipolla,  alloro e carota per circa 2 ora a fuoco basso ed a tegame coperto.

Salate e pepate.

Nel frattempo abbrustolite le fette di pane, mettetelo nel piatto e conditelo con olio,formaggio grana grattugiato ,sale pepe.

Versate il brodo e la trippa sul pane e consumate caldo

Alcuni aggiungono un soffritto con pinoli e funghi secchi per insaporire maggiormente il piatto ,ma la ricetta antica non li prevedeva .

BUON APPETITO A TUTTI……DOPPIO QUESTA SERA !

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