Viaggio in Trentino: gli spatzle

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Aspettando Burian ed un paesaggio simile a quello della foto, mi è venuta voglia di uno di quei fantastici piatti che si gustano solo in montagna

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Ho deciso per gli spatzle , non quelli classici conditi con burro di malga  o panna e speck, eccellenti, ma un po’ troppo…”impegnativi” ma più semplicemente quelli agli spinaci conditi con un veloce sughetto di pomodoro.

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SPATZLE AGLI SPINACI CON SUGO VELOCE AL POMODORO

  • 250 gr di purea di spinaci lessati
  • 250 gr di farina 2 macinata a pietra
  • 3 uova
  • 100 gr di acqua
  • sale, pepe
  • nocemoscata

per il sugo

  • 1 scalogno
  • 400 gr di passata rustica
  • olio evo
  • peperoncino (facoltativo)
  • pecorino romano grattugiato

ESECUZIONE

Per prima cosa lessate gli spinaci e, appena saranno pronti, frullateli con il frullino ad immersione ottenendo un purè

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Mettete le uova in una ciotola, salate, pepate ed unite la noce moscata

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Aggiungete anche la farina ed il purè di spinaci

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Sbattete energicamente con una frusta sino ad ottenere un composto abbastanza denso, senza grumi e piuttosto vellutata

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Fate riposare in frigo per circa 30 minuti; nel frattempo preparate il sugo facendo rosolare lievemente lo scalogno tritato aggiungete i pomodori e fate ben restringere la salsa

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Ponete al fuoco la pentola con l’acqua per la cottura degli spatzle, salate, appena raggiungerà il bollore, ponete sopra lo SPATZLEHOBEL ( lo strumento che serve per fare gli gnocchetti);

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versate nell’apposito spazio il composto , fate scorrere avanti ed indietro in modo che l’impasto cada dai fori, appena saranno in acqua, cuoceranno in pochi minuti

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Scolateli direttamente nella padella con il condimento

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e servite dopo aver cosparso abbondantemente di pecorino grattugiato

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Buon Appetito

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Luna prepotente :torta agli albumi

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Una prepotente super luna !

E’ così che  si è presentata ieri sera la luna all’ora dell’ultima passeggiatina  con Pepper….era così tra un ti vedo e non ti vedo ma con una forza tale che quasi intimoriva a guardarla !

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…e questa mattina, invece,  tutto è diventato  semplice e rassicurante perfetta introduzione ad una giornata positiva

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Allora che c’è di meglio se non iniziare la giornata preparando un dolce di quelli di casa, senza pretese particolari ma che hanno come ingrediente essenziale la semplicità dell’amore !

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TORTA SEMPLICE CON GLI ALBUMI

  • 150 gr di farina tipo 1
  • 50 gr di farina di mandorle
  • 200 gr di zucchero
  • 200 gr di albumi ( circa 5 di uova grandi)
  • 125 gr di olio di semi di girasole
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
  • 1 bustina di lievito per dolci

ESECUZIONE

Per prima cosa montate a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale ed accendete il forno a 170°

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Lavorate con la planetaria le farine con lo zucchero , l’olio, la vaniglia ed il lievito

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sino ad ottenere un impasto molto sodo e colloso

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Unite gli albumi montati mescolando delicatamente dal basso verso l’alto

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Spalmate con un pennellino la teglia con lo staccante ( furbata che ho imparato dalla mitica Natalia Catelani del bellissimo blog tempo di cottura :50 gr di burro-50 gr di farina-70 gr di olio di semi impastare tutto insieme e conservare in frigo)

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e versate l’impasto in teglia

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Cuocete nel forno caldo a 170° per circa 40 minuti ( questo è il tempo del mio forno, voi controllate il vostro, per alcuni bastano 35 minuti)IMG_5516

Prima di servire cospargete con zucchero a velo…una coccola in più che ci sta sempre bene

Buon Appetito

Cucina da streghe ovvero torta rustica di mele e noci

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Halloween è una festa che, culturalmente, non mi appartiene, ma, avendo in casa una nipotina, non posso fare a meno di festeggiarla almeno in cucina.

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Sempre per non mancare ai doveri di nonna, ho accompagnato Agata ad una gara culinaria per bambini “Master chef junior” de noaltri per festeggiare adeguatamente proprio Halloween

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L’impegno profuso dai bambini è stato davvero notevole considerando anche che, per preparare e presentare i piatti avevano solo 5 minuti a portata

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Viene da se che oltre al bloody mary, al tramezzino del drago ed altri cibi simili, non poteva mancare il dolce pannoso a forma e colore di zucca, per il qualeAgata ha avuto il  riconoscimento da parte della giuria ( ogni bambino ha avuto il suo riconoscimento come deve giustamente essere in questi casi)

Tornando a casa l’idea sarebbe stata  quella di fare un dolce per la famiglia che ricordasse quello preparato da lei al Master Chef, ma dopo alcune prove non molto soddisfacenti abbiamo optato per una più confortante torta rustica alle mele e noci.

TORTA RUSTICA ALLE MELE E NOCI

  • 3 mele
  • 8 noci
  • 200 gr di farina macinata a pietra 2
  • 100 gr di farina di noci
  • 3 uova
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di burro
  • 1\2 bicchiere di latte intero
  • 1 bustina di lievito per dolci

per le mele

  • 1 bicchierino di rum fantasia
  • 1 limone non trattato (succo e buccia grattugiata)
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • un po’di zenzero grattugiato

ESECUZIONE

Sbucciate e tagliate a pezzettini le mele; sgusciate le noci e tagliatele a pezzetti; mettete le mele e le noci in una terrina, grattugiate la buccia del limone e lo zenzero grattugiati, unite lo zucchero, il succo del limone ed il rum ( o un liquore a piacere) mischiate bene e lasciate macerare per almeno 1\2 ora

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Montate i tuorli delle uova con lo zucchero sino ad ottenere un composto bianco e ben areato

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Mischiate le farine ed il lievito

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ed unite al composto di zucchero e uova incorporando molto bene

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Imburrate ed infarinate uno stampo da ciambella ed accendete il forno a 200° per poi abbassarlo a 180° quando infornerete

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Aggiungete il latte per rendere fluido il composto, il burro molto ammorbidito ed unite le mele e le noci con tutto il succo ottenuto

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Montate a neve gli albumi ed uniteli al composto per la torta

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Mettete nello stampo

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ed infornate a 180° per circa 40 minuti ( a forno ventilato se usate lo statico, ci vorranno 50 minuti)

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fate la prova stecchino e se tutto è ok, sfornate e cospargete la superficie con zucchero a velo

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Buon Halloween a tutti e Buon Appetito

 

E’ arrivata la tribù

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Siamo in piena estate, tutti hanno bisogno di mare, e allora tutti al mare da mamma!

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In questi casi, quando la casa è super affollata, il primo comandamento é non accendere MAI il forno, perché, ovviamente,  si desidera solo un po’ di fresco.

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Allora se proprio siamo obbligati ad usare il forno abbiamo pensato di  mettere un fornetto in giardino per ovviare a questo enorme problema. Capita però che il suddetto fornetto non sia adatto alla cottura perfetta dei dolci lievitati e la deliziosa “torta soffice alle pesche”

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diventi un succoso ” pasticcio alle pesche caramellato”da servire ancora tiepido con un buon gelato alla vaniglia.

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PASTICCIO DI PESCHE CARAMELLATO

per la torta

  • 2 uova
  • 200 gr di zucchero
  • 215 gr di farina
  • 1\2 bustina di lievito per dolci
  • 125 gr di olio di semi di arachide
  • 1 pesca
  • 1 limone ( buccia e succo)

per il caramello

  • 1\2 bicchierino di liquore alla pesca
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • il succo di 1 limone

ESECUZIONE

Montate le uova con lo zucchero, con le fruste elettriche, sino ad ottenere un composto bianco e spumoso.

Setacciate la farina con il lievito, aggiungete la buccia grattugiata del limone e aggiungeteli al composto di uova

unite a filo l’olio, mentre impastate, sino ad ottenere un composto molto areato.

Tagliate le pesche a pezzetti ed unitele al composto quindi infornate e mettetelo  in una teglia imburrata e cuocete per circa 45 minuti a 180°

Quando la torta sarà cotta (spero meglio della mia) irroratela completamente con lo sciroppo fatto con gli ingredienti indicati

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servite il pasticcio con un buon gelato alla vaniglia!!

Buon Appetito

Nostalgia canaglia

IMG_3412Che io sia un’inguaribile romantica lo sapete tutti e che questa nostalgia mi assalga principalmente quando sono ad Albenga, località ligure dove sono nata, è cosa nota

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Gli scorci della mia città, a qualsiasi ora del giorno o della sera, mi ricordano piacevoli episodi  della mia infanzia e giovinezza molto spesso anche legati al cibo ( si sa che sono una mangiona!)

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Piazza San Francesco ha sempre avuto per me un fascino particolare, sia perché la saracinesca che ora è un anonimo passo carraio (sarà un garage?), quando ero bambina era la bottega del calzolaio dove andavo con la mia mamma e dove ogni volta venivo rapita dal pungente odore di colla e cuoio che trovavo affascinante (ecco da cosa deriva la mia passione per scarpe e borse!) ma anche perché, e forse soprattutto, ci abitava la mia amica Anna

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Anna era una mia compagna di classe alle elementari del Sacro Cuore con la quale a volte facevo i compiti; era una bambina timida e riservata , al contrario di me che ero piuttosto spavalda quindi la nostra amicizia era in perfetto equilibrio; I suoi genitori avevano le campagne e, all’inizio di ogni stagione, la loro tavola era sempre imbandita con le primizie del periodo.

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Negli ultimi giorni di scuola capitava che mi fermassi anche a cena, poiché la luce prolungata mi permetteva di tornare comodamente a casa quando volevo, si perché al tempo, nei piccoli centri soprattutto, i bambini avevano molta più libertà visto che non c’erano pericoli come li  intendiamo ora.

Uno dei piatti per il quale andavo davvero matta erano le “bistecche di melanzana”come Cesira, la mamma di Anna, chiamava delle semplicissime frittelle.

Erano squisite al mio palato: la croccante resistenza dell’impanatura  cosparsa da cristalli di sale impertinenti e la morbidissima anima della melanzana leggermente pizzicosa abbinata all’intenso e familiare gusto della onnipresente  maggiorana mi davano una vera sensazione di gioia!!

Provate! poi mi direte.

BISTECCHE DI MELANZANE DI CESIRA

  • 2 grosse melanzane viola
  • 100 gr di farina
  • 50 gr di grana grattugiato
  • acqua
  • latte q.b.
  • abbondante maggiorana
  • sale pepe

ESECUZIONE

Tagliate le melanzane e fatele leggermente dare l’acqua amara mettendole in un colapasta e salandole leggermente;

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preparate la pastella con gli ingredienti indicati e mettete in frigo per circa 30 minuti

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Trascorso questo tempo, immergete le fette di melanzana nella pastella e friggete in abbondante olio di arachide

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Quando avranno raggiunto una perfetta doratura, scolatele molto bene e cospargetele con sale grosso appena macinato

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Servitele con affettati misti oppure come ho fatto io questa volta, con una freschissima burrata…sarà una vera bontà.

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Buon Appetito

 

Gironzolando tra le tradizioni

 

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Che io sia un po’ stravagante forse lo avrete già capito ma, forse, non vi è facile credere che una delle cose che mi rilassano di più sia sfogliare vecchi, per non dire vecchissimi libri rigorosamente di cucina.

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Quando mi immergo in queste letture, dove oltre che di cucina si tratta anche di costume, mi pare di vere gli anni ’50 ’60, che, nel mio immaginario sono anni di speranza, di voglia di fare e dove ci si incamminava verso un futuro che sarebbe stato migliore per tutti

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Dopo sessant’anni so bene che le cose non sono andate come si sognava, ma, questo clima di leggerezza in cui mi trastullo, mi piace, mi fa star bene e queste letture mi danno modo di assaporare una piacevolissima sensazione di serenità

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Anche se vivo l’estasi dei ricordi, non manco mai di ricercare le ricette che mi appassionano tanto  che sono sempre nel rispetto della tradizione. Questa volta sono stata attirata da una torta di formaggio della tradizione umbra, regione natale di mio marito, che in questi periodi di scampagnate fuori porta può essere un’ottima idea se abbinata ad un ricco tagliere di affettati rigorosamente umbri

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TORTA AL FORMAGGIO DI EVELINA

  • 2 uova intere + 2 tuorli
  • 1\2 cucchiaio di sale fino
  • 1\2 cucchiaio di zucchero
  • 3 cucchiai di olio evo umbro o toscano
  • 40 gr di burro
  • 125 gr di latte
  • 375 gr di farina 1 macinata a pietra
  • 100 gr di formaggio grana grattugiato
  • 125 gr di formaggio pecorino grattugiato 100 gr di provolone piccante
  • 2 cubetti di lievito di birra
  • 1 bustina di lievito per torte salate

ESECUZIONE

In una ciotola rompete le uova intere ed aggiungete i 2 tuorli, unite il sale e lo zucchero e l’olio evo, quindi mescolate bene.

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Mettete i cubetti di lievito nel latte intero a temperatura ambiente e fatelo sciogliere

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Nella ciotola della planetaria ( se non la possedete, va bene una ciotola capiente dove potrete agevolmente impastare) setacciate la farina con la bustina del lievito in polvere per torte salate

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aggiungete alla farina il lievito di birra sciolto nel latte, il composto con le uova, ed i formaggi grattugiati ed azionate la planetaria con la foglia a vel 3

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impastate bene ed unite anche metà del provolone tagliato a tocchetti piccoli

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Quando sarà perfettamente amalgamato (la consistenza sarà quella della foto)

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preparate le teglie (con questa dose viene il quantitativo giusto per 1 stampo da pluncake  e per 6 muffis

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imburrate perfettamente gli stampi con burro fuso ed aiutandovi con un pennello da cucina

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riempiteli per i 2\3

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ed aggiungete in superficie i pezzettini di provolone avanzati

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Mettete in forno a 50*per 45 minuti poi alzate il forno a 200* e cuocete per 35 minuti

Buon Appetito a tutti !

 

 

Domenica italiana

Se ripenso alle domeniche della mia infanzia , rivedo la mia nonna alle prese con la preparazione dei suoi impareggiabili gnocchi

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Il primo step consisteva nel preparare il pesto che, con il suo inconfondibile profumo, riempiva tutta casa.

Mentre la patate venivano messe a bollire per la preparazione degli gnocchi, la nonna estraeva magicamente dalla madia il vecchio mortaio appartenuto alla sua nonna ed iniziava con la sinfonia del pesto

L’inizio era sempre lo stesso: l’aglio di Mariuccia di Vessalico, veniva pestato insieme ad una piccola “brancà” ( manciatina) di sale grosso, sino ad ottenere una poltiglia, quindi era la volta dei pinoli, anch’essi pestati con la solita maestria, il famoso “giro di polso”, e il risultato, cremoso, doveva rivestire le pareti del mortaio in modo omogeneo.

Era, quindi, la volta del prezioso e tenero basilico aggiunto un po’ alla volta, per il rispetto dovuto a tanta delicatezza !

Gli ultimi ingredienti da aggiungere erano il parmigiano , messo tutto in una volta ,e l’olio di Toirano versato goccia a goccia sino ad ottenere una salsa delicatissima e profumatissima

PESTO GENOVESE ( ricetta del consorzio del pesto genovese)

  • 50 gr di basilico di Pra a foglia piccola
  • 1\2 bicchiere di olio extra vergine di oliva di ponente
  • 6  cucchiai di parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di pecorino fiore sardo
  • 1 spicchio d’aglio di Vessalico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • qualche grano di sale grosso

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Certo un po’ mi vergogno a preparare il pesto con il frullino ad immersione, ma cerco comunque di usare ingredienti di prima qualità e metterci tutta la passione che era propria della mia nonna

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Preparato il pesto e cotte le patate, la vecchia madia diventava magicamente l’asse per la preparazione degli gnocchi e la nonna si affrettava a schiacciare le patate ( lo faceva con il matterello!) che dovevano raffreddare prima della preparazione.

Nel frattempo preparava il “sugo al rosmarino”

SUGO AL ROSMARINO

  • 3 rametti di rosmarino
  • 1\2 cipolla
  • 1 manciata di pinoli
  • olio evo
  • 30 gr di burro
  • 400 gr di salsa di pomodoro
  • sale, pepe ( facoltativo)

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Tritava finemente, ma finemente davvero, con la mezzaluna gli aghi di 3 rametti di rosmarino con 1\2 cipolla bianca ed una manciata di pinoli

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Li metteva a rosolare in un tegame di terracotta con olio e burro

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e, appena il trito iniziava a prendere colore, aggiungeva il pomodoro, aggiustava di sale e faceva ben restringere la salsa

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A questo punto si iniziava con la pasta.

GNOCCHI DI NONNA QUANITA

  • 1 e 1\2 kg di patate vecchie
  • 3 etti di farina 0
  • 100 gr di parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • sale

In aggiunta alle patate ormai raffreddate, metteva sulla spianatoia la farina ( un po’ per volta) il parmigiano, l’olio, l’uovo ed un pizzico di sale

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ed iniziava ad impastare velocemente aggiungendo, se serviva, tutta la farina. Ottenuto un impasto di giusta consistenza, si “armava” di matterello

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e stendeva l’impasto non prima di averlo ben infarinato da ambo le parti

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Con la rotellina tagliava delle striscie che, con velocissimi gesti ,tramutava in rotolini di spessore uniforme

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A questo punto restavo sempre incantata dalla precisione con cui tagliava i piccolissimi gnocchetti .

Mi capitò una volta di domandarle come facesse ad essere così precisa considerando la velocità con la quale lavorava e la sua risposta la porto sempre nel cuore:

“Ninin ( tesoro), ascolta che musica armoniosa esce da queste mosse, se sentirai  una nota  stonata, significherà  che il ritmo si sarà interrotto e non saranno tutti uguali!

Questa regola l’ho tenuta presente in tutte le cose della vita : ciò che bisogna sempre perseguire è l’armonia!

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La parte più bella e buona, in fine, era il momento in cui questi grandi vassoi di gnocchetti, venivano gettati nell’acqua bollente img_3102

e appena risalivano a galla, venivano conditi, direttamente nella pentola, per quanto riguarda il sugo

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fatti ben insaporire con esso

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ricoperti ancora di parmigiano

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serviti, quindi,  ai commensali impazienti

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Mentre quelli al pesto, che come è noto, non deve cuocere, erano serviti  nella zuppiera con l’aggiunta di un po’ di burro

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Ambedue le soluzioni risultavano sempre molto gradite a tutti, perché, alla fine, i piatti erano sempre più che puliti!

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Buon Appetito

 

Conoscete i LAGACCIO?

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I LAGACCI o BISCOTTI DEL LAGACCIO, sono biscotti da colazione tipici genovesi, molto simili alle fette biscottate, l’unica differenza sta nel leggero sentore di anice o di semi di finocchio che li fa davvero unici.

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Sono stati “sfornati” per la prima volta nel 1539 da un pasticcere del quartiere di San Teodoro sulle alture genovesi chiamato anche Lagaccio , dopo che Andrea Doria fece costruire nella zona, un bacino artificiale per la raccolta delle acque piovane, che i genovesi battezzarono subito “u lagassu” il lagaccio appunto.

All’origine furono pensate come “biscotti da barca” cioè come biscotti che potevano resistere per lunghi periodi senza alterare la loro qualità, per questo adatti ad essere portati in mare dai marinai nei lunghi periodi di pesca.

Per me i LAGACCIO sono stati i biscotti dell’ infanzia, molte volte la sera mi capitava di cenare con un bel tazzone di latte fumante nel quale inzuppavo i miei adorati biscotti rinunciando molto volentieri alle sane ma noiose, questo era il mio pensiero del tempo, minestre della nonna!

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Al tempo non c’era l’abitudine di confezionarli in casa, poiché tutti i fornai li avevano nella loro produzione, in più, a quell’epoca, iniziarono a produrli anche a livello industriale; i miei preferiti erano in una confezione azzurra e si chiamavano “DELFINO” ma amavo moltissimo anche i “PANARELLO”ed i “GRONDONA” che ancora oggi si trovano in commercio.

Sulla scia di questi dolcissimi ricordi mi sono voluta cimentare con la loro preparazione, anche se pensavo che fosse un’impresa assai ardua!

Nulla di più sbagliato,  con la disponibilità dei moderni “aiutacuoca” cioè con la macchina del pane o la planetaria o il BIMBY, il gioco è semplicissimo ed il risultato davvero da sogno!

I LAGACCIO O BISCOTTI DEL LAGACCIO

  • 500 gr di farina Petra 5 ( o farina manitoba)
  • 150 gr di lievito madre appena rinfrescato
  • 150 gr di di acqua tiepida
  • 130 gr di zucchero
  • 70 gr di burro ( fuso e raffreddato)
  • 1 fialetta di aroma di anice
  • 1 fialetta di aroma di rum
  • la buccia grattugiata di 1 arancia
  • 1 cucchiaino di miele
  • un pizzico di sale

ESECUZIONE

Sciogliete il lievito madre nell’acqua tiepida con il miele ; appena sarà sciolto mettete tutti gli ingredienti nella macchina del pane , aggiungendo il pizzico di sale quando la macchina avrà iniziato ad impastare; fate andare con il programma “impasto” e, appena terminato il ciclo, rimettete nuovamente in funzione per rimpastare nuovamente

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Fatto ciò, dividete l’impasto in 3 parti e formate dei filoncini che metterete sulla placca del forno foderata con carta forno e farete lievitare dentro al forno spento per tutta la notte

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La mattina successiva accendete il forno a 180° per circa 30 minuti a forno ventilato

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A cottura avvenuta, fate raffreddare benissimo sulla gratella img_2947

quindi quando saranno assolutamente freddi, tagliateli a fette dello spessore di circa 1,5 cm

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Mettete quindi le fette a biscottare in forno

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sino a quando si saranno seccate, ci vorranno circa 15 minuti a 180° ………e tantissima attenzione per evitare …

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questo, ma ottenendo ………

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queste bontà! Per la cronaca però, devo dire, ho mangiato anche quelle un po’ tropo cotte e mi sono piaciute ugualmente!

Buon Appetito

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….allora date loro le brioche

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Anche se le parole di Maria Antonietta sono state dette fuori luogo, hanno evocato uno dei dolci preferiti per la colazione di noi italiani.

Purtroppo oggi le brioche che si trovano in giro non sempre sono fatte con ingredienti di prima qualità, sono straricche di grassi e per questi motivi possono essere dannose alla salute, e in più, anche senza arrivare a questo, sono dei veri attentati alla nostra linea.

Quest’ultimo non è il caso mio perché da anni, ormai, sono rassegnata ai chili di troppo e non me ne faccio più un cruccio……..la maturità serve anche a questo!

Alla salute, dei familiari e mia , però, ci tengo ed anche molto, quindi sto attentissima ai prodotti che acquisto , alla loro provenienza e cerco di fare più che posso in casa e di non fare  eccessi di alcun tipo.

E poi, ditemi voi, non è forse vero che iniziare la giornata, anche la più uggiosa, con delle brioche fragranti appena sfornate  sia un viatico perfetto alla lunga giornata che ci attende?

Allora mettiamoci subito all’opera, facciamo le nostre amate brioches e godiamoci i meritati elogi che sicuramente riceveremo !

Ho preparato l’impasto con il BIMBY perché, secondo me, è il modo in cui viene meglio, e le indicazioni che ho dato sono per questo procedimento, ma lo si può fare altrettanto bene con la planetaria o la macchina del pane o ancora, se siete delle vere super massaie, anche semplicemente a mano, l’unica diversità sta nel tempo che dovrete impiegare

BRIOCHES BIMBY

  • 500 gr farina PETRA 5
  • 150 gr di lievito madre appena rinfrescato
  • 200 gr di latte
  • 2 uova
  • 80 gr di burro
  • 1 cucchiaino di essenza di vaniglia
  • la buccia di un limone grattugiato
  • un pizzico di sale
  • marmellata a piacere
  • zucchero vanigliato

ESECUZIONE

Versate il latte nel boccale e scaldatelo a 37° per 3 minuti a vel 1; unite lo zucchero ed il lievito madre e lavorate per 1 minuto a vel 3 o 4; unite la farina, la vaniglia, il sale, il burro fatto leggermente ammorbidire, la buccia di limone e lavorate  3 minuti a vel 5 e 3 minuti a vel spiga. ( se fate l’impasto con la macchina del pane mettete subito tutti gli ingredienti in macchina, se fate l’impasto manuale, o con la planetaria,  sciogliete il lievito madre nel latte tiepido e procedete aggiungendo tutti gli ingredienti, sino ad ottenere un perfetto impasto)

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Trasferite l’impasto in una ciotola capiente e fate lievitare coperto in un luogo al riparo da corrente per almeno 3 ore, comunque sino a quando l’impasto stesso avrà raddoppiato il suo volume.

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A questo punto stendete la pasta con il matterello formando un lungo rettangolo, alto circa 1 cm 1\2

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Dividete quindi il rettangolo in senso orizzontale e per ogni parte ritagliate tanti rettangoli

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Per ottenere dei perfetti cornetti, arrotolate ogni triangolo su se stesso, dopo aver messo un cucchiaino di marmellata sulla parte più larga

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e partendo dalla stessa parte per arrotolare

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Spennellate la superficie dei cornetti con un po’ di latte e cospargete gli stessi con zucchero di canna

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Mettete nel forno spento e fate lievitare per almeno 10 ore

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trascorso questo tempo accendete il forno e cuocete a 180° per circa 20 minuti o sino a quando le brioche saranno dorate

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cospargete di zucchero a velo e ……buona colazione!img_2667

Questa ricetta la voglio dedicare a Pina e Costantino,  che questa mattina me l’hanno espressamente richiesta, che sono gli amici di una vita……… con tutta la mia amicizia!

Buon Appetito

I bomboloni

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Oggi non farò preamboli e non racconterò aneddoti familiari, poiché la ricetta è piuttosto lunga ed impegnativa e l’attenzione va tutta concentrata su di lei.

BOMBOLONI

per il lievitino

  • 200 gr di lievito madre appena rinfrescato
  • 120 gr di latte tiepido
  • 1 cucchiaino di miele

per i bomboloni

  • 2 patate farinose
  • 500 gr di farina Petra n 5
  • 3 uova
  • 80 gr di zucchero
  • 100 gr di burro
  • 1 cucchiaio di miele
  • buccia di un limone
  • sale
  • olio per friggere
  • crema pasticciera

ESECUZIONE

Lessate le patate e schiacciatele; quindi fatele raffreddare

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In una ciotolina mettete il lievito madre, appena rinfrescato , con il latte intero ed 1 cucchiaino di miele frullando il tutto sino allo scioglimento completo del lievito; fate quindi riposare in questo stato per circa 1\2 ora.

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In una planetaria munita di foglia, ponete la farina setacciata ed 1 cucchiaio di miele

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Unite la buccia grattugiata del limone non trattato, lo zucchero e le patate

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Sbattete a parte le uova img_2857

unitele nella planetaria agli altri ingredienti ed azionatela

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Quando l’impasto sarà ben sodo e raccolto sulla foglia sostituitela con il gancio ed aggiungete il lievito sciolto nel latte

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Continuate a lavorare il composto sino a che il lievitino sarà ben incorporato ; unite a questo punto un pizzico di sale ed incorporate il burro ridotto a pomata, poco per volta, avendo l’accortezza di aspettare ad aggiungere burro se quello unito prima non sia perfettamente assorbito. Trasferite l’impasto su di un piano di lavoro

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e stendetelo con il matterello ad uno spessore di circa 1cm e mezzo

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Con l’aiuto di un coppapasta fate i bomboloni

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e mettete ancora a lievitare per circa 1 ora

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Usate tutto l’impasto riservandone un po’ per fare anche qualche ciambellina

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Preparate la crema pasticcera e mettetela a freddare in frigo; trascorso il tempo di lievitazione iniziate a friggere

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Quindi sgocciolate bene dall’olio

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e e cospargete di zucchero semolato i bomboloni

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Praticate un foro al centro dei bomboloni

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E, con l’aiuto di una siringa per dolci, farcite i bomboloni

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A questo punto non vi resta che provare questa delizia ed iniziare, in pura allegria, il carnevale

Buon Appetito