Meravigliosa zuppa

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C risiamo, il tremendo freddo dei giorni passati ci ha lasciato, ma l’umido insinuante e triste ne ha preso il posto, e noi, dalla nostra cucina, cerchiamo di porre rimedio con i nostri “comfort food” o meglio con le nostre coccolose zuppe

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In questo blog ho più volte postato ricette di zuppe, sia di verdure che di legumi, perché sono uno dei piatti che più frequentemente cucino per le cene invernali

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Quella che presenterò oggi, con l’aiuto della mia “risolvi tempo”, la pentola a pressione, ci impegna in cucina davvero per poco tempo, ma ciò non vuol dire che non ci sia di conforto come solo le vere zuppe antiche sanno fare

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ZUPPA ANTICA A MODO MIO

  • 1 confezione di zuppa antica al farro e piselli secchi
  • 2 cucchiai di lenticchie secche
  • 4 carote
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • 1,5 L di brodo di gallina (o vegetale)
  • sale pepe
  • parmigiano grattugiato (a piacere)

ESECUZIONE

Preparate, se decidete di usarlo, un buon brodo di gallina

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Nella pentola a pressione, fate colorire la cipolla tritata con l’aglio schiacciato , le carote tagliate a rondelle con un filo d’olio evo

img_2596Aggiungete quindi il farro ed i piselli  e le lenticchie dopo averli lavati e mondati

img_2598Fate insaporire tutto insieme rimestando continuamente

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Aggiungete il brodo o di pollo o quello che preferite, e chiudete la pentola a pressione facendo cuocere dal sibilo per 35 minuti

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Trascorso questo tempo, servite accompagnato con pane tostato e parmigiano grattugiato e, se volete, un giro di olio a crudo

img_2606Buon Appetito

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Alla riscoperta di sapori antichi

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Ho gli occhi ed il cuore pieni di parole, profumi e sapori ricchi di bellezza! Questo è ciò che ho portato con me dopo una mattinata trascorsa al “Natale al poggio”, bellissima manifestazione svoltasi a Grassina, località vicina a Firenze, dove ho incontrato tantissime amiche carissime e sono stata tra tutto ciò che mi piace: manufatti creati con il cuore e l’anima da meravigliose donne. Questa è la gente che mi fa stare bene !

Fatta questa parentesi sentimentale, della quale ancora oggi godo i benefici, torno al mio amato cucinare e in questa giornata umida e nebbiosa ho voglia di rispolverare una vecchia ricetta contadina (te pareva, una romanticona come me non poteva che spolverare roba del tempo che fu) che mia figlia più piccola imparò alle elementari. Anna, una delle sue maestre, fece fare alla classe un lavoro molto approfondito sugli etruschi, insegnando ai bambini anche alcune ricette. Potete ben credere che io non abbia perso l’occasione per elaborarne alcune, magari aggiungendo ingredienti dei quali al tempo non si conosceva ancora l’esistenza e rendendola con piccoli accorgimenti adatte ad un gusto moderno. Così è nata la zuppa etrusca di Titti, piatto semplicissimo, gustosissimo capace anche di coccolare lo spirito nelle uggiose serate invernali.

L’ingrediente fondamentale per essere etrusca è il farro, cereale già conosciuto nella preistoria per il resto degli ingredienti. Non esiste un copyright quindi potete fare come volete, aggiungere legumi di ogni tipo, riso e grano. Per la zuppa di oggi ho usato un sacchettino contenente un misto di legumi e cereali ed è venuta gustosissima.

ZUPPA ETRUSCA DI TITTI

  • 200 gr di cereali e legumi misti
  • 1,5 l di brodo vegetale freddo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 ciuffo di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 5 pomodori secchi
  • olio evo
  • sale, pepe
  • crostini di pane aromatizzati alle erbe aromatiche (rosmarino e salvia)

ESECUZIONE

Tritate finemente l’aglio con le erbe aromatiche ed i pomodori secchi.

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Mettete il trito in una pentola con 2 cucchiai di olio e fate rosolare leggermente.

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Aggiungete il contenuto della busta ai cereali e legumi e fate insaporire bene il tutto.

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A questo punto aggiungete il brodo e fate cuocere da quando prende il bollore a fuoco bassissimo per circa 1 ora.

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Trascorso questo tempo, controllate la cottura, il sale, aggiungete un pizzico di pepe e servite in coccini di terracotta individuali accompagnate da crostini aromatizzati. Terminate il tutto con un giro di olio novo.

Questa zuppa è senz’altro migliore se mangiata il giorno dopo, ve la consiglio per una cena rustica abbinata ad un tagliere toscano: pecorini di varie stagionature, salumi vari, composte di frutta in agrodolce e le immancabili conserve di settembre.

Buon appetito e buona serata !

Magari se dopo passerete al tavolo da gioco per un burraco, dopo una cena così, vincerete di sicuro!