Macedonia sfiziosa

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Avete mai pensato da dove deriva il nome “macedonia” ?

Anche in questo caso probabilmente dobbiamo ricorrere ai francesi, infatti la parola francese “macédoine”significa miscuglio di cose diverse.

Ciò che vi propongo oggi è un bel miscuglio di verdure diverse che ha i gusti ed i colori della Primavera che stiamo vivendo

Ho abbinato questa fresca delizia stagionale a sfiziosi filetti di pollo impanati con  grana grattugiato che molto assomigliano alle prestigiose cotolette alla bolognese

FILETTI DI POLLO AL GRANA CON MACEDONIA DI VERDURE IN AGRODOLCE

per i filetti di pollo

  • 4 filetti di pollo
  • 50 gr di grana grattugiato
  • pane grattugiato
  • 1 uovo
  • sale pepe
  • olio di semi di arachide

per la macedonia di verdure

  • 1 cipolla fresca di Tropea
  • 1 carota
  • 1 peperone
  • 2 zucchine
  • 2 coste di sedano
  • 1 tazza di piselli sgusciati
  • 1 tazza di fave sgusciate e spellate
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • sale pepe
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1\2 bicchiere di aceto bianco

ESECUZIONE

Iniziamo con i filetti di pollo: battete leggermente il pollo e impanatelo con il grana grattugiato

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Battete l’uovo con un po’ di sale e pepe e mettetevi le fettine di pollo

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lasciatele a macerare nell’uovo per qualche tempo

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quindi impanatele normalmente.

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Mentre le fettine di pollo sono a macerare nell’uovo, tagliate a dadini le verdure e mettete in padella con l’olio tutto a freddo

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Iniziate con la cipolla e le zucchine

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e proseguite con tutte le altre verdura avendo cura di schiacciare lo spicchio d’aglio, salate e pepate ( se non gradite il gusto dell’aglio potete lasciarlo intero e toglierlo a fine cottura)

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Mettete il coperchio e cuocete a calore moderato per circa 20 minuti a fiamma medio bassa. Trascorso questo tempo aggiungete lo zucchero e sfumate con l’aceto.

Mentre l’aceto sfuma, friggete i filetti  nell’olio di arachide e servite ben caldo

Buon Appetito

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Peperoni verdi fritti

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Molte volte ho già parlato della cuoca che era a casa nostra quando ero  bambina: la Pina !

Napoletana verace, donna di sentimento e passione che, come ho più volte detto, mi ha insegnato molto della vita ma soprattutto della cucina, partenopea naturalmente!

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Lo so, l’ho già detto a proposito di molti suoi piatti, ma ogni volta che ne ricordo uno, mi pare che sia in assoluto il migliore

Oggi tocca ai deliziosi peperoni verdi dolci fritti che cucinava con delle polpettine mignon in un sughettino di pomodoro fresco che, il solo ricordo mi solletica l’ appetito ……..

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…………è meglio che scacci questi pensieri e vi fornisca la ricetta affinché anche voi possiate godere di cotanta bontà!

PEPERONI VERDI CON POLPETTINE AL POMODORO

  • 1/2 kg di peperoni verdi dolci
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio evo
  • 1/2 kg di pomodoro pachino ben maturi
  • sale
  • peperoncino ( facoltativo)
  • basilico fresco

Per le polpettine

  • 1/2 kg di macinato di maiale
  • 100 gr di pecorino grattugiato ( se preferite 50 gr di grana e 50 gr di pecorino)
  • prezzemolo
  • 3 fette di pancarrè bagnate nel latte
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • 1 uovo
  • sale, pepe
  • un pizzico di noce moscata
  • olio di arachidi per friggere

ESECUZIONE

Iniziate con il preparare le polpette: mischiate tutti gli ingredienti ed amalgamate bene affinché tutti gli ingredienti si fondano bene tra loro

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Formate con il composto tante polpettine della grandezza di una noce

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Preparate l’olio alla giusta temperatura

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Friggete le polpettine

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Mettetele da parte

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E dedicatevi alla preparazione dei peperoni. Mettete a scaldare l’olio con l’aglio

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Lavate i peperoni, pulitevi bene dai semi interni e tagliateli in senso orizzontale

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Metteteli nell’olio ormai caldi e fateli ben soffriggere

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Tagliate i pomodori, se volete sbucciateli, salate, pepate e, se avete deciso per il peperoncino, mettetelo in questa fase

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Portate a cottura per circa 10-15 minuti. Prima di aggiungere le polpette spezzettate il basilico fresco,

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quindi le polpettine e fate insaporire tutto insieme per qualche minuto

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Buon appetito

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Oggi proprio non mi va

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E si, a volte capita, oggi non ho proprio voglia di cucinare. Sarà per la lezione di acquagym di questa mattina o per la giornata quasi estiva di oggi, ma di chiudermi in cucina non ne ho proprio voglia. Allora chi meglio del pollo arrosto della rosticceria può risolvere questo problema? In più una giusta “pescata” nel congelatore ha fatto il resto.

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Prima di andare in piscina ho tirato fuori dal frigo delle coste di bietola già lessate, ho aggiunto un pizzico di fantasia e in men che non si dica, il pranzo è servito.

POLLO ARROSTO E BIETOLE AL FORMAGGIO

  • 1/2 kg di coste di bietole già lessate
  • 1 spicchio d’ aglio
  • Grana grattugiato
  • Pecorino grattugiato
  • 50 gr di gorgonzola
  • olio evo
  • Sale, pepe

ESECUZIONE

Fate scongelare le bietole a temperatura ambiente per qualche ora (oppure lessatele in pochissima acqua salata). Quando saranno pronte strizzatele bene e mettetele ad insaporire con uno spicchio d’ aglio ed un filo d’ olio, salate e pepate leggermente.

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Quando saranno ben caldi ripassate spolverate con un velo di parmigiano grattugiato, altrettanto di pecorino e mettete qua e là piccoli pezzetti di gorgonzola (o altro formaggio a vostro piacere).

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Coprite la padella e a fuoco spento, aspettate che il formaggio si fonda prima di servire. Servite dopo aver tagliato il pollo a porzioni e mettetelo sopra le bietole con il formaggio ormai fuso.

Voi sarete sicuramente, detto alla senese, meno “bighelloni” di me e il pollo lo preparerete voi, ma a volte “licet insanire” e ricorrere alla rosticceria non è un peccato mortale, se poi mettiamo un tocco personale, il gioco è fatto. Le bietole cucinate così sono ottime semplicemente con  l’uovo al tegamino, in questo caso potrete aggiungere un po’ di formaggio anche sul rosso dell’ uovo appena cotto.

Buon Appetito!

Tutto è iniziato da qui!

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Questi libretti ed appunti tutti sgangherati, sono stati il mio primo approccio con la cucina. Appartenevano alla mia nonna, la quale li aveva ricevuti dalla sua mamma.

Il librettino sulla cucina genovese scritto in un italiano arcaico, mi ha sempre affascinato, addirittura posso dire di aver imparato a leggere cercando di capire le misteriose ricette che conteneva, nel mio immaginario di bambina ,mi aspettavo da un momento all’ altro, di leggere ” lingue di drago ” tra gli ingredienti di un qualsiasi piatto.

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Nel giorno della befana, la mia nonna prendeva il prezioso librino e cercava la ricetta dei ravioli alla maniera antica, come diceva lei, ed io incantata, cercavo gli indizi per scoprire cosa si intendesse per maniera antica.

Ancora oggi rispetto la tradizione e per il giorno dell’Epifania, preparo i mitici ravioli e mi da una gioia infinita vedere l’ interesse e lo stupore negli occhi di Agata mentre abbino alla manualità della lavorazione, una favola che parla di bambine, nonne e Befane!

Voglio regalare anche a voi questo pezzettino della mia infanzia dandovi la ricetta dei ravioli come li preparo oggi ,ma anche scrivendo qualche passo del “ricettario genovese” appartenuto alla mia bisnonna.

RAVIEU ( i ravioli di nonna Quanita )

Per la pasta:

  • 600 gr di farina
  • 3 uova
  • acqua q.b.
  • sale
  • un cucchiaio di olio evo

Per il ripieno:

  • 300 gr di bietole
  • 200 gr di borragine
  • 1 cipolla
  • 200 gr dicarne di vitello
  • 200 grdi carne di maiale
  • 100 gr di salsiccia
  • 4 uova
  •  30 grdi burro
  • 100 gr di grana grattugiato
  •  1 /2 bicchiere di vino bianco
  • Maggiorana
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lessate in pochissima acqua le verdure per non più di 3 o 4 minuti. Scolatele, strizzatele bene e tritatele finemente. In una padella con un po’ di burro rosolate la cipolla, quando sarà diventata trasparente sfumate con il vino bianco e fate ben rosolare. Se serve, per finire la cottura della carne, aggiungete un pochino di brodo .

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Quando la carne sarà cotta a puntino, unite le erbe ben tritate, il formaggio, la maggiorana, il sale ed il pepe. Appena il tutto sarà ben raffreddato, unire le uova. Preparate la sfoglia con gli ingredienti sopraccitati, lasciatela un po’ riposare, quindi stendetela piuttosto fine in due sfoglie: mettete il ripieno su una parte e coprite con l’altra.

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Tagliate a quadrati non troppo grandi i ravioli con la rotellina dentata e fate asciugare i ravioli un po’ prima di cuocerli. Lessateli quindi in acqua bollente per 3-4 minuti e conditeli con il sugo di carne alla ligure.

Da La vera cucina genovese ricettario appartenuto ala mia bisnonna Aurelia Casella:

Ricetta n* 83 : ravioli

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[…] Prendete poscia mezzo chilogrammo di magro di vitella, che farete rosolare con un poco di burro senza sale, avvertendo però che non arrostisca troppo […] tritate tutto minutissimamente sul tagliere con la mezzaluna, indi pestatelo ancora nel mortaio fintanto che lo avrete ridotto come una pasta […] aggiungete ancora 4 uova colla loro chiara ed una manata di buon parmigiano grattato […] fate poscia la pasta e riempite essa con il ripieno ottenuto […] condite con un buon tocco alla genovese con i pignoli.

Non vi sempre di veder apparire le lingue di drago?

Buon appetito a tutti

Quando l’arte si fonde con la cucina nasce la magia

Carpaccio in salsa Cipriani

Cosa possiamo considerare più estivo di un bel piatto di carpaccio,magari con la ricetta originale del Danieli di Venezia??

Per un pasto sano,leggero e molto veloce,concedersi la delizia  e la freschezza di un carpaccio,sia esso di carne che di pesce,e’ una mossa sempre vincente.

Ho detto un pasto veloce

Si,così veloce che è bastato il tempo di fare la doccia ad Agata per trovare il piatto vuoto e perfettamente pulito…….dalla classica ” scarpetta”,senza aver avuto neppure l’opportunità di fare la solita foto per voi…..ne,tantomeno,di poterlo assaggiare!

Pazienza,per voi ci saranno le foto ,come si dice, di repertorio,mentre per il mio pranzo ,provvederò diversamente.

Per preparare il carpaccio di oggi,avevo scelto il vitello da latte di razza piemontese nello scamone

e l’ho condito con una citronette alla senape ,ma,non mancherò di darvi anche l’ autentica ricetta Cipriani.

Nel 1950, anno della prima preparazione del carpaccio,lo chef del Danieli era Cipriani ,il quale,dovendo far fronte alle esigenze di una facoltosa cliente che non poteva mangiare carni cotte,si invento’ questo piatto.

Lo chiamo’ Carpaccio,poiché in quei giorni a Venezia c’era la mostra del famoso artista.

Questo piatto porto’  la fama di Cipriani e,di conseguenza,del Danieli alle stelle,ma fece anche in modo che più persone conoscessero il grande artista del quindicesimo secolo Vittore Cipriani.

La forza della cucina!!!!!!!!!!

Opera di Vittore Carpaccio

Opera di Vittore Carpaccio

 

Opera vi Vittore Carpaccio

Opera vi Vittore Carpaccio

 

CARPACCIO di TIZIANA

  • 400 gr di vitello da latte tagliato sottilissimo
  • 100 gr di scaglie di grana
  • 100 gr di rucola selvatica
  • per la citronette alla senape
  • 100 ml di olio evo
  • 1 limone ( succo )
  • 1 cucchiaino di senape
  • sale ,pepe qb

ESECUZIONE

In una terrina che potrà contenere la carne,spremere il limone .

unire l’olio,la senape,il sale il pepe ed emulsionare molto bene il tutto.

Tagliare le fettine di carne a losanghe come per gli straccetti e metterle a condire nella terrina della citronette.

Lasciare marinare per almeno un’ ora in frigo.

Trascorso tale tempo,disporre su di un piatto di portata la rucola ( lasciandole qualche foglia da parte ) ben lavata e mondata,condire con un cucchiaio di citronette .

adagiare la carne sulla rucola allargandola bene e rifinire il piatto con il parmigiano a scaglie e le foglioline tenute da parte.

Carpaccio con rucola e grana

Carpaccio con rucola e grana

 

Questo e’ il mio carpaccio ,ma, se volete ….stupire i vostri ospiti con una salsa d’alta cucina,potete provare a condirlo con l’autentica salsa Cipriani:

SALSA CIPRIANI

  • 200 ml di maionese ( rigorosamente fatta in casa)
  • 1 o 2 cucchiai di salsa  worcestershire
  • 1 cucchiaino di limone
  • 3 cucchiai di latte
  • sale e pepe

 

Carpaccio di rucola con insalata di pomodori

Carpaccio di rucola con insalata di pomodori