Meravigliosa zuppa

img_0598

C risiamo, il tremendo freddo dei giorni passati ci ha lasciato, ma l’umido insinuante e triste ne ha preso il posto, e noi, dalla nostra cucina, cerchiamo di porre rimedio con i nostri “comfort food” o meglio con le nostre coccolose zuppe

img_0937

In questo blog ho più volte postato ricette di zuppe, sia di verdure che di legumi, perché sono uno dei piatti che più frequentemente cucino per le cene invernali

img_0605

Quella che presenterò oggi, con l’aiuto della mia “risolvi tempo”, la pentola a pressione, ci impegna in cucina davvero per poco tempo, ma ciò non vuol dire che non ci sia di conforto come solo le vere zuppe antiche sanno fare

img_2597

ZUPPA ANTICA A MODO MIO

  • 1 confezione di zuppa antica al farro e piselli secchi
  • 2 cucchiai di lenticchie secche
  • 4 carote
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • 1,5 L di brodo di gallina (o vegetale)
  • sale pepe
  • parmigiano grattugiato (a piacere)

ESECUZIONE

Preparate, se decidete di usarlo, un buon brodo di gallina

img_2441

Nella pentola a pressione, fate colorire la cipolla tritata con l’aglio schiacciato , le carote tagliate a rondelle con un filo d’olio evo

img_2596Aggiungete quindi il farro ed i piselli  e le lenticchie dopo averli lavati e mondati

img_2598Fate insaporire tutto insieme rimestando continuamente

img_2599

Aggiungete il brodo o di pollo o quello che preferite, e chiudete la pentola a pressione facendo cuocere dal sibilo per 35 minuti

img_2600

Trascorso questo tempo, servite accompagnato con pane tostato e parmigiano grattugiato e, se volete, un giro di olio a crudo

img_2606Buon Appetito

Annunci

365 giorni di serenità !

img_2423Questo è il mio augurio per l’anno che sta arrivando per tutti voi amici che mi seguite sul blog; dato che siamo in un blog di cucina, lo faccio nel modo più classico ma anche più banale, con le lenticchie ed il cotechino, piatto che questa sera non mancherà di certo sulle vostre tavole super imbandite!

La ricetta è quella della mia nonna Francesca, cuoca sopraffina, ogni piatto preparato da lei sapeva davvero di buono

Ho un ricordo impresso nella memoria che ogni Capodanno mi ritorna in mente: la mia nonna intenta a preparare il battuto per le lenticchie che elenca tutti gli amici e parenti che “poverini” ci avevano lasciati nell’arco dell’anno appena trascorso, la conclusione era sempre la stessa “beh, anche quest’anno a me è andata bene!”

Il coro a queste parole era sempre uguale, una sonora risata da parte di tutti al quale anche lei si univa immediatamente.

Tralasciando gli aneddoti passati , auguro ancora a tutti voi ogni bene, salute e prosperità e, per citare sempre nonna Francesca

“FIGGIO’ MANGEI E LENTICCHIE…….E SUN PALANCHE!”

traduzione: ragazzi, mangiate le lenticchie…….sono soldi!

BUON ANNO SPUMEGGIANTE A TUTTI

LENTICCHIE E COTECHINO DI NONNA FRANCESCA

  • 200 gr di lenticchie di castelluccio
  • 1 cotechino precotto di circa 500 gr
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 ciuffo di salvia
  • 2 foglie d’alloro
  • 50 gr di pancetta stesa
  • brodo vegetale qb
  • peperoncino ( facoltativo)
  •  250 gr di pomodori pelati
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Preparate il cotechino come indicato sulla confezione

Lavate accuratamente le lenticchie

Tritate finemente gli odori, il peperoncino, le erbe aromatiche e la pancetta e fate rosolare in una pentola di coccio con l’olio evo

Quando il trito sarà appassito, unite i pomodori passati, l’alloro, salate e fate restringere un po’il sugo

A questo punto unite le lenticchie fate insaporire, coprite con il brodo bollente e fate cuocere a fuoco basso per circa 45 minuti

Trascorso questo tempo mettete le lenticchie nel piatto di portata ed adagiatevi sopra il cotechino scolato, privato del budello e tagliato a fette

…….CIN CIN E AUGURI A TUTTI

Voglio darvi anche una notizia dell’ultima ora: sono stata citata da un giornale letterario toscano per il libro di ricette che ho scritto “IN CUCINA DA NONNA TITTI” , beh, mi pare proprio un bel finale a lieto fine!

ciao ciaoimg_2454

Lenticchie, cibo perfetto

image

Le lenticchie sono un cibo dalle eccezionali virtù. Nella storia, c’è chi si è venduto la primogenitura per un piatto di lenticchie. Senza arrivare a tanto, basterebbe mangiare almeno una volta alla settimana un piatto di questo portentoso legume per garantirsi una salute di ferro.

Infatti contiene moltissimo ferro, sostituisce egregiamente la carne senza nessuno degli effetti collaterali negativi che hanno i prodotti animali, in più ha un altissimo grado di digeribilità, tant’è vero che è consigliato caldamente dai pediatri per le prime minestre dello svezzamento. Insomma, bisognerebbe rivalutare le lenticchie, anche perché oltre ai succitati benefici per la salute, pare ne abbia anche per il portafoglio, infatti mangiare lenticchie a capodanno significa avere le tasche piene per tutto l’anno.

Io, appartenendo alla numerosissima schiera di coloro che dicono, non ci credo ma non si sa mai, non ho lasciato la mia tavola di fine anno senza un gustosissimo piatto di lenticchie abbinato al più che classico cotechino. Ho usato le piccoline di Castelluccio, eccellente DOP umbra che senza ammollo preventivo e  con una cottura che non va oltre la mezz’ora,  sono un veloce e ottimo piatto che viene apprezzato da chiunque ami il genere.

LENTICCHIE E COTECHINO IN UMIDO

  • 250 gr di lenticchie di Castelluccio secche
  • carota, sedano, prezzemolo, cipolla, aglio, rosmarino, salvia, tutto tritato
  • 1 piccola buccia di limone
  • 1 foglia di alloro
  • peperoncino
  • 1 barattolo di polpa pronta da 250 gr
  • 1 cucchiaio di salsa di pomodoro
  • olio evo
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • sale
  • brodo ( o acqua ) qb
  • cotechino

ESECUZIONE

Preparate un trito con tutti gli odori compresa la buccietta di limone e mettetelo in una pentola di coccio con l’olio ed il peperoncino (facoltativo).

image

Fate imbiondire, quindi unite la polpa di pomodoro, lo zucchero e la foglia di alloro e fate ben restringere la salsa. Nel frattempo mondate e lavate bene sotto l’acqua corrente le lenticchie ed unitele alla salsa, aggiungete circa 1/2 L di brodo o acqua (in questo caso unite anche un pezzettino di dado), la conserva di pomodoro e cuocete a fuoco basso per circa mezz’ora ora, facendo attenzione che non asciughino troppo, nel qual caso unite altro liquido, controllate di sale e tenete al caldo.

image

Preparate anche il cotechino: se avete un cotechino precotto, seguite le istruzioni della confezione per la cottura. Se, più saggiamente, avete optato per un prodotto fatto dal vostro macellaio di fiducia, lasciatelo in acqua fredda per una notte prima di cuocerlo, quindi punzecchiatelo in più punti con uno spiedino in legno, fasciatelo bene in un canovaccio bianco di lino o in una garza e mettetelo in pentola a pressione coprendolo completamente con acqua fredda e cuocete per circa 40 minuti dal sibilo per un cotechino di circa 1 kg a fuoco bassissimo. Quando il cotechino sarà pronto, tagliatelo a fette non troppo sottili e servitelo con le lenticchie fumanti.

Se volete cambiare contorno, potete provare con un soffice purè ed uno specchio di fonduta alla valdostana, magari condendo il tutto con inebrianti lamelle di tartufo bianco. Mamma mia, ho terminato un pantagruelico pasto da poco, ma con queste leccornie ricomincerei subito.

Non mi resta che augurarvi buon appetito e darvi un consiglio: seguite le mie ricette ma non seguite le mie azioni., sto per alzarmi e ricominciare con lenticchie e cotechino.

Il piatto della salute

imageOrmai tutti avrete capito che io sono cresciuta tra nonna e tate !

I miei genitori avevano alberghi sulla riviera ligure ,ed il tempo che non erano impegnati con il lavoro,lo trascorrevano in viaggio per tutt’ Europa per fare contratti con le agenzie straniere.

Va da sè, che la cucina alla quale sono più legata e’ quella della tradizione familiare ligure che mi preparava appunto la mia nonna , però apprezzo moltissimo la cucina campana, poiché, Pina, la cuoca che viveva con noi, era una napoletana doc…..e le sue pizzelle fritte , tra le tante specialità che faceva, le porterò per sempre nel cuore!

In inverno, tempo di raffreddori e malanni causati dalla stagione, nonna Quanita ( Giovanna) diceva che bisognava fortificarsi per affrontare al meglio le intemperie ed era convinta che la cucina fosse il luogo ideale per farlo.

Aveva ideato il passato di salute, una sorta di crema di verdure rigorosamente verdi che ho imparato ad apprezzare solo da grande poiché queste ” schifezze sane” come le chiamavo da piccina, non erano proprio una mia passione.

Rispetto alla versione della nonna , io ho adottato alcuni accorgimenti  che, magari la rendono un po’ meno salutistica, ma, sicuramente più appetibile !

PASSATO DELLA SALUTE

  • Le parti di scarto di un cavolfiore
  • Le parti di scarto di 2-3 broccoli
  • La parte verde di 2 porri
  • 1/4 di cavolo verza
  • Le parti di scarto di 2 finocchi
  • Le foglie di scarto di una lattuga
  • Le foglie di 1 sedano
  • 4-5 foglie di bietola
  • 4 patate
  • 200 gr di fagioli cannellini
  • 2 cucchiai di lenticchie

ESECUZIONE

Pulite molto bene le parti coriacee dei cavoli e tagliateli a tocchetti piccoli

Lavate e tagliate a pezzettini il finocchio

Lavate molto bene le verdure a foglia con un’ attenzione particolare per i porri e tagliatele tutti a julienne

Sbucciate le patate a tocchetti  ed aggiungete leale altre verdure

Unite i cannellini già cotti e le lenticchie crude.

Mettete tutte le verdure in pentola a pressione ,aggiungete un po’ d’acqua o, se lo avete, un po’ di brodo di pollo, coprite fate cuocere dal sibilo per circa 20 minuti.

image

Trascorso questo tempo,controllate il sale e passate con il passaverdura, se volete un passato più liscio,frullate ancora con il mixer .

image

Servite con crostini di pane alle erbe di Provenza ,un giro d’olio nuovo e parmigiano.

image

Questa e’ la versione della nonna, io spesso la servo con Quenelle di ricotta condita con pesto alla genovese

A volte al passato di verdura aggiungo il riso ed il pesto, oppure la pasta da minestra.

Ottimo anche con il pane tostato, agliato e condito con sale e pepe ,messa la zuppa in cocottine da forno sopra il pane tostato ed abbondante fontina grattugiata, 5 minuti di grill e sevire.

Per chi vuole strafare, sempre servire in cocottine individuali con le quenelle di caprino e bacon tostato tagliato filanger

Ho parlato di scarti di verdure, perché la nonna diceva che sono la parte più saporita della verdura e nella quale si trova la maggior concentrazione di vitamine, utilizzava la parte ” buona” per altre preparazione.

……..Non so se era vero o diceva così perché la parola “scarto ” in Liguria non esiste, ma che ci posso fare, sono ligure anch’io e continuo la tradizione, anche se non a tutti dico che uso gli scarti!!!!!!!

BUON APPETITO A TUTTI !