Specialità regionali: Tagliolini al pesto du Vesuvio

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Durante un recente viaggio in Campania abbiamo avuto modo di gustare ampiamente i favolosi prodotti tipici della zona

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Le fragranti mozzarelle, i sublimi piatti di pesce, u babbà, le sfogliatelle e la superba pizza, sono stati la piacevole colonna sonora delle nostre giornate

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Al ritorno a casa, come è ovvio per tipi come noi, abbiamo portato specialità di ogni tipo, compresi i favolosi pomodorini del Piennolo del Vesuvio.

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Per chi non li conoscesse, i pomodorini del Vesuvio, sono davvero una prelibatezza sopraffina, coltivati esclusivamente nell’area vesuviana, hanno un gusto molto intenso e particolare e si possono conservare appesi in luoghi ventilati ed asciutti , per diversi mesi

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In casa nostra è assai difficile che le cose durino molto, allora, con gli ultimi preziosi pomodorini ( preziosi in tutti i sensi perché oltre ad avere un gusto super hanno anche un prezzo super) ho pensato ad un pesto per condire i tagliolini, ed ecco a voi la ricetta.

TAGLIOLINI CON PESTO DI POMODORINI DEL VESUVIO

  • 250 gr di tagliolini all’uovo
  • 10 pomodorini del Piennolo del Vesuvio
  • 1 mazzetto di basilico
  • 1\2 spicchio d’aglio
  • pinoli
  • mandorle sbucciate
  • 125 gr di ricotta fresca
  • 50 gr di pecorino
  • peperoncino ( facoltativo)
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti per il pesto

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Frullate sino ad ottenere una crema

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Cuocete i tagliolini in abbondante acqua salata

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In una padella scaldate un cucchiaio di olio evo con il pesto

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Amalgamate

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mescolate i tagliolini nella padella

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Aiutandovi con un mestolino di acqua di cottura, mantecate i tagliolini

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aggiungete ancora un po’ di pesto

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ed abbondante pecorino grattugiato

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Se serve aggiungete ancora un po’ di acqua di cottura e servite immediatamente

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Buon Appetito a tutti

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Pesto non è solo Liguria

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Essendo nata in Liguria, per me il pesto è stato uno solo per molti anni, chiaramente mi riferisco a quello esclusivamente di basilico, con il vero basilico genovese e gli altri ben noti ingredienti

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Crescendo ho scoperto che la cucina italiana è ricca di ” pesto tipico ” non tutti a base di basilico come il nostro, ma ugualmente buoni e saporiti

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Oggi ho voluto provare il moderno ” pesto alla rucola “che non so se abbia una precisa collocazione geografica, però so che  sicuramente è molto gradevole al palato

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L’ho  pensato abbinato non alla sempre gradita pasta, ma ad un risotto veloce allo stracchino e, devo dire, l’esperimento è riuscito!

RISOTTO ALLO STRACCHINO CON PESTO DI RUCOLA

  • 400 gr di riso carnaroli
  • 1 scalogno
  • 40 gr di burro
  • vino bianco secco qb
  • 1 L di brodo vegetale
  • 100 gr di stracchino
  • 2 cucchiai di latte
  • parmigiano a scaglie
  • pinoli

Per il pesto alla rucola

  • 1 mazzetto di rucola di campo
  • qualche foglia di basilico
  • 50 gr di pinoli
  • 50 gr di mandorle
  • 50 gr di parmigiano
  • 30 gr di pecorino romano
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • sale
  • olio evo delicato
  • peperoncino ( facoltativo)

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti per il pesto, dopo averli lavati, mondati ed asciugati, nel bicchiere del frullino ad immersione e lavorate sino ad ottenere la consistenza classica del pesto

imageIn una casseruola fate sciogliere il burro e mettete lo scalogno tritato a imbiondire leggermente; unite quindi il riso e fatelo tostare sempre mescolando

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Sfumate con il vino bianco e, appena l’alcool sarà evaporato, unite il brodo vegetale bollente in una sola volta e, senza mai toccare il risotto, portate a cottura per 15 minuti.

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Nel frattempo sciogliete lo stracchino con il latte e, trascorsi i 15 minuti unitelo al riso

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Lasciate sul fuoco sempre rimestando ancora per 3-4 minuti sino a che avrà raggiunto la classica consistenza ” ad onda”

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Mettete nel piatto una cucchiaiata di pesto di rucola allargandolo su tutta la superficie

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Aggiungete il riso ed ancora pesto, mettendone un’ altra cucchiaiata al centro

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Unite le scaglie di parmigiano e terminate il piatto con pinoli tostati

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Buon appetito

Colomba sprint

imageIeri ricetta impegnativa e un po’ complicata, oggi velocissima versione del dolce Pasquale per antonomasia: la colomba .

La colomba sprint è una ricetta che la mitica Anna Moroni dette alla ” Prova del cuoco” nel 2012 , da quel momento  io non acquisto più le colombe in pasticceria perché con poca spesa e poco impegno riesco ad accontentare e stupire tutta la famiglia.

COLOMBA SPRINT DI ANNA MORONI

  • 350 gr di farina
  • 3 uova
  • 100 gr di burro
  • 200 gr di zucchero
  • 1 bicchiere di latte
  • 3/4 di fiala di aroma di mandorla amara
  • 1 fiala di aroma di limone
  • 1 fiala di aroma di arancia
  • 1 bustina di lievito per torte salate
  • 200 gr di canditi ( facoltativi)
  • granella di zucchero
  • 150 gr di mandorle

ESECUZIONE

Con le fruste elettriche montate a neve gli albumi con in pizzico di sale ed 1 cucchiaio di zucchero e mettetelo da parte.image

Con la planetaria o le fruste elettriche montate il burro ammorbidito con lo zucchero quindi unite i tuorli egli aromi ed amalgamate beneimage

Aggiungete la farina setacciata con il lievito ed il latte ed impastate alla perfezione.image

Quando il composto sarà liscio e gonfio, unite gli albumi montati mischiando dal basso verso l’alto imagee sistemate nello stampo di carta per colombe da 750 grimage

Disponete sopra delicatamente le mandorle e la granella di zucchero image

Cuocete a 150-160 per 50 minuti Se vi va di esagerare, servite la colomba sprint con crema inglese tiepida, nessuno resisterà!!

Buon Appetito!

Va dove ti porta il cuore

imageAl mondo esistono miriadi di luoghi incantevoli, ma ce n’è uno che lo è più degli altri, non si tratta di un posto specifico, ma è quello dove ritrovi il tuo cuore!image

Da quando abbiamo preso l’abitudine di fare le passeggiate in mezzo alla natura più bella e semplice, ho capito che ho tantissimi luoghi del cuore.image

Solitamente la domenica mattina ci concediamo la gioia di queste passeggiate con un gruppo di persone con le quale condividiamo l’amore per la natura ed il piacere dell’arricchimento reciproco.image

L’unico problema che sorge è quello del pranzo domenicale al quale io, da tradizionalista quale sono, tengo in modo particolare.

Adoro le tavole imbandite a festa con le portate appropriate alle circostanze, ma il ritorno dalle passeggiate si aggira verso le 12, 30 ragion per cui organizzare tutto per tempo diventa obbligatorio ed il congelatore diventa un importante alleato.

Domenica scorsa ho “pescato” gli  ultimi “quadrotti alla porchetta” li ricordate? Ebbene anziché condirli con il classico ragù, ho usato un pesto con spinaci e pomodori secchi : si, si, la domenica è stata degnamente rispettata!image

PESTO CON SPINACI E POMODORI SECCHI

  • 100 gr di spinaci
  • 6 pomodori secchi
  • 100 gr di mandorle
  • 100 gr di ricotta salata
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 gr di capperi
  • olio evo q.b.

ESECUZIONE

Mettete i pomodori secchi in acqua calda e teneteli così per una mezz’ora.

Trascorso questo tempo, mettete i pomodori sott’olio con i capperi e lasciate insaporire.

Nel bicchiere del mixer mettete tutti gli ingredienti e frullate aiutandovi con l’olio sino ad ottenere la consistenza desiderata.image

Questo pesto e’ ottimo con gli spinaci ma è davvero delizioso con il cavolo nero o con erbe amare prima lessate e ben strizzate, acquista un gusto più deciso che è davvero gradevole.image

Per condire i quadrotti, ho sciolto con un po’ d’acqua della pasta, 100 gr di ricotta di pecora, ho aggiunto 2 cucchiai abbondanti di pesto ed ho terminato con una grattata di ricotta salata.

Buon Appetito

Forza RUMMO!!!

imageCon imperdonabile ritardo, aderisco alla lodevole iniziativa di Bea del blog “In viaggio con Bea” per sostenere il pastificio RUMMO di Benevento, completamente distrutto dalla recente alluvione.

La proposta era quella di parlare di questa ottima pasta suggerendo una ricetta pensata per l’occasione

Ho cercato di pensare a qualcosa  che potesse unire la Toscana alla Campania in un abbraccio ideale che lasciasse  il segno……allora che ci poteva essere di meglio che il cavolo nero e i fagioli per dare ” appoggio” all’ottima pasta RUMMO ?image

FARFALLE RUMMO CON FAGIOLI CANNELLINI AL PESTO DI CAVOLO NERO.image

  • 300 gr di farfalle RUMMO
  • 1 mazzetto di cavolo nero
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 gr di parmigiano grattugiato ( o pecorino)
  • 50 gr di mandorle sgusciate e spellate
  • 50 gr di pinoli
  • olio evo qb
  • sale
  • 400 gr di fagioli cannellini lessati
  • salvia
  • olio evo

ESECUZIONE

Per prima cosa prepariamo il pesto:

pulite levando la costa centrale il cavolo nero, tagliatelo a listarelle e fatelo un po’ stufare il padella.image

Appena sarà pronto, strizzatelo ulteriormente e mettetelo nel bicchiere del frullatore ad immersione insieme a tutti gli altri ingredienti: il formaggio, i pinoli, le mandorle, l’aglio sbucciato, e aggiungete l’olio necessario per ottenere un pesto fluido.image

Mettete sul fuoco l’acqua per la pasta , salatela leggermente e, quando bollirà, buttate la pasta facendola cuocere per i 13 minuti suggeriti sulla confezione.image

In padella scaldate i fagioli con una ciocca di salvia spezzettata, un filo d’olio ed un po’ d’acqua dei fagioli.image

Appena la pasta sarà cotta, passatela in padella con i fagioliimage e condite con abbondante pesto di cavolo neroimage, servite subito e…….Buon Appetito con l’ottima pasta RUMMO!

40 gradi e non se ne può più

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40 gradi. Non se ne può più!

Per fortuna siamo al mare e grazie al mostruoso ingenio della mia amica Mirella, non abbiamo più solo la casetta ma anche la piscinetta, al mare.

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Infatti grazie ai suoi consigli abbiamo acquistato una piscina esterna nella quale sguazziamo tutto il pomeriggio in barba ai 40 gradi.

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Ok, basta divagare, pensiamo ad un raffinato piatto per concludere la serata nel gazebo a bordo piscina: che c’è di meglio che una sogliola aux amandes?

SOGLIOLE AUX AMANDES

  • 4 sogliole
  • 30 gr di burro
  • farina  di riso q.b.
  • 50 gr di mandorle a scaglie
  • 1 limone bio spremuto
  • vino bianco q.b.
  • Prezzemolo q.b.
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Pulire ed eviscerare le sogliole. Salarle e e peparle un po’ in superficie, quindi infarinatele e mettetele in padella a rosolare con il burro; quando avranno fatto una bella crosticina dorata, spruzzate con il vino bianco.

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Appena l’alcol sarà evaporato unite il succo di limone e le mandorle a scaglie.

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Fate restringere il sughettino e sfilettate le sogliole, servitele nel piatto di portata dopo averle cosparse di prezzemolo tritato. Potete unire al prezzemolo anche un po’ di buccia di limone grattugiata ed un po’ di radice di zenzero.

E’ un piatto veloce e semplice, ma data l’origine transalpina anche molto raffinato.

Buon Appetito!

Ed arrivò una diavoleria: la pentola a pressione

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Ricordo ancora nitidamente quando in casa arrivò la pentola a pressione. Parliamo dei primissimi anni ’60, i miei genitori erano stati, come tutti gli anni,  alla fiera campionaria di Milano ed erano tornati con questa pentola “meravigliosa”. L’unico problema però fu che non era mia madre a doverla utilizzare ma la mitica Pina, la cuoca di casa che si rifiutava di usare le pentole in acciaio, figuriamoci una diavoleria come la pentola a pressione.

Dopo mille lusinghe e minacce riuscirono a far accettare l’uso della pentola alla povera Pina ma solo ad una condizione: la si doveva autorizzare a mettere in atto un protocollo tutto suo per l’uso di questa malefica novità. Si cominciava così: chiunque fosse in cucina all’ inizio del sibilo, doveva uscire dalla stanza e chiudersi nella propria camera perché “non si sa mai dove può arrivare tutto questo vapore”. Secondo passaggio ineluttabile era: da parte di Pina, prendere la pentola con un coraggio difronte al quale Napoleone sarebbe arrossito e  portarla sul terrazzo con il grido di battaglia: “aatttteeennnzionneee”…..Più veloce della luce, aprire la valvola di sfiato, chiudersi in cucina e rimanere lì, tappata sino alla fine del sibilo.

Io che avevo all’ incirca 3 o 4 anni, ero terrorizzata che succedessero tutte le catastrofi che la Pina era certa sarebbero successe, allora, in combutta con la nonna che era in casa ed in cuor suo anche lei  non vedeva di buon occhio la nuova arrivata, si decise di rinchiudere la “cosa” in fondo ad un pensile di cucina per non usarla mai più.

Oggi  faccio spesso uso della pentola a pressione per questioni pratiche ma non dimentico mai di fare il solito urletto :aaatttteeennnzionnee  e strizzare l’ occhio con infinita tenerezza alla nonna e alla Pina, le figure più importanti della mia infanzia.

CONIGLIO IN PENTOLA A PRESSIONE

  • 1 coniglio a pezzi
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1 bicchierino di cognac
  • 1 scalogno
  • 1 manciata di capperi dissalati
  • 2 spicchi d’ aglio
  • 4 pomodori secchi
  • 50 gr di mandorle spellate
  • prezzemolo tritato
  • olio evo
  • 2 bicchieri di brodo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Nella pentola a pressione aperta, rosolate il coniglio con il vino ed il cognac.

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Facendo andare a fiamma vivace sino a quando  la carne avrà una colorazione ambrata.

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Tritate tutti gli ingredienti.imageMetteteli nella pentola.image

Aggiungete il brodo (o acqua bollente con un po’ di dado), salate e pepate quindi chiudete la pentola e fate cuocere dal sibilo per 15 minuti.

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Passato questo tempo fate sfiatare la pentola, apritela e, se il sughettino risultasse troppo liquido, fatelo restringere 10 minuti a pentola aperta.

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Irrorate il coniglio con un filo d’ olio evo e servite accompagnato con crostoni di pane. È un piatto semplicissimo e molto gustoso. L’uso della pentola a pressione permette di non utilizzare grassi, quindi il piatto risulta essere anche dietetico.

Buon Appetito!

…e non è ancora pronto nulla!

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Siamo a 3 giorni dalla partenza, tantissime cose ancora da fare, pochissimo tempo a disposizione, impegni fissi e mobili che si accavallano, al solito questi sono i ritmi della mia vita frenetica. Anche se di corsa, non potevo mancare il nostro appuntamento, soprattutto perché sarò costretta a non rispettare il ritmo dei nostri incontri per tutto il tempo del viaggio.

Ho preparato una torta all’arancia molto buona e particolare, velocissima da fare visto il tempo a disposizione, sana ed economica!

PLUM CAKE ALLE ARANCE…DI SCARTO

  • 2 arance ( esclusivamente la buccia con la parte bianca, fate la spremuta, ve la bevete e utilizzate tutto ciò che avanza eccetto i semi)
  • 200 grdi ricotta
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 3 uova
  • 200 gr di farina
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • la buccia di un limone grattugiata
  • 10 gr di mandorle a lamelle
  • zucchero a velo per decorare

ESECUZIONE

Mettete nel mixer la buccia d’arancia ben lavata (utilizzate arance non trattate), la buccia di limone con lo zucchero e frullate.image

Quando tutto sarà ben amalgamato aggiungete anche gli altri ingredienti: uova, ricotta, farina, lievito.

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Amalgamate molto bene con il mixer, quindi, senza il mixer, unite le mandorle e mischiate con una spatola.image

Imburrate uno stampo da plum cake e versate il composto e mettete in forno statico per 160 -180* per 45 minuti. Sformatelo quando sarà un po’ intiepidito e cospargete di zucchero a velo prima di servire.

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È davvero un dolce delizioso adatto al tè delle cinque o come dessert di fine pasto servito con crema inglese tiepida e poi, cosa che davvero non guasta, essendo un dolce di recupero, strizza anche l’occhio all’economia domestica e per una ligure verace come è sempre un valore aggiunto.

Buon Appetito!

 

 

Le caserecce del buttero

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All’inizio era un piatto leggero e delicato se non fosse che, nella necessità di utilizzare la mole di prodotti “trovati” in frigo, non lo avessi appesantito a tal punto da farlo diventare un super piatto unico. Ed è così che, aggiungi salsiccia, gorgonzola e così via, ho preparato un piatto degno del più guascone tra i nostrani cow-boy, ma vi garantisco da provare, parola di mangiona.

CASERECCE DEL BUTTERO

  • 300 gr di pasta tipo caserecce
  • 500 grdi zucca gialla già pulita
  • 1 salsiccia
  • 100 gr di gorgonzola
  • 1 scalogno
  • 1 rametto di rosmarino
  • 50 gr di mandorle tostate e tagliate grossolanamente
  • olio evo
  • sale, pepe
  • 1/4 di bicchiere di vino bianco
  • Brodo q.b.
  • un pizzico di noce moscata
  • parmigiano grattugiato

ESECUZIONE

Preparate la pentola per la pasta e appena l’acqua bollirà, salatela leggermente e cuocete le caserecce, ci vorranno circa 12 minuti. Riducete a tocchettoni la zucca.

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Tritate finemente lo scalogno con gli aghi di rosmarino e fatelo stufare con un po’ di olio evo.

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Unite la zucca alla cipolla, fate insaporire, bagnate con uno spruzzo di vino bianco e fate evaporare l’alcool.image

A questo punto unite un po’ d’acqua bollente o brodo se lo avete, e fate cuocere sino a quando la zucca si disferà, aggiustate di sale (poco mi raccomando) un pizzico di pepe e noce moscata.

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A parte fate tostare la salsiccia sbriciolata , gettando via l’unto che si formerà.

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Mettete nella padella dove avete cotto la zucca, la salsiccia e il gorgonzola fuso con un po’ di latte.

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Aiutandovi con l’ acqua di cottura della pasta, mantecate le caserecce.

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Tostate le mandorle e spezzettatele grossolanamente e cospargetele con un po’  di parmigiano sulle caserecce.image

A questo piatto super sostanzioso, ho aggiunto il carico da 90: ho tostato una confezione di cubetti di pancetta e appena sono diventati croccanti, li ho passati al mixer con il parmigiano. Ho concluso così il piatto. Il gorgonzola è stato il formaggio che ho trovato nel frigo, ma credo che qualsiasi formaggio cremoso possa andare più che bene. Se usate come ho fatto io salsiccia e pancetta, state molto attenti ad aggiungere sale. In conclusione mi viene in mente che anche un amaretto sbriciolato starebbe benissimo sul piatto…provare per credere!

Buon Appetito!

Dopo le feste SAREBBE dieta

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È proprio così ,dopo le feste sarebbe opportuno pensare a come disintossicarci dai pantagruelici pasti consumati ed iniziare a farlo con passati di verdura anemici e tristi o saltando provvidenzialmente addirittura qualche pasto. Io proprio non ci riesco, anche se parto con i migliori intenti, poi mi perdo aggiungendo l’ingrediente godurioso che vanifica tutti i miei buoni propositi!

Il caso di oggi è piuttosto eloquente. Controllando i rimasugli di frigo rimasti dopo l’assalto ai super ed ai negozi di prelibatezze fatto durante queste feste, ho trovato una quantità industriale di frutta anche pregiata e rara per la stagione che, a gran voce, implorava di essere consumata all’ istante. Allora, ferma nei miei buoni propositi, ho deciso: oggi si pranza con una macedonia!

Mentre pulivo e tagliavo la frutta succulenta e matura, la mia mente vagava alla ricerca della caloria aggiunta che senza aumentare troppo i sensi di colpa, placasse il mio naturale istinto di cibarie appaganti. Così, da una semplice ed innocua macedonia, sono riuscita ad elaborare un piatto gioioso ed appagante per tutti i sensi…ed anche oggi si immagazzinano calorie a go-go!

MACEDONIA A MODO MIO

  • 4 mandarini
  • 2 pere
  • 2 mele
  • 1 ananas
  • 2 banane
  • 4 kiwi
  • 1 vaschetta a di fragoline di bosco
  • 1 vaschetta a di more
  • 1 melograna
  • 2 arance
  • 6 mandorle tagliate a filetti
  • 5 noci spezzettate
  • 5 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 bicchierino di rosolio
  • 1/4 di bicchiere d’acqua
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
  • la parte gialla della scorza di mezzo limone tagliata a filetti sottilissimi
  • il succo di 1 arancia

ESECUZIONE

In un pentolino, sciogliete lo zucchero con l’acqua e l’essenza di vaniglia e fate raffreddare.

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Pulite e tagliate tutta la frutta fresca, ricordandovi di pelare a nudo gli agrumi. Mettetela in una terrina, unite la frutta secca , la scorza del limone e ricoprite il tutto con lo sciroppo alla vaniglia. Rimescolate con cura, bagnate con il succo d’arancia ed il rosolio, coprite e fate ben raffreddare in frigo.

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Se proprio non volete sentir parlare di dieta almeno sin dopo la Befana, servite la macedonia con una crema al limone tiepida, il contrasto freddo/caldo sarà paradisiaco. Se vi avanzeranno macedonia e crema, potete fare un ciambellone e farcirlo con tutto questo giubilo di sapori. La Befana vi ringrazierà. Se invece siete seri e volete davvero rimanere a dieta almeno sino al 6 gennaio, tramutate la macedonia grassa e grossa, in un insalata da modella procedendo nel seguente modo:

Tagliate a vivo questi agrumi: arance, pompelmo, mandarini, clementine. Sbucciate un avocado e tagliatelo a dadini, quindi unitelo agli agrumi. Pulite e sfilettate un sedano e tagliatelo a tocchettini unite anch’esso agli agrumi. Sgranate una melograno e mettetela con gli altri ingredienti.

In una terrina mettete abbondante misticanza, unite gli agrumi, l’avocado ed il sedano ed il melograno. Tagliate in modo sottilissimo una cipollina di Tropea, sminuzzate una manciata di pinoli  e pestate alcune foglioline di erba Luisa per farne uscire l’essenza, quindi aggiungete il tutto all’ insalata. Condite con un’ emulsione di olio evo, lime, sale e pepe e servite con crostini di pane tiepidi.

Ed anche per oggi…Buon Appetito