Profumo di zuppe

 

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Ci sono odori o meglio profumi che ogni volta che li percepiamo, ci fanno sentire bene.

Sono odori che ci ricordano periodi o situazioni felici della nostra vita; a me, questa sensazione, torna alla mente quanto sento il profumo della passata di lenticchie.

E’ un piatto di una semplicità disarmante che si prepara velocemente e poi, in questa stagione dove i rigori dell’inverno sono così prepotenti, anche molto piacevole da gustare .

Quando ero bambina la passata di lenticchie veniva preparata dalla Pina, la cuoca che al tempo era a casa nostra, alla fine delle festività natalizie con gli avanzi delle lenticchie del capodanno ed è esattamente ciò che ho fatto io alcuni giorni fa, ma , ora, vi do la ricetta corretta per prepararle in casa quando pare a voi

PASSATA DI LENTICCHIE

  • 250 gr di lenticchie di Castelluccio
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 foglia d’alloro
  • 1 cucchiaio di conserva di pomodoro
  • 1 L di brodo di pollo (oppure acqua bollente)
  • olio evo
  • sale, pepe
  • fette di pane casereccio
  • timo secco
  • parmigiano grattugiato a piacere

ESECUZIONE

Tritate grossolanamente tutti gli odori senza la foglia di alloro che metterete in pentola intera

In un tegame di coccio fate rosolare le verdure tritate e l’alloro con un po’ d’olio evo

Nel frattempo lavate sotto l’acqua corrente le lenticchie tenendole in un colino, quindi unitele al soffritto e fate insaporire rimestando continuamente.

Aggiungete ora il brodo ( o l’acqua) bollente, il concentrato di pomodoro ed aggiustate di sale; cuocete così per circa 40 minuti a fuoco basso e tegame coperto.

Trascorso questo tempo levate l’alloro e, aiutandovi con il frullino ad immersione ( o il passatutto come si faceva una volta!)frullate a crema

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Fate tostare le fette di pane e, quando saranno pronte, conditele con un pizzico di sale, un giro d’olio evo ed un pizzico di timo essiccato e servitele in accompagnamento alla passata Concludete il piatto con parmigiano grattugiato a piacere.

Come ho già detto, ho preparato questa passata qualche giorno fa con le lenticchie ed il brodo avanzati a Capodanno, ma, anziché servirla accompagnata dal pane, ho cotto a parte del grano perlato seguendo le istruzioni della confezione e, una volta cotto, l’ho aggiunto alla passata concludendo il piatto con olio, pepe macinato fresco e parmigiano; il piatto è risultato più completo ed altrettanto buono!

Buon Appetito

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Il ragù della nonna

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Ogni famiglia italiana custodisce con grande cura la ricetta del ragù della nonna

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Chi, tra noi non proprio giovanissimi, non ricorda l’asse della pasta che la nonna metteva sul tavolo di cucina ed iniziava, con perizia ineguagliabile, a confezionare delle meravigliose tagliatelle casalinghe che rappresentavano il piatto principe della domenica

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Anch’io, da nonna vintage quale sono, ho provato a ripercorrere quelle bellissime domeniche degli anni ’60 preparando le tagliatelle della nonna dopo averle modernizzate  un po’ usando per tirarle la mia affezionata macchinetta
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Ho tirato fuori il ricettario delle meraviglie e voilà, come per incanto la cucina si è innondata dei profumi confortevoli della nonna

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RAGÙ ANTICO DELLA MIA NONNA

  • 500 gr di carne mista macinata ( manzo vitello e maiale)
  • 1 carota
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla ramata
  • 1 scalogno
  • 2 spicchi d’aglio
  • prezzemolo
  • rosmarino, salvia, timo freschi
  • 50 gr di pinoli
  • 30 gr di funghi porcini secchi
  • 8 pomodori secchi
  • 500 gr di salsa di pomodoro
  • concentrato di pomodoro
  • 100 gr di parmigiano reggiano 36 mesi
  • olio evo
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • sale pepe qb

ESECUZIONE

Tritate tutte le verdure del soffritto comprese le erbe aromatiche e mettetele a soffriggere con un po’ di olio evo

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Mettete in una tazza di acqua calda i funghi secchi e, quando saranno ben ammollati (  sarà sufficiente un 1/4 d’ora), tritateli insieme ai pinoli
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Aggiungeteli al soffritto di odori e fate insaporire tutto insieme; a questo punto unite la carne, sgranatela bene e soffriggetela con le verdure ed i funghi

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Quando sarà tutto ben rosolato, bagnate con il vino rosso nel quantitativo necessario a coprire a filo gli ingredienti e fate cuocere sino a quando il soffritto risulterà nuovamente asciutto

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Nel frattempo mettete i pomodori secchi in un pentolino e fateli bollire in acqua per qualche minuto, quindi strizzateli e tritateli finemente

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Uniteli alla base del ragù

img_2165 con la salsa di pomodoro

img_2166ed il concentrato

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Aggiungete anche parte dell’acqua dei funghi dopo averla filtrata

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Aggiustate di sale e pepe e cuocete a tegame coperto e fuoco molto basso per almeno un’ora

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Se volete in questo tempo potete preparare le tagliatelle con farina di grano duro Senatore Cappelli e uova fresche, ma,  devo dire che con un ragù così qualsiasi pasta diventa speciale.

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La mia nonna metteva il reggiano direttamente nella pentola del ragù con un pezzettino di burro perché, sosteneva, in questo modo si annullava l’eventuale eccessiva acidità del pomodoro.

Effettivamente è un piatto antico un po’ elaborato che richiede cura e tempo, ma, a volte rallentare un poco per cercare qualcosa di diverso, può valerne la pena

Buon Appetito

 

 

Ancoi cuniggiu da Giggia!


imageOggi coniglio della Gigia!

Questa è la traduzione della frase che in famiglia è diventata storica, che diceva mia nonna Quanita quando la sua amica Luigia detta Gigia ( o Giggia alla ligure) veniva in visita e ci portava uno dei suoi succulenti conigli.image

Il rituale era sempre il solito; per prima cosa si decideva quale delle due ricette classiche della famiglia, bisognava prediligere e poi la nonna prendeva subito il quadernino con la copertina nera e la costa dei fogli rossa appartenuto alla sua mamma ( “non è che non mi ricordo come si fa, ma leggendo la sua scrittura, mi pare che la ricetta me la dica con la sua voce” diceva sempre non senza un pizzico di malinconia!) e poi si controllava per quale delle due opzioni ci fossero più ingredienti in casa in quel momento.

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È proprio il criterio che ho seguito io quando sono finalmente riuscita a trovare un coniglio che fino a pochi giorni prima viveva libero e felice nell’ immensa conigliera dell’aia.

Ho optato per la ricetta numero due, perché essendo stata da poco ad Albenga ho potuto usare un ottimo, ma soprattutto vero, Pigato di Cisano d’Albenga prodotto da mia cugina e poi perché cotto nel vino bianco mi pare più adatto per la stagione calda.

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La prima cosa da fare, per me, è stata quella di tirare fuori “la pentola da coniglio” tipica casseruola ligure adatta alla cottura del coniglio perché senza di lei non riuscirei mai ad assaporare il gusto del ricordo ……che mi piace tanto!!!!!!!!!

CONIGLIO ALLA LIGURE RICETTA 2

  • 1 coniglio nostrano tagliato a pezzi compreso il fegato
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • prezzemolo
  • salvia
  • timo
  • maggiorana
  • rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 L di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • 1 bicchierino di cognac
  • Pinoli italiani
  • sale e pepe
  • olio evo ligure

ESECUZIONE

La sera precedente alla cottura del coniglio, mettetelo a marinare con tutti gli odori e le erbe aromatiche, bagnate con il Pigato, metà del cognac  e 2 cucchiai d’olio e , dopo aver coperto con pellicola da cucina lasciate in frigo per una notte.

Il giorno seguente mettete nella casseruola un po’ d’olio , qualche rametto di rosmarino e  fate rosolare molto bene i pezzi di coniglio dopo averli salati e pepati, da tutti i lati

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Appena saranno ben rosolati bagnateli con il restante cognac e fate evaporare, quindi unite i pinoli e fate tostare

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Tritate finemente con la mezzaluna le verdure e le erbe della marinata e mettetele in pentola

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Fate insaporire tutto insieme per qualche minuto facendo attenzione che non attacchi nulla

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Appena sarà  tutto ben rosolato, unire il vino della marinata e, se serve un po’ di acqua calda, sino a coprire a filo i pezzi di coniglio

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Coprite la pentola

image e fate cuocere a fuoco moderato per circa 1 ora se il coniglio è nostrano, per non più di 40 minuti se è di allevamento, controllando anche se serve altro sale.

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Servite il coniglio con un soffice purè oppure con patatine novelle come faceva la nonna

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Buon Appetito

Piatti fuori stagione: la trippa

imageChi mi conosce lo sa, in questa stagione, prima che ci si trasferisca in Liguria per le vacanze estive, faccio la solita ” pesca” nel congelatore per sbrinarlo e chiuderlo in attesa di riutilizzarlo a pieno regime in autunno.

Anche quest’ anno non ho perso l’abitudine e, come al solito, mi ritrovo a cucinare piatti non proprio adatti alla stagione che stiamo vivendo.

Nella mia ultima ” pesca ” ho tirato su un cartoccio nascosto fra una guancia di vitello e carne di cinghiale a spezzatino, che mi ha incuriosito poiché  non riuscivo a decifrarne il contenuto.

Ho voluto sfidare la sorte e l’ho scongelato…..il mattino dopo la sorpresa: si trattava di trippa!

Per mia fortuna in questi giorni le temperature si sono abbassate in modo consistente così non ci sono state troppe proteste quando ho presentato a tavola un fumante tegamino di ” trippa della nonna Quanita “, anzi ci sono state anche le lodi!!!!

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TRIPPA DI NONNA QUANITA

  • 300 gr di trippa centopelli
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 gambo di sedano
  • salvia
  • rosmarino
  • alloro
  • qualche buccia di limone
  • 1 spicchio d’aglio
  • 100 gr di pinoli
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/2 bicchiere di brodo
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 400 gr di fagioli di Spagna già lessati
  • sale, pepe
  • olio evo
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

Preparate un trito con tutti gli odori e gusti eccetto che per la foglia di alloro

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Mettete in una pentola di coccio il trito ottenuto con olio evo, i pinoli e la foglia di alloro, se volete anche il peperoncino

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Fate ben rosolare

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Unite quindi la trippa

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Quando dopo pochi minuti, i gusti si saranno amalgamati, sfumate con il vino e fate ben evaporare l’alcool

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Se lo ritenete necessario, mettete anche il brodo e fate un po’ restringere

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Trascorsi 10-15 minuti di cottura, unite la passata di pomodoro ed un cucchiaino di concentrato di pomodoro e cuocete a fiamma basa per circa 20 minuti

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Quando la salsa si sarà ristretta, aggiungete i fagioli

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Fate insaporire tutto insieme ancora per 10 minuti sino a quando la salsa sarà ben tirata

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Servite in pentolini di terracotta individuali con pane di campagna abbrustolito.

Magari in autunno, ma vi consiglio caldamente di provarla, sono certa che vi piacerà

Buon Appetito

Lenticchie, cibo perfetto

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Le lenticchie sono un cibo dalle eccezionali virtù. Nella storia, c’è chi si è venduto la primogenitura per un piatto di lenticchie. Senza arrivare a tanto, basterebbe mangiare almeno una volta alla settimana un piatto di questo portentoso legume per garantirsi una salute di ferro.

Infatti contiene moltissimo ferro, sostituisce egregiamente la carne senza nessuno degli effetti collaterali negativi che hanno i prodotti animali, in più ha un altissimo grado di digeribilità, tant’è vero che è consigliato caldamente dai pediatri per le prime minestre dello svezzamento. Insomma, bisognerebbe rivalutare le lenticchie, anche perché oltre ai succitati benefici per la salute, pare ne abbia anche per il portafoglio, infatti mangiare lenticchie a capodanno significa avere le tasche piene per tutto l’anno.

Io, appartenendo alla numerosissima schiera di coloro che dicono, non ci credo ma non si sa mai, non ho lasciato la mia tavola di fine anno senza un gustosissimo piatto di lenticchie abbinato al più che classico cotechino. Ho usato le piccoline di Castelluccio, eccellente DOP umbra che senza ammollo preventivo e  con una cottura che non va oltre la mezz’ora,  sono un veloce e ottimo piatto che viene apprezzato da chiunque ami il genere.

LENTICCHIE E COTECHINO IN UMIDO

  • 250 gr di lenticchie di Castelluccio secche
  • carota, sedano, prezzemolo, cipolla, aglio, rosmarino, salvia, tutto tritato
  • 1 piccola buccia di limone
  • 1 foglia di alloro
  • peperoncino
  • 1 barattolo di polpa pronta da 250 gr
  • 1 cucchiaio di salsa di pomodoro
  • olio evo
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • sale
  • brodo ( o acqua ) qb
  • cotechino

ESECUZIONE

Preparate un trito con tutti gli odori compresa la buccietta di limone e mettetelo in una pentola di coccio con l’olio ed il peperoncino (facoltativo).

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Fate imbiondire, quindi unite la polpa di pomodoro, lo zucchero e la foglia di alloro e fate ben restringere la salsa. Nel frattempo mondate e lavate bene sotto l’acqua corrente le lenticchie ed unitele alla salsa, aggiungete circa 1/2 L di brodo o acqua (in questo caso unite anche un pezzettino di dado), la conserva di pomodoro e cuocete a fuoco basso per circa mezz’ora ora, facendo attenzione che non asciughino troppo, nel qual caso unite altro liquido, controllate di sale e tenete al caldo.

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Preparate anche il cotechino: se avete un cotechino precotto, seguite le istruzioni della confezione per la cottura. Se, più saggiamente, avete optato per un prodotto fatto dal vostro macellaio di fiducia, lasciatelo in acqua fredda per una notte prima di cuocerlo, quindi punzecchiatelo in più punti con uno spiedino in legno, fasciatelo bene in un canovaccio bianco di lino o in una garza e mettetelo in pentola a pressione coprendolo completamente con acqua fredda e cuocete per circa 40 minuti dal sibilo per un cotechino di circa 1 kg a fuoco bassissimo. Quando il cotechino sarà pronto, tagliatelo a fette non troppo sottili e servitelo con le lenticchie fumanti.

Se volete cambiare contorno, potete provare con un soffice purè ed uno specchio di fonduta alla valdostana, magari condendo il tutto con inebrianti lamelle di tartufo bianco. Mamma mia, ho terminato un pantagruelico pasto da poco, ma con queste leccornie ricomincerei subito.

Non mi resta che augurarvi buon appetito e darvi un consiglio: seguite le mie ricette ma non seguite le mie azioni., sto per alzarmi e ricominciare con lenticchie e cotechino.

Autunno: tempo di cacciagione

Cinghiale in umido

Cinghiale in umido

In questa bellissima domenica di fine ottobre, mio marito ed io abbiamo deciso di fare una gita senza una metà particolare nella nostra stupenda regione di adozione che e’ la Toscana.

Girovagando in qua e in là, siamo passati dal Chianti al Casentino, dalla Val d’Orcia al monte Amiata e finalmente ad Arcidosso ci siamo fermati perché sapevamo che lì si svolgeva la famosa ” festa della castagna ” e dove c’è odore di cibo buono, noi non manchiamo mai!!!!

Devo dire però che questa festa che sino a pochi anni fa era un tripudio di caldarroste, dolci a base di castagne e quant’altro, oggi e’ diventata una sorta di mercatino dove siamo riusciti a trovare un solo banchetto che vendeva le caldarroste!

Un po’ delusi siamo ritornati in macchina ed abbiamo raggiunto la vetta dell’Amiata ed un ristorante rustico e casalingo al punto giusto dove abbiamo mangiato un cinghiale favoloso ,delle pappardelle sempre al sugo di cinghiale fantastiche ed un arrosto misto con fritto di funghi che……levati!!!!!!!

Arrosto misto alla toscana

Arrosto misto alla toscana

Si, lo so abbiamo fatto un pieno sufficiente per una settimana, ma, come diceva Cicerone ” semel in anno licet insavire” e noi,per l’ennesima volta quest’anno contravvenendo al ” semel” siamo usciti di senno allegramente e ci siamo goduti in pieno il pantagruelico pasto.

La ricetta che ho io del cinghiale, e’ quella che mi è’ stata data da Donatella ,la madrina delle mie figlie, che a sua volta le e’ stata data dalla sorella Patrizia,aretina DOC  ,che cucina come Raffaello pittura!!!!!!

Non pubblicherò foto della mia ricetta perché oggi,come vi ho detto,non ho cucinato ,ho solo mangiato, ma,avendola provata moltissime volte,vi garantisco che è di sicuro successo!!!

CINGHIALE IN UMIDO Della PATRIZIA

  • 800 gr di polpa di cinghiale
  • 400 gr di pomodori pelati
  • 1 cucchiaio di conserva di pomodoro
  • 1 carota 1 cipolla 1 gambo di sedano
  • 2 spicchi d’ aglio
  • alloro rosmarino e salvia
  • peperoncino
  • 1 bicchierino di cognac
  • 1/2 bicchiere di vino rosso corposo
  • olio evo
  • sale pepe
  • 200 gr di olive nere al forno

ESECUZIONE

Tagliate a tocchetti la polpa del cinghiale e riducetela tipo spezzatino

Mettete lo spezzatino in un tegame, salate leggermente e fate dare l’acqua tenendo sul fuoco senza alcun condimento girando in continuazione per alcuni minuti.

Levate dal fuoco,gettate l’acqua e tenete da parte lo spezzatino.

In una casseruola pulita mettere 8 cucchiai d’olio evo, l’aglio intero , gli odori e le erbe aromatiche  ed il peperoncino tritati e la foglia di alloro e fare appassire dolcemente il tutto.

Unire il cinghiale e fatelo colorire a fuco vivace.

Sfumate con il cognac , quando e’ evaporato unire il vino, salare pepare e cuocere lentamente.

Quando sarà ben ritirato il tutto,unire i pomodori e la conserva ed un po’ di brodo caldo ( in mancanza va bene anche l’acqua, in questo caso controllate il sale)

Cuocere lentamente per almeno 2 ore a pentola coperta, controllando che non asciughi troppo, nel qual caso si aggiunge altro brodo caldo.

Mezz’ ora prima di servire aggiungere le olive e, se vi piace, una spolverata di noce moscata.

Poiché preparare un buon piatto di cinghiale non è cosa facile, vi consiglio di provare questa super collaudata ricetta di sicuro successo.

Se poi siete ben intenzionati e, già che ci siete volete cimentarvi anche nelle pappardelle al cinghiale ,procedete così :

rosolate in olio evo, 2 salsicce toscane toscane dopo averle private del budello , unite la carne di cinghiale tagliata finemente al coltello , gli odori e le erbe aromatiche tritati, l’aglio intero e la foglia di alloro.

Sfumate con abbondante Chianti e fate sobbollire per almeno 1/2 ora, sino a quando la carne risulterà arrostita.

Allungate in acqua bollente 1/2 tubetto di concentrato di pomodoro e lasciate sul fuoco sino a quando il sugo sarà ben ristretto.

So già ciò che state pensando….” ma e’ pesantissimo !!!!! ”

Si, e’ vero, ma è buonissimo e poi ,una volta ogni tanto dare una stropicciata al fegato, fa solo bene!!!!! Forse!

buon appetito a tutti!

P.S. Mi accorgo ora di essere arrivata al post numero 100!

Sono felice, francamente non speravo di raggiungere questo traguardo date le mie croniche incapacità tecnologiche.

Grazie a voi che mi seguite, ci sono riuscita e con voi brindo idealmente, vi ringrazio di cuore e auguro a me stessa di coinvolgere in questa mia passione tanti altri amici!!!

CIN CIN !!!!!!!!

🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷🍷

…….mi raccomando, un bicchiere per uno !!!!!!!