Insalate varietà

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Cosa c’e’ di meglio in estate che una freschissima e semplicissima insalata di pomodori freschi appena colti?

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Magari abbinata ad un piatto di melanzane grigliate condite con una salina a basa di erbe liguri fresche?

Le domande sono retoriche, ovviamente con il caldo di questi giorni oltre ai gelati o le granite, gradiamo solamente piatti freschi.

Per questa sera ho preparato una sfiziosa insalata di pollo arrosto ( comprato naturalmente!) così, tra pomodori e melanzane, riuscirò a preparare il giusto pranzo per la mia tribù !!

INSALATA DI POLLO ALLA MANIERA DI TITTI

  • 1\2 pollo arrosto avanzato
  • 3 patate medie
  • cetriolini in agrodolce
  • 1 peperone grigliato
  • olive taggiasche

salsa di condimento

  • erbe liguri ( prezzemolo, basilico, maggiorana, timo, origano secco di montagna)
  • capperi di Liguria
  • peperoncino fresco
  • aglio di Vessalico 1\2 spicchio
  • olio evo ligure
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Fate lessare a vapore le patate sbucciate e tagliate

Disossate il pollo e mettetelo in una capiente terrina

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Quando saranno pronte aggiungete le patate al pollo

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Grigliate un peperone, spellatelo, tagliatelo a filetti ed aggiungetelo al pollo

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Tagliate a rondelle i cetriolini e metteteli nella terrina con le olive taggiasche; preparate a questo punto la salina per il condimento :tritate tutti gli ingredienti eccetto l’olio ,il sale ed il pepe

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Quando il tutto sarà ben tritato,

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cospargetelo sull’insalata di pollo

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Aggiungete olio, sale e pepe e mischiate con molta cura

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Buon Appetito

 

 

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Piacevoli sensazioni

Chi mi segue da tempo lo sa, non amo il pesce !

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So benissimo quanto faccia bene e mi rendo conto quanto  la dieta mediterranea, sana e leggera, si basi sul pescato dei nostri mari, ma io, ammetto, non lo apprezzo per quel che vale.

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A volte, però devo cedere per il bene mio e di tutta la famiglia e preparo piatti con pesci dei quali cerco il più possibile di camuffare il sapore con erbe aromatiche ed altri ingredienti atti allo scopo.

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Nel caso di oggi sono stata costretta a ricredermi, i filetti di gallinella, freschissimi, che ho trovato al mercato hanno sprigionato un sapore meraviglioso che ha battuto alla grande tutti i miei tentativi di reprimerlo!!

FILETTI DI GALLINELLA AL FORNO CON PATATE

  • 8 filetti di gallinella di mare puliti
  • 4 patate di media grandezza
  • 1 grappolo di pomodorini pachino
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 limone non trattato
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 4 filetti di acciuga sott’olio
  • 2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1\2 bicchiere di vino bianco
  • olio evo
  • sale pepe
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

Iniziate facendo bollire le patate per 7-8 minuti dal bollore quindi fatele intiepidire, sbucciatele e tagliatele a rondelle piuttosto fini

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preparate un battuto con le erbe aromatiche ( io ho usato prezzemolo, timo fresco e maggiorana), lo spicchio d’aglio, la buccia del limone ben pulita, le acciughe, metà dei capperi e metà delle olive ed il peperoncino a piacere

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Mettete un filo d’olio in una teglia, aggiungete le patate e parte del battuto, un pizzico di sale e pepe

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Fate un po’ insaporire sul fornello

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quindi unite i pomodorini tagliati a metà

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ancora un po’ di battuto, un po’ di capperi ed olive interi ed aggiungete i filetti di gallinella salate e pepate

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terminate con altro battuto, il vino bianco, il succo del limone ed un leggero filo d’olio

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Mettete in forno caldo a 170* per circa 25 minuti

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Servite i filetti irrorandoli con il sughero di cottura

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Buon Appetito

 

Venerdì pesce

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Devo ammetterlo, non sono una grande appassionata, il pesce che mangio deve essere di prima qualità e considerando il prezzo, spesso mi rivolgo ad altre soluzioni.

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Per il pesce azzurro quando è freschissimo però ho una simpatia particolare perché trovo che nelle sue tenere carni si imprigioni perfettamente il gusto del mare

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Unendo la simpatia per il prodotto con l’attenzione dovuta alla salute mia e dei familiari, ho deciso di preparare almeno una volta la settimana proprio il pesce azzurro e questo venerdì è toccato allo sgombro

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La maggior parte delle persone visualizza lo sgombro nella tipica scatoletta di latta, cioè conservato, senza rendersi conto di quel che si acquista in salute ed in sapore se lo si consuma fresco.

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La preparazione di oggi è davvero velocissima il tempo che un familiare si offra volontario per preparare la tavola, voi avrete preparato una pietanza   davvero da leccarsi i baffi

SGOMBRO IN SALSA SFIZIOSA

  • 500 gr di sgombri
  • 4 pomodori oblunghi
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • capperi
  • olive taggiasche denocciolate
  • pinoli
  • peperoncino
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Squamate gli sgombri, privateli delle interiora, lavateli bene e apriteli a libro o, se preferite, fateli a filetti, quindi metteteli, dalla parte della pelle,  in padella dove avrete fatto soffriggere lo spicchio d’aglio

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Aparte tritate il prezzemolo, i capperi, le olive, il peperoncino ed i pinoli

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Tagliate i pomodori a rondelle e metteteli sopra gli sgombri, salate e pepate

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Aggiungete anche il trito sfizioso

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Sfumate con poco vino bianco, mettete il coperchio e fate cuocere, per 5 minuti senza mai girare, a fuoco medio, il tempo che il vino evapori

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Servite immediatamente con una bottiglia fredda…anzi…issima di Chardonnay e…

Buon Appetito

meno uno!

img_2416Si, ci siamo, il 2016 ci sta per lasciare con tutto ciò che ci ha donato, le gioie ed i dolori, le sconfitte e le vittorie che, con il passare dei giorni e l’arrivo del 2017, ci sembreranno soltanto piccoli capitoli di vita da archiviare!

Ma non pensiamoci più, ciò che è stato è stato, prepariamoci ad affrontare il nuovo anno con la spavalderia giovanile che, anche se non anagraficamente, abbiamo tutte noi ragazze vintage 2.0

Come è andato il Natale? I pantagruelici pranzi e cene che, sono certa, tutte voi avete preparato in queste feste sono stati graditi da tutti i commensali ?

Penso proprio di si, anche voi come me, avrete fatto male i calcoli, pensando di dover sfamare legioni di parenti ed amici famelici , così sarete state sommerse da rimanenze di ottimo cibo  da riciclare,  incominciando dal pane.

Si perché nessuno pensa che il pane, quando i pranzi sono così ricchi, è davvero inutile, infatti bisognerebbe limitarsi a metterne qualche fetta in tavola e non fare come me che 1 kg e 1\2 mi pareva poco !

Per rimediare a questo esubero, ho preparato degli stuzzichini velocissimi ed assai saporiti che, per l’aperitivo del giorno di Santo Stefano sono stati davvero graditi

STUZZICHINI ALLE OLIVE

  • 250 gr di pane raffermo tagliato a fette
  • 50 gr di olive taggiasche denocciolato
  • 70 gr di pecorino romano grattugiato
  • aghi di rosmarino fresco
  • origano secco
  • maggiorana
  • timo
  • peperoncino fresco ( facoltativo)
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete le fette di pane in una terrina capiente e bagnatele con un bicchiere d’acqua abbondante ed un cucchiaio d’olio evoimg_2393lasciateli ammorbidire per circa un’ora, se il pane è, come il mio, fatto in casa senza sale, insaporite con un pizzico di sale e pepe; nel frattempo tritate le olive, le erbe aromatiche, il peperoncino ed il pecorino sino ad ottenere una poltiglia

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Aiutandovi con le mani, frantumate il pane ammollato rendendolo in briciole ed unite il composto di oliveimg_2396

amalgamate molto bene distribuendo il composto in modo uniforme

img_2397Preparate una teglia foderandola con carta forno ben unta

img_2398e distribuite il composto di pane condito in uno strato sottile ed uniforme

img_2399Infornate in forno già caldo al massimo della temperatura per circa 20 minuti; trascorso il tempo di cottura, sfornate e lasciate raffreddare, quindi, appena freddo, spezzettate con le mani senza precisione, così come capita.

Servitelo con l’aperitivo e, mi raccomando, fate subito la foto, perché se no , vi capiterà come è successo a me, il tempo di prendere l’IPAD ….e il piattino era quasi vuoto!img_2400P.S. non sono arrivata in tempo ad assaggiare i crostini gustosi perché mi sono soffermata ad ammirare il bellissimo grembiule che mi ha regalato, ricamandolo e confezionandolo a mano, la mia consuocera Mara, un vero capolavoro, che ne pensate?

BUON ANNO A TUTTI

Coniglio bourguignon..o quasi

Chi mi conosce lo sa, sono una fan accanita di Julia Child, l’appassionata di cucina francese, moglie dell’ambasciatore americano a Parigi negli anni ’50 che, con il suo libro ” mastering art of French Cooking” ha insegnato la cucina transalpina al popolo americano

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Ho acquistato i suoi volumi online perché non esiste la versione tradotta in italiano reperibile in libreria; per quanto mi riguarda, la fase più complicata, è stata la traduzione delle ricette che, per il mio inglese poco più che scolastico è stata davvero ardua!

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Ma, con grande soddisfazione e fatica,  ci sono riuscita!

Da qui, va da se che io abbia l’abitudine di consultare spesso la mia cara Julia, ed uno dei piatti più gettonati in casa mia nel periodo invernale, è senz’altro il celeberrimo” boeuf au bourguignon”che, nella ricetta di oggi ho voluto  ricordare, per la preparazione del coniglio, ed ecco ciò che è venuto fuori

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CONIGLIO BOURGUIGNON…O QUASI

  • 1 coniglio nostrano ( possibilmente)
  • sale toscano
  • farina
  • aglio
  • salvia
  • vino bianco qb
  • brodo ( preparato con la testa del coniglio) qb
  • 400 gr di cipolline borrettane gia pulite
  • 250 gr di funghi champignons
  • 30 gr di funghi secchi
  • olive taggiasche
  • concentrato di pomodori
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Iniziate preparando con la testa del coniglio, un gambo di sedano, una carota ed una cipolla un litro circa di brodo che vi servirà in cottura; dopo circa 1 oretta che avrà sobbollito, salate quanto serve e mettete in attesa.

Tagliate a pezzi il coniglio e cospargetelo con il sale toscano

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Quindi infarinatelo

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Nel frattempo mettete a rosolare in una capiente casseruola adatta alle lunghe cottura, l’ olio, lo spicchio d’aglio a tocchetti e la salvia tagliata a filettini

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Quando inizieranno a prendere colore, mettete nella pentola i pezzi di coniglio infarinati e fate ben tostare

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Appena saranno rosolati sfumate con il vino bianco

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Mentre aspettate che L’alcool  si assorba, pulite le cipolline

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ed al momento opportuno, unitele al coniglio

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Fate insaporire tutto assieme per qualche minuto quindi coprite a filo con il brodo di coniglio e fate cuocere a tegame coperto sino a che il liquido sarà un po’ consumato

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Nel frattempo, aiutandovi con uno straccetto  inumidito, pulite i funghi champignons e tagliateli a fettine

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Tagliate con il cutter i funghi secchi che avrete in precedenza ammollato in acqua tiepida ed uniteli con gli champignons al coniglio

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Continuate la cottura per 10 minuti

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Quindi aggiungete il concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua calda

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E continuate a cuocere per qualche minuto sino a quando il sugo sarà ben ristretto

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In ultimo mettete le olive

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Fate insaporire bene sempre rimestando, controllate il sale ed aggiungete un po’  di pepe macinato fresco

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Servite questo piatto ghiotto con soffice purè o fumante polenta

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Buon Appetito

 

U stucchefissu

imageNelle giornate uggiose e piovose come oggi, mi ritornano in mente i pomeriggi invernali con i miei nonni. Quando nonna Quanita aveva voglia di gratificazione a dispetto dell’inclemenza del tempo preparava il suo famoso “stucchefissu” o buridda alla ligure in modo assolutamente egregio. Sebbene da bambina non amassi molto lo stoccafisso, divoravo le patate che lo accompagnavano perché erano davvero gustosissime. Eh si, ci risiamo, i sapori dell’infanzia sono i sapori della felicità!

BURIDDA O STUCCHEFISSU IN TUCHETTU

  • 800 gr di stoccafisso già ammollato
  • 1 kg di patate
  • 1 cipolla
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 4 filetti di acciuga dissalati
  • 10 gr di funghi secchi
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 l di brodo vegetale
  • 1 cucchiaio di farina 00
  • olive taggiasche qb
  • olio evo
  • sale

ESECUZIONE

Mettete i funghi ad ammollare con acqua calda per circa 30 minuti.

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Fate rosolare in casseruola la cipolla tritata con i pinoli e 3 cucchiai di olio evo.

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Unire i funghi dopo averli strizzati bene dall’acqua e tritati.

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Appena la cipolla sarà un po’ stufata, aggiungere le acciughe e fatele sciogliere a fuoco molto basso. A questo punto unite le patate tagliate a cubotti e fate insaporire.

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A parte infarinate lo stoccafisso.

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Tagliato a tocchi e friggetelo in abbondante olio d’oliva.

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Unite lo stoccafisso alle patate e coprite con il brodo nel quale avrete sciolto il concentrato di pomodoro, coprite la pentola e fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso, dall’inizio del bollore.

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A questo punto aggiungete le olive e portate a cottura avendo cura che rimanga un’abbondante ” bagna” o sughetto.

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Servite ben caldo.

Si può alleggerire il piatto evitando di friggere lo stoccafisso e mettendolo direttamente ad insaporire nel soffritto di base. E’ sicuramente un piatto unico molto importante ma vi garantisco che fa la “tavola” felice.

Questa ricetta la nonna l’aveva tratta dal famoso libro ” La cuciniera genovese” con sottotitolo  “La vera maniera di cucinare alla genovese” che lei aveva ereditato dalla sua mamma ed io, con grande fortuna, ho ritrovato in soffitta nel classico baule polveroso e che naturalmente conservo come il più prezioso dei tesori!image

Buon Appetito

Ma che piacere!

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Si, proprio così, che piacere!

Manuela del blog “non solo nonna” mi ha taggata e questa mia prima esperienza mi dà la sensazione di essere entrata di diritto nel mondo dei blogger, quelli veri. Grazie Manuela, sei stata davvero cara ad aver pensato a me, da parte mia cercherò, con foto e notizie, di darvi  un’ immagine esaustiva della persona che sono.image

Tornando a parlare di cibo, oggi ho pensato di trasmettervi la versione ligure della pizza napoletana: la sardenaira, o pizza all’Andrea, o pizzaladier, insomma, cambia il nome a seconda della zona del ponente ligure dove viene fatta, ma la bontà del prodotto finale resta invariata.

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Vi propongo  la ricetta della mitica nonna Francesca che quando preparava questa fantastica prelibatezza, chiamava tutti i figli disseminati in mezza Liguria affinché venissero a ritirare la propria teglia, o meglio il ” testu”, perché anche dopo mille tentativi, nessuno in famiglia riusciva a farla come lei: nessuna copia era all’ altezza dell’originale. Nonna Francesca era e sarà sempre insuperabile!

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Io adoro questa focaccia, perché di focaccia si tratta, guai a chiamarla pizza, non è e non vuol essere una pizza, è semplicemente una focaccia condita con sugo di cipolle e acciughe sotto sale, olive taggiasche, aglio di Vessalico ed origano delle Alpi liguri come se piovesse. Si, avete capito bene, é il sunto perfetto della mia amata terra, é il connubio sublime tra i monti ed il mare. E’ l’essenza dolce ed amara delle nostre anime da marinai.

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Non so se questa passione per la sardenaira deriva solo dalla sua bontà o anche dalla convivialità nella quale veniva consumata (si sa i gusti dell’ infanzia hanno un sapore indimenticabile) so solo che già dal primo morso, il mio cuore torna bambino.

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SARDENAIRA DI NONNA FRANCESCA

Per la pasta

  • 500 gr di farina 0
  • 30 gr di lievito di birra
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 5 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino di sale
  • acqua tiepida q.b.

Per il condimento

  • 1 kg di pomodori sodi e ben maturi
  • 100 gr di acciughe sotto sale
  • 2 cipolle bianche
  • olive taggiasche
  • aglio
  • origano
  • basilico
  • olio evo
  • sale pepeimage

Mettete la farina sulla spianatoia, sciogliete il lievito con il latte tiepido ed unitelo alla farina, aggiungete il sale e l’olio, quindi impastate con acqua tiepida sino ad ottenere un impasto morbido ed elastico che farete lievitare coperto per 1 ora.

Trascorso questo tempo, ungete d’olio una teglia rettangolare, disponetevi la pasta, conficcate gli spicchi d’aglio con la loro buccia nella pasta stessa e fate ancora lievitare nel forno spento per 1 ora.

Nel frattempo preparate il condimento:

Tagliate con la mandolina le cipolle e fatele stufare nell’olio per circa 15 minuti. Se serve aiutatevi in questa operazione con un po di vino bianco che farete ben evaporare per evitare che il sugo resti acido. Quando le cipolle saranno trasparenti, unite le acciughe sfilettate e pulite dal sale e fuori dal fuoco, sciogliete aiutandovi con una forchetta.

Unite quindi i pomodori sbucciati e tritati, il basilico spezzettato a mano. Se serve aggiustate di sale e pepe e fate addensare. Scaldate il forno a 180* e cuocete la sardenaira senza condimento per 10 minuti, quindi togliete la teglia dal forno aggiungete la salsa, le olive e l’origano ed infornate ancora per 30-40 minuti.image

Servitela tiepida.

La sardenaira è una ricetta che si differenzia, anche se di poco, in ogni famiglia dell’imperiese ligure, non é certificata da codici e codicilli e come tutte le cose libere é eccellente.

Provatela, non ve ne pentirete!

Buon appetito

Ricetta speedy

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In questi giorni di fine scuola tra cene e saggi, i ritmi sono frenetici. É vero, noi siamo soltanto i nonni ma Agata è sempre con noi quando la mamma lavora, quindi corriamo da una parte all’ altra della città per riuscire a rispettare tutti i suoi impegni, in più è bene aggiungere che la nostra età è assolutamente da nonni non certo da genitori. Per questi motivi il tempo che posso dedicare alla mia passione, la cucina, è piuttosto limitato ed i piatti come quello che vi presento oggi sono una vera salvezza.

CARPACCIO DI SPADA AFFUMICATO CON PESCHE NETTARINE

  • 250 gr di pesce spada affumicato tagliato sottilissimo
  • 2 pesche nettarine
  • olive taggiasche sott’olio denocciolate
  • 4 cucchiai di olio evo ligure
  • 1/2 limone
  • sale pepe
  • erbacipollina
  • timo limonato
  • aghi di rosmarino

ESECUZIONE

Disponete in un piatto di portata il pesce spada. Conditelo con un’ emulsione di olio sale pepe e limone. Aggiungete a questo condimento le erbe tritate e condite con l’ emulsione il pesce spada.

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Unite le olive denocciolate e rifinite il piatto con fettine sottili di pesca.

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Ho sentito questa ricetta dal parrucchiere mi ha subito colpito, provatela, sono certa che sarete d’accordo con me.

Buon Appetito!

Dentice parte seconda

imageDove c’eravamo lasciati? Già, avevo detto che con la carcassa e gli avanzi del super pesce avrei preparato qualcosa di speciale. Con davvero molto piacere ho notato che parecchi di voi mi hanno dato dei suggerimenti molto interessanti che sicuramente sfrutterò in un’ altra occasione.

Questa volta ho voluto provare una pasta fredda, piatto unico adatto al caldo infernale di questi giorni, che sprigioni al massimo tutti i sapori mediterranei. Avevo in congelatore dell’ ottima pasta fresca pugliese “i maritati” e dall’ incontro con il dentice guardate un po’ che é uscito fuori.

MARITATI AL DENTI..CE

  • 500 gr di pasta fresca tipo maritati
  • polpa di dentice precedentemente cotto
  • 1 spicchio d’ aglio
  • 1/2 peperoncino piccante
  • olio evo
  • pinoli
  • 50 gr di cacioricotta
  • olive taggiasche denocciolate
  • capperi dissalati
  • Basilico
  • 4 pomodori sodi e maturi
  • 1 cipollina di Tropea fresca

ESECUZIONE

Per prima cosa, come mi ha suggerito Emanuela, ho preparato con la carcassa del dentice un fumetto di pesce che ho utilizzato in parte per cuocere la pasta ed in parte l’ho congelato per il prossimo piatto. Come odori ho aggiunto 1 cipolla rossa, un pomodoro, un mazzetto di prezzemolo, uno spicchio d’aglio ed un cucchiaio di cognac piccolo “segreto” che mi confido’ anni fà Jean, chef di un noto ristorante di Cannes.

Ho fatto sobbollire per una mezz’ora il fumetto quindi ho passato con un colino a trama sottile, ho aggiustato di sale (poco, mi raccomando) ed ho gettato la pasta facendo cuocere per pochi minuti trattandosi di pasta fresca. Nel frattempo ho messo in una padella un cucchiaio d’ olio evo, uno spicchio d’ aglio, 1/2 peperoncino ed ho fatto un po’ insaporire.

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Ho spezzettato la polpa del dentice avanzata e l’ho aggiunta al soffritto facendo andare tutto insieme per pochissimi minuti. In un pentolino ho messo olio evo ed una manciata di pinoli, appena l’olio ha iniziato a prendere calore, ho spento il fuoco ed ho aggiunto abbondanti foglie di basilico.

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Quando la pasta ha raggiunto il giusto punto di cottura, l’ho scolata e condita con l’olio al basilico e pinoli ed una sostanziosa grattugiata di cacio ricotta.

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Ho messo la pasta così condita nella padella con il pesce, ho aggiunto tutti gli altri ingredienti: i pomodori a rondelle, le olive, i capperi ed ho condito molto bene.

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Ho aggiunto altro basilico ed ho terminato il piatto con una dolcissima cipollina di Tropea croccante tagliata a rondelle sottili.

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Questo piatto è piaciuto molto, credo che lo proporrò anche con frutti di mare appena scottati.

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Non fatevi spaventare dall’uso del formaggio, proprio mio marito che all’ inizio mi ha detto “questa non l’hai indovinata!” alla fine ha dovuto ammettere che e stata proprio la carta vincente.

Buon Appetito!

C’era una volta…U CUNDIUN

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Stiamo parlando di uno tra i più rappresentativi piatti della cucina italiana: la ricca e variopinta insalata di pomodori maturi. Ogni regione italiana ne ha una particolare: in Toscana abbiamo la panzanella che cambia anche se lievemente da provincia a provincia, anzi da paese a paese. Nel meraviglioso Sud Italia le freselle al pomodoro abbinate ad una tiepida mozzarella appena fatta, sono un piatto da re. E poi chi non ricorda le merende estive a base di pane e pomodoro? La versione ligure dell’ insalata di pomodoro è appunto il cundiun, piatto della tradizione dove i prodotti della nostra terra si uniscono in un indimenticabile piatto. I pomodori sono di Albenga (cuori di bue DOP), il tonno si prepara nelle nostre case quando questo formidabile pesce sprigiona al massimo i suoi sapori, le acciughe del mar ligure, le olive delle nostre colline e l’ origano è uno dei profumi inebrianti delle Alpi marittime. Gli ingredienti sono davvero pochissimi ma dal gusto così intenso e profondo che una volta provata non puoi più farne a meno.

CUNDIUN

  • 2 pomodori cuore di bue (possibilmente della Piana di Albenga)
  • 250 gr di tonno sott’ olio
  • olive taggiasche
  • 3 acciughe sotto sale
  • 4 gallette del marinaio
  • 1 peperone giallo
  • olio evo
  • sale
  • origano
  • 1 cucchiaio di aceto bianco
  • 4-5 foglie di basilico di Pra

ESECUZIONE

Mettete ad ammorbidire con un po’ d’acqua e aceto le gallette del marinaio e quando saranno ammorbidite, sistematele rompendole nella terrina dove verrà’ condita l’insalata di pomodoro.image

Tagliate i pomodori a fette piuttosto spesse.

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Pulite il peperone e tagliatelo a filetti nell’ insalatiera con le gallette ed unite tutti gli altri ingredienti.

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Condite con abbondante olio evo ligure, sale e origano secco delle Alpi liguri ed alcune foglie di basilico spezzettate a mano. Preparate questa insalata con parecchio anticipo, in questo modo sarà molto più gustosa poiché i profumi avranno modo di fondersi perfettamente.

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In alcune zone della Liguria si prevede anche l’aggiunta di capperi, uova sode, patate e fagiolini lessati. L’insalata così si chiama nizzarda ed è cugina stretta della più blasonata salade nicoise. La ricetta che vi ho dato del cundiun è quella della mia nonna. Nelle foto che vi ho proposto é rappresentato un condiun un pò ibrido perché ho usato al posto delle gallette, le freselle calabresi ed ho aggiunto un cetriolo dell’orto ed un cipollotto fresco di Tropea. Vi garantisco però che questo giro per l’Italia non ha fatto altro che aggiungere bontà a ciò che già era molto gustoso.

Buon Appetito!