E per concludere la triade…

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..prepariamo l’ultima conserva : trombette sott’olio alla ligure

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Verdura dell’ orto

Cosa siano le trombette, chi mi segue lo sa benissimo perché io le cucino in tutte le salse, chi invece fosse rimasto un po’ indietro, sappia che sono le zucchine di Albenga DOP più consistenti e croccanti delle zucchine comuni, con forma allungata e un po’ contorte  che si prestano perfettamente ad essere conservate sott’olio

TROMBETTE ( ZUCCHINE) SOTT’OLIO ALLA LIGURE

  • 1 kg di zucchine trombette di piccole dimensione
  • olio evo
  • aglio
  • maggiorana
  • timo
  • origano
  • peperoncino (facoltativo)
  • 1 L di aceto bianco
  • 1\2 L d’acqua
  • sale
  • pepe nero in grani

ESECUZIONE

Per prima cosa procedete alla sterilizzazione dei barattoli nel modo che vi da’ più sicurezza, ricordandovi di utilizzare sempre tappi nuovi

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Lavate accuratamente le zucchine e tagliatele a tocchetti piccoli

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Salate leggermente e mettetele in uno scolapasta coperte con un piattino sopra al quale metterete un peso per far si che lascino il più possibile l’acqua amarognola

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Mettete a bollire l’aceto con l’acqua e salate leggermente

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Appena inizierà il bollore, mettete le zucchine un po’ per volta e fate cuocere per 4 minuti dalla ripresa del bollore ogni volta

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Appena saranno pronte

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scolate le zucchine e mettetele nel solito canovaccio bianco e strizzatele leggermente

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Mettetele quindi su un altro canovaccio pulito per farle freddare ed asciugare meglio

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Nel frattempo preparate un trito con le erbe aromatiche e l’aglio ed il peperoncino se avete deciso di metterlo

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Mettete le zucchine in una terrina e conditele con  abbondante trito di erbe

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Lasciate un po’ insaporire ed iniziate a riempire i barattoli

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Procedete come con le altre conserve, mettendo alternativamente olio e zucchine ed in questo caso anche i grani di pepe, facendo sempre attenzione che non restino parti senz’olio.

Quando avrete terminato aggiungete ancora olio ed aspettate qualche ora prima di chiudere i barattoli per controllarne bene il livello.

Conservate  in luogo fresco e buio e consumate dopo circa 2 settimane dalla preparazione.

Quando quest’inverno vi verrà voglia di gustare le zucchine sott’olio alla ligure provatele così:

Abbrustolite alcune fette di pane casalingo e, se vi piace, sfregatele con un po’ d’aglio.

mettete abbondanti zucchine su ogni fetta, ricoprite con una fetta abbastanza sottile di taleggio ( o gorgonzola o qualsiasi formaggio dal sapore deciso voi gradiate), aggiungete un po’ di granella di noci e rimettete in forno sino a quando il formaggio inizierà a sciogliersi…una bontà!!

Buon Appetito

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Crostone passato al forno

 

 

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Pensando all’inverno

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La stagione estiva abbonda di frutta e verdura di ottimo sapore e di indubbia qualità, quindi la massaia attenta che è nascosta (molto profondamente) in me, fa la sua parte, e si da un gran daffare per conservare nel migliore dei modi queste prelibatezze.

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Verdura dell’ orto

 

Per prima cosa ho pensato di preparare delle melanzane piccanti sott’olio come le faceva la cuoca di casa mia, Pina della quale vi ho più volte parlato.

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Lei sosteneva che, avendo in casa un barattolo di melanzane così conservate, non si dovevano temere i rigori invernali, né quelli causati dalle rigide temperature, perché il peperoncino da’ calore, né quelli economici, poiché con 4 o 5 patate lesse si poteva mettere in tavola una cena da re !

MELANZANE PICCANTI SOTT’OLIO

  • melanzane lunghe di media dimensione 1 kg
  • aceto bianco 1 L
  • acqua 1\2 L
  • sale grosso qb
  • origano qb
  • aglio 3 spicchii
  • peperoncino qb
  • olio evo qb

ESECUZIONE

Sbucciate le melanzane e tagliatele a cubetti, quindi mettetele in uno scolapasta con una manciate di sale grosso per farle “spurgare” dell’acqua amara e lasciatele così per una mezz’ora.

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Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola con l’acqua e l’aceto ed aggiungete un po’ di sale

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Quando acqua ed aceto inizierà a bollire, sciacquate le melanzane, strizzatele e , un po’ per volta, fatele sbollentare per circa 4 minuti

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Mettete un canovaccio bianco e pulitissimo in una terrina

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e man mano che scolate le melanzane dall’aceto, le mettete in attesa

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Procedete così sino a che avrete sbollentato tutte le melanzane,

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Quindi , appena si saranno raffreddate, con l’aiuto del canovaccio, le strizzate  meglio che potete e le mettete  in una terrina.

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A questo punto le condite  con l’aglio schiacciato o tagliato a pezzetti piccolissimi

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Aggiungete  l’origano secco ( meglio quello di montagna che ha un profumo più intenso) ed il peperoncino in polvere.

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Mischiate bene il tutto e lasciate un po’ ad insaporire; nel frattempo sterilizzate i barattoli nel modo che preferite e li mettete ad asciugare

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Terminate tutte queste operazioni, iniziate a riempire i barattoli

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mettendo alternativamente melanzane ed olio d’oliva e, se volete, anche qualche chicco di pepe nero

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Fate in modo che le melanzane siano coperte benissimo con l’olio ( ne va della perfetta conservazione) e lasciatele così per qualche ora, coperte con un piattino prima di chiuderle definitivamente

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Prima di chiuderle, controllate il livello dell’olio, se occorre fate un rabbocco, e, una volta chiuse con un tappo nuovo, mettetele in luogo fresco e buio per almeno una settimana prima di consumarle.

le melanzane così conservate si mantengono per un anno

Buon Appetito

 

meno uno!

img_2416Si, ci siamo, il 2016 ci sta per lasciare con tutto ciò che ci ha donato, le gioie ed i dolori, le sconfitte e le vittorie che, con il passare dei giorni e l’arrivo del 2017, ci sembreranno soltanto piccoli capitoli di vita da archiviare!

Ma non pensiamoci più, ciò che è stato è stato, prepariamoci ad affrontare il nuovo anno con la spavalderia giovanile che, anche se non anagraficamente, abbiamo tutte noi ragazze vintage 2.0

Come è andato il Natale? I pantagruelici pranzi e cene che, sono certa, tutte voi avete preparato in queste feste sono stati graditi da tutti i commensali ?

Penso proprio di si, anche voi come me, avrete fatto male i calcoli, pensando di dover sfamare legioni di parenti ed amici famelici , così sarete state sommerse da rimanenze di ottimo cibo  da riciclare,  incominciando dal pane.

Si perché nessuno pensa che il pane, quando i pranzi sono così ricchi, è davvero inutile, infatti bisognerebbe limitarsi a metterne qualche fetta in tavola e non fare come me che 1 kg e 1\2 mi pareva poco !

Per rimediare a questo esubero, ho preparato degli stuzzichini velocissimi ed assai saporiti che, per l’aperitivo del giorno di Santo Stefano sono stati davvero graditi

STUZZICHINI ALLE OLIVE

  • 250 gr di pane raffermo tagliato a fette
  • 50 gr di olive taggiasche denocciolato
  • 70 gr di pecorino romano grattugiato
  • aghi di rosmarino fresco
  • origano secco
  • maggiorana
  • timo
  • peperoncino fresco ( facoltativo)
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete le fette di pane in una terrina capiente e bagnatele con un bicchiere d’acqua abbondante ed un cucchiaio d’olio evoimg_2393lasciateli ammorbidire per circa un’ora, se il pane è, come il mio, fatto in casa senza sale, insaporite con un pizzico di sale e pepe; nel frattempo tritate le olive, le erbe aromatiche, il peperoncino ed il pecorino sino ad ottenere una poltiglia

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Aiutandovi con le mani, frantumate il pane ammollato rendendolo in briciole ed unite il composto di oliveimg_2396

amalgamate molto bene distribuendo il composto in modo uniforme

img_2397Preparate una teglia foderandola con carta forno ben unta

img_2398e distribuite il composto di pane condito in uno strato sottile ed uniforme

img_2399Infornate in forno già caldo al massimo della temperatura per circa 20 minuti; trascorso il tempo di cottura, sfornate e lasciate raffreddare, quindi, appena freddo, spezzettate con le mani senza precisione, così come capita.

Servitelo con l’aperitivo e, mi raccomando, fate subito la foto, perché se no , vi capiterà come è successo a me, il tempo di prendere l’IPAD ….e il piattino era quasi vuoto!img_2400P.S. non sono arrivata in tempo ad assaggiare i crostini gustosi perché mi sono soffermata ad ammirare il bellissimo grembiule che mi ha regalato, ricamandolo e confezionandolo a mano, la mia consuocera Mara, un vero capolavoro, che ne pensate?

BUON ANNO A TUTTI

Tutti pazzi per la pizza

imageSi sa ,  la pizza è uno dei pezzi forti della nostra cucina.

I napoletani, ” creatori” di questa magnificenza, sostengono che solo a Napoli si possa  gustare la vera pizza in tutta la sua bontà poiché   solo l’acqua napoletana può dare la giusta mistura tra sofficità e croccantezza che fanno della pizza il piatto più apprezzato al mondo.image

Va beh, anche se non all’altezza della pizza blasonata, la mia ricetta ci soddisfa davvero molto devo svelare però il mio segreto: uso solamente farina macinata a pietra e mai la 00 o la O ma la 3 che mi garantisce la croccantezza.image

Quando in estate pranziamo in giardino, la cuocio nel forno a legna, mentre in inverno metto una piastrella di mattone refrattario nel forno e la cuocio così senza teglia.image

Ora che ho il lievito madre preparo l’impasto la sera prima, lo lascio tutta la notte in frigo, la mattina lo metto a temperatura ambiente e la sera lo uso.( si può far fare la stessa lievitazione anche con il lievito di birra o secco)

A volte, quando voglio fare la ” perfettina “, faccio bollire l’acqua che serve per impastare, la faccio raffreddare nella pentola così il calcare si deposita e può sembrare l’ acqua napoletana.

Non metto mai il sale contemporaneamente al lievito perché inibirebbe la lievitazione, lo aggiungo quando l’impasto è quasi pronto.

A Napoli non lo fanno, ma io metto anche 2 cucchiai di olio evo nell’ impasto ed anche questo lo aggiungo alla fine.

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So già che farò  rabbrividire gli amici napoletani, ma vi consiglio di provare a mettere sulla pasta stesa, prima del pomodoro fresco, una sottiletta spezzettata ed abbondante parmigiano grattugiato, quindi pomodoro condito con un po’ di sale e pepe e la mozzarella….sentirete che bontà image

Mi pare di avervi detto tutto, non mi resta che darvi le dosi………e a voi che mettervi all’opera.

DOSI PER PIZZA DI NONNA TITTI

  • 1 kg di farina Petra 3  macinata a pietra
  • 750 gr di acqua
  • 15 gr di lievito di birra ( o 250 gr di lievito madre oppure 1 bustina di lievito di birra secco)
  • 2 cucchiai d’olio evo
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di miele

ESECUZIONE

Stemperate il lievito di birra con il miele in 250 gr di acqua tiepida; iniziate ad inserire un po’ per volta la farina, unite la restante acqua e fate un panetto piuttosto morbido; aggiungete il sale quindi l’olio e impastate molto bene.

Fate lievitare una notte in frigo dentro ad un contenitore abbastanza capiente a chiusura ermetica ed unto d’olio, e per circa 12 ore a temperatura ambiente: in questo modo l’impasto sarà estremamente digeribile!

Con lo stesso impasto della pizza preparo le pizzelle fritte : vi metto  anche questa ricetta, ne vale la pena !

PIZZELLE FRITTE

  • 500 gr di pasta per la pizza
  • 250 gr di passata di pomodoro rustica
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • sale
  • origano
  • parmigiano grattugiato
  • olio di semi per friggere

ESECUZIONE

Per prima cosa preparate la salsa: fate soffriggere l’aglio con un po’ d’olio evo, quindi unite il pomodoro, salate e fate restringere la salsa.

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Tagliate l’impasto della pizza  a piccoli quadrotti e stendeteli

imagesino ad ottenere tante pizzette

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che friggerete in abbondante olio di semi

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Scolatele bene

imagee conditele con un cucchiaio di salsa, un pizzico d’origano ed una spolverata di parmigiano grattugiato

image…..aaaaa, dimenticavo di dirvi, ricordatevi di mangiare qualche pizzelle mentre le preparate altrimenti non so quante riuscirete a mangiarne!!!!image

Buon Appetito

P.S. Non sono riuscita a riempire il piatto di portata per poter fare una foto adeguata: vi avevo avvertiti che sarebbe andata a finire così!!!!!!!

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Pesce si, ma forse!

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Se posso scegliere fra carne e pesce, non ho dubbi, opto per la carne. Da quando ho provato il pesce, quello buono davvero ( ad esempio quello della pescheria Venezia di Firenze ) ho imparato ad apprezzare anche i piatti che prevedono questo nobile e salutare ingrediente.

Mangiamo solitamente pesce almeno 3 volte la settimana ed oggi è toccato al tonno, un fragrante filetto di tonno rosso che ho ridotto a spezzatino ed ho cucinato in un modo saporito e velocissimo.

SPEZZATINO DI TONNO ROSSO ALLA PIZZAIOLA

  • 600 gr di filetto di tonno rosso fresco
  • 250 gr di pomodori passati
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • olive nere
  • capperi
  • origano
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Passate velocemente in padella con l’olio il tonno tagliato a tocchi

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Mettetelo da parte in un piatto

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Nello stesso fondo di cottura, soffriggete l’aglio

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Appena sarà pronto, unite il pomodoro, salate, pepate e fate restringere

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Quando il sugo sarà pronto, unite i capperi dissalati, le olive e rimettete il tonno in pentola facendo insaporire tutto insieme per pochi minuti a fiamma bassa.

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Prima di servire cospargete abbondantemente con l’origano secco e servite su crostoni di pane abbrustoliti e strofinati d’aglio. Cuocete molto poco il tonno per evitare che diventi stopposo. Se preferite, anziché il pane potete servire il tonno alla pizzaiola con polenta a fette abbrustolita sulla gratella e in accompagnamento una fresca insalatina.

Buon Appetitoimage

 

Funghi si, funghi no

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Non faccio parte della nutrita schiera degli appassionati di funghi comunque non manco mai in questo periodo autunnale,  di proporli nei miei menù, in primo luogo perché a mio marito piacciono molto e poi spesso capita che amici gentili e generosi ci regalino dei “campioni del mondo” che ovviamente non posso esimermi dal cucinare. E’ ciò che è avvenuto oggi: abbiamo ricevuto, come graditissimo omaggio da un amico, dei veri colossi di  funghi appena colti:  sodi ed enormi che ho cucinato in varie maniere.

Certamente i veri intenditori avrebbero cucinato la cappella del fungo semplicemente in gratella per assaporarne al massimo il gusto, io invece, che come vi ho detto non sono una grande appassionata di questo nobile frutto autunnale, l’ho in parte fritto ed in parte trifolato. Nel preparare questi piatti ho fatto vari peccati veniali, ma il risultato è stato comunque molto gradito dai commensali.

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Per la frittura ho utilizzato una leggera pastella con acqua gassata e gelata con farina, insaporita da un pizzico di sale ed un po’ di pepe.

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Ho servito la frittura su di un letto di rucola aromatizzata solo con qualche goccia di balsamico per sgrassare tutto al meglio.

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I restanti funghi li ho cucinati come faceva la mia nonna: al funghetto. Per lei era il classico sugo di funghi per condire le farfalle che faceva spesso in casa con la farina di castagne, io invece questa sera ho proposto il funghetto su crostoni di pane leggermente abbrustolito.

CROSTONE CON PORCINI AL FUNGHETTO

  • 700 gr di funghi porcini
  • 8 pomodori maturi e sodi
  • 6 cucchiai di olio evo
  • 2 spicchi d’ aglio
  • 50 gr di pinoli
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • origano
  • sale pepe

ESECUZIONE

Sbucciate i pomodori, privateli dei semi e tagliateli a dadini. Pulite delicatamente i funghi eliminando le parti terrose e passateli con un panno umido; asciugateli con carta da cucina e tagliateli a tocchi. Sbucciate e schiacciate l’aglio; lavate, asciugate e tritate il prezzemolo. Mettete in un tegame, possibilmente di coccio, l’olio, l’aglio ed un po’ di origano e lasciate soffriggere per pochi minuti.

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Unite i pomodori, i funghi ed insaporite con sale e pepe, spruzzate con un cucchiaio di vino bianco.

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Continuate la cottura per 5 minuti aggiungendo la fine prezzemolo tritato.

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Servite su crostoni abbrustoliti e conditi con olio evo.

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Se si vuole intensificare il gusto dei porcini freschi si può aggiungere al soffritto una manciata di funghi secchi fatti ammollare in precedenza in acqua calda e tritati finemente. Volendo rendere più corposo il piatto, si aggiungono 50 gr di prosciutto crudo tritato a fuoco spento. Anche un pizzico di peperoncino naturalmente per chi lo gradisce, non stona affatto. Con il prosciutto i crostoni potranno essere un secondo piatto per una cena autunnale tra amici.

Buon Appetito!image

Ma che piacere!

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Si, proprio così, che piacere!

Manuela del blog “non solo nonna” mi ha taggata e questa mia prima esperienza mi dà la sensazione di essere entrata di diritto nel mondo dei blogger, quelli veri. Grazie Manuela, sei stata davvero cara ad aver pensato a me, da parte mia cercherò, con foto e notizie, di darvi  un’ immagine esaustiva della persona che sono.image

Tornando a parlare di cibo, oggi ho pensato di trasmettervi la versione ligure della pizza napoletana: la sardenaira, o pizza all’Andrea, o pizzaladier, insomma, cambia il nome a seconda della zona del ponente ligure dove viene fatta, ma la bontà del prodotto finale resta invariata.

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Vi propongo  la ricetta della mitica nonna Francesca che quando preparava questa fantastica prelibatezza, chiamava tutti i figli disseminati in mezza Liguria affinché venissero a ritirare la propria teglia, o meglio il ” testu”, perché anche dopo mille tentativi, nessuno in famiglia riusciva a farla come lei: nessuna copia era all’ altezza dell’originale. Nonna Francesca era e sarà sempre insuperabile!

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Io adoro questa focaccia, perché di focaccia si tratta, guai a chiamarla pizza, non è e non vuol essere una pizza, è semplicemente una focaccia condita con sugo di cipolle e acciughe sotto sale, olive taggiasche, aglio di Vessalico ed origano delle Alpi liguri come se piovesse. Si, avete capito bene, é il sunto perfetto della mia amata terra, é il connubio sublime tra i monti ed il mare. E’ l’essenza dolce ed amara delle nostre anime da marinai.

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Non so se questa passione per la sardenaira deriva solo dalla sua bontà o anche dalla convivialità nella quale veniva consumata (si sa i gusti dell’ infanzia hanno un sapore indimenticabile) so solo che già dal primo morso, il mio cuore torna bambino.

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SARDENAIRA DI NONNA FRANCESCA

Per la pasta

  • 500 gr di farina 0
  • 30 gr di lievito di birra
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 5 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino di sale
  • acqua tiepida q.b.

Per il condimento

  • 1 kg di pomodori sodi e ben maturi
  • 100 gr di acciughe sotto sale
  • 2 cipolle bianche
  • olive taggiasche
  • aglio
  • origano
  • basilico
  • olio evo
  • sale pepeimage

Mettete la farina sulla spianatoia, sciogliete il lievito con il latte tiepido ed unitelo alla farina, aggiungete il sale e l’olio, quindi impastate con acqua tiepida sino ad ottenere un impasto morbido ed elastico che farete lievitare coperto per 1 ora.

Trascorso questo tempo, ungete d’olio una teglia rettangolare, disponetevi la pasta, conficcate gli spicchi d’aglio con la loro buccia nella pasta stessa e fate ancora lievitare nel forno spento per 1 ora.

Nel frattempo preparate il condimento:

Tagliate con la mandolina le cipolle e fatele stufare nell’olio per circa 15 minuti. Se serve aiutatevi in questa operazione con un po di vino bianco che farete ben evaporare per evitare che il sugo resti acido. Quando le cipolle saranno trasparenti, unite le acciughe sfilettate e pulite dal sale e fuori dal fuoco, sciogliete aiutandovi con una forchetta.

Unite quindi i pomodori sbucciati e tritati, il basilico spezzettato a mano. Se serve aggiustate di sale e pepe e fate addensare. Scaldate il forno a 180* e cuocete la sardenaira senza condimento per 10 minuti, quindi togliete la teglia dal forno aggiungete la salsa, le olive e l’origano ed infornate ancora per 30-40 minuti.image

Servitela tiepida.

La sardenaira è una ricetta che si differenzia, anche se di poco, in ogni famiglia dell’imperiese ligure, non é certificata da codici e codicilli e come tutte le cose libere é eccellente.

Provatela, non ve ne pentirete!

Buon appetito

C’era una volta…U CUNDIUN

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Stiamo parlando di uno tra i più rappresentativi piatti della cucina italiana: la ricca e variopinta insalata di pomodori maturi. Ogni regione italiana ne ha una particolare: in Toscana abbiamo la panzanella che cambia anche se lievemente da provincia a provincia, anzi da paese a paese. Nel meraviglioso Sud Italia le freselle al pomodoro abbinate ad una tiepida mozzarella appena fatta, sono un piatto da re. E poi chi non ricorda le merende estive a base di pane e pomodoro? La versione ligure dell’ insalata di pomodoro è appunto il cundiun, piatto della tradizione dove i prodotti della nostra terra si uniscono in un indimenticabile piatto. I pomodori sono di Albenga (cuori di bue DOP), il tonno si prepara nelle nostre case quando questo formidabile pesce sprigiona al massimo i suoi sapori, le acciughe del mar ligure, le olive delle nostre colline e l’ origano è uno dei profumi inebrianti delle Alpi marittime. Gli ingredienti sono davvero pochissimi ma dal gusto così intenso e profondo che una volta provata non puoi più farne a meno.

CUNDIUN

  • 2 pomodori cuore di bue (possibilmente della Piana di Albenga)
  • 250 gr di tonno sott’ olio
  • olive taggiasche
  • 3 acciughe sotto sale
  • 4 gallette del marinaio
  • 1 peperone giallo
  • olio evo
  • sale
  • origano
  • 1 cucchiaio di aceto bianco
  • 4-5 foglie di basilico di Pra

ESECUZIONE

Mettete ad ammorbidire con un po’ d’acqua e aceto le gallette del marinaio e quando saranno ammorbidite, sistematele rompendole nella terrina dove verrà’ condita l’insalata di pomodoro.image

Tagliate i pomodori a fette piuttosto spesse.

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Pulite il peperone e tagliatelo a filetti nell’ insalatiera con le gallette ed unite tutti gli altri ingredienti.

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Condite con abbondante olio evo ligure, sale e origano secco delle Alpi liguri ed alcune foglie di basilico spezzettate a mano. Preparate questa insalata con parecchio anticipo, in questo modo sarà molto più gustosa poiché i profumi avranno modo di fondersi perfettamente.

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In alcune zone della Liguria si prevede anche l’aggiunta di capperi, uova sode, patate e fagiolini lessati. L’insalata così si chiama nizzarda ed è cugina stretta della più blasonata salade nicoise. La ricetta che vi ho dato del cundiun è quella della mia nonna. Nelle foto che vi ho proposto é rappresentato un condiun un pò ibrido perché ho usato al posto delle gallette, le freselle calabresi ed ho aggiunto un cetriolo dell’orto ed un cipollotto fresco di Tropea. Vi garantisco però che questo giro per l’Italia non ha fatto altro che aggiungere bontà a ciò che già era molto gustoso.

Buon Appetito!

Sapori di Liguria: La Sardenaira

Sardenaira appena sfornata

Sardenaira appena sfornata

Per la ricetta di oggi ,resto sempre nell’ ambito familiare ,ma cambio nonna !

La mia nonna Francesca ,la mamma del mio papà , era universalmente conosciuta come  cuoca eccellente.

Qualsiasi cosa cucinasse diventava una leccornia da palati sopraffini

Forse perché aveva affinato la sua arte negli alberghi che aveva avuto ,o ,le sue origini piemontesi ,avevano aggiunto alla sua cucina un qualcosa in più che la rendeva straordinaria .

Una delle sue performance da oscar ,era sicuramente la ” sardenaira ”

Si tratta di una focaccia tipica della zona di Imperia / San Remo che può essere facilmente confusa con la pizza ,ma pizza assolutamente non e’ ,guai a dirlo ,si può incorrere anche in qualche denuncia per falso !!!!!!

E’ molto simile alla Pissaladier ,ma in più rispetto al piatto francese noi mettiamo anche il pomodoro che l’alleggerisce un po’ e ,secondo il mio gusto , la rende anche molto più buona e leggera !

Eccovi allora ,la ricetta della Sardenaira di nonna Francesca ,ricetta originale della nostra famiglia ,che sono riuscita ad avere un po’ ricordandomi quando la nonna la faceva ed un po’ estorcendola con l’inganno alla zia Marisa ,gelosissima custode delle ricette della sua mamma !!!!

SARDENAIRA di NONNA FRANCESCA

  • 500 gr di farina “0”
  • 1 bicchiere d’olio
  • 1 bicchiere e mezzo di latte tiepido
  • 3 bicchieri d’acqua
  • 1/2 cubetto di lievito di birra
  • sale q.b.
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • PER IL CONDIMENTO :
  • 400 gr di pomodori maturi
  • 2 cipolle bianche
  • 6 spicchi d’ aglio
  • 100 gr di olive taggiasche
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 100 gr di acciughe salate : pulite e lavate
  • origano q. b.
  • sale , pepe

ESECUZIONE

Preparate la pasta con la planetaria .

Se non avete questa macchina ,sistemate la farina a cratere sulla spianatoia.

Sciogliete il lievito con un po’ di latte e lo zucchero.

Mettete l’olio al centro del cratere ,ed iniziate ad impastare con il lievito sciolto .

Continuate con gli altri liquidi mettendo anche un po’ di sale.

Quando la pasta avrà raggiunto una consistenza morbida ed elastica ,lasciatela lievitare per almeno 3 ore coprendola con una coperta calda in un posto dove non prenda spifferi .

Pasta per la sardenaira

Pasta per la sardenaira

Trascorso questo  tempo , mettetela nella teglia o nella leccarda del forno ben unte con olio evo ,e iniziate a stenderla con le mani.

Lasciate ancora lievitare nel forno spento ma con la luce accesa ,ancora per un’ ora.

Nel frattempo dedicatevi al condimento :

Tagliate le cipolle a fette sottilissime ( meglio se con la mandolina ) e mettetele a stufare con un po’ d’olio evo .

Quando le cipolle saranno trasparenti ,unite le acciughe e continuando a girarle con una forchetta ,cercate di spappolarle ,facendo molta attenzione che non brucino ,perché in questo modo diventerebbero amare .

Sfumate con il vino bianco e,quando sarà evaporato ,unite i pomodori spellati e tritati ( va benissimo anche usare la polpa pronta in scatola ) e fate cuocere per almeno 20 minuti o sino a quando il sugo sarà ben tirato.

Aggiustare di sale se serve e spolverare di pepe.

A questo punto riprendete la pasta ,stendetela bene su tutta la teglia e versatevi sopra la salsa ottenuta , unite gli spicchi d’ aglio interi con la buccia ma leggermente schiacciati ,le olive e cospargete il tutto con l’origano !!

Sardenaira prima di essere cotta

Sardenaira prima di essere cotta

Cuocete in forno caldo a 200* per circa 30 minuti.

In molti paeselli di montagna sulle Alpi Imperiesi ,c’è l’abitudine di mangiare l’aglio della sardenaira Sbucciato e condito con olio sale pepe ed aceto…..dicono sia ottimo! A me lo direte voi se vorrete provare !

Buon Appetito a tutti!!!