Il bananino ovvero il liquore alla banana

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Anche Pepper, all’idea del bananino si lecca i baffi !

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Si tratta di un liquore squisito adattissimo anche per la  preparazione di torte alla frutta che, nella stagione invernale soprattutto, saranno frequenti sulle nostre tavole

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La ricetta che ho io è quella della mia nonna che preparava questo ed altri ottimi liquorini per tutta la famiglia.

BANANINO : LIQUORE CREMOSO DI BANANE

  • 4 banane mature e perfettamente integre ( circa 400 gr)
  • 350 ml di alcool puro alimentare
  • 300 ml di latte intero a lunga conservazione
  • 200 ml di panna a lunga conservazione
  • 300 gr di zucchero
  •  1 stecca di vaniglia
  • 1\2 cucchiaino di curcuma ( a piacere)

ESECUZIONE

Sbucciate le banane e tagliatele a fettine; quindi mettetele a macerare nell’alcool, coprite con pellicola e lasciate così, in ambiente buio e fresco,  per 8 giorni.

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A questo punto le banane saranno annerite ed avranno aromatizzato l’alcool

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Filtrate molto bene e gettate le banane, mi raccomando, non passate le banane, darebbero un retrogusto al liquore assai sgradevole

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Mettete, in un pentolino delle giuste dimensioni, il latte, la panna e lo zucchero ed unite anche i semi del baccello di vaniglia e la curcuma che ha la funzione unicamente di dare colore, potete anche utilizzare lo zafferano o un semplice colorante alimentare.  Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione

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Fate sobbollire sino a quando lo zucchero sarà perfettamente sciolto; togliere dal fuoco e fate raffreddare bene girando spesso per evitare accumuli

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Mischiate lo sciroppo al latte con l’alcool aromatizzato

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Frullate leggermente con un frullino ad immersione quindi, con l’aiuto di un imbuto iniziate a riempire la bottiglia possibilmente con chiusura ermetica

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Conservate in frigo o, meglio ancora in freezer , anche se la nonna lo preparava in settembre od ottobre perché la temperatura era più bassa e lo riponeva nel mobile della sala poiché era la stanza nella quale non arrivava il tepore della stufa.

Lasciate riposare il liquore almeno per 1 mese prima di consumarlo, ne guadagnerà il gusto.

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Buona digestione a tutti

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo il congelatore tocca alla credenza

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E’ molto piacevole nelle giornate estive pranzare in giardino sotto le fronde degli alberi magari con piatti freschi e leggeri che possano  attenuare la calura estiva.

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Diciamo che, per quanto mi riguarda, ho messo in pratica solo in parte questa teoria poiché, per la mia mania di dare fondo a tutte le riserve prima di partire per le vacanze, mi imbatto spesso in ingredienti  non propriamente stagionali

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Dopo aver preparato la tavola sotto albero ed ombrellone refrigerante, peraltro boicottato sino all’ultimo da mio marito che sostiene che più che refrigerante è attira-zanzare, ho presentato il piatto valtellinese per antonomasia: i pizzoccheri!

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Parlando di Valtellina parliamo di neve e di vacanze invernali, quindi piatti corposi e nutrienti che nulla hanno a che fare con leggerezza e freschezza prima evocati!

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Pazienza! A dispetto del caldo ho preparato dei fantastici pizzoccheri ricordo delle vacanze, conditi non nel modo tradizionale con bitto e verza, ma, con un, comunque tosto, gorgonzola DOP

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Vi sto sentendo, sapete! ” ‘sta volta Nonna Titti ha esagerato!”

Forse vi do anche ragione, ma questa ricettina ve la consiglio, magari in periodi più freddolosi !!!!

PIZZOCCHERI AL GORGONZOLA

  • 1 confezione di pizzoccheri della Valtellina
  • 100 gr di gorgonzola
  • 2 patate
  • 30 gr di burro
  • 6 noci sgusciate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 200 ml di panna
  • maggiorana

ESECUZIONE

Sbucciate le patate e tagliatele a tocchetti. Mettetele nella pentola dove cuocerete i pizzoccheri , salate e portate a bollore

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Schiacciate l’aglio e fatelo leggermente imbiondire con il burro in una padella

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Aggiungete le noci e fate insaporire tutto insieme

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Buttate i pizzoccheri in acqua bollente e fate cuocere per il tempo indicato nella confezione; nel frattempo sciogliete il gorgonzola nella panna

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E, quando i pizzoccheri e le patate saranno cotti, metterli nella padella con il formaggio fuso

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Unite  le noci all’aglio, cospargete con abbondante maggiorana e ripassate bene in padella aggiungendo, se serve, un po’ d’acqua di cottura

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Servite ben caldo e, se volete, aggiungete petali di parmigiano

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Questa ricetta è ottima anche con le pennette rigate…….provare per credere!!

Buon Appetito

 

 

 

Un menù da 2 soldi

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Oggi posso dire di aver preparato il pranzo con 2 soldi o meglio con 2 € perché questo è quanto ho speso per l’acquisto di 5 carciofi che sono stati l’ingrediente principale di tutto il menù

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Per il secondo piatto a farla da padrona è stata sempre lei, la mia adorata insalata di carciofi della quale vi ho più volte dato gli ingredienti e che molto spesso mi risolve il menù dell’ultimo minuto: leggera, saporita e, di norma, gradita sempre da tutti.

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Per il primo piatto invece, dopo una sbirciatina al frigo, ho pensato ad un piatto molto nordico, gli spatzel, abbinati ad un ortaggio sudista cioè al carciofo, o meglio, a tutte le sue parti di scarto  ….ed il risultato devo dire, ci è molto piaciuto!

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……….si, lo so è un piatto da freddo, ma qui sta diluviando e la temperatura si è abbassata considerevolmente: ci vogliono calorie!!

SPATZEL AI CARCIOFI CON GORGONZOLA SPEK E NOCI

per gli spatzel

  • 5 carciofi: gambi e foglie di scarto
  • 2 uova
  • 200 gr di farina 0
  • 100 gr di ricotta di pecora setacciata in precedenza
  • sale, pepe
  • un pizzico di noce moscata

Per il condimento

  • 100 gr di spek
  • 100 gr di gorgonzola
  • 250 ml di panna da cucina
  • 10 noci
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Per prima cosa preparate gli spatzel perché, una volta che avrete fatto l’impasto, è meglio che lo facciate riposare un po’ in frigo.

Mettete in pentola a pressione 1 cucchiaio d’olio evo, 1/2 spicchio di aglio, un po’ di prezzemolo tritato, i gambi e le foglie dure dei carciofi ben lavati , 1/2 bicchiere di vino bianco e 1/2 bicchiere di brodo e fate cuocere 30 minuti dal sibilo

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Trascorso questo tempo, passate tutto al passaverdura per ottenere un purè.

in questa circostanza non ho usato le foglie ma solo i gambi senza usare perciò la pentola a pressione e facendo cuocere solo per 15 minuti e passando quindi il tutto con il mixer

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Unite gli altri ingredienti e lavorate ancora con il mixer sino ad ottenere una pastella piuttosto soda

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Mettete a riposare per un po’ in frigorifero

Nel frattempo mettete al fuoco l’acqua per gli spatzel, salatela e portatela ad ebollizione.

Pensate al condimento: tagliate a listarelle lo spek e fatelo tostare in una padella capiente senza esagerare troppo, altrimenti lo spek diventerebbe troppo salato

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Quando sara pronto, unite la panna

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Schiacciate le noci e riducetele a piccoli pezzetti

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Appena l’acqua bollirà, mettete sulla pentola la particolare grattugia per gli spatzel e riempite l’apposito contenitori e iniziate a farlo scorrere avanti ed indietro in modo che si formino gli gnocchetti.

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Scolateli con la schiumaiola appena verranno a galla e metteteli nella padella con il condimento

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Unite le noci, fate insaporire tutto insieme e, se volete esagerare, terminate il piatto con petali di parmigiano………così potrete dire di aver fatto gli spatzel PETALOSI!!!!!!

Buon Appetito

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E la febbre sale

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Siamo alle porte del 2 luglio, giorno del Palio di luglio.

L’atmosfera che si vive in questi giorni non è narrabile, bisogna viverla, vivere Siena per comprendere l’intensità ed il pathos della Festa!

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Io, da non senese di nascita, mi metto in un angolino e con animo ed occhi sempre vogliosi di comprendere qualcosa in più mi lascio abbracciare da questa atmosfera che fa diventare i senesi un popolo che racchiude in se  le mille sfaccettature della loro città.

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Si potrebbe dire che nei giorni del Palio (il palio a dirla giusta é tutto l’anno per un senese) Siena diventa i suoi figli  in una magnifica e magica trasfigurazione che solo qui può esistere.

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Non smetterei mai di parlare di questo evento stupefacente che non ha assolutamente nulla a che fare con rievocazioni o folklore, ma é un sentimento che si concretizza e si eleva ad altezze davvero superiori.

Ho imparato con gli anni a non fare mai considerazioni personali sul palio, so che sarebbero sbagliate, ma a viverlo da incantata spettatrice e ad amarlo per la sua vera essenza, la festa di tutta la città e dei senesi.

…Aiaiaiai, mi sto perdendo e per tornare alla realtà posterò un dolcetto semplice e veloce che, per tradizione scaramantica come fossi una vera senese, preparo per la colazione dei giorni del Palio.

CLAUFOUTIS ALLA FRUTTA ESTIVA

  • 500 gr di frutta estiva: pesche bianche, ciliegie, albicocche
  • 30 gr di burro
  • 25 gr di zucchero di canna
  • 3 uova
  • 100 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • Essenza di vaniglia
  • 200 ml di panna ( o latte intero )
  • 1 bicchierino di rum ambrato
  • Un pizzico di sale

ESECUZIONE

Per prima cosa, imburrate una pirofila tonda.

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E disponetevi la frutta tagliata, pulita e sbucciata e le ciliegie denocciolate.

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Quindi cospargete con un cucchiaio di zucchero di canna.

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Montate le uova intere con lo zucchero sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

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Aggiungete l’essenza di vaniglia un pizzico di sale e la farina setacciata.

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Incorporate bene ed aggiungete il latte ed il rum. Preriscaldate il forno a 180*. Mettete il composto di uova sulla frutta.image

E cuocete per circa 45 minuti sino a quando la superficie sarà dorata.

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Servite tiepida dopo aver spolverizzato con zucchero a velo; È ottimo servito con una pallina di gelato alla vaniglia.image

Questo è un delizioso dolce francese che solitamente si prepara con le prugne ma anche questa versione riveduta e corretta  è davvero squisita!

Buon Appetito

Saint Martin…e il sogno continua!

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Eccoci in una delle più piccole isole della regione caraibica, con una superficie di soli 96 km e la doppia nazionalità.image

Infatti il piccolo territorio è diviso tra olandesi e francesi, non esiste una vera e propria frontiera tra i due territori e gli abitanti vanno molto fieri delle loro identità separate.

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La cucina di Saint Martin e’ quella creola, ricca di spezie con le quali preparano salse piccantissime da abbinare all’eccellenza dell’isola:  pesci, crostacei e molluschi che cucinano alla griglia.

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Il quartiere di Grand Case è considerato il luogo in cui vengono servite le migliori grigliate dell’ isola.

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Mi adeguo ai ritmi dell’ isola e vi propongo:

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GRIGLIATA DI ARAGOSTE CON SALSE CREOLE

SALSA VERDE

  • 5 peperoncini verdi tipo ” vulcano”
  • 1 mazzetto di coriandolo fresco ( o prezzemolo)
  • 2 spicchi d’ aglio
  • 1 cipolla
  • 1 lime ( succo)
  • 1/2 tazza di olio evo
  • sale  pepe

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore e frullare sino ad ottenere una salsina molto fluida.

SALSA ROSSA

  • 120 gr di salsa di pomodoro
  • 50 gr di succo di lime
  • 1/2 cipolla tritata
  • 1 gambo di sedano tritati
  • 1 peperoncino rosso
  • sale pepe nero

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti nel bicchiere del mixer e frullate sino ad ottenere una salsa fluida. Preparate la salsa almeno il mattino per consumarla la sera e conservatela in frigo. Sprigiona al massimo la sua fragranza quando gelata, si accompagna al pesce caldissimo.

SALSA GIALLA

  • 50 gr di burro
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 cipolla bianca
  • 2 bustine di zafferano caraibico
  • 1 cucchiaino di di peperoncino in polvere
  • 200 ml di panna vegetale
  • 1 cucchiaino di prezzemolo tritato
  • 1 bicchierino di rum bianco di Saint Martin

ESECUZIONE

Appassite nel burro la cipolla tritata molto bene e appena sarà trasparente, unite la farina e fatela tostare. Sfumate con il rum, fate evaporare l’alcool quindi unite lo zafferano, la panna ed il peperoncino; aggiustate di sale e pepe e continuate la cottura per alcuni minuti sino a quando la salsa risulterà cremosa.

Questa salsa va servita tiepida. Sebbene abbiano un aspetto gentile ed innocuo, sono salse vulcaniche. Vi consiglio di calibrare il peperoncino a seconda del vostro gusto.

Buon Appetito…dalla vostra MAMY!!!!

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Sempre la solita salsa!

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Ho voglia di cambiamenti. Sentire certe frasi da una tradizionalista come me sembra strano ma non preoccupatevi, parlavo veramente della salsa, più precisamente quella di accompagnamento al pesce. Oggi con 2 bellissime orate, anziché la solita maionese ho voluto fare una salsina nuova che non avevo mai provato. Si tratta di una versione molto personale della famosissima Mornay, ovviamente, senza formaggio.

È venuta molto buona, purtroppo però non sono riuscita a fotografarla. La mia cucina al momento del pranzo si è improvvisamente affollata in modo esagerato, così tra aggiungere posti a tavola, servire e gustare mi é sfuggita la foto.

Spero di essere stata comunque chiara nella spiegazione. Se poi volendola provare troverete delle difficoltà, sarò sempre a vostra disposizione.

ORATA IN SALSA

  • 2 orate di media grandezza
  • 2 limoni
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 1 cipolla
  • Alloro, timo,
  • 1 cucchiaio di farina
  • 5 cucchiai di panna
  • 2 tuorli
  • 20 gr di burro
  • olio evo
  • succo di mezzo limone
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lavate il limone, tagliatelo a rondelle e disponetele sul fondo della teglia.

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Tritate la carota, il sedano, la cipolla ed il prezzemolo.

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Distribuite il trito sule fette di limone. Pulite attentamente il pesce, lavatelo ed asciugatelo e disponetelo nella teglia, dopo averlo condito con le erbe aromatiche, il sale ed il pepe . Aggiungete ancora alloro e timo, salate e pepate, passate un filo d’olio ( 2 cucchiai circa) unite il vino e mettete in forno caldo  a 190* per circa 1/2 ora.

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Quando sarà cotto, toglietelo dalla teglia e sistematelo su di un piatto da portata che terrete al caldo. Togliete i limoni dalla teglia e mettete il fondo di cottura nel mixer, unite la panna, la farina e riducete tutto a crema. Mettete sul fuoco e scaldate a fiamma bassa per pochi minuti. Quindi togliete dal fornello, unite il burro, i tuorli ed il succo di limone. Mescolate velocemente, sempre con il mixer, quindi versate la salsa sul pesce.

Potrete avere una salsa più vellutata e meno rustica, se utilizzerete il fondo di cottura filtrato, senza utilizzare anche le verdure, il sapore sarà più raffinato.

Se preferite, potete soffriggere un po’ le verdure, unire il pesce ed il vino e cuocere. Servirete il pesce sfilettato con la salsina che si formerà

Buon Appetito a tutti!

 

Spaghetti alla Tiziana

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Avevo solo 14 anni, frequentavo la quarta ginnasio e già avevo il sacro fuoco dell’arte culinaria. In un quadernino trascrivevo tutte le ricette che sentivo in casa mia o dalle mamme delle mie amiche, sino a che un giorno decisi che volevo inventare un piatto.

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Nell’ albergo di mio padre organizzai un pranzo con tutti i compagni di classe e preparai un piatto perfettamente anni ’70: gli spaghetti alla Tiziana. A tutto il resto penso’  la mia adorata Pina , la cuoca che rimaneva sempre con me mentre i miei genitori erano in giro per l’Europa , che ci fece un pranzo degno delle migliori tradizioni noletane, anzi , se devo dirla tutta , mise anche mano alla mia creazione. Insomma io fui la mente e lei l’ottima mano!

SPAGHETTI ALLA TIZIANA

  • 250 gr di spaghetti
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 30 gr di burro
  • 300 gr di gamberi
  • 1/2 bicchierino di cognac
  • 1 scatolina di uova di lompo ( o, se siete fortunati, caviale vero)
  • 1 tuorlo
  • 200 gr di panna da cucina
  • prezzemolo tritato
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettere nell’ acqua della pasta la curcuma e portarla a bollitura, prima di buttare la pasta, salate normalmente.

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Nel frattempo pulite i gamberi perfettamente e metteteli in padella con il burro.

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Fate delicatamente abbrustolire e bagnate con il cognac, fate il flambè (se volete altrimenti aspettate che l’ alcool evapori).

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Spento il fuoco del flambé ,continuate la cottura per 5 minuti il tempo che i gamberi siano perfetti.

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A parte battete il tuorlo con la panna, un pizzico di sale ed un pizzico di pepe e le uova di lompo.

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Scolate gli spaghetti nella padella dei gamberi, fate insaporire bene e cospargete con abbondante prezzemolo tritato.

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Trasferite tutto nella zuppiera con la panna ,date una vigorosa girata e servite subito. È molto importante che la base resti fluida.

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È un piatto semplicissimo, una specie di carbonara di mare, che, solitamente, trova riscontri positivi. Se vorrete provarla nei giorni di vigilia, pensate a me, sono i miei auguri per tutti voi!

AUGURI A TUTTI

 

Non è detto che il maestro abbia sempre ragione !

imageQuando sono a casa,non manco mai di guardare “la prova del cuoco”, così e’ successo ieri ed alla vista della meravigliosa torta di patate alla francese, ho deciso di copiarla per la sera stessa.

Piccola verifica in frigo e dispensa per controllare gli ingredienti e subito al lavoro.

Mi è piaciuto ascoltare le notizie storiche riguardanti questa quiche, infatti il grande Sergio ci ha detto che questo era il pranzo del venerdì dei contadini francesi ,che con un piatto senza carni e formaggi, rispettavano l’astinenza ma avevano comunque l’energia per il lavoro.

Devo essere sincera, la torta di patate mi ha deluso, perché mi aspettavo un interno morbido scremo sodata la presenza della panna, invece e’ rimasto secco e stopposo !

Mi sono data subito da fare ed ho trovato il rimedio, sia per consumare comunque la torta già fatta che per non incorrere più nell’inconveniente.

Eccovi allora la ricetta riveduta e corretta

TORTA DI PATATE ALLA FRANCESE ED UN PO’ TOSCANA

  • 2 grosse patate
  • 2 dischi di pasta sfoglia
  • 200 gr di panna fresca
  • 2 scalogni
  • 50 gr di prosciutto cotto
  • 50 gr di provola grattugiata
  • 1 uovo
  • un pizzico di noce moscata
  • prezzemolo
  • sale pepe

ESECUZIONE

tagliare a fette sottilissime le patate ( fate questo passaggio con la mandolina ), mettetele in acqua per togliere l’amido ed asciugatele.

Stendete un po’ la pasta sfoglia anche se già stesa, e mettetela in una teglia  a bordi alti con la carta forno ,facendo in modo di foderare con la pasta la teglia stessa.

Tritate il prosciutto, il prezzemolo e gli scalogni tutti separatamente, grattugiate la provola e teneteli da parte

Battete  le uova con la panna, il sale, il pepe e la noce moscata.

Iniziate a montare la torta facendo uno strato di patate, ricoprite con un po’ degli altri ingredienti tritati ed un mestolino di composto con la panna.

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Fate questa operazione per 4 volte e terminate irrorando bene con il liquido.

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Dal secondo disco di pasta sfoglia ricavate delle striscioline con le quali farete la griglia sulla quiche.

Aiutandovi con un pennellino bagnate con il latte le striscioline di pasta ed infornate a 170* per circa 1 ora.

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La ricetta di Barzetti non prevede ne ‘ il prosciutto ne il formaggio ed il quantitativo di panna usata e’ di 150 ml

Mister alloro chiude completamente la torta con il disco di pasta sfoglia e fa un piccolo camino centrale.

Divide la cottura in 2 tempi : 40 minuti senza la panna, quindi inserisce la panna nel foro centrale ( a me questa operazione non e’ riuscita molto bene) e rimette in forno per altri 20 minuti.

Come ho detto prima la mia torta e’ rimasta piuttosto secca allora ,per la serie non famose manca’ niente…….ho preparato una fonduta con gorgonzola e noci e l’ho versata sulle fette di quiche scaldate in forno……..Bhe, tutta un’altra cosa!!!!!

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…..va da se, io avevo una rimanenza di prosciutto ed ho voluto utilizzarla, ma anche senza o con un’ altro salume, il gusto e’ sempre molto buono.

Buon appetito

 

Fate la nanna coscine di pollo

Cosce di pollo alle noci con fagiolane di Garessio

Cosce di pollo alle noci con fagiolane di Garessio

 

Ieri sono andata al supermercato per comprare l’unica cosa che mi mancava: il sale grosso.

Direte voi: vale la pena cambiarsi,  prendere la macchina, fare 5 km, parcheggiare ed immergersi in un luogo dove tutti credono che da li a poco scoppierà una guerra, per cui e’ necessario approvvigionarsi tutto il possibile senza ritegno ?????

Si, vale la pena, perché spero sempre di trovare qualcosa che stuzzichi le mie curiosità culinarie e mi dia lo spunto per sperimentare nuovi piatti!!!

Però, c’è sempre un però, il rischio e’ quello di andare per fare un solo acquisto e tornare a casa carica come se anche tu un pensierino alla suddetta guerra lo avessi fatto !!!!!!

Ma si sa, io sono sempre ‘ laligurebraccinocorto” e, per non indurmi in tentazione, non prendo il carrello ma solo il cestino con le ruote più piccolo che trovo!

Questa soluzione mi serve a poco.

Capita sempre che termino queste spese carica come una soma perché ,e’ vero che non prendo il carrello, ma carico il cestino come fosse un carrello con l’unico svantaggio che devo portare a mano sino alla macchina, tutta la pesantissima merce tra la commiserazione generale!

No, non cambierò mai! Sono una compulsiva, tutto mi serve,tutto mi sembra che mi possa servire da lì a qualche anno…..e allora: COMPRO!!!!!

Proprio sulla scia di questa compulsione, ieri mattina mentre cercavo il sale, sono passata vicino al reparto delle carni e le ho viste, là, mi aspettavano .

Erano bellissime : polpose, grossotte, succulente! Proprio quelle della ninna – nanna :

” fate la nanna coscine di pollo”

Avete capito, 2 cosce di pollo che oggi ho cucinato con  le fagiolane di Garessio acquistate ad un mercatino del biologico ad Albenga con una selezione di fagioli DOP della Liguria ( ve l’ho detto che quando inizio non mi limito!!) che prima o poi cucinerò.

P.s. ho dimenticato di comprare il sale grosso !!!!!!!!!!

COSCE DI POLLO ALLE NOCI CON FAGIOLANE DI GARESSIO

  • 2 cosce di pollo grandi
  • 1 cipolla, 1 carota, 1 costa di sedano
  • 1 dl di vino rosso
  • 50 gr di funghi secchi
  • 1 cucchiaio di senape dolce
  • 1 dl di panna fresca
  • 5-6 noci sgusciate
  • 1 cucchiaio di erbe miste ( prezzemolo salvia rosmarino)
  • burro
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Preparate con la cipolla, la carota ed il sedano, un trito fine.

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Mettete i funghi in ammollo in una tazza di acqua calda.

Scaldate in una padella l’olio con una noce di burro,unite il trito ed appassitelo a fuoco dolce.

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Pulite bene le cosce di pollo, salatele e pepatele e doratele nel soffritto di verdure, rigirandole un paio di volte.

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Bagnate con il vino ed aggiungete le erbe tritate. Coprite e cuocete per circa 15 minuti a fuoco dolce.

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Scolate i funghi, strizzateli e tagliateli a julienne. Uniteli al pollo con la panna mescolata alla senape ed ad un po’ d’ acqua dei funghi filtrata, proseguite la cottura sempre a fuoco basso per 20 minuti.

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Incorporate le noci spezzettate a mano grossolanamente ed i fagioli, tenuti a mollo per una notte e cotti in acqua aromatizzata con aglio e salvia per 1 h e 1/2 oppure 40 minuti in pentola a pressione.

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Insaporire il tutto per circa 5 minuti , regolate di sale, se serve, e servite subito ben caldo.image

Se, come e’ successo a me,avrete molto ” puccino”, potrete con una parte di esso condire dei rigatoni finendoli con scaglie di parmigiano e peperoncino.

E’ un piatto molto gustoso che porta a mangiare parecchio pane, quindi se decidete di fare anche la pasta,sappiatevi regolare sui quantitativi!!!!

Buon appetito a tutti!!!!!

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