Così parlò De Andrè

IMG_4278…bel guanciale materasso di ogni ben di Dio…da sopra a sotto svelta la pungerai…odore di mare mescolato a maggiorana…

Con questi versi ricchi di amore e di poesia per i gusti e le emozioni della sua terra natìa, la Liguria, Fabrizio De Andrè insieme ad Ivano Fossati hanno celebrato uno dei piatti tipici liguri :la cima

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Trovo che l’immagine del guanciale calzi perfettamente con ciò che è questa tasca ripiena quando i grossi aghi, sempre per citare De Andrè, da sopra a sotto la pungono e la cuciono!

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Questo piatto è davvero figlio della ingegnosità ligure, infatti è nato per recuperare al meglio gli ingredienti avanzati nella settimana per questo motivo va da sé che ogni famiglia ne  abbia  una  personale ricetta, l’unica cosa che non cambia mai, è la cottura: la cima va rigorosamente cotta in brodo di vegetale,  bollente e servita fredda, solitamente il giorno dopo, avendola lasciate tutta la notte con un peso sopra per evitare che vi siano spazi tra il ripieno e la carne,  con salse di accompagnamento che variano a seconda dei gusti.

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Anche il pezzo di carne utilizzato è unico: mentre in tutt’Italia la tasca ripiena si fa con la punta di petto tagliata con il coltello dal macellaio, in Liguria si usa la pancia pulita dal grasso, tagliata a rettangolo e cucita su 3 lati: 2 direttamente dal macellaio e l’ultimo da chi la cucina dopo averla farcita

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Insomma, fare la cima per noi liguri è un rito tra il sacro ed il profano, infatti, sempre citando De Andrè, per allontanare gli influssi maligni, prima di iniziare a prepararla bisogna “mettere la scopa dritta in un angolo” della cucina e, soprattuto, far tagliare la prima fetta da uno scapolo, se non si rispettano queste regole, il rischio è che la cima possa scoppiare in cottura facendo rimanere tutti senza pranzo!

Ho voluto un po’ stravolgere la ricetta di famiglia che prevede tutti gli ingredienti della farcitura solo lessati, facendoli  insaporire in padella con un leggero soffritto ma soprattutto aggiungendo la mortadella che, a mio avviso, migliora e rende più intenso il gusto già ottimo di per sé

‘A ME CIMMA

  • 1 cima cucita da 800 gr
  • 2 carciofi
  • 800 gr di foglie di bietole
  • 1 cipolla
  • 30 gr di pinoli
  • 100 gr di parmigiano
  • 100 gr di mortadella
  • 100 gr di pecorino
  • 2 uova
  • prezzemolo
  • maggiorana abbondante
  • noce moscata
  • sale pepe
  • olio evo

per il brodo

  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • 2 pomodori secchi
  • sale
  • 2 ossi da brodo

ESECUZIONE

in una padella fate soffriggere la cipolla tritata con i carciofo tagliati molto fini compresi i gambi (io  ho utilizzato soltanto i gambi e con  i carciofi freschissimi di Albenga ho fatto un’insalata di carciofi crudi)

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Unite le foglie di bietole sbollentate e tagliate a filettini  e fate insaporireIMG_4243

aggiungete i pinoli, il prezzemolo e la maggiorana tritati

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cuocete sino a quando tutto sarà be cotto

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Fate raffreddare ed unite la mortadella passata al mixer

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i formaggi grattugiati

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aggiustate di sale e pepe, un pizzico di noce moscata e legate bene il composto con le uova

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Amalgamate molto bene il ripieno e farcite la tasca, quindi cucitela nella parte aperta e punzecchiatela con l’ago prima di immergerla nel brodo bollente fatto con gli ingredienti suggeriti

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Cuocete a fiamma molto bassa per 2 ore, quindi levatela dal brodo e mettetela a raffreddare in una teglia con un peso sopra( io uso la pentola a pressione piena d’acqua) e tagliatela solo quando sarà perfettamente fredda

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Servite la cima con la salsa di accompagnamento che preferite, la maionese è ottima, oppure se volete rispettare la tradizione, con la salsa verde.

Io ho preparato un “salsa provenzale” davvero eccezionale…domani ve ne parlerò!

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Buon Appetito

E se qualcosa avanza?

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..se qualcosa avanza, noi che siamo formichine casalinghe, non ci perdiamo certo d’animo e in men che non si dica, ci diamo da fare per rigenerare in modo gustoso e fantasioso la…”vecchia minestra” !

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Consultata con attenzione  la folta  schiera di vecchie riviste di cucina e, ovviamente, non considerate

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ho deciso di volgere lo sfizioso contorno primaverile in una succulenta pasta al gratin:  il risultato e’ stato da leccarsi i baffi !

RIGATONI RIPIENI ALLE VERDURE SFIZIOSE

  • 400 gr di pasta formato rigatoni (o conchiglioni)
  • verdure sfiziose avanzate dalla ricetta precedente
  • 1\2 L di besciamella
  • 200 gr di stracchino morbido
  • 50 gr di prosciutto cotto a dadini (o altro salume a vostro piacimento)
  • 1 cucchiaio di parmigiano
  • 1 cucchiaio di pecorino romano
  • 30 gr di fiocchetti di burro
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lessate la pasta in acqua salata  e scolatela molto al dente

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Preparate una besciamella con 20 gr di burro, 40 gr di farina e 4 dl di latte, salate e pepate ed aggiungete un pizzico di noce moscata

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Mettete le verdure avanzate in una capiente terrina

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ed aggiungete la besciamella nella quale avrete sciolto lo stracchino, parte del parmigiano e parte del pecorino, lasciando  una minima quantità di formaggi per la gratinatura

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Cercate di riempire i rigatoni con il ripieno di verdure e besciamella ( questa operazione risulterà più agevole se userete i conchiglioni); sistemateli in doppio strato in una pirofila velata di besciamella

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Tagliate a dadini il prosciutto e distribuitelo sui rigatoni insieme alla besciamella rimasta, i formaggi avanzati ed i fiocchetti di burro

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Fate gratinare in forno caldo a 200* per circa 20 minuti

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…e gustatevi questo meraviglioso piatto unico che vi riconcilierà con il mondo…io, in questo periodo ne ho davvero bisogno!!

Buon Appetito

Ripensando al passato: il pranzo al sacco

IMG_3636In queste giornate di primavera, quando il tempo ce  lo permette, è cosa davvero piacevole organizzare pic-nic che, ai tempi della mia gioventù, si chiamava  pranzo al sacco

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Sognando le meravigliose spiagge brasiliane, ci accontentavamo dei litorali  o delle splendide colline nostrane e, nei nostri cestini soprattutto nelle mie zone d’origine,non mancavano mai le torte verdi delle quali ogni famiglia custodiva gelosamente la ricetta tradizionale e personale

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In casa nostra la più gettonata era sicuramente la torta di carciofi che copiava un po’ la famosa Pasqualina ma sicuramente molto più semplice nell’esecuzione

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Ecco allora, in attesa del Primo  Maggio, la ricetta della torta verde della mia  nonna che, se la preparerete per il vostro pic-nic, sicuramente non la lascerete più

TORTA VERDE AI CARCIOFI

  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 5 carciofi
  • 1 cipolla
  • 1 mazzetto di bietoline
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 3 uova intere
  • prezzemolo, maggiorana, erba cipollina
  • olio evo
  • sale pepe
  • un pizzico di noce moscata

ESECUZIONE

Tagliate a fettine sottili i carciofi dopo averli lavati e mondati adeguatamente e cuoceteli in padella con la cipolla tritata, un po’ di olio evo e portateli a cottura con vino bianco; salate, pepate e fate raffreddare

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Dopo averle ben lavate, tagliate le bietoline a striscioline e fatele appassire in pentola affinchè perdano la loro acqua amara

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Quando saranno pronte mettetele in padella con i carciofi e fate insaporire tutto insieme

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unite la ricotta setacciata, metà del parmigiano, le erbe aromatiche tritate e la noce moscata

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Aggiungete le uova insaporite con sale e pepe ed amalgamate molto bene il composto

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foderate la teglia con la pasta sfoglia ( o, se preferite fate voi la pasta come ho fatto io)

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farcite con il ripieno  preparato e cospargete con il restante parmigiano grattugiato

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Chiudete con un altro disco di sfoglia e sigillate bene il bordo; quindi bucherellate la superficie con una forchetta ed ungete con poco olio evo

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cuocete in forno caldo per 45 minuti a 200°

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…e buon Primo Maggio con il pranzo al sacco di nonna Titti !

Buon Appetito

Piatto da domenica

Se non avessi avuto un fine settimana super frenetico,venerdì avrei voluto postarvi una ricetta adatta al pranzo della domenica, di quelle tipiche anni  ’70 quando  la domenica appunto, il pranzo  era un vero e proprio rito e vi si dedicava molto tempo

Infatti l’unico handicap di questa ricetta è che è un po’ impegnativa, però il risultato vi ripagherà abbondantemente, se poi riuscirete ad organizzarvi , anche il tempo di preparazione sarà ottimizzato

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GIRELLE DI PASTA AL FORNO

per la pasta

  • 200 gr di semola senatore Cappelli
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • sale

per la farcitura

  • 300 gr di spinaci lessati e strizzati
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • sale pepe

per il condimento

  •  1\2 L di salsa di pomodoro semplice
  • 1\2 L di besciamella
  • parmigiano grattugiato

ESECUZIONE

Iniziate preparando la sfoglia: mettete sulla spianatoia gli ingredienti per la sfoglia

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Lavorate bene e formate un panetto che, dopo un p0′ di riposo, tirerete con il mattarello

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Tirate bene la sfoglia allo spessore che desiderate a forma rettangolare e fate un po’ asciugare

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Nel frattempo mettete tutti gli ingredienti per la farcitura nel robot da cucina, frullate e, se dovesse rimanere troppo morbido aggiungete un po’ di parmigiano o pane grattugiato.

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Stendete il ripieno sulla sfoglia lasciando i bordi liberi

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arrotolate su se stessa la sfoglia

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cercando di stringere bene

img_2676Fasciate con carta forno e legate con spago da cucina

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Con le dosi che vi ho suggerito, vi verranno circa 2 rotoli che metterete sulla griglia della pesciera

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e farete cuocere dal bollore dell’acqua per cierca 30 minuti

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Trascorso il tempo di cottura, fate completamente raffreddare

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Quindi levate la carta forno e tagliate a fettine larghe circa 2 cm

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mettete la fettine così tagliate

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in teglia dove  avrete in precedenza messo uno strato di besciamella

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riempite in questo modo la teglia

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e condite con la restante besciamella e la salsa di pomodoro

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Cospargete con abbondante parmigiano grattugiato e qualche fiocco di burro, quindi fate gratinare in forno per circa 35 minuti a 180*

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e fatemi sapere come è andata, anche se so già la risposta!

Buon Appetito

 

Nonna Titti raddoppia

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Vi è mai capitato di essere tranquilla in cucina a sfogliare i vostri amati libri e giornali di cucina godendovi il meritato relax,  e sentire vostro marito che, con grande gentilezza ed affabilità, invita gli amici passati da casa per un fugace saluto a rimanere a cena ?

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Nulla da eccepire, adoro queste improvvisate , amo la convivialità e soprattutto considero l’amicizia uno dei valori essenziali della vita!

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Però tutto ciò è ok  quando avete il frigo pieno ed almeno abbozzato un esempio di cena, e non mentre sognate una tazza di latte fumante dove inzuppare il fragrante pane appena sfornato senza impegnarvi in alcun preparativo culinario !

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Ma noi che siamo i giovani di quella generazione, non ci perdiamo mai d’animo e prima che gli amici abbiano finito di fare le scale per raggiungerci nel rustico, abbiamo già in mente tutto, basta una visita in dispensa, dove ci sorridono tristi i legumi in scatola che teniamo sempre di riserva,

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ed in frigo  da dove riusciamo a tirar fuori in men che non si dica succulenti pranzetti……..FORSE!

Va bhè, non è proprio così semplice, però una pastasciutta veloce un ricco piatto di affettati misti di cinta senese e qualche sott’olio preparato a tempo debito da noi stesse medesime, è sicuramente  la soluzione a questi problemi !

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Eccovi allora ciò che ho preparato io, 2 salse velocissime da fare mentre bolle l’acqua per la pasta, una per le mezze penne e l’altra per le pipe, una corredata da foto ed una no, ma, vi assicuro, ambedue che vale la pena provare.

PIPE AL SUGO DI PISELLI E SPECK

  • 200 gr di pipe rigate
  • 250 gr di pisellini primavera gelo
  • 1 scalogno
  • olio evo
  • 30 gr di burro
  • 50 gr di speck a dadini
  • 80 gr di gorgonzola e mascarpone
  • sale pepe
  • noci (facoltative)

ESECUZIONE

Mettete a scaldare  l’acqua e, appena bolle gettate la pasta e fate cuocere sino al tempo indicato sulla confezione ( se l’avete, usate la pentola con i doppi cestelli interni, in questo modo potrete cuocere contemporaneamente sia le pipe che le penne) ;

nel frattempo in padella fate stufare lo scalogno tritato con burro e olio

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Quindi, quando sarà ben soffritto, unite i piselli,

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sfumate con un po’ di vino bianco salate, pepate e portate a cottura; aggiungete lo speck

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A cottura ultimata mettete in padella il gorgonzola

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fatelo sciogliere completamente.

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Passate la pasta ormai cotta in padella  e lasciate sul fuoco ancora per pochi minuti; se il condimento dovesse asciugarsi troppo, aiutatevi con un po’ di acqua di cottura

Servite con noci spezzettate grossolanamente e una generosa manciata di parmigiano!

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MEZZE PENNE AI CARCIOFI E PORRI

  • 200 gr di mezze penne
  • 2 carciofi
  • 1 porro
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • vino bianco
  • olio
  • taleggio
  • sale pepe
  • noce moscata

ESECUZIONE

Pulite e mondate i carciofi ed il porro e tagliateli a fettine sottili; in una padella dove poi potrete saltare la pasta, soffriggete l’aglio con i carciofi ed i porri  e portate a cottura con l’aiuto di un po’ di vino bianco, salate e pepate ed aggiungete la noce moscata.

Quando la pasta sarà cotta, saltatela in padella , unite il taleggio ed il prezzemolo, togliete l’aglio

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se vi piace,servite unendo noci spezzate grossolanamente ed ancora parmigiano grattugiato

Buona serata in amicizia, ma, soprattutto

Buon Appetito

 

 

 

FRITTA’ DE ARTICIOCCHE

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Oggi, leggendo il giornale, ho avuto questa bella soddisfazione, Attilio Botarelli, giornalista del “Corriere di Siena” ha fatto una recensione del mio libro , cogliendone gli aspetti salienti con efficacia.

Questo mi ha stimolato a preparare per pranzo una delle ricette del libro ed ho pensato alla frittata di carciofi in versione nonna Titti ovvero non proprio classicissima , ma comunque ottima

Riporto qui anche l’introduzione alla ricetta che ho messo sul libro :

Quando parlo di carciofi, mi riferisco ad Albenga ( DOP carciofo spinoso di Albenga).

da “IN CUCINA CON NONNA TITTI “pag 111

“Come per la frittata di bietole (di cui ho già riportato la ricetta nel blog), anche quella di carciofi varia da famiglia famiglia.Questa è quella che ho sempre mangiato io e che ho imparato a cucinare.

FRITTA’ DE ARTICIOCCHE ovvero FRITTATA DI CARCIOFI

  • 4 carciofi
  • 6 uova
  • olio evo
  • 1\2 cipolla rossa
  • prezzemolo
  • maggiorana
  • 3 cucchiai di formaggio grana grattugiato
  • noce moscata
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Mondate i carciofi e metteteli in attesa in acqua acidula; quindi scolateli, asciugateli e tagliateli a spicchi sottili

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In una padella capiente, soffriggete nell’olio  la cipolla, il prezzemolo e la maggiorana  tritati, unite quindi i carciofi

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fate insaporire con il soffritto, sfumate con il vino bianco e, con l’aiuto di un po’ di brodo o acqua calda, fate cuocere per 10 minuti.

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Intanto in una terrina sbattete le uova con il formaggio grattugiato, il sale, il pepe ed ancora un po’ di prezzemolo a maggiorana

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Mettete le uova battute nella padella

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e appena la frittata inizierà a rapprendersi, scuotete bene la padella per staccarla agevolmente dal fondo

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Giratela poi con l’aiuto di un piatto  e fatela nuovamente scivolare nella padella cuocendola ancora per 5 minuti mantenendo il fuoco basso

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Fatela asciugare dall’olio in eccesso su una carta assorbente

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e servitela oltre che con un’insalata mista con l’aggiunta di pomodori, anche con fettine di salame come si usa in Liguria

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e magari anche con rustici crostini neri di fegatini come suggerisce la Toscana

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come scegliete, scegliete bene!

Buon Appetito

Profumo di zuppe

 

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Ci sono odori o meglio profumi che ogni volta che li percepiamo, ci fanno sentire bene.

Sono odori che ci ricordano periodi o situazioni felici della nostra vita; a me, questa sensazione, torna alla mente quanto sento il profumo della passata di lenticchie.

E’ un piatto di una semplicità disarmante che si prepara velocemente e poi, in questa stagione dove i rigori dell’inverno sono così prepotenti, anche molto piacevole da gustare .

Quando ero bambina la passata di lenticchie veniva preparata dalla Pina, la cuoca che al tempo era a casa nostra, alla fine delle festività natalizie con gli avanzi delle lenticchie del capodanno ed è esattamente ciò che ho fatto io alcuni giorni fa, ma , ora, vi do la ricetta corretta per prepararle in casa quando pare a voi

PASSATA DI LENTICCHIE

  • 250 gr di lenticchie di Castelluccio
  • 1 costa di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 foglia d’alloro
  • 1 cucchiaio di conserva di pomodoro
  • 1 L di brodo di pollo (oppure acqua bollente)
  • olio evo
  • sale, pepe
  • fette di pane casereccio
  • timo secco
  • parmigiano grattugiato a piacere

ESECUZIONE

Tritate grossolanamente tutti gli odori senza la foglia di alloro che metterete in pentola intera

In un tegame di coccio fate rosolare le verdure tritate e l’alloro con un po’ d’olio evo

Nel frattempo lavate sotto l’acqua corrente le lenticchie tenendole in un colino, quindi unitele al soffritto e fate insaporire rimestando continuamente.

Aggiungete ora il brodo ( o l’acqua) bollente, il concentrato di pomodoro ed aggiustate di sale; cuocete così per circa 40 minuti a fuoco basso e tegame coperto.

Trascorso questo tempo levate l’alloro e, aiutandovi con il frullino ad immersione ( o il passatutto come si faceva una volta!)frullate a crema

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Fate tostare le fette di pane e, quando saranno pronte, conditele con un pizzico di sale, un giro d’olio evo ed un pizzico di timo essiccato e servitele in accompagnamento alla passata Concludete il piatto con parmigiano grattugiato a piacere.

Come ho già detto, ho preparato questa passata qualche giorno fa con le lenticchie ed il brodo avanzati a Capodanno, ma, anziché servirla accompagnata dal pane, ho cotto a parte del grano perlato seguendo le istruzioni della confezione e, una volta cotto, l’ho aggiunto alla passata concludendo il piatto con olio, pepe macinato fresco e parmigiano; il piatto è risultato più completo ed altrettanto buono!

Buon Appetito

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la befana vien di notte

E noi di giorno ci diamo da fare per allestire i soliti interminabili pranzi che fanno così tanto bene al cuore, naturalmente il cuore di noi romantici non quello reale!

Da parecchi giorni mi sto dando da fare per allestire un menù che esprima oltre che l’ovvia bontà anche il calore dello stare bene in famiglia

A questo scopo, per questa festa, ho pensato al carrello dei bolliti piemontese e, in una dimensione famigliare, ho iniziato a preparare tutti i vari pezzi di carne

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In un pentolone ho messo il manzo, dove, oltre alle verdure solite ho aggiunto anche alcuni pomodori secchi, un’altra pentola l’ho preparata con il vitello aggiungendo anche un mazzetto di salvia e rosmarino ed uno spicchio d’aglio, poi il tegame con il cappone dove non poteva mancare la cipolla steccata con 3 chiodi di garofano e 2 foglie di alloro che, come diceva la mia nonna, aiuta la digestione, in ultimo, ma non ultimo, ho preparato le parti un po’ meno nobili del vitello, che non possono mancare in un bollito che si rispetti: la lingua, la coda, la guancia e lo zampino con l’aggiunta oltre alle verdure e il pomodoro secco e fresco, anche di una crosta di parmigiano ben raschiata e lavata.

A parte, senza considerare il brodo preparerò anche il classico cotechino abbinandolo alle canoniche lenticchie

Insomma in questi giorni la mia cucina era stracolma di pentoloni in ebollizione che riempivano la cucina di un profumo di buono che scaldava il cuore

Sognando tra questi effluvi divini, ho ripensato alla stracciatella che preparava la mia nonna ed approfittando del brodo di cappone, l’ho subito preparata, così, come la faceva lei facendo un salto nel passato, infatti questo e’ un piatto piuttosto desueto ma molto buono e gustoso, soprattutto in questa stagione fredda, che varrebbe la pena di riscoprire

STRACCIATELLA A MODO MIO

  • 1 L di ottimo brodo ( ho usato quello di cappone, ma va benissimo qualsiasi altro tipo, basta sia di qualità)
  • 3 uova (una a commensale)
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • prezzemolo, maggiorana e basilico e 2 foglioline di menta tritati
  • sale, pepe
  • pastina all’uovo piccolissima

ESECUZIONE

Sgrassate benissimo il brodo ( questa operazione può essere fatta agevolmente facendo freddare il brodo benissimo e togliendo quindi il grasso in superficie ormai solidificato

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Rimettetelo al fuoco e portate ad ebollizione, quindi gettate la pasta

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Nel frattempo in una terrina battete le uova con il parmigiano, il trito di erbe aromatiche ed un pizzico di pepe

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Quando la pasta sarà cotta, versare il composto di uova nella pentola con il brodo bollente battendo energicamente con la frusta

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Servite immediatamente

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La mia nonna preparava la pasta per la stracciatella con 1 uovo, un etto di farina di grano duro ed un pizzico di sale, quindi faceva un po’ seccare la pasta e la grattugiava con la grattugia a fori piccoli il risultato era eccellente

Buon Appetito

corriamo ai ripari

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Dopo l’ennesima abbuffata, probabilmente è l’ora di correre ai ripari e come sempre ad aiutarci ci sono i rimedi della nonna, Titti se volete, che con una minestra davvero miracolosa ci rimette in forza per affrontare le ultime fatiche della befana

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MINESTRA DI BIETOLE DI NONNA TITTI

  • 2 mazzetti di bietoline
  • 1 L d’acqua ( o brodo leggero di coniglio o pollo)
  • 200 gr di riso
  • 50 gr di parmigiano
  • olio evo
  • sale

ESECUZIONE

Mondate e lavate bene le bietole

img_2418Tagliatele a listarelle e mettetele in pentola

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coprite con il brodo o semplicemente con l’acqua, salate quanto basta (molto poco) e portate ad ebollizione; quindi unite il riso per il tempo necessario per la cottura dello stesso

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Servite con un giro di ottimo olio evo di prima qualità ed abbondante parmigiano grattugiato

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Bhe, non so se ci credete, ma vi garantisco che è anche molto buona !

Buon Appetito, Buon Anno e su, rimettetevi in forza per la prossima abbuffata !

pensando alle feste:risotto in tavola

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Ogni anno, in prossimità delle festività natalizie, inizio a fare miriadi di esperimenti per cercare piatti nuovi che siano adatti per i pranzi o le cene del periodo

La sera della vigilia di Natale o quella dell’ultimo dell’anno non possono trascorrere se, almeno in una delle due festività, il menù non comprenda un morbido risotto.

L’ho gia preparati in tutti i modi possibili, partendo dal classici allo champagne, allo zafferano, al salmone, alle verdure o ai fegatini di pollo come si usava negli anni ’70, per arrivare a quelli dai gusti un po’ più’ esotici che, devo dire, non è che mi garbino tanto …per dirla alla toscana.

Quest’anno l’idea giusta me l’ha data la mia amica Giuseppina, suggerendomi questo fantastico risotto ai porri e melograno; oggi lo abbiamo provato in una versione un po’più  elaborata di quella di Giuseppina, ma, vi garantisco, che è venuta fuori una vera prelibatezza

RISOTTO AI PORRI E MELOGRANO

  • 200 gr di riso Carnaroli
  • 2 porri (parte bianca)
  • 1 melograna
  • 30 gr di burro
  • prosecco
  • 1 L di brodo vegetale
  • 100 gr di gorgonzola e mascarpone
  • 6 noci
  • sale

ESECUZIONE

Tagliate a rondelle i porri dopo averli accuratamente lavati

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metteteli a stufare in pentola con il burro ed un cucchiaino di sale per evitare che bruci

img_2380fate ben stufare

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e quando saranno appassiti unite il succo ed i chicchi del melograno lasciandone un po’ da parte per la decorazione del piatto finale ed il riso.

img_2382Sfumate con il prosecco e, quando sarà ben evaporato iniziate la cottura vera e propria aggiungendo il brodo bollente

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Continuate la cottura aggiungendo brodo bollente man mano che questo viene assorbito, per il tempo indicato sulla confezione

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Preparate le noci sgusciate e tritatele grossolanamente, quando il risotto sarà pronto, mantecatelo con il gorgonzola

img_2385Lasciatelo riposare a tegame coperto per 10 minuti quindi servite con le noci e, se vi piace, una abbondante manciata di parmigiano grattugiato

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…e la festa abbia inizio!

Buone Feste