Rivoluzione : Maccheroni cacio e pepe gratinati

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Lo so, guardando la foto vi vengono in mente 1000 ricette ma non certo la cacio e pepe.

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Sapete anche che sono un po’ bizzarra e non so che mi inventerei pur di non gettare via nulla in cucina

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Infatti, controllando il frigorifero, ho notato una tazza di besciamella avanzata da una precedente preparazione, e, avendo ormai deciso per maccheroni cacio e pepe, ho pensato a come potevo impiegarla senza rivoluzionare il menù e………….

MACCHERONI CACIO E PEPE GRATINATI

  • 300 gr di maccheroni Gragnano
  • 100 gr di pecorino romano grattugiato
  • 1 cucchiaio di pepe nero in grani
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale pepe
  • 1 tazza di besciamella
  • 2 cucchiai di curcuma
  • 30 gr di burro

ESECUZIONE

Pestate nel mortaio i grani di pepe nero, mettetelo in una padella abbastanza grande da contenere la pasta con 2 cucchiai di olio evo e uno spicchio d’aglio schiacciato e lasciato intero con la buccia; fatelo dorare, quindi spegnete il fuoco e unite metà del pecorino.

Lessate a metà cottura i maccheroni , scolateli con il ragno conservando l’acqua di cottura e versateli nella padella con il pecorino ed il pepe; amalgamate velocemente, unite metà burro  e, se serve, aggiungete ancora un po’ di acqua di cottura; cospargete con abbondante pepe nero macinato e mettete nella pirofila

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Aggiungete alla besciamella la curcuma

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amalgamate benissimo

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ed aggiungete ai maccheroni

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Unite ancora pecorino e pepe , rifinite con il restante burro a fiocchi

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mettete a gratinare in forno con il grill per circa 15 minuti

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e servite questa rivoluzionaria cacio e pepe…da leccarsi i baffi !!

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Buon Appetito

 

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meno uno!

img_2416Si, ci siamo, il 2016 ci sta per lasciare con tutto ciò che ci ha donato, le gioie ed i dolori, le sconfitte e le vittorie che, con il passare dei giorni e l’arrivo del 2017, ci sembreranno soltanto piccoli capitoli di vita da archiviare!

Ma non pensiamoci più, ciò che è stato è stato, prepariamoci ad affrontare il nuovo anno con la spavalderia giovanile che, anche se non anagraficamente, abbiamo tutte noi ragazze vintage 2.0

Come è andato il Natale? I pantagruelici pranzi e cene che, sono certa, tutte voi avete preparato in queste feste sono stati graditi da tutti i commensali ?

Penso proprio di si, anche voi come me, avrete fatto male i calcoli, pensando di dover sfamare legioni di parenti ed amici famelici , così sarete state sommerse da rimanenze di ottimo cibo  da riciclare,  incominciando dal pane.

Si perché nessuno pensa che il pane, quando i pranzi sono così ricchi, è davvero inutile, infatti bisognerebbe limitarsi a metterne qualche fetta in tavola e non fare come me che 1 kg e 1\2 mi pareva poco !

Per rimediare a questo esubero, ho preparato degli stuzzichini velocissimi ed assai saporiti che, per l’aperitivo del giorno di Santo Stefano sono stati davvero graditi

STUZZICHINI ALLE OLIVE

  • 250 gr di pane raffermo tagliato a fette
  • 50 gr di olive taggiasche denocciolato
  • 70 gr di pecorino romano grattugiato
  • aghi di rosmarino fresco
  • origano secco
  • maggiorana
  • timo
  • peperoncino fresco ( facoltativo)
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete le fette di pane in una terrina capiente e bagnatele con un bicchiere d’acqua abbondante ed un cucchiaio d’olio evoimg_2393lasciateli ammorbidire per circa un’ora, se il pane è, come il mio, fatto in casa senza sale, insaporite con un pizzico di sale e pepe; nel frattempo tritate le olive, le erbe aromatiche, il peperoncino ed il pecorino sino ad ottenere una poltiglia

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Aiutandovi con le mani, frantumate il pane ammollato rendendolo in briciole ed unite il composto di oliveimg_2396

amalgamate molto bene distribuendo il composto in modo uniforme

img_2397Preparate una teglia foderandola con carta forno ben unta

img_2398e distribuite il composto di pane condito in uno strato sottile ed uniforme

img_2399Infornate in forno già caldo al massimo della temperatura per circa 20 minuti; trascorso il tempo di cottura, sfornate e lasciate raffreddare, quindi, appena freddo, spezzettate con le mani senza precisione, così come capita.

Servitelo con l’aperitivo e, mi raccomando, fate subito la foto, perché se no , vi capiterà come è successo a me, il tempo di prendere l’IPAD ….e il piattino era quasi vuoto!img_2400P.S. non sono arrivata in tempo ad assaggiare i crostini gustosi perché mi sono soffermata ad ammirare il bellissimo grembiule che mi ha regalato, ricamandolo e confezionandolo a mano, la mia consuocera Mara, un vero capolavoro, che ne pensate?

BUON ANNO A TUTTI

La storia vera dei pici

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Sembra che i Pici risalgano ad epoca etrusca poiché testimonianza della loro presenza sulle tavole del tempo è stata rilevata nella celeberrima ” tomba dei leopardi ” a Tarquinia

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In questo monumento funebre vi è un affresco raffigurante un banchetto nel quale vengono servite scodelle contenenti un tipo di pasta lunga e grossa: presumibilmente i pici

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Si pensa che il nome derivi da Marco Gavio Apicio gastronomo di epoca romana ed autore del compendio culinario”De re coquinaria”( l’arte della cucina) imageQuesto ottimo spaghettone, prende nomi differenti a seconda della zona da cui proviene: abbiamo a Montalcino, Pienza e Montepulciano  “i Pinci, i ” bringoli ad Anghiari , nella Val Tiberina troviamo ” gli stringozzi o strangozzi, in Umbria gli umbricelli e le ciriole che in casa nostra apprezziamo molto, poiché mia suocera , ternana, li prepara in modo sublime.

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Insomma, abbiamo capito che si usano tanti nomi per indicare un unico tipo di pasta poverissimo e  semplicissimo  che ha come ingredienti solo acqua e farina ed un cucchiaio d’olio, eccetto che per la domenica quando i contadini potevano contare anche sulle uova fresche e, per onorare la festa, venivano aggiunte all’impasto!

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Il primo condimento che si conosce abbinato ai Pici consisteva in un trito di cipolle stufate in olio , mentre oggi, il connubio perfetto e ‘ con l’aglione ricetta che ho proposto nell’ articolo precedente

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Eccovi ora la dose perfetta per confezionare i Pici alla vecchia maniera

PICI (dosi)

  • 400 gr di farina di grano tenero
  • 200 gr di acqua fredda
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 presa di sale

ESECUZIONE

Setacciate la farina sulla spianatoia, unite il sale , formate la fontana e versate al centro l’acqua e l’olio, impastate sino ad ottenere un composto elastico a fate un po’ riposare

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Dopo circa 10 minuti riprendete l’impasto e Stendetelo con il mattarello tradizionale allo spessore di circa 1  cm

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Quindi tagliatela a strisce con il mattarello scannellato

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Rotolate le strisce ottenute

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Come fanno queste mani sapienti che, purtroppo, non sono le mie data la maestria nell’esecuzione!

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Mettete quindi i Pici così confezionati in attesa sulla spianatoia infarinata

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Per concludere questo lungo post pseudo storico,vi presento un altro  modo tradizionale per condire i Pici, anch’esso poverissimo ma sempre molto gradito

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PICI CON LE BRICIOLE

  • 500 gr di Pici freschi
  • pane toscano raffermo
  • 2 spicchi d’aglio
  • pecorino grattugiato
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Imbiondite in una padella con olio evo gli spicchi d’aglio schiacciandoli senza privarli della buccia

Unite la mollica del pane sbriciolata grossolanamente

Togliete gli spicchi d’aglio dopo poco e lasciate al fuoco le briciole finché assumeranno un colore dorato.

Passate i Pici scolati nella padella aggiungete abbondante pecorino grattugiato ed una generosa spolverata di pepe.

Serviteli subito molto caldi e fluidi, se dovesse servire unite anche un po’ d’acqua di cottura

 

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Buon appetito

 

 

 

Dedicato a Silva

imageOggi mi sono piacevolmente attardata con la lettura della mia amica SILVA AVANZI RIGOBELLO,  famosa blogger del blog che porta il suo nome e coinvolgente scrittrice del libro di ricette, viaggi ed emozioni ” TEMPI ANDATI E TEMPI DI COTTURA”

Ho letto e riletto le pagina riguardanti Roma e Parigi, ed ho sognato perché moltissimi dei suoi ricordi ed esperienze sono state anche le nostre in queste stupende città  ( Roma un gradino più che stupenda!)

All’ ora di pranzo, sempre seduta in salotto a leggere, mi sono resa conto di non aver preparato nulla !

Allora, un po’ condizionata dalle ricette di Silva, un po’ per la mia proverbiale golosità, ho deciso che oggi , in onore di Roma preparerò un bel piatto di spaghetti alla gricia e per cena, sarà il momento de…Paris e allora,  cocotte de soup d’oignon!!!!!

E, come ci consiglia Silva, sempre iniziando i due pasti con un ……inebriante KIR ROYAL !

1 parte di Crèm de Cassis

2 parti di Champagne

grazie Silva per i meravigliosi momenti che mi hai fatto ricordare.

SPAGHETTI ALLA GRICIA

  • Spaghettini ( o bucatini, secondo i gusti)
  • 100 gr di guanciale
  • 2 spicchi d’ aglio
  • olio evo
  • pecorino grattugiato
  • sale e pepe

ESECUZIONE

Tagliate il guanciale a listarelle e tritate l’aglio

Mettete a rosolare in una capace padella con l’olio evo.

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aggiungete una spruzzati a di vino bianco dei castelli, fate sfumare molto bene e levate  dal fuoco.

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lessate la pasta in abbondante acqua salata.

Scolate la pasta e insaporire velocemente nella padella del condimento.

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Fuori dal fuoco unite il pecorino e servite immediatamente.

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La gricia non e’ altro che l’antenato dell’ amatriciana, da cui si distingue essenzialmente per l’assenza del pomodoro.

Come per l’amatriciana,anche la gricia,prende il nome dalla località dove e’ stata fatta per la prima volta : Griciano.

La ricetta che ho scritto, e’ quella originale ,io ,a volte, faccio una variazione un po’ nordica : sfumo con la grappa e aggiungo qualche ago di rosmarino tritato.

Ho conosciuto la gricia negli anni in cui abbiamo  abitato a Roma ,indovinate un po’, mio marito passava le sue giornate tra aule universitarie e tomi da studiare ed io, allegramente tra shopping e cibo!!!!!!

Da lì ho capito qual’ era il mio habitat naturale: la cucina !

Buon appetito!