Girovagando nell’etere: Carbonara ai carciofi

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Per introdurre questa eccellente ricetta che ho scovato nell’web voglio dedicare la foto gallery, che non manca mai nei miei post, alla splendida città dove da quarant’anni abito : Siena

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Ogni angolino, ogni scorcio, ogni viuzza sono così vivi di arte e di cultura che è un vero piacere passeggiare senza una meta specifica tra tanta bellezza

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Se si pensa a Siena viene subito alla mente il Palio, Piazza del Campo, il Duomo…

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…ma, per vivere Siena in modo reale, bisogna cercarla nei suoi prestigiosi palazzi, nelle sue piazze dove tutti i personaggi che hanno fatto la storia d’Italia sono in un certo senso, passati

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Ora torno in cucina con la promessa di raccontarvi ancora la Siena del mio cuore quella forse meno famosa ma sicuramente più vera

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CALAMARATE CON CARCIOFI ALLA CARBONARA

  • 250 gr di calamarate di Gragnano
  • 4 carciofi compresi i gambi
  • 150 gr di guanciale
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 3 tuorli d’uovo
  • 50 gr di pecorino romano grattugiato
  • 1 scalogno
  • olio evo
  • vino bianco
  • prezzemolo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Preparate la pentola per cuocere la pasta aggiungendo all’acqua 1 cucchiaio di curcuma e portare ad ebollizione, quando bollirà salate. In una padella fate appassire lo scalogno tritato con i carciofi puliti e tagliati a fettine sottili

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Salate, pepate e cuocete per qualche minuto; a parte tostate il guanciale tagliato fine

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Quando sarà pronto unitelo ai carciofi

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Quando l’acqua avrà raggiunto il bollore, buttate la pasta

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Nel frattempo preparate le uova, il pecorino, il prezzemolo sale e pepe

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Battetelo bene con un mestolino di acqua bollente della pasta per pastorizzare le uova

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Quando la pasta sarà pronta, mettetela nella padella con i carciofi ed il guanciale

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Insaporite in padella

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Quindi versate il composto di uova

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ed amalgamate velocemente per evitare che l’uovo si rapprenda

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Servite immediatamente con l’aggiunta di pepe nero macinato fresco

img_5716-1Buon Appetito a tutti

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Specialità regionali: Tagliolini al pesto du Vesuvio

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Durante un recente viaggio in Campania abbiamo avuto modo di gustare ampiamente i favolosi prodotti tipici della zona

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Le fragranti mozzarelle, i sublimi piatti di pesce, u babbà, le sfogliatelle e la superba pizza, sono stati la piacevole colonna sonora delle nostre giornate

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Al ritorno a casa, come è ovvio per tipi come noi, abbiamo portato specialità di ogni tipo, compresi i favolosi pomodorini del Piennolo del Vesuvio.

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Per chi non li conoscesse, i pomodorini del Vesuvio, sono davvero una prelibatezza sopraffina, coltivati esclusivamente nell’area vesuviana, hanno un gusto molto intenso e particolare e si possono conservare appesi in luoghi ventilati ed asciutti , per diversi mesi

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In casa nostra è assai difficile che le cose durino molto, allora, con gli ultimi preziosi pomodorini ( preziosi in tutti i sensi perché oltre ad avere un gusto super hanno anche un prezzo super) ho pensato ad un pesto per condire i tagliolini, ed ecco a voi la ricetta.

TAGLIOLINI CON PESTO DI POMODORINI DEL VESUVIO

  • 250 gr di tagliolini all’uovo
  • 10 pomodorini del Piennolo del Vesuvio
  • 1 mazzetto di basilico
  • 1\2 spicchio d’aglio
  • pinoli
  • mandorle sbucciate
  • 125 gr di ricotta fresca
  • 50 gr di pecorino
  • peperoncino ( facoltativo)
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti per il pesto

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Frullate sino ad ottenere una crema

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Cuocete i tagliolini in abbondante acqua salata

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In una padella scaldate un cucchiaio di olio evo con il pesto

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Amalgamate

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mescolate i tagliolini nella padella

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Aiutandovi con un mestolino di acqua di cottura, mantecate i tagliolini

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aggiungete ancora un po’ di pesto

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ed abbondante pecorino grattugiato

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Se serve aggiungete ancora un po’ di acqua di cottura e servite immediatamente

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Buon Appetito a tutti

E poi nasce un fiore…

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…in una mattina qualunque, quando meno te lo aspetti, da una pianta che credevi di dover estirpare perché ritenevi ormai morta.

Allora tutto cambia, ti rendi conto che tutto dipende da te, dalle tue aspettative e che se le cose vuoi farle veramente le fai, senza se e senza ma perché il mondo va avanti ugualmente nonostante te e che tu non sei così fondamentale.

Ed ecco che improvvisamente tutti gli impegni che sembrava mi fagocitassero con il loro peso, sembrano lievi e con un pizzico di organizzazione ci rientra tutto ciò che VOGLIO fare

Rieccomi allora sono nuovamente qui per ricominciare con le ricette familiari e soprattutto per godermi la vostra compagnia

SCRIGNI DI ZUCCHINE

  • 2 patate medie
  • 4 zucchine chiare (o le trombette )
  • 200 gr di farina 5 macinata a pietra
  • 2 cucchiai di pecorino romano grattugiato
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di olio  evo
  • 1\2 bustina di lievito istantaneo per torte salate
  • maggiorana
  • sale pepe

per la farcitura

  • speck
  • fontina

ESECUZIONE

Fate lessare le patate e schiacciatele con lo schiacciapatate sulla spianatoia; grattugiate le zucchine a crudo ed unitele alle patate; aggiungete la farina (tenendone un po’ da parte per aggiungerla solo se serve), il lievito,  l’uovo intero, l’olio, il pecorino e le foglioline di maggiorana, sale ed un pizzico di pepe

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Impastate sino ad ottenere un impasto piuttosto morbido ( simile a quello degli gnocchi) che stenderete ad un’altezza di 1 cm e che taglierete con un coppapasta

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Appiattite leggermente ogni disco ottenuto

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e farcitelo con un po’ di speck ed un quadratino di fontina

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richiudete a scrigno

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lavorate leggermente sino ad ottenere una pallina di pasta che metterete in teglia precedentemente foderata con carta forno e un po’ oleata

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procedete così sino ad esaurimento dell’impasto; ungetevi le mani d’olio evo e ungete la superficie degli scrigni quindi spolverate con un po’ di parmigiano grattugiato ed infornate

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Cuocete in forno caldo a 180° per 25/30 minuti o quando gli scrigni risulteranno dorati

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Gustate gli scrigni in accompagnamento ad un aperitivo oppure come panini per un pic-nic estivo nei freschi prati…se trovate il fresco!

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Buon Appetito

La pasta di primavera

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Anche se a dar retta alle temperature di questi giorni parrebbe più estate che primavera, il mese di maggio è proprio il periodo in cui la primavera ci dona i suoi frutti migliori

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I giardini sono splendidamente variopinti da un tripudio di fiori

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e gli orti sono ricchi di prodotti prelibati; tra questi una verdura che si trova davvero per poco tempo sulle nostre tavole, sono le fave, ottime se mangiate crude, quando sono giovani e fresche, insieme a formaggio pecorino o salame, oppure cotte ed utilizzate per preparare gustosi intingoli con pasta di ogni tipo

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Oggi vi voglio suggerire un modo per preparare un condimento veloce e gustosissimo a base proprio di fave

PICI CON FAVE E CIPOLLOTTI FRESCHI

  • 400 gr di pici freschi
  • 200 gr di fave sbucciate
  • 3 cipollotti freschi
  • 2 salsicce toscane
  • maggiorana fresca
  • 50 gr di pecorino grattugiato
  • 250 gr di panna da cucina
  • 2 cucchiai di olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete sul fuoco una casseruola con l’acqua e non appena si formeranno le bollicine in superficie versatevi le fave sgranate e sbollentatele per 3 o 4 minuti

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quindi scolatele e tenetele da parte

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Private della pelle la salsiccia e mettetela in una padella dove potrete saltare i pici

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sgranatela con la forchetta e senza aggiungere condimento, fatela leggermente tostare

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Mondate e tritate finemente i cipollotti ed uniteli alla salsiccia facendo ben rosolare aiutandovi con un po’ d’olio evo

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sfumate con il vino bianco e cuocete sino a completo assorbimento

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A questo punto unite le fave ( se lo ritenete opportuno, dopo averle sbucciate)

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fate insaporire ed aggiungete la panna, salate e pepate

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Fate prendere il bollore e spegnete il fuoco

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Avrete nel frattempo messo l’acqua a scaldare e, raggiunto il bollore, salatela e versatevi i pici freschi

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Controllate la cottura , solitamente quelli freschi fatti in casa, sono pronti dopo pochi minuti da quando salgono in superficie

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A questo punto scolateli e metteteli nella padella

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Condite molto bene e se vedete che la pasta asciuga troppo, aggiungete un po’ di acqua di cottura

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Cospargete di pecorino

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aggiungete delle foglioline di maggiorana fresca , mescolate bene ed impiattate rifinendo con altro formaggio

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servite ben caldo e…

Buon Appetito

Così parlò De Andrè

IMG_4278…bel guanciale materasso di ogni ben di Dio…da sopra a sotto svelta la pungerai…odore di mare mescolato a maggiorana…

Con questi versi ricchi di amore e di poesia per i gusti e le emozioni della sua terra natìa, la Liguria, Fabrizio De Andrè insieme ad Ivano Fossati hanno celebrato uno dei piatti tipici liguri :la cima

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Trovo che l’immagine del guanciale calzi perfettamente con ciò che è questa tasca ripiena quando i grossi aghi, sempre per citare De Andrè, da sopra a sotto la pungono e la cuciono!

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Questo piatto è davvero figlio della ingegnosità ligure, infatti è nato per recuperare al meglio gli ingredienti avanzati nella settimana per questo motivo va da sé che ogni famiglia ne  abbia  una  personale ricetta, l’unica cosa che non cambia mai, è la cottura: la cima va rigorosamente cotta in brodo di vegetale,  bollente e servita fredda, solitamente il giorno dopo, avendola lasciate tutta la notte con un peso sopra per evitare che vi siano spazi tra il ripieno e la carne,  con salse di accompagnamento che variano a seconda dei gusti.

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Anche il pezzo di carne utilizzato è unico: mentre in tutt’Italia la tasca ripiena si fa con la punta di petto tagliata con il coltello dal macellaio, in Liguria si usa la pancia pulita dal grasso, tagliata a rettangolo e cucita su 3 lati: 2 direttamente dal macellaio e l’ultimo da chi la cucina dopo averla farcita

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Insomma, fare la cima per noi liguri è un rito tra il sacro ed il profano, infatti, sempre citando De Andrè, per allontanare gli influssi maligni, prima di iniziare a prepararla bisogna “mettere la scopa dritta in un angolo” della cucina e, soprattuto, far tagliare la prima fetta da uno scapolo, se non si rispettano queste regole, il rischio è che la cima possa scoppiare in cottura facendo rimanere tutti senza pranzo!

Ho voluto un po’ stravolgere la ricetta di famiglia che prevede tutti gli ingredienti della farcitura solo lessati, facendoli  insaporire in padella con un leggero soffritto ma soprattutto aggiungendo la mortadella che, a mio avviso, migliora e rende più intenso il gusto già ottimo di per sé

‘A ME CIMMA

  • 1 cima cucita da 800 gr
  • 2 carciofi
  • 800 gr di foglie di bietole
  • 1 cipolla
  • 30 gr di pinoli
  • 100 gr di parmigiano
  • 100 gr di mortadella
  • 100 gr di pecorino
  • 2 uova
  • prezzemolo
  • maggiorana abbondante
  • noce moscata
  • sale pepe
  • olio evo

per il brodo

  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • 2 pomodori secchi
  • sale
  • 2 ossi da brodo

ESECUZIONE

in una padella fate soffriggere la cipolla tritata con i carciofo tagliati molto fini compresi i gambi (io  ho utilizzato soltanto i gambi e con  i carciofi freschissimi di Albenga ho fatto un’insalata di carciofi crudi)

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Unite le foglie di bietole sbollentate e tagliate a filettini  e fate insaporireIMG_4243

aggiungete i pinoli, il prezzemolo e la maggiorana tritati

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cuocete sino a quando tutto sarà be cotto

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Fate raffreddare ed unite la mortadella passata al mixer

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i formaggi grattugiati

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aggiustate di sale e pepe, un pizzico di noce moscata e legate bene il composto con le uova

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Amalgamate molto bene il ripieno e farcite la tasca, quindi cucitela nella parte aperta e punzecchiatela con l’ago prima di immergerla nel brodo bollente fatto con gli ingredienti suggeriti

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Cuocete a fiamma molto bassa per 2 ore, quindi levatela dal brodo e mettetela a raffreddare in una teglia con un peso sopra( io uso la pentola a pressione piena d’acqua) e tagliatela solo quando sarà perfettamente fredda

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Servite la cima con la salsa di accompagnamento che preferite, la maionese è ottima, oppure se volete rispettare la tradizione, con la salsa verde.

Io ho preparato un “salsa provenzale” davvero eccezionale…domani ve ne parlerò!

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Buon Appetito

E se qualcosa avanza?

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..se qualcosa avanza, noi che siamo formichine casalinghe, non ci perdiamo certo d’animo e in men che non si dica, ci diamo da fare per rigenerare in modo gustoso e fantasioso la…”vecchia minestra” !

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Consultata con attenzione  la folta  schiera di vecchie riviste di cucina e, ovviamente, non considerate

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ho deciso di volgere lo sfizioso contorno primaverile in una succulenta pasta al gratin:  il risultato e’ stato da leccarsi i baffi !

RIGATONI RIPIENI ALLE VERDURE SFIZIOSE

  • 400 gr di pasta formato rigatoni (o conchiglioni)
  • verdure sfiziose avanzate dalla ricetta precedente
  • 1\2 L di besciamella
  • 200 gr di stracchino morbido
  • 50 gr di prosciutto cotto a dadini (o altro salume a vostro piacimento)
  • 1 cucchiaio di parmigiano
  • 1 cucchiaio di pecorino romano
  • 30 gr di fiocchetti di burro
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lessate la pasta in acqua salata  e scolatela molto al dente

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Preparate una besciamella con 20 gr di burro, 40 gr di farina e 4 dl di latte, salate e pepate ed aggiungete un pizzico di noce moscata

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Mettete le verdure avanzate in una capiente terrina

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ed aggiungete la besciamella nella quale avrete sciolto lo stracchino, parte del parmigiano e parte del pecorino, lasciando  una minima quantità di formaggi per la gratinatura

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Cercate di riempire i rigatoni con il ripieno di verdure e besciamella ( questa operazione risulterà più agevole se userete i conchiglioni); sistemateli in doppio strato in una pirofila velata di besciamella

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Tagliate a dadini il prosciutto e distribuitelo sui rigatoni insieme alla besciamella rimasta, i formaggi avanzati ed i fiocchetti di burro

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Fate gratinare in forno caldo a 200* per circa 20 minuti

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…e gustatevi questo meraviglioso piatto unico che vi riconcilierà con il mondo…io, in questo periodo ne ho davvero bisogno!!

Buon Appetito

Gironzolando tra le tradizioni

 

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Che io sia un po’ stravagante forse lo avrete già capito ma, forse, non vi è facile credere che una delle cose che mi rilassano di più sia sfogliare vecchi, per non dire vecchissimi libri rigorosamente di cucina.

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Quando mi immergo in queste letture, dove oltre che di cucina si tratta anche di costume, mi pare di vere gli anni ’50 ’60, che, nel mio immaginario sono anni di speranza, di voglia di fare e dove ci si incamminava verso un futuro che sarebbe stato migliore per tutti

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Dopo sessant’anni so bene che le cose non sono andate come si sognava, ma, questo clima di leggerezza in cui mi trastullo, mi piace, mi fa star bene e queste letture mi danno modo di assaporare una piacevolissima sensazione di serenità

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Anche se vivo l’estasi dei ricordi, non manco mai di ricercare le ricette che mi appassionano tanto  che sono sempre nel rispetto della tradizione. Questa volta sono stata attirata da una torta di formaggio della tradizione umbra, regione natale di mio marito, che in questi periodi di scampagnate fuori porta può essere un’ottima idea se abbinata ad un ricco tagliere di affettati rigorosamente umbri

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TORTA AL FORMAGGIO DI EVELINA

  • 2 uova intere + 2 tuorli
  • 1\2 cucchiaio di sale fino
  • 1\2 cucchiaio di zucchero
  • 3 cucchiai di olio evo umbro o toscano
  • 40 gr di burro
  • 125 gr di latte
  • 375 gr di farina 1 macinata a pietra
  • 100 gr di formaggio grana grattugiato
  • 125 gr di formaggio pecorino grattugiato 100 gr di provolone piccante
  • 2 cubetti di lievito di birra
  • 1 bustina di lievito per torte salate

ESECUZIONE

In una ciotola rompete le uova intere ed aggiungete i 2 tuorli, unite il sale e lo zucchero e l’olio evo, quindi mescolate bene.

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Mettete i cubetti di lievito nel latte intero a temperatura ambiente e fatelo sciogliere

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Nella ciotola della planetaria ( se non la possedete, va bene una ciotola capiente dove potrete agevolmente impastare) setacciate la farina con la bustina del lievito in polvere per torte salate

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aggiungete alla farina il lievito di birra sciolto nel latte, il composto con le uova, ed i formaggi grattugiati ed azionate la planetaria con la foglia a vel 3

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impastate bene ed unite anche metà del provolone tagliato a tocchetti piccoli

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Quando sarà perfettamente amalgamato (la consistenza sarà quella della foto)

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preparate le teglie (con questa dose viene il quantitativo giusto per 1 stampo da pluncake  e per 6 muffis

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imburrate perfettamente gli stampi con burro fuso ed aiutandovi con un pennello da cucina

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riempiteli per i 2\3

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ed aggiungete in superficie i pezzettini di provolone avanzati

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Mettete in forno a 50*per 45 minuti poi alzate il forno a 200* e cuocete per 35 minuti

Buon Appetito a tutti !

 

 

Orecchiette che passione

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Le orecchiette sono un tipo di pasta che in casa nostra è apprezzato da tutti

Si sa, il top sono le orecchiette alle cime di rapa o, nella stagione calda, alla crudaiola con polpa di pomodoro fresco insaporita dal caldo sole di Puglia

Oggi però, controllando il frigo, mi sono resa conto di non avere gli ingredienti tradizionali delle orecchiette, allora ho abbinato la tradizione di due regioni ed ho preparato le orecchiette con cavolo romanesco ed il risultato, devo dire, ci ha soddisfatto

ORECCHIETTE CON CAVOLO ROMANESCO

  • 250 gr di orecchiette fresche
  • 1 cavolo romanesco
  • 50 gr di pinoli
  • 2 spicchi d’aglio
  • 4 filetti di acciughe sotto sale
  • olio evo
  • peperoncino
  • sale qb
  • pepe
  • pecorino romano grattugiato

ESECUZIONE

Tagliate a cimette il cavolo e lavatelo perfettamente

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mettetelo nella pentola dove cuocerete le orecchiette e portate a bollore

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Nel frattempo in una padella dove salterete la pasta, fate soffriggere con l’olio evo, l’aglio, i pinoli ed il peperoncino

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Appena questi ingredienti saranno soffritti, spegnete il fuoco ed aggiungete i filetti di acciughe cercando di frantumarli con un cucchiaio di legno

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Quando l’acqua con il cavolo avrà raggiunto il bollore, buttare le orecchiette e fate cuocere per il tempo suggerito dalla confezione

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Quasi a fine cottura della pasta, iniziate a scolare il cavolo ed a farlo insaporire con il soffritto

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Quindi , a cottura ultimata, passate in padella le orecchiette con i cavoli rimasti ed insaporite bene tutti gli ingredienti

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Servite le orecchiette cosparse di abbondante pecorino grattugiato

Buon Appetito

 

Pesto non è solo Liguria

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Essendo nata in Liguria, per me il pesto è stato uno solo per molti anni, chiaramente mi riferisco a quello esclusivamente di basilico, con il vero basilico genovese e gli altri ben noti ingredienti

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Crescendo ho scoperto che la cucina italiana è ricca di ” pesto tipico ” non tutti a base di basilico come il nostro, ma ugualmente buoni e saporiti

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Oggi ho voluto provare il moderno ” pesto alla rucola “che non so se abbia una precisa collocazione geografica, però so che  sicuramente è molto gradevole al palato

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L’ho  pensato abbinato non alla sempre gradita pasta, ma ad un risotto veloce allo stracchino e, devo dire, l’esperimento è riuscito!

RISOTTO ALLO STRACCHINO CON PESTO DI RUCOLA

  • 400 gr di riso carnaroli
  • 1 scalogno
  • 40 gr di burro
  • vino bianco secco qb
  • 1 L di brodo vegetale
  • 100 gr di stracchino
  • 2 cucchiai di latte
  • parmigiano a scaglie
  • pinoli

Per il pesto alla rucola

  • 1 mazzetto di rucola di campo
  • qualche foglia di basilico
  • 50 gr di pinoli
  • 50 gr di mandorle
  • 50 gr di parmigiano
  • 30 gr di pecorino romano
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • sale
  • olio evo delicato
  • peperoncino ( facoltativo)

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti per il pesto, dopo averli lavati, mondati ed asciugati, nel bicchiere del frullino ad immersione e lavorate sino ad ottenere la consistenza classica del pesto

imageIn una casseruola fate sciogliere il burro e mettete lo scalogno tritato a imbiondire leggermente; unite quindi il riso e fatelo tostare sempre mescolando

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Sfumate con il vino bianco e, appena l’alcool sarà evaporato, unite il brodo vegetale bollente in una sola volta e, senza mai toccare il risotto, portate a cottura per 15 minuti.

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Nel frattempo sciogliete lo stracchino con il latte e, trascorsi i 15 minuti unitelo al riso

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Lasciate sul fuoco sempre rimestando ancora per 3-4 minuti sino a che avrà raggiunto la classica consistenza ” ad onda”

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Mettete nel piatto una cucchiaiata di pesto di rucola allargandolo su tutta la superficie

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Aggiungete il riso ed ancora pesto, mettendone un’ altra cucchiaiata al centro

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Unite le scaglie di parmigiano e terminate il piatto con pinoli tostati

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Buon appetito

Peperoni verdi fritti

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Molte volte ho già parlato della cuoca che era a casa nostra quando ero  bambina: la Pina !

Napoletana verace, donna di sentimento e passione che, come ho più volte detto, mi ha insegnato molto della vita ma soprattutto della cucina, partenopea naturalmente!

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Lo so, l’ho già detto a proposito di molti suoi piatti, ma ogni volta che ne ricordo uno, mi pare che sia in assoluto il migliore

Oggi tocca ai deliziosi peperoni verdi dolci fritti che cucinava con delle polpettine mignon in un sughettino di pomodoro fresco che, il solo ricordo mi solletica l’ appetito ……..

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…………è meglio che scacci questi pensieri e vi fornisca la ricetta affinché anche voi possiate godere di cotanta bontà!

PEPERONI VERDI CON POLPETTINE AL POMODORO

  • 1/2 kg di peperoni verdi dolci
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio evo
  • 1/2 kg di pomodoro pachino ben maturi
  • sale
  • peperoncino ( facoltativo)
  • basilico fresco

Per le polpettine

  • 1/2 kg di macinato di maiale
  • 100 gr di pecorino grattugiato ( se preferite 50 gr di grana e 50 gr di pecorino)
  • prezzemolo
  • 3 fette di pancarrè bagnate nel latte
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • 1 uovo
  • sale, pepe
  • un pizzico di noce moscata
  • olio di arachidi per friggere

ESECUZIONE

Iniziate con il preparare le polpette: mischiate tutti gli ingredienti ed amalgamate bene affinché tutti gli ingredienti si fondano bene tra loro

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Formate con il composto tante polpettine della grandezza di una noce

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Preparate l’olio alla giusta temperatura

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Friggete le polpettine

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Mettetele da parte

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E dedicatevi alla preparazione dei peperoni. Mettete a scaldare l’olio con l’aglio

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Lavate i peperoni, pulitevi bene dai semi interni e tagliateli in senso orizzontale

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Metteteli nell’olio ormai caldi e fateli ben soffriggere

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Tagliate i pomodori, se volete sbucciateli, salate, pepate e, se avete deciso per il peperoncino, mettetelo in questa fase

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Portate a cottura per circa 10-15 minuti. Prima di aggiungere le polpette spezzettate il basilico fresco,

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quindi le polpettine e fate insaporire tutto insieme per qualche minuto

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Buon appetito

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