Semplice e buono

IMG_4326Diciamo la verità, quante volte non ci va proprio per niente di  trascorrere ore  ad affaticarci in cucina oppure abbiamo il tempo davvero contato ma non vogliamo rinunciare a stuzzicare le papille gustative dei nostri commensali con piatti semplici ma saporiti?

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In questi casi uno dei nostri principali alleati può essere il riso, cibo solitamente gradito a tutti versatile e adatto ad essere impiegato in mille modi.

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La ricetta che vi consiglio oggi è di una semplicità  disarmante, si tratta del classicissimo riso in bianco che però cotto nel modo che vi consiglio, dimezza i tempi di cottura, è pronto in 10 minuti davvero di orologio, se rifinito con gli ingredienti di vostro gusto diventa un piatto molto raffinato.

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RISO IN BIANCO

  • 250 gr di riso Carnaroli
  • 750 ml di acqua
  • 50 gr di burro
  • 50 gr di parmigiano reggiano grattugiato
  • sale
  • peperoncino in polvere

ESECUZIONE

In una pentola capiente mettete l’acqua salata moderatamente ed il riso

IMG_4346Mettete sul fuoco e, dal momento dell’accensione del fornello, calcolate 10 minuti esatti

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Trascorso questo tempo levate dal fuoco ( il riso deve risultare all’onda!) ed incorporate il burro

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Quindi il parmigiano

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Con l’aiuto di una frusta amalgamate bene gli ingredienti

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Coprite la pentola e lasciate riposare 5 minuti prima di servire; rifinite con una spolverata di peperoncino e servite

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Buon Appetito

meno uno!

img_2416Si, ci siamo, il 2016 ci sta per lasciare con tutto ciò che ci ha donato, le gioie ed i dolori, le sconfitte e le vittorie che, con il passare dei giorni e l’arrivo del 2017, ci sembreranno soltanto piccoli capitoli di vita da archiviare!

Ma non pensiamoci più, ciò che è stato è stato, prepariamoci ad affrontare il nuovo anno con la spavalderia giovanile che, anche se non anagraficamente, abbiamo tutte noi ragazze vintage 2.0

Come è andato il Natale? I pantagruelici pranzi e cene che, sono certa, tutte voi avete preparato in queste feste sono stati graditi da tutti i commensali ?

Penso proprio di si, anche voi come me, avrete fatto male i calcoli, pensando di dover sfamare legioni di parenti ed amici famelici , così sarete state sommerse da rimanenze di ottimo cibo  da riciclare,  incominciando dal pane.

Si perché nessuno pensa che il pane, quando i pranzi sono così ricchi, è davvero inutile, infatti bisognerebbe limitarsi a metterne qualche fetta in tavola e non fare come me che 1 kg e 1\2 mi pareva poco !

Per rimediare a questo esubero, ho preparato degli stuzzichini velocissimi ed assai saporiti che, per l’aperitivo del giorno di Santo Stefano sono stati davvero graditi

STUZZICHINI ALLE OLIVE

  • 250 gr di pane raffermo tagliato a fette
  • 50 gr di olive taggiasche denocciolato
  • 70 gr di pecorino romano grattugiato
  • aghi di rosmarino fresco
  • origano secco
  • maggiorana
  • timo
  • peperoncino fresco ( facoltativo)
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete le fette di pane in una terrina capiente e bagnatele con un bicchiere d’acqua abbondante ed un cucchiaio d’olio evoimg_2393lasciateli ammorbidire per circa un’ora, se il pane è, come il mio, fatto in casa senza sale, insaporite con un pizzico di sale e pepe; nel frattempo tritate le olive, le erbe aromatiche, il peperoncino ed il pecorino sino ad ottenere una poltiglia

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Aiutandovi con le mani, frantumate il pane ammollato rendendolo in briciole ed unite il composto di oliveimg_2396

amalgamate molto bene distribuendo il composto in modo uniforme

img_2397Preparate una teglia foderandola con carta forno ben unta

img_2398e distribuite il composto di pane condito in uno strato sottile ed uniforme

img_2399Infornate in forno già caldo al massimo della temperatura per circa 20 minuti; trascorso il tempo di cottura, sfornate e lasciate raffreddare, quindi, appena freddo, spezzettate con le mani senza precisione, così come capita.

Servitelo con l’aperitivo e, mi raccomando, fate subito la foto, perché se no , vi capiterà come è successo a me, il tempo di prendere l’IPAD ….e il piattino era quasi vuoto!img_2400P.S. non sono arrivata in tempo ad assaggiare i crostini gustosi perché mi sono soffermata ad ammirare il bellissimo grembiule che mi ha regalato, ricamandolo e confezionandolo a mano, la mia consuocera Mara, un vero capolavoro, che ne pensate?

BUON ANNO A TUTTI

Orecchiette che passione

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Le orecchiette sono un tipo di pasta che in casa nostra è apprezzato da tutti

Si sa, il top sono le orecchiette alle cime di rapa o, nella stagione calda, alla crudaiola con polpa di pomodoro fresco insaporita dal caldo sole di Puglia

Oggi però, controllando il frigo, mi sono resa conto di non avere gli ingredienti tradizionali delle orecchiette, allora ho abbinato la tradizione di due regioni ed ho preparato le orecchiette con cavolo romanesco ed il risultato, devo dire, ci ha soddisfatto

ORECCHIETTE CON CAVOLO ROMANESCO

  • 250 gr di orecchiette fresche
  • 1 cavolo romanesco
  • 50 gr di pinoli
  • 2 spicchi d’aglio
  • 4 filetti di acciughe sotto sale
  • olio evo
  • peperoncino
  • sale qb
  • pepe
  • pecorino romano grattugiato

ESECUZIONE

Tagliate a cimette il cavolo e lavatelo perfettamente

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mettetelo nella pentola dove cuocerete le orecchiette e portate a bollore

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Nel frattempo in una padella dove salterete la pasta, fate soffriggere con l’olio evo, l’aglio, i pinoli ed il peperoncino

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Appena questi ingredienti saranno soffritti, spegnete il fuoco ed aggiungete i filetti di acciughe cercando di frantumarli con un cucchiaio di legno

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Quando l’acqua con il cavolo avrà raggiunto il bollore, buttare le orecchiette e fate cuocere per il tempo suggerito dalla confezione

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Quasi a fine cottura della pasta, iniziate a scolare il cavolo ed a farlo insaporire con il soffritto

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Quindi , a cottura ultimata, passate in padella le orecchiette con i cavoli rimasti ed insaporite bene tutti gli ingredienti

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Servite le orecchiette cosparse di abbondante pecorino grattugiato

Buon Appetito

 

Tempo di conserve

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Sebbene siano solo due, gli ulivi del mio giardino l’anno scorso sono stati davvero molto prodighi di frutti.

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Per questo motivo, approfittando dell’annata, ho conservato in salamoia parecchie caraffe di olive sia verdi che nere che ho usato per la preparazione di vari piatti

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Mi sono rimaste in dispensa ancora 2 caraffe di olive verdi e, per far spazio a quelle che tra poco rifarò, ho pensato di prepararle condite ed utilizzarle per gli aperitivi oppure con taglieri di affettati e formaggi di varia stagionatura

OLIVE VERDI CONDITE AL PIZZICO

  • Olive verdi in salamoia
  • aceto bianco
  • olio evo
  • aglio
  • peperoncino
  • erbe aromatiche secche a piacere
  • la buccia grattugiata di un limone

ESECUZIONE

Scolate le olive dalla salamoia e lavatele sotto l’acqua corrente

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Denocciolatele con l’apposito attrezzo

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Mettetele su di un canovaccio pulito ad asciugare

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Quando si saranno ben asciugate spruzzatele con un po’ di aceto bianco e fatele nuovamente asciugare

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A parte preparate in una ciotolina il condimento: olio evo, aglio tagliato a lamelle, prezzemolo, origano, erba cipollina tutti essiccati, peperoncino, la buccia del limone e qualche goccia di aceto; fate un’emulsione e lasciate un po’ riposare affinché gli aromi si riescano ad amalgamare bene.

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Condite con l’emulsione le olive e, se occorre, aggiungete altro olio; aspettate qualche ora prima di consumare e conservate le olive che resteranno in frigorifero…se resteranno!

Dimenticavo di consigliarvi di utilizzare le olive con il loro olio per condire carni o verdure bollite, sentirete che bontà.

Buon appetito

 

L’arte del riciclo

imagePenso capiti anche alle più organizzate tra le meravigliose donne della new generation di correre in rosticceria a prendere il triste, anzi tristissimo pollo  arrosto per allestire il pranzo dell’ultimo minuto per poi pensare, mentre si mastica a fatica il suddetto volatile di cellulosa pura :” mai, non lo farò mai più!!”

Invece no, ci si casca sempre e più di metà pollo va a finire inesorabilmente nel sacchetto dell’umido!

Ovviamente succede anche a me che sono una vecchia nonna, anche se casalinga dell’ultima ora, che non si adatta ai nuovi gusti plastificati; allora aguzzo l’ingegno e mi invento piatti più o meno probabili.

Oggi sono rimasta sul classico ed ho pensato al banalissimo pollo e patate ma ho aggiunto l’artiglio di nonna Titti ed è  uscito fuori un piatto saporito e grintoso sicuramente da riproporre

PATATE SABBIOSE E POLLO DI RICICLO ALLA DIAVOLA

  • 1/2 pollo arrosto avanzato
  • 4 patate di media grandezza
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 limone succo e buccia grattugiata
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 peperoncino piccante
  • 50 gr di parmigiano
  • pane grattugiato
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Preparate un trito finissimo con le erbe aromatiche,l’aglio ed il peperoncino

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Quindi mischiatelo al parmigiano, al pane grattugiato, sale pepe e  alla buccia del limone anch’essa grattugiata.

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Disossate bene il pollo, privatelo della pelle e tagliatelo a tocchi; Mettetelo in una terrina , unite il vino bianco, il succo del limone, un po’ d’olio evo ed una manciata abbondante del trito di erbe aromatiche; mischiate bene, coprite con la pellicola  e lasciate insaporire in frigo per almeno 1 ora.

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Sbucciate e tagliate a tocchetti le patate e cuocetele nella vaporiera  per 5 minuti

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Trascorso questo tempo sistemate le patate nella teglia unta d’olio , insaporite con il composto di erbe aromatiche e formaggio e cuocete in forno caldo per almeno 20 minuti a 200*

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Trascorsi i 20 minuti, prendete la teglia dal forno e unitevi il pollo con la sua marinata

imagemischiate con cura, e mettete sotto il grill alla massima potenza ancora per 15 minuti

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Potete fare questo piatto anche con carne alla griglia avanzata di qualsiasi tipo, l’ unica cosa è l’impiego del vino bianco che servirà a non far diventare la carne troppo stopposa.

Le patate sabbiose, suggerite dalla mia amica Anna Moroni, sono squisite servite da sole come contorno a piatti di carne o pesce,; per il pesce il trito perfetto è aglio, prezzemolo e buccia di limone, pane grattugiato a volontà…ed il piatto è servito!!!

Buon appetito

Orata invernale

imageQuesta ricetta l’ha proposta Anna Moroni alla Prova del cuoco

E’ un modo piuttosto originale per cucinare il pesce, precisamente l’orata,  pesce nobile,  gradito ai più che con le sue carni delicate si adatta benissimo a ogni preparazione.

L’orata, appunto, viene abbinata alla scarola e cucinata al cartoccio, questo insieme di sapori e profumi forti esalta benissimo la delicatezza dell’ orata

Trovo che questa preparazione si addica benissimo alla stagione fredda, per questo l’ho chiamata:

ORATA INVERNALE

  • 2 piccole orate
  • 2 cespi di scarola
  • 2 acciughe sotto sale pulite
  • 2 foglie di alloro
  • 1 limone: buccia grattugiata e succo
  • capperi dissalati
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio evo
  • sale
  • peperoncino

ESECUZIONE

Lavate accuratamente la scarola e fatela scottare in acqua bollente.

In una padella con un po’ di olio evo fate soffriggere l’aglio, unite la scarola tagliuzzata, i filetti di acciuga, i capperi, la buccia e il succo di limone, il peperoncino e le foglie di alloro image

Lasciate cuocere a fiamma vivace  sino a quando tutto sarà ben insaporito e mettete da parte.

Squamate ed eviscerate molto bene l’orata, quindi lavatela sotto l’acqua corrente.

Con la scarola riempite la pancia del pesce, image mettetelo  nel cartoccio, aggiungete ancora un po’ di scarola , imagechiudete il cartoccio e cuocete in forno caldo  a 200* per circa 30 minuti.image

E’ una preparazione veloce ed un modo diverso per cucinare l’orata, a noi è piaciuta molto anche perché ho optato per un pesce non di allevamento che ha sicuramente un gusto più deciso.

Buon Appetito image

Zuppe d’inverno…e non solo!

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La tradizione contadina toscana non sbaglia un colpo. D’estate il pane “posato”, come si dice in Toscana o raffermo come si dice in tutto il resto d’Italia, è largamente utilizzato per le insalate o le pappe. D’inverno invece si preparano delle meravigliose zuppe con verdure e legumi che riconciliano con il mondo intero.

In questa stagione di mezzo, dove è ancora possibile trovare dei gustosi pomodori costoluti toscani, ingrediente essenziale per la pappa al pomodoro ma già si colgono le prime piantine di cavolo nero con il loro caratteristico sapore, ho pensato di preparare un “prototipo” di pappa al pomodoro al profumo d’inverno. Non aggiungo altro, provate la ricetta è poi parlate voi.

PAPPA AL POMODORO Al PROFUMO D’INVERNO

  • 1 cipolla
  • 2 rametti di rosmarino
  • 1 kg di pomodori costoluti passati
  • 2 mazzetti di cavolo nero
  • 1/2 kg di pane toscano cotto a legna, raffermo
  • 1 L di brodo di verdura
  • 2 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro
  • Olio evo
  • sale, pepe
  • olio aromatizzato con aglio, rosmarino e peperoncino

ESECUZIONE

Tritate finemente la cipolla con gli aghi di 2 rametti di rosmarino

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Fate leggermente appassire il trito in un tegame di coccio per pochi minuti

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Quindi unite il pane tagliato a dadini e fate insaporire anch’esso.

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Pulite le foglie di cavolo nero e privatele della costa centrale, quindi tagliatele molto finemente

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Unitele al pane e insaporite ulteriormente

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Aggiungete il pomodoro passato ed il concentrato, il brodo ed aggiustate di sale e pepe; se occorre, per levare l’acidità del pomodoro, mettete anche un cucchiaino di zucchero.image

Cuocete per circa 20 minuti mischiando con una frusta, permettendo così al pane di sciogliersi perfettamente.

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Servite la pappa quando sarà tiepida aggiungendo un cucchiaio di olio aromatizzato a porzione. Preparerete l’olio aromatizzato scaldandolo con abbondante rosmarino, aglio e peperoncino e lasciandolo in fusione per almeno 2 ore.

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Oltre i confini toscani è molto difficile reperire il cavolo nero, allora si può supplire con spinaci o bietole oppure, meglio ancora, con cime di rapa o friarielli. Con questi ingredienti il piatto risulterà più delicato ma ugualmente gustoso, anche se mancherà della personalità dei veri piatti toscanacci.

Buon Appetitoimage

 

Saint Martin…e il sogno continua!

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Eccoci in una delle più piccole isole della regione caraibica, con una superficie di soli 96 km e la doppia nazionalità.image

Infatti il piccolo territorio è diviso tra olandesi e francesi, non esiste una vera e propria frontiera tra i due territori e gli abitanti vanno molto fieri delle loro identità separate.

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La cucina di Saint Martin e’ quella creola, ricca di spezie con le quali preparano salse piccantissime da abbinare all’eccellenza dell’isola:  pesci, crostacei e molluschi che cucinano alla griglia.

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Il quartiere di Grand Case è considerato il luogo in cui vengono servite le migliori grigliate dell’ isola.

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Mi adeguo ai ritmi dell’ isola e vi propongo:

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GRIGLIATA DI ARAGOSTE CON SALSE CREOLE

SALSA VERDE

  • 5 peperoncini verdi tipo ” vulcano”
  • 1 mazzetto di coriandolo fresco ( o prezzemolo)
  • 2 spicchi d’ aglio
  • 1 cipolla
  • 1 lime ( succo)
  • 1/2 tazza di olio evo
  • sale  pepe

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore e frullare sino ad ottenere una salsina molto fluida.

SALSA ROSSA

  • 120 gr di salsa di pomodoro
  • 50 gr di succo di lime
  • 1/2 cipolla tritata
  • 1 gambo di sedano tritati
  • 1 peperoncino rosso
  • sale pepe nero

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti nel bicchiere del mixer e frullate sino ad ottenere una salsa fluida. Preparate la salsa almeno il mattino per consumarla la sera e conservatela in frigo. Sprigiona al massimo la sua fragranza quando gelata, si accompagna al pesce caldissimo.

SALSA GIALLA

  • 50 gr di burro
  • 1 cucchiaio di farina
  • 1 cipolla bianca
  • 2 bustine di zafferano caraibico
  • 1 cucchiaino di di peperoncino in polvere
  • 200 ml di panna vegetale
  • 1 cucchiaino di prezzemolo tritato
  • 1 bicchierino di rum bianco di Saint Martin

ESECUZIONE

Appassite nel burro la cipolla tritata molto bene e appena sarà trasparente, unite la farina e fatela tostare. Sfumate con il rum, fate evaporare l’alcool quindi unite lo zafferano, la panna ed il peperoncino; aggiustate di sale e pepe e continuate la cottura per alcuni minuti sino a quando la salsa risulterà cremosa.

Questa salsa va servita tiepida. Sebbene abbiano un aspetto gentile ed innocuo, sono salse vulcaniche. Vi consiglio di calibrare il peperoncino a seconda del vostro gusto.

Buon Appetito…dalla vostra MAMY!!!!

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Ricchezza e povertà: fae e fogghie

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Credo che questo sia uno dei piatti più poveri che io conosca: fave e cicoria. L’ho assaggiato per la prima volta in Puglia, infatti si tratta di una delle principali specialità pugliesi, in un caratteristico e rinomato ristorante di Ostuni L’osteria del tempo perso.

Il connubio tra l’amaro della cicoria ed il sapore intenso del purè di fave è assolutamente vincente, servito con il pane di Altamura bruschettato è davvero un ottimo pasto equilibrato. Questa ricetta si perde nel tempo dei tempi. Addirittura c’è chi sostiene che fosse un cibo dell’uomo preistorico preparato mettendo le fave e la cicoria in orce con acqua ed alloro e cotto tenendole per ore vicine al fuoco. Pensate che delizia deve essere per sopravvivere così a lungo. In più è talmente semplice da preparare che se non altro per curiosità, vi conviene provarlo.

FAVE E CICORIA

  • 400 gr di fave secche decorticate
  • 400 gr di cicoria
  • 3 foglie di alloro
  • olio d’oliva
  • sale, pepe
  • 1 spicchio d’aglio
  • peperoncino

ESECUZIONE

Tenete in acqua fredda per almeno 12 ore le fave secche. Trascorso questo tempo, lavatele e mettetele in una pentola capiente coprendole a filo con acqua ed aggiungere 3 foglie di alloro.

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Cuocete a pentola coperta per almeno 1 ora a fuoco molto basso aggiungendo, se necessario, acqua calda.

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Nel frattempo pulire e lavare la cicoria e sbollentate la cicoria per qualche minuto; passatela in padella con aglio, olio e peperoncino e fate ben insaporire, quindi aggiustate di sale se serve.

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Quando le fave avranno terminato la cottura, si sfalderanno facilmente, allora unite 1 cucchiaio d’ olio, un pizzico di sale e pepe e montate il purè con una frusta.

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Servite fave e cicoria accompagnando con pane di Altamura bruschettato.

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Buon Appetito

 

C’è posta per te!

Orecchiette alle cime di rapa

Orecchiette alle cime di rapa

Questo e’ ciò che mi ha detto il corriere porgendomi un voluminoso pacco proveniente da Trani, favolosa località pugliese nella quale abbiamo abitato per 3 anni all’ inizio del 2000.

Il pacco era, ovviamente, accompagnato da un biglietto e,guardando la grafia dell’ indirizzo, ho capito subito chi era la persona a mandarci il regalo.

Si tratta di Rosa, la splendida Rosa che ho conosciuto nel periodo di Trani e che, oltre alla sua amicizia preziosa, in seguito, non mi ha mai fatto mancare le sue premure e i suoi succulenti regali!

Il testo del biglietto dice così :…….. Ed al resto pensaci tu!!!!!!!!

Con incontenibile curiosità ho aperto subito ed ed ho trovato le favolose orecchiette fatte da nonna Cosima e le cime di rapa del loro orto!!!!

Il " dono" di Rosa

Il ” dono” di Rosa

Troppa grazia!!!! Al settimo cielo mi sono messa subito all’ opera ed ho preparato le orecchiette alle cime di rapa con la più tradizionale delle ricette,quella di Rosa!

Vorrei però fare una piccola nota per Rosa: la prossima volta, non dimenticare di aggiungere il cacioricotta, ho dovuto supplire con il pecorino……lo so,per te e’ un sacrilegio, ma e’ tutto ciò che ho potuto fare!!!!!🍅

LE ORECCHIETTE DI ROSA

ovvero: ORECCHIETTE ALLE CIME DI RAPA TRADIZIONALI

  • 400 gr di orecchiette fresche
  • 1 kg di rape di Fasano ( se proprio non le avete,vanno bene quelle del supermercato)
  • 3 acciughe salate
  • 2 spicchi d’ aglio
  • peperoncino
  • olio evo pugliese
  • cacioricotta ( in mancanza va bene la ricotta al forno oppure il pecorino)

ESECUZIONE

Lavare bene le cime di rapa e metterle a cuocere in molta acqua salata.

A parte in una padella far prendere leggermente colore all’ aglio ed al peperoncino.

Soffritto per orecchiette alle cime di rapa

Soffritto per orecchiette alle cime di rapa

A fuoco spento aggiungere la acciughe cercando di spappolarle con una forchetta.

Soffritto con acciuga

Soffritto con acciuga

unire alle cime di rapa in cottura le orecchiette, far cuocere per circa 2-3 minuti e passare il tutto in padella, finendo la cottura .

Inizio di cottura delle orecchiette

Inizio di cottura delle orecchiette

Saranno pronte quando si sarà assorbita tutta l’acqua

 

 

Fine cottura delle orecchiette

Fine cottura delle orecchiette

Cospargere abbondantemente con cacioricotta e servite.

È un eccellente piatto unico, buono e salutare,in più, per i ” sempre a dieta” si può anche condire semplicemente con olio crudo, peperoncino ed uno spicchio d’aglio passato sulla padella a freddo,non e’ proprio la stessa cosa, ma e’ assolutamente dietetico!!!!

Buon Appetito!