La pasta di primavera

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Anche se a dar retta alle temperature di questi giorni parrebbe più estate che primavera, il mese di maggio è proprio il periodo in cui la primavera ci dona i suoi frutti migliori

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I giardini sono splendidamente variopinti da un tripudio di fiori

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e gli orti sono ricchi di prodotti prelibati; tra questi una verdura che si trova davvero per poco tempo sulle nostre tavole, sono le fave, ottime se mangiate crude, quando sono giovani e fresche, insieme a formaggio pecorino o salame, oppure cotte ed utilizzate per preparare gustosi intingoli con pasta di ogni tipo

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Oggi vi voglio suggerire un modo per preparare un condimento veloce e gustosissimo a base proprio di fave

PICI CON FAVE E CIPOLLOTTI FRESCHI

  • 400 gr di pici freschi
  • 200 gr di fave sbucciate
  • 3 cipollotti freschi
  • 2 salsicce toscane
  • maggiorana fresca
  • 50 gr di pecorino grattugiato
  • 250 gr di panna da cucina
  • 2 cucchiai di olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete sul fuoco una casseruola con l’acqua e non appena si formeranno le bollicine in superficie versatevi le fave sgranate e sbollentatele per 3 o 4 minuti

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quindi scolatele e tenetele da parte

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Private della pelle la salsiccia e mettetela in una padella dove potrete saltare i pici

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sgranatela con la forchetta e senza aggiungere condimento, fatela leggermente tostare

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Mondate e tritate finemente i cipollotti ed uniteli alla salsiccia facendo ben rosolare aiutandovi con un po’ d’olio evo

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sfumate con il vino bianco e cuocete sino a completo assorbimento

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A questo punto unite le fave ( se lo ritenete opportuno, dopo averle sbucciate)

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fate insaporire ed aggiungete la panna, salate e pepate

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Fate prendere il bollore e spegnete il fuoco

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Avrete nel frattempo messo l’acqua a scaldare e, raggiunto il bollore, salatela e versatevi i pici freschi

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Controllate la cottura , solitamente quelli freschi fatti in casa, sono pronti dopo pochi minuti da quando salgono in superficie

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A questo punto scolateli e metteteli nella padella

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Condite molto bene e se vedete che la pasta asciuga troppo, aggiungete un po’ di acqua di cottura

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Cospargete di pecorino

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aggiungete delle foglioline di maggiorana fresca , mescolate bene ed impiattate rifinendo con altro formaggio

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servite ben caldo e…

Buon Appetito

La storia vera dei pici

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Sembra che i Pici risalgano ad epoca etrusca poiché testimonianza della loro presenza sulle tavole del tempo è stata rilevata nella celeberrima ” tomba dei leopardi ” a Tarquinia

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In questo monumento funebre vi è un affresco raffigurante un banchetto nel quale vengono servite scodelle contenenti un tipo di pasta lunga e grossa: presumibilmente i pici

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Si pensa che il nome derivi da Marco Gavio Apicio gastronomo di epoca romana ed autore del compendio culinario”De re coquinaria”( l’arte della cucina) imageQuesto ottimo spaghettone, prende nomi differenti a seconda della zona da cui proviene: abbiamo a Montalcino, Pienza e Montepulciano  “i Pinci, i ” bringoli ad Anghiari , nella Val Tiberina troviamo ” gli stringozzi o strangozzi, in Umbria gli umbricelli e le ciriole che in casa nostra apprezziamo molto, poiché mia suocera , ternana, li prepara in modo sublime.

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Insomma, abbiamo capito che si usano tanti nomi per indicare un unico tipo di pasta poverissimo e  semplicissimo  che ha come ingredienti solo acqua e farina ed un cucchiaio d’olio, eccetto che per la domenica quando i contadini potevano contare anche sulle uova fresche e, per onorare la festa, venivano aggiunte all’impasto!

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Il primo condimento che si conosce abbinato ai Pici consisteva in un trito di cipolle stufate in olio , mentre oggi, il connubio perfetto e ‘ con l’aglione ricetta che ho proposto nell’ articolo precedente

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Eccovi ora la dose perfetta per confezionare i Pici alla vecchia maniera

PICI (dosi)

  • 400 gr di farina di grano tenero
  • 200 gr di acqua fredda
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 presa di sale

ESECUZIONE

Setacciate la farina sulla spianatoia, unite il sale , formate la fontana e versate al centro l’acqua e l’olio, impastate sino ad ottenere un composto elastico a fate un po’ riposare

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Dopo circa 10 minuti riprendete l’impasto e Stendetelo con il mattarello tradizionale allo spessore di circa 1  cm

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Quindi tagliatela a strisce con il mattarello scannellato

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Rotolate le strisce ottenute

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Come fanno queste mani sapienti che, purtroppo, non sono le mie data la maestria nell’esecuzione!

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Mettete quindi i Pici così confezionati in attesa sulla spianatoia infarinata

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Per concludere questo lungo post pseudo storico,vi presento un altro  modo tradizionale per condire i Pici, anch’esso poverissimo ma sempre molto gradito

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PICI CON LE BRICIOLE

  • 500 gr di Pici freschi
  • pane toscano raffermo
  • 2 spicchi d’aglio
  • pecorino grattugiato
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Imbiondite in una padella con olio evo gli spicchi d’aglio schiacciandoli senza privarli della buccia

Unite la mollica del pane sbriciolata grossolanamente

Togliete gli spicchi d’aglio dopo poco e lasciate al fuoco le briciole finché assumeranno un colore dorato.

Passate i Pici scolati nella padella aggiungete abbondante pecorino grattugiato ed una generosa spolverata di pepe.

Serviteli subito molto caldi e fluidi, se dovesse servire unite anche un po’ d’acqua di cottura

 

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Buon appetito

 

 

 

Oggi vi porto al ristorante!

 

E che ristorante!
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Stiamo parlando del Ghibellino un caratteristico ristorante nel centro di Siena dove la cucina tradizionale Toscana, già ottima di suo, si sposa perfettamente con innovazioni molto interessanti.

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E’ il caso del piatto che vi proporrò oggi, i pici, piatto della tradizione che, con un condimento fantasioso, diventano divini!

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PICI ALLA CARBONARA DEL GHIBELLINO

  • 300 gr di PICI ( o spaghettoni)
  • 150 gr di petto d’oca affumicato in un’unica fetta
  • 2 zucchine chiare
  • 2 tuorli d’uovo
  • 1 scalogno
  • 3 cucchiai di latte intero o panna
  • sale , pepe
  • 1 bustina dì zafferano
  • parmigiano a piacere

ESECUZIONE

Mettete a scaldare l’acqua della pasta, salatela e aggiungete la bustina di zafferano.

In una padella dove sarà possibile saltare la pasta, fate appassire lo scalogno tritato, quindi unite le zucchine tagliate a pezzetti piccolissimi , salate e pepate. Fate insaporire per qualche minuto.

Aggiungete il petto d’oca tagliato a dadini e lasciate sul fuoco il tempo necessario per far bene amalgamare i sapori: ci vorranno pochissimi minuti.

In una terrina a parte battete i tuorli con il latte, un pizzico di sale ed un po’ di pepe sino ad ottenere una cremina. Appena i pici saranno cotti, passateli in padella e subito mantecateli con il composto di uova.

Servite con una generosa passata di pepe.

A parte offrite il parmigiano grattugiato il suo uso sarà a discrezione dei commensali!

Se vi trovate a passare da Siena,  vi consiglio di provare la cucina del Ghibellino, sono certa che ne rimarrete colpiti. Tanto per capirci, date un’ occhiata al tagliere di salumi di cinta senese e iniziate a sognare!

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Buon Appetito

Il re fungo

Nell’immaginario collettivo, quando si parla di re fungo, ci si riferisce sicuramente al porcino.

Questo meraviglioso frutto autunnale che abbonda in Toscana, e’ sicuramente una gioia per i palati sopraffini .

Durante il nostro tour domenicale, una delle prelibatezze che abbiamo acquistato sono stati dei meravigliosi funghi porcini del Monte Amiata ( questa volta veri nostrani….ricordate i quasi nostrani ? Ndr)

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Li ho cucinati in due modi, usando i gambi per un sugo molto saporito che faceva la mia nonna e con le cappelle un fritto misto a dir poco favoloso!

oggi vi presenterò la ricetta dei Pici ai porcini che, sono certa, conquisteranno gli appassionati ed i buongustai……gli altri, facciano loro!!!!

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PICI AI PORCINI

  • 400 gr di Pici freschi ( o tagliatelle )
  • 2 gambi di porcino
  • 30 gr di porcini secchi ammollati in acqua calda
  • 50 gr di pinoli
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1/2 bicchierino di marsala secco
  • prezzemolo
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

In una padella,mettere a soffriggere con l’olio ,l’aglio ed i pinoli e se lo gradite, anche un po’ di peperoncino.

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Quando i pinoli saranno ben tostati, aggiungete i gambi tagliati a cubetti

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Scolare dall’acqua i funghi secchi, strizzarli e tritarli, farli insaporire e sfumarli con il marsala secco.

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Quando l’alcool sarà evaporato, diluire il concentrato di pomodoro in mezza tazza di acqua calda ed aggiungerlo ai funghi. Salare e pepare e continuate la cottura sino a quando il sugo si sarà ristretto.

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Spolverare abbondantemente con prezzemolo tritato e condire i Pici cotti nel frattempo in abbondante acqua salata.

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E’ un piatto molto sostanzioso soprattutto a causa dei Pici che sono una pasta molto di struttura, diventa assai più digeribile usando le classiche tagliatelle o, più semplicemente, delle penne rigate che prendono bene il sugo.

È consigliabile aggiungere i funghi secchi perché rafforzano il sapore del fungo

Buon appetito!!!

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