Tra calcio e politica scelgo la cucina sgombri sfiziosi

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In questi giorni impregnati di politica urlata e violenta, ho deciso di dissociarmi dall’eccessivo clamore e dedicarmi ad uno dei miei hobby preferiti: la cucina

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A dirla tutta, il mio hobby preferito sono i viaggi, come dimostrano le foto scattate l’anno scorso in Brasile, ma non potendo viaggiare in questo periodo per parecchi motivi, non ultimo la salute, mi accontento della cucina che, come ben sapete per me non è un rimedio…anzi!

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Proprio pensando alla spiaggia di Panema a Rio de Janeiro ed all’incredibile pesce alla griglia mangiato in quel luogo, ho voluto preparare del più sicuro e buon pesce nostrano ed ho scelto lo sgombro, pesce azzurro che è molto apprezzato in famiglia

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SGOMBRI SFIZIOSI

  • 1\2 kg di sgombri puliti
  • 10 pomodorini pachino
  • prezzemolo
  • erba cipollina
  • capperi
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 filetti d’acciuga
  • pinoli
  • sale pepe
  • olio evo
  • vino bianco secco

ESECUZIONE

Pulite e spinate perfettamente gli sgombri

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Tritate finemente il prezzemolo, l’erba cipollina, l’aglio, i capperi, i pinoli, i filetti di acciughe  il sale e il pepe

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Farcite con questo trito gli sgombri e ripiegateli su se stessi; mettete in una padella un po’ d’olio, i pomodorini pachino tagliati a fettine e gli sgombri

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Aggiungete il trito rimasto

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sfumate con il vino bianco e portate a cottura

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Servite con una insalata mista o, se preferite, con patate lesse che condirete con il sugo degli sgombri

Ricettina facile e veloce che sarà gradita sicuramente da chi ama questo semplice pescherei nostri mari.

Buon Appetito

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Specialità regionali: Tagliolini al pesto du Vesuvio

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Durante un recente viaggio in Campania abbiamo avuto modo di gustare ampiamente i favolosi prodotti tipici della zona

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Le fragranti mozzarelle, i sublimi piatti di pesce, u babbà, le sfogliatelle e la superba pizza, sono stati la piacevole colonna sonora delle nostre giornate

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Al ritorno a casa, come è ovvio per tipi come noi, abbiamo portato specialità di ogni tipo, compresi i favolosi pomodorini del Piennolo del Vesuvio.

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Per chi non li conoscesse, i pomodorini del Vesuvio, sono davvero una prelibatezza sopraffina, coltivati esclusivamente nell’area vesuviana, hanno un gusto molto intenso e particolare e si possono conservare appesi in luoghi ventilati ed asciutti , per diversi mesi

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In casa nostra è assai difficile che le cose durino molto, allora, con gli ultimi preziosi pomodorini ( preziosi in tutti i sensi perché oltre ad avere un gusto super hanno anche un prezzo super) ho pensato ad un pesto per condire i tagliolini, ed ecco a voi la ricetta.

TAGLIOLINI CON PESTO DI POMODORINI DEL VESUVIO

  • 250 gr di tagliolini all’uovo
  • 10 pomodorini del Piennolo del Vesuvio
  • 1 mazzetto di basilico
  • 1\2 spicchio d’aglio
  • pinoli
  • mandorle sbucciate
  • 125 gr di ricotta fresca
  • 50 gr di pecorino
  • peperoncino ( facoltativo)
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti per il pesto

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Frullate sino ad ottenere una crema

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Cuocete i tagliolini in abbondante acqua salata

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In una padella scaldate un cucchiaio di olio evo con il pesto

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Amalgamate

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mescolate i tagliolini nella padella

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Aiutandovi con un mestolino di acqua di cottura, mantecate i tagliolini

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aggiungete ancora un po’ di pesto

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ed abbondante pecorino grattugiato

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Se serve aggiungete ancora un po’ di acqua di cottura e servite immediatamente

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Buon Appetito a tutti

La salute vien mangiando:orecchiette a modo mio

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Abbiamo trascorso alcuni anni della nostra vita in Puglia dove la cucina è davvero un’esplosione di bontà

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Per mia immensa fortuna ho ancora, in quella meravigliosa terra, molti amici i quali spesso mi inviano prodotti della loro regione freschissimi e di ottima qualità

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E’ ciò che è capitato venerdì scorso allora ho approfittato di tanta cuccagna ed ho preparato un piatto che per i suoi ingredienti che si possono definire terapeutici, è sicuramente una bomba di salute.

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Sono arrivate le orecchiette preparate con grano duro pugliese confezionate a mano da Beatrice stessa, delle cime di rapa dell’orto di Corato e vero olio pugliese che ogni anno mi arriva da Trani e per concludere un ideale giro d’Italia della salute ho una fantastica robiola di Roccaverano arrivata dalle Langhe.

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A questi ingredienti ho aggiunto dell’ottimo aglio di Vessalico dolce e gentilmente aromatico, che aiuta ad equilibrare la pressione sanguigna, dei pinoli pisani che con i loro preziosi olii essenziali combattono i radicali liberi e rallentano l’invecchiamento, fatto da non sottovalutare e poi le mie adorate noci di Sorrento che non mi faccio mai mancare in quanto ottimi elementi per contrastare il colesterolo

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Dopo tanti preamboli ecco la semplicissima ed economica ricetta delle mie orecchiette !

ORECCHIETTE A MODO MIO

  • 500 gr di orecchiette fresche
  • 500 gr di cime di rapa
  • 2 spicchi d’aglio
  • pinoli
  • 3 noci
  • 2 cucchiai di curcuma
  • 250 gr di robiola di Roccaverano
  • peperoncino (facoltativo)
  • pepe nero
  • olio evo pugliese

ESECUZIONE

Lavate e mondate le cime di rapa separando i gambi dalle foglie e lessateli separatamente; quando i gambi saranno pronti, passateli al passaverdura.

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Mettete in padella l’aglio ed il peperoncino e, appena si sarà scaldato, unite la purea di gambi di cime di rapa ed i pinoli

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fate un po’ asciugare la salsa

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Appena avrà raggiunto la giusta consistenza

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iniziate la cottura delle orecchiette dopo aver messo nell’acqua 2 cucchiai di curcuma e ovviamente il sale necessario

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Aggiungete la robiola alla salsa

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e scioglietela con l’aiuto di un po’ d’acqua di cottura; terminate la cottura delle orecchiette in padella

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Condite molto bene sino a completa cottura

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Servite con gherigli di noce ed una spolverata di pepe nero che unito alla curcuma e’ un toccasana per la salute

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Utilizzate le cime di rapa ripassate in padella con olio aglio e succo di limone ed avrete un pasto più che completo

Buon Appetito

Follie d’autunno: tagliolini ai porcini

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L’autunno è la mia stagione preferita, forse perché sono nata in autunno, forse perché adoro i colori autunnali , forse perché amo i frutti di questa stagione insomma, sia per ciò che vi pare io in autunno mi sento bene !!!!

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Mi piace molto esprimere questo mio benessere esprimendomi in cucina, preparando piatti che, sempre rispettosi della tradizione, mi danno la lieve leggerezza dell’essere

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AHAHAHAHAH, ho usato queste solenni parole per introdurre i mitici TAJARIN AI FUNZI, specialità che mia nonna Quanita preparava ogni qualvolta le capitava di avere dei magnifici funghi porcini come quelli che , facendomi una graditissima sorpresa, mi ha regalato la mia amica Fulvia

TAJARIN AI FUNZI

TAGLIOLINI AI FUNGHI PORCINI

  • 400 gr di tagliolini all’u
  • 5 o 6 gambi di porcini
  • 20 gr di funghi secchi
  • 20 gr di pomodori secchi
  • 10 gr di pinoli
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio d’aglio
  • 10 pomodorini datterini
  • vino bianco
  • olio evo
  • prezzemolo
  • nepitella (origano fresco)
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Preparate i tagliolini nel modo tradizionale :1 uovo per 100 gr di farina di grano duro, un pizzico di sale ed 1 cucchiaio d’olio.

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Pulite i funghi senza lavarli ma raschiandoli bene con un coltellino e pulendoli con uno strofinaccio inumidito

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lasciate le cappelle dei funghi da parte per farle fritte…non ve ne pentirete !

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Fate rinvenire i funghi secchi ed i pomodori secchi in acqua calda almeno per mezz’ora prima di utilizzarli

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In una capiente padella dove potrete saltare la pasta, fate rosolare in 2 cucchiai d’olio evo, lo scalogno e l’aglio tritati con i pinoli.

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Quando iniziano a rosolare , unite i pomodorini tagliati a cubetti

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aggiungete i funghi sempre a cubetti

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e fate insaporire IMG_5055

Tritate i funghi ed i pomodori secchi dopo averli ben strizzati dall’acqua ed aggiungeteli al sugo

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Sfumate con un po’ di vino bianco ( la nonna usava il vero Pigato di Albenga, non poteva essere altrimenti poiché i funghi erano quelli di Balestrino che,  sapevano davvero di funghi !), salate, pepate e fate cuocere per pochi minuti

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In ultimo aggiungete il prezzemolo e l’origano fresco  tritati

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Scolate i tagliolini e passateli in padella

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Condite bene e terminate con altre erbe tritate IMG_5063

Servite caldi e fumanti e buon appetito a tutti, ma, credo, non ce ne sarà bisogno !

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Piccoli cuochi crescono

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Da oggi abbiamo anche noi l’esperta di pesto al mortaio…e con tanto di diploma!

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Nell’ambito di una bellissima manifestazione del presidio slow food svoltasi a Pietra Ligure, è stato  organizzato, a scopo promozionale per la cucina ligure di tradizione, un laboratorio per bambini, per insegnare loro la perfetta ed antica tecnica della preparazione del pesto con il mortaio

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Per prima cosa hanno spiegato bene la successione degli ingredienti : innanzitutto aglio e pinoli da lavorare abbondantemente con il pestello sino ad ottenerne una crema

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Quindi inserire le tenerissime foglioline del basilico di Pra spezzate manualmente, con delicatezza ad una ad una e qualche grano di sale grosso marino; lavorare energicamente con il pestello aiutandosi con un filo d’olio extra vergine d’oliva ligure con un particolare lavoro di polso

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ottenuta la preziosa salsa  che è appunto il pesto, aggiungere ancora una manciata di parmigiano ed una di pecorino più un altro po’ d’olio e mischiare molto bene il tutto.

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Il premio per aver ottenuto la preziosa pozione verde smeraldo profumatissima, è stato quello di poter mangiare la stesso spalmata su una fragrante fetta di pane casalingo cotto   a legna guardando con soddisfazione,  l’invidia negli occhi di genitori e nonni.

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La ricetta di oggi non ha nulla a che fare con il pesto, ma è comunque buona ed adattissima a questa stagione un pochino più fresca…finalmente!

PENNE DI FARINA DI CECI CON POMODORINI E RICOTTA SALATA

  • 300 gr di penne alla farina di ceci
  • 1 cucchiaiata di pinoli
  • 500 gr di pomodorini piccadylli
  • 1 scalogno
  • olio evo
  • maggiorana
  • ricotta salata
  • sale pepe nero

ESECUZIONE

Mettete a bollire l’acqua per la pasta e nel frattempo preparate il sugo

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In una padella dove potrete saltare la pasta, fate soffriggere leggermente  in olio evo, lo scalogno tritato con i pinoli, i pomodorini tagliati a cubetti e le foglioline di maggiorana

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Quando l’acqua bollirà, gettate la pasta e fatela cuocere per il tempo indicato sulla confezione

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Appena il sugo  sarà pronto ( basterà che i pomodori si appassiscano un po’)

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scolate la pasta direttamente nella padella

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date un’abbondante spolverata di pepe nero appena macinato e fate saltare molto bene

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Mettete abbondante ricotta salata grattugiata ed ancora qualche fogliolina di maggiorana

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Condite bene e servite immediatamente

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Buon appetito

 

Il tesoro di zia Marisa

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Quando mio cugino Alessandro mi ha regalato una vecchia scatola contenente le ricette di zia Marisa, non credevo ai miei occhi, mi sentivo come una bambina nel paese dei balocchi !

I manicaretti di zia Marisa da tutti riconosciuti come eccellenti ( non a caso l’hotel Marisa di Albenga ha avuto per molti anni le forchette Michelin) erano tutti a mia disposizione, oltretutto in una scatola di latta anni ’50 che da sola già mi dava gioia

Ho iniziato subito a spulciare tra i foglietti scritti a volte anche in modo frettoloso dove solo lei capiva ma che con un po’ di impegno sono riuscita ad interpretare riproponendo subito le sue delizie.

Tra queste una delle prime che ho provato sono state le “sarde di Pina” ricetta che aveva avuto dallo chef di un noto ristorante di Taormina durante uno dei suoi viaggi di “ricerca”

Sono  buone e molto appetitose, io le ho fatte friggere come suggeriva lo chef, ma anche cotte in forno sono davvero speciali.

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SARDE DI PINA

  • 1\2 kg di sarde freschissime pulite ed eviscerate
  • mollica di 1 panino ammollata nel latte
  • 1 uovo
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • capperi
  • olive piccanti denocciolate
  • 30 gr di pinoli
  • 4 filetti di acciuga
  • 50 gr di ragusano grattugiato
  • la buccia grattugiate di 1 limone non trattato
  • sale pepe
  • pane grattugiato qb
  • olio per friggere

ESECUZIONE

Pulite bene le sarde ed apritele a libro

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Mettete a mollo il pane nel latte e quando sarà pronto, sbriciolatelo e strizzatelo bene; tritate il prezzemolo con i capperi, i pinoli, le olive, la buccia del limone, l’aglio e i filetti di acciughe

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Aggiungete il ragusano (se non lo avete, sostituitelo con il pecorino), battete leggermente l’uovo e mischiate tutti gli ingredienti della farcia

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Aggiustate di sale e pepe e se il composto dovesse risultare troppo morbido, aggiungete un po’ di pane grattugiato. Con il composto farcite le sarde

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coprite con un’altra sarda

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e continuate così sino ad esaurimento degli ingredienti

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Battete un uovo, salate pepate ed aggiungete il succo di 1\2 limone, quindi immergetevi le sarde farcite

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impanate bene avendo cura di far aderire perfettamente il pane alle sarde

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e proseguite con tutti i pesci

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friggete il olio di arachide caldo (meglio con la friggitrice)

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e servite con spicchi di limone

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Ho servito le sarde di Pina con una salsina a base di pomodoro fresco, aglio prezzemolo e capperi , se l’idea piace anche a voi, evitate di presentarle con il limone

Buon Appetito

Cruxetti

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Non è la prima volta che vi parlo di questa tipica pasta ligure che, in epoca rinascimentale, veniva confezionata con il sigillo di famiglia per ricordare ai commensali l’importanza della famiglia sul territorio

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Sono molto semplici da preparare: si fa l’impasto, la sfoglia, quindi si taglia a cerchietti su cui si stampa il disegno dello stampino. Una volta fatta si lasciano asciugare sulla madia.

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A questo punto la tradizione vuole il classico sugo di noci, come vi ho già detto in una novella del blog, oppure nel periodo adatto, con “u tuccu de funzi” ricetta che potete trovare sul mio libro ed in ultimo, ma non ultimo, con il classico pesto genovese

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In questa occasione ho voluto cambiare un po’ le carte in tavola  e, senza stravolgere troppo la tradizione, ho pensato a questo piatto

CROXETTI GRATINATI AL PESTO MISTO

  • 1 confezione di croxetti
  • 1 L di besciamella
  • 50 gr di parmigiano
  • 1 noce di burro

per il pesto

  • 1 mazzetto di basilico
  • 1 cucchiaio abbondante di foglioline di maggiorana fresca
  • 1 spicchio d’aglio
  • 30 gr di pinoli
  • 30 gr di noci
  • 50 gr di parmigiano
  • sale qb
  • olio evo

ESECUZIONE

Per prima cosa preparate il pesto misto mettendo tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullandoli molto bene

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Preparate la besciamella con 1 L di latte intero, 100 gr di farina, 50 gr di burro, un pizzico di sale e di noce moscata; cuocete i croxetti in abbondante acqua salata e scolateli non oltre i 5 minuti dall’inizio della bollitura

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In una capiente terrina, mettete parte della besciamella con metà del pesto ottenuto, metà parmigiano ed il burro

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condite i croxetti con il condimento ottenuto

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aggiungete il restante pesto, la besciamella e condite benissimo la pasta avendo cura di lasciare ben liquido il tutto

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mettete in una pirofila da forno e rifinite con qualche cucchiaio di pesto e besciamella ed un’abbondante spolverata di parmigiano

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fate gratinare in forno con grill per 20 minuti

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servite con gherigli di noce spezzettati grossolanamente e qualche goccia di pesto

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…e come dice la mia amica Spisni, “abbondanza non fa carestia”

Buon Appetito

Mare, sapore di mare

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Quando arrivano le temperature di questi giorni vengo quasi assalita da una voglia matta di mare, sole, spiaggia e vacanza

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naturalmente bisogna ancora aspettare affinchè il sogno diventi realtà, ma un aiuto concreto possiamo trovarlo in cucina, ad esempio,  preparando dei succulenti spaghetti alla chitarra, freschi, con un intingolo terra\mare davvero succulento

SPAGHETTI ALLA CHITARRA TERRA\MARE

  • 2 scalogni
  • 2 zucchine trombette (o 3 zucchine chiare)
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 2 pomodori cuori di bue maturi
  • polpa di astice
  • 100 gr di gamberetti sgusciati
  • 300 gr di code di gamberi
  • maggiorana fresca
  • olio evo
  • 1\2 bicchierino di cognac
  • sale pepe
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

In una padella dove sarà possibile passare la pasta, mettete l’olio con gli scaloni tritati

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le zucchine tagliate finissime con la mandolina

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ed i pinoli e fate leggermente rosolare il tutto e sfumate con il cognac

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Unite anche i pomodori tagliati a cubetti

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e fate restringere un po’ il sugo; unite la polpa di astice, i gamberetti  e le code di gambero

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cuocete per pochissimi minuti e abbondate con foglioline fresche di maggiorana

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Portate ad ebollizione in una pentola abbondante acqua, salatela e fatevi cuocere gli spaghetti alla chitarra scolandoli molto al dente; versate la pasta nel tegame con il sugo

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mescolate molto bene

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e serviteli distribuendoli in piatti individuali mettendo in ogni piatto i gamberi in numero equo! rifinite il piatto aggiungendo ancora maggiorana fresca

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Buon Appetito

Venerdì pesce

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Devo ammetterlo, non sono una grande appassionata, il pesce che mangio deve essere di prima qualità e considerando il prezzo, spesso mi rivolgo ad altre soluzioni.

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Per il pesce azzurro quando è freschissimo però ho una simpatia particolare perché trovo che nelle sue tenere carni si imprigioni perfettamente il gusto del mare

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Unendo la simpatia per il prodotto con l’attenzione dovuta alla salute mia e dei familiari, ho deciso di preparare almeno una volta la settimana proprio il pesce azzurro e questo venerdì è toccato allo sgombro

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La maggior parte delle persone visualizza lo sgombro nella tipica scatoletta di latta, cioè conservato, senza rendersi conto di quel che si acquista in salute ed in sapore se lo si consuma fresco.

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La preparazione di oggi è davvero velocissima il tempo che un familiare si offra volontario per preparare la tavola, voi avrete preparato una pietanza   davvero da leccarsi i baffi

SGOMBRO IN SALSA SFIZIOSA

  • 500 gr di sgombri
  • 4 pomodori oblunghi
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • capperi
  • olive taggiasche denocciolate
  • pinoli
  • peperoncino
  • sale pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Squamate gli sgombri, privateli delle interiora, lavateli bene e apriteli a libro o, se preferite, fateli a filetti, quindi metteteli, dalla parte della pelle,  in padella dove avrete fatto soffriggere lo spicchio d’aglio

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Aparte tritate il prezzemolo, i capperi, le olive, il peperoncino ed i pinoli

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Tagliate i pomodori a rondelle e metteteli sopra gli sgombri, salate e pepate

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Aggiungete anche il trito sfizioso

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Sfumate con poco vino bianco, mettete il coperchio e fate cuocere, per 5 minuti senza mai girare, a fuoco medio, il tempo che il vino evapori

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Servite immediatamente con una bottiglia fredda…anzi…issima di Chardonnay e…

Buon Appetito

Domenica italiana

Se ripenso alle domeniche della mia infanzia , rivedo la mia nonna alle prese con la preparazione dei suoi impareggiabili gnocchi

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Il primo step consisteva nel preparare il pesto che, con il suo inconfondibile profumo, riempiva tutta casa.

Mentre la patate venivano messe a bollire per la preparazione degli gnocchi, la nonna estraeva magicamente dalla madia il vecchio mortaio appartenuto alla sua nonna ed iniziava con la sinfonia del pesto

L’inizio era sempre lo stesso: l’aglio di Mariuccia di Vessalico, veniva pestato insieme ad una piccola “brancà” ( manciatina) di sale grosso, sino ad ottenere una poltiglia, quindi era la volta dei pinoli, anch’essi pestati con la solita maestria, il famoso “giro di polso”, e il risultato, cremoso, doveva rivestire le pareti del mortaio in modo omogeneo.

Era, quindi, la volta del prezioso e tenero basilico aggiunto un po’ alla volta, per il rispetto dovuto a tanta delicatezza !

Gli ultimi ingredienti da aggiungere erano il parmigiano , messo tutto in una volta ,e l’olio di Toirano versato goccia a goccia sino ad ottenere una salsa delicatissima e profumatissima

PESTO GENOVESE ( ricetta del consorzio del pesto genovese)

  • 50 gr di basilico di Pra a foglia piccola
  • 1\2 bicchiere di olio extra vergine di oliva di ponente
  • 6  cucchiai di parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di pecorino fiore sardo
  • 1 spicchio d’aglio di Vessalico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • qualche grano di sale grosso

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Certo un po’ mi vergogno a preparare il pesto con il frullino ad immersione, ma cerco comunque di usare ingredienti di prima qualità e metterci tutta la passione che era propria della mia nonna

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Preparato il pesto e cotte le patate, la vecchia madia diventava magicamente l’asse per la preparazione degli gnocchi e la nonna si affrettava a schiacciare le patate ( lo faceva con il matterello!) che dovevano raffreddare prima della preparazione.

Nel frattempo preparava il “sugo al rosmarino”

SUGO AL ROSMARINO

  • 3 rametti di rosmarino
  • 1\2 cipolla
  • 1 manciata di pinoli
  • olio evo
  • 30 gr di burro
  • 400 gr di salsa di pomodoro
  • sale, pepe ( facoltativo)

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Tritava finemente, ma finemente davvero, con la mezzaluna gli aghi di 3 rametti di rosmarino con 1\2 cipolla bianca ed una manciata di pinoli

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Li metteva a rosolare in un tegame di terracotta con olio e burro

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e, appena il trito iniziava a prendere colore, aggiungeva il pomodoro, aggiustava di sale e faceva ben restringere la salsa

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A questo punto si iniziava con la pasta.

GNOCCHI DI NONNA QUANITA

  • 1 e 1\2 kg di patate vecchie
  • 3 etti di farina 0
  • 100 gr di parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • sale

In aggiunta alle patate ormai raffreddate, metteva sulla spianatoia la farina ( un po’ per volta) il parmigiano, l’olio, l’uovo ed un pizzico di sale

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ed iniziava ad impastare velocemente aggiungendo, se serviva, tutta la farina. Ottenuto un impasto di giusta consistenza, si “armava” di matterello

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e stendeva l’impasto non prima di averlo ben infarinato da ambo le parti

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Con la rotellina tagliava delle striscie che, con velocissimi gesti ,tramutava in rotolini di spessore uniforme

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A questo punto restavo sempre incantata dalla precisione con cui tagliava i piccolissimi gnocchetti .

Mi capitò una volta di domandarle come facesse ad essere così precisa considerando la velocità con la quale lavorava e la sua risposta la porto sempre nel cuore:

“Ninin ( tesoro), ascolta che musica armoniosa esce da queste mosse, se sentirai  una nota  stonata, significherà  che il ritmo si sarà interrotto e non saranno tutti uguali!

Questa regola l’ho tenuta presente in tutte le cose della vita : ciò che bisogna sempre perseguire è l’armonia!

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La parte più bella e buona, in fine, era il momento in cui questi grandi vassoi di gnocchetti, venivano gettati nell’acqua bollente img_3102

e appena risalivano a galla, venivano conditi, direttamente nella pentola, per quanto riguarda il sugo

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fatti ben insaporire con esso

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ricoperti ancora di parmigiano

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serviti, quindi,  ai commensali impazienti

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Mentre quelli al pesto, che come è noto, non deve cuocere, erano serviti  nella zuppiera con l’aggiunta di un po’ di burro

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Ambedue le soluzioni risultavano sempre molto gradite a tutti, perché, alla fine, i piatti erano sempre più che puliti!

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Buon Appetito