AIUTO, IL LIEVITO MADRE !

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Ho sempre desiderato avere il lievito madre e quando finalmente sono riuscita ad averlo, l’ho impiegato in mille modi

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Ogni 2-3 giorni preparo il pane per la famigliola, cercando farine adatte ad ogni specifica preparazione

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La 1 per un pane morbido internamente e croccante all’esterno che si mantiene fragrante vari giorni, la 3 per una pizza croccante come piace a noi e la 5 per i dolci che richiedono lunghe lievitazioni

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LUI, il lievito madre, ha sempre apprezzato molto le mie attenzioni ricompensandomi con una prospera crescita

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L’altro giorno, però, dopo aver impiegato il lievito in tutte le preparazioni sopra elencate, rinfrescato e rimesso in frigo, LUI, sempre LUI, mi ha invaso il frigo straripando letteralmente dal barattolo che lo conteneva.

Sono una sentimentale, si sa, e non riesco a buttare neppure l’eccesso di lievito madre che trovo vivo e palpitante, allora per dimostrargli l’amore che ho per lui l’ho impiegato nella confezione di un pane farcito che devo ammettere dall’essere un ripiego è diventato un’eccellente portata per un buffet tra amici.

Purtroppo non ho foto a testimonianza di questa impresa perché devo ammettere, non ero molto sicura della sua riuscita sbagliandomi clamorosamente

PANE RUSTICO ALLA SCAROLA PICCANTE

  • 500 gr di pasta di pane con lievito madre
  • 3 cucchiai d’olio evo
  • 3 cespi di scarola
  • aglio
  • pinoli
  • olive condite piccanti nere e verdi
  • capperi
  • 1 spicchio d’aglio

ESECUZIONE

Preparate la pasta di pane nel solito modo ed addizionatela con 3 cucchiai di olio d’oliva; fatela riposare affinché continui la lievitazione

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nel frattempo mettete in una casseruola la scarola ben lavata e tagliata a filetti con un giro d’olio e lo spicchio d’aglio.

Appena sarà stufata aggiungete gli altri ingredienti ,avendo cura di dissalare i capperi e denocciolare le olive,ed  aggiustate di sale e pepe

Dividete in due parti la pasta di pane una più grande ed una più piccina

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Mettete la parte più grande in una teglia versandovi sopra la scarola stufata; ricoprite con l’altra parte di pasta, sigillate bene i bordi e cospargete la superficie con un’emulsione di acqua, olio evo in pari misura ,ed un po’ di sale, praticamente come si fa per la focaccia alla genovese.

Infornate e cuocete per 40 minuti a 200 °

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Buon Appetito

 

Orecchiette che passione

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Le orecchiette sono un tipo di pasta che in casa nostra è apprezzato da tutti

Si sa, il top sono le orecchiette alle cime di rapa o, nella stagione calda, alla crudaiola con polpa di pomodoro fresco insaporita dal caldo sole di Puglia

Oggi però, controllando il frigo, mi sono resa conto di non avere gli ingredienti tradizionali delle orecchiette, allora ho abbinato la tradizione di due regioni ed ho preparato le orecchiette con cavolo romanesco ed il risultato, devo dire, ci ha soddisfatto

ORECCHIETTE CON CAVOLO ROMANESCO

  • 250 gr di orecchiette fresche
  • 1 cavolo romanesco
  • 50 gr di pinoli
  • 2 spicchi d’aglio
  • 4 filetti di acciughe sotto sale
  • olio evo
  • peperoncino
  • sale qb
  • pepe
  • pecorino romano grattugiato

ESECUZIONE

Tagliate a cimette il cavolo e lavatelo perfettamente

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mettetelo nella pentola dove cuocerete le orecchiette e portate a bollore

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Nel frattempo in una padella dove salterete la pasta, fate soffriggere con l’olio evo, l’aglio, i pinoli ed il peperoncino

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Appena questi ingredienti saranno soffritti, spegnete il fuoco ed aggiungete i filetti di acciughe cercando di frantumarli con un cucchiaio di legno

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Quando l’acqua con il cavolo avrà raggiunto il bollore, buttare le orecchiette e fate cuocere per il tempo suggerito dalla confezione

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Quasi a fine cottura della pasta, iniziate a scolare il cavolo ed a farlo insaporire con il soffritto

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Quindi , a cottura ultimata, passate in padella le orecchiette con i cavoli rimasti ed insaporite bene tutti gli ingredienti

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Servite le orecchiette cosparse di abbondante pecorino grattugiato

Buon Appetito

 

Pesto non è solo Liguria

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Essendo nata in Liguria, per me il pesto è stato uno solo per molti anni, chiaramente mi riferisco a quello esclusivamente di basilico, con il vero basilico genovese e gli altri ben noti ingredienti

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Crescendo ho scoperto che la cucina italiana è ricca di ” pesto tipico ” non tutti a base di basilico come il nostro, ma ugualmente buoni e saporiti

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Oggi ho voluto provare il moderno ” pesto alla rucola “che non so se abbia una precisa collocazione geografica, però so che  sicuramente è molto gradevole al palato

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L’ho  pensato abbinato non alla sempre gradita pasta, ma ad un risotto veloce allo stracchino e, devo dire, l’esperimento è riuscito!

RISOTTO ALLO STRACCHINO CON PESTO DI RUCOLA

  • 400 gr di riso carnaroli
  • 1 scalogno
  • 40 gr di burro
  • vino bianco secco qb
  • 1 L di brodo vegetale
  • 100 gr di stracchino
  • 2 cucchiai di latte
  • parmigiano a scaglie
  • pinoli

Per il pesto alla rucola

  • 1 mazzetto di rucola di campo
  • qualche foglia di basilico
  • 50 gr di pinoli
  • 50 gr di mandorle
  • 50 gr di parmigiano
  • 30 gr di pecorino romano
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • sale
  • olio evo delicato
  • peperoncino ( facoltativo)

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti per il pesto, dopo averli lavati, mondati ed asciugati, nel bicchiere del frullino ad immersione e lavorate sino ad ottenere la consistenza classica del pesto

imageIn una casseruola fate sciogliere il burro e mettete lo scalogno tritato a imbiondire leggermente; unite quindi il riso e fatelo tostare sempre mescolando

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Sfumate con il vino bianco e, appena l’alcool sarà evaporato, unite il brodo vegetale bollente in una sola volta e, senza mai toccare il risotto, portate a cottura per 15 minuti.

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Nel frattempo sciogliete lo stracchino con il latte e, trascorsi i 15 minuti unitelo al riso

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Lasciate sul fuoco sempre rimestando ancora per 3-4 minuti sino a che avrà raggiunto la classica consistenza ” ad onda”

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Mettete nel piatto una cucchiaiata di pesto di rucola allargandolo su tutta la superficie

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Aggiungete il riso ed ancora pesto, mettendone un’ altra cucchiaiata al centro

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Unite le scaglie di parmigiano e terminate il piatto con pinoli tostati

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Buon appetito

Pazza estate

imageGià da tempo ho deciso di fare solo  3 post la settimana perché, contrariamente a quello che avevo programmato all’inizio, il tempo a disposizione per fare le cose che mi piacciono è sempre meno e, se voglio mantenerle, devo necessariamente dimezzarle.

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Avevo anche deciso di lasciare la domenica esclusivamente all’altra mia passione: la  lettura, magari comodamente sdraiata all’ombra degli ulivi in giardino!

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Nulla da fare!!!! Anche questa è saltata!

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E allora, eccomi qua a postare il terzo post settimanale, di domenica, si sdraiata, ma sul divano …..fuori diluvia!

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Tempo bislacco di questa pazza estate !

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TROFFIE AL SUGO DI NOCI

 

  • 500 gr di troffie fresche
  • rucola
  • 6 noci
  • scagliette di parmigiano

sugo di noci

  • 250 gr di noci sgusciate
  • 40 gr di pinoli
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • 50 gr di parmigiano
  • 50 gr di mollica di pane raffermo
  • maggiorana abbondante
  • 250 ml di crema di latte
  • 2 cucchiai di olio evo

ESECUZIONE

Mettete al fuoco l’acqua per le troffie che troverete fresche in tutti i supermercati

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Nel frattempo preparate il sugo di noci:

levate la pellicina ai gherigli di noce facendoli bollire per pochi minuti. Scolateli, fateli freddare e spellateli.

Mettete la mollica a mollo nella crema di latte e, quando sarà ammorbidita, strizzatelo mettendo da parte il latte usato.

Posizionate tutti gli ingredienti per il sugo di noci nel bicchiere del frullatore e, con l’aiuto di parte del latte avanzato e dell’ olio evo, frullate sino ad ottenere una crema.

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Quando sarà pronto, mettete il sugo nella terrina dentro la quale condirete le troffie  quando saranno cotte .

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Terminate il piatto con rucola fresca ben lavata, scaglie di parmigiano e gherigli di noce interi

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Se servirà aggiungete qualche cucchiaio di acqua della pasta per mantenere le troffie cremose

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Buon Appetito

Rituali antichi

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Impastare acqua e farina è forse una delle più antiche azioni compiute dall’uomo

Tutti noi conosciamo l’arte di impastare o, almeno apprezziamo molto chi lo fa per noi

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La pasta in casa, la così detta pasta fresca, come la intendiamo oggi, è principalmente la pasta al l’uovo, quella confezionata con un uovo per 100 gr di farina di grano duro ( io uso la  senatore Cappelli) per questo estremamente nutriente e buona da considerarsi ormai piatto unico.

Per decenni è stata il pranzo delle domeniche delle famiglie italiane, condita con il classico ragù o sugo di carne la cui ricetta veniva gelosamente trasmessa da madre in figlia

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Io, lo sapete, sono una inguaribile romantica, e anche un semplice piatto di pasta in casa mi riempie di gioia…….e di appetito !!!!

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Il problema è che con le temperature estive, i ragù sono poco indicati allora, per onorare la domenica della classica famiglia vintage, ho pensato di…….usare un condimento leggero, magari mettendolo direttamente nell’ impasto!

TAGLIOLINI AL PESTO CON POMODORO FRESCO

per la pasta

  • 200 gr di farina di grano duro senatore Cappelli
  • 2 uova di media grandezza
  • 2 cucchiai abbondanti di pesto genovese
  • sale

Per il condimento

  • 500 gr di pomodorini freschi
  • 1 scalogno
  • 50 gr di pinoli
  • basilico
  • olio evo
  • peperoncino ( facoltativo)
  • ricotta secca al forno
  • sale

ESECUZIONE

Per prima cosa prepariamo la pasta:

Metete sulla spianatoia la farina a cratere e nel centro aggiungete le uova, il pesto e un pizzico di sale

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Impastate bene e lasciate riposare per 15 minuti

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Trascorso tale tempo, lavorate con la macchinetta o, se siete super brave, tirate la pasta con il matterello

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Quindi tagliatela nel formato che preferite, io ho preparato i tagliolini

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Il condimento lo preparerete nel tempo in cui impiegherà l’acqua a bollire:

mettete in una padella un po’ d’olio evo, lo scalogno tritato, il peperoncino ed i pinoli

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Appena il tutto inizierà a soffriggere unite i pomodorini freschi tagliati a rondelle

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Appena l’acqua bolle, gettate i tagliolini e spegnete sotto al condimento

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Aspettando la cottura, aggiungete abbondante basilico fresco al sugo

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E, quando dopo pochi minuti la pasta sarà pronta, mettetela in padella e saltatela con il sugo

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Servite dopo aver cosparso con abbondante ricotta grattugiata

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Buon Appetito!

Ancoi cuniggiu da Giggia!


imageOggi coniglio della Gigia!

Questa è la traduzione della frase che in famiglia è diventata storica, che diceva mia nonna Quanita quando la sua amica Luigia detta Gigia ( o Giggia alla ligure) veniva in visita e ci portava uno dei suoi succulenti conigli.image

Il rituale era sempre il solito; per prima cosa si decideva quale delle due ricette classiche della famiglia, bisognava prediligere e poi la nonna prendeva subito il quadernino con la copertina nera e la costa dei fogli rossa appartenuto alla sua mamma ( “non è che non mi ricordo come si fa, ma leggendo la sua scrittura, mi pare che la ricetta me la dica con la sua voce” diceva sempre non senza un pizzico di malinconia!) e poi si controllava per quale delle due opzioni ci fossero più ingredienti in casa in quel momento.

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È proprio il criterio che ho seguito io quando sono finalmente riuscita a trovare un coniglio che fino a pochi giorni prima viveva libero e felice nell’ immensa conigliera dell’aia.

Ho optato per la ricetta numero due, perché essendo stata da poco ad Albenga ho potuto usare un ottimo, ma soprattutto vero, Pigato di Cisano d’Albenga prodotto da mia cugina e poi perché cotto nel vino bianco mi pare più adatto per la stagione calda.

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La prima cosa da fare, per me, è stata quella di tirare fuori “la pentola da coniglio” tipica casseruola ligure adatta alla cottura del coniglio perché senza di lei non riuscirei mai ad assaporare il gusto del ricordo ……che mi piace tanto!!!!!!!!!

CONIGLIO ALLA LIGURE RICETTA 2

  • 1 coniglio nostrano tagliato a pezzi compreso il fegato
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • prezzemolo
  • salvia
  • timo
  • maggiorana
  • rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 L di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • 1 bicchierino di cognac
  • Pinoli italiani
  • sale e pepe
  • olio evo ligure

ESECUZIONE

La sera precedente alla cottura del coniglio, mettetelo a marinare con tutti gli odori e le erbe aromatiche, bagnate con il Pigato, metà del cognac  e 2 cucchiai d’olio e , dopo aver coperto con pellicola da cucina lasciate in frigo per una notte.

Il giorno seguente mettete nella casseruola un po’ d’olio , qualche rametto di rosmarino e  fate rosolare molto bene i pezzi di coniglio dopo averli salati e pepati, da tutti i lati

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Appena saranno ben rosolati bagnateli con il restante cognac e fate evaporare, quindi unite i pinoli e fate tostare

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Tritate finemente con la mezzaluna le verdure e le erbe della marinata e mettetele in pentola

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Fate insaporire tutto insieme per qualche minuto facendo attenzione che non attacchi nulla

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Appena sarà  tutto ben rosolato, unire il vino della marinata e, se serve un po’ di acqua calda, sino a coprire a filo i pezzi di coniglio

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Coprite la pentola

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Servite il coniglio con un soffice purè oppure con patatine novelle come faceva la nonna

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Buon Appetito

Giochi di bimbe

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Tra un piatto ed un altro e le molteplici altre attività nelle quale amo dilettarmi, mi piace moltissimo riportare a nuova vita oggetti vecchi e malandati che la sorte vorrebbe tra i rifiuti.

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Così, un po’ per gioco un po’ per riciclo, ho trasformato questo vecchio cesto per le patate in un” cesto primavera” come lo ha battezzato Agata.

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Mentre ero intenta ad assemblare nel modo più armonico possibile vecchi avanzi e rimasugli vari, mi è tornata alla mente la mia nonna e l’orgoglio con il quale mi diceva che ” le cose migliori sono quelle che ti crei da sola!”

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Potete facilmente immaginare dove sono andata subito a parare con la mente: la cucina, Il pranzo da preparare ma soprattutto Agata incollata alla televisione, cosa che aborro con tutta me stessa!

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Da lì ad inventare un gioco per poter coinvolgere la mia bimba adorata affinché da adulta anche lei potesse avere dolci ricordi con la nonna, il passo è stato brevissimo!

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Pero’, c’è un serio però, dovevo riuscire a vincere la competizione con i cartoni e, per poter pensare ad una vittoria, dovevo escogitare una proposta davvero interessante agli occhi di Agata.

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Così ho pensato di farle preparare la pasta dandole  solo un piccolo aiutino!

L’idea ha avuto successo: Cartoni abbandonati e pranzo assicurato!

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Quasi alla fine dell’operazione sono intervenuta per cercare di sveltire i tempi ……ma Agata con la massima serietà mi ha detto:” nonna, lo sai che sei proprio broccionaaaa ( traduzione per i non toscani: confusionaria n.d.r.) le cose fatte bene vanno fatte con calma!” Ed io ho taciuto!

Ma chi è la nonna e chi la nipote ? O sono solo giochi di bimbe?

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FARFALLONE AL RAGÙ VELOCE DI CONIGLIO

  • 400 gr di farfalle fresche
  • 300 gr di polpa di coniglio tagliata finemente al coltello
  • 1 cipollina bianca
  • abbondante maggiorana
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 5-6 pomodori secchi
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • olio evo
  • sale, pepe

per l’olio aromatico

  • Olio evo
  • pinoli
  • maggiorana

ESECUZIONE

Tritate finemente la cipolla e mettetela in una padella dove potrete saltare le farfalle, con foglioline di maggiorana ed olio evo

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Mettete i pomodori secchi in una tazza con acqua calda e lasciateli per circa 30 minuti

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Aggiungete al soffitto di cipolla la carne di coniglio

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Fate ben rosolare

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quindi unite il vino bianco e fatelo evaporare molto bene

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Quando la carne sarà ben ritirata aggiungete la salsa di pomodoro aggiustare di sale, se volete unite un po’ di pepe e fate cuocere per circa 10 minuti

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Cuocete le farfalle e nel frattempo preparate l’olio aromatico: scaldate in un pentolino l’olio evo ( circa 1 cucchiaio a commensale) ed appena inizierà ad essere brioso, unite i pinoli e le foglioline di maggiorana.

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Lasciate sul fuoco per non più di 1 o 2 minuti quindi mettete da parte

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Scolate le farfalle nella padella con il sugo, mantecate per qualche istante quindi impiattate terminando il piatto con 1 cucchiaio di olio aromatico

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Agata ha preparato le farfalline fresche , ma questo intingolo è ottimo e assolutamente indicato per qualsiasi tipo di pasta corta anche secca!

Buon Appetito

 

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…..ho aggiunto un fiocco di velluto, ci tenevo a farvelo vedere!

ciao

 

Forza RUMMO!!!

imageCon imperdonabile ritardo, aderisco alla lodevole iniziativa di Bea del blog “In viaggio con Bea” per sostenere il pastificio RUMMO di Benevento, completamente distrutto dalla recente alluvione.

La proposta era quella di parlare di questa ottima pasta suggerendo una ricetta pensata per l’occasione

Ho cercato di pensare a qualcosa  che potesse unire la Toscana alla Campania in un abbraccio ideale che lasciasse  il segno……allora che ci poteva essere di meglio che il cavolo nero e i fagioli per dare ” appoggio” all’ottima pasta RUMMO ?image

FARFALLE RUMMO CON FAGIOLI CANNELLINI AL PESTO DI CAVOLO NERO.image

  • 300 gr di farfalle RUMMO
  • 1 mazzetto di cavolo nero
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 gr di parmigiano grattugiato ( o pecorino)
  • 50 gr di mandorle sgusciate e spellate
  • 50 gr di pinoli
  • olio evo qb
  • sale
  • 400 gr di fagioli cannellini lessati
  • salvia
  • olio evo

ESECUZIONE

Per prima cosa prepariamo il pesto:

pulite levando la costa centrale il cavolo nero, tagliatelo a listarelle e fatelo un po’ stufare il padella.image

Appena sarà pronto, strizzatelo ulteriormente e mettetelo nel bicchiere del frullatore ad immersione insieme a tutti gli altri ingredienti: il formaggio, i pinoli, le mandorle, l’aglio sbucciato, e aggiungete l’olio necessario per ottenere un pesto fluido.image

Mettete sul fuoco l’acqua per la pasta , salatela leggermente e, quando bollirà, buttate la pasta facendola cuocere per i 13 minuti suggeriti sulla confezione.image

In padella scaldate i fagioli con una ciocca di salvia spezzettata, un filo d’olio ed un po’ d’acqua dei fagioli.image

Appena la pasta sarà cotta, passatela in padella con i fagioliimage e condite con abbondante pesto di cavolo neroimage, servite subito e…….Buon Appetito con l’ottima pasta RUMMO!

U stucchefissu

imageNelle giornate uggiose e piovose come oggi, mi ritornano in mente i pomeriggi invernali con i miei nonni. Quando nonna Quanita aveva voglia di gratificazione a dispetto dell’inclemenza del tempo preparava il suo famoso “stucchefissu” o buridda alla ligure in modo assolutamente egregio. Sebbene da bambina non amassi molto lo stoccafisso, divoravo le patate che lo accompagnavano perché erano davvero gustosissime. Eh si, ci risiamo, i sapori dell’infanzia sono i sapori della felicità!

BURIDDA O STUCCHEFISSU IN TUCHETTU

  • 800 gr di stoccafisso già ammollato
  • 1 kg di patate
  • 1 cipolla
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 4 filetti di acciuga dissalati
  • 10 gr di funghi secchi
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 1 l di brodo vegetale
  • 1 cucchiaio di farina 00
  • olive taggiasche qb
  • olio evo
  • sale

ESECUZIONE

Mettete i funghi ad ammollare con acqua calda per circa 30 minuti.

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Fate rosolare in casseruola la cipolla tritata con i pinoli e 3 cucchiai di olio evo.

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Unire i funghi dopo averli strizzati bene dall’acqua e tritati.

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Appena la cipolla sarà un po’ stufata, aggiungere le acciughe e fatele sciogliere a fuoco molto basso. A questo punto unite le patate tagliate a cubotti e fate insaporire.

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A parte infarinate lo stoccafisso.

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Tagliato a tocchi e friggetelo in abbondante olio d’oliva.

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Unite lo stoccafisso alle patate e coprite con il brodo nel quale avrete sciolto il concentrato di pomodoro, coprite la pentola e fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco basso, dall’inizio del bollore.

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A questo punto aggiungete le olive e portate a cottura avendo cura che rimanga un’abbondante ” bagna” o sughetto.

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Servite ben caldo.

Si può alleggerire il piatto evitando di friggere lo stoccafisso e mettendolo direttamente ad insaporire nel soffritto di base. E’ sicuramente un piatto unico molto importante ma vi garantisco che fa la “tavola” felice.

Questa ricetta la nonna l’aveva tratta dal famoso libro ” La cuciniera genovese” con sottotitolo  “La vera maniera di cucinare alla genovese” che lei aveva ereditato dalla sua mamma ed io, con grande fortuna, ho ritrovato in soffitta nel classico baule polveroso e che naturalmente conservo come il più prezioso dei tesori!image

Buon Appetito

Funghi si, funghi no

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Non faccio parte della nutrita schiera degli appassionati di funghi comunque non manco mai in questo periodo autunnale,  di proporli nei miei menù, in primo luogo perché a mio marito piacciono molto e poi spesso capita che amici gentili e generosi ci regalino dei “campioni del mondo” che ovviamente non posso esimermi dal cucinare. E’ ciò che è avvenuto oggi: abbiamo ricevuto, come graditissimo omaggio da un amico, dei veri colossi di  funghi appena colti:  sodi ed enormi che ho cucinato in varie maniere.

Certamente i veri intenditori avrebbero cucinato la cappella del fungo semplicemente in gratella per assaporarne al massimo il gusto, io invece, che come vi ho detto non sono una grande appassionata di questo nobile frutto autunnale, l’ho in parte fritto ed in parte trifolato. Nel preparare questi piatti ho fatto vari peccati veniali, ma il risultato è stato comunque molto gradito dai commensali.

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Per la frittura ho utilizzato una leggera pastella con acqua gassata e gelata con farina, insaporita da un pizzico di sale ed un po’ di pepe.

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Ho servito la frittura su di un letto di rucola aromatizzata solo con qualche goccia di balsamico per sgrassare tutto al meglio.

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I restanti funghi li ho cucinati come faceva la mia nonna: al funghetto. Per lei era il classico sugo di funghi per condire le farfalle che faceva spesso in casa con la farina di castagne, io invece questa sera ho proposto il funghetto su crostoni di pane leggermente abbrustolito.

CROSTONE CON PORCINI AL FUNGHETTO

  • 700 gr di funghi porcini
  • 8 pomodori maturi e sodi
  • 6 cucchiai di olio evo
  • 2 spicchi d’ aglio
  • 50 gr di pinoli
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • origano
  • sale pepe

ESECUZIONE

Sbucciate i pomodori, privateli dei semi e tagliateli a dadini. Pulite delicatamente i funghi eliminando le parti terrose e passateli con un panno umido; asciugateli con carta da cucina e tagliateli a tocchi. Sbucciate e schiacciate l’aglio; lavate, asciugate e tritate il prezzemolo. Mettete in un tegame, possibilmente di coccio, l’olio, l’aglio ed un po’ di origano e lasciate soffriggere per pochi minuti.

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Unite i pomodori, i funghi ed insaporite con sale e pepe, spruzzate con un cucchiaio di vino bianco.

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Continuate la cottura per 5 minuti aggiungendo la fine prezzemolo tritato.

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Servite su crostoni abbrustoliti e conditi con olio evo.

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Se si vuole intensificare il gusto dei porcini freschi si può aggiungere al soffritto una manciata di funghi secchi fatti ammollare in precedenza in acqua calda e tritati finemente. Volendo rendere più corposo il piatto, si aggiungono 50 gr di prosciutto crudo tritato a fuoco spento. Anche un pizzico di peperoncino naturalmente per chi lo gradisce, non stona affatto. Con il prosciutto i crostoni potranno essere un secondo piatto per una cena autunnale tra amici.

Buon Appetito!image