Gli umidi, generalmante,sono i piatti che più appetiscono;

quindi è bene darsi per essi una cura speciale; onde riescano delicati, di buon gusto e di facile digestione .Sono in mala voce di esser nocivi alla salute ma io non ci credo.

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Così si esprimeva Pellegrino Artusi nel “la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” nella quattordicesima edizione datata 1910 a proposito del piatto invernale per eccellenza, lo stracotto-

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In queste ultime (speriamo!)giornate di freddo e pioggia un confortevole piatto come lo stracotto, è ciò che ci vuole.

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Oltretutto, contrariamente a ciò che si pensa, non impegna tanto nella preparazione poichè soltanto la cottura è davvero lunga, ma quella, si sa, la fa in solitaria!

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STRACOTTO ALLA FIORENTINA

  • 1 kg di polpa di manzo adatta alle lunghe cotture
  • 4 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 1 cipolla
  • 50 gr di rigatino teso
  • olio evo
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • 500 gr di pomodoro pelati
  • sale, pepe-

ESECUZIONE

Aprite a libro la carne , salate e pepate e mettete 2 carote lavate e ben pulite

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Avvolgete il pezzo di carne con il rigatino a fette e legate bene con il refe da cucina

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In una cassaruola adatta alle lunghe cotture, mettetev l’olio evo il pezzo di carne e le rimanenti verdure tagliate a tocchi

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Iniziate la cottura a fuoco vivo e fate ben colorire

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Quindi bagnate con il vino e fatelo evaporare completamente

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Appena non ci sarà più parte liquida ma solo grassa

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aggiungete i pomodori pelati,

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Fate cuocere piano piano,per tre ore ed anche più se vi sarà possibile, aggiungendo, se occorre un po’ d’acqua calda;

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A cottura ultimata, passate il sugo con il passaverdura

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levate la carne dalla pentola

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e tagliatela appena si sarà raffreddata per evitare che si sfaldi

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Prima di servirla fate scaldare solo il sugo

img_3170Aggiustate di sale e pepe

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e servite con polenta o purè.

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Lo stracotto con la polenta  abbinato ad un’insalata di cavolo rosso crudo è un piatto più che unico e di grande allegria!

Buon Appetito

Domenica italiana

Se ripenso alle domeniche della mia infanzia , rivedo la mia nonna alle prese con la preparazione dei suoi impareggiabili gnocchi

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Il primo step consisteva nel preparare il pesto che, con il suo inconfondibile profumo, riempiva tutta casa.

Mentre la patate venivano messe a bollire per la preparazione degli gnocchi, la nonna estraeva magicamente dalla madia il vecchio mortaio appartenuto alla sua nonna ed iniziava con la sinfonia del pesto

L’inizio era sempre lo stesso: l’aglio di Mariuccia di Vessalico, veniva pestato insieme ad una piccola “brancà” ( manciatina) di sale grosso, sino ad ottenere una poltiglia, quindi era la volta dei pinoli, anch’essi pestati con la solita maestria, il famoso “giro di polso”, e il risultato, cremoso, doveva rivestire le pareti del mortaio in modo omogeneo.

Era, quindi, la volta del prezioso e tenero basilico aggiunto un po’ alla volta, per il rispetto dovuto a tanta delicatezza !

Gli ultimi ingredienti da aggiungere erano il parmigiano , messo tutto in una volta ,e l’olio di Toirano versato goccia a goccia sino ad ottenere una salsa delicatissima e profumatissima

PESTO GENOVESE ( ricetta del consorzio del pesto genovese)

  • 50 gr di basilico di Pra a foglia piccola
  • 1\2 bicchiere di olio extra vergine di oliva di ponente
  • 6  cucchiai di parmigiano reggiano
  • 2 cucchiai di pecorino fiore sardo
  • 1 spicchio d’aglio di Vessalico
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • qualche grano di sale grosso

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Certo un po’ mi vergogno a preparare il pesto con il frullino ad immersione, ma cerco comunque di usare ingredienti di prima qualità e metterci tutta la passione che era propria della mia nonna

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Preparato il pesto e cotte le patate, la vecchia madia diventava magicamente l’asse per la preparazione degli gnocchi e la nonna si affrettava a schiacciare le patate ( lo faceva con il matterello!) che dovevano raffreddare prima della preparazione.

Nel frattempo preparava il “sugo al rosmarino”

SUGO AL ROSMARINO

  • 3 rametti di rosmarino
  • 1\2 cipolla
  • 1 manciata di pinoli
  • olio evo
  • 30 gr di burro
  • 400 gr di salsa di pomodoro
  • sale, pepe ( facoltativo)

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Tritava finemente, ma finemente davvero, con la mezzaluna gli aghi di 3 rametti di rosmarino con 1\2 cipolla bianca ed una manciata di pinoli

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Li metteva a rosolare in un tegame di terracotta con olio e burro

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e, appena il trito iniziava a prendere colore, aggiungeva il pomodoro, aggiustava di sale e faceva ben restringere la salsa

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A questo punto si iniziava con la pasta.

GNOCCHI DI NONNA QUANITA

  • 1 e 1\2 kg di patate vecchie
  • 3 etti di farina 0
  • 100 gr di parmigiano reggiano
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • sale

In aggiunta alle patate ormai raffreddate, metteva sulla spianatoia la farina ( un po’ per volta) il parmigiano, l’olio, l’uovo ed un pizzico di sale

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ed iniziava ad impastare velocemente aggiungendo, se serviva, tutta la farina. Ottenuto un impasto di giusta consistenza, si “armava” di matterello

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e stendeva l’impasto non prima di averlo ben infarinato da ambo le parti

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Con la rotellina tagliava delle striscie che, con velocissimi gesti ,tramutava in rotolini di spessore uniforme

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A questo punto restavo sempre incantata dalla precisione con cui tagliava i piccolissimi gnocchetti .

Mi capitò una volta di domandarle come facesse ad essere così precisa considerando la velocità con la quale lavorava e la sua risposta la porto sempre nel cuore:

“Ninin ( tesoro), ascolta che musica armoniosa esce da queste mosse, se sentirai  una nota  stonata, significherà  che il ritmo si sarà interrotto e non saranno tutti uguali!

Questa regola l’ho tenuta presente in tutte le cose della vita : ciò che bisogna sempre perseguire è l’armonia!

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La parte più bella e buona, in fine, era il momento in cui questi grandi vassoi di gnocchetti, venivano gettati nell’acqua bollente img_3102

e appena risalivano a galla, venivano conditi, direttamente nella pentola, per quanto riguarda il sugo

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fatti ben insaporire con esso

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ricoperti ancora di parmigiano

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serviti, quindi,  ai commensali impazienti

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Mentre quelli al pesto, che come è noto, non deve cuocere, erano serviti  nella zuppiera con l’aggiunta di un po’ di burro

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Ambedue le soluzioni risultavano sempre molto gradite a tutti, perché, alla fine, i piatti erano sempre più che puliti!

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Buon Appetito

 

Minestra conforto

img_0937E’ arrivato, lo aspettavamo con ansia e lui implacabile, ci ha accontentato, messer gelo è qui!!

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La campagna attorno a casa prende forme imponenti e sinistre

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Tutto spoglio, sembra un villaggio incantato quando la mattina la brina gelata lo rende argenteo ed io , infreddolita alla sola vista di tale freddo anche se riparata dai doppi vetri, corro alla ricerca dei libricini della nonna per ristorare tutta la famiglia con le famose ”  minestre conforto ” della mia nonna Quanita

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Per oggi, dopo aver controllato il frigo, ho preparato la minestra con porri e piselli come la faceva la nonna ma, come al solito, aggiungendo le mie varianti.

MINESTRA DI PORRI E PISELLI …e un po’ di più

  • 1 cipolla bianca
  • 1 rametto di rosmarino ed uno di salvia
  • 1 pomodoro maturo
  • 1 patata
  • 2 porri ( la parte verde)
  • 1 piccola verza
  • 500 gr di piselli surgelati
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Tagliate la cipolla dopo averla sbucciata e mettetela a rosolare nella pentola dove farete la minestra con olio evo e le erbe aromatiche

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Appena si saranno insaporiti, unite il pomodoro tagliato a cubetti  e formate un sughetto

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Tsbucciate la patata ed aggiungetela alla minestra

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Mentre la verdura si insaporisce nella pentola, lavate alla perfezione e tagliate sottilissima la parte verde dei porri ( la parte bianca meno fibrosa , la userete per un’altra preparazione, io farò una quiche per domani)

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Lavate  anche la verza e tagliatela sottilmente

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Mettete in pentola i porri
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La verza

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Togliete il rosmarino, lasciate la salvia, fate ancora insaporire tutto insieme

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A questo punto aggiungete i piselli surgelati

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Però, se come me, avete in casa solo i piselli in scatola, lavateli molto bene sotto il rubinetto prima di aggiungerli, poiché contengono tantissimi zuccheri che potrebbero essere dannosi.

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A questo punto la mia nonna univa il brodo di pollo  ben sgrassato, io ho coperto a filo le verdure con brodo fatto con il dado che preparo in casa con il Bimby, voi fate come meglio credete.

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Cuocete per 40 minuti a pentola coperta ed a fiamma bassissima; servite con pane casereccio bruschettato, un filo d’olio nuovo ed un’ abbondante grattata di pepe

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Passerò parte della minestra, perché è l’unico modo per farla mangiare anche ad Agata, e gliela servirò con riso originario cotto a parte e condito con olio e parmigiano, come faceva la mia nonna con me

Buon Appetito

 

 

 

Straccetti express con trombette al pomodoro

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” Agata, suggeriscimi tu un titolo per il blog di oggi, non mi viene proprio in mente nulla”

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” nonna quale piatto proponi oggi? Chiamalo  con il nome del piatto, non lo sai che la semplicità è sempre vincente!”

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E’ vero, il ragionamento della mia saggia nipotina  non fa una grinza ed io intitolerò il post di oggi semplicemente con il nome degli ingredienti che lo compongono

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Come dice il suo sussidiario ( così si chiamava il libro degli esercizi ai miei tempi) e cambiando un po’ le parole, anche i nonni imparano …ed anche parecchio.

STRACCETTI EXPRESS CON TROMBETTE AL POMODORO

  • 200 gr di polpa di vitello tagliata sottilissima
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 limone, buccia e succo
  • 1 cucchiaio di farina
  • sale pepe
  • olio evo

per le trombette al pomodoro

  • Trombette di Albenga ( o zucchine chiare e tenere)
  • 6 pomodori maturi
  • olio evo
  • 1 scalogno
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale pepe

ESECUZIONE

Infarinate leggermente le fettine di vitello e tagliatele a straccetti

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Mettete gli straccetti nella padella dove avete messo un po’ d’olio e lo spicchio d’aglio e fateli saltare velocemente

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Unite sale e pepe, bagnate con il succo di limone, aggiungete la buccia grattugiata e tenete sul fuoco sempre rimestando per pochissimi minuti

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Preparate ora le trombette: tagliatele con la mandolina sottilissime, spellate i pomodori e tagliateli a filetti

Tritate lo scalogno e fatelo soffriggere leggermente con un po’ d’olio evo; unite i pomodori e le trombette e insaporite

Aggiustate di sale e pepe, sfumate con il vino bianco e cuocete per 20 minuti.

Servite con gli straccetti

Buon appetito

 

Domenica è sempre domenica

imageSono nata negli anni del boom economico, quando la gente aveva una voglia matta di felicità e leggerezza e credeva che il tutto fosse nel poco.

Le piccole conquiste quotidiane, come mettere tutti i giorni qualcosa a tavola per i propri cari, erano la scommessa che dava un senso alla vita, da quel momento in poi, non poteva che esserci la  discesa……..insomma c’era fiducia nel futuro.image

Di questo periodo di gioia genuina una delle cose che mi sono rimaste più nel cuore, sono le domeniche invernali quando, già la mattina, la casa si riempiva del rassicurante profumo dei cibi che avrebbero costituito il pasto domenicale …..o meglio, del “sacro” pasto domenicale!image

Si, perché tutto era codificato secondo una regola che non poteva cambiare: la giornata iniziava con la colazione dove tutti insieme gustavamo le novità gastronomiche del momento: il pan de paris,una sorta di enormi fette biscottate sulle quali veniva spalmata la deliziosa marmellata di more della nonna, poi la mia tata Anna mi portava alla Messa mentre in casa iniziava il fermento per la preparazione del pranzo che raramente cambiava . A farla da padrone era la pasta fresca fatta in casa, solitamente tajarin, con ragù tradizionale o di coniglio .

Oggi, domenica, cullandomi in questi ricordi che mi fanno sempre bene al cuore, ho deciso di fare i tajarin ma cambiando il sugo e, come solitamente faccio, ho aperto il frigo e guardate che è venuto fuori………….

TAJARIN SALSICCIA E FUNGHI

  • 300 gr di tagliatelle fresche
  • 1 fungo porcino
  • 2 salsicce toscane
  • 50 gr di prosciutto crudo
  • 2 pomodori maturi
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo e nepitella tritati
  • 250 cl di panna fresca da cucina

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Per prima cosa preparate la pasta con 300 gr di farina di grano duro  e 3uova, un pizzico di sale ed 1 cucchiaio di olio evo.

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In una capiente padella mettete la polpa di salsiccia ben amalgamata con lo spicchio d’aglio spremuto: per fare questa operazione, bagnatevi le mani con olio d’oliva così eviterete di aggiungerne in cottura, e fate ben soffriggere la salsiccia.image

Levate e tenete da parte.image

Pulite e mondate il fungo , se, come e’ successo a me avete i funghi congelati, fate l’operazione quando e’ ancora ghiacciato.

Tagliatelo a tocchetti e fate cuocere per pochi minuti con olio evo ed a fiamma vivace

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Unite un po’ di vino bianco e fate sfumare, salate e pepate.

Aggiungete i pomodori tagliati a cubetti

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Quindi tagliate con il cutter elettrico il prosciutto

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Unitelo alla salsiccia e mettete tutto nella padella con i funghi.

Fate scaldare , aggiungete la panna facendo insaporire e, quando sarà cotta, saltate la pasta nel condimento e spolverate con le erbe tritate

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Condite bene in padella

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E servite immediatamente senza aggiungere parmigiano……ma se lo volete nessuno ve lo impedirà!!!!!!!image

Buon Appetito

Il piatto della fattoressa

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Oggi vi porto con me nel mio cassetto dei ricordi dove ho scovato una foto ingiallita risalente agli anni ’70. Si tratta di un’ immagine raffigurante la fattoria della mia adorata Esterina, una signora quasi novantenne che mi aveva adottato appena giunta a Siena. Mi ha davvero insegnato molte cose e molte ricette. Tra le tante sicuramente la ricetta della sua succulenta braciola della fattoressa cioè mia è una delle mie preferite.

Si, lo so, è una ricetta troppo calorica, ma per una volta, visto che domani è prevista neve, coccoliamoci ancora un pochino, la prova costume può attendere!

IL PIATTO DI ESTERINA

  • 500 gr di fettine di scamone tagliate fini
  • 2 uova
  • 1 limone non trattato
  • pane grattugiato q.b.
  • 20 gr di parmigiano grattugiato
  • farina
  • 1 kg di patate
  • olio per friggere
  • 1 scalogno
  • 1 rametto di rosmarino
  • 250 gr di pomodori pelati
  • olio d’oliva

ESECUZIONE

Infarinate le fettine e mettetele nell’uovo battuto con sale, pepe ,un po’ di succo e di buccia grattugiata del limone, lasciandole in fusione nell’uovo in frigo coperte per 1 ora.

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Trascorso questo tempo mischiate il parmigiano con il pangrattato ed impanate con questo composto le fettine.

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Friggetele in abbondante olio di semi.

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Mettetele da parte dopo averle cosparse di altro parmigiano grattugiato.

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Lavate le patate, sbucciatele, tagliatele a tocchi e friggetele in olio di semi.

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Tritate lo scalogno con gli aghi di rosmarino e fatelo appassire con un po’ di olio evo e se lo gradite, anche un po’ di peperoncino.

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Quando il trito inizierà ad appassire, aggiungete i pomodori pelati, salate e fate restringere un po’ la salsa.

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A questo punto unite le fettine e le patate e fate insaporire.

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Potete alleggerire moltissimo il piatto non friggendo né la carne che potrete cuocere al forno, né le patate che si potranno lessare. Ma tutto sarebbe, fuorché il piatto di Esterina!!!

Dimenticavo di dirvi di armarvi abbondantemente di ottimo pane, magari toscano, vi servirà.

Buon Appetito!

Non è certo un ripiego, è sua maestà il Bollito!

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Guai pensare al bollito come uno sbrigativo ripiego adatto a chi non ha tempo da passare ai fornelli, messo in pentola e lasciato a macerare “nel suo brodo”. E’ un grave rischio, diventerebbe stopposo ed insipido per farci pagare l’incuria.

È importantissima la scelta del pezzo di carne che viene usata; se si decide di fare un bollito misto, bisogna  rispettare i tempi di cottura del manzo, del vitello oppure del pollo. Per questa soluzione è consigliabile l’ uso di più pentole unendo solo alla fine della cottura i vari brodi ottenuti ed avendo così un brodo misto di ottimo sapore.

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Chi preferisce il brodo magro, eviterà di aggiungere le ossa con il midollo, mentre chi gradisce i sapori più importanti, avrà cura di metterne in abbondanza.

Chi tiene di più al brodo che alla carne, aggiungerà quest’ ultima a freddo, in modo che possa lasciare tutta la sua sostanza nell’acqua.

Io solitamente metto tutto a freddo: le classiche verdure da brodo cioè cipolla, carota e sedano, aggiungo 1 porro, un po’ di gambi di prezzemolo che sono più aromatici delle foglie, 1 o 2 foglie di alloro che trovo diano un gradevolissimo gusto e l’ immancabile pomodoro con le fedeli foglie di basilico che una vera ligure non abbandona mai.

Appena inizierà a salire in superficie una schiuma un po’ fastidiosa, bisognerà toglierla delicatamente per evitare che il brodo risulti troppo torbido; poi, si lascerà  bollire, anzi sobbollire e borbottare dolcemente, senza alcuna fretta, inebriandosi del suo confortevole profumo che fa subito famiglia, per almeno 2 o 3 ore.

Si servirà nella zuppiera, magari quella del servizio di nozze della nonna come la mia, insieme al brodo caldo così la morbidezza sarà garantita sino all’ ultimo boccone.

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Generalmente il bollito servito caldo è accompagnato da verdure lesse condite con olio, sale, prezzemolo e cipolline fresche tritate. Se poi ci va di esagerare qualche dadino di emmental rende questo contorno molto nordico, magari aggiungendo una salsina alla senape.

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Le amiche del cuore del bollito sono le salse, che rallegrano la tavola già con la loro colorata presenza. Immaginate la gioia del palato!

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Naturalmente sto parlando della maionese, la salsa tonnè, il bagnet vert, il bagnet ross, la salsa ai peperoni che faceva la mia nonna Francesca, la senape di Digione…..e chi più ne ha più ne metta.

Un giorno dedicherò un post alle salse che conosco, ma oggi voglio dedicare tutto lo spazio a sua maestà il bollito. Pronti in tavola, ed è subito festa!

BOLLITO MISTO

  • 1/2 kg di muscolo, di culatta e di spalla tutto di manzo
  • 1/2 kg di punta di vitello
  • 1 lingua di vitello di circa 500 gr
  • 1/2 cappone ( o mezza gallina )
  • 1 cotechino
  •  cipolle
  • carote
  • coste di sedano
  • gambi di prezzemolo
  • 1 spicchio d’ aglio
  • 1 pomodoro
  • 1 foglia di alloro
  • 1 mazzetto di basilico
  • Sale

ESECUZIONE

Mettete sul fuoco una grande pentola con acqua ed unite le verdure: la carota, la cipolla, il sedano, il pomodoro, i gambi di prezzemolo, il basilico, l’alloro, i pezzi di manzo ed il cappone. Fate cuocere per 20 minuti poi unite il vitello e proseguite per un’ ora salando dopo 30 minuti .

Trascorso questo tempo levate il cappone e mantenete sul fuoco a fiamma bassissima ancora per un’altra ora. Sbollentate la lingua per 10 minuti, quindi cambiate l’acqua e fate riprendere il bollore; unite le verdure: carota, sedano, cipolla alloro. Salate e proseguite la cottura per circa 40 minuti. Punzecchiare la lingua per verificare che sia tenera. Togliere il recipiente dal fuoco e tenere in caldo.

Cuocete il cotechino come indicato nella confezione e tenete al caldo sino al momento di servire. Mettete in una zuppiera dove ci sarà anche del brodo bollente tutti i vari pezzi di carne e servite in tavola accompagnato con le salse.

Ho servito il brodo non con i soliti tortellini, ma con dei quadrucci che ho fatto in questo modo: ho steso due sfoglie abbastanza fini ed ho messo si di una di esse uno strato sottili di ripieno dei ravioli alla ligure, quindi ho messo sopra l’altra ed ho schiacciato bene il tutto con il mattarello ed ho tagliato con la rotellina: prima strisce, poi a quadrucci.

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Beh, che dirvi, dopo questo lungo romanzo vi sarà sicuramente venuta voglia di provare il bollito,  allora…

BUON BOLLITO A TUTTI!

Minestrone ovvero la polifonia dell’ orto

Minestrone alla ligure

Minestrone alla ligure

Il minestrone e’ sicuramente un piatto familiare e della tradizione .

Ogni regione italiana ne ha uno tipico e tutti sono egualmente buoni.

Come ho avuto modo di dire più volte, io sono di origine ligure ed il minestrone al pesto fa parte del mio DNA.

Ho ancora nel cuore ( non e’ un errore) l’inconfondibile profumo del pesto fresco che inebriava le mie narici al ritorno da scuola ,negli anni delle elementari, nei giorni freddi e carichi di pioggia ma vivaci ed allegri grazie alle variopinte verdure che portavano il sole in tutta la cucina!

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Sulla scia di questi ricordi, vi passo la ricetta della mia nonna Giovanna, che tutti chiamavamo Quanita  in onore ai parenti emigrati in Argentina poco prima della sua nascita ( 1895)

Proprio mentre tagliava sapientemente le verdure o sgranava i fagioli o usava il mortaio per la preparazione del pesto,raccontava a me bambina, incantata dalle sue parole,  le vicissitudini patite dai ” cugini d’ America ” ed il loro dolore per la lontananza dalla Patria.

MINESTRONE DI NONNA QUANITA

  • 200 gr di scucuzun ( pasta tipica ligure simile alla fregola sarda)
  • 2 gambi di sedano
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • 3 patate
  • 2 pomodori
  • 200 gr di bietoline
  • 1/4 di verza
  • 1 manciata di piselli
  • 200 gr di fagioli borlotti di Cuneo
  • 200 gr di fagioli di Pigna ( DOP ligure simile ai cannellini )
  • 2 zucchine
  • 2 porri

Per il pesto

  • 1 mazzetto di basilico
  • 1 spicchio d’ aglio di Vessalico
  • 50 gr di pinoli
  • 30 gr di parmigiano grattugiato
  • olio qb
  • sale

ESECUZIONE

Tagliate tutte le verdure a pezzetti piccoli

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Unite alle verdure i fagioli sgranati o, se secchi, uniteli dopo averli lasciati a bagno per una notte.

Mettete in una pentola alta, 2 L d’acqua ed i fagioli. Ed appena inizia il bollore,unire tutte le verdure tagliate, salate e fate cuocere per circa 2 ore a fuoco bassissimo.

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Nel frattempo preparate il pesto mettendo tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullino ad immersione ed azionate il frullino stesso a scatti per non far scaldare la lama che conferirebbe al pesto un gusto alterato.

Preparazione del pesto

Preparazione del pesto

Trascorso il tempo di cottura, passate con il passino, metà del minestrone e buttate la pasta.

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Cuocete per il tempo necessario alla cottura della pasta, quindi, a fuoco spento, aggiungete al minestrone 4 abbondanti cucchiaiate di pesto, mettete il coperchio e fate insaporire il tutto per qualche minuto prima di servire.

 

A questo punto, scoperchiate ed inebriatevi!!!!!!!!!!

Ogni stagione ha le sue verdure,ciò vuol dire che in estate metteremo anche melanzane e fagiolini mentre d’ inverno il cavolfiore ed i finocchi non mancheranno.

Alcune famiglie in Liguria fanno all’inizio un soffritto con il porro e la cipolla e cuociono i pomodori a salsa. Ho preferito renderlo più leggero mettendo tutto a freddo.

La pasta scelta in questo caso e’ il cuscusun, molto simile alla fregola sarda, una sorta di cuscus insomma!

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A volte passo tutto il minestrone rendendolo consistente come una crema, il gusto finale non cambia!

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Funghi quasi nostrani

Cosce di pollo con i quasi funghi

Cosce di pollo con i quasi funghi

Adoro andare per mercati, magari la mattina presto quando

tra i banchi c’è ancora poca gente e gli ambulanti scaricano cassette contenenti meravigliosa frutta e verdura che invogliano all’acquisto.

L’altra mattina ,mentre beatamente mi gustavo queste bellissime sensazioni,la mia attenzione e’ stata attratta da un ambulante che scriveva un ca

rtello da apporre ad una splendida cassetta di funghi.

Il cartello diceva : “funghi quasi nostrani”

Non sono riuscita a farmi i classici fatti miei e ho dovuto chiedere spiegazioni per quella dicitura che mi lasciava alquanto perplessa!!!!!

la risposta e’ stata :” ooooooo sposa,i che voleva, i funghi del Mugello,pe otteuro se iene do’ dell’ est è’ bell’e grassa ,e so di confine,insomma l’ie’ quasi Italia ”

Lasciandolo con una fragorosa risata, me ne sono andata con una sola certezza,in quel giorno sicuramente,non avrei comprato funghi !!!!!

Questo episodio buffo però, mi ha fatto venire in mente il fungo dei poveri per eccellenza: la melanzana.

Si dice che abbinata ai funghi secchi, ne assorba  a tal punto il sapore che quasi non si nota la differenza.

Mi sono allora inventata questa ricetta

COSCE DI POLLO CON QUASI FUNGHI

  • 4 cosce di pollo
  • 4 melanzane lunghe
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 gr di pinoli
  • 1 rametto di rosmarino
  • 50 gr di funghi porcini secchi
  • 4  pomodori perini ben maturi
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/2 bicchiere di brodo ( o acqua calda)
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • sale nero di Cipro ( leggermente affumicato )
  • pepe
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete i funghi a rinvenire in una tazza di acqua calda.

Spellate le melanzane e tagliatele a tocchetti, quindi salare e metterle in uno scolapasta a dare l’acqua per circa mezz’ora.

Levate la pelle alle cosce e insaporite con il sale nero ed il pepe.

Ingredienti per cucinare il pollo

Ingredienti per cucinare il pollo

Rosolare  il pollo nell’olio e quando sarà ben dorato irrorarlo con il vino bianco.

Preparate a parte un trito con pinoli, aglio e rosmarino e mettetelo nella padella con il pollo, amalgamando bene.

Tagliate a rondelle i pomodori e metteteli in padella con il pollo, versate il brodo nel quale avrete sciolto il concentrato, aggiustate di sale e portate a cottura.

Cosce di pollo in cottura

Cosce di pollo in cottura

Sciacquate bene le melanzane, asciugatele e friggetele in olio di semi abbondante per pochissimo,sino a quando diventeranno croccanti.

Melanzane fritte

Melanzane fritte

Tritate i funghi secchi e metteteli con il pollo, quindi unite le melanzane.

Controllate il sale,lasciate insaporire tutto insieme per 5 minuti .

Pollo in cottura

Pollo in cottura

Ecco pronto il pollo con i quasi funghi.

Buon appetito a tutti. image

 

Oggi trippa!

imageSi, oggi trippa .

Devo ammettere in tutta onestà che non e’ proprio uno dei miei piatti preferiti,ma, poiché adoro i fagioli,questa ricetta mi fa apprezzare anche la trippa.

Si tratta di una super collaudata ricetta di famiglia, la trippa con i fagioli di Spagna, succulento piatto sempre molto apprezzato

TRIPPA ALLA LIGURE CON I FAGIOLI

  • 400 gr di trippa
  • 1 carota, 1 cipolla, 1 costa di sedano
  • rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio ( facoltativo )
  • 400 gr di pomodori pelati
  • 100 gr di pinoli
  • 400 gr di fagioli di Spagna già cotti
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 bicchiere di brodo
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

ESECUZIONE

Tritate molto bene tutti gli odori e parte dei pinoli,il rosmarino e l’aglio

Soffriggete il una pentola di coccio con 1/2 bicchiere d’olio evo ( se volete potete usare meno olio, ma la trippa ne richiede parecchio)

Quando il tutto sarà dorato,unite la trippa ben pulita e tagliata a listarelle ,fate ben insaporire e sfumate con il vino bianco.

Quando l’alcool sarà evaporato,aggiungete i pelati ed il concentrato diluito in un po’ di brodo caldo.

Aggiustate di sale e cuocete a pentola coperta e fuoco dolce per circa 30 minuti.

A questo punto, scolate i fagioli di Spagna dal liquido di conservazione ed uniteli alla trippa.

A parte  soffriggete dolcemente i restanti pinoli con un rametto di rosmarino.

Proseguite la cottura della trippa per altri 10 minuti, quindi prima di servire, irrorate il tutto con l’olio caldo profumato al rosmarino e pinoli.

Nella tradizione ligure vi sono molte ricette di trippa, ma quella che secondo me e’ molto interessante, è ” la trippa alla sbira ”

Si tratta sicuramente di un piatto da intenditori e chi apprezza la trippa, lo troverà entusiasmante perché esalta al massimo il gusto di questo prodotto cotto in purezza.

Pare che la sua origine sia della fine del 1400, quando dall’oratorio di Sant’Antonio detto dei birri, uscivano coloro che, avendo terminato l’accademia, sarebbero diventati guardie carcerarie, soprannominati ” sbirri ”

Si considera anche che ,data la sua bontà ,fosse l’ultimo piatto concesso ai condannati a morte nel Medioevo!

La ricetta e’ talmente semplice che sono certa,vorrete provarla:

Fate bollire la trippa con sedano, cipolla,  alloro e carota per circa 2 ora a fuoco basso ed a tegame coperto.

Salate e pepate.

Nel frattempo abbrustolite le fette di pane, mettetelo nel piatto e conditelo con olio,formaggio grana grattugiato ,sale pepe.

Versate il brodo e la trippa sul pane e consumate caldo

Alcuni aggiungono un soffritto con pinoli e funghi secchi per insaporire maggiormente il piatto ,ma la ricetta antica non li prevedeva .

BUON APPETITO A TUTTI……DOPPIO QUESTA SERA !

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