Riprendiamo le buone abitudini

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Si, riprendiamo le buone abitudini, mettendo mano al mio caro blog, visto che il tempo grigio di oggi mi concede una giornata di ” ferie” dal mio lavoro di “nonnaalmareconnipotealseguito”

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No, non mi si è rotto l’Ipad, ho volutamente scritto tutto attaccato per rendere meglio l’idea sul lavoro di nonni a tempo pienissimo

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Bando alle ciance, mi godo questo attimo di relax proponendo un risotto ai funghi porcini con le cozze che sono certa apprezzerete tutti

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Allora non mi resta che augurare a tutti una buona grigia giornata di luglio, con la consolazione di un intrigante risotto solare

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RISOTTO AI FUNGHI CON IL MARE IN BOCCA

  • 400 gr di riso Carnaroli
  • 2 funghi porcini freschi di misura media
  • 150 gr di polpa di salsiccia luganega
  • 1 scalogno
  • 1 dl di vino bianco secco
  • il brodo necessario alla cottura del riso( circa 1L)
  • 1/2 peperoncino
  • sale pepe
  • 2 gr di zafferano
  • 250 gr di cozze sgusciate
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo

ESECUZIONE

Fate imbiondire nella wok ( o in una casseruola adatta alla cottura del riso) lo scalogno tritato e la polpa di salsiccia con un filo d’olio evo

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Preparate i funghi porcini pulendoli con la carta da cucina inumidita e raschiandoli con un coltellino affilato;

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quindi tagliateli a tocchi e metteteli con il soffritto ottenuto

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Insaporite tutto insieme, unite il peperoncino ( se volete) aggiungete anche il riso e fate leggermente tostare; appena sarà pronto bagnate con il vino bianco e fate sfumare

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In un padellino a parte fate insaporire le cozze con uno spicchio d’aglio ed un filo d’olio, salate e pepate, quindi lasciate da parte.

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Mettete tutto il brodo caldo sul riso tostato e cuocete per il tempo indicato sulla confezione senza mai toccare

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A pochi minuti dalla fine della cottura aggiungete lo zafferano

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Portate completamente a cottura e lasciate riposare a tegame coperto per pochissimi minuti, quelli necessari per tritare finemente il prezzemolo che servirà per decorare il piatto.

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Impiattate mettendo abbondanti cozze sul riso e decorate con il prezzemolo fresco

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Non fatevi suggestionare dall’insolito abbinamento di sapori, vi garantisco che il risultato è una perfetta simbiosi, come si dice, un vero matrimonio d’amore, ciò che manca ad uno lo possiede l’altro in completa armonia.

Buon Appetito a tutti

Peperoni verdi fritti

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Molte volte ho già parlato della cuoca che era a casa nostra quando ero  bambina: la Pina !

Napoletana verace, donna di sentimento e passione che, come ho più volte detto, mi ha insegnato molto della vita ma soprattutto della cucina, partenopea naturalmente!

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Lo so, l’ho già detto a proposito di molti suoi piatti, ma ogni volta che ne ricordo uno, mi pare che sia in assoluto il migliore

Oggi tocca ai deliziosi peperoni verdi dolci fritti che cucinava con delle polpettine mignon in un sughettino di pomodoro fresco che, il solo ricordo mi solletica l’ appetito ……..

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…………è meglio che scacci questi pensieri e vi fornisca la ricetta affinché anche voi possiate godere di cotanta bontà!

PEPERONI VERDI CON POLPETTINE AL POMODORO

  • 1/2 kg di peperoni verdi dolci
  • 2 spicchi d’aglio
  • Olio evo
  • 1/2 kg di pomodoro pachino ben maturi
  • sale
  • peperoncino ( facoltativo)
  • basilico fresco

Per le polpettine

  • 1/2 kg di macinato di maiale
  • 100 gr di pecorino grattugiato ( se preferite 50 gr di grana e 50 gr di pecorino)
  • prezzemolo
  • 3 fette di pancarrè bagnate nel latte
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • 1 uovo
  • sale, pepe
  • un pizzico di noce moscata
  • olio di arachidi per friggere

ESECUZIONE

Iniziate con il preparare le polpette: mischiate tutti gli ingredienti ed amalgamate bene affinché tutti gli ingredienti si fondano bene tra loro

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Formate con il composto tante polpettine della grandezza di una noce

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Preparate l’olio alla giusta temperatura

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Friggete le polpettine

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Mettetele da parte

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E dedicatevi alla preparazione dei peperoni. Mettete a scaldare l’olio con l’aglio

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Lavate i peperoni, pulitevi bene dai semi interni e tagliateli in senso orizzontale

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Metteteli nell’olio ormai caldi e fateli ben soffriggere

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Tagliate i pomodori, se volete sbucciateli, salate, pepate e, se avete deciso per il peperoncino, mettetelo in questa fase

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Portate a cottura per circa 10-15 minuti. Prima di aggiungere le polpette spezzettate il basilico fresco,

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quindi le polpettine e fate insaporire tutto insieme per qualche minuto

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Buon appetito

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Pesca il pesce

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Cerca e ricerca, dalla pesca nel congelatore, mi sono capitati in mano 2 piccoli cartoccini con dentro qualcosa di indecifrabile.

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Il primo istinto è stato quello di buttare tutto nel secchio, anche perché, devo ammettere, non erano molto invitante da vedersi : in uno intravedevo un contenuto nero come la pece nell’ altro ” la cosa” mi sembrava un filetto di pollo rimasto solo! Sapevo che non poteva trattarsi di carne perché si trovavano ambedue nella parte dedicata al pesce, allora, un po’ per curiosità, un po’ per tirchieria, ( noi liguri  non buttiamo via nulla, così, tanto per fare!) ho deciso di passarli nel frigo per farli scongelare.

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Bhe, devo dire che è stata una piacevolissima sorpresa scoprire che si trattava di puro nero di seppia per uno dei cartocci  e di uova di pesce per l’altro

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Allora, in men che non si dica, ho preparato delle linguine al nero di seppia che il solo ricordo mi stimola ancora l’appetito…………….

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LINGUINE AL NERO DI SEPPIA

  • 250 gr di linguine
  • uova di pesce fresche
  • 1 vescicola di nero di seppia
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo abbondante
  • peperoncino
  • olio evo
  • vino bianco

ESECUZIONE

Pulite il prezzemolo e l’aglio e tritatelo finemente

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Metteteli, in una padella dove potrete saltare la pasta, a soffriggere con l’olio evo e con il peperoncino a rondelle

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Unite quindi le uova di pesce e fate insaporire, sfumate con poco vino bianco e lasciate ben restringere

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Aggiungete il nero di seppia e fatelo sciogliere bene nel condimento

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Cuocete nel frattempo le linguine, scolatele al dente, mettetele nella padella con il condimento e fate insaporire sul fuoco, aggiungendo poca acqua della pasta se servirà ad evitare che la pasta si asciughi troppo

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Cospargete con prezzemolo tritato fresco e servitele  calde e fumanti

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Buon Appetito

 

Il re carciofo

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Il giorno del carciofo!

Oggi ho fatto letteralmente il pieno di carciofi, ho iniziato con il magnifico romanesco che ho cucinato alla romana, per poi passare allo spinoso di Albenga che ho fatto crudo in insalata

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Ed ho terminato con il violetto fiorentino che ho utilizzato per preparare un succulento sughettino per una ” pastasciuttata ” sprint tra amici!image

Evitero’ il più possibile le chiacchiere e proverò a dare tutte e tre le ricette…..ci riuscirò????

Dai, proviamo !

CARCIOFI ALLA ROMANA

  • 4 carciofi romaneschi
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • mentuccia
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco ( magari dei Castelli Romani)
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Pulite i carciofi eliminando le foglie più dure e la parte esterna dei gambi, lasciando questi abbastanza lunghi.

Tritate finemente il prezzemolo,la mentuccia e l’aglio

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Allargate molto bene i carciofi e cospargeteli abbondantemente con il trito aromatico, sale e pepe e un filo d’olio.

 

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Disponete i carciofi volti all’insù in una casseruola a bordi alti nella quale devono rimanere molto stretti uno accanto all’altro

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Versate abbastanza olio, il vino, unite ancora un po’ di trito aromatico sale e pepe .

Mettete un foglio di carta forno bagnato e strizzato sulla pentola

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Mettete il coperchio e fate cuocere senza mai scoperchiare per circa 25 minuti a fuoco abbastanza basso

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Trascorso questo tempo controllate il livello del liquido e, se serve, fate un po’ evaporare. Servite caldo

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INSALATA DI CARCIOFI CRUDI CON TONNO E PARMIGIANO

  • 3 carciofi spinosi di Albenga
  • tonno sott’olio
  • parmigiano a scaglie
  • noci
  • 1 limone
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mondate e pulite accuratamente i carciofi facendo attenzione a privarli molto bene della lanugine interna; tagliateli a fettine finissime.

Metteteli in una terrina con il tonno, il parmigiano a scaglie ed alle noci

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Condite con olio, sale, pepe ed il succo di mezzo limone.

Lasciate ben insaporire prima di servire!

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ELICHE AI CARCIOFI VIOLETTI FIORENTINI

  • 150 gr di pasta tipo eliche
  • 3 carciofi violetti fiorentini
  • 70 gr di gorgonzola
  • 6 noci
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Mondate i carciofi e tagliateli a filettini sottili, nella padella dove salterete la pasta, fateli cuocere con un po’ d’olio, aglio e prezzemolo tritati e qualche cucchiaio d’acqua della pasta, salate e pepate , se vi piace sfumate con un po’ di vino bianco e portateli a cottura.

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Quando saranno pronti, sciogliete il gorgonzola nella padella dove avete cotto i carciofi

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Unite le noci spezzettate ed un trito di prezzemolo fresco

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Saltate la pasta in padella

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Servite subito e, se volete, cospargete ancora con parmigiano grattugiato

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Per oggi vi ho impegnato abbastanza!!! Buona serata a tutti e……

Buon Appetito image

 

Pasqua tempo di pace

imageLa Pasqua in cucina è tempo di piatti regionali e familiari che ci riportano al l’infanzia.

Per me, ligure di Albenga, la Pasqua culinaria significa torta Pasqualina; come per tutti i piatti tipici regionali ogni famiglia possiede la propria ricetta che custodisce con gelosia, ma, sono sicura, che la mia nonna Quanita sarebbe molto felice di sapere che faccio partecipi tutti i miei familiari ed amici di questa sua squisitezza!

A Genova la Pasqualina viene chiamata anche ” turta de gè” perché viene confezionata con le bietole che in dialetto si chiamano appunto gè ma noi, albenganesi DOC, non possiamo neppure pensare di preparare la Pasqualina senza il re dei nostri campi : l’articiocca de A(r)benga conosciuto in tutto il resto d’Italia come il carciofo violetto di Albenga………e allora da questo perfetto matrimonio d’amore tra due verdure tipiche del nostro territorio nasce l’ottima Pasqualina di Albenga , se poi la ricetta è quella della nonna, il successo è assicurato!

TORTA PASQUALINA DI ALBENGA

per il ripieno

  • 5 carciofi spinosi di Albenga
  • 1/2 kg di bietoline
  • 250 gr di prescinsoa ( o ricotta)
  • 1 cipolla ramata
  • 6 uova
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 mazzetto di maggiorana
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • olio evo ligure ( va bene anche una qualità delicata)
  • sale, pepe
  • noce moscata

per la sfoglia

  • 500 gr di farina macinata a pietra
  • 350 gr di acqua tiepida
  • 30 gr di olio evo
  • Sale

ESECUZIONE

Per prima cosa, preparate la sfoglia: impastate la farina con l’acqua dove avrete fatto sciogliere il sale, aggiungete l’olio e lavorate sino a quando la pasta sarà morbida ed elastica; fate riposare per circa 1/2 ora .image

Trascorso questo tempo, dividete la pasta in tante palline quante sfoglie vorrete fare , la tradizione dice 33 come gli anni di  Gesù, io mi sono limitata ad 8, e fate ancora riposare.image

Dedicatevi ora al ripieno: pulite le bietole e fatele sbollentare quindi scolatele, tritate le è tenetele da parte.

Cuocete i carciofi, dopo averli ben mondati e tagliati finemente, mettendo in pentola tutto a freddo la cipolla, i carciofi, il prezzemolo tritato con l’aglio, il vino ,un po’ d’olio evo, sale e pepe, mettete il coperchio e fate cuocere sino a quando il liquido sarà completamente assorbito; a questo punto unite le bietoline e fate insaporire tutto insieme.

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Quando il composto sarà intiepidito, unire la maggiorana

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Metà del parmigiano , un uovo intero, un pizzico di noce moscata, aggiustate di sale e pepe e fate riposare.

Lavorate la ricotta con 1 cucchiaio di latte, parmigiano, sale e pepe , 1 cucchiaio d’olio ed ancora un pizzico di noce moscata

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Tirate le palline di pasta in 8 sfoglie sottilissime

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Ungete  una teglia di 24 cm di diametro ( io ho ancora quella in rame della mia nonna)

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Foderatela con la prima sfoglia , spennellatela con olio evo e continuate con altre 3 sfoglie spennellando sempre con olio tra l’una e l’altra

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Distribuite il composto di verdura sull’ultima sfoglia unta

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Mettete anche quello di ricotta ricavando 5 fossette aiutandovi con il dorso di un cucchiaio unto d’olio

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Rompete le uova rimaste separando i tuorli dagli albumi; mettete i tuorli nelle fossette facendo attenzione a non romperli…….non come ho fatto io!

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Battete leggermente le chiare

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Versatele sui tuorli, concludete con altro parmigiano grattugiato
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Ricoprite con le restanti 4 sfoglie avendo l’accortezza di ungere ogni sfoglia , quindi ripiegate i bordi verso  l’interno dopo aver tagliato la pasta in eccesso. Ultima spennellata d’olio e infornare per 45 minuti a 180*

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Non fatevi impressionare dalla laboriosa ricetta, potete dimezzare i tempi usando la pasta sfoglia ma, si sa, il risultato non sarà lo stesso, anche perché la mia nonna diceva : ” il tempo della preparazione della Pasqualina è lo stesso di quello che ci vuole per recitare il Rosario……..dopo sarai innondata di pace!”

In questi tempi credo che valga la pena di provare!

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Dimenticavo di dirvi che se vi avanza della pasta, potete preparare i grissini: con piccole noci di pasta e le mani unte d’olio, tirate dei rotolini e cuocete per 20 minuti a 180*, con gli affettati sono ottimi!

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Buon Appetito e Serena Pasqua

El bus …..de l’os bus!!!!

imageQuaicossa de bun????? El bus de l’os bus!!!!!!

Così  si esprimono i milanesi quando vogliono descrivere la bontà alla massima potenza, prendono spunto da uno dei piatti tradizionali lombardi per eccellenza, il loro favoloso ossobuco, cucinato, ovviamente, alla milanese.

La meravigliosa inventiva dei meneghini, non si ferma alle parole: per poter gustare perfettamente il midollo delle ossa hanno inventato una sorta di stiletto che da una parte ha un minuscolo cucchiaino ripiegato, mentre dall’altra una semplice forchettina.

La cosa più simpatica che ci fa anche capire il loro perfetto humor inglese, è il nome che hanno dato a questo utensile: “l’esattore” o meglio in milanese “l’agent de tass”perché serve per ” ridurre al l’osso” mangiando tutta la polpa, come fa l’agente delle tasse!!

Il fatto che abbiano sentito la necessità di inventare una posata ad hoc, ci fa comprendere quanto tengano alla loro ricetta tradizionale della quale vanno fieri.

La famosa gremolada che conclude il piatto è una vera delizia, questa salsina sprigiona profumi e sapori indimenticabili per tutti i palati

E si, vale la pena di perdere un po’ di tempo in cucina per gustare questo ennesimo piatto superlativo della nostra cucina regionale.

OSSOBUCO ALLA MILANESE.

  • Ossobuchi di vitello alti circa 2 cm
  • 1 carota, 2 scalogni 1 costa di sedano
  •  1 spicchio d’aglio
  • 3 filetti d’acciuga
  • 2 cucchiai d’olio
  • 50 gr di farina
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 dl di brodo
  • sale, pepe

Per la gremolada

  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • la buccia di un limone non trattato
  • 1 spicchio di aglio
  • peperoncino ( facoltativo)

ESECUZIONE

Scaldate l’ olio e, se volete essere perfetti milanesi, aggiungete anche una noce di burro.image

In questo grasso fate soffriggere l’aglio e sciogliere le acciughe.image

A questo punto unite gli odori dopo averli tritati e fate insaporire bene.image

Infarinate gli ossobuchi e metteteli a rosolare nel soffritto, facendoli colorire da entrambi i lati.image

Bagnate con il vino aggiungendone poco alla volta e fate cuocere a fuoco molto basso ed a pentola coperta.image

Quando il vino sarà completamente evaporato, coprite la carne a filo con il brodo e continuate la cottura per ancora 45 minuti.image

Preparate la gremolada: tritate finemente il prezzemolo, l’aglio, la buccia di limone e, se volete, un po’ di peperoncino

Aggiungete il battuto agli ossobuchi, imagesalate e pepate e proseguite la cottura ancora per 10 minuti.image

Servite ben caldi gli ossobuchi accompagnati con risotto allo zafferano o purè di patate.image

Anziché salare e pepare, ho aggiunto al piatto 1 cucchiaio della mia polvere magica, imageche nulla è se non tutti gli scarti delle verdure, ed erbe aromatiche fatte ben essiccare in forno o ,se l’avete, nell’essicatrice, quindi resi polvere con sale e pepe nel frullatore.

Per cuocere gli ossobuchi uso sempre la pentola a pressione, con questa soluzione si dimezzano i tempi di cottura che vi ho indicato.image

La carne infarinata, tende a attaccarsi in cottura , per evitare l’inconveniente basta cuocerla a fuoco bassissimo e non far mai restringere troppo il liquido.

Un ultimo accorgimento è quello di tagliuzzare in più punti la cotenna ai bordi della fetta affinché la fetta stessa non si accartocci in cottura

Buon Appetito

Domenica è sempre domenica

imageSono nata negli anni del boom economico, quando la gente aveva una voglia matta di felicità e leggerezza e credeva che il tutto fosse nel poco.

Le piccole conquiste quotidiane, come mettere tutti i giorni qualcosa a tavola per i propri cari, erano la scommessa che dava un senso alla vita, da quel momento in poi, non poteva che esserci la  discesa……..insomma c’era fiducia nel futuro.image

Di questo periodo di gioia genuina una delle cose che mi sono rimaste più nel cuore, sono le domeniche invernali quando, già la mattina, la casa si riempiva del rassicurante profumo dei cibi che avrebbero costituito il pasto domenicale …..o meglio, del “sacro” pasto domenicale!image

Si, perché tutto era codificato secondo una regola che non poteva cambiare: la giornata iniziava con la colazione dove tutti insieme gustavamo le novità gastronomiche del momento: il pan de paris,una sorta di enormi fette biscottate sulle quali veniva spalmata la deliziosa marmellata di more della nonna, poi la mia tata Anna mi portava alla Messa mentre in casa iniziava il fermento per la preparazione del pranzo che raramente cambiava . A farla da padrone era la pasta fresca fatta in casa, solitamente tajarin, con ragù tradizionale o di coniglio .

Oggi, domenica, cullandomi in questi ricordi che mi fanno sempre bene al cuore, ho deciso di fare i tajarin ma cambiando il sugo e, come solitamente faccio, ho aperto il frigo e guardate che è venuto fuori………….

TAJARIN SALSICCIA E FUNGHI

  • 300 gr di tagliatelle fresche
  • 1 fungo porcino
  • 2 salsicce toscane
  • 50 gr di prosciutto crudo
  • 2 pomodori maturi
  • 1 spicchio d’aglio
  • prezzemolo e nepitella tritati
  • 250 cl di panna fresca da cucina

ESECUZIONEimage

Per prima cosa preparate la pasta con 300 gr di farina di grano duro  e 3uova, un pizzico di sale ed 1 cucchiaio di olio evo.

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In una capiente padella mettete la polpa di salsiccia ben amalgamata con lo spicchio d’aglio spremuto: per fare questa operazione, bagnatevi le mani con olio d’oliva così eviterete di aggiungerne in cottura, e fate ben soffriggere la salsiccia.image

Levate e tenete da parte.image

Pulite e mondate il fungo , se, come e’ successo a me avete i funghi congelati, fate l’operazione quando e’ ancora ghiacciato.

Tagliatelo a tocchetti e fate cuocere per pochi minuti con olio evo ed a fiamma vivace

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Unite un po’ di vino bianco e fate sfumare, salate e pepate.

Aggiungete i pomodori tagliati a cubetti

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Quindi tagliate con il cutter elettrico il prosciutto

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Unitelo alla salsiccia e mettete tutto nella padella con i funghi.

Fate scaldare , aggiungete la panna facendo insaporire e, quando sarà cotta, saltate la pasta nel condimento e spolverate con le erbe tritate

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Condite bene in padella

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E servite immediatamente senza aggiungere parmigiano……ma se lo volete nessuno ve lo impedirà!!!!!!!image

Buon Appetito

Viaggi e cucina….stessa passione!

imageCome ho evidenziato nel titolo, i viaggi e la cucina sono tra le mie più grandi passioni ( non le sole, come ormai saprete……..io vivo di passioni!)image

Prima di andare con la solita ricettina vi presenterò ancora qualcuna delle foto del viaggio dove ho ripreso le persone nella loro quotidianità, infatti uno degli aspetti che più mi affascina è senz’altro quello antropologico.

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La bellissima venditrice di fiori e di…..pace è senz’altro una delle mie preferite: elargisce benedizioni ai visitatori del tempio mentre offre per la ” minima” spesa di ” one dollar” la ghirlanda di fiori da offrire alla divinità

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Ecco lo street/food modello India: mentre l’operoso marito prepara le polpettine di riso che venderà per ” one dollar”ai frettolosi avventori, la moglie, con indiana pazienza, attende i compratori per vendere l’erba da dare alla sacra mucca; con questa sua azione, dice la tradizione, si faranno stare bene ed in pace 3 individui: la mucca che mangia, la venditrice che vende e chi acquista che regalerà  felicità agli altri due………e, indovinate un po’, il tutto per la modica cifra di ” one dollar ” a mazzo d’erba!

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Con l’immagine di questo Santone indiano in meditazione, passo ad un argomento più prosaico: la ricetta di oggi, e, per non essere offensiva nei riguardi degli indiani che non mangiano carne di mucca, vi propongo una velocissima salsa alla provenzale da servire di preferenza con il pesce!

SALSA PROVENZALE

  • 1 uovo
  • 230 gr di olio di arachidi
  • 1/2 limone spremuto
  • 1 cucchiaino di senape
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • prezzemolo
  • 1 manciata di capperi dissalati
  • 2 filetti di acciuga dissalati

ESECUZIONE

Nel bicchiere del mixer, raccogliete tutti gli ingredienti della maionese compreso l’olio;

iniziate a frullare ed incorporate anche tutti gli altri ingredienti sino a quando otterrete una salsa densa e cremosa.image

In questo modo la maionese monta sempre, l’unica accortezza che dovete osservare è di usare ingredienti ed utensili possibilmente freddi di frigo.

Ho utilizzato la salsa con cuori di nasello cotti al vapore ,ma si adatta benissimo anche con verdure lesse o, addirittura, carni bollite.image

Buon Appetito

Pasta ripiena, pasta coccolosa

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Ritengo che la pasta ripiena, soprattutto se fatta in casa, si possa denominare ” pasta famiglia”. Credo che quasi tutti noi abbiamo ricordi con le nostre nonne indaffarate a preparare pentoloni di ripieno per i tortellini o i ravioli da gustare durante i pranzi importanti di famiglia e godiamo ancora oggi di quella meravigliosa sensazione di serenità e gioia semplice ma tangibilmente vera.

Siamo in prossimità del Natale ed anche se i tempi sono quelli che sono, non ci dobbiamo far sopraffare dalle tristezza che per motivi familiari ma anche mondiali, abbiamo nel cuore e la reazione decisa è quella di continuare nel nostra confortante abitudine. Iniziamo quindi con la programmazione del pranzo di Natale.

Quest’anno per la portata di pasta ripiena ho pensato ai quadrotti con porchetta e robiola. Devo ammettere che mi sono venuti in mente per gli avanzi del frigo, però vi garantisco che è stato un esperimento molto riuscito.

QUADROTTI DI ALLA PORCHETTA

Per la sfoglia

  • 400 gr di farina Senatore Cappelli
  • 4 uova
  • 2 cucchiai di olio evo
  • un pizzico di sale

Per il ripieno

  • 300 gr di porchetta senza la cotenna
  • 100 gr di prosciutto crudo
  • 100 gr di mortadella
  • 1 confezione di robiola piemontese
  • 10 noci sbucciate
  • un cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 100 gr di pecorino grattugiato
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Preparate la sfoglia con gli ingredienti sopra indicata e lasciatela riposare ricoperta con un panno umido per il tempo necessario a preparare il ripieno.

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Passate al tritacarne le carni con le noci ed il prezzemolo.

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Mettete il composto in una terrina ed aggiungete la robiola un po’ lavorata con la forchetta per renderla più fluida, il pecorino e l’uovo e se l’impasto dovesse risultare troppo secco,  unite un uovo in più.

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Aggiustate di sale e pepe e noce moscata. Tirate la sfoglia e iniziate a confezionare i ravioli tagliandoli con la rotella liscia, a circa 5-6 cm di lato.

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Ho preferito una sfoglia non proprio finissima, perché, secondo me, la forza del ripieno consigliava un po’ più di consistenza nella pasta, ma i puristi del raviolo, possono sempre decidere per una sfoglia molto fine.

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Ieri, per l’assaggio ufficiale, ho optato per un meraviglioso ragù con carne di maiale : il risultato c’era tutto. Vorrei però  fare un ulteriore prova con il pesto di cavolo nero…vi saprò ridire!

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Questo Natale non sarà quello di sempre, perché purtroppo alla nostra tavola ci sarà un importante posto vuoto. Questo piatto l’ho anche preparato pensando a chi non sarà con noi ma ci guarderà dall’alto: da buongustaio quale era, so che avrebbe apprezzato.

CIAO MARCO!image

Funghi si, funghi no

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Non faccio parte della nutrita schiera degli appassionati di funghi comunque non manco mai in questo periodo autunnale,  di proporli nei miei menù, in primo luogo perché a mio marito piacciono molto e poi spesso capita che amici gentili e generosi ci regalino dei “campioni del mondo” che ovviamente non posso esimermi dal cucinare. E’ ciò che è avvenuto oggi: abbiamo ricevuto, come graditissimo omaggio da un amico, dei veri colossi di  funghi appena colti:  sodi ed enormi che ho cucinato in varie maniere.

Certamente i veri intenditori avrebbero cucinato la cappella del fungo semplicemente in gratella per assaporarne al massimo il gusto, io invece, che come vi ho detto non sono una grande appassionata di questo nobile frutto autunnale, l’ho in parte fritto ed in parte trifolato. Nel preparare questi piatti ho fatto vari peccati veniali, ma il risultato è stato comunque molto gradito dai commensali.

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Per la frittura ho utilizzato una leggera pastella con acqua gassata e gelata con farina, insaporita da un pizzico di sale ed un po’ di pepe.

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Ho servito la frittura su di un letto di rucola aromatizzata solo con qualche goccia di balsamico per sgrassare tutto al meglio.

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I restanti funghi li ho cucinati come faceva la mia nonna: al funghetto. Per lei era il classico sugo di funghi per condire le farfalle che faceva spesso in casa con la farina di castagne, io invece questa sera ho proposto il funghetto su crostoni di pane leggermente abbrustolito.

CROSTONE CON PORCINI AL FUNGHETTO

  • 700 gr di funghi porcini
  • 8 pomodori maturi e sodi
  • 6 cucchiai di olio evo
  • 2 spicchi d’ aglio
  • 50 gr di pinoli
  • 2 cucchiai di prezzemolo tritato
  • origano
  • sale pepe

ESECUZIONE

Sbucciate i pomodori, privateli dei semi e tagliateli a dadini. Pulite delicatamente i funghi eliminando le parti terrose e passateli con un panno umido; asciugateli con carta da cucina e tagliateli a tocchi. Sbucciate e schiacciate l’aglio; lavate, asciugate e tritate il prezzemolo. Mettete in un tegame, possibilmente di coccio, l’olio, l’aglio ed un po’ di origano e lasciate soffriggere per pochi minuti.

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Unite i pomodori, i funghi ed insaporite con sale e pepe, spruzzate con un cucchiaio di vino bianco.

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Continuate la cottura per 5 minuti aggiungendo la fine prezzemolo tritato.

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Servite su crostoni abbrustoliti e conditi con olio evo.

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Se si vuole intensificare il gusto dei porcini freschi si può aggiungere al soffritto una manciata di funghi secchi fatti ammollare in precedenza in acqua calda e tritati finemente. Volendo rendere più corposo il piatto, si aggiungono 50 gr di prosciutto crudo tritato a fuoco spento. Anche un pizzico di peperoncino naturalmente per chi lo gradisce, non stona affatto. Con il prosciutto i crostoni potranno essere un secondo piatto per una cena autunnale tra amici.

Buon Appetito!image