Specialità regionali: Tagliolini al pesto du Vesuvio

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Durante un recente viaggio in Campania abbiamo avuto modo di gustare ampiamente i favolosi prodotti tipici della zona

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Le fragranti mozzarelle, i sublimi piatti di pesce, u babbà, le sfogliatelle e la superba pizza, sono stati la piacevole colonna sonora delle nostre giornate

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Al ritorno a casa, come è ovvio per tipi come noi, abbiamo portato specialità di ogni tipo, compresi i favolosi pomodorini del Piennolo del Vesuvio.

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Per chi non li conoscesse, i pomodorini del Vesuvio, sono davvero una prelibatezza sopraffina, coltivati esclusivamente nell’area vesuviana, hanno un gusto molto intenso e particolare e si possono conservare appesi in luoghi ventilati ed asciutti , per diversi mesi

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In casa nostra è assai difficile che le cose durino molto, allora, con gli ultimi preziosi pomodorini ( preziosi in tutti i sensi perché oltre ad avere un gusto super hanno anche un prezzo super) ho pensato ad un pesto per condire i tagliolini, ed ecco a voi la ricetta.

TAGLIOLINI CON PESTO DI POMODORINI DEL VESUVIO

  • 250 gr di tagliolini all’uovo
  • 10 pomodorini del Piennolo del Vesuvio
  • 1 mazzetto di basilico
  • 1\2 spicchio d’aglio
  • pinoli
  • mandorle sbucciate
  • 125 gr di ricotta fresca
  • 50 gr di pecorino
  • peperoncino ( facoltativo)
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete nel bicchiere del frullatore tutti gli ingredienti per il pesto

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Frullate sino ad ottenere una crema

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Cuocete i tagliolini in abbondante acqua salata

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In una padella scaldate un cucchiaio di olio evo con il pesto

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Amalgamate

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mescolate i tagliolini nella padella

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Aiutandovi con un mestolino di acqua di cottura, mantecate i tagliolini

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aggiungete ancora un po’ di pesto

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ed abbondante pecorino grattugiato

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Se serve aggiungete ancora un po’ di acqua di cottura e servite immediatamente

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Buon Appetito a tutti

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Orecchiette cremose

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Nel periodo in cui siamo stati in Puglia ho imparato ad apprezzare moltissimo la cucina locale.

Si tratta davvero di un tripudio di bontà, carne e pesce superlativi, verdure magistrali preparate in mille modi sani e veloci  ma i primi sono davvero il loro fiore all’occhiello.

Tra questi le orecchiette sono il must come bontà e anche come tradizione, infatti vedere le massaie impegnate nella loro preparazione sull’uscio di casa con gesti antichi e velocissimi mentre chiacchierano del più e del meno è certamente una cosa che fa bene al cuore.

Queste signore vendono ai passanti , soprattutto turisti, il loro prodotto i quali, una volta provate queste bontà, non riescono più a farne a meno.

Anch’io sono schiava di questa dipendenza e spesso cucino le orecchiette, magari rinventandole a modo mio.

Proprio le orecchiette sono le protagoniste della ricetta di oggi

ORECCHIETTE  CREMOSE

  • 400 gr di orecchiette fresche
  • 300 gr di cime di rapa
  • 40 gr di noci
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio evo
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 50 gr di pecorino romano
  • sale pepe
  • peperoncino

Mondate e lavate perfettamente  le cime di rapa dividendo i gambi dalle foglie: scottate i primi per qualche minuto a parte in pentola a pressione e mettete le altre tagliate a filetti nella pentola dove cuocerete la pasta mettendola sul fuoco.

In padella, dove sarà possibile saltare la pasta, soffriggete lo spicchio d’aglio con il peperoncino e toglieteli entrambi appena avranno preso colore.

Passate al passaverdure i gambi di cime di rapa e mettete la polpa ottenuta in padella con l’olio aromatizzato all’aglio

Quando l’acqua della pasta inizierà il bollore, salatela e gettate le orecchiette .

Mentre cuociono, setacciate la ricotta ed amalgamatela con il pecorino e conditela con sale, pepe ed un cucchiaio di olio evo

Scolate la pasta e mettetela nella padella, unite la ricotta e ripassate velocemente aggiungendo poca acqua di cottura

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Sgusciate le noci

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ed unitele alla pasta come decorazione del piatto

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Buon Appetito

 

e per concludere…LE RAVIOLE

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Ultimo giorno di Carnevale, ultimo giorno di baldoria anche per quel che riguarda la cucina.

Per festeggiare degnamente mi rifaccio, come al solito, alle mie nonne, le quali, non consideravano  il Carnevale se, tra i dolci tipici, quali le bugie (frappe, cenci, crostoli chiacchiere…o come volete chiamarli), non c’era anche un vassoio di raviole dolci, (chiamate al femminile perché sembrava più raffinato) farcite con marmellata di more o crema al cioccolato o ricotta condita con un goccio di rum e polvere di caffè come racconto nel mio libro.

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I’impasto è lo stesso che usavano per preparare le bugie, ma il cuore morbido e cremoso le rendeva ancora più ricercate tra noi bambini

RAVIOLI DOLCI FRITTI

  • impasto per bugie con la ricetta che preferite
  • marmellata a piacere
  • crema di nocciole (Nutella)

per la farcitura alla ricotta

  • 100 gr di ricotta vaccina freschissima
  • 1 cucchiaino di caffè in polvere
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1 bicchierino di rum da pasticceria 1
  • 1 tuorlo d’uovo
  • olio per friggere
  • zucchero a velo

ESECUZIONE

Per spiegarvi l’esecuzione di questi dolci, vi riporto fedelmente il brano del mio libro che tratta questa ricetta:

“Si tratta di  varianti alle bugie di Carnevale :l’impasto è lo stesso

img_3138ma, mentre nel primo caso la pasta viene semplicemente tagliata

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e fritta

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nel secondo caso viene stesa e farcita prima di friggerla.Amalgamate tutti gli ingredienti per la pasta basa sulla spianatoia e fate riposare per circa 1 ora. A questo punto stendetela in una sfoglia sottile. Se volete procedere con le bugie tagliate tante striscioline di pasta e formate dei nodi che andranno fritti in olio bollente , quindi spolverizzati con zucchero a velo

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Se invece volete procedere con i ravioli dolci stendete la sfoglia e procedete come i normali ravioli per la farcitura di marmellata o crema di nocciole:

fate strisce di pasta abbastanza sottili

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aiutandovi con un cucchiaino mettete la farcitura desiderata

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richiudete su se stessa la pasta

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aiutandovi con una rotellina che sigilla ( se non avete questo attrezzo, potete sigillare i ravioli con i rebbi della forchetta) tagliate i ravioli

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Quando saranno tutti pronti

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friggeteli in abbondante olio di semi.Quindi scolateli bene dall’unto e cospargeteli con zucchero a velo.

Se volete preparare la farcitura con la ricotta (che vi consiglio caldamente), dovete prima amalgamare perfettamente tutti gli ingredienti  con le fruste elettriche facendo attenzione che l’impasto non resti troppo fluido, se così fosse aggiungete degli amaretti frantumati perfettamente nel frullino e procedere come per gli altri ravioli.

I ravioli dolci sono ottimi anche al forno”

Buon Carnevale

 

 

Piatto da domenica

Se non avessi avuto un fine settimana super frenetico,venerdì avrei voluto postarvi una ricetta adatta al pranzo della domenica, di quelle tipiche anni  ’70 quando  la domenica appunto, il pranzo  era un vero e proprio rito e vi si dedicava molto tempo

Infatti l’unico handicap di questa ricetta è che è un po’ impegnativa, però il risultato vi ripagherà abbondantemente, se poi riuscirete ad organizzarvi , anche il tempo di preparazione sarà ottimizzato

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GIRELLE DI PASTA AL FORNO

per la pasta

  • 200 gr di semola senatore Cappelli
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • sale

per la farcitura

  • 300 gr di spinaci lessati e strizzati
  • 250 gr di ricotta di pecora
  • 50 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • sale pepe

per il condimento

  •  1\2 L di salsa di pomodoro semplice
  • 1\2 L di besciamella
  • parmigiano grattugiato

ESECUZIONE

Iniziate preparando la sfoglia: mettete sulla spianatoia gli ingredienti per la sfoglia

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Lavorate bene e formate un panetto che, dopo un p0′ di riposo, tirerete con il mattarello

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Tirate bene la sfoglia allo spessore che desiderate a forma rettangolare e fate un po’ asciugare

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Nel frattempo mettete tutti gli ingredienti per la farcitura nel robot da cucina, frullate e, se dovesse rimanere troppo morbido aggiungete un po’ di parmigiano o pane grattugiato.

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Stendete il ripieno sulla sfoglia lasciando i bordi liberi

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arrotolate su se stessa la sfoglia

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cercando di stringere bene

img_2676Fasciate con carta forno e legate con spago da cucina

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Con le dosi che vi ho suggerito, vi verranno circa 2 rotoli che metterete sulla griglia della pesciera

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e farete cuocere dal bollore dell’acqua per cierca 30 minuti

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Trascorso il tempo di cottura, fate completamente raffreddare

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Quindi levate la carta forno e tagliate a fettine larghe circa 2 cm

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mettete la fettine così tagliate

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in teglia dove  avrete in precedenza messo uno strato di besciamella

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riempite in questo modo la teglia

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e condite con la restante besciamella e la salsa di pomodoro

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Cospargete con abbondante parmigiano grattugiato e qualche fiocco di burro, quindi fate gratinare in forno per circa 35 minuti a 180*

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e fatemi sapere come è andata, anche se so già la risposta!

Buon Appetito

 

Piove..guarda come piove

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Prendo in prestito le parole della famosa canzone di Jovanotti, per introdurre il post di oggi.

L’inverno, implacabile, ci avvilisce con giornate uggiose e piovose e la risposta che noi possiamo dare dalla cucina, sono piatti fumanti e confortevoli che ci riscaldino almeno il cuore.

Oltre alla classica polenta che è il piatto più gettonato in questa situazione

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il risotto è sicuramente un’altra soluzione ottimale per la circostanza

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L’ho già proposto in molti modi, come dimostra l’immagine; oggi ne voglio fare uno tipicamente invernale con prodotti che nella stagione fredda esaltano al massimo il loro squisito sapore, per questo ho pensato al radicchio tardivo che in questo periodo si trova abbondantemente sui banchi del fruttivendolo.

RISOTTO AL RADICCHIO TARDIVO

  • 300 gr di riso carnaroli
  • 80 gr di prosciutto crudo
  • 1 cespo di radicchio tardivo
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 foglie di salvia
  • 50 gr di burro
  • 1 L di brodo bollente
  • vino bianco secco
  • 80 gr di ricotta di pecora
  • grana grattugiato
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lavate accuratamente il radicchio e tagliatelo in parte a striscioline

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Nel mixer tritate il rimanente radicchio,

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lo scalogno , l’aglio, la salvia, il prosciutto

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e metteteli a rosolare in casseruola con metà del burro

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quindi unite le striscione di radicchio e fate stufare dolcemente; aggiungete  il riso

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e fatelo tostare per qualche minuto

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Sfumate con un po’ di vino bianco secco e proseguite la cottura aggiungendo gradatamente il brodo bollente sino a 5 minuti dalla fine del tempo di cottura del riso

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A queso punto , quando il liquido non sarà completamente assorbito

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aggiungete la ricotta lavorata con sale, pepe, il rimanente burro e parte del parmigiano

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mantecate perfettamente con la ricotta e fate riposare a pentola coperta per 5 minuti; trascorso questo tempo impiattate cospargendo ancora con il grana e, se volete, aggiungendo anche gherigli di noce spezzettati grossolanamente

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Buon Appetito

 

 

 

Un menù da 2 soldi

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Oggi posso dire di aver preparato il pranzo con 2 soldi o meglio con 2 € perché questo è quanto ho speso per l’acquisto di 5 carciofi che sono stati l’ingrediente principale di tutto il menù

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Per il secondo piatto a farla da padrona è stata sempre lei, la mia adorata insalata di carciofi della quale vi ho più volte dato gli ingredienti e che molto spesso mi risolve il menù dell’ultimo minuto: leggera, saporita e, di norma, gradita sempre da tutti.

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Per il primo piatto invece, dopo una sbirciatina al frigo, ho pensato ad un piatto molto nordico, gli spatzel, abbinati ad un ortaggio sudista cioè al carciofo, o meglio, a tutte le sue parti di scarto  ….ed il risultato devo dire, ci è molto piaciuto!

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……….si, lo so è un piatto da freddo, ma qui sta diluviando e la temperatura si è abbassata considerevolmente: ci vogliono calorie!!

SPATZEL AI CARCIOFI CON GORGONZOLA SPEK E NOCI

per gli spatzel

  • 5 carciofi: gambi e foglie di scarto
  • 2 uova
  • 200 gr di farina 0
  • 100 gr di ricotta di pecora setacciata in precedenza
  • sale, pepe
  • un pizzico di noce moscata

Per il condimento

  • 100 gr di spek
  • 100 gr di gorgonzola
  • 250 ml di panna da cucina
  • 10 noci
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Per prima cosa preparate gli spatzel perché, una volta che avrete fatto l’impasto, è meglio che lo facciate riposare un po’ in frigo.

Mettete in pentola a pressione 1 cucchiaio d’olio evo, 1/2 spicchio di aglio, un po’ di prezzemolo tritato, i gambi e le foglie dure dei carciofi ben lavati , 1/2 bicchiere di vino bianco e 1/2 bicchiere di brodo e fate cuocere 30 minuti dal sibilo

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Trascorso questo tempo, passate tutto al passaverdura per ottenere un purè.

in questa circostanza non ho usato le foglie ma solo i gambi senza usare perciò la pentola a pressione e facendo cuocere solo per 15 minuti e passando quindi il tutto con il mixer

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Unite gli altri ingredienti e lavorate ancora con il mixer sino ad ottenere una pastella piuttosto soda

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Mettete a riposare per un po’ in frigorifero

Nel frattempo mettete al fuoco l’acqua per gli spatzel, salatela e portatela ad ebollizione.

Pensate al condimento: tagliate a listarelle lo spek e fatelo tostare in una padella capiente senza esagerare troppo, altrimenti lo spek diventerebbe troppo salato

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Quando sara pronto, unite la panna

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Schiacciate le noci e riducetele a piccoli pezzetti

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Appena l’acqua bollirà, mettete sulla pentola la particolare grattugia per gli spatzel e riempite l’apposito contenitori e iniziate a farlo scorrere avanti ed indietro in modo che si formino gli gnocchetti.

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Scolateli con la schiumaiola appena verranno a galla e metteteli nella padella con il condimento

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Unite le noci, fate insaporire tutto insieme e, se volete esagerare, terminate il piatto con petali di parmigiano………così potrete dire di aver fatto gli spatzel PETALOSI!!!!!!

Buon Appetito

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Pasqua tempo di pace

imageLa Pasqua in cucina è tempo di piatti regionali e familiari che ci riportano al l’infanzia.

Per me, ligure di Albenga, la Pasqua culinaria significa torta Pasqualina; come per tutti i piatti tipici regionali ogni famiglia possiede la propria ricetta che custodisce con gelosia, ma, sono sicura, che la mia nonna Quanita sarebbe molto felice di sapere che faccio partecipi tutti i miei familiari ed amici di questa sua squisitezza!

A Genova la Pasqualina viene chiamata anche ” turta de gè” perché viene confezionata con le bietole che in dialetto si chiamano appunto gè ma noi, albenganesi DOC, non possiamo neppure pensare di preparare la Pasqualina senza il re dei nostri campi : l’articiocca de A(r)benga conosciuto in tutto il resto d’Italia come il carciofo violetto di Albenga………e allora da questo perfetto matrimonio d’amore tra due verdure tipiche del nostro territorio nasce l’ottima Pasqualina di Albenga , se poi la ricetta è quella della nonna, il successo è assicurato!

TORTA PASQUALINA DI ALBENGA

per il ripieno

  • 5 carciofi spinosi di Albenga
  • 1/2 kg di bietoline
  • 250 gr di prescinsoa ( o ricotta)
  • 1 cipolla ramata
  • 6 uova
  • 100 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 mazzetto di maggiorana
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • olio evo ligure ( va bene anche una qualità delicata)
  • sale, pepe
  • noce moscata

per la sfoglia

  • 500 gr di farina macinata a pietra
  • 350 gr di acqua tiepida
  • 30 gr di olio evo
  • Sale

ESECUZIONE

Per prima cosa, preparate la sfoglia: impastate la farina con l’acqua dove avrete fatto sciogliere il sale, aggiungete l’olio e lavorate sino a quando la pasta sarà morbida ed elastica; fate riposare per circa 1/2 ora .image

Trascorso questo tempo, dividete la pasta in tante palline quante sfoglie vorrete fare , la tradizione dice 33 come gli anni di  Gesù, io mi sono limitata ad 8, e fate ancora riposare.image

Dedicatevi ora al ripieno: pulite le bietole e fatele sbollentare quindi scolatele, tritate le è tenetele da parte.

Cuocete i carciofi, dopo averli ben mondati e tagliati finemente, mettendo in pentola tutto a freddo la cipolla, i carciofi, il prezzemolo tritato con l’aglio, il vino ,un po’ d’olio evo, sale e pepe, mettete il coperchio e fate cuocere sino a quando il liquido sarà completamente assorbito; a questo punto unite le bietoline e fate insaporire tutto insieme.

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Quando il composto sarà intiepidito, unire la maggiorana

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Metà del parmigiano , un uovo intero, un pizzico di noce moscata, aggiustate di sale e pepe e fate riposare.

Lavorate la ricotta con 1 cucchiaio di latte, parmigiano, sale e pepe , 1 cucchiaio d’olio ed ancora un pizzico di noce moscata

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Tirate le palline di pasta in 8 sfoglie sottilissime

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Ungete  una teglia di 24 cm di diametro ( io ho ancora quella in rame della mia nonna)

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Foderatela con la prima sfoglia , spennellatela con olio evo e continuate con altre 3 sfoglie spennellando sempre con olio tra l’una e l’altra

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Distribuite il composto di verdura sull’ultima sfoglia unta

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Mettete anche quello di ricotta ricavando 5 fossette aiutandovi con il dorso di un cucchiaio unto d’olio

.

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Rompete le uova rimaste separando i tuorli dagli albumi; mettete i tuorli nelle fossette facendo attenzione a non romperli…….non come ho fatto io!

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Battete leggermente le chiare

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Versatele sui tuorli, concludete con altro parmigiano grattugiato
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Ricoprite con le restanti 4 sfoglie avendo l’accortezza di ungere ogni sfoglia , quindi ripiegate i bordi verso  l’interno dopo aver tagliato la pasta in eccesso. Ultima spennellata d’olio e infornare per 45 minuti a 180*

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Non fatevi impressionare dalla laboriosa ricetta, potete dimezzare i tempi usando la pasta sfoglia ma, si sa, il risultato non sarà lo stesso, anche perché la mia nonna diceva : ” il tempo della preparazione della Pasqualina è lo stesso di quello che ci vuole per recitare il Rosario……..dopo sarai innondata di pace!”

In questi tempi credo che valga la pena di provare!

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Dimenticavo di dirvi che se vi avanza della pasta, potete preparare i grissini: con piccole noci di pasta e le mani unte d’olio, tirate dei rotolini e cuocete per 20 minuti a 180*, con gli affettati sono ottimi!

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Buon Appetito e Serena Pasqua

Maggiolina a modo mio

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Maggiolina è il nome che voglio dare alla torta salata che vi presenterò oggi.

Si tratta di una rivisitazione della pasqualina che nel giorno di Pasquetta si preparava nelle casa della Liguria. L’ho chiamata maggiolina perché mi sembra davvero appropriata per il pic-nic del primo maggio, oppure per una piacevole serata con gli amici nel giardino di casa.

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TORTA MAGGIOLINA

Per la frolla salata:

  • 200 gr di farina
  • 90 gr di burro
  • 30  gr di acqua gelata
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di sale fino

Per il ripieno

  • 2 mazzetti di bietoline
  • 4 carciofi
  • 200 gr di ricotta ovina
  • 100 gr di pecorino romano grattugiato
  • 2 uova
  • 1 cipolla
  • 100 gr di salame piccante
  • prezzemolo
  • maggiorana
  • sale, pepe
  • noce moscata
  • olio evo

ESECUZIONE

Mettete tutti gli ingredienti per la frolla salata nel mixer e lavorate ad intermittenza sino a quando si sarà formata una palla di pasta.image

Levatela dal mixer, lavoratela un po’ aiutandovi con la farina e datele una forma circolare piuttosto piatta, mettetela in frigo con la carta forno per circa 1/2 ora.

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Nel frattempo lessate le bietole e cuocete i carciofi dopo averli puliti e tagliati a listarelle, con olio, vino ed un po’ di brodo.image

Quando le verdure saranno pronte, tagliatele con la mezzaluna.

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Fatele insaporire in padella con la cipolla tritata ed un po’ d’olio evo.

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Lavorate la ricotta con un po’ d’olio, sale, pepe, un pizzico di noce moscata e il pecorino.

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Unite i formaggi così preparati alle verdure, aggiungete le uova, le erbe aromatiche tritate ed il salame piccante anch’ esso tritato.

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Amalgamate bene il ripieno e se serve, aggiustate di sale e pepe.

Stendete bene la pasta e foderate la teglia, punzecchiatela con una forchetta quindi riempite con il ripieno e rifinite con una griglia di pasta.

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Cuocete in forno prescaldato a 180* per circa 50-60 minuti.

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Potete farcire la frolla salata di questa ricetta con qualsiasi tipo di ripieno, è davvero ottima.

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Ho aggiunto il salame piccante perché mi piace il gusto un po’ piccante ma qualsiasi altro salume è comunque indicato. Questa torta è ottima anche nella versione tutta vegetariana.

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I carciofi li cuocio trifolati con aglio e prezzemolo se voi preferite rendere la torta più leggera potete semplicemente bollirli. Se ai carciofi così cucinati aggiungete la ricotta condita e ben lavorata, otterrete un ottimo condimento per la pasta, mi raccomando che sia corta.

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Buon appetito!

P.S. I fiori sono del mio giardino al mare, ne sono così orgogliosa…

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Viaggiare é bellissimo. Ma il posto più bello del mondo è casa propria!

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Ho ancora moltissime cose da raccontarvi e mostrarvi attraverso le foto del meraviglioso viaggio che abbiamo fatto ai Caraibi.image

Oggi però ho voglia di riportarvi a casa e presentarvi un piatto molto casalingo semplice e soprattutto italiano. Per poter contenere tutte queste virtù non potevo che scegliere un piatto a base di pasta, ecco quindi le caserecce primavera interpretate da me.

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CASERECCE PRIMAVERA

  • 160 gr di caserecce
  • 500 gr di cipolline
  • 200 gr di pisellini (se freschi già sgusciati)
  • 200 gr di brodo
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 1 cucchiaio d’olio
  • 50 gr di ricotta ovina
  • 2 cucchiai di pecorino romano grattugiato
  • 3 noci
  • un ciuffo di maggiorana
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • sale pepe

ESECUZIONE

Pulite le cipolline e tagliatele in 4 spicchi.

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Mettete nella padella dove sarà possibile saltare la pasta l’olio, le cipolline ed i piselli (freschi o surgelati, come preferite).image

Insaporite tutto, unite lo zucchero, la curcuma salate leggermente e portate a cottura con il brodo, ci vorranno circa 20 minuti.

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Nel frattempo mettete a bollire l’acqua per la pasta e condite la ricotta con il pecorino, un pizzico di sale, abbondante pepe, qualche fogliolina di maggiorana e lavorate bene sino ad ottenere una crema morbida.

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Quando mancheranno solo 2 o 3 minuti alla cottura completa della pasta, scolatela nella padella dove avete cotto le verdure, unite la crema di ricotta e, aiutandovi con un po’ d’ acqua della pasta, terminate la cottura delle caserecce mantecando bene.

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Servite decorando con le noci spezzettate e qualche fogliolina di maggiorana.

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Potete anche condire la pasta semplicemente con le verdure, risulterà comunque molto saporita. Le caserecce che vi ho proposto, dato il numero di ingredienti che ho utilizzato, lo considero un piatto unico che può soddisfare qualsiasi palato. Sono molto gustose anche servite fredde in un buffet per salutare l’arrivo della primavera.

Buon Appetito!image

 

 

 

…e non è ancora pronto nulla!

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Siamo a 3 giorni dalla partenza, tantissime cose ancora da fare, pochissimo tempo a disposizione, impegni fissi e mobili che si accavallano, al solito questi sono i ritmi della mia vita frenetica. Anche se di corsa, non potevo mancare il nostro appuntamento, soprattutto perché sarò costretta a non rispettare il ritmo dei nostri incontri per tutto il tempo del viaggio.

Ho preparato una torta all’arancia molto buona e particolare, velocissima da fare visto il tempo a disposizione, sana ed economica!

PLUM CAKE ALLE ARANCE…DI SCARTO

  • 2 arance ( esclusivamente la buccia con la parte bianca, fate la spremuta, ve la bevete e utilizzate tutto ciò che avanza eccetto i semi)
  • 200 grdi ricotta
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 3 uova
  • 200 gr di farina
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • la buccia di un limone grattugiata
  • 10 gr di mandorle a lamelle
  • zucchero a velo per decorare

ESECUZIONE

Mettete nel mixer la buccia d’arancia ben lavata (utilizzate arance non trattate), la buccia di limone con lo zucchero e frullate.image

Quando tutto sarà ben amalgamato aggiungete anche gli altri ingredienti: uova, ricotta, farina, lievito.

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Amalgamate molto bene con il mixer, quindi, senza il mixer, unite le mandorle e mischiate con una spatola.image

Imburrate uno stampo da plum cake e versate il composto e mettete in forno statico per 160 -180* per 45 minuti. Sformatelo quando sarà un po’ intiepidito e cospargete di zucchero a velo prima di servire.

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È davvero un dolce delizioso adatto al tè delle cinque o come dessert di fine pasto servito con crema inglese tiepida e poi, cosa che davvero non guasta, essendo un dolce di recupero, strizza anche l’occhio all’economia domestica e per una ligure verace come è sempre un valore aggiunto.

Buon Appetito!