La salute vien mangiando:orecchiette a modo mio

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Abbiamo trascorso alcuni anni della nostra vita in Puglia dove la cucina è davvero un’esplosione di bontà

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Per mia immensa fortuna ho ancora, in quella meravigliosa terra, molti amici i quali spesso mi inviano prodotti della loro regione freschissimi e di ottima qualità

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E’ ciò che è capitato venerdì scorso allora ho approfittato di tanta cuccagna ed ho preparato un piatto che per i suoi ingredienti che si possono definire terapeutici, è sicuramente una bomba di salute.

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Sono arrivate le orecchiette preparate con grano duro pugliese confezionate a mano da Beatrice stessa, delle cime di rapa dell’orto di Corato e vero olio pugliese che ogni anno mi arriva da Trani e per concludere un ideale giro d’Italia della salute ho una fantastica robiola di Roccaverano arrivata dalle Langhe.

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A questi ingredienti ho aggiunto dell’ottimo aglio di Vessalico dolce e gentilmente aromatico, che aiuta ad equilibrare la pressione sanguigna, dei pinoli pisani che con i loro preziosi olii essenziali combattono i radicali liberi e rallentano l’invecchiamento, fatto da non sottovalutare e poi le mie adorate noci di Sorrento che non mi faccio mai mancare in quanto ottimi elementi per contrastare il colesterolo

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Dopo tanti preamboli ecco la semplicissima ed economica ricetta delle mie orecchiette !

ORECCHIETTE A MODO MIO

  • 500 gr di orecchiette fresche
  • 500 gr di cime di rapa
  • 2 spicchi d’aglio
  • pinoli
  • 3 noci
  • 2 cucchiai di curcuma
  • 250 gr di robiola di Roccaverano
  • peperoncino (facoltativo)
  • pepe nero
  • olio evo pugliese

ESECUZIONE

Lavate e mondate le cime di rapa separando i gambi dalle foglie e lessateli separatamente; quando i gambi saranno pronti, passateli al passaverdura.

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Mettete in padella l’aglio ed il peperoncino e, appena si sarà scaldato, unite la purea di gambi di cime di rapa ed i pinoli

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fate un po’ asciugare la salsa

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Appena avrà raggiunto la giusta consistenza

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iniziate la cottura delle orecchiette dopo aver messo nell’acqua 2 cucchiai di curcuma e ovviamente il sale necessario

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Aggiungete la robiola alla salsa

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e scioglietela con l’aiuto di un po’ d’acqua di cottura; terminate la cottura delle orecchiette in padella

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Condite molto bene sino a completa cottura

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Servite con gherigli di noce ed una spolverata di pepe nero che unito alla curcuma e’ un toccasana per la salute

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Utilizzate le cime di rapa ripassate in padella con olio aglio e succo di limone ed avrete un pasto più che completo

Buon Appetito

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sos avanzi

img_1307Penso che calcolando gli avanzi che ho nei frigo (si nei e non nel frigo, perché in casa ho ben tre frigoriferi che in questi giorni sono saturi di cibo) potrei permettermi di non fare più la spesa per tutto il mese.

La paura atavica di non avere abbastanza cibo per i commensali, credo che non affligga solo me, ma tutte noi “massaie di una volta”sempre convinte che i poveretti vengano a casa nostra a togliersi la fame nel vero senso della parola!

Ovviamente non è così, anzi, ormai siamo tutti un po’ a dieta perché la lotta non è con la fame ma, bensì, con la bilancia, il colesterolo ed i  trigliceridi

Insomma la fine delle feste coincide sempre con la spasmodica ricerca di nuovi utilizzi per vecchio cibo !

Oggi è toccato ad una melanzana, ritrovata in fondo ad una cesta che ormai si stava dirigendo inesorabilmente verso il viale del tramonto , a rimasugli di gorgonzola ed ad una robiola in scadenza ed ho pensato, per dar loro gli onori della tavola, a crostoni a modo mio che, devo dire, hanno avuto successo, in più, a questo modo, ho sistemato anche parte della montagna di pane avanzato.

CROSTONI DI MELANZANA A MODO MIO

  • 1 melanzana
  • prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 100 gr di gorgonzola
  • 1 piccola robiola da 50 gr
  • frutta secca mista
  • rosmarino
  • paprica piccante
  • 0lio di girasole
  • fette di pane casareccio

ESECUZIONE

Tagliate la melanzana a cubetti, mettete i cubetti in uno scola pasta e salate leggermente; lasciate così una mezz’ora , sino a quando la melanzana avrà rilasciato la sua acqua amara.

Trascorso questo tempo strizzate bene i cubetti di melanzana e friggeteli in olio di girasole ben caldo per pochi minuti; scolateli dall’olio in eccesso e tritateli con il prezzemolo fresco e lo spicchio d’aglio

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Sgusciate la frutta secca che preferite (io ho usato mandorle, noci, e nocciole e pinoli) e mettetela a tostare con un filo d’olio ed un rametto di rosmarino

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Appena inizieranno a scaldare e quindi a lasciare i loro olio essenziali, levateli dal fuoco e tritateli grossolanamente;

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Unite quindi al trito di melanzane

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ed amalgamate bene

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A parte lavorate il gorgonzola sino a renderlo cremoso

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aggiungete la robiola e lavorate ancora molto bene

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Unite ora le melanzane al formaggio

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condite con un po’ di paprica piccante

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e lavorate sino a quando otterrete un composto ben omogeneo

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Fate leggermente tostare il pane, quindi spalmatele con il composto di melanzane e mettete nuovamente in forno sino a quando si formerà una crosticina appetitosa

Servite dopo aver cosparso con frutta secca tritata

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Buon Appetito

Nulla e’ come appare

Dopo tanti giorni di assenza, un po’ per impegni di nonna un po’ per un bellissimo viaggio del quale ora vi parlerò , sono tornata finalmente rilassata e con molta voglia di riallacciare tutti i contatti con voi.

Il viaggio di cui vi ho appena detto, si è svolto in un territorio estremamente affascinante : India, Srilanka, Maldive, per terminare nelle terre del lusso e lo sfarzo, gli Emirati Arabi.image

Partendo proprio dalle misteriose terre orientali, vi racconterò con immagini e parole ciò che mi sono portata nel cuore al mio ritorno.image

Nulla e’ come appare! Questa mi sembra la frase  adatta per iniziare a parlare dell’ India; la terra dei contrasti più stridenti, si passa dalla  ricchezza e l’ opulenza più sfrenate alla  povertà ed il degrado ( quello che noi occidentali chiamiamo degrado!!) più dolorosi ai mie occhi di cittadina occidentale .

Dopo un iniziale stordimento sono riuscita a non limitarmi a guardare ma finalmente a vedere un modo di vita si diversissimo dal mio, ma ricco di valori veramente profondi e sempre rivolti alla vera dimensione del ‘esistenzaimage

Lasciamo, per ora, il ricordo stupendo del viaggio e mettiamoci in cucina per preparare un delicato risottino  alla zucca gialla che ,con le sue proprietà benefiche, mi sembra indicatissimo dopo i pantagruelici pasti consumati sulla nave.

RISOTTO ALLA ZUCCA GIALLA

  • 300 gr di riso carnaroli
  • 700 gr di zucca gialla già pulita
  • 1 scalogno
  • 2 rametti di rosmarino
  • 100 gr di gorgonzola e mascarpone
  • 6 noci sgusciate
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 L di brodo vegetale

ESECUZIONE

Fate scaldare l’olio e rosolate lo scalogno tritato con gli aghi del rosmarino image

Unite la zucca tagliata e mondata e fate insaporire per pochi minuti sempre rimestando.image

Aggiungete il vino bianco salate e pepate e fate un po’ sfumare la parte alcolica; quindi coprite a filo con brodo vegetale e fate cuocere completamente la zucca.image

Quando sarà pronta passatela con il mixer sino ad ottenere una perfetta vellutataimage

Unite il riso, altro brodo e cuocete senza mai toccare sino a cottura ed a completo assorbimento del liquido.image

Nel frattempo sgusciate le noci e lavorate un po ‘ con la forchetta il gorgonzola.image

Quando il risotto sarà pronto mantecatelo  con il gorgonzola e le noci e lasciatelo riposare per qualche minuto a tegame coperto prima di servirloimage

Se lo gradite, aggiungete una generosa spolverata di parmigiano!

Questa è la ricetta che preparava la mia nonna che, dato il tipo di cottura, chiamava il piatto “riso alla zucca trombetta stagionata e gorgonzola ” Io, come al solito, ho fatto alcune varianti: riso integrale e, anziché gorgonzola ho utilizzato la robiola

Posso garantirvi che ,osservando i giusti tempi di cottura, il piatto è risultato ugualmente buono e, sicuramente, più leggero.

…………scusate, ma dimenticavo di dirvi il tocco dello chef, l’aggiunta di un abbondante cucchiaiata di curcuma alla cottura del riso, naturalmente curcuma indiana!image

Buon Appetito!

Pasta ripiena, pasta coccolosa

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Ritengo che la pasta ripiena, soprattutto se fatta in casa, si possa denominare ” pasta famiglia”. Credo che quasi tutti noi abbiamo ricordi con le nostre nonne indaffarate a preparare pentoloni di ripieno per i tortellini o i ravioli da gustare durante i pranzi importanti di famiglia e godiamo ancora oggi di quella meravigliosa sensazione di serenità e gioia semplice ma tangibilmente vera.

Siamo in prossimità del Natale ed anche se i tempi sono quelli che sono, non ci dobbiamo far sopraffare dalle tristezza che per motivi familiari ma anche mondiali, abbiamo nel cuore e la reazione decisa è quella di continuare nel nostra confortante abitudine. Iniziamo quindi con la programmazione del pranzo di Natale.

Quest’anno per la portata di pasta ripiena ho pensato ai quadrotti con porchetta e robiola. Devo ammettere che mi sono venuti in mente per gli avanzi del frigo, però vi garantisco che è stato un esperimento molto riuscito.

QUADROTTI DI ALLA PORCHETTA

Per la sfoglia

  • 400 gr di farina Senatore Cappelli
  • 4 uova
  • 2 cucchiai di olio evo
  • un pizzico di sale

Per il ripieno

  • 300 gr di porchetta senza la cotenna
  • 100 gr di prosciutto crudo
  • 100 gr di mortadella
  • 1 confezione di robiola piemontese
  • 10 noci sbucciate
  • un cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 100 gr di pecorino grattugiato
  • 1 uovo
  • noce moscata
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Preparate la sfoglia con gli ingredienti sopra indicata e lasciatela riposare ricoperta con un panno umido per il tempo necessario a preparare il ripieno.

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Passate al tritacarne le carni con le noci ed il prezzemolo.

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Mettete il composto in una terrina ed aggiungete la robiola un po’ lavorata con la forchetta per renderla più fluida, il pecorino e l’uovo e se l’impasto dovesse risultare troppo secco,  unite un uovo in più.

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Aggiustate di sale e pepe e noce moscata. Tirate la sfoglia e iniziate a confezionare i ravioli tagliandoli con la rotella liscia, a circa 5-6 cm di lato.

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Ho preferito una sfoglia non proprio finissima, perché, secondo me, la forza del ripieno consigliava un po’ più di consistenza nella pasta, ma i puristi del raviolo, possono sempre decidere per una sfoglia molto fine.

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Ieri, per l’assaggio ufficiale, ho optato per un meraviglioso ragù con carne di maiale : il risultato c’era tutto. Vorrei però  fare un ulteriore prova con il pesto di cavolo nero…vi saprò ridire!

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Questo Natale non sarà quello di sempre, perché purtroppo alla nostra tavola ci sarà un importante posto vuoto. Questo piatto l’ho anche preparato pensando a chi non sarà con noi ma ci guarderà dall’alto: da buongustaio quale era, so che avrebbe apprezzato.

CIAO MARCO!image