Cambio di rotta

IMG_2612Durante ” pesca alla cieca” che ogni anno in questo periodo devo fare nel mio congelatore, data la mia mania dell’accumulo, sempre strapieno,  mi è capitata fra le mani una bellissima fetta di Fassona piemontese che, nelle intenzioni al momento dell’acquisto, avrei voluto fare farcita al tartufo con una ricetta che ho avuto dallo chef di un famoso ristorante di Asti .

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Con il caldo di questi giorni, l’assenza totale di tartufo e la necessità di svuotare il congelatore prima della partenza, mi sono dovuta  adattare facendo un repentino cambio di rotta.

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Come al solito, la soluzione l’ho trovata sfogliando il ricettario della mia nonna Francesca, che da piemontese verace, aveva un talento speciale per queste preparazioni.

ROTOLO AL GORGONZOLA

  • 600 gr di noce di manzo piemontese in una sola fetta
  • 200 gr di spinaci lessati
  • 100 gr di prosciutto cotto
  • 100 gr di gorgonzola e mascarpone
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di parmigiano
  • sale pepe
  • 2 dl di latte intero
  • salvia aglio
  • farina
  • olio evo

ESECUZIONE

Appiattite bene la fetta di carne con il batticarne e conditela con sale, pepe ed un po’ di salvia tritata

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Mettete sulla fetta di carne il prosciutto

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Passate in padella gli spinaci con 1 spicchio d’aglio ed un filo d’olio, e, quando saranno ben asciutti metteteli sul prosciutto

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Con l’uovo, metà parmigiano, sale e pepe, fate una frittatina e adagiate anch’essa sulla carne

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Al gorgonzola e mascarpone unite il parmigiano rimasto e lavorate bene sino a quando otterrete una crema

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Mettete metà del composto ottenuto al centro della fetta

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Quindi arrotolate bene su se stessa facendo attenzione che il ripieno rimanga bene dentro

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Quando sarà ben arrotolato

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legatelo con lo spago da cucina

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ed infarinatelo leggermente

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In una pentola capiente (io ho usato una teglia) fate leggermente soffriggere la salvia e l’aglio sbucciato con qualche cucchiaio d’olio evo

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Mettete il rotolo di carne nella teglia

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e fatelo ben dorare da tutti i lati

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Appena sarà dorato, bagnatelo con il latte

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abbassate la fiamma, copritelo con la carta argentata e proseguite la cottura per circa 30 minuti

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Trascorso questo tempo, scolatelo dal fondo di cottura, e lasciatelo intiepidire

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eliminate lo spago ed affettatelo

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nel frattempo fondete il gorgonzola rimasto con 1 cucchiaio di latte ( questa operazione potete farla con il microonde) ed aggiungetevi il fondo di cottura senza levare la salvia

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frullate con il frullino ad immersione

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e nappate con la salsa al formaggio le fette del rotolo, servendo a parte altra salsa

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E’ ottimo consumato anche freddo facendo scaldare solo la salsa di accompagnamento, per questo motivo è un piatto molto gradevole anche d’estate.

Buon Appetito

A MESCCIUA

imageLa  mescciua è una minestra di legumi, tipica della Liguria di levante; il suo nome significa miscuglio  e si riferisce al miscuglio di legumi che ne rappresenta l’ingrediente principale .

Purtroppo, come spesso capita a ciò che è antico, o meglio vecchio, è un piatto andato un po’ in disuso, ma ciò non toglie che sia un vero e proprio scrigno di salute.

E’, in pratica, una minestra tipicamente invernale che prevede esclusivamente l’uso di ogni tipo e qualità di legumi e, nei tempi in cui le mense erano forzatamente vegetariane, costituiva un piatto ricco di proteine.

La mia famiglia proviene dal ponente ligure, quindi la MESCCIUA non fa parte della nostra tradizione, però, nei preziosissimi quadernetti di ricette delle mie nonne ho trovato una gustosissima “variazione sul tema” di questa ricetta, che, in questo rigorosissimo inverno, potrà costituire un confortevole pranzo

A MESCCIUA DE CA’ MEA ( minestra di fagioli di casa mia)

  • 250 gr di fagioli secchi di varie qualità
  • 1\2 cavolo verza
  • 1 spicchio d’aglio
  • un ciuffo di salvia
  • olio evo
  • sale e pepe

ESECUZIONE

Mettete a mollo i fagioli e lasciateli così per un’intera notte

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Trascorso questo tempo scolate i fagioli e lavateli sotto l’acqua corrente

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A questo punto mettete nella pentola a pressione con acqua a filo ed il ciuffo di salvia e cuocete dal sibilo per 20 minuti ( se siete refrattari alla pentola a pressione sobbollite per 2 ore a fuoco bassissimo) ricordandovi di NON salare

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Trascorso il tempo di cottura e sfiatata la pentola, salate fuori dal fuoco e richiudete la pentola

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Nel frattempo in una pentola di coccio adatta alla cottura sul fornello, fate dorare l’aglio tagliato a filetti

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Aggiungete la verza tagliata a listarelle  e fate insaporire

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Quando il tutto sarà ben insaporito aggiungete i fagioli ormai cotti ed il loro brodo e fate ancora cuocere per circa 1/2 ora a fuoco bassissimo affinché i sapori riescano a fondersi perfettamente

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Dopo il tempo indicato passate un po’ di mescciua con il passatutto per renderla più densa

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Quindi servite con pane casereccio tostato , un giro d’olio e, a piacere parmigiano grattugiato

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Buon Appetito

 

 

Coniglio bourguignon..o quasi

Chi mi conosce lo sa, sono una fan accanita di Julia Child, l’appassionata di cucina francese, moglie dell’ambasciatore americano a Parigi negli anni ’50 che, con il suo libro ” mastering art of French Cooking” ha insegnato la cucina transalpina al popolo americano

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Ho acquistato i suoi volumi online perché non esiste la versione tradotta in italiano reperibile in libreria; per quanto mi riguarda, la fase più complicata, è stata la traduzione delle ricette che, per il mio inglese poco più che scolastico è stata davvero ardua!

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Ma, con grande soddisfazione e fatica,  ci sono riuscita!

Da qui, va da se che io abbia l’abitudine di consultare spesso la mia cara Julia, ed uno dei piatti più gettonati in casa mia nel periodo invernale, è senz’altro il celeberrimo” boeuf au bourguignon”che, nella ricetta di oggi ho voluto  ricordare, per la preparazione del coniglio, ed ecco ciò che è venuto fuori

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CONIGLIO BOURGUIGNON…O QUASI

  • 1 coniglio nostrano ( possibilmente)
  • sale toscano
  • farina
  • aglio
  • salvia
  • vino bianco qb
  • brodo ( preparato con la testa del coniglio) qb
  • 400 gr di cipolline borrettane gia pulite
  • 250 gr di funghi champignons
  • 30 gr di funghi secchi
  • olive taggiasche
  • concentrato di pomodori
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Iniziate preparando con la testa del coniglio, un gambo di sedano, una carota ed una cipolla un litro circa di brodo che vi servirà in cottura; dopo circa 1 oretta che avrà sobbollito, salate quanto serve e mettete in attesa.

Tagliate a pezzi il coniglio e cospargetelo con il sale toscano

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Quindi infarinatelo

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Nel frattempo mettete a rosolare in una capiente casseruola adatta alle lunghe cottura, l’ olio, lo spicchio d’aglio a tocchetti e la salvia tagliata a filettini

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Quando inizieranno a prendere colore, mettete nella pentola i pezzi di coniglio infarinati e fate ben tostare

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Appena saranno rosolati sfumate con il vino bianco

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Mentre aspettate che L’alcool  si assorba, pulite le cipolline

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ed al momento opportuno, unitele al coniglio

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Fate insaporire tutto assieme per qualche minuto quindi coprite a filo con il brodo di coniglio e fate cuocere a tegame coperto sino a che il liquido sarà un po’ consumato

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Nel frattempo, aiutandovi con uno straccetto  inumidito, pulite i funghi champignons e tagliateli a fettine

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Tagliate con il cutter i funghi secchi che avrete in precedenza ammollato in acqua tiepida ed uniteli con gli champignons al coniglio

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Continuate la cottura per 10 minuti

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Quindi aggiungete il concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua calda

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E continuate a cuocere per qualche minuto sino a quando il sugo sarà ben ristretto

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In ultimo mettete le olive

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Fate insaporire bene sempre rimestando, controllate il sale ed aggiungete un po’  di pepe macinato fresco

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Servite questo piatto ghiotto con soffice purè o fumante polenta

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Buon Appetito

 

Lina la chiocciolina

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Qualche giovedì fa, sono stata con Agata alla presentazione del bellissimo libro di Erica Liverani, vincitrice di Masterchef,

“A piccoli passi  , la mia cucina stagionale”

E’ stato un pomeriggio molto interessante e piacevole presso la libreria “Mondadori ” di Siena dove Filippo, il proprietario, ha organizzato la serata in modo ineccepibile.

La brava Erica, oltre a raccontarci la sua avventura televisiva, ha fatto dei discorsi veramente interessanti sulle materie prime in cucina: si è raccomandata su  l’uso di prodotti naturali e soprattutto coltivati rispettando la stagionalità perché solo così ci possono offrire  il meglio di se stessi .

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Agata, la sua bellissima amichetta Emma e i tanti bambini presenti, sono rimasti molto colpiti e, come potevo ben immaginare, se ne è uscita con una delle sue frasi celebri “nonna da ora si mangia solo stagionale”

Ovviamente è ciò che ho sempre cercato di fare, ma ho approfittato  dell’occasione per fare una proposta che, sono certa, in un momento meno di grazia, Agata non avrebbe mai accettato!

“Ok, accetto la sfida, passiamo dal contadino, vediamo ciò che ci offre e dopo organizziamo la cena”

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Così è stato, abbiamo portato a casa una cassettina di fave appena colte dentro la quale abbiamo trovato una piccola chiocciolina ………e la serata è trascorsa così: io a cucinare e lei a raccontarmi l’avventuroso viaggio di Lina la chiocciolina per giungere sino a casa nostra e trovare finalmente fissa dimora vicino al ” nano Mammolo, quello rotto!”

………e anche per oggi abbiamo evitato i cartoni, però non sono riuscita a farle assaggiare le fave perché ” ……sono sicura che a Lina dispiacerebbe se mangiassi le sue amiche……..”

Pazienza, sarà per la prossima, in compenso a noi adulti sono piaciute molto!

FAVE STUFATE ALLA SENESE CON PICCATINE  ALLA SALVIA

  • 500 gr di fave fresche
  • 250 gr di passata di pomodoro
  • 1 scalogno
  • 1 mazzetto di salvia
  • 50 gr di rigatino a dadini
  • olio evo
  • sale pepe
  • peperoncino ( facoltativo)
  • 1/2 bicchiere divino bianco

Per le piccatine alla salvia

  • 6 fettine di girello di vitello
  • salvia
  • 1 scalogno
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1 cucchiaio di farina
  • 30 gr di burro
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Per prima cosa pulite le fave e fatele sbollentare per pochi minuti in acqua salata

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Quindi scolatele e sbucciatele per renderle più tenere

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A parte tritate lo scalogno con la salvia e fate un po’ colorire nell’olio evo, se vi piace, unite anche il peperoncino.

Quando avranno preso colore, unire il rigatino e fate dorare anche quello.

Aggiungete le fave, sfumate con il vino bianco e, quando l’alcool sarà evaporato, mettete la salsa di pomodoro

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Cuocete per circa 20 minuti sino a quando la salsa si sarà ristretta

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Preparate nel frattempo le piccatine:

tritate finemente lo scalogno e la salvia e fate aderire bene il trito alle fettine di carne.

Mettete in padella l’olio d’oliva e fate dorare la carne.

Bagnate con il vino ed a fiamma bassa, fate cuocere.

Preparate un composto con il burro ammorbidito e la farina aiutandovi con una forchetta e quando sarà ben amalgamato mettetelo nella padella della carne per far addensare bene la salsa.

Servite con le fave ad accompagnate il tutto con un vino bianco fruttato tipo un Pigato di Albenga molto fresco!

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Buon Appetito

Con passione ogni piatto è da re !

imageIl maialino da latte al forno e’ stata per me una fantastica scoperta.

La mia amica Laura, donna super attiva e pratica, mi ha suggerito una ricetta velocissima e facilissima dal successo garantito .

Il maialino da latte ha una carne tenera e delicata che, cotta al forno e condita con sale e pepe e pochissimi odori,esprime al massimo le sue virtù.

Non trascurabile è anche il fatto che una volta infornato alla giusta temperatura del forno, lo si può dimenticare, perché non va né girato nè toccato sino alla fine della cottura: 1 h e mezzo

MAIALINO AL FORNO

  • 1 coscio di maialino da circa 1 kg
  • sale pepe
  • 2 spicchi d’aglio
  • rosmarino
  • salvia
  • vino bianco qb

ESECUZIONE

Tritate abbondanti aghi  di rosmarino e foglie di salvia con 2 spicchi d’aglio e mischiateli a sale e pepe.

Con questo composto massaggiate sia la cotenna che la carne del cosciotto.image

Mettetelo sulla leccarda del forno dove in precedenza avrete adagiato dei rami di rosmarino bagnati con un po’ di vino bianco.image

Mettete in forno caldo a 180* per circa 75 minuti quindi per i restanti 15 minuti alzate la temperatura al massimo con il gril per far sì che la cotenna abbrustolisca bene.

Questo piatto si serve con un contorno ” ruspante” i fagioli al fiasco , ad esempio, anche le erbe amare come la cicoria ripassata con aglio e peperoncino ne fanno un piatto indimenticabile.

Dimenticavo l’ingrediente segreto……mettete amore e passione in tutto ciò che fate, allestirete ogni volta tavole da re!

Buon Appetito image

“Ancoi paniccia “

imageNon era difficile alcuni anni fa trovare cartelli con questo annuncio nei negozi di alimentari nel savonese.

Per i non liguri traduco: ” oggi panizza”

Per panizza a Savona si intende la polenta fatta con la farina di ceci, comunemente   usata per la più blasonata e conosciuta farinata.

Il termine ” panizza” deriva dall’antico ” paniccia” nome con il quale anticamente si indicava ogni tipo di polenta.

Oggi è molto raro trovarla già pronta e, se la si trova, ha prezzi davvero incredibilmente alti!

Allora vi propongo la ricetta del mio libro, un po’ noiosa nell’esecuzione, ma, se possedete il Bimby ogni problema è risolto: 30 minuti a 100* vel 3 con paletta inserita……ed il gioco è fatto

Senza fatica si può gustare un vero piatto della tradizione ormai in disuso.

PANIZZA FRITTA

  • 250 gr di farina di ceci
  • 1 L di acqua
  • sale
  • olio di arachide per friggere
  • salvia

ESECUZIONE

Stemperate nell’acqua fredda la farina e versatela in pentola facendole prendere il bollore girando continuamente.

Sempre rimestando fate sobbollire per 30 minuti aggiustando di sale.

Appena sarà pronta versatela in piatti fondi leggermente bagnati con acqua fredda e teneteli in frigo per una notte.image

Il giorno dopo imagetagliate a fette la panizza imagee friggetela in olio ben caldo sito ad ottenere una crosticina dorata.image

Nello stesso olio, in ultimo, friggete anche alcuni rametti di salvia fresca che sbriciolerete sulle fettine di panizza già salate.

Ho servito la panizza con bietoline ripassate in olio evo  con aglio e peperoncino .

Sono ottime se tagliate molto sottili si servono con l’ aperitivo oppure in una cena informale a base di golosità

Questo piatto ricorda moltissimo le panelle palermitane che si differenziano dalla panizza fritta per l’uso del prezzemolo nella preparazione.

Buon Appetito image

Follie per la pasta

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Parlare di pasta fatta in casa con questo caldo, può essere considerato davvero una follia! In effetti lo è, perché per  lavorare di mattarello con 35* bisogna essere almeno un po’ suonati.

Effettivamente io però non so proprio resistere ad un piatto di tagliatelle, anche condite semplicemente con del saporito pomodoro fresco che racchiuda in se tutto il gusto dell’ estate che sta scoppiando con tanta prepotenza.

Allora, un po’ per gola,un po’ per pazzia, c’ho dato di mattarello!

TAGLIATELLE AI PROFUMI AROMATICI

  • 300 gr di farina di grano duro “Senatore Cappelli”
  • 3 uova medie
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • un pizzico di sale
  • un bouquet di erbe aromatiche a piacere

per la salsa di pomodoro:

  • 1/2 kg di pomodori sodi e maturi
  • 1 scalogno
  • 1 bouquet aromatico
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Disponete la farina a fontana sul piano di lavoro. In una terrina battete leggermente con una forchetta  le uova con l’olio ed il sale, quindi, versate il composto al  centro della fontana, unite anche le erbe aromatiche ben tritate.image

Impastate tutto energicamente sino ad ottenere un panetto ben sodo.

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Dopo che lo avrete fatto riposare per almeno 1/2 ora, tirate la sfoglia con il mattarello sino a quando sarà piuttosto sottile.

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Arrotolate la sfoglia.image

Tagliatela dello spessore che preferite, anche se sarà imperfetta, sarà eccellente comunque.

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In una padella fate appassire lo scalogno tritato e, appena inizierà ad appassire, unite i pomodori pelati e tritati, unite sale e pepe fate restringere il sugo.

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Quando l’acqua per le tagliatelle bollirà, salatela e gettate la pasta che sarà cotta in pochissimi minuti. Fatela ripassare nella padella dove avete cotto la salsa e cospargete con un trito fresco di erbe aromatiche.image

Servite subito!image

Io ho utilizzato le erbe aromatiche del mio pancale: timo, salvia, rosmarino, santoreggia, maggiorana, erba cipollina, e basilico, se voi volete usarne una sola, o altri tipi, sono certa che il risultato sarà comunque perfetto!

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Se i pomodori freschi dovessero risultare un po’ acidi, aggiungete un cucchiaino di zucchero.

Non ho usato formaggi in questa pasta perché il profumo delle erbe era davvero avvolgente e sarebbe stato un peccato soffocarlo.

Buon Appetito

Involtini, piatto famiglia

imageQual è per voi il “piatto famiglia”? Per me i confortanti involtini sono sicuramente uno di quei piatti che mi mettono allegria e mi riportano all’infanzia. La mia mamma li preparava in umido con i piselli e li farciva con una salsina a base di uovo e formaggio che ha per me il gusto rassicurante della famiglia. Oggi ve ne propongo una versione in bianco che abbinata ad un soffice purè è adattissima alla giornata grigia e fredda di oggi.

INVOLTINI AL PARMIGIANO

  • 1/2 kg di magatello di vitello tagliato fine a macchina
  • 100 gr di parmigiano
  • 50 gr di capocollo in una sola fetta
  • 100 gr di mortadella
  • formaggini al parmigiano
  • Salvia
  • 1 spicchio d’aglio
  • 30  gr di  burro
  • olio evo
  • sale aromatizzato alla salvia
  • 1/2 bicchiere di marsala
  • 1/2 bicchiere di latte

ESECUZIONE

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Tritate con il mixer il capocollo con il parmigiano (lasciatene solo qualche cucchiaio grattugiato che vi servirà per finire il piatto).

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Aprite bene le fettine di carne, spalmatele con il composto ottenuto e mettete la mortadella ed un po’ di formaggino.

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Richiudete bene facendo in modo che non esca la farcia in cottura,

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Chiudete con uno stuzzicadenti e procedete così con tutte le fettine.

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Mettete in padella il burro, l’olio, la salvia sminuzzata grossolanamente e l’aglio tagliato a lamelle, infarinate gli involtini e metteteli in rosolare.

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Appena saranno ben rosolati, bagnate con il Marsala e fate evaporare l’alcool.

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Quindi unite il latte ed un po’ di sale aromatico a fate restringere il sughetto girando spesso gli involtini, saranno pronti in 10 minuti.

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Trascorso questo tempo, cospargete di parmigiano grattugiato mettete il coperchio e lasciate che sciolga con il vapore per qualche minuto.

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Servite con purè di patate e piselli al burro.

Buon Appetito

 

Natale: iniziamo con il menù

imageFaccio sempre così, oltre alla lista dei regali con lauto anticipo, penso anche al menù per il giorno di Natale. Consulto la miriade di libri di cucina che posseggo, prendo spunto e poi, fo come mi pare! Come in tutto d’altronde.

Quest’ anno, come portata principale oltre al maialino al forno ho pensato ad un arrosto un po’ diverso dal solito roast beef, ma sicuramente molto in linea con la tradizione. Vorrei fare un arrosto di vitello alle nocciole, quindi, come faccio sempre quando invento o modifico un piatto, ho provato a farlo, in questo caso però ho utilizzato ciò che avevo in frigo, cioè un rollè di coniglio disossato.

VITELLO IN SALSA DI NOCCIOLE

  • Sotto filetto di vitello da circa 1 kg
  • 2 grandi cipolle
  • 1 mazzetto di salvia
  • 100 gr di nocciole tostate
  • 50 gr di burro ( se preferite olio evo)
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Massaggiate la carne con una noce di burro, il sale ed il pepe, “incartatelo” con la pellicola e lasciatelo così per una notte in frigo. La mattina successiva mettete in una teglia la carne, dopo aver tolto la pellicola, e fatela ben rosolare  in ogni sua parte.

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Con la mandolina, tagliate le cipolle e tritate finemente la salvia. Mettete cipolla e salvia nella teglia della carne e fate ben insaporire nell’ olio.

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Aggiungete il vino bianco, fate sfumare l’ alcool sul fornello ed infornate a 200* per circa 40 minuti. Per i primi 20 minuti coprite con un foglio di carta forno inumidito, per gli ultimi 20 minuti, levate la carta e fate  colorire l’ arrosto.

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Nel frattempo mettete le nocciole a tostare in forno. Trascorso il tempo di cottura, mettete nel mixer il sugo dell’ arrosto e le nocciole e tritate sino ad ottenete una crema.

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Rimettete sul fuoco la salsa, aggiungete qualche cucchiaio di latte intero ed un pezzetto di burro per rendere la salsa più fluida. Tagliate la carne quando sarà raffreddata e scaldate la salsa prima di servire. Come ho detto prima, io ho fatto la prova con il rollè di coniglio: il risultato è stato ottimo!

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Ho abbinato questa carne con un soffice purè, per Natale penso di preparare anche degli sformatini di verdure miste, magari cucinandoli in formine di soggetti natalizi, così, per far festa! Vi dico anche come preparerò il maialino in forno, cosa semplicissima che mi impegnerà poco in cucina.

Preparerò un sale aromatico con salvia, rosmarino, bacche di ginepro, timo, aglio, sale e abbondante pepe e massaggerò la carne di mezzo maialino abbondantemente. Lascerò  così riposare la carne in frigo per una notte. Il giorno dopo sulla leccarda del forno metterò un foglio di carta forno bagnato e farò uno strato con rami di mirto. Disporrò sul mirto il maialino mettendo a contatto con le foglie la carne. Infornerò a 200 * per 1 ora e 1/2 senza mai toccare, la cotenna dovrà risultare croccante e la carne non stoppacciosa!

Piatto garantito, ci scapperà l’ applauso. Buon Natale a tutti!!!!

P.S. Mi voglio scusare con tutti gli affezionati amici che mi seguono con affetto, ma, purtroppo, in questi giorni sia internet che il telefono, erano morti. Ecco il motivo per cui non ho provveduto al compito che mi gratifica tanto: stare con voi!

Buona serata a tutti carissimi amici!

Alla riscoperta di sapori antichi

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Ho gli occhi ed il cuore pieni di parole, profumi e sapori ricchi di bellezza! Questo è ciò che ho portato con me dopo una mattinata trascorsa al “Natale al poggio”, bellissima manifestazione svoltasi a Grassina, località vicina a Firenze, dove ho incontrato tantissime amiche carissime e sono stata tra tutto ciò che mi piace: manufatti creati con il cuore e l’anima da meravigliose donne. Questa è la gente che mi fa stare bene !

Fatta questa parentesi sentimentale, della quale ancora oggi godo i benefici, torno al mio amato cucinare e in questa giornata umida e nebbiosa ho voglia di rispolverare una vecchia ricetta contadina (te pareva, una romanticona come me non poteva che spolverare roba del tempo che fu) che mia figlia più piccola imparò alle elementari. Anna, una delle sue maestre, fece fare alla classe un lavoro molto approfondito sugli etruschi, insegnando ai bambini anche alcune ricette. Potete ben credere che io non abbia perso l’occasione per elaborarne alcune, magari aggiungendo ingredienti dei quali al tempo non si conosceva ancora l’esistenza e rendendola con piccoli accorgimenti adatte ad un gusto moderno. Così è nata la zuppa etrusca di Titti, piatto semplicissimo, gustosissimo capace anche di coccolare lo spirito nelle uggiose serate invernali.

L’ingrediente fondamentale per essere etrusca è il farro, cereale già conosciuto nella preistoria per il resto degli ingredienti. Non esiste un copyright quindi potete fare come volete, aggiungere legumi di ogni tipo, riso e grano. Per la zuppa di oggi ho usato un sacchettino contenente un misto di legumi e cereali ed è venuta gustosissima.

ZUPPA ETRUSCA DI TITTI

  • 200 gr di cereali e legumi misti
  • 1,5 l di brodo vegetale freddo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 ciuffo di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 5 pomodori secchi
  • olio evo
  • sale, pepe
  • crostini di pane aromatizzati alle erbe aromatiche (rosmarino e salvia)

ESECUZIONE

Tritate finemente l’aglio con le erbe aromatiche ed i pomodori secchi.

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Mettete il trito in una pentola con 2 cucchiai di olio e fate rosolare leggermente.

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Aggiungete il contenuto della busta ai cereali e legumi e fate insaporire bene il tutto.

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A questo punto aggiungete il brodo e fate cuocere da quando prende il bollore a fuoco bassissimo per circa 1 ora.

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Trascorso questo tempo, controllate la cottura, il sale, aggiungete un pizzico di pepe e servite in coccini di terracotta individuali accompagnate da crostini aromatizzati. Terminate il tutto con un giro di olio novo.

Questa zuppa è senz’altro migliore se mangiata il giorno dopo, ve la consiglio per una cena rustica abbinata ad un tagliere toscano: pecorini di varie stagionature, salumi vari, composte di frutta in agrodolce e le immancabili conserve di settembre.

Buon appetito e buona serata !

Magari se dopo passerete al tavolo da gioco per un burraco, dopo una cena così, vincerete di sicuro!