Castagne mon amor…Spezzatino alla birra con castagne

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Le castagne sono una delle mie passioni culinarie, anche se, in certe preparazioni, non ho mai osato provarle.

Ricordo uno spettacolare tacchino ripieno alle castagne che i miei genitori spesso mettevano in menù  per il pranzo di Natale, ma, sino ad oggi, nella mia cucina le castagne sono entrate solo  come caldarroste!

Davanti a questa ricetta molto autunnale non sono riuscita a resistere, ho ceduto ed ho preparato uno  spezzatino alla birra che non mi ha assolutamente deluso

SPEZZATINO DI VITELLO ALLA BIRRA CON CASTAGNE

  • 500 gr di bocconcini di vitello
  • 2 carote
  • 2 cipolle di media grandezza
  • 2 coste di sedano
  • 10 castagne
  • 30 gr di funghi secchi
  • 100 gr di guanciale
  • 3 cucchiai di farina di castagne
  • alloro
  • olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Per prima cosa incidete le castagne e mettetele nel microonde per 1 minuto alla massima potenza, quindi sbucciatele e spellatele

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Mettete i funghi in acqua calda per reidratarli

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In un tegame mettete le carote, le cipolle e i gambi di sedano tagliati finemente, con un po’ d’olio e fateli un po’ insaporire, appena iniziano a soffriggere, aggiungete anche il guanciale tagliato a listarelle

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Aggiungete una foglia di alloro per profumare il soffritto e i funghi secchi che avrete tenuto in bagno per circa 1\2 ora e tritati; infarinate con la farina di castagne i bocconcini di vitello e setacciate la farina in eccesso, fate quindi sigillare la carne in padella con un po’ di olio evo

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Unite la carne al soffritto e sfumate con la birra

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Unite anche le castagne e ricoprite con brodo vegetale, salate e pepate.

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continuate la cottura per circa 3 ore ( per questo la slow cocker mi è stata di grande aiuto, ma, se non possedete questo meraviglioso attrezzo, sostituitelo con la pentola a pressione, cuocendo a fiamma bassa, dal sibilo, per 40 minuti)

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Trascorso il tempo di cottura, passate parte del condimento con il passatutto

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ed irrorate perfettamente i bocconcini

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Servite con una fumante polenta oppure, come me, con un semplicissimo purè alla zucca gialla montato con olio al rosmarino

Buon Appetito

 

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risi e bisi della nonna

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I nonni dovrebbero essere dichiarati patrimonio  dell’umanità !

Sono preziosi aiuti per i giovani genitori e amorevoli baby sitter per i nipoti che si affacciano alla vita

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Per non parlare dei prelibati manicaretti che solo le nonne sanno preparare per i nipoti un po’ inappetenti. Uno di questi piatti di sicuro successo è il “riso e bisi”, risotto tipico del Veneto, ma gradito da tutti da nord a sud.

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Più che un risotto, si tratta di una minestra di riso che, come succede per ogni piatto della tradizione contadina, cambia da famiglia a famiglia.

La ricetta che propongo oggi mi è stata data proprio da una  nonna,  Rosina, nonna di una mia carissima amica, che proveniva dalla provincia padovana e sosteneva che la sua ricetta era l’originale ed unica, apprezzata addirittura dal Santo…Antonio naturalmente !

RISI E BISI DI ROSINA

  • 300 di riso Vialone nano
  • 2 carote
  • 2 coste di sedano
  • 1 cipolla ramata
  • 1 kg di pisellini freschi
  • 50 gr di burro
  • 1 scalogno
  • 1\2 bicchiere di vino bianco Franciacorta
  • 80 gr di parmigiano reggiano
  • sale pepe

ESECUZIONE

Con le carote, il sedano, la cipolla e le bucce dei piselli ben lavate, preparate un brodo vegetale

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In una casseruola, soffriggete con il burro lo scalogna tritato e fate tostare il riso

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bagnate con il vino bianco e fate ben evaporare l’alcool

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preparate i pisellini sgranati

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ed uniteli al risoIMG_4414

fate ben insaporire e coprite con il brodo preparato dopo averlo filtrato

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Vi dò un piccolo suggerimento per utilizzare le verdure del brodo: potete passare con il passatutto le verdure del brodo e, aggiungendo 2 patate per dare consistenza, otterrete una gradevole e delicata vellutata da servire con crostini di pane imburrati e tostati !

Quando il riso sarà cotto ma sempre abbastanza brodoso, unire una piccola noce di burro ed il parmigiano e fate mantecare IMG_4416

Fate riposare a tegame coperto per qualche minuto e servite con una generosa spolverata di pepe.

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Buon Appetito

 

 

 

 

Gli umidi, generalmante,sono i piatti che più appetiscono;

quindi è bene darsi per essi una cura speciale; onde riescano delicati, di buon gusto e di facile digestione .Sono in mala voce di esser nocivi alla salute ma io non ci credo.

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Così si esprimeva Pellegrino Artusi nel “la Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” nella quattordicesima edizione datata 1910 a proposito del piatto invernale per eccellenza, lo stracotto-

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In queste ultime (speriamo!)giornate di freddo e pioggia un confortevole piatto come lo stracotto, è ciò che ci vuole.

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Oltretutto, contrariamente a ciò che si pensa, non impegna tanto nella preparazione poichè soltanto la cottura è davvero lunga, ma quella, si sa, la fa in solitaria!

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STRACOTTO ALLA FIORENTINA

  • 1 kg di polpa di manzo adatta alle lunghe cotture
  • 4 carote
  • 2 gambi di sedano
  • 1 cipolla
  • 50 gr di rigatino teso
  • olio evo
  • 1 bicchiere di vino rosso corposo
  • 500 gr di pomodoro pelati
  • sale, pepe-

ESECUZIONE

Aprite a libro la carne , salate e pepate e mettete 2 carote lavate e ben pulite

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Avvolgete il pezzo di carne con il rigatino a fette e legate bene con il refe da cucina

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In una cassaruola adatta alle lunghe cotture, mettetev l’olio evo il pezzo di carne e le rimanenti verdure tagliate a tocchi

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Iniziate la cottura a fuoco vivo e fate ben colorire

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Quindi bagnate con il vino e fatelo evaporare completamente

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Appena non ci sarà più parte liquida ma solo grassa

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aggiungete i pomodori pelati,

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Fate cuocere piano piano,per tre ore ed anche più se vi sarà possibile, aggiungendo, se occorre un po’ d’acqua calda;

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A cottura ultimata, passate il sugo con il passaverdura

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levate la carne dalla pentola

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e tagliatela appena si sarà raffreddata per evitare che si sfaldi

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Prima di servirla fate scaldare solo il sugo

img_3170Aggiustate di sale e pepe

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e servite con polenta o purè.

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Lo stracotto con la polenta  abbinato ad un’insalata di cavolo rosso crudo è un piatto più che unico e di grande allegria!

Buon Appetito

Gli antichi legumi: le cicerchie

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Tra gli antichi legumi, quelli che stanno tornando di moda per merito della loro bontà, sono senz’altro le cicerchie.

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Hanno un gusto molto deciso a metà tra il fagiolo borlotto ed il cece, e, come accade per i legumi, vanno tenuti a bagno almeno per 8 ore prima di cuocerli. Trascorso questo tempo il modo più pratico e veloce per portarli a cottura è senz’altro la pentola a pressione con cui,  con la semplice aggiunta di uno spicchio d’aglio ed una foglia di alloro si possono preparare in 30 minuti dal sibilo. In questo modo sono ottimi conditi, come si fa con fagioli e ceci, con olio, magari nuovo in questo periodo, sale e pepe; l’unica regola da tenere presente è quella valida per  tutti i legumi: salarli solo a fine cottura a fuoco spento.

Le cicerchie cotte sono ottime anche cucinate con un battuto di aglio rosmarino e salvia,

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un pò di pomodori pelati e, se piace, peperoncino piccante e pancetta tesa ben tostata.

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Sono ottimi come contorno alle salsicce di Norcia alla brace, oppure, come ho fatto io, utilizzate per preparare una zuppa Toscana con cicerchie

ZUPPA TOSCANA CON CICERCHIE

  • Cicerchie al pomodoro con la loro acqua di cottura
  • 1 mazzo di cavolo nero
  • 1/2 cavolo verza
  • 2  carote
  • 2 zucchine
  • 2  porri
  • 1 cipolla
  • 1 costa di sedano
  • 350 gr fagioli borlotti freschi già sgranati
  • 400 gr di fagioli cannellini già lessati
  • 2 pomodori ben maturi
  • 2 spicchi d’aglio
  • pane toscano raffermo

ESECUZIONE

Iniziate preparando tutte le verdure: pulite il cavolo nero, levate la costa centrale e tagliatelo a filetti sottili

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Lavate la verza e tagliate anch’essa a listarelle

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Procedete tagliando a piccoli pezzi tutte le altre verdure e mettetele in una capiente pentola

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Aggiungete anche i fagioli borlotti, i cavoli e coprite a filo con acqua iniziando a cuocere a fuoco moderato per circa 40 minuti, salate il necessario.
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Unite alle cicerchie i fagioli cannellini con la loro acqua di cottura e fate insaporire tutto insieme

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Quando le verdure saranno pronte aggiungete le cicerchie ed i cannellini: metà passati al passaverdura, metà lasciati interi
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Tagliate il pane raffermo a fettine sottili e passatele leggermente con on gli spicchi d’aglio, condite con olio nuovo  a procedete mettendo a strati pane e zuppa.

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Se non gradite l’aglio potete semplicemente mettere pane appena tostato e, se mangerete la zuppa il giorno dopo il sapore sarà più intenso

img_2108Buon Appetito

 

Tocca a lei : la gota !

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Inizio con una comunicazione di servizio per coloro che con affetto seguono il mio blog: con oggi ho terminato la ” pazza pesca” nel congelatore, così non dovrete più sopportare le mie improbabili ricette fuori stagione…….ma per oggi no, anzi, oggi chiudo in bellezza con una tradizionalissima ricetta della cucina povera toscana, tanto buona quanto dimenticata perché  non faceva fine utilizzarla: la gota o, come viene chiamata nell’aretino, la guanciola di vitello

Ecco la ricetta super classica, desidero però aggiungere una piccola nota : vi consiglio di provare le guance di vitello all’aretina in inverno, con un fumante piatto di polenta perché così avrete modo di gustarne meglio la bontà

GUANCETTE DI VITELLO ALL’ARETINA

  • 2 Guancette di vitello
  • 2 bicchieri di Chianti
  • 1/2 bicchierino di cognac
  • olio evo
  • 50 gr di funghi secchi
  • brodo di carne
  • 3 scalogni
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • rosmarino salvia alloro
  • peperoncino
  • 1 cucchiaino di conserva di pomodoro
  • olive taggiasche ( facoltativo)

ESECUZIONE

Tritate l’aglio,le erbe aromatiche, gli scalogni la cipolla ed il peperoncino in olio evo

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Tagliate a cubetti la carota ed il sedano ed aggiungeteli al soffritto

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Mettete i funghi in ammollo in acqua calda ed unite anche loro al soffritto

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Preparate le gote: tagliatele a grossi pezzi, salateli e massaggiatele con sale aromatico e infarinatele leggermente.

In una padella a parte mettete un po’ di olio evo e fate ben rosolare la carne con un rametto di rosmarino

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Appena avrà preso colore bagnate con il cognac e fate ben evaporare

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Mettete la carne nel tegame del soffritto

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Coprite con il vino ed un mestolo di brodo ed aggiungete anche il concentrato di pomodoro

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Cuocete così a tegame coperto ed a fiamma bassa per circa 2 ore

Preparate una polenta morbida

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E servite in tegamini di terracotta irrorando la polenta con il sugo di cottura delle guance

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10 minuti prima della fine della cottura ho aggiunto una manciata di olive taggiasche che non sono contemplate nella ricetta originale, a noi questa eccezione è piaciuta molto voi potete fare come meglio credete senza intaccare la squisitezza del piatto!

Buon Appetito

El bus …..de l’os bus!!!!

imageQuaicossa de bun????? El bus de l’os bus!!!!!!

Così  si esprimono i milanesi quando vogliono descrivere la bontà alla massima potenza, prendono spunto da uno dei piatti tradizionali lombardi per eccellenza, il loro favoloso ossobuco, cucinato, ovviamente, alla milanese.

La meravigliosa inventiva dei meneghini, non si ferma alle parole: per poter gustare perfettamente il midollo delle ossa hanno inventato una sorta di stiletto che da una parte ha un minuscolo cucchiaino ripiegato, mentre dall’altra una semplice forchettina.

La cosa più simpatica che ci fa anche capire il loro perfetto humor inglese, è il nome che hanno dato a questo utensile: “l’esattore” o meglio in milanese “l’agent de tass”perché serve per ” ridurre al l’osso” mangiando tutta la polpa, come fa l’agente delle tasse!!

Il fatto che abbiano sentito la necessità di inventare una posata ad hoc, ci fa comprendere quanto tengano alla loro ricetta tradizionale della quale vanno fieri.

La famosa gremolada che conclude il piatto è una vera delizia, questa salsina sprigiona profumi e sapori indimenticabili per tutti i palati

E si, vale la pena di perdere un po’ di tempo in cucina per gustare questo ennesimo piatto superlativo della nostra cucina regionale.

OSSOBUCO ALLA MILANESE.

  • Ossobuchi di vitello alti circa 2 cm
  • 1 carota, 2 scalogni 1 costa di sedano
  •  1 spicchio d’aglio
  • 3 filetti d’acciuga
  • 2 cucchiai d’olio
  • 50 gr di farina
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 dl di brodo
  • sale, pepe

Per la gremolada

  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • la buccia di un limone non trattato
  • 1 spicchio di aglio
  • peperoncino ( facoltativo)

ESECUZIONE

Scaldate l’ olio e, se volete essere perfetti milanesi, aggiungete anche una noce di burro.image

In questo grasso fate soffriggere l’aglio e sciogliere le acciughe.image

A questo punto unite gli odori dopo averli tritati e fate insaporire bene.image

Infarinate gli ossobuchi e metteteli a rosolare nel soffritto, facendoli colorire da entrambi i lati.image

Bagnate con il vino aggiungendone poco alla volta e fate cuocere a fuoco molto basso ed a pentola coperta.image

Quando il vino sarà completamente evaporato, coprite la carne a filo con il brodo e continuate la cottura per ancora 45 minuti.image

Preparate la gremolada: tritate finemente il prezzemolo, l’aglio, la buccia di limone e, se volete, un po’ di peperoncino

Aggiungete il battuto agli ossobuchi, imagesalate e pepate e proseguite la cottura ancora per 10 minuti.image

Servite ben caldi gli ossobuchi accompagnati con risotto allo zafferano o purè di patate.image

Anziché salare e pepare, ho aggiunto al piatto 1 cucchiaio della mia polvere magica, imageche nulla è se non tutti gli scarti delle verdure, ed erbe aromatiche fatte ben essiccare in forno o ,se l’avete, nell’essicatrice, quindi resi polvere con sale e pepe nel frullatore.

Per cuocere gli ossobuchi uso sempre la pentola a pressione, con questa soluzione si dimezzano i tempi di cottura che vi ho indicato.image

La carne infarinata, tende a attaccarsi in cottura , per evitare l’inconveniente basta cuocerla a fuoco bassissimo e non far mai restringere troppo il liquido.

Un ultimo accorgimento è quello di tagliuzzare in più punti la cotenna ai bordi della fetta affinché la fetta stessa non si accartocci in cottura

Buon Appetito

Inverno tempo di zuppe

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imageAnche se le temperature fanno pensare ad un’altra stagione,la pioggia battente di questo periodo ci riporta alla realtà e prendiamo atto che nonostante tutto siamo in inverno………e cosa c’è di meglio che gustare una saporita e densa zuppa, magari a base di legumi gustata in ciotole in terracotta che ci riportano alla più antica delle tradizioni.image

A proposito di tradizione familiare mi è tornata in mente una favolosa zuppa di fagioli cannellini che mangiammo anni fa in casa della suocera della mia amica Giuliana a San Miniato in provincia di Pisa e tra ricerca e ricordi ho provato a “ricostruire” il piatto ed ecco il risultato

MINESTRA DI CANNELLINI DELLA NONNA

  • 400 gr di fagioli cannellini lessati
  • 100 gr di rigatino toscano a dadini
  • 1 cipolla
  • 3 gambi di sedano
  • 2 mazzetti di salvia
  • 1 1/2 L di brodo di pollo
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • olio evo
  • sale pepe

ESECUZIONE

Rosolate il rigatino sino a che diventerà croccante.image

Unite un cucchiaio di olio evo, la cipolla ed il sedano tritati.image

Quando sarà ben insaporito, unite i fagioli , imagela salvia tritata ed il brodo di pollo e cuocete per 30 minuti.image

A parte preparate con la farina di semola e l’acqua bollente i cavatelli

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Trascorso il tempo di cottura, cuocete i cavatelli imagee servite in ciotoline di terracotta dopo aver aggiunto un po’ di prezzemo tritatelo.

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Buon Appetito

Verdure invernali scrigno di salute

imageÈ cosa risaputa che le verdure siano un toccasana per la salute. E’ altrettanto conosciuto il fatto che la natura non sbaglia mai un colpo: le verdure invernali servono a rafforzare il nostro organismo contro i rigori invernali mentre quelle estive hanno il compito di permettere alla nostra pelle di usufruire al massimo dei raggi del sole benefici donandoci anche un gradevolissimo aspetto salutare. Per questo motivo è necessario utilizzare sempre i frutti di stagione, così la nostra salute sarà salvaguardata.

C’e’ anche un altro fatto che a me preme molto in cucina, e’ quello di non sprecare nulla, per motivi etici credo che sia rispettoso verso l’umanità adoperare tutto ciò che la terra ci dona. Quel che ho preparato oggi è il risultato di queste due componenti: se da una parte inizio a prepararmi per il freddo invernale, dall’ altra gratifico fortemente il mio lato da formichina.

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Come contorno per delle alette di pollo in salsa piccante, ricetta di Nigella Lawson, ho preparato dei broccoli al vapore conditi con una salsa alle acciughe semplicissima.

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Ho scaldato olio con aglio e pinoli quindi a fuoco spento ho unito un trito finissimo di acciughe e capperi, un cucchiaino di aceto balsamico ed ho condito i broccoli caldissimi servendoli dopo che si sono intiepiditi. Ma la cosa interessante è che con gli scarti ho preparato una vellutata di verdure della salute.

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VELLUTATA DI VERDURE DELLA SALUTE

  • 200 gr di coste di bietola
  • 200 gr di gambi di broccolo o cavolo
  • 200 gr di parti di scarto del finocchio
  • parte verde di 1 porro
  • 1 patata
  • 200 gr di fagioli cannellini già lessati
  • alcune foglie di sedano

ESECUZIONE

Mondate e lavate accuratamente tutte le verdure.

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Mettete in pentola con 1 L di acqua leggermente salata e dal momento di inizio della bollitura, cuocete per non più di 30 minuti per mantenere il più possibile le proprietà delle verdure. Passatele con il passaverdura e frullate ancora con il minipimer per ottenere una vellutata.

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Potete servire la vellutata semplicemente con crostini di pane integrale, oppure potete cuocere a parte del riso originario da minestra, lo condite con olio evo e se volete, parmigiano e lo unite alla vellutata ben calda. E’ ottima anche servita con quenelle di ricotta e parmigiano ed un cucchiaio di pesto alla genovese per dare personalità al piatto.

Preparo solitamente questa vellutata con il Bimby, infatti si prepara davvero velocemente con questo elettrodomestico ma anche con la pentola a pressione si velocizza molto. Le proprietà del cavolo e del finocchio, sono rinfrescanti e rilassanti, quindi è un’ ottima idea per la cena. Ricordatevi che mangiare presto la sera, fa ingrassare meno perché c’è più tempo per digerire e meno per assimilare!

Buon Appetitoimage

Perché tartare, si dice carne cruda!

Ops , si è rotto il tuorlo!!

Ops , si è rotto il tuorlo!!

La steak tartare è notoriamente un piatto della cucina francese ma noi che non siamo secondi a nessuno, abbiamo la carne cruda all’albese. Con tutto il rispetto, non fosse altro che per uno dei suoi ingredienti cioè il tartufo bianco di Alba, è un antipasto che non deve chiedere mai!

Preparare una tartare di carne o di pesce é un modo semplice e veloce per allestire uno spuntino sul terrazzo o in giardino in questi giorni di caldo infernale; non si accendono i forni o fornelli, si sta poco in cucina e si consuma comunque un piatto gratificante al palato e allo spirito.

Oggi preparerò la tartare di carne, precisamente di vitello piemontese, tagliata a coltello come si addice all’alta cucina e condita come la preparava nonna Francesca in estate quando era impossibile trovare il tartufo bianco. Erano tempi in cui le stagionalità dei prodotti si rispettavano.

Mi sono concessa qualche variazione sul tema, spero di avere comunque il suo ed il vostro consenso.

CARNE CRUDA ESTIVA ALLA PIEMONTESE

  • 300 gr di polpa di polpa di vitello
  • 1/2 spicchio d’aglio ( facoltativo)
  • 1 cucchiaio ci capperi sotto sale dissalati
  • 4 filetti d’acciuga sott’olio
  • foglioline tenere di sedano
  • erba cipollina
  • semi di senape
  • olio evo q.b.
  • sale, pepe.
  • Succo di 1 limone
  • 4 tuorli d’uovo freschissimi

ESECUZIONE

Tagliate a coltello, facendo attenzione a non spappolarla, la polpa di vitello sino ad ottenere pezzettini piccolissimi; mettetela in una ciotola e conditela con sale, pepe, semi si senape , limone ed in ultimo ottimo olio d’oliva, magari ligure! Amalgamate molto bene.

A parte tritate tutti gli altri ingredienti (eccetto l’uovo naturalmente) ed uniteli alla carne.

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Insaporite e mischiate molto bene , controllate il sale, e lasciate riposare per 1/2 ora in frigo in un contenitore coperto.

Trascorso questo tempo, dividete il composto in 4 parti uguali e formate delle grosse polpette che metterete al centro del piatto.

Aiutandovi con il dorso di un cucchiaio, fate un incavo centrale in ogni polpetta e mettete l’uovo che condirete con olio, sale, pepe e qualche goccia di limone.

Servite immediatamente.

La carne cruda si serve solitamente con ogni tipo di verdura cruda in insalata, si amalgama il tuorlo alla carne e magari si accompagna il tutto con crostini fatti con fettine di baguette tagliate sottili e volendo davvero essere audaci, passate prima in padella con eccellente burro di malga spumeggiante… fate finta di non aver capito!!image

Buon Appetito!

Sempre la solita salsa!

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Ho voglia di cambiamenti. Sentire certe frasi da una tradizionalista come me sembra strano ma non preoccupatevi, parlavo veramente della salsa, più precisamente quella di accompagnamento al pesce. Oggi con 2 bellissime orate, anziché la solita maionese ho voluto fare una salsina nuova che non avevo mai provato. Si tratta di una versione molto personale della famosissima Mornay, ovviamente, senza formaggio.

È venuta molto buona, purtroppo però non sono riuscita a fotografarla. La mia cucina al momento del pranzo si è improvvisamente affollata in modo esagerato, così tra aggiungere posti a tavola, servire e gustare mi é sfuggita la foto.

Spero di essere stata comunque chiara nella spiegazione. Se poi volendola provare troverete delle difficoltà, sarò sempre a vostra disposizione.

ORATA IN SALSA

  • 2 orate di media grandezza
  • 2 limoni
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • un ciuffo di prezzemolo
  • 1 cipolla
  • Alloro, timo,
  • 1 cucchiaio di farina
  • 5 cucchiai di panna
  • 2 tuorli
  • 20 gr di burro
  • olio evo
  • succo di mezzo limone
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Lavate il limone, tagliatelo a rondelle e disponetele sul fondo della teglia.

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Tritate la carota, il sedano, la cipolla ed il prezzemolo.

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Distribuite il trito sule fette di limone. Pulite attentamente il pesce, lavatelo ed asciugatelo e disponetelo nella teglia, dopo averlo condito con le erbe aromatiche, il sale ed il pepe . Aggiungete ancora alloro e timo, salate e pepate, passate un filo d’olio ( 2 cucchiai circa) unite il vino e mettete in forno caldo  a 190* per circa 1/2 ora.

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Quando sarà cotto, toglietelo dalla teglia e sistematelo su di un piatto da portata che terrete al caldo. Togliete i limoni dalla teglia e mettete il fondo di cottura nel mixer, unite la panna, la farina e riducete tutto a crema. Mettete sul fuoco e scaldate a fiamma bassa per pochi minuti. Quindi togliete dal fornello, unite il burro, i tuorli ed il succo di limone. Mescolate velocemente, sempre con il mixer, quindi versate la salsa sul pesce.

Potrete avere una salsa più vellutata e meno rustica, se utilizzerete il fondo di cottura filtrato, senza utilizzare anche le verdure, il sapore sarà più raffinato.

Se preferite, potete soffriggere un po’ le verdure, unire il pesce ed il vino e cuocere. Servirete il pesce sfilettato con la salsina che si formerà

Buon Appetito a tutti!