Curiosando tra i blog: cosce di pollo all’aglio

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La ricetta di oggi non è mia ma l’ho “rubata” a Gianni del bellissimo blog “Mangia Bevi Godi -Blog di cucina e ricette”

Ieri sera curiosando  tra i blog che seguo, ho trovato questa ricetta che mi ha incuriosito, per cui, oggi, l’ho subito provata.

Ho avuto occhio!! la ricetta è davvero buona e molto gustosa ed anche il contorno, molto toscano, a cui ho pensato di abbinarla, è stato azzeccato !

Una piccola nota: non fatevi impressionare dalla quantità notevole di aglio, al termine della cottura si sentirà soltanto una leggera nota aromatica!

FUSI DI POLLO ALL’AGLIO SU CROSTONI E PURE ALLA TOSCANA

  • 6 fusi di pollo
  • sale toscano
  • 6 spicchi d’aglio
  • 4 filetti di acciughe sott’olio
  • 1 rametto di rosmarino
  • olio evo aromatizzato al rosmarino e aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco (Vernaccia di San Gimignano)
  • sale pepe

ESECUZIONE

Per prima cosa preparate l’olio aromatizzato: mettete in un pentolino un rametto di rosmarino 2 spicchi d’aglio con la loro buccia ed un po’ di chicchi di pepe, unite olio evo e fate scaldare sino a quando l’olio inizierà a soffriggere; spegnete e lasciate in fusione

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Insaporite i fusi di pollo con un po’ di sale toscano e metteteli a soffriggere in qualche cucchiaio di olio aromatizzato

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Appena saranno rosolate, mettetele da parte

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mettete nella teglia gli spicchi d’aglio sbucciati e tagliati a pezzi grossolani  e fateli imbiondire

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Quando saranno pronti mettete nella teglia, levando dal fuoco, i filetti d’acciuga

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Cercate di disfarle con l’aiuto di un cucchiaio di legno e rimettete i fusi nella teglia

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Fate un po’ insaporire e bagnate con il vino

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Mettete in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti

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tritate gli aghi di rosmarino

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e metteteli nella teglia con 1 spicchio di aglio schiacciato

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Girate accuratamente il pollo e rimettete in forno per altri 20 minuti

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Preparate un soffice purè di patate con o senza il Bimby, ma, anziché montarlo con il burro, lo monterete con l’olio al rosmarino….ecco il purè alla toscana!

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Servite, come si faceva negli anni ’70, nel piatto di portata,  mettendo in centro il purè

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Fate tostare 4 fette di pane casereccio e mettetele nel piatto

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Inzuppate bene le fette di pane con il sugo del pollo, quindi, su ogni fetta, mettete un fuso di pollo

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e, con mille ringraziamenti Gianni, godetevi questa ottima ricetta, magari andando a visitare anche il blog:

MANGIA BEVI GODI-BLOG DI CUCINA E RICETTE

Buon Appetito

 

Piacevoli sensazioni

Chi mi segue da tempo lo sa, non amo il pesce !

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So benissimo quanto faccia bene e mi rendo conto quanto  la dieta mediterranea, sana e leggera, si basi sul pescato dei nostri mari, ma io, ammetto, non lo apprezzo per quel che vale.

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A volte, però devo cedere per il bene mio e di tutta la famiglia e preparo piatti con pesci dei quali cerco il più possibile di camuffare il sapore con erbe aromatiche ed altri ingredienti atti allo scopo.

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Nel caso di oggi sono stata costretta a ricredermi, i filetti di gallinella, freschissimi, che ho trovato al mercato hanno sprigionato un sapore meraviglioso che ha battuto alla grande tutti i miei tentativi di reprimerlo!!

FILETTI DI GALLINELLA AL FORNO CON PATATE

  • 8 filetti di gallinella di mare puliti
  • 4 patate di media grandezza
  • 1 grappolo di pomodorini pachino
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 limone non trattato
  • 1 cucchiaio di capperi dissalati
  • 4 filetti di acciuga sott’olio
  • 2 cucchiai di olive taggiasche denocciolate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1\2 bicchiere di vino bianco
  • olio evo
  • sale pepe
  • peperoncino (facoltativo)

ESECUZIONE

Iniziate facendo bollire le patate per 7-8 minuti dal bollore quindi fatele intiepidire, sbucciatele e tagliatele a rondelle piuttosto fini

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preparate un battuto con le erbe aromatiche ( io ho usato prezzemolo, timo fresco e maggiorana), lo spicchio d’aglio, la buccia del limone ben pulita, le acciughe, metà dei capperi e metà delle olive ed il peperoncino a piacere

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Mettete un filo d’olio in una teglia, aggiungete le patate e parte del battuto, un pizzico di sale e pepe

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Fate un po’ insaporire sul fornello

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quindi unite i pomodorini tagliati a metà

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ancora un po’ di battuto, un po’ di capperi ed olive interi ed aggiungete i filetti di gallinella salate e pepate

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terminate con altro battuto, il vino bianco, il succo del limone ed un leggero filo d’olio

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Mettete in forno caldo a 170* per circa 25 minuti

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Servite i filetti irrorandoli con il sughero di cottura

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Buon Appetito

 

Girellando in cucina

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Chef juventino all’opera

Capita a volte di vagare in cucina senza avere ben chiaro ciò che si voglia preparare.

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In questi casi, l’iter è sempre lo stesso: si apre il frigo, magari si controlla la dispensa, e poi, a seconda di ciò che si trova si inizia ad “operare”.

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Questo, è ciò che ho fatto io questa mattina prima di farmi venire l’idea dello “spezzatino alla lionese”

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Le ricette di nonna Quanita

Anche questo è un piatto della mia infanzia che, devo ammettere, non mi piaceva quasi per niente!! Forse perchè uno degli ingredienti principali sono le cipolle che, si sa, non sono molto apprezzate dai bambini

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Comunque, da adulta, ho avuto modo di apprezzarlo e l’ho assai rivalutato mettendolo nella lista d’oro dei piatti preferiti dalla combricola familiare.

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SPEZZATINO ALLA LIONESE

  • 600 gr di spezzatino di manzo magro
  • 3 cipolle chiare
  • alloro
  • olio evo
  • noce moscata
  • 1 bicchierino di cognac
  • 3\4 di bicchiere di vino bianco
  • worcestersauce
  • sale pepe

ESECUZIONE

Mettete in una pentola l’alloro con l’olio e fatelo scaldare

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Mettete in pentola la carne tagliata a piccoli bocconcini e fate rosolare a fuoco non troppo violento

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aggiungete la cipolla, sfumate con il cognac e, appena sarà evaporato, unite il vino bianco, qualche goccia di salsa worcester e un po’ di noce moscata

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Aggiustate di sale e pepe fate cuocere a fuoco molto basso a pentola coperta per circa 1 h

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Nel frattempo preparate una pastella adattav per friggere i carciofi e friggeteli, saranno un perfetto contorno

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Trascorso il tempo di cottura servite con i carciofi spolverizzando con erba cipollina

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Buon Appetito

Straccetti express con trombette al pomodoro

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” Agata, suggeriscimi tu un titolo per il blog di oggi, non mi viene proprio in mente nulla”

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” nonna quale piatto proponi oggi? Chiamalo  con il nome del piatto, non lo sai che la semplicità è sempre vincente!”

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E’ vero, il ragionamento della mia saggia nipotina  non fa una grinza ed io intitolerò il post di oggi semplicemente con il nome degli ingredienti che lo compongono

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Come dice il suo sussidiario ( così si chiamava il libro degli esercizi ai miei tempi) e cambiando un po’ le parole, anche i nonni imparano …ed anche parecchio.

STRACCETTI EXPRESS CON TROMBETTE AL POMODORO

  • 200 gr di polpa di vitello tagliata sottilissima
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 limone, buccia e succo
  • 1 cucchiaio di farina
  • sale pepe
  • olio evo

per le trombette al pomodoro

  • Trombette di Albenga ( o zucchine chiare e tenere)
  • 6 pomodori maturi
  • olio evo
  • 1 scalogno
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale pepe

ESECUZIONE

Infarinate leggermente le fettine di vitello e tagliatele a straccetti

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Mettete gli straccetti nella padella dove avete messo un po’ d’olio e lo spicchio d’aglio e fateli saltare velocemente

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Unite sale e pepe, bagnate con il succo di limone, aggiungete la buccia grattugiata e tenete sul fuoco sempre rimestando per pochissimi minuti

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Preparate ora le trombette: tagliatele con la mandolina sottilissime, spellate i pomodori e tagliateli a filetti

Tritate lo scalogno e fatelo soffriggere leggermente con un po’ d’olio evo; unite i pomodori e le trombette e insaporite

Aggiustate di sale e pepe, sfumate con il vino bianco e cuocete per 20 minuti.

Servite con gli straccetti

Buon appetito

 

Ancoi cuniggiu da Giggia!


imageOggi coniglio della Gigia!

Questa è la traduzione della frase che in famiglia è diventata storica, che diceva mia nonna Quanita quando la sua amica Luigia detta Gigia ( o Giggia alla ligure) veniva in visita e ci portava uno dei suoi succulenti conigli.image

Il rituale era sempre il solito; per prima cosa si decideva quale delle due ricette classiche della famiglia, bisognava prediligere e poi la nonna prendeva subito il quadernino con la copertina nera e la costa dei fogli rossa appartenuto alla sua mamma ( “non è che non mi ricordo come si fa, ma leggendo la sua scrittura, mi pare che la ricetta me la dica con la sua voce” diceva sempre non senza un pizzico di malinconia!) e poi si controllava per quale delle due opzioni ci fossero più ingredienti in casa in quel momento.

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È proprio il criterio che ho seguito io quando sono finalmente riuscita a trovare un coniglio che fino a pochi giorni prima viveva libero e felice nell’ immensa conigliera dell’aia.

Ho optato per la ricetta numero due, perché essendo stata da poco ad Albenga ho potuto usare un ottimo, ma soprattutto vero, Pigato di Cisano d’Albenga prodotto da mia cugina e poi perché cotto nel vino bianco mi pare più adatto per la stagione calda.

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La prima cosa da fare, per me, è stata quella di tirare fuori “la pentola da coniglio” tipica casseruola ligure adatta alla cottura del coniglio perché senza di lei non riuscirei mai ad assaporare il gusto del ricordo ……che mi piace tanto!!!!!!!!!

CONIGLIO ALLA LIGURE RICETTA 2

  • 1 coniglio nostrano tagliato a pezzi compreso il fegato
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • 2 coste di sedano
  • prezzemolo
  • salvia
  • timo
  • maggiorana
  • rosmarino
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1/2 L di vino bianco ( Pigato di Albenga)
  • 1 bicchierino di cognac
  • Pinoli italiani
  • sale e pepe
  • olio evo ligure

ESECUZIONE

La sera precedente alla cottura del coniglio, mettetelo a marinare con tutti gli odori e le erbe aromatiche, bagnate con il Pigato, metà del cognac  e 2 cucchiai d’olio e , dopo aver coperto con pellicola da cucina lasciate in frigo per una notte.

Il giorno seguente mettete nella casseruola un po’ d’olio , qualche rametto di rosmarino e  fate rosolare molto bene i pezzi di coniglio dopo averli salati e pepati, da tutti i lati

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Appena saranno ben rosolati bagnateli con il restante cognac e fate evaporare, quindi unite i pinoli e fate tostare

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Tritate finemente con la mezzaluna le verdure e le erbe della marinata e mettetele in pentola

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Fate insaporire tutto insieme per qualche minuto facendo attenzione che non attacchi nulla

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Appena sarà  tutto ben rosolato, unire il vino della marinata e, se serve un po’ di acqua calda, sino a coprire a filo i pezzi di coniglio

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Coprite la pentola

image e fate cuocere a fuoco moderato per circa 1 ora se il coniglio è nostrano, per non più di 40 minuti se è di allevamento, controllando anche se serve altro sale.

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Servite il coniglio con un soffice purè oppure con patatine novelle come faceva la nonna

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Buon Appetito

Ricordi di gioventù

imageNegli anni della nostra giovinezza, ormai persi nella nebbia dei tempi, accadeva spesso che ci si trovasse in casa dell’uno o dell’altro per trascorrere serate all’insegna della musica.

Eravamo tutti giovani con figli piccoli e quasi tutti lontani dalle famiglie di origine, ma tutti con la forza dei vent’anni, avevamo voglia di stare insieme per trascorrere momenti di svago.

Ci eravamo inventati i sabato sera dove cantavamo a squarciagola canzoni stonate, che a noi però parevano da Oscar e, nemmeno a dirlo, con tavolate affollatissime dove ognuno di noi contribuiva con piatti tipici del proprio territorio.

Un collega di mio marito, romano de Roma, preparava spesso un pollo alle cipolla con una ricetta che, a suo dire, aveva “estorto” con le lusinghe ad una notissima ristoratrice di Trastevere e che ,sempre secondo lui, aveva incredibili effetti afrodisiaci!!

Non so proprio se questa fosse una semplice boutade, ma sicuramente so che era una vera bontà………..o era solo la musica????????

Be’, giudicate voi.

POLLO ALLE CIPOLLE DE SORA PIA

  •  1 pollo tagliato a pezzetti
  • 3 cipolle rosse di certaldo
  • 1 spicchio d’aglio
  • salvia,rosmarino, timo
  • olive di Gaeta
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • il succo di 1 limone
  • olio evo
  • sale pepe.

ESECUZIONE

Con l’aglio e le erbe aromatiche, fate un trito finissimo, unite il sale ed il pepe e cospargete con questo composto i pezzi di pollo.

Mettete il pollo dopo averlo un po’ massaggiato, in un contenitore ed irrorate con olio evo ed il succo di 1 limone.

Chiudete con un tappo a chiusura ermetica e lasciate così riposare per un paio d’ore.image

Nel frattempo tagliate le cipolle a fettine sottili e lasciatele un po’ in acqua calda affinché perdano il loro gusto forte.

Trascorso il tempo di posa del pollo, mettetelo in una padella con la marinata e fatelo insaporire da ogni lato.image

Aggiungete quindi le cipolle e, dopo aver fatto amalgamare i sapori, unite il vino bianco e fate andare sino a cottura del pollo a fuoco molto basso.image

Se occorre aggiungete un po’ di brodo caldo o acqua calda e 1/2 dado da brodo.image

10 minuti prima della completa cottura unite le olive e fate in modo che resti parecchio intingoloimage

Non dimenticate di rifornirvi di parecchio pane, magari fate voi quello con le noci: tutti i commensali si sentiranno estasiati, se poi è vero ciò che dice Pietro…………….

Buon Appetito!image

Capodanno anni ’70

 

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Non c’era capodanno negli anni ’70 dove nel cenone non fossero servite le pennette al  salmone. Come succedeva in quegli anni per molti piatti, anche le povere pennette navigavano in litri di panna per la gioia del colesterolo di tutti noi, non ancora così demonizzato come oggi. Però, colesterolo o no, queste pennette erano davvero buone!

Allora in ricordo dei mitici anni ’70, ho voluto provare la ricetta suggerita dalla dottoressa Flachi, fatta con prodotti salutari e biologici, dimezzando le calorie ed annullando i sensi di colpa.

PENNE AL SALMONE DEL NUOVO SECOLO

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  • 300 gr di  penne integrali
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 150 gr di salmone affumicato ( o fresco a piacere)
  • 1 scalogno
  • 1/4 di bicchiere di vino bianco
  • 200 ml di panna di soia
  • rucola
  • noci
  • 10 gr di parmigiano ( facoltativo)

ESECUZIONE

Mettete a bollire l’acqua per la pasta nella quale avrete aggiunto 1 cucchiaino di curcuma ed appena avrà raggiunto il bollore gettare la pasta che impiegherà circa 15 minuti per cuocere. Tritate finemente lo scalogno e fatelo appassire con il vino bianco a fuoco moto basso, appena sarà trasparente, unite il salmone e frantumatelo con la forchetta.

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Unite la panna di soia e fatela scaldare con il salmone.

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Scolate la pasta nella padella del condimento,unite la rucola tagliata a filetti e le noci spezzettate e finite il piatto con il parmigiano.

Devo essere onesta, io che non credo molto a queste innovazioni light ho apprezzato questa ricetta è l’ho trovata molto simile all’originale. È stata una piacevole scoperta la panna di soia e l’ impiego del formaggio sulle penne al salmone, cosa che non avrei mai fatto negli anni ’70, ha reso il piatto più aggressivo e di personalità

Insomma non avrei speso una lira per queste penne, invece…COMPLIMENTI EVELINA!

Buon Appetito

Milanese ma non troppo

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Un’altra delle mie passioni culinarie è il risotto. Sarà per le mie origini nordiche, ma davanti ad un succulento risotto all’onda, non so davvero resistere. A dirla tutta sono nulle o pochissime le cose alle quali riesco a resistere, ma per il risotto fatto a regola d’arte ho una particolare debolezza.

Questa mattina, mentre ” faticavo ” in piscina e continuavo a ripetermi :”Ma perchè? Chi me lo ha fatto fare ?”. Tenendo d’occhio l’odiato orologione che non muove le lancettone neppure a prenderlo a sassate, ho pensato che l’unica via di salvezza sarebbe stata quella di impegnare la mente, mentre il corpo sgobbava e faticava, in un pensiero più che gradevole. Allora eccolo, in tutta la sua magnificente fragranza prendere forma nella mia mente un succulento piatto di risotto allo zafferano.

Si, proprio lui, il semplicissimo risotto alla milanese che per il suo inconfondibile colore, da bambina chiamavo il riso giallo, quello squisito. In questo modo ho concluso la mia lezione in serenità ed armonia con me stessa, mi sono coccolata sotto la doccia assaporando idealmente l’inconfondibile e gratificante gusto dello zafferano, ho preso la macchina e mi sono diretta immediatamente verso casa. Proprio in macchina, precisamente ad ogni rotonda, ho iniziato a pensare alle ipotetiche aggiunte che avrebbero potuto dare al mio risotto una personalità unica, la mia.

Così ho rivisitato moto liberamente, il risotto di oggi.

RISOTTO ALLA MILANESE IN VIAGGIO

  • 300 gr di riso Carnaroli
  • 60 gr di burro
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 scalogno tritato finemente
  • 1 L di brodo vegetale o di pollo
  • 100 gr di taleggio
  • 7/8 noci sgusciate e sminuzzate
  • 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 foglia di alloro
  • 1 bustina di zafferano

ESECUZIONE

Sbucciate e tritate finemente lo scalogno, fatelo appassire in tegame con 20 gr di burro e la foglia di alloro, senza lasciarlo colorire.

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Aggiungete il riso e fatelo rosolare per 1-2 minuti mescolando continuamente, irrorate con il vino bianco e fate evaporare a fuoco sostenuto. Versate il brodo bollente e lo zafferano tutto in una volta. Fate cuocere, senza mai toccare a fuoco basso per 15-18 minuti a seconda delle indicazioni del fabbricante del riso.

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Mentre il riso cuoce, preparate le noci sminuzzandole, tagliate a dadini il taleggio e grattugiate il parmigiano.

Quando sarà trascorso il tempo di cottura del riso, toglietelo dal fuoco (deve rimanere molto morbido) unite il burro rimasto ammorbidito a temperatura ambiente, il taleggio, il parmigiano e scuotetelo agitandolo come fa l’onda che infrange sulla battigia!

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Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati , unite le noci, mischiate ancora energicamente e coprite facendo riposare il risotto per 2-3 minuti prima di servire.

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Se non riuscite a scuotere la pentola per far fare l’onda, mischiate con un cucchiaio di legno energicamente. Potete aggiungere a questo risotto anche una pera tagliata a dadini e sbucciata, quindi fatta caramellare a parte con una noce di burro e 1 cucchiaino di zucchero ed aggiunta all’ ultimo. Potete utilizzare per la mantecatura qualsiasi formaggio, L’ importante è che abbia un gusto abbastanza deciso.

Se siete “puristi del risotto”, potete tranquillamente girare il riso durante tutta la sua cottura, l’unica differenza dal vostro metodo al mio è che io utilizzo il tempo per fare altro, il risultato è però identico. Se avete il Bimby va benissimo cucinare il risotto con questo formidabile apparecchio, seguendo bene le direttive della macchina!

Buon appetito a tutti

Pesce, ovvero la sicura leggerezza

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Vi ho già detto che in questi giorni festivi, la mia vita è stata sconvolta da un ciclone implacabile: i miei figli. Ho trascorso le mie giornate a cucinare senza avere mai il tempo di fotografare, per poi riferirlo a voi, ciò che ho preparato, poiché la media dei commensali in queste giornate è stata sempre tra le 10 e le 15 persone. Però, devo dire la verità, sono stata così bene che ogni mia fatica non è assolutamente nulla dinnanzi alla gioia che ho avuto nel cuore!

Per concludere nel migliore dei modi il ciclo dei pranzi canonici, ho pensato di cucinare un meraviglioso dentice selvaggio di dimensioni enormi che ha accontentato davvero tutti i commensali. L’ho cucinato al forno con il cartoccio, perché in questo modo il pesce mantiene il giusto grado di umidità e le sue carni non diventano stoppose cosa che, date le dimensioni del pesce, può facilmente succedere.

DENTICE AL VAPORE ALLE ERBE AROMATICHE

  • 1 dentice di circa 1-1 1/2 kg ( oppure, se avete pesci di pezzatura piccola, 1 a persona )
  • un mazzetto di foglie di salvia
  • alcuni rametti di timo
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 foglie di alloro
  • 1 limone
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di vino
  • sale, pepe q.b.

ESECUZIONE

Pulire perfettamente il dentice, squamandolo ed eviscerandolo con la massima cura, levate le branchie e laviamolo molto bene sotto l’acqua corrente per togliere ogni residuo di sangue.

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Praticate dei tagli in diagonale e salate e pepate con cura sia internamente che esternamente. Tritate tutte le erbe ed unite la buccia di limone tritata.

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Con le erbe cospargete il pesce anche nei tagli praticati, aggiungete anche fettine di limone tagliate sottilmente.

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Accendete il forno con funzione statica a 200*. Foderate la leccarda del forno con carta forno, quindi preparate il cartoccio: sovrapponete almeno 3 fogli di alluminio se avete un pesce di grandi dimensioni altrimenti mettete 1 foglio per 1 pesce. Mettete nel cartoccio l’olio, il vino bianco, le erbe avanzate, sale grosso e qualche grano di pepe pestato. Chiudete bene il cartoccio  ed infornate per 40 minuti per il pesce grande, 20 per il pesce piccolo.

Quando sarà cotto, dopo averlo mostrato in tutta la sua bellezza, sporzionatelo e pulitelo a parte, quindi servitelo irrorandolo con il sughettino che si sarà formato. Così cucinato, il dentice risulterà ugualmente buono se userete origano e prezzemolo tritati, aglio a lamelle e pomodori tagliati a dadolini.

Buon appetito

Dedicato a Silva

imageOggi mi sono piacevolmente attardata con la lettura della mia amica SILVA AVANZI RIGOBELLO,  famosa blogger del blog che porta il suo nome e coinvolgente scrittrice del libro di ricette, viaggi ed emozioni ” TEMPI ANDATI E TEMPI DI COTTURA”

Ho letto e riletto le pagina riguardanti Roma e Parigi, ed ho sognato perché moltissimi dei suoi ricordi ed esperienze sono state anche le nostre in queste stupende città  ( Roma un gradino più che stupenda!)

All’ ora di pranzo, sempre seduta in salotto a leggere, mi sono resa conto di non aver preparato nulla !

Allora, un po’ condizionata dalle ricette di Silva, un po’ per la mia proverbiale golosità, ho deciso che oggi , in onore di Roma preparerò un bel piatto di spaghetti alla gricia e per cena, sarà il momento de…Paris e allora,  cocotte de soup d’oignon!!!!!

E, come ci consiglia Silva, sempre iniziando i due pasti con un ……inebriante KIR ROYAL !

1 parte di Crèm de Cassis

2 parti di Champagne

grazie Silva per i meravigliosi momenti che mi hai fatto ricordare.

SPAGHETTI ALLA GRICIA

  • Spaghettini ( o bucatini, secondo i gusti)
  • 100 gr di guanciale
  • 2 spicchi d’ aglio
  • olio evo
  • pecorino grattugiato
  • sale e pepe

ESECUZIONE

Tagliate il guanciale a listarelle e tritate l’aglio

Mettete a rosolare in una capace padella con l’olio evo.

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aggiungete una spruzzati a di vino bianco dei castelli, fate sfumare molto bene e levate  dal fuoco.

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lessate la pasta in abbondante acqua salata.

Scolate la pasta e insaporire velocemente nella padella del condimento.

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Fuori dal fuoco unite il pecorino e servite immediatamente.

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La gricia non e’ altro che l’antenato dell’ amatriciana, da cui si distingue essenzialmente per l’assenza del pomodoro.

Come per l’amatriciana,anche la gricia,prende il nome dalla località dove e’ stata fatta per la prima volta : Griciano.

La ricetta che ho scritto, e’ quella originale ,io ,a volte, faccio una variazione un po’ nordica : sfumo con la grappa e aggiungo qualche ago di rosmarino tritato.

Ho conosciuto la gricia negli anni in cui abbiamo  abitato a Roma ,indovinate un po’, mio marito passava le sue giornate tra aule universitarie e tomi da studiare ed io, allegramente tra shopping e cibo!!!!!!

Da lì ho capito qual’ era il mio habitat naturale: la cucina !

Buon appetito!