Luna prepotente :torta agli albumi

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Una prepotente super luna !

E’ così che  si è presentata ieri sera la luna all’ora dell’ultima passeggiatina  con Pepper….era così tra un ti vedo e non ti vedo ma con una forza tale che quasi intimoriva a guardarla !

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…e questa mattina, invece,  tutto è diventato  semplice e rassicurante perfetta introduzione ad una giornata positiva

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Allora che c’è di meglio se non iniziare la giornata preparando un dolce di quelli di casa, senza pretese particolari ma che hanno come ingrediente essenziale la semplicità dell’amore !

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TORTA SEMPLICE CON GLI ALBUMI

  • 150 gr di farina tipo 1
  • 50 gr di farina di mandorle
  • 200 gr di zucchero
  • 200 gr di albumi ( circa 5 di uova grandi)
  • 125 gr di olio di semi di girasole
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
  • 1 bustina di lievito per dolci

ESECUZIONE

Per prima cosa montate a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale ed accendete il forno a 170°

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Lavorate con la planetaria le farine con lo zucchero , l’olio, la vaniglia ed il lievito

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sino ad ottenere un impasto molto sodo e colloso

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Unite gli albumi montati mescolando delicatamente dal basso verso l’alto

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Spalmate con un pennellino la teglia con lo staccante ( furbata che ho imparato dalla mitica Natalia Catelani del bellissimo blog tempo di cottura :50 gr di burro-50 gr di farina-70 gr di olio di semi impastare tutto insieme e conservare in frigo)

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e versate l’impasto in teglia

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Cuocete nel forno caldo a 170° per circa 40 minuti ( questo è il tempo del mio forno, voi controllate il vostro, per alcuni bastano 35 minuti)IMG_5516

Prima di servire cospargete con zucchero a velo…una coccola in più che ci sta sempre bene

Buon Appetito

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Cucina da streghe ovvero torta rustica di mele e noci

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Halloween è una festa che, culturalmente, non mi appartiene, ma, avendo in casa una nipotina, non posso fare a meno di festeggiarla almeno in cucina.

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Sempre per non mancare ai doveri di nonna, ho accompagnato Agata ad una gara culinaria per bambini “Master chef junior” de noaltri per festeggiare adeguatamente proprio Halloween

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L’impegno profuso dai bambini è stato davvero notevole considerando anche che, per preparare e presentare i piatti avevano solo 5 minuti a portata

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Viene da se che oltre al bloody mary, al tramezzino del drago ed altri cibi simili, non poteva mancare il dolce pannoso a forma e colore di zucca, per il qualeAgata ha avuto il  riconoscimento da parte della giuria ( ogni bambino ha avuto il suo riconoscimento come deve giustamente essere in questi casi)

Tornando a casa l’idea sarebbe stata  quella di fare un dolce per la famiglia che ricordasse quello preparato da lei al Master Chef, ma dopo alcune prove non molto soddisfacenti abbiamo optato per una più confortante torta rustica alle mele e noci.

TORTA RUSTICA ALLE MELE E NOCI

  • 3 mele
  • 8 noci
  • 200 gr di farina macinata a pietra 2
  • 100 gr di farina di noci
  • 3 uova
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di burro
  • 1\2 bicchiere di latte intero
  • 1 bustina di lievito per dolci

per le mele

  • 1 bicchierino di rum fantasia
  • 1 limone non trattato (succo e buccia grattugiata)
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • un po’di zenzero grattugiato

ESECUZIONE

Sbucciate e tagliate a pezzettini le mele; sgusciate le noci e tagliatele a pezzetti; mettete le mele e le noci in una terrina, grattugiate la buccia del limone e lo zenzero grattugiati, unite lo zucchero, il succo del limone ed il rum ( o un liquore a piacere) mischiate bene e lasciate macerare per almeno 1\2 ora

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Montate i tuorli delle uova con lo zucchero sino ad ottenere un composto bianco e ben areato

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Mischiate le farine ed il lievito

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ed unite al composto di zucchero e uova incorporando molto bene

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Imburrate ed infarinate uno stampo da ciambella ed accendete il forno a 200° per poi abbassarlo a 180° quando infornerete

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Aggiungete il latte per rendere fluido il composto, il burro molto ammorbidito ed unite le mele e le noci con tutto il succo ottenuto

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Montate a neve gli albumi ed uniteli al composto per la torta

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Mettete nello stampo

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ed infornate a 180° per circa 40 minuti ( a forno ventilato se usate lo statico, ci vorranno 50 minuti)

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fate la prova stecchino e se tutto è ok, sfornate e cospargete la superficie con zucchero a velo

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Buon Halloween a tutti e Buon Appetito

 

Il bananino ovvero il liquore alla banana

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Anche Pepper, all’idea del bananino si lecca i baffi !

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Si tratta di un liquore squisito adattissimo anche per la  preparazione di torte alla frutta che, nella stagione invernale soprattutto, saranno frequenti sulle nostre tavole

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La ricetta che ho io è quella della mia nonna che preparava questo ed altri ottimi liquorini per tutta la famiglia.

BANANINO : LIQUORE CREMOSO DI BANANE

  • 4 banane mature e perfettamente integre ( circa 400 gr)
  • 350 ml di alcool puro alimentare
  • 300 ml di latte intero a lunga conservazione
  • 200 ml di panna a lunga conservazione
  • 300 gr di zucchero
  •  1 stecca di vaniglia
  • 1\2 cucchiaino di curcuma ( a piacere)

ESECUZIONE

Sbucciate le banane e tagliatele a fettine; quindi mettetele a macerare nell’alcool, coprite con pellicola e lasciate così, in ambiente buio e fresco,  per 8 giorni.

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A questo punto le banane saranno annerite ed avranno aromatizzato l’alcool

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Filtrate molto bene e gettate le banane, mi raccomando, non passate le banane, darebbero un retrogusto al liquore assai sgradevole

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Mettete, in un pentolino delle giuste dimensioni, il latte, la panna e lo zucchero ed unite anche i semi del baccello di vaniglia e la curcuma che ha la funzione unicamente di dare colore, potete anche utilizzare lo zafferano o un semplice colorante alimentare.  Mettete sul fuoco e portate ad ebollizione

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Fate sobbollire sino a quando lo zucchero sarà perfettamente sciolto; togliere dal fuoco e fate raffreddare bene girando spesso per evitare accumuli

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Mischiate lo sciroppo al latte con l’alcool aromatizzato

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Frullate leggermente con un frullino ad immersione quindi, con l’aiuto di un imbuto iniziate a riempire la bottiglia possibilmente con chiusura ermetica

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Conservate in frigo o, meglio ancora in freezer , anche se la nonna lo preparava in settembre od ottobre perché la temperatura era più bassa e lo riponeva nel mobile della sala poiché era la stanza nella quale non arrivava il tepore della stufa.

Lasciate riposare il liquore almeno per 1 mese prima di consumarlo, ne guadagnerà il gusto.

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Buona digestione a tutti

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ arrivata la tribù

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Siamo in piena estate, tutti hanno bisogno di mare, e allora tutti al mare da mamma!

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In questi casi, quando la casa è super affollata, il primo comandamento é non accendere MAI il forno, perché, ovviamente,  si desidera solo un po’ di fresco.

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Allora se proprio siamo obbligati ad usare il forno abbiamo pensato di  mettere un fornetto in giardino per ovviare a questo enorme problema. Capita però che il suddetto fornetto non sia adatto alla cottura perfetta dei dolci lievitati e la deliziosa “torta soffice alle pesche”

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diventi un succoso ” pasticcio alle pesche caramellato”da servire ancora tiepido con un buon gelato alla vaniglia.

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PASTICCIO DI PESCHE CARAMELLATO

per la torta

  • 2 uova
  • 200 gr di zucchero
  • 215 gr di farina
  • 1\2 bustina di lievito per dolci
  • 125 gr di olio di semi di arachide
  • 1 pesca
  • 1 limone ( buccia e succo)

per il caramello

  • 1\2 bicchierino di liquore alla pesca
  • 2 cucchiai di zucchero di canna
  • il succo di 1 limone

ESECUZIONE

Montate le uova con lo zucchero, con le fruste elettriche, sino ad ottenere un composto bianco e spumoso.

Setacciate la farina con il lievito, aggiungete la buccia grattugiata del limone e aggiungeteli al composto di uova

unite a filo l’olio, mentre impastate, sino ad ottenere un composto molto areato.

Tagliate le pesche a pezzetti ed unitele al composto quindi infornate e mettetelo  in una teglia imburrata e cuocete per circa 45 minuti a 180°

Quando la torta sarà cotta (spero meglio della mia) irroratela completamente con lo sciroppo fatto con gli ingredienti indicati

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servite il pasticcio con un buon gelato alla vaniglia!!

Buon Appetito

Conoscete i LAGACCIO?

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I LAGACCI o BISCOTTI DEL LAGACCIO, sono biscotti da colazione tipici genovesi, molto simili alle fette biscottate, l’unica differenza sta nel leggero sentore di anice o di semi di finocchio che li fa davvero unici.

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Sono stati “sfornati” per la prima volta nel 1539 da un pasticcere del quartiere di San Teodoro sulle alture genovesi chiamato anche Lagaccio , dopo che Andrea Doria fece costruire nella zona, un bacino artificiale per la raccolta delle acque piovane, che i genovesi battezzarono subito “u lagassu” il lagaccio appunto.

All’origine furono pensate come “biscotti da barca” cioè come biscotti che potevano resistere per lunghi periodi senza alterare la loro qualità, per questo adatti ad essere portati in mare dai marinai nei lunghi periodi di pesca.

Per me i LAGACCIO sono stati i biscotti dell’ infanzia, molte volte la sera mi capitava di cenare con un bel tazzone di latte fumante nel quale inzuppavo i miei adorati biscotti rinunciando molto volentieri alle sane ma noiose, questo era il mio pensiero del tempo, minestre della nonna!

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Al tempo non c’era l’abitudine di confezionarli in casa, poiché tutti i fornai li avevano nella loro produzione, in più, a quell’epoca, iniziarono a produrli anche a livello industriale; i miei preferiti erano in una confezione azzurra e si chiamavano “DELFINO” ma amavo moltissimo anche i “PANARELLO”ed i “GRONDONA” che ancora oggi si trovano in commercio.

Sulla scia di questi dolcissimi ricordi mi sono voluta cimentare con la loro preparazione, anche se pensavo che fosse un’impresa assai ardua!

Nulla di più sbagliato,  con la disponibilità dei moderni “aiutacuoca” cioè con la macchina del pane o la planetaria o il BIMBY, il gioco è semplicissimo ed il risultato davvero da sogno!

I LAGACCIO O BISCOTTI DEL LAGACCIO

  • 500 gr di farina Petra 5 ( o farina manitoba)
  • 150 gr di lievito madre appena rinfrescato
  • 150 gr di di acqua tiepida
  • 130 gr di zucchero
  • 70 gr di burro ( fuso e raffreddato)
  • 1 fialetta di aroma di anice
  • 1 fialetta di aroma di rum
  • la buccia grattugiata di 1 arancia
  • 1 cucchiaino di miele
  • un pizzico di sale

ESECUZIONE

Sciogliete il lievito madre nell’acqua tiepida con il miele ; appena sarà sciolto mettete tutti gli ingredienti nella macchina del pane , aggiungendo il pizzico di sale quando la macchina avrà iniziato ad impastare; fate andare con il programma “impasto” e, appena terminato il ciclo, rimettete nuovamente in funzione per rimpastare nuovamente

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Fatto ciò, dividete l’impasto in 3 parti e formate dei filoncini che metterete sulla placca del forno foderata con carta forno e farete lievitare dentro al forno spento per tutta la notte

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La mattina successiva accendete il forno a 180° per circa 30 minuti a forno ventilato

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A cottura avvenuta, fate raffreddare benissimo sulla gratella img_2947

quindi quando saranno assolutamente freddi, tagliateli a fette dello spessore di circa 1,5 cm

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Mettete quindi le fette a biscottare in forno

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sino a quando si saranno seccate, ci vorranno circa 15 minuti a 180° ………e tantissima attenzione per evitare …

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questo, ma ottenendo ………

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queste bontà! Per la cronaca però, devo dire, ho mangiato anche quelle un po’ tropo cotte e mi sono piaciute ugualmente!

Buon Appetito

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I bomboloni

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Oggi non farò preamboli e non racconterò aneddoti familiari, poiché la ricetta è piuttosto lunga ed impegnativa e l’attenzione va tutta concentrata su di lei.

BOMBOLONI

per il lievitino

  • 200 gr di lievito madre appena rinfrescato
  • 120 gr di latte tiepido
  • 1 cucchiaino di miele

per i bomboloni

  • 2 patate farinose
  • 500 gr di farina Petra n 5
  • 3 uova
  • 80 gr di zucchero
  • 100 gr di burro
  • 1 cucchiaio di miele
  • buccia di un limone
  • sale
  • olio per friggere
  • crema pasticciera

ESECUZIONE

Lessate le patate e schiacciatele; quindi fatele raffreddare

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In una ciotolina mettete il lievito madre, appena rinfrescato , con il latte intero ed 1 cucchiaino di miele frullando il tutto sino allo scioglimento completo del lievito; fate quindi riposare in questo stato per circa 1\2 ora.

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In una planetaria munita di foglia, ponete la farina setacciata ed 1 cucchiaio di miele

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Unite la buccia grattugiata del limone non trattato, lo zucchero e le patate

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Sbattete a parte le uova img_2857

unitele nella planetaria agli altri ingredienti ed azionatela

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Quando l’impasto sarà ben sodo e raccolto sulla foglia sostituitela con il gancio ed aggiungete il lievito sciolto nel latte

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Continuate a lavorare il composto sino a che il lievitino sarà ben incorporato ; unite a questo punto un pizzico di sale ed incorporate il burro ridotto a pomata, poco per volta, avendo l’accortezza di aspettare ad aggiungere burro se quello unito prima non sia perfettamente assorbito. Trasferite l’impasto su di un piano di lavoro

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e stendetelo con il matterello ad uno spessore di circa 1cm e mezzo

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Con l’aiuto di un coppapasta fate i bomboloni

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e mettete ancora a lievitare per circa 1 ora

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Usate tutto l’impasto riservandone un po’ per fare anche qualche ciambellina

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Preparate la crema pasticcera e mettetela a freddare in frigo; trascorso il tempo di lievitazione iniziate a friggere

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Quindi sgocciolate bene dall’olio

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e e cospargete di zucchero semolato i bomboloni

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Praticate un foro al centro dei bomboloni

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E, con l’aiuto di una siringa per dolci, farcite i bomboloni

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A questo punto non vi resta che provare questa delizia ed iniziare, in pura allegria, il carnevale

Buon Appetito

RICORDI D’INFANZIA

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Quando arriva il mese di Febbraio il mio cuore corre all’infanzia, alle chiassose e meravigliose feste in casa di nonna Francesca con i miei cugini

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Ci riuniva tutti, eravamo in 8  più o meno coetanei, ognuno di noi felice nel proprio costume carnascialesco di interpretare un personaggio che, nei nostri sogni di bambini, era il massimo che si poteva desiderare!

La principessa e la ballerina spagnola, si misuravano con Zorro ed il cow boy, attorno a immensi vassoi di bugie (o cenci, crostoni, frappe, chiacchiere , chiamateli come volete sono sempre la stessa cosa) litigando, sempre amorevolmente, per accaparrarsi il pezzo più grosso !

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Proprio la ricetta delle bugie di nonna Francesca è quella che ho pubblicato nel mio libro, e ieri, preparandole per Agata e la sua amichetta, ho rivissuto momenti di gioia intensa . Certi sentimenti a volte si assopiscono nell’animo, però  tornano sempre con improvvisa e meravigliosa potenza per continuare a farci sognare e mantenerci un po’ bambini

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LE BUGIE DI NONNA FRANCESCA (” In cucina da nonna Titti “pag 128)

  • 500 gr di farina 0
  • 2 uova
  • 100 gr di zucchero
  • un pizzico di sale
  • aroma di vaniglia
  • 30 gr di burro
  • succo di 1 arancia
  • la buccia grattugiata di 1 arancia e di 1 limone
  • 1 bicchierino di marsala
  • olio per friggere
  • zucchero a velo

ESECUZIONE

Mettete sulla spianatoia la farina setacciata, lo zucchero, le bucce grattugiate degli agrumi

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Aggiungete il resto degli ingredienti ricordando che il burro dovrà essere ” a pomata” cioè molto morbido ma non fuso

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Lavorate molto bene e formate una palla che farete riposare in frigo per circa un’ora

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Trascorso questo tempo stendete la pasta con il matterello sino a raggiungere lo spessore desiderato

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Tagliate con la rotella la pasta a strisce oppure dandole la forma che desiderate

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Friggete quindi le bugie in abbondante olio di semi ( io lo faccio con la friggitrice così sono certa che l’olio non bruci)

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Fatele ben asciugare dall’olio

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Quindi mettetele in un cestino e man mano che friggete, cospargetele con lo zucchero a velo

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Terminata la frittura, servite tiepide per la gioia di tutta la famiglia ….ed oltre!

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Che il Carnevale abbia inizio!

Buon Appetito

Quando il ciambellone è un dono d’amicizia

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Penso che tutti voi abbiate avuto come regalo da un’amica il bicchierino con una piccola parte di impasto del ciambellone dell’amicizia

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A me ha sempre fatto molto piacere riceverlo perché ho immaginato che chi ha pensato di regalarlo a me mi considerasse davvero un’amica

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Sotto il nome ” torta dell’amicizia ” mi sono capitati parecchi impasti tutti molto buoni, ma questo che mi ha dato la mia amica Giuliana, l’ho trovato davvero ottimo e, dopo la prima volta nella quale ho seguito in modo super preciso le istruzioni del foglietto di accompagnamento, ho provato a rifarlo e devo dire che il risultato è stato comunque ottimo, magari senza benedizione, ma con una strizzata d’occhio da parte di San Pio, sicuramente sì.

TORTA DELL’AMICIZIA DI P. PIO

Usate come unità di misura un bicchiere di carta

  • 4 bicchieri di farina
  • 3 bicchieri di zucchero
  • 2 bicchieri di latte
  • 1 bicchiere di olio di semi
  • 2  uova intere
  • 1 hg di noci sgusciate e tritate
  • 1 mela
  • 1 pera
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • la buccia grattugiata di un’arancia e di un limone
  • un pizzico di sale

ESECUZIONE

Mettete nel bicchiere del mixer la farina, lo zucchero, il latte, le uova, l’ olio,  la buccia grattugiata degli agrumi, la vanillina, il lievito ed il sale ed amalgamate molto bene il tutto.

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Tagliate a pezzi molto piccoli la mela e la pera e tritate le noci

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Mettete questi 2 ingredienti nel composto preparato con il mixer

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E versate tutto in una teglia da ciambellone a cerniera ben imburrata ed infarinata

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Infornate in forno caldo a 180* per circa 40 minuti

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Servite tiepida o fredda dopo avercosparso il dolce con zucchero a velo

Potete sostituire la mela e la pera con qualsiasi frutta (io l’ho fatta con pesche e susine) perché il risultato sarà comunque soddisfacente, quella che a noi è piaciuta di più è con more e lamponi

Se volete farla nel modo suggerito dalla ricetta originale, ho pubblicato la foto all’inizio del post

Con tutto la mia amicizia  auguro a tutti…

Buon Appetito

 

 

 

 

 

 

Autunno=vendemmia

imageQuando pensiamo all’autunno il primo pensiero va alla vendemmia; la vigna ordinata e curata infonde in chi la osserva un senso di assoluta tranquillità

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Per noi che siamo amanti della buona cucina tradizionale più che alle romantiche visioni, pensiamo alle succulente merende che si consumano tra i filari ricchi di grandi grappoli maturi

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Come sempre, regione che vai tradizione che trovi, mentre in Liguria per rifocillare i vendemmiatori si preparano all’infinito testi ( teglie) di farinata succulenta,

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in Toscana una delle merende preferite dopo il tradizionale ” pane sciapo e presciutto” è la Schiaccia con l’uva preparata proprio con l’ uva da vino

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Per chi vive tra i vigneti procurarsi l’uva necessaria  per fare la schiaccia è un gioco da ragazzi e potete anche immaginare come!

E’ una ricetta semplicissima e dal successo garantito, io mi sono un po’ complicata la vita perché ho iniziato dal lievito madre.

Dopo aver rinfrescato il lievito ed averlo fatto lievitare fuori dal frigo per circa 2 ore, mi sono resa conto che avrei dovuto buttarne almeno la metà allora ho pensato alla schiaccia: per prima cosa ho sciolto circa 150 gr di lievito madre in 350 gr di acqua tiepida ed un cucchiaino di miele

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Ho sciolto bene ed ho lasciato riposare la pastella ottenuta per circa 15 minuti

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Trascorso questo tempo ho messo nella planetaria 500 gr di farina Petra 3, la pastella ed ho impastato per circa 5 minuti

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Appena ho ottenuto un impasto  soffice e ben lavorato, l’ho messo sulla spianatoia, ho impastato un po’ a mano, ho fatto un panetto, ho fatto una croce per facilitare la lievitazione

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Ed ho amorevolmente coperto con la copertina delle mie bambine, lasciando riposare il pane per circa 2 ore

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Trascorso questo tempo ,con la pasta di pane ben lievitata, ho preparato la schiaccia con l’uva

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SCHIACCIA CON L’UVA

  • 500 gr di pasta lievitata per il pane
  • 1 kg di uva da vino
  • 150 gr di zucchero
  • 4 cucchiai di olio di oliva

ESECUZIONE

Mettete nella planetaria la pasta del pane con 50 gr di zucchero e l’olio

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Sulla spianatoia, stendete metà della pasta di pane e tirate una sfoglia abbastanza sottile

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Lasciate ancora un po’ lievitare e nel frattempo preparate gli acini d’uva, lavateli e mondateli molto bene e conditeli con un cucchiaio di zucchero ( questa è una mia idea che non troverete nelle ricette tradizionali, ma trovo che con questo piccolo accorgimento la schiaccia sia più buona)

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Ungete  la teglia con un po’ d’olio, foderatela con la sfoglia e cospargetela con metà dei chicchi d’uva e con 4-5 cucchiaiate di zucchero

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Stendete la restante pasta, e fate un altro strato con la sfoglia, altri acini ed altro zucchero

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Irrorate con un filo d’olio ed infornate a180*\ 200*

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Dopo 30 minuti la schiaccia sarà pronta

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Buon appetito

 

 

Eccoci a casa!

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Eccoci a casa!

Dopo aver archiviato l’estate siamo felicemente tornati nella nostra meravigliosa Siena

Ovviamente io sto benissimo ad Albenga, è il luogo dove sono nata, dove risiedono quasi tutti i miei parenti e tanti amici dell’infanzia ai quali sono legatissima, ma rientrare in una città come Siena dopo un po’ di assenza, è come immergersi completamente nell’arte e nella storia con una forza ed una potenza da levare il respiro!

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Ho la fortuna di aver viaggiato molto per il mondo e mi sento di poter dire che pur apprezzando moltissimo ciò che ho visto  e visitato la sofisticata bellezza e la magica atmosfera che questa città dona a chi la visita, l’ho riscontrata poche volteimage

Bando ai romanticismi e tornando a ciò che ci interessa in questa sede cioè il cibo, non ho lasciato la terra di Liguria senza aver caricato  la macchina in maniera spropositata con i suoi principali prodotti tra questi ho portato con me delle sardine prese dal pescatore la mattina della partenza, le quali, nonostante ci abbiano ” tenuto compagnia ” tutto il viaggio con il loro dolce sentore, cucinate al carpione alla maniera della nonna, ci hanno abbondantemente ripagato del minimo disagio che ci avevano arrecato

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SARDINE IN CARPIONE DI NONNA FRANCESCA

  • 500 gr di sardine freschissime
  • 2 cipolle di Tropea fresche
  • 50 gr di pinoli
  • 2 foglie di alloro
  • 2-3 rametti di maggiorana
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 limone
  • 40 ml di aceto bianco
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • un po’ di radice di zenzero grattugiata
  • 1/2 bicchiere di olio evo
  • sale, pepe

ESECUZIONE

Pulite bene le sardine privandole delle teste ed eliminando le interiora; lavatele bene, fatele un po’ sgocciolare e tamponatele con la carta da cucina

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Infarinate leggermente le sardine e cuocetele il olio d’oliva per 2-3 minuti rigirandole delicatamente per evitare che si rompano;

imagemettetele quindi ben allineate in una pirofila dopo averle un po’ salate

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Tagliate a fettine sottili le cipolle

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e fate tostare in modo adeguato i pinoli affinché possano sprigionare il loro olio essenziale

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Abbassate al minimo la fiamma sotto la padella dove avete fritto le sardine ed aggiungete la maggiorana e l’alloro, le cipolle, l’aglio ben schiacciato, lo zenzero grattugiato, l’aceto, il limone a spicchi, il sale, il pepe macinato ed anche qualche grano e lo zucchero

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Fate riscaldare il carpione per 2-3 minuti a fuoco dolcissimo

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Quindi unite i pinoli e fate ulteriormente insaporire tutto insieme ancora per pochi secondi

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Versate la marinata calda sulle sardine allineate nella pirofila facendo in modo che restino ben coperte

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Coprite con la pellicola e conservate in frigo almeno sino al giorno dopo; tirate il carpione fuori dal frigo 1 ora prima di consumarlo e vi garantisco che questo piatto vi conquisterà.

Dimenticavo di dirvi che la mia nonna Francesca aggiungeva al carpione anche le zucchine trombette tagliate sottilissime e fritte, in questo modo il piatto era completo ed assolutamente sfizioso

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Buon appetito